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Giorgia Samarati, Sedriano: “Decimo posto in campionato? Non rispecchia il valore della squadra. Finale di Coppa? Ci ho sempre creduto”

Photo Credit: Giorgia Samarati

Il Sedriano si trova al decimo posto del campionato lombardo di Eccellenza con trentuno punti e, in ventisei partite, ha ottenuto nove vittorie, quattro pareggi e tredici sconfitte.
Tuttavia, la squadra gialloblù, nella scorsa settimana, ha centrato la finale della fase lombarda di Coppa Italia Eccellenza. Infatti, le sedrianesi hanno eliminato in semifinale la Doverese. All’andata il Sedriano ha bloccato, tra la mura esterne, le giallonere sull’1-1, dove Irene Fedrigo ha risposto alla rete di Miriam Tiziani. Al ritorno, in cui giocato in casa delle gialloblù, il Sedriano ha di nuovo pareggiato con la Doverese, ma stavolta punteggio di 2-2: Giorgia Zanaboni porta in vantaggio le ospiti, Paula Majone ristabilisce al 65’ la parità, nel finale Giulia Mandelli porta di nuovo le doveresi in avanti, ma al 96’ Giorgia Samarati regala alle sedrianesi, in virtù del fatto che nella LND Lombardia esistono ancora che i gol segnati in trasferta valgono doppio, l’accesso all’atto conclusivo del torneo, dove sfideranno il Monterosso.
Ma torniamo a Giorgia Samarati, la quale è una centrocampista classe ’03 e anche per questa stagione ha scelto di vestire la maglia del Sedriano.
La nostra Redazione ha raggiunto Giorgia, che tra campionato e Coppa ha segnato dodici gol, per risponderci ad alcune domande.

Giorgia qual è, per te, il significato di calciatrice?
«Per me essere calciatrice significa impegno, sacrificio e soprattutto passione, significa anche far parte di un gruppo e aiutare la propria squadra dando sempre il massimo possibile».

Quando hai iniziato la tua avventura con il calcio?
«Nasco e vivo in una famiglia di calciatori e allenatori. I primi calci al pallone li ho dati, come penso quasi tutte noi calciatrici, in giardino con mio padre e in un campetto dell’oratorio del mio paese, seppur senza far parte di una squadra. La mia prima vera avventura con il calcio è iniziata all’età di quindici anni nel settore giovanile dell’Inter, dove ho esordito giocando nelle allieve Under 16. Nello stesso periodo stavo facendo allenamenti (provini) sia con l’Inter che con l’Atalanta, poi Mister Torriani e il suo staff hanno deciso con mia grande sorpresa che avrei dovuto far parte dell’Inter, lascio immaginare la mia gioia nel passare da un campetto di oratorio all’Inter. Lui aveva visto qualcosa in me, delle qualità che forse nemmeno io conoscevo, posso sicuramente affermare che Mister Torriani è stato il primo a credere in me».

Com’è stato il tuo percorso calcistico fino a questo momento?
«Il mio percorso calcistico è stato sicuramente duro, faticoso, inaspettato, ma soprattutto vincente, e mi ha dato fino a questo momento molte soddisfazioni. La mia crescita credo sia dovuta anche alla fortuna di avere avuto allenatori forti e preparati, che mi hanno aiutato nel mio percorso a migliorare giorno dopo giorno, instaurando con me un rapporto molto particolare e confidenziale, diventando veri punti di riferimento. Trovo giusto e doveroso menzionare Mister Elena e soprattutto Mister Recchia che mi ha allenato per due anni e mezzo, facendomi crescere in una fase fondamentale e importante della mia carriera calcistica dove non servivano solo piedi e corsa ma anche carattere e personalità. Con lui abbiamo anche vinto lo scorso campionato (dico abbiamo perché vorrei condividere il merito di questa vittoria con tutta la squadra). Ora sono allenta da Mister Cincotta che da subito si è dimostrato molto preparato e sul pezzo».

Perché hai scelto di diventare una centrocampista?
«A dire il vero io ho sempre giocato come trequartista o seconda punta, ma mi sono anche sempre resa disponibile per la squadra, tanto che l’anno scorso in un momento di difficoltà il mister decise di arretrarmi, e farmi ricoprire il ruolo di centrocampista. Mi sono trovata subito a mio agio e sicura in questo nuovo ruolo, grazie anche alle compagne di reparto e di squadra, e così ho concluso la stagione con un po’ di “su e giù per il campo”. Quest’anno, dopo varie partite giocate in attacco, si è ripetuto esattamente lo stesso episodio e, per aiutare la mia squadra, ora sto cercando di imparare e migliorare nel ruolo di centrocampista, anche se il mio preferito rimarrà sempre trequartista o seconda punta, avendo anche un certo feeling con il gol».

Cosa ti ha convinto a fare parte del Sedriano anche per questa stagione?
«Sicuramente il progetto tecnico che ci ha visto vittoriose lo scorso anno, la voglia di puntare sulle giovani in una squadra ben equilibrata con “ragazze di esperienza” e ovviamente la possibilità di continuare il mio percorso di crescita calcistica in un ambiente sano e professionale con un centro sportivo veramente bello ed organizzato».

Il Sedriano sta facendo un percorso importante nella fase lombarda di Coppa Italia Eccellenza, dove la tua squadra è giunta all’atto conclusivo del torneo. Ti aspettavi di arrivare in finale?
«Arrivare in finale è un grande obiettivo conquistato passo per passo, partita dopo partita, io ci ho sempre creduto fin dal primo minuto in questa competizione, e voglio continuare a crederci fino all’ultima goccia di sudore».

