Il Brescia Calcio Femminile ha chiuso al secondo posto della Serie B ad un punto di distacco dal Como Women vincitore del campionato. Il difensore delle biancazzurre Laura Perin ha analizzato la stagione delle Leonesse con un post scritto sui canali social.
“Ci mettiamo in cammino perché ci rendiamo conto che restare fermi ridurrebbe tutto a quello che gli altri hanno creduto di noi, allora sentiamo la necessità di muoverci, per noi, per chi ci vuole bene, per i bambini che siamo stati. Più andiamo avanti più capiamo che il senso di ogni cosa sta proprio lì, in ogni passo che abbiamo avuto il coraggio di fare, ogni ostacolo, ogni gioia che ci ha fatto battere il cuore e ogni caduta che ci ha tolto il fiato. Un passo dopo l’altro senza mai sentirsi soli in questo viaggio. Lo straordinario non si spiega a parole. A chi mi chiederà cosa sia Brescia, risponderò così. Tu continua a camminare.“
Non si ferma il campionato per il Riccione di mister Bragantini: domenica, infatti, altra trasferta della stagione per la sfida con le emiliane del Mittici che, nella gara d’andata, sono già state ampiamente sconfitte (si ricorda il 5 a 0 grazie alla tripletta di Gelmetti e le reti di Ventura e Monetini). In termini di paragone di punteggio, particolare diversità tra le situazioni dei due club: il Riccione, infatti, si trova attualmente stabile in quarta posizione con 55 punti, le ospitanti, invece, in basso alla classifica (precisamente in terzultima posizione) con 20 punti; nonostante ciò, rimane ugualmente una sfida fondamentale prima dell’accesso all’ultima giornata, e le romagnole dovranno compattarsi ancor di più, soprattutto perché reduci dalla sconfitta col Trento. Si ricordano le parole del CT sul pre-gara: “Dobbiamo ritrovare noi stesse dopo la sconfitta contro il Trento. Dobbiamo ripartire e fare bene nelle ultime due partite. Il Mittici ha bisogno di punti quindi non sarà facile, ma noi dobbiamo farci trovare pronte.”
Deyna Castellanos lascerà l’Atlético Madrid. La campionessa venezuelana era arrivata nel gennaio del 2020. Probabilmente andrà al Manchester City per cercare di arrivare in fondo nella prossima Women’s Champions League. All’Atlético ha disputato 71 partite, segnando 26 reti e ha vinto la Supercoppa Spagnola l’anno scorso. Anche Aissatou Tounkara lascia le colchoneras in cui era arrivata nel luglio 2018 dal Paris CF. Ha giocato 109 partite con l’Atleti vincendo il campionato nel 2018-19 e la Supercoppa Spagnola nel 2021.
La terza calciatrice a lasciare le colchoneras è Hedvig Lindahl, svedese, arrivata nel luglio 2020 per giocarsi il posto in porta. Ma Lola Gallardo le ha tolto molte chances nonostante sia stata vicecampionessa olimpica e fu decisiva per la conquista della Supercoppa chiudendo la porta alle calciatrici blaugrana in semifinale ai rigori.
Anche Amanda Sampedro, Silvia Meseguer e Laia Aleixandri lasciano l’Atlético che senza la Women’s Champions League perde tanti pezzi forti della squadra.
La dirigenza sta lavorando per chiudere con Ainhoa Vicente detta Moraza dell’Athletic, Candela Andujar del Barcellona e Irene Guerrero del Levante, tre calciatrici che conoscono bene il campionato spagnolo e si sono ben messe in luce nell’ultima stagione. Ma pesa la partenza delle calciatrici internazionali, in particolare di Deyna Castellanos, più volte amareggiata per le decisioni arbitrali nell’ultima stagione, motivo che potrebbe essere tra quelli che le ha fatto optare per un cambiamento. La campionessa ha salutato le tifose dell’Atlético Madrid con un bellissimo video che si può vedere nella sua pagina Twitter.
