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Aida Xhaxho: “Mondiale? Un sogno realizzato nel quale l’Italia ha fatto bene. Io? Devo mettere in bacheca ancora un paio di obiettivi”

“Credo che il movimento italiano non lo aspettasse da così tanto tempo. In realtà non si può aspettare qualcosa che per anni è stato persino più grande dei sogni”. A dircelo è stato Aida Xhaxho, incontenibile quando si parla di futsal, che sui Mondiali disputati poche settimane fa nelle Filippine aggiunge: “Negli ultimi anni il futsal femminile è cresciuto tantissimo e, proprio da lì, questo sogno ha iniziato piano piano a prendere forma”.
Aida, che ha lasciato il futsal la scorsa estate, per tanti anni ha vestito la maglia Azzurra della Nazionale di calcio a 5. Senza troppi peli sulla lingua Xhaxho ci confessa: “Un pizzico di rammarico c’è stato per non averlo giocato. Ho fatto parte della Nazionale per tanti anni e vederla in TV giocare il primo Mondiale un pensiero me l’ha fatto venire. Allo stesso tempo però ho tifato con enorme orgoglio per le mie compagne e il mio pensiero è andato anche a tutte quelle che, prima di loro, hanno contribuito a rendere possibile tutto questo”.

Sulla manifestazione poi l’ex calcettista continua: “Durante il Mondiale ho sentito parecchie compagne che mi hanno confermato quanto l’organizzazione FIFA sia stata impeccabile: accoglienza, atmosfera, tutto davvero unico. Il Brasile è salito sul tetto del mondo, ma di quelle casette di montagna con il tetto altissimo e ben inclinato, perché è lì che merita di stare. Ha disputato un Mondiale impeccabile sotto ogni aspetto: tecnico, tattico, e questo lo sapevamo, ma soprattutto mentale. Mi ha colpito tantissimo la determinazione, pur sapendo di essere la grande favorita, lo ha dimostrato partita dopo partita senza mai concedere spiragli alle avversarie. Portogallo e Spagna, invece, hanno fatto un percorso lineare e assolutamente coerente con il loro ranking mondiale”.
La classe ’93, nata a Tirana, invece sulle Azzurre evidenzia: “Secondo me l’Italia ha fatto un buon Mondiale. Fare di più, e andare oltre le aspettative, sarebbe stato bellissimo, perché nel calcio e calcio a 5 c’è magia e tutto può succedere. Le Azzurre hanno vinto bene le partite che dovevano vincere, hanno fatto più fatica contro squadre più organizzate e con una storia più consolidata. La vera vittoria che ci portiamo a casa è l’esperienza: non si sono mai risparmiate, sotto nessun aspetto, e questo è un valore enorme per il futuro”.

L’ex di Tikitaka, Lazio, Montesilvano e Falconara, tra le altre, poi sposta l’attenzione sulla Serie A sulla quale ci dice: “È stato un inizio di campionato particolare, con il Mondiale di mezzo, immagino che per le giocatrici convocate non sia stato semplice avere la testa completamente sul campionato nelle prime giornate senza pensare già alle Filippine. Ma è assolutamente comprensibile. Vedo una sola vera favorita rispetto a tutte le altre, poi subito dopo Roma e il resto del gruppo. Questa stagione , più che in passato, il CMB ha qualcosa in più”.
Poi, però, corregge il tiro: “Non è mai detto che la favorita vinca, lo so bene perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Ho la sensazione che stia iniziando una nuova dinastia, pronta a dominare il campionato italiano per diversi anni, un po’ come hanno fatto Falconara e Bitonto negli ultimi cinque”.
Campionato che ha mostrato, però, di avere diverse squadre per il primato come ricorda la stessa Aida: “Mi aspetto delle sorprese. È un campionato ancora difficile da decifrare, senza il CMB sarebbe un torneo ancora più particolare e, per certi aspetti, anche sorprendente.
C’è chi ha carattere, chi entusiasmo, chi ha investito tanto, chi può contare su giocatrici di grande talento ed esperienza in Serie A. Poi però, tornando al punto di partenza, il CMB in questa stagione ha tutte queste caratteristiche insieme”.