Parliamo anche di come è arrivata la qualificazione alla finale di Coppa, dove il Sedriano ha fermato per due volte in parità la Doverese. Quando hai capito che la squadra sarebbe riuscita a “battere” le avversarie?
«Ho visto fin da subito le qualità e le capacità della mia squadra ma quel mercoledì sera sono rimasta colpita dalla voglia, dalla grinta e dallo spirito di squadra che ci abbiamo messo tutte insieme già nel riscaldamento, da lì ho capito che, nei centottanta minuti che stavamo andando a giocare, avremmo sicuramente dimostrato che grande squadra siamo, nonostante le assenze e gli infortuni che dall’inizio dell’anno non ci hanno mai permesso di mettere in mostra il nostro vero potenziale».

Nel ritorno con la Doverese tu hai segnato nel finale il 2-2, ovvero la marcatura che ha permesso al Sedriano di andare in finale. Ti va di raccontarci il gol? Quanto è stato importante per te segnare questa rete?
«Il gol è stato sicuramente un’emozione immensa, ma la mia soddisfazione parte un minuto prima per come è arrivato quel gol: al novantacinquesimo minuto di gioco per me la partita non era ancora finita e ho “fatto a sportellate” in mezzo al campo con due avversarie ben più forti e piazzate di me, andandomi a conquistare il calcio di punizione poi battuto da Rebe (Rebecca Bragagnolo, ndr) e dal quale è nato il calcio di rigore. Potrebbe sembrare un dettaglio inutile ma per me non lo è, mi è sempre stato insegnato che i dettagli e le piccole cose nel calcio determinano il risultato. Al fischio dell’arbitro ho preso tra le mani il pallone più pesante della mia carriera calcistica, avevo tra i piedi l’accesso alla finale di Coppa per tutta la mia squadra ma, nonostante questo, ho appoggiato il pallone sul dischetto, e ho trovato subito la concentrazione e la tranquillità, come prima di qualsiasi altro rigore che ho battuto. Penso che in quell’istante fossi l’unica rilassata tra tutti i presenti allo stadio, le emozioni per me sono arrivate quando ho visto la palla in rete e tutte le compagne corrermi addosso. Quella sera prima di entrare in campo ho promesso a me stessa e a quelle compagne che ci hanno aiutato ad arrivare fino a qui ma che purtroppo non avrebbero potuto vivere la partita da protagoniste che avrei dato il massimo per arrivare a giocare la finale, ora posso dire “ce l’abbiamo fatta”».

Nelle partite che hai affrontato col Sedriano hai segnato, tra campionato e Coppa, dodici gol. Sei contenta del tuo score?
«Se penso di avere diciannove anni ed essere al mio primo anno in Prima Squadra e spesso mi devo sacrificare in un ruolo che mi tiene distante dalla porta avversaria, beh allora con dodici gol ci sarebbe da essere super felici ma per me non è così, so che posso e devo riuscire a fare meglio. Sono comunque soddisfatta dell’impegno e del contributo dato alla squadra fino ad oggi, anche se preferirei fossero gli altri a giudicare la mia stagione attuale».

La qualificazione alla finale di Coppa mitiga il percorso che il Sedriano sta facendo in campionato, dove attualmente è decimo. Sei soddisfatta di questo piazzamento?
«Penso che il decimo posto in classifica non rispecchi minimamente le qualità di questa squadra, e che sia la conseguenza di una stagione piena di infortuni che per tutto l’anno non ci hanno mai permesso di dimostrare il nostro vero valore e, durante la quale, non abbiamo quasi mai giocato con un vero portiere, ruolo molto importante e delicato nella nostra categoria, a tal proposito voglio ringraziare e fare i complimenti alla mia amica e compagna Marta che pur essendo più piccola di noi e non avendo mai giocato tra i pali si è resa disponibile a coprire il ruolo, offrendo anche delle prestazioni di tutto rispetto».

Delle gare che hai giocato col Sedriano in campionato, qual è quella che ti è piaciuta di più? E qual è la partita che ti verrebbe voglia di rigiocare?
«In realtà non ricordo una partita più o meno bella delle altre, ma credo che in generale nel calcio quello che si è fatto conti poco, bisogna continuamente allenarsi e migliorarsi, quindi se mi chiedi quale gara mi sia piaciuta di più vorrei poterti dire sempre “la prossima”. Tra tutte le partite con questa maglia sicuramente una mi verrebbe voglia di rigiocare: sto parlando della partita dell’anno scorso giocata contro le Azalee su un campo molto difficile e con la squadra decimata a causa del Covid, solo quattro di noi erano allenate e preparate per la partita, il resto della squadra era formata da ragazze molto più giovani di noi o compagne che rientravano direttamente su quel campo dopo uno stop di più settimane. È stata l’unica sconfitta di un campionato praticamente perfetto, che è arrivata all’ultimo minuto dopo aver fatto una prestazione di squadra al di sopra delle aspettative».

