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Naz. U23, Non basta Arrigoni: Azzurrine sconfitte 2-1 in Svezia. Lunedì a Coverciano c’è il Belgio

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Nazionale Femminile, Soncin: “Dal primo momento ho capito che potevamo giocarcela con Nazionali che sembrava impossibile battere”

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Un sogno diventato realtà: le Azzurre sfidano la corazzata USA. Domani alle ore 19 locali (l’1.00 italiana, Rai 2) a Orlando la prima amichevole con la selezione di casa.

“Siamo qui – ha dichiarato Soncin – per scalare un altro gradino del nostro percorso di crescita. Come già fatto nel raduno di ottobre vogliamo dare la possibilità di giocare a più ragazze possibili, per allargare la nostra base e prepararci nel migliore dei modi all’inizio del cammino verso il Mondiale, che rappresenta un sogno ancora più grande di quello vissuto la scorsa estate”. Per farlo, non potrebbe esistere modo migliore che sfidare la corazzata USA, una squadra che vive il calcio in maniera totalmente diversa da quelle affrontate nei primi due anni della sua gestione. “Le loro calciatrici militano nei top club di tutto il mondo, hanno un gioco evoluto e danno pochissimi riferimenti. Ma, come sempre, siamo concentrate su noi stesse e sulle armi che dovremo mettere in campo”.

Il Ct – per sua stessa ammissione ambizioso, concreto ma anche sognatore – non perde occasione di sottolineare la gioia che prova nell’allenare questo gruppo: “Fin dal primo momento – ha aggiunto – ho avuto la convinzione di poter scalare il Ranking e giocarcela con Nazionali che fino a poco tempo fa sembrava impossibile battere. Sono grato a chi mi ha dato questa immensa possibilità. Penso al presidente Gabriele Gravina, a Renzo Ulivieri e naturalmente alle ragazze, perché con il loro impegno hanno fatto in modo di elevare il lavoro che portiamo avanti quotidianamente”. E a chi gli chiede l’immagine più bella del 2025, Soncin risponde così: “Vado oltre le prestazioni e i risultati – ha concluso – ciò che porto nel cuore è la passione che siamo riuscite a trasferire, i feedback di chi non ci seguiva, la voglia delle calciatrici di essere sempre presenti nei raduni e la vicinanza di chi non viene convocata. Tutti insieme siamo riusciti a creare un clima unico, che è arrivato anche negli occhi e nei cuori delle persone che ci seguono”.

Nazionale, Elena Linari: “Con gli USA servirà coraggio e spensieratezza”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Parola d’ordine: coraggio. Di volere e giocare il pallone, anche sotto pressione e contro avversarie di primissimo livello. Un concetto emerso più volte nella conferenza stampa dove – alla vigilia della prima amichevole con gli Stati Uniti, in programma domani alle 19 locali (l’1.00 di notte del 29 novembre in Italia, diretta su Rai 2). In una Orlando bloccata dai festeggiamenti per il Thanksgiving, la Nazionale italiana lavora e corre veloce verso l’attesissimo doppio impegno con la selezione più titolata al mondo.

Concretezza e ambizione sono concetti che ben si adattano anche alla personalità di Linari, che non vede l’ora di godersi l’atmosfera dell’Inter&Co Stadium. “Essere qui – ha evidenziato il difensore del London City Lionesses – ci fa capire quanto stiamo facendo e quanto abbiamo fatto. Affronteremo una Nazionale diretta e verticale, ma sono queste le partite che ci permetteranno di far fare esperienza a tutto il gruppo squadra. Mi piacerebbe vedere un’Italia spensierata, che vuole divertirsi e che non ha alcuna paura di giocare il pallone”. Per ‘Linus’ la coperta azzurra non è troppo corta, anzi, ma l’auspicio è che il movimento italiano possa continuare la sua ascesa in maniera sempre più dirompente: “Ringrazio mister e staff per tutto quello che sono riusciti a darci – questa la sua chiosa – si è percepita un’unione che fa la differenza. Ma non vogliamo accontentarci, quello che abbiamo raggiunto non deve bastarci. Per azzerare il gap con i Paesi in cui il calcio femminile è già una realtà consolidata abbiamo bisogno di visibilità, seguito e di stadi idonei e pieni”.