In estate Aida ha annunciato l’addio al calcio a 5 giocato ma ha iniziato subito un percorso da conduttrice del podcast ‘Perché Parquet’ insieme a Daniele Mennini. A riguardo ci spiega: “È stato facile, perché non ho preso la classica pausa di riflessione che si prende una coppia. Non ho mai messo in dubbio l’amore che provo per l’altra persona, in questo caso il futsal, ma sentivo che questo stacco fosse necessario per una mia realizzazione personale e per raggiungere alcuni obiettivi che mi ero posta da tempo. Noi atleti ragioniamo così, e per questo dico che è stato facile: nel mio cuore so che non è finita qui. La mia carriera è stata bellissima, guardandomi indietro lo posso dire con serenità. Ho vinto tanto, ho sempre giocato in squadre di vertice, viaggiato tanto e collezionato tanti ricordi indimenticabili. Ora devo mettere in bacheca ancora un paio di obiettivi e poi tornare a dedicarmi al gioco con quella spensieratezza che hanno i bambini quando giocano. Per me questo sport è così: per farlo bene devi stare bene fisicamente, ma soprattutto avere la testa libera, la voglia di allenarti sempre e di divertirti anche dopo una trasferta di dieci ore, magari con compagne molto più giovani di te”.

Aida, arrivata sino alle telecamere di Sky Sport, poi aggiunge: “La trasmissione è nata quasi per gioco, ma quando si inizia a giocare sul serio poi tutto diventa estremamente seri. Ho pensato al nome, al format e ho trovato persone appassionate di futsal, Silvia, Antonio e Daniele, che hanno creduto tantissimo in me. Mi sento a mio agio perché mi diverto: è un modo per sentirmi ancora dentro al campionato, con entrambe le scarpe. Vedere e sentire che le persone apprezzano ciò che raccontiamo mi riempie di gioia. Non sono mai stata una di quelle persone che nasce facendo una sola cosa e cresce senza darsi l’opportunità di scoprire nuovi talenti o nuove passioni”.
Xhaxho, infine, conclude: “Credo che questo sia anche un grande merito dei miei genitori, che hanno sempre creduto in me e lasciandomi ampia libertà nelle scelte, dall’università al lavoro, dallo sport alla vita. Sono stata per tutta la vita un’atleta, poi allenatrice, da tre o quattro anni insegnante e oggi mi sto raccontando in una veste nuova, quella di podcaster. Non vivo questi ruoli come mondi separati: nella mia testa sono tutti collegati, con un incastro molto logico. Al centro di tutto c’è sempre lo stesso principio: qualunque cosa faccia, cerco il modo di renderla piacevole e leggera per me, perché è così che riesco a metterci davvero energia, dedizione e passione”.

Francia – Division 1 Féminine 2025: il bilancio dell’anno solare tra classifica e top scorer

Il 2025 si chiude con una Division 1 Féminine che conferma la sua reputazione di campionato dinamico e tecnicamente evoluto. Tra partite equilibrate, attacchi prolifici e squadre capaci di sorprendere, la stagione 2025-26 ha offerto spettacolo e competitività, consolidando il ruolo della Francia come una delle capitali europee del calcio femminile.

Classifica a fine 2025: Lyon in fuga

Al termine dell’anno solare, l’Olympique Lyonnais domina la classifica con un percorso praticamente perfetto. Le Lyonnes hanno ottenuto 11 vittorie in 11 partite, imponendosi grazie a una superiorità evidente sia sul piano offensivo sia su quello difensivo, con numeri che certificano un dominio netto.

Alle spalle del Lyon si colloca il Paris Saint-Germain, secondo, seguito dal Paris FC in terza posizione. Nantes completa il quartetto di testa, confermandosi una delle squadre più solide e continue della stagione.

La zona centrale della classifica vede protagoniste Fleury 91, Dijon, Strasburgo e Marsiglia, formazioni capaci di alternare prestazioni convincenti a passaggi a vuoto, ma comunque competitive e in grado di strappare punti alle squadre di vertice.

In coda, la lotta per la salvezza resta apertissima. Le Havre, Montpellier e Saint-Étienne occupano le ultime posizioni e sono chiamate a una seconda parte di stagione in rimonta per evitare la retrocessione, in un contesto che promette equilibrio fino alle ultime giornate.

Il peso dei gol: Leuchter guida la classifica marcatrici

Sul piano individuale, il 2025 ha messo in luce diverse protagoniste offensive. La classifica marcatrici vede Romée Leuchter del Paris Saint-Germain al comando con 9 gol, a conferma della sua centralità nel sistema offensivo parigino.