La pausa pasquale sta finendo e domenica il Sedriano tornerà in campo per il campionato sfidando proprio la Doverese, e avrà voglia di rivincita dopo le due gare di semifinale di Coppa…
«Innanzi tutto, vorrei fare i complimenti alle ragazze della Doverese che pur avendo giocato contro di noi una partita agonisticamente accesa e importante hanno dimostrato grande sportività per tutti i centottanta minuti, nonostante la comprensibile delusione finale. Noi abbiamo tre allenamenti per preparare la partita di campionato con la Doverese. Credo che ogni gara sia una storia diversa, dobbiamo rispettare l’avversario ma fare la nostra partita senza paura. Abbiamo passato il turno di Coppa Italia con due pareggi, non abbiamo vinto, e quindi anche noi dovremmo avere la stessa voglia di vincere, o di rivincita, dopo la sconfitta subita nel girone di andata».

Che voto dai, in questo momento, al campionato lombardo di Eccellenza?
«In questo momento, da uno a dieci, il campionato lombardo di Eccellenza secondo me si merita un otto pieno e abbondante: il livello, rispetto all’anno scorso, si è alzato, ho trovato molta più qualità, ragazze che hanno giocato in serie C, B, A, le partite sono molto più fisiche e i campi, fatta eccezione di pochi, sono di ottimo livello e ben curati, sui quali si può giocare un ottimo calcio».

Qual è la squadra di Eccellenza Lombardia che ti ha colpito più di tutte?
«Non saprei fare un solo nome, come ho già detto il livello del campionato in generale si è alzato e ogni squadra di conseguenza».

Cosa manca al calcio femminile lombardo per diventare importante?
«Non credo sia una domanda alla quale io sappia rispondere, vivo questo campionato da giocatrice, e penso principalmente a giocare e divertirmi».

Com’è la tua vita extracalcistica?
«La mia vita extracalcistica è come quella di qualsiasi altra ragazza della mia età, studio, lavoro, mi godo la mia famiglia e quando posso esco con amici. Certo, la mia vita è molto influenzata dagli impegni calcistici, ma questa è una mia precisa scelta essendo innamorata di questo sport».

Che obiettivi vorresti centrare nel 2023?
«Io non ho obiettivi particolari o ben definiti, voglio sempre dare il massimo per puntare al massimo, ed ora non so quale sia il mio massimo so solo che devo continuare a crescere, migliorarmi e non finire mai di sognare. D’altronde stai facendo questa domanda a una ragazza che è passata dal campetto dell’oratorio all’Inter, io per prima so che si può e si deve sognare».

Cosa vuoi dire alle tue compagne del Sedriano in vista delle ultime gare di campionato e della finale di Coppa?
«Cosa voglio dire alle mie compagne? La stessa cosa che urlo ogni volta prima di entrare in campo: DAI RAGAAA!».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ACD Sedriano e Giorgia Samarati per la disponibilità.

Coppa Italia: al via la vendita dei biglietti per la finale tra Juventus e Roma

A 52 giorni dalla finale di Coppa Italia Ferrovie dello Stato Italiane è iniziata la vendita dei biglietti per la sfida tra Juventus e Roma. Le grandi protagoniste delle ultime stagioni del calcio femminile italiano si contenderanno il trofeo – per la seconda volta consecutiva – nell’incontro che si disputerà domenica 4 giugno alle ore 16.30 allo Stadio Arechi di Salerno..

I tagliandi della gara, che ha ricevuto il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Salerno, potranno essere acquistati a partire da oggi presso le Agenzie Vivaticket abilitate e sui siti www.figc.it e www.vivaticket.it. Il costo del biglietto intero è di 5 euro, mentre i ragazzi fino ai 18 anni (nati dopo il 4 giugno 2005) e gli Over 65 (nati prima del 4 giugno 1958) potranno assistere al match pagando il tagliando al prezzo ridotto di 1 euro.

È prevista una la medesima promozione anche per gli studenti universitari iscritti all’anno accademico in corso, che presentando tessera o libretto universitario presso un punto vendita Vivaticket potranno acquistare il tagliando al prezzo ridotto. Gli abbonati della Salernitana potranno invece fare richiesta del biglietto omaggio direttamente sul sito figc.vivaticket.it inserendo nel campo coupon il numero della granata card se abbonamento digitale o, in caso di abbonamento cartaceo, il codice riportato sul Barcode.

I diversamente abili potranno richiedere il proprio tagliando e quello dell’accompagnatore inviando la richiesta alla mail coppaitaliafemminile@figc.it allegando il certificato medico e i documenti di identità di entrambi.

Biglietti e prezziI tipi ed i prezzi dei biglietti sono i seguenti:

– DISTINTI Euro 5,00– DISTINTI RIDOTTO Euro 1,00

Tessere federali e tessere C.O.N.I. (aventi diritto al posto in Tribuna d’Onore)

I titolari delle tessere federali e delle tessere C.O.N.I. valide per il 2022 con diritto al posto in Tribuna d’Onore potranno accedere alla stessa inviando la richiesta all’email coppaitaliafemminile@figc.it con allegata la scansione della tessera federale e di un documento d’identità in corso di validità – fino ad esaurimento dei posti disponibili o nella poltronissima ed entro il 30 maggio 2023

Tessere federali e tessere C.O.N.I. (non aventi diritto al posto in Tribuna d’Onore)

I titolari delle tessere federali e delle tessere C.O.N.I. valide per il 2022 non aventi diritto al posto in Tribuna d’Onore, potranno accedere ai Distinti inviando la richiesta all’email coppaitaliafemminile@figc.it con allegata la scansione della tessera federale e di un documento d’identità in corso di validità, il luogo e la data di nascita – fino ad esaurimento dei posti disponibili ed entro il 30 maggio 2023.