Matteucci, Naz. Under 19: “Felice per la continuità di gioco espressa delle ragazze”

Un’Italia scintillante, capace di colpire a ripetizione, mettendo subito in discesa il proprio cammino in questo Round 1 di qualificazione all’Europeo: la Nazionale femminile Under 19 supera l’Irlanda del Nord a Pontedera nella prima sfida ufficiale di questa stagione e lo fa con un roboante e perentorio 10-1. Una vittoria in doppia cifra, un risultato netto e mai in discussione che, unito alla vittoria di misura della Svizzera sulla Bielorussia di questa mattina (1-0), pone ottime basi in vista del proseguo del torneo azzurro. Sabato al Viola Park (alle ore 15, nuovamente in diretta su Vivo Azzurro TV) di fronte all’Italia ci sarà proprio la Bielorussia e servirà un’altra prova di qualità per poter arrivare all’ultima sfida del raggruppamento, con le pari età elvetiche, forti di due risultati su tre per chiudere questo girone del Round 1 al primo posto.

Subito avanti 2-0 dopo nemmeno otto minuti di gioco, le ragazze di Matteucci hanno continuato a proporre trame, chiudendo la prima frazione sul triplo vantaggio e quindi dilagando nella ripresa, fino a concludere il match con un totale di ben dieci reti realizzate.

Le parole di Matteucci. “La cosa che mi è piaciuta di più oggi – ha sottolineato a fine gara Nicola Matteucci, visibilmente soddisfatto per quanto visto in campo – è la continuità di gioco delle ragazze, che dal primo all’ultimo minuto hanno avuto un atteggiamento di grande qualità e intensità. Questo non è semplice, perché si tratta sempre di partite internazionale ed è fondamentale comunque sbloccarle”.

ITALIA-IRLANDA DEL NORD 10-1 (3-0 p.t.)
ITALIA: Mazzocchi; Consolini, Bertora (1’st Venturelli), Verrini, Tosello (17’st Bertero); Langella, Cherubini (30’st Robino); Ferraresi (9’st Bedini), Ventriglia, Vitale; Galli (17’st Taddei). A disp.: Bucci, Lombardi, Bonanomi, Zanoni. All.: Matteucci
IRLANDA DEL NORD: Smith A.; Horner (10’st Boyd), Hampton, McNeill, Stanite, Kerr (41’st Dowey); Boothroyd (38’st Knox), Breen, Maguire (10’st Conway); Moore (1’st Reilly), Conway. A disp.: Smith, Knox, Myles, Kelly, McGuinness. All.: Redmond
Arbitra: Jankovic (SVN). Assistenti: Spur (SVN) e Zygmond (POL). Quarto ufficiale: Lisiecka-Sek (POL)
Reti: 3’pt, 6’st e 36’st Ventriglia, 8’pt, 11’st Galli, 48’pt Ferraresi, 3’st e 38’st Venturelli, 16’st aut. Consolini, 28’st e 48’st Taddei
Note – Recupero: 4’pt, 4’st

Sofia Cantore: “Per me è un momento emozionante. USA? Sono venuta qui per poter crescere”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

“Per me è un momento emozionante, per l’esperienza che sto vivendo e che mi sta dando tanto. Poterla condividere per 10 giorni con la Nazionale è qualcosa di speciale”. A raccontarlo è stata Sofia Cantore, sui canali ufficiali della FIGC, in vista della gare della Nazionale Femminile negli USA, nuova casa della punta italiana che aggiunge: “Dopo la fine dell’Europeo ho avuto circa una settimana per preparare tutto prima di partire, quando sono arrivata qui mi sentivo un po’ spaesata ed ancora un po’ in vacanza, con mille cose da fare”.

Sul suo passaggio lontano dall’Europa, poi, ricorda: “Ho preso questa decisione perchè ho pensato potesse essere un’esperienza utile per la mia crescita. Ho trovato un calcio diverso, più fisico e meno tattico. C’è stato un piccolo adattamento, ho trovato una squadra forte che mi ha accolto alla grande”. Sui primi mesi vissuti a Washington poi puntualizza parlando del nuovo campionato: “Mi ha colpito molto l’attaccamento dei tifosi verso la squadra, i tifosi nei play-off ci sono stati vicinissimi. Qui ci sono abitudini diverse e per me tutto è stata una piccola novità. Mio fratello è qui negli Usa, mi ha seguito in tutte le gare e mi ha aiutato tanto”.