Alle sue spalle si colloca un gruppo compatto di inseguitrici a quota 6 reti, composto da Tabitha Chawinga e Vicki Becho del Lyon, Emelyne Laurent del Fleury 91 e Lucie Calba del Nantes. La presenza di giocatrici provenienti da club diversi evidenzia una distribuzione equilibrata dei gol e sottolinea la profondità offensiva del campionato.

Questa varietà di soluzioni rende la Division 1 Féminine particolarmente imprevedibile, con numerose squadre capaci di affidarsi a più interpreti per decidere le partite.

Competitività e dinamiche di gioco

Il campionato ha mostrato un buon equilibrio tra organizzazione tattica e qualità tecnica. Le squadre di vertice controllano il gioco attraverso possesso palla e precisione nella finalizzazione, mentre le formazioni di metà classifica e della zona salvezza puntano su intensità, pressing e transizioni rapide, rendendo ogni giornata combattuta.

La seconda parte della stagione 2025-26 si preannuncia intensa: Lyon guida con autorevolezza, ma Paris Saint-Germain e Paris FC restano pronte a insidiare il vertice, mentre la corsa per evitare la retrocessione si annuncia serrata fino alla fine.

Pubblico, visibilità e prospettive

Il 2025 ha confermato la crescita della Division 1 Féminine anche in termini di pubblico e visibilità, con un seguito mediatico in aumento e stadi sempre più frequentati. Il campionato francese continua così a distinguersi per qualità tecnica, spettacolo e competitività, rafforzando il proprio ruolo tra i tornei più interessanti del panorama calcistico femminile europeo.

Serie A Women – I numeri del 2025: Lazio prima per punti e vittorie, Piemonte regina delle bomber. Il miglior attacco? Quello del Milan

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women è pronta a riaccendere i motori. Tra tre giorni si aprirà il 2026, che per il calcio femminile italiano inizierà a Pescara con la Supercoppa Women tra Juventus e Roma; una settimana dopo sarà di nuovo il momento del campionato, con le ultime due giornate del girone di andata. 

Nikèe Diana Van Dijk, Inter Women: “Ogni ostacolo che ho incontrato mi ha permesso di migliorare e di arrivare dove sono oggi”.

credit photo: Bruno Fontanarosa - photo agency calcio femminile italiano

Attaccante veloce e con un grande istinto del gol, Nikée Diana Van Dijk è nata ad Arnhem il 24 giugno 2003. Cresciuta nel settore giovanile dell’Heerenveen, Nikée ha esordito nel massimo campionato olandese all’età di 17 anni il 6 novembre 2020. Nell’estate 2022 passa all’Oud-Heverlee Leuven, squadra del campionato belga: in 28 presenze complessive segna 44 gol, 37 dei quali in campionato (18 nel 2022/23 e 19 nel 2023/24). Dopo un secondo e un terzo posto nella Super League belga, Nikée torna in Olanda nell’estate 2024, al Twente. L’annata 2024/25 è ricca di successi: Van Dijk trascina il Twente alla qualificazione alla fase a gironi della UEFA Women’s Champions League, segnando due gol contro il Valur e uno contro l’Osijek nelle fasi preliminari. Esordisce così nella massima competizione europea. A livello nazionale il Twente vince campionato, coppa d’Olanda e Supercoppa, quest’ultimo trofeo bissato all’inizio del 2025/26. Complessivamente Nikée totalizza 35 presenze e 18 gol con il Twente: nell’estate 2025 si trasferisce a Milano, iniziando la sua nuova avventura nerazzurra.

CHALLENGES:

“Quando entro in campo sono calma e concentrata, la cosa che mi dà più adrenalina è segnare un gol: quando segno sento una scarica di energia. Nella mia carriera mi hanno sempre aiutata la determinazione e la resilienza, ogni ostacolo che ho incontrato mi ha permesso di migliorare e di arrivare dove sono oggi”.

TEAM:

“La forza di questo gruppo è l’energia e lo spirito di squadra, ci supportiamo molto sia in allenamento che in partita. Vogliamo sempre dare il massimo in campo e lavoriamo insieme per raggiungere i nostri obiettivi”.

PROFILE:

“Sono una persona ambiziosa e una gran lavoratrice. Mi piace fare squadra e aiutare le mie compagne con gol o assist. Tecnicamente punto molto sulla velocità e sulle mie capacità offensive sotto porta”.