Bologna Femminile, 2-1 al Riccione e 22° successo consecutivo

Credit: Bologna

 

Con le unghie e con i denti, il Bologna femminile fa suo il derby stagionale per la terza volta su quattro incontri, vincendo in casa del Riccione per 2-1 nel recupero del 21° turno di Serie C Femminile – Girone B. Segnano Kustrin e Colombo, con le padrone di casa capaci di pareggiare momentaneamente grazie a Filippi: è il 22° successo consecutivo che permette alle rossoblù di salire a quota 67 punti, a +5 dal Meran Women, ma consapevole di avere una gara in meno rispetto alle altoatesine.

Ritrovata dall’inizio Zala Kustrin dopo un infortunio che le ha fatto saltare le ultime due uscite, mister Bragantini opta per il 4-3-1-2 con la slovena alle spalle di Colombo e Gelmetti. Fase di studio che vive di sprazzi, quella della prima mezz’ora, alla ricerca di un episodio per stappare l’incontro: quello che accade al 39’, quando lo spiovente di Gelmetti viene allontanato, da Calli, sulla figura di Kustrin. Controllo e stop della numero 18, con la palla spedita sotto la traversa per il suo quarto gol in campionato. Pochi secondi dopo il 45’, Colombo avrebbe pure la possibilità di raddoppiare, ma il suo destro a pochi passi da Boaglio è smorzato.

Nella ripresa, il canovaccio della partita non cambia: e il risultato in bilico gioca a favore del Riccione, consapevole di poter agguantare il pareggio, come succede al 73’, quando Della Chiara propone un traversone in mezzo sul quale si avventa Schipa. L’esterno anticipa De Biase, calcia su Sassi in uscita e il pallone, rimasto a pochi metri dalla linea di porta, viene ribadito in rete facilmente da Filippi. Mister Bragantini cerca di alzare il baricentro della sua squadra, inserendo Marcanti e Trombin in un 4-2-3-1 che trova concretezza all’82’ quando Antolini respinge un’offensiva casalinga lanciando in profondità Gelmetti. Partita in posizione regolare, l’attaccante serve Colombo che si porta il pallone sul sinistro superando Greppi e incrocia dove Boaglio non può arrivare. È la rete che la fa arrivare in doppia cifra.

Unica squadra imbattuta in Serie C, il Bologna scenderà in campo domenica 16 aprile, ore 18.30, al campo sportivo “L. Bonarelli” di Granarolo dell’Emilia (BO) contro il Rinascita Doccia.

RICCIONE-BOLOGNA 1-2

RICCIONE: Boaglio, Della Chiara, Calli, Neddar, Greppi, Copia, Schipa (88’ Rossi), Pederzani (67’ Cimatti), Filippi, Uzqueda, Edoci.
A disposizione: Zoffoli, Piras, Tiberio, Iorio L., Iorio N., Barocci.
Allenatore: Genovesio

BOLOGNA: Sassi L., Alfieri, Sciarrone (80’ Marcanti), Asamoah, Colombo (87’ Polisi), Antolini, Gelmetti, De Biase, Bonacini (80’ Trombin), Kustrin (70’ Zanetti), Arcamone.
A disposizione: Fiesoli, Giuliani, Filippini, Benozzo, Spallanzani.
Allenatore: Bragantini

Arbitro: Dini di Città di Castello
Marcatrici: 39’ Kustrin (B), 73’ Filippi (R), 82’ Colombo (B)
Ammonita: Della Chiara (R)

Maddalena Cettolin, Futsal Hurricane: “Diamo sempre il massimo, punto a trasmettere la passione per questo sport alle mie compagne”

Nel girone A di Serie A2 di calcio a 5 il Futsal Hurricane sta cercando la permanenza nella categoria senza passare dai play-out. Nel team trevigiano in rosa anche Maddalena Cettolin, classe ’92 al secondo anno in rosanero che abbiamo raggiunto per qualche battuta sul momento:

“Nell’ultima gara contro l’Infinity è stata una bella soddisfazione, parlando sinceramente non avevamo molte aspettative di portare a casa tre punti scontrandoci con una squadra con molti elementi validi. Noi come ogni partita difficile mettiamo il 110% e come spesso succede riusciamo ad ottenere più di quello che speriamo, vuoi un po’ di fortuna. Ma come si sa la fortuna aiuta gli audaci. Come ogni settimana le partite le prepariamo molto scrupolosamente e forse questo ci aiuta ad affrontarle con la mentalità giusta”.

“La prossima gara contro il Santu Predu arriva dopo uno stop di due settimane, sarà una trasferta lunga, dobbiamo lavorare bene queste settimane di riposo e restare concentrate. Come primo anno in A2 posso dire che è stata un esperienza positiva e stimolante. Non ci sono mai stati risultati scontati, ogni giornata regalava sorprese. Questo è un girone molto imprevedibile”.

“La squadra e il gruppo che si è creato è il segreto che ci fa lottare ogni partita, la rosa è molto ridotta spesso negli allenamenti non riusciamo a fare nemmeno una partita 5vs5, quindi trovare gli stimoli e la forza di essere costanti e di metterci il 100% è difficile. Arrivi ad allenamento chi dopo l’università chi dopo lavoro ti guardi negli occhi e cerchi il supporto di una compagna di squadra, nel mister, nel preparatore ,nel presidente e capisci che siamo tutti nella stessa barca e bisogna tenerla a galla. Non si molla fino alla fine”.