L’attaccante ex Juve e Sassuolo poi sull’impatto con il nuovo torneo confessa ai microfoni di Vivo Azzurro TV: “Sto cercando di abituarmi in tante situazioni di gioco, la mia velocità qui non basta e devo metterci della furbizia per cercare qualcosa di diverso. Per me è stato però utile aver trovato subito il gol. Ci sono tanti aspetti dove posso migliorare, ma sono soddisfatta di questi primi mesi”.  In chiusura una battuta sul Lisa Boattin, approdata invece a Huston: “Mi sento spesso con Lisa, lei arrivata subito dopo di me e siamo contente di trovarci qui. Abbiamo giocato contro ed è stato strano averlo fatto dopo tanti anni insieme alla Juve”

Giuseppe Lanzolla, tecnico Matera: “Arrivata una vittoria che fa morale. Abatese? Daremo il massimo!”

Photo Credit: Matera

Iniezione di fiducia per il Matera che durante questo weekend ha trovato la prima vittoria stagionale: un risultato prezioso sopratutto per il morale della squadra lucana, che ha fatto il pieno di punti di fronte al CUS Unical (5-2 il finale di gara).

A raccontare in esclusiva ai nostri microfoni sensazioni ed emozioni circa la performance d’insieme, la guida tecnica della Prima Squadra Giuseppe Lanzolla: “Sono molto contento per la vittoria, sopratutto perché arrivata dopo una serie di risultati negativi dovuti a varie defezioni e ad episodi favorevoli; come prestazioni ci siamo sempre stati, ma questo fa morale anche per affrontare al meglio il prosieguo del campionato”.

La stessa figura ha, poi, analizzato in modo ancor più viscerale e trasparente le mosse della giornata: Durante la gara? Ci sono stati segnali positivi ma anche messaggi che necessitano di correzioni. Non sono mancati i cali di concentrazione e questo non possiamo assolutamente permettercelo”.

Ancora qualche giorno a disposizione per lavorare e fare tesoro dei passi in avanti e delle lacune, per uno step successivo ancor più soddisfacente; da calendario, la compagine ospiterà l’Academy Abatese, avversaria che già lotta per un posto al vertice: “andremo ad affrontare una squadra costruita per vincere il girone, con un organico di primo ordine allestito – ha concluso Lanzolla -. Sulla carta non c’è storia, ma sappiamo che le partite vanno sempre giocate.

Abbiamo iniziato a recuperare qualche infortunata e avremo, quindi, modo di schierare chi prima non avevamo potuto schierare. Noi? Daremo sicuramente il massimo per portare a casa un risultato positivo!

Si ringrazia il tecnico Giuseppe Lanzolla e la società tutta per la gentile concessione.

Lina Magull, Inter Women: “L’obiettivo finale rimane sempre quello di aiutare la squadra a vincere”.

credit photo: Ilaria Corongiu - photo agency Calcio Femminile Italiano

Classe, leadership e voglia di vincere: Lina Maria Magull, nata a Dortmund, in Germania, il 15 agosto 1994, è cresciuta con il sogno del calcio. Ha mosso i suoi primi passi in campo a 5 anni, quando è entrata nelle giovanili dell’Horder SC, squadra di un quartiere di Dortmund. Dopo aver proseguito la sua carriera giovanile nell’Hombrucher e nel SuS Kaiserau, si è trasferita al Gütersloh nel 2009, esordendo in prima squadra a 15 anni nella seconda divisione tedesca. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione del Wolfsburg, che l’ha ingaggiata nell’estate del 2012. Al termine della sua prima stagione ha conquistato un treble storico, vincendo campionato, coppa di Germania e Women’s Champions League. Nel 2013/14 ha vinto di nuovo campionato e Champions, concedendo il bis nella coppa nazionale nella sua ultima stagione. Ceduta in prestito al Friburgo, Magull ha giocato per tre anni in Brisgovia, disputando in totale 72 partite e realizzando 34 gol. Poi il Bayern Monaco: Magull è arrivata in Baviera nell’estate del 2018. Perno della squadra bavarese, ha giocato per cinque stagioni e mezzo a Monaco, vincendo altri due campionati tedeschi nel 2021 e nel 2023 e diventando capitano della squadra.