Il “nonostante tutto” del Venezia – Le leonesse vogliono ruggire ancora

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il break di campionato momentaneo permette di porre i riflettori sul quadro delle realtà di serie B. Il girone unico dell’annata 2025/26 propone, tra le altre, il Venezia FC: dell’arancioneroverde (che, in una stagione da incorniciare, aveva conquistato – sotto la guida di Berta Prat Hernández – la promozione in quel di Chieti con due giornate d’anticipo) non si può mettere il dubbio il potenziale, ma l’attuale statistica dichiara di un quattordicesimo gradino occupato.

È vero, la squadra non è “rinunciataria” nell’atteggiamento, la concorrenza interna è più attiva che mai e la lista può ancora cambiare, se non fosse che risultano ancora troppi i finali “in bianco” (otto le cadute senza minima replica goal su 12 gare fino ad ora disputate); un dato che richiama accelerazione anche sul piano casalingo (pochi i risvolti positivi tra le mura domestiche) che sembra non rendere giustizia al reale valore d’insieme.

Può fare di più, quindi, questo Venezia, mentre il percorso stagionale non si discosta da sorprese non pronosticabili. I dati sono tutto o niente a volte, le logiche non banali, ma le reti servono e i punti…anche! A proposito di specchio della porta trovato, le volte ad accontentare l’avvenimento sono state otto, con una indicazione “goal subiti” equivalente a 37: un divario – così osservato – quasi incolmabile nella sua dimensione, col tempo, però, a favore di rimedio. Eppure “one team, one mindset” continua a fungere da motto che accompagna la formazione gestita da Luis Oliveira (il tecnico è subentrato all’ormai ex Rizzolo a novembre) nonostante i 10 risultati in difetto subiti, perché l’FC è anche questo: cadere e provare a rialzarsi. Ed è proprio da quel tentativo che può arrivare un segnale, senza dimenticare quella vittoria e quel pareggio (l’unico) ottenuti in occasione della terza e quarta giornata fronte rispettivamente a Trastevere e Hellas Verona, quando il campionato era ancora in fase “laboratorio”.

Il sorriso, intanto, non arriva da nove appuntamenti, il sogno Coppa Italia si è interrotto nel primo turno davanti alle partenopee, dopo l’ottimo preliminare della competizione davanti al Frosinone, e lo step ad anticipare lo stop invernale ha premiato il Lumezzane. Rimane una rosa costruita con l’obiettivo di fare il meglio possibile, i cui reparti sono stati limati mediante consueto sistema mercato: da una parte la società veneta ha dovuto fare a meno di profili come Asia Casarasa, Chiara Gangi, Arianna Basso, Ilaria Cantarella, Sara Chierchia, Elena Poli, Anna Quaglio, Giulia Borsato, Chiara Tasso, Queralt Torradeflot, Judith Verdaguer, Ait Hammou Kawtar, Menini, Kailey Willis e Sofia Zannini (ceduti ad altre squadre) per poter allargare la famiglia; la stessa, infatti, si è avvalsa delle prestazioni di: Verena Beka, Anna Pucova, Chiara Barro, Sara Novelli, Salimata Ballo, Chirine Lamti, Ambra Liva, Jasmine Mounecif, Giulia Orlandi. Una risposta alle esigenze della categoria mirata.

Continuando sul tema annata in corso, va alla capitana Alice Zuanti il momentaneo titolo di “capocannoniere” grazie a 4 goal individuali (che non lo sono mai perché contributo per l’intera performance di gruppo), una cifra che si ripete anche nel segnale punti intascati fino ad ora.

Il 18 gennaio non si ripartirà dal “Taliercio” di Ca’ Venezia (struttura che ospita le gare locali), bensì da Acquaviva: di rientro dalla pausa, infatti, le leonesse saranno ospiti della San Marino Academy. «Vogliamo crescere ancora, con progetti legati al territorio e alla città più bella del mondo», aveva dichiarato la direttrice Trentin nella festa promozione -. Una affermazione ad ogni modo attuale, che emana grande fiducia per il futuro. Le leonesse vogliono continuare a ruggire: c’è tutto un girone di ritorno da vivere!