“È la prima stagione da capitano. Non sono il tipo che vuole essere capitano ma sono arrivati ordini dall’alto e sicuramente la vivi diversamente. Ti senti più responsabilità sia in campo che fuori, ma devo dire che non è stato per nulla pesante anzi.
Ho sempre avuto ottimi capitani in tutte le squadre in cui ho giocato, ognuna mi ha regalato ed insegnato qualcosa. Come concentrarsi prima di una partita, come reagire dopo una sconfitta e come allentare la tensione in momenti difficili. Una cosa era comune in tutte, la passione per questo sport e felicità nel praticarlo, ecco io punto a trasmettere quest’ultima cosa alle mie compagne”.

Alain Conte: “Il Cittadella ricorda il mio San Marino. Mondiale? Un’ occasione di rilancio che non possiamo fallire”

Nelle ore scorse abbiamo raggiunto per una chiacchierata Alain Conte. Il tecnico  romagnolo, nativo di Ravenna e cresciuto a Cervia, si è distinto negli ultimi anni conseguendo due promozioni consecutive alla guida della San Marino Academy oltre a guadagnarsi “La Panchina d’argento” vinta nel marzo 2021. Il tecnico classe ’85 ha esordito parlando del massimo campionato: “Sulla prima parte di Serie A di positivo sicuramente c’è che la contesa per lo scudetto, dopo anni, è tornata ad essere aperta. L’aspetto negativo a mio avviso è il numero di giocatrici italiane che hanno trovato spazio, specialmente nei top club. Credo che la Roma sia davvero molto vicina al grande obiettivo, così come la Juve alla qualificazione Champions. Salvo grosse sorprese, Inter Milan e Fiorentina si giocheranno il prestigio del podio. Nella Poule Salvezza, poi, il Sassuolo naviga in acque tranquille mentre per le altre è tutto ancora aperto. Sulla formula continuo a preferire un campionato con più squadre e magari con play-out e play-off a fine stagione”.Guardando al percorso europeo delle italiane il tecnico invece ci confida:
“La Roma ha disputato la migliore stagione di sempre, per questo credo sia da celebrare come merita per quanto fatto in Italia ed in Europa. A livello continentale sicuramente ci siamo avvicinati alle altre, già da un paio d’anni direi. Ma la distanza dalle big rimane ancora marcata. Bisogna lavorare a 360 gradi per continuare a far crescere il movimento, perché credo che saremo davvero contenti quando il nostro atteggiamento mentale e la nostra percezione generale non sara0nno quelli degli sfavoriti”.
 Sulla Serie B l’ex trainer del San Marino, poi, ci dice:“La Serie B ha aspetti positivi e negativi. Di positivo c’è che tante giocatrici italiane di livello militano in questo campionato mentre in negativo i posti in palio per gli obiettivi che sono troppo pochi. Di fatto credo che le squadre in lotta per promozione e retrocessione siano poche e questo a 7/8 partite dal termine, toglie un po’ di interesse e di stimoli.La lotta per la A è per me diventata una competizione a 3, con il Cittadella che mi ricorda molto la San Marino Academy del 2019/20. Noi la spuntammo da totali outsider proprio con Napoli e Lazio, anche se nel campionato interrotto per Covid . Per la lotta salvezza invece Arezzo, Torres e Tavagnacco in 3 per un posto, Trento e Trani non credo purtroppo abbiano la forza di rientrare. Il calendario però sarà molto importante per tutte”.

In chiave azzurra, invece, mister Conte non ha dubbi:
.”Rispetto alle ultime uscite, la Nazionale deve recuperare entusiasmo e trovare soprattutto un’identità di gioco chiara. Nel 2019, se vogliamo, questo gruppo ha iniziato ai Mondiali di Francia un percorso che ha certamente portato agli onori delle cronache il calcio femminile come non era mai avvenuto prima. In Australia e Nuova Zelanda si chiude un po’ un cerchio prima di un quasi certo e importante rinnovamento. Il Mondiale è un’ occasione di rilancio che non possiamo fallire”.

La chiusura è sul futuro del tecnico:“Il campo manca molto, questo è certo. Ma ho imparato che i momenti di pausa, limitati nel tempo, sono utili quanto una stagione da protagonista. La voglia di rimettersi in gioco è maturata accanto alla voglia di aggiornarsi e studiare. Questo è un buon momento per valutare progetti futuri di qualsiasi tipo. Vedremo”.

Maurizio Ganz: “Mircea Lucescu il mio modello, dal mio arrivo sulla panchina del Milan sono più paziente e riflessivo”

Credit Photo: Marco Montrone

Nei giorni scorsi a parlare sulle colonne di Calciomercato.com in casa Milan è stato il tecnico Maurizio Ganz. In una lunga intervista il mister delle rossonere ha toccato svariati punti, questo un estratto delle parole dell’ex calciatore ora alla guida delle lombarde confessando l’allenatore che ha come modello:
“Io ne ho avuti 34, ma il mio modello di riferimento è Mircea Lucescu. Mi è sempre piaciuto il modo in cui ragionava di gruppo, la sua dedizione e l’approccio alla partita. Mi ha raccontato questa storia: lui quando giocava in Romania era un terzino. La corsia di destra era occupata da un giocatore fortissimo, impossibile da scavalcare. Allora lui, dato che a destra non avrebbe mai avuto chance di giocare, si è dedicato all’allenamento del piede sinistro diventando ambidestro, finché l’allenatore lo ha spostato nell’altra fascia ed è riuscito a giocare titolare in nazionale. La volontà è tutto, nella vita in generale non solo nel calcio. Mi ricordo Gattuso che arrivò al Milan come ultimo centrocampista della rosa, ma lavorando sodo è arrivato ad essere un titolare inamovibile”.