Nel corso di un’intervista rilasciata a La Provincia di Como,Stefano Verga, presidente del Como Women neopromosso in Serie A, ha lodato in particolare due figure chiave per la promozione delle lariane: quella del dg Miro Keci e del tecnico Sebastian De La Fuente, entrambi provenienti dalla sezione femminile dell’Inter: “Aver convinto Miro Keci a lasciare l’Inter per sposare questa causa, è stata una mossa clamorosa. E dall’altra parte, dico: se uno lascia l’Inter per sposare questa nuova avventura, è perché ci crede. L’allenatore De La Fuente? Bravissimo, super professionista, con il suo 3-4-1-2. Ma tutti bravi, i tecnici, i preparatori, tutto lo staff. Un gruppo clamoroso”.
Nei giorni scorsi a parlare in casa Napoli Femminile, squadra retrocessa in Serie B, è stata Romina Pinna. La punta ex Pomigliano classe ’93, di origini sarde, ha postato tramite social il suo pensiero sull’esperienza in terra partenopea: “È passata una settimana dalla settimana che ha deciso la stagione. Non si può ritornare indietro, si può solo andare avanti. È il calcio. Vorrei ringrazio le persone che hanno creduto in me , quelle che a dicembre mi hanno portato a Napoli. Grazie a tutto il mondo del Napoli femminile, mi avete accolta e fatto sentire una di voi. Spero e auguro a questa società di ritornare presto dove si merita. Non so cosa succederà ora , ma so che Napoli la si ama e la si rispetta sempre e perdona chi non l’ha fatto e non ha capito come si ama(calcio) da queste parti”.
Futsal Pescara e Lazio si giocavano in gara 3 l’accesso alla finalissima scudetto del calcio a 5 femminile 2021-2022.
Vincono le adriatiche che dopo la sconfitta in gara 1 superano ancora le biancocelesti e grazie al 5-1 affronteranno in finale il Città di Falcoanra.
Nel primo tempo vantaggio abruzzese con Belli che al 5′ porta avanti le locali mentre dopo 5 minuti il pari ospiti è marcato da Siclari al 10′.
Un giro di lancette prima di tornare negli spogliatoi è Belli a riportare avanti le pescaresi mentre nella ripresa, Rozo approfitta di un’indecisione avversaria per mettere dentro il 3-1.
La gara si infiamma quando dopo un contatto in area Grieco chiede il rigore beccandosi il secondo giallo che taglia le gambe alla Lazio. Sono di Xhaxho ed Ortega le due marcature giunte nelle battuta finali che fissano il risultato sul finale di 5-1.
La Prima Squadra di Michelangelo Galasso, domenica alle 15.30 presso il campo sportivo di Francolino (FE), affronterà l’Accademia Spal, nella gara valida per la 14^ giornata di ritorno di Serie C – Girone B.
Penultima gara della regular season, per la quale le rossoblù si presentano ancora da undicesime classificate a 34 punti, ma sempre in costante pressing su Padova (35) e Portogruaro (36). Per scrollarsi di dosso il brivido dei playout servirà ancora quel qualcosa in più, dimostrato al rientro dalla pausa pasquale e momentaneamente concluso con la bella vittoria sulla Triestina, domenica scorsa, per 3-2.
Ecco perché l’incontro con le estensi e, tra poco più di una settimana tra le mura amiche, contro il Padova saranno il crocevia della stagione.
Un passo alla volta, però, perché sebbene le biancazzurre siano già consapevoli della retrocessione, occorrerà entrare in campo con la mentalità giusta: quella che ha permesso, in particolare, di dare una svolta all’attacco, con sette gol nelle ultime quattro uscite.
Nuovo acquisto per il FC Bayern Monaco che ha ingaggiato la nazionale francese Emelyne Laurent per la prossima stagione.L’esterno 23enne si trasferisce a Monaco dal massimo club e vincitore della UEFA Women Champions League in carica dell’Olympique Lyon e ha firmato un contratto fino al 2025.
Bianca Rech, direttore sportivo femminile dell’FCB, vede nella francese un chiaro rinforzo per la sua squadra: “Emelyne è un’ala molto veloce che si sente a casa sia in area offensiva che difensiva. A 23 anni ha già esperienza all’estero e attende con impazienza i nuovi compiti e, soprattutto, a lungo termine”, afferma Rech. Laurent è sotto contratto con l’Olympique Lyon dal 2017 e ha vinto più volte il campionato francese e la Champions League con il top club. Da giovane giocatore in prestito, Laurent ha anche fatto esperienza con i Girondins Bordeaux e il club spagnolo di prima divisione Atlético Madrid.