Serie A Women la classifica delle marcatrici: una coppia in testa con sette centri

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women è giunta al suo nono turno di campionato, e tra Coppa Italia e Supercoppa riprenderà il suo percorso a metà gennaio. Grappoli di reti sono giunte sino ad ora, ecco la panoramica sulla situazione relativa alle principali marcatrici del torneo principe del calcio femminile italiano a girone unico.

La Serie A Women è a due giornate da giro di boa, che chiude il girone d’andata. In testa troviamo in questa momento due calciatrici entrambe con 7 marcature all’attivo ovvero Tessa Wullaert dell’Inter e Martina Piemonte della Lazio. Alle loro spalle poi, sul gradino più basso del podio, resta stabile a 5 reti invece Nadine Nischler, del Como Women.

Seguono a quota 4 gol, invece, altre sei calciatrici. Le romaniste Manuela Giugliano, Alice Corelli e Giulia Dragoni alla pari della sorprendente Cecilie Floe del Napoli Women, al debutto in Italia, a Evelyn Ijeh del Milan e all’interista Haley Bugeja, forte della tripletta nel derby dell’ultimo turno.

A 3 reti, infine, ci sono tre coppie. Quella del Milan composta da Kayleigh Van Dooren e Monica Renzotti quella della Fiorentina con Iris Omarsdottir e Madelen Janogy, e della Juventus con Michela Cambiaghi e Cristiana Girelli. Sempre con tre centri ci sono anche Valeria Pirone della Ternana Women e Lana Clelland del Sassuolo.

Women’s Champions League: Juve e Roma tra le migliori gare della fase campionato di questa edizione

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nella fase campionato di Women’s Champions League 2025/26 abbiamo visto rimonte clamorose, gol indimenticabili e traguardi storici da parte di alcune squadre. Il nuovo format della competizione ha proposto un calendario molto interessante, offrendo ai club la possibilità di mettersi alla prova contro una gamma più ampia di avversarie, opponendo rivali di lunga data e aumentando ulteriormente la competitività perché la posta in gioco è rimasta alta fino all’ultima giornata. Riviviamo sei partite che hanno regalato emozioni, messo in mostra grandi talenti e offerto momenti memorabili.

Arsenal – OL Lyonnes 1-2 (7 ottobre, prima giornata)

Le otto volte campionesse dell’OL Lyonnes iniziano la stagione con una vittoria importante a Meadow Park, rimontando contro le detentrici grazie a una doppietta di Melchie Dumornay nel primo tempo. L’Arsenal passa in vantaggio in avvio di gara con Alessia Russo, ma le ospiti pareggiano 13 minuti dopo quando Dumornay intercetta un passaggio di Daphne van Domselaar e batte il portiere delle Gunners al secondo tentativo. Cinque minuti dopo, la 22enne centrocampista segna di nuovo, mostrando le qualità che le erano valse il titolo di miglior giovane della Women’s Champions League 2024/25 con un bel tiro a giro dal limite dell’area.

Real Madrid 6-2 Roma (8 ottobre, prima giornata)

In questa avvincente partita si vedono otto gol, un cambio di inerzia della gara e una magnifica prestazione nel secondo tempo del Real Madrid. Entrambe le squadre segnano due gol nei primi 35 minuti: il più bello arriva grazie a un tiro da fuori area della romanista Emilie. Alba Redondo porta le padrone di casa sul 3-2 prima dell’intervallo su assist di Linda Caicedo. Caicedo rimane determinante anche dopo l’intervallo, servendo Caroline Weir per consolidare il vantaggio, mentre Maëlle Lakrar ed Eva Navarro coronano una prestazione memorabile della squadra spagnola.

OH Leuven – Twente 2-1 (15 ottobre, seconda giornata)

Le esordienti dell’OH Leuven ottengono la loro prima vittoria nella fase campionato con un gol in extremis che scatena grandi festeggiamenti. La prima squadra belga a qualificarsi nella competizione rimonta dopo il gol ospite di Jaimy Ravensbergen alla fine del primo tempo. Linde Veefkind pareggia su rigore all’82’, mentre Sára Pusztai segna nel recupero e completa una storica rimonta.

Bayern – Arsenal 3-2 (12 novembre, terza giornata)

Dopo aver conquistato la prima vittoria alla seconda giornata contro il Benfica, l’Arsenal si porta in vantaggio di due gol prima dell’intervallo grazie a un colpo di testa di Emily Fox e un tiro dalla distanza di Mariona Caldentey. A metà del secondo tempo, però, le subentrate del Bayern iniziano a cambiare la partita. Alara e Pernille Harder consentono alla squadra tedesca di pareggiare, poi il capitano Glodis Viggósdóttir sfrutta un cross di Klara Bühl a 4′ dalla fine e strappa una vittoria sensazionale.