All’Inter dal 2024, ha portato alla causa nerazzurra la sua leadership ed esperienza: la sua intervista esclusiva:

CHALLENGES:

“L’emozione della gara è il motivo per cui mi piace il calcio, adoro scendere in campo. Il primo contatto con l’erba è il momento che mi dà una scarica di adrenalina. Non ho una routine specifica prima di una partita, avere sicurezza nei proprio punti di forza è sicuramente un fattore importante”.

TEAM:

“Lo spirito di squadra è importantissimo. Ci sosteniamo a vicenda e c’è molta empatia tra di noi. Se una ha una giornata no, ci sono almeno 10 compagne che vanno a darle conforto: si percepisce il senso di “famiglia’’. Quale qualità prenderei da una mia compagna? Direi la velocità da Bugeja o Serturini”.

PROFILE:

“Credo che uno dei miei punti di forza sia avere il giusto mix tra il saper eseguire le indicazioni e la creatività in campo. Grazie all’esperienza che ho maturato sono cresciuta nel capire i momenti di gioco quindi mi piace mantenere il mio spirito libero, ma allo stesso tempo so che ho un compito preciso da svolgere e che l’obiettivo finale rimane sempre quello di aiutare la squadra a vincere”.

Ranking Uefa, la classifica aggiornata: prima il Barcellona, Juve e Roma in top ten

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Periodo di sosta dei vari campionati europei, per consentire alle nazionali di scendere in campo nei vari match in programma. Durante questo primo scorcio di stagione, con Champions ed Europa Cup in corso di svolgimento, si è andato a plasmare il ‘nuovo’ ranking Uefa relativo ai vari club femminili, che tiene conto dell’andamento in campo europeo delle ultime cinque stagioni con un coefficiente assegnato per vittorie, pareggi e avanzamento dei vari turni che va a definire la graduatoria.

Al primo posto troviamo il Barcellona, leader con 116 punti, che sopravanza il Lione che inseguono con 103 punti. Sul gradino più basso del podio troviamo, invece, il Chelsea staccato a quota 86 mentre al quarto posto appaiate le due potenze tedesche, Bayern Monaco e Wolfsburg, a quota 69. Alle spalle si posizionano, poi, Arsenal, sesto a con 66 lunghezze in graduatoria, e PSG, settimo a 61. Chiudono la top ten il Real Madrid, ottavo a 55, e le due italiane attualmente in Chmapions ovvero Juve e Roma. Le bianconere sono none, con 48 punti, le giallorosse decime, con 40.

Appena fuori dalle migliori 10 d’Europa c’è il Benfica con 38 punti con l’Hacken dodicesimo a 33. Seguono, tra i 26 punti e i 21 conquistati in questi cinque anni, Paris FC, Twente, Slavia Praga, Manchester City, Eintracht Francoforte, Valerenga e Brann a chiudere la top 20. L’Inter, alla sua prima partecipazione europea, è invece al 49esimo posto.

Simone Bragantini, Hellas Verona Women: “Sono dispiaciuto per la partita ma sono consapevole che abbiamo fatto una prestazione, secondo me, buona”