Dal mio arrivo sulla panchina del Milan sono sicuramente sono più paziente e riflessivo. Sono sempre stato un giocatore di grande carattere, ma altamente impulsivo. Delle mie giocatrici mi ha sorpreso moltissimo la loro voglia di imparare e migliorare. La loro volontà di essere riconosciute come atlete e calciatrici a tutti gli effetti. Nel maschile questo aspetto, a volte, lo devi stimolare, mentre nel femminile lo devi frenare. È il loro momento ed è giusto che loro se lo prendano al 100%”.

“La rivalità con l’Inter è molto emozionante. La vivo in diversa maniera perché da calciatore si sentiva molto di più. Da allenatore sono più sereno. Su 11 derby ne ho vinti 7 e persi 4, con ho provato gioie e dolori. C’è sempre molto rispetto, sia prima che dopo la gara. Io ho sempre pensato che la vera rivalità di Inter e Milan sia contro la Juventus, non tra di loro. Il derby è una partita da vincere, ma la vera battaglia sportiva è quella contro le bianconere”.

Focus sul territorio: intervista esclusiva a Laura Tinari

Photo Credit: LND Abruzzo

Come annunciato settimana scorsa, la nostra redazione è lieta di introdurvi nel mondo dell’LND attraverso un viaggio fatto di scoperte, curiosità e approfondimenti. Il nostro percorso parte oggi dalla splendida regione abruzzese. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Laura Tinari, responsabile del calcio femminile LND Abruzzo.

Laura, quali sono a suo avviso i modi più efficaci per poter sviluppare il calcio femminile nella sua regione, l’Abruzzo?
“L’Abruzzo attualmente ha dieci società iscritte ai campionati LND, tra quello regionale e quello di Serie C: per noi che siamo una regione piccola questi sono numeri importanti. Come tutti poi ci siamo trovati ad affrontare il Covid che ha portato al fermo del campionato e una volta ripresa l’attività è come se si fosse azzerato tutto. Abbiamo però avuto l’opportunità di ripensare tutta l‘attività del femminile, identificando nuovi driver di sviluppo in Abruzzo ossia il campo, la sensibilizzazione, la comunicazione e la formazione.”

Molto spesso la scuola può essere un ottimo mezzo di comunicazione ed intermediazione con i bambini e i ragazzi. Puntate anche alla diffusione del calcio femminile nel settore scolastico? Se sì, in che modo?
“Assolutamente sì. Abbiamo iniziato da quest’anno in maniera più collaborativa una grande sinergia con il nostro settore giovanile scolastico e anche una grande attività con l’ufficio scolastico regionale, quindi con il Ministero dell’Istruzione. La presentazione del campionato Eccellenza femminile è stata fatta in una scuola davanti a circa 200 ragazzi e ragazze e ai loro docenti. Nel mio staff come delegate calcio femminile  provinciali ho voluto ci fossero delle docenti di educazione fisica e con loro stiamo strutturando un torneo Inter scolastico su base provinciale con finale regionale all’Aquila. Questo torneo coinvolgerà le scuole medie e superiori.”

Come hanno risposto gli studenti?
“Erano sicuramente incuriositi perché per tanti il calcio femminile è ancora una novità, nonostante dal 2019 abbia avuto uno slancio e oggi occupi un suo posto nel mondo di questo sport.

Avete delle richieste da parte delle famiglie di poter far giocare la propria figlia?
“Diciamo che i tesseramenti nelle scuole calcio sono in leggero aumento, c’è tanto interesse, anche in alcuni piccoli comuni delle cosiddette aree interne, cosa che non immagineresti. Per questo con il settore giovanile scolastico abbiamo organizzato un progetto pilota, ossia un Torneo Under 13 esordienti Misto in cui giocano bimbi e bimbe insieme, chiaramente con delle regole precise come la presenza delle bambine in campo che non deve essere mai inferiore rispetto al numero stabilito. In alcuni casi le società ci hanno detto di voler partecipare con solo bimbe, è stata una bella sorpresa! Con questo Torneo abbiamo dato alle bambine l’opportunità di vivere la competizione e l’aspetto agonistico, altrimenti difficile da provare giocando sempre tra di loro durante gli allenamenti nella propria scuola calcio. Abbiamo avuto dieci iscrizioni, un’ottima risposta, ora è finita la fase autunnale e comincerà a breve quella primaverile. Non abbiamo avuto una vera richiesta dai genitori, piuttosto siamo stati noi ad intercettare un’esigenza delle bimbe.”