Juventus – OL Lyonnes 3-3 (19 novembre, quarta giornata)

Arsenal e Twente non sono le uniche squadre a farsi sfuggire il vantaggio nella fase campionato; la Juventus arriva a un passo da un trionfo memorabile contro le francesi, che però pareggiano su rigore con Wendie Renard al 90′ e portano a casa un punto dopo una gara emozionante. Le campionesse d’Italia conducono 3-0 all’intervallo grazie ai gol di Chiara Beccari, Michela Cambiaghi e Tatiana Pinto, ma la rimonta nel secondo tempo inizia con un gol di Tabitha Chawinga al quarto d’ora della ripresa e una rete di testa di Marie-Antoinette Katoto a poco più di 10 minuti dalla fine. A fine gara, l’OL si procura un calcio di rigore Renard e non sbaglia.

Wolfsburg – Chelsea 1-2 (17 dicembre, sesta giornata)

Le quattro squadre qualificate direttamente ai quarti di finale devono ancora essere decise prima dell’ultima giornata, quando Chelsea e Wolfsburg si sfidano e sono entrambe in lizza per un piazzamento tra le prime quattro. Alex Popp porta in vantaggio le padrone di casa al 16′, ma Lucy Bronze pareggia di testa su calcio d’angolo di Erin Cuthbert alla fine del primo tempo. A metà ripresa, Sam Kerr incorna in rete su cross di Johanna Rytting Kaneryd; anche se il Wolfsburg spinge a caccia del pareggio, le campionesse d’Inghilterra resistono e superano la squadra tedesca, arrivando tra le prime quattro.

Serie A Tesys: “manita” Women Roma e Bitonto, Falconara e Cagliari vincono e convincono

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Concluso l’ultimo turno del 2025. La vice-capolista Women Roma saluta l’anno col sorriso: 5-1 contro la Kick Off con Tampa, Ceccobelli, Lucentini (primo gol in Serie A) e Vanelli (bis), dall’altra parte rete della bandiera di Bovo. Cinquina (5-2) anche per il Bitonto, terza da sola grazie al successo nel derby col Molfetta: Lucilèia (doppietta), Grieco, Ghilardi Nicoletti indirizzano il match già nel primo tempo, mentre alle biancorosse non basta Caballero (2 centri per lei). Dal derby pugliese e quello tra “rapaci” andato in scena al PalaBadiali: l’Okasa Falconara vola sul 9-1 con la Lazio (tris di Elpidio, bis di Colucci e Pereira, più sigilli di Ferrara e Kondo) e incamera tre punti che la riportano tra le prime 4 del campionato. Applausi, infine, per un Cagliari che sale al settimo posto della graduatoria: l’Audace Verona insegue fino al 2-2 (N. Barban e Püttow in risposta a Cokito e Pellegry), ma le rossoblù scappano ancora con la francese (tripletta per lei), Aresu e un’autorete.
La Serie A Tesys tornerà il 4 gennaio 2026 con l’ultima giornata del girone di andata che determinerà anche la Final Eight di Coppa Italia.

Giulia Dragoni di ritorno al Barça già da gennaio? L’indiscrezione

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Anche contro il Lumezzane in Coppa Italia si è visto che c’è una calciatrice di cui la Roma non può assolutamente fare a meno per dare vita a un centrocampo fluido e abile nella manovra: Giulia Dragoni. La classe 2006 di proprietà del Barcellona in prestito alle capitoline, malgrado qualche piccolo screzio in itinere, si è presa il suo posto ed è diventata una di quelle giocatrici che fanno la differenza anche se hanno a propria disposizione una manciata di minuti in campo. La Roma, però, potrebbe presto dover fare a meno di lei.

Hanno cominciato a circolare voci sempre più insistenti per quel che riguarda l’addio di Lucia Di Guglielmo, che potrebbe presto approdare negli Stati Uniti, e Giulia Dragoni è diventata un’altra giocatrice molto chiacchierata perché, proprio adesso, in un momento in cui l’infermeria giallorossa è piena di alcune delle sue titolari, potrebbe fare ritorno alla base.