credit photo: Stefano Petitti - photo agency Calcio Femminile Italiano
L’Hellas Verona ha giocato al Bentegodi contro la Res Donna Roma la partita valida per la decima giornata di Campionato e ha perso con il risultato di 1-3. Intervistato a proposito della gara, mister Simone Bragantini ha raccontato, dal suo punto di vista, tutte le emozioni suscitate da questa; C’è il dispiacere, ovvio, della sconfitta arrivata dopo una buona prestazione viziata da errori a cui riparare ma, allo stesso tempo, c’è anche l’orgoglio di aver avuto l’opportunità di giocare in un palcoscenico celebre come il Bentegodi.
Il valore simbolico di questa scelta per tutto il movimento calcistico è evidente e riguarda la visibilità che il calcio femminile meriterebbe al pari dello spettacolo offerto ai tifosi settimana dopo settimana.
“Dispiaciuto per la sconfitta, però sono anche molto orgoglioso innanzitutto di far parte di una società che ha voluto fortemente questa partita, questo evento che non ha precedenti in Italia. Secondo me questa serata è stata importantissima che dà un messaggio chiaro e  forte a tutto il movimento calcistico e quindi, ripeto, sono molto orgoglioso di far parte di quello che è l’Hellas Verona. Come dicevo, sono dispiaciuto per la partita ma comunque consapevole che abbiamo fatto una prestazione secondo me buona, soddisfacente con qualche piccolo errore e qui bisognerà ovviamente porre rimedio perché possiamo fare qualcosa in più che ci è mancato magari in alcuni momenti della partita. Sono state delle emozioni belle. Con tutte queste ragazze hanno un rapporto quotidiano e quindi so quanto ci hanno tenuto, è stato bello”.
I tifosi, cogliendo lo spirito dell’iniziativa, hanno affollato e riempito d’affetto le ragazze gialloblu che hanno giocato vivendo ogni momento al massimo “Anche io da giovane andavo in curva a tifare e quindi sapevo che ci sarebbe stata comunque una spinta del tifo ed è stato emozionante da vedere. Deve essere un’emozione da tener dentro per dare sempre qualcosa in più ogni giorno”.

Lavinia Tornaghi (Milan Primavera): “I numeri e il calcio, sono molto più legati di quanto si creda”

Nata il 22 luglio del 2006 (quindi, per gli appassionati di zodiaco, ‘cuspide’ fra il segno del cancro e quello del leone, con appartenenza astrologica però al primo nominato), numero di maglia 24 e ruolo portiere: questi, molto in sintesi, i dati relativi a Lavinia Tornaghi, estremo difensore del Milan Primavera. Se si vuole scendere un poco di più in ‘profondità’, allora si potrebbe scoprire come la ragazza sia una grande appassionata di informatica (nella quale materia sta seguendo un percorso di laurea), di matematica e persino di cybersicurezza.

Talmente appassionata e soprattutto brava, da aver preso parte alle Olimpiadi d’informatica (con la conquista di varie medaglie, sia individuali che di squadra) durante la frequentazione del liceo scientifico Banfi di Vimercate (Monza e Brianza), ma anche quattro volte alle EGOI (European Girl’s Olympiad in Informatica) ed una volta alle WEOI (Western European Olympiad in Informatica). Senza dimenticare la partecipazione alle finali nazionali delle Olimpiadi di Matematica, in ben due occasioni, ed alle Olimpiadi Italiane di Cybersicurezza.

Insomma un giovane (di età), grande genio, che si è avvicinato al calcio “grazie a mio papà, che è preparatore dei portieri da vent’anni, ed a mio fratello Gabri, con cui ho giocato in squadra nei miei primi anni. Si può dire che il calcio sia sempre stato lo sport di famiglia: mia mamma è una grande appassionata, mio papà è allenatore, e sono cresciuta giocando a pallone ogni giorno con i miei fratelli. Per questo non ho mai avuto dubbi: è sempre stato il mio sport”

Nell’immaginario collettivo, i portieri sono sempre stati considerati un po’ pazzi: ma cos’è che porta una giovanissima, come sicuramente eri tu, a buttarsi per terra nel tentativo di afferrare con le mani un pallone, che tutti gli altri giocano con i piedi? “Agli albori della mia (finora breve) carriera calcistica giocavo come difensore. Poi, un giorno in cui alla mia squadra mancavano i portieri, sono entrata in porta e non ne sono mai più uscita. Sono sempre stata una persona che apprezza la solitudine e mi sono subito sentita a mio agio in un ruolo un po’ più individuale. Inoltre, ho sempre avuto uno spirito molto osservatore: fare la portiera mi permette di essere un po’ l’occhio “onnisciente” della squadra in campo. Forse è vero che i portieri sono un po’ pazzi, ma la mia è una follia calma, fatta di ordine e attenzione ai dettagli. Ho bisogno di schemi, di regole, di trovare connessioni anche dove sembrano non esserci”