Quali sono le difficoltà maggiori che incontrate?
“Una delle difficoltà maggiori che abbiamo è il numero di calciatrici perché la volontà di fare calcio femminile in Abruzzo c’è e ci sono anche le risorse economiche per sostenere questi progetti. Purtroppo ciò che manca sono le ragazze, che mancano per via dei pregiudizi, degli stereotipi, che poi sono più che altro nella mente degli adulti non tanto delle ragazze perché loro si avvicinano da sole, osservano… Poi c’è il passaggio tra scuola superiore e università, che è cruciale: in quel momento avviene una sorta di dispersione perché cambiano abitudini, orari… Infine, c’è un problema legato alla mentalizzazione: partire dalle più piccole ci consente di risolvere anche un gap che abbiamo notato tra ragazze e ragazzi, laddove il percorso sportivo inizia dalla scuola calcio si acquisiscono una serie di caratteristiche che la mentalità calcistica porta con sé ossia impegno, fatica, il fatto che lo sport viene prima di altre cose, oltre ovviamente tecnicismi legati al gioco, perché quando sei piccolo, sei più predisposto ad apprendere. Per poter superare queste difficoltà, dobbiamo far sì che le bambine partano dalla scuola calcio, coltivando piccole calciatrici. Mi piacerebbe molto che tutte le società dell‘Eccellenza maschile avessero una squadra dell‘Eccellenza femminile.”

Riguardo al discorso sugli impianti di gioco qual è la vostra situazione attuale? Si riescono a fornire adeguate strutture per società e tifosi?
“Il discorso è generale ed è legato al fatto che in alcune aree dell’Abruzzo gli impianti omologati sono pochi. In linea di massima le ragazze giocano sugli stessi campi dei maschi e in alcuni casi sono i campi dove gioca l’Eccellenza maschile. Ora, un po’ grazie al Pnnr, un po’ con fondi regionali nella nostra regione stanno nascendo dei bandi che consentiranno alle società sportive di poter mettere a norma i campi non agibili.”

C’è da parte vostra un utilizzo dei maggiori mezzi di comunicazione (quali anche i social) per far conoscere meglio la vostra realtà? Se sì, come risponde il pubblico?
“LND Abruzzo ha propri canali Facebook, Instagram, Youtube oltre al nostro sito istituzionale all’interno dei quali abbiamo strutturato un ampio piano editoriale con rubriche e post che raccontano la vita delle società e delle calciatrici e calciatori, oltre a quella propria del Comitato. Sottolineo che il calcio femminile ha il suo posto al pari di tutti gli altri. Una cosa che sta riscuotendo successo sono i gol più belli della settimana dei due campionati Eccellenza maschile e femminile: alla fine della settimana successiva montiamo un video con chiedendo di votare il gol più bello e devo dire che c’è animosità nel votare. I tifosi della femminile si fanno sentire e lo stesso discorso vale una volta allo stadio, pur sempre nel rispetto di tutto e tutti chiaramente. Inoltre abbiamo anche un programma televisivo la domenica sera dedicato all’Eccellenza maschile ma da due stagioni viene inserito un servizio sul campionato femminile: sono io a indicare la partita da seguire, in modo che tutte le società siano equamente rappresentate. La trasmissione va in tv e in streaming su Facebook.”

Quali sono le iniziative (al di fuori del campo di gioco) verso le quali puntate maggiormente per farvi conoscere?
“Abbiamo puntato molto sull’attività culturale perché per noi il calcio femminile è una questione di cultura. Per questo abbiamo iniziato ad ideare delle attività come delle campagne di sensibilizzazione ad esempio in occasione del 25 novembre (Giornata mondiale contro alla violenza sulle donne) suggerendo a tutte le società di scendere in camp con un segno rosso sulla faccia e leggere un messaggio ad inizio partita. Lo scorso anno abbiamo realizzato un video per mostrare come lo stereotipo possa essere una forma di violenza perché per una giocatrice può essere demotivante. Abbiamo poi ideato lo scorso anno un convegno nazionale, invitando testimonial importanti del calcio femminile, come la CT della Nazionale Milena Bertolini, iniziativa che sarà replicata con altre ospiti a fine maggio. Infine, ho creato il Premio “Campionesse d’inverno”, trasformando quello che di solito è solo un titolo di giornale in un vero riconoscimento consegnato in campo, un premio utile, come i palloni.”

C’è da parte vostra un utilizzo dei maggiori mezzi di comunicazione (quali anche i social) per far conoscere meglio la vostra realtà? Se sì, come risponde il pubblico?
“Sì certo. Facciamo delle piccole iniziative a livello social perché è l’unico modo per rendere popolare è vera la nostra realtà agli occhi delle famiglie dei tifosi e della popolazione in generale. Queste iniziative possono anche portare le bambine a comprendere che se loro vogliono loro possono ed è importante anche per la fascia genitori perché mostra loro che si tratta oramai di una realtà tutelata.”

Che cosa ci può dire sulla Rappresentativa regionale?
“Ha vissuto in questa stagione sportiva un vero e proprio passaggio generazionale. Si tratta di una realtà nella quale io confido, so che il lavoro che stiamo facendo per diventare un gruppo sarà ripagato nel tempo. A breve ci attende il Torneo delle Regioni, dove abbiamo la possibilità grazie a questo lavoro di affrontare a viso aperto le sfide che ci troveremo davanti ossia l’Emilia Romagna e Bolzano all’interno del girone. Anche qui abbiamo voluto inserire elementi giovani – sia nello staff che nella squadra -, elementi che ci consentono di ripartire un po’ più dal basso e far sì che queste ragazze possano onorare l’Abruzzo e incarnare i suoi principi e i suoi valori. Mi aspetto di vedere che i nostri sforzi vengano recepiti dalle società e dalla popolazione in generale.”