Secondo ESport3, infatti, la classe 2006 ex Inter potrebbe lasciare le capitoline già in questa finestra di gennaio per andare a rinforzare un centrocampo blaugrana decimato dagli infortuni, in primis quello di Aitana, che rimarrà fuori parecchi mesi. Vista la situazione di emergenza derivante anche dalle risorse economiche della squadra catalana, ripiegare su una calciatrice giovane, di proprietà della squadra e di prospettiva come Giulia Dragoni per farle assaggiare La Liga di qui fino al termine della stagione potrebbe rivelarsi la soluzione più efficace per appunto evitare spese folli sul mercato e, allo stesso tempo, dare spazio a una calciatrice che manovra a proprio piacimento l’attuale capolista di Serie A: Dragoni, quindi, è matura calcisticamente a sufficienza per provare a fare il grande salto in quella che attualmente è la rosa più forte d’Europa.

L’attuale calciatrice della Roma potrebbe dunque svestirsi della maglia capitolina e indossare di nuovo i colori della squadra spagnola, che ha ancora nei piani l’ambizione di arrivare fino in fondo al cammino di Women’s Champions League, dominare ancora in Liga e portarsi a casa anche la Copa de la Reina, i tre fronti che Pere Romeu e le sue ragazze hanno ancora davanti a sé. In poche parole, il ritorno di Giulia Dragoni al Barcellona potrebbe essere non una semplice suggestione, bensì una possibilità che potrebbe concretizzarsi a breve. Si attendono ulteriori sviluppi in questo periodo di sosta, che per la Roma potrebbe comportare la perdita di una delle sue luci che illuminano il centrocampo e l’attacco.

Milan tra alti e bassi, il 2026 lo renderà più costante?

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Milan ha iniziato questa nuova stagione con la consapevolezza di poter sedere al tavolo delle più grandi, dato che lo scorso campionato è terminato con la qualificazione alla Poule Scudetto, avvenuta all’ultima giornata grazie al clamoroso scivolone del Como per 4-2 contro il Napoli che ha costretto le lariane alla quarta sconfitta consecutiva e al sesto posto, nonostante la pesantissima sconfitta delle rossonere per 0-6 contro la Juventus. Certo, la Poule Scudetto non ha comunque portato il Diavolo a fare passi avanti rispetto al quinto posto, però gli ha concesso la possibilità di testare la propria crescita, terminando con 2 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, con 10 punti guadagnati che, sommati ai 25 della Regular Season, hanno portato ad un totale di 35.

Ecco che allora la preparazione per l’annata 2025/2026 è passata anche dal mercato che ha visto la partenza di Emelyn Laurent che ha sposato la causa del Fleury, di Gloria Marinelli che ha lasciato l’Italia per approdare in Svizzera al Servette, di Malgorzata Mesjasz e Nikola Karczewska, entrambe approdate alla Lazio, di Matilde Copetti che ora gioca nel Parma, dell’esperta Nadia Nadim, autrice del gol milanista nel Derby di San Siro (prima e unica sua marcatura), direzione Koge, di Silvia Rubio e di Valery Vigilucci che adesso veste la maglia del Genoa.
Gli innesti sono serviti per rimpolpare una rosa già ben definita e ben amalgamata tra giovani stelline in rampa di lancio e giocatrici molto più esperte: gli acquisti sono stati Milicia Keijzer e Kay-Lee De Sanders entrambe dall’Ajax dove erano state allenate dall’attuale Coach del Milan, Suzanne Bakker, Kayleigh Van Dooren dal Twente, Sandra Estevez Ogalla dal Granada, Soo-Jeong Park, prima calciatrice sudcoreana a vestire la maglia rossonera femminile, dall’Ulsan College e Thea Kyvag dal Kvinner. I colpi in entrata sono stati sia di esperienza che di futuro e nel corso di questi primi mesi ci siamo accorti di quanto siano importanti nell’11 del Diavolo che, come sottolineato dalla stessa allenatrice, ha come obiettivo quello di qualificarsi in Champions League e di provare ad alzare un trofeo.