Persona che si dimostra piuttosto concreta e ‘quadrata’ (nel senso positivo del termine), Lavinia avrà pur avuto dei ‘miti’ calcistici. Verrebbe da pensare a qualche grande ‘numero 1’, maschio o femmina che possa essere, ed invece la nostra ragazza ci stupisce affermando che “Crescendo, i miei miti fuori dai pali sono stati prima Andrea Pirlo e poi Paulo Dybala. È anche per questo che sono molto affezionata al numero 21, che spero di poter indossare un giorno” anche se poi sa ricondurci al suo importantissimo ruolo: “In porta, invece, i miei punti di riferimento sono sempre stati Buffon e Laura Giuliani. Con lei ho una foto scattata quando ero in seconda media: ricordo ancora che avevo avuto l’opportunità di parlarle, e mi disse “tu sei il futuro del calcio”. È stato incredibile, qualche anno dopo, ritrovarmi ad averla come compagna di squadra — e oggi come una persona con cui mi confido spesso”

Lavinia Tornaghi è ormai alle porte (scusateci il gioco di parole) del ‘grande calcio’: cosa si aspetta dal suo futuro e cosa dal Milan Primavera? “Questo per me è il primo anno in cui faccio ufficialmente parte di una rosa di Serie A, anche se ormai da quattro anni gravito nell’orbita della prima squadra. È una grandissima emozione, ma anche una grande responsabilità poter finalmente dire di fare la calciatrice di lavoro. Ho sicuramente l’ambizione di arrivare un giorno a difendere, ogni domenica, i pali della porta rossonera e, quest’anno, voglio sfruttare al massimo la possibilità di giocare in Primavera. Il gruppo è molto forte, ha grande qualità e le prospettive sono senza dubbio positive. Per me è sempre un onore avere l’opportunità di scendere in campo con loro, e ho intenzione di dare sempre tutto per contribuire al meglio al percorso della squadra”

Nel sentirla parlare, si percepisce la grande passione calcistica, ma leggendo i suoi grandi risultati nelle varie discipline scientifiche cui ha partecipato, viene da chiedersi se i numeri possano essere persin più coinvolgenti del football… Ed è la stessa interessata, a spiegarci che “I numeri e il calcio sono molto più legati di quanto si creda. Ho un approccio sicuramente molto analitico, e questo si riflette anche nella mia visione del gioco: mi piace osservare, cercare schemi, capire le dinamiche e anticipare ciò che accadrà. In un certo senso, la logica che c’è dietro ai numeri e quella che c’è dietro al calcio non sono poi così diverse”

Battute a parte, per una sportiva abituata a fare molto movimento, quali sono le difficoltà maggiori per affrontare manifestazioni come le Olimpiadi di matematica oppure campionati di cybersicurezza? “Sicuramente la difficoltà più grande che ho riscontrato in questi anni è riuscire a bilanciare il tempo: sono due attività che richiedono molta dedizione e impegno, ma anche un pizzico di fortuna, per evitare che eventi cruciali, come una partita o una gara, si sovrappongano” sottolinea Lavinia “La mia grande fortuna è che le fatiche sono di natura diversa: il calcio è una fatica soprattutto fisica, mentre la matematica e l’informatica mettono alla prova la mente. In un certo senso, si completano a vicenda. Credo che siano due lati complementari e fondamentali della mia persona, perché mi permettono di avere stimoli diversi che mi tengono sempre attiva”

Per tanto concreta possa essere la nostra interlocutrice, alla sua età sarebbe giusto (o forse sarebbe meglio dire obbligatorio) avere dei sogni: quali sono quelli di Lavinia Tornaghi, anche non in ambito sportivo? “A livello calcistico, il mio sogno resta quello di arrivare un giorno in Nazionale maggiore e, in futuro, diventare allenatrice. A livello non calcistico, invece, mi piacerebbe lavorare nel campo della ricerca. Vorrei anche rimanere legata allo sport, sperando di riuscire a continuare a unire questi due mondi”

Considerata la così profonda conoscenza di sé stessa, dimostrata da Lavinia (cosa non sempre scontata, a vent’anni…), c’è da essere sicuri che almeno qualcuno, di questi sogni, possa diventare realtà: da parte nostra, confidiamo che lei abbia la possibilità di viverseli tutti, indifferentemente, e per questo le auguriamo che le sue grandi passioni, i numeri ed il calcio, non debbano mai andare ad interferire fra di loro!

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