Il primo luglio 2022 è stata una data storica per il calcio femminile italiano: l’introduzione del professionismo. Come pensa che potrebbe influire sulla vostra realtà e nel mondo del calcio femminile in generale?
“Rendere il calcio femminile una professione contribuirà nel tempo a restringere quel gap molto ampio tra femminile e maschile, ma anche ad avvicinare l’Italia alle altre Nazioni europee che hanno introdotto il professionismo da molto più tempo. Il 1 luglio 2022 è stato un spartiacque, un passaggio fondamentale, le bambine ora sanno che se si impegnano, se fanno i passaggi giusti possono arrivare a fare del calcio la loro professione. Questo è a livello culturale un passaggio importante. Chiaramente è un fenomeno che coinvolge la Serie A ma il nostro compito sarà quello di valorizzare questo passaggio e utilizzarlo come uno sprone nei confronti delle bimbe”.

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il settore dell’LND Abruzzo e Laura Tinari per la loro gentile disponibilità.

Venezia FC: a tu per tu con Judith Verdaguer Sánchez

Photo Credit: Pagina Facebook Venezia FC Femminile

Catalana, classe 1997, Judith Verdaguer Sánchez è approdata al Venezia FC alla vigilia della stagione 2022/23 dopo esperienze internazionali di alto livello, conquistandosi un ruolo di primo piano a centrocampo. La giocatrice spagnola descrive così gli inizi della sua carriera e il percorso che l’ha condotta in laguna.

“Il calcio ha iniziato ad essere parte della mia vita fin dai sette anni. Ho cominciato a giocare con i ragazzi e l’ho fatto finché non ho trovato una squadra femminile, dove sono stata notata dagli scout dell’RCD Espanyol, che mi hanno portata nel loro settore giovanile.

Compiuti 18 anni, il panorama del calcio femminile del tempo mi preoccupava, temevo di non poter fare di questa passione il mio lavoro. Ho cominciato a pensare a un piano B, ma non mi sentivo pronta ad abbandonare il mio più grande sogno. Ho fatto i bagagli e sono andata negli Stati Uniti, dove i college più prestigiosi offrono borse di studio per gli studenti atleti, e mi sono laureata in International Business continuando a giocare. Completati gli studi, sono tornata in Spagna per giocare nella prima e nella seconda divisione, con il Saragozza, prima di arrivare a Venezia.

Questo è il mio primo anno in laguna, e sono felice di aver colto una splendida opportunità per conoscere stili di gioco diversi, nonché un Paese meraviglioso come l’Italia, che non avevo mai visitato. Il progetto del Venezia FC Femminile è nuovo, ma con il sostegno della società stiamo ponendo i mattoncini giusti per arrivare ai massimi livelli. Il calcio europeo, molto tecnico, è ben diverso da quello americano, più fisico, ma anche in Europa le differenze fra i campionati sono notevoli. In Italia, nel calcio femminile si corre di più, i contropiedi sono velocissimi, mentre in Spagna si tende a fare una costruzione di gioco più lineare, con più possesso”.

Andressa: “La vittoria con la Germania e il secondo tempo con l’Inghilterra sono la strada giusta per i Mondiali”

Tra le tante amichevoli internazionali dei giorni scorsi si è fatta spazio la supersfida giocata tra Germanie e Brasile: le sudamericane si sono imposte per 2-1 andando in rete nel primo tempo con Tamires e Ariadina. Nelle ore scorse tra le brasiliane, sconfitte ai rigori dall’Inghilterra nella Finalissima, non ha nascosto la sua gioia la romanista Andressa che tramite i propri social ha postato:

“Grande vittoria oggi contro la Germania e un ottimo secondo tempo giovedì scorso contro l’Inghilterra, questa è la strada per arrivare bene ai mondiali.
Posso solo dire grazie per aver avuto ancora una volta la possibilità di vestire la gialla e mostrare il mio calcio sempre per aiutare la nostra nazionale. Grazie per tutti i messaggi di affetto”.

La messicana Scarlett Camberos firma con l’Angel City

Photo Credit: https://www.angelcity.com/

L’Angel City ha annunciato l’arrivo di Scarlett Camberos, attaccante della Nazionale Femminile Messicana, con un contratto di due anni. Camberos arriva all’ACFC tramite trasferimento dal Club América Femenil per una quota concordata dopo l’amichevole pre-campionato dei due club l’8 marzo.

“Sono super entusiasta di unirmi ad Angel City. È sempre stato un mio obiettivo giocare nella NWSL”, ha detto Camberos. “È il loro secondo anno in campionato e c’è ancora molta storia da scrivere con questo nuovo club. Amo i fan, l’ambiente e sono felice che la mia famiglia abbia l’opportunità di vedermi suonare nella meravigliosa città di Los Angeles”.

Nata e cresciuta nell’area di San Diego, Camberos è stata selezionata nell’agosto 2022 per la squadra Nazionale Femminile Messicana, guadagnandosi la sua prima presenza contro la Nuova Zelanda. È stata votata MVP dell’amichevole internazionale inaugurale della Copa Angelina contro l’ACFC al BMO Stadium il 5 settembre 2022.

Camberos arriva all’ACFC dal Club América Femenil della MX Liga Femenil, dove ha trascorso le ultime due stagioni, segnando 18 gol in 41 presenze totali. Ha anche contribuito alle presenze del club nelle finali del torneo Apertura 2022 e nelle semifinali della 2022 Women’s Cup.

Prima del suo periodo di due anni nella MX Liga Femenil, Camberos ha giocato la sua carriera collegiale con gli UC Irvine Anteaters. Nella sua stagione da senior, ha vinto il premio Big West Conference Player of the Year, diventando la seconda giocatrice nella storia del programma a registrare due triplette in carriera e nella stessa stagione.

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