La prima coppa è però immediatamente scivolata via dalle mani del Milan dato che le prestazioni all’interno della nuova Serie A Women’s Cup non sono state all’altezza: sconfitta casalinga per 0-2 contro il Sassuolo, sconfitta contro la Roma per 1-0 e unica vittoria contro la neopromossa Ternana per 2-1, in rimonta. 1 vittoria e 2 sconfitte che non hanno permesso alle meneghine di passare il girone che è stato totalmente dominato dalla Roma, sconfitta solo in finale dalla solita Juventus. Il debutto in Coppa Italia è invece avvenuto pochi giorni fa, il 21 dicembre, e questo ha invece sorriso al Diavolo che ha sconfitto il Genoa per 2-3, con qualche brivido di troppo considerato il vantaggio per 0-2 poi riequilibrato dal Grifone, staccando il pass per i quarti contro la Fiorentina, già boia delle rossonere nella scorsa edizione.

Il campionato milanista è invece ricco di alti e bassi, quella di Bakker sembra essere la tipica squadra capace di vincere contro tutti e di perdere contro tutti. Il Milan alterna prestazioni da squadra che potrebbe lottare per lo Scudetto a prestazioni nettamente inferiori. Attualmente il Diavolo occupa la settima casella con 4 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte, 17 gol fatti e 18 subiti (seconda peggior difesa del campionato!): equilibrio quasi totale. Nonostante la posizione non sia di alta classifica, il distacco dal terzo posto, ultima posizione valida per la qualificazione alla Champions League occupata dalla Juventus, dista solamente 4 punti, a dimostrazione del fatto che sia un campionato molto equilibrato e che basterebbero poche vittorie in fila per rilanciarsi completamente nella corsa. Ecco, le rossonere hanno dimostrato di essere totalmente incostanti, mai più di due vittorie di fila, mai più di due sconfitte di fila.

Sono due i risultati che spiccano più di tutti all’interno delle 9 giornate: la vittoria per 2-1 contro le Campionesse d’Italia in carica della Juventus, all’Attilio Pavesi di Fiorenzuola d’Arda, casa del Diavolo per quest’anno a causa della ristrutturazione del PUMA House of Football, e la sconfitta per 1-5 nell’ultima giornata nel Derby contro l’Inter, giocato in via eccezionale a Solbiate Arno. Questo è rappresentativo dell’enorme incostanza del Milan.
In casa le ragazze di Suzanne Bakker hanno fatto 10 gol e ne hanno subiti 12 con 2 vittorie, contro Juventus e Lazio, 1 pareggio, contro il Sassuolo e 2 sconfitte, contro Roma e Inter; mentre fuori casa sono 7 le marcature e 6 quelle subite con 2 vittorie, contro Genoa e Napoli, e 2 sconfitte, contro Fiorentina e Como. Anche in questo caso regna il totale equilibrio, probabilmente anche dato dal fatto che in questa stagione le partite in casa siano comunque una sorta di trasferta dato che, come già detto, non si giocano al PUMA House of Football.
I dati realmente preoccupanti, su cui Bakker dovrà lavorare molto, sono le rimonte subite e i gol che la difesa milanista ha concesso oltre al 90’: 6 rimonte subite di cui 3 che hanno portato alla sconfitta (Roma, Fiorentina e Inter), 1 ad un pareggio (Sassuolo) e 2 fortunatamente ininfluenti (Juventus e Genoa in Coppa Italia); 5 gol concessi nei minuti di recupero che hanno tolto 7 punti al Milan (dall’1-1 all’1-2 contro la Roma e dallo 0-0 all’1-0 contro il Como, dal 2-0 al 2-2 contro il Sassuolo e addirittura dal 2-3 al 4-3 contro la Fiorentina, con due reti subite tra il 94’ e il 97’). Dati allarmanti quelli difensivi che il Diavolo ha bisogno di aggiustare per puntare in alto.
La fase offensiva sembra, invece, girare meglio dato che le rossonere sono andate a segno in tutte le partite con la solita Evelyn Ijeh come migliore marcatrice con 4 reti (+1 in Coppa Italia), inseguita da Monica Renzotti e Kayleigh Van Dooren con 3 (+1 in Serie A Women’s Cup).

L’orizzonte rossonero racconta che le prossime sfide saranno la trasferta di Parma e la sfida casalinga contro la Ternana, due match alla portata del Milan che vorrà ripartire con il piede giusto nel 2026 per terminare nel modo migliore il girone di andata e continuare a cullare quel sogno chiamato Champions League, senza dimenticare la sfida di Coppa Italia contro la Fiorentina.

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