“Non vedo l’ora di giocare qui in estate.All’FC Bayern, i giocatori lavorano e si allenano molto bene e duramente.È qui che il potenziale viene estratto dalle atlete.Questo è uno dei motivi per cui ho scelto il Bayern.Tutto è anche molto professionale e familiare allo stesso tempo”, afferma Laurent, francese originario della Martinica.
Il Crema1908 ha finito la sua prima avventura nel gironelombardo di Eccellenza, centrando la permanenza nella categoria. Le cremine hanno dovuto dire addio, nella gara finale contro il Gavirate persa per 3-2, al suo portiere classe ‘92 ElenaUggè, una delle figure importanti della squadra bianconera, dato che veste questa maglia da cinque anni. La nostra Redazione ha raggiunto Elena per risponderci ad alcune domande.
Elena cosa ti ha dato il calcio? «È difficile riassumere quanto mi abbia dato il calcio. Ho iniziato a giocare che avevo otto anni, e ho proseguito per ventuno stagioni. Penso che il modo più semplice per descriverlo sia felicità e spensieratezza. Mi ha permesso di conoscere tantissime persone, reputo ogni esperienza preziosa, nel bene e nel male».
Perché hai deciso di andare in porta? «Quando ho iniziato a giocare, in un a squadra di oratorio di Lodi, inizialmente facevo l’esterno di attacco. Avevo una buona velocità nel breve e un bel tiro, anche se completamente impreciso. Quando si è liberato un posto in porta, l’allenatore ha chiesto se qualcuno volesse provare quel nuovo ruolo. Una volta provato ho capito che non volevo più fare null’altro che il portiere».
Cosa ti ha spinto a far parte nel 2017 del Crema? «Dopo la salvezza in Serie C con l’Accademy Fanfulla, cercavo un nuovo stimolo. Diverse squadre mi avevano chiamato, ma il progetto del Crema 1908 è stato quello che mi ha convinto di più. Un progetto non semplice, partendo quasi completamente da zero ma a lungo termine con alte aspirazioni. Ho intravisto la possibilità di mettere una pietra per generazioni future e ho deciso di accettare la sfida».
Che ambiente hai notato al tuo arrivo? E adesso? «Al mio arrivo ho notato un po’ di inesperienza nel gestire uno spogliatoio di sole ragazze. Ma nulla di così grave, dato che ero una delle ragazze con più esperienza ho cercato di aiutare la società a capire che una squadra femminile non può essere paragonata alle squadre maschili. È come se fosse un altro sport per alcuni tratti. Nel corso degli anni, ho visto evolversi tanto la società per venire sempre di più incontro alle esigenze delle ragazze. E per questo mi sembra giusto ringraziare il presidente Enrico Zucchi e il nostro direttore sportivo Marco Della Frera. Ad oggi posso dire che vedere come lavora il Crema mi fa ricordare una prima Riozzese, dove ho avuto la fortuna di giocare come prima esperienza personale nel mondo femminile. In quegli anni la squadra si giocava campionati come A2/A, e ho potuto allenarmi con quella rosa e vivere uno spogliatoio così prodigioso. Auguro al Crema di non smettere di sognare perché le basi mi sembrano ottime».
Il portiere del Crema 1908 Elena Uggè in azione
Tra le giocatrici che hai incontrato al Crema c’è una che ti ha colpito di più? «È difficile sceglierne solo una, in questi anni al Crema ho giocato con tante tipologie differenti di giocatrici. Ci sono state ragazze che già avevano esperienze importanti, come Jenny Dossi o Stefania Del Miglio, e che portano la squadra ad alzare il livello. Se penso alle giovani promesse mi sento di sbilanciarmi nei confronti di Lucrezia Carletti e Anna Aiolfi. Entrambe sono arrivate con poca esperienza, soprattutto Anna che ha iniziato proprio quest’anno a fare il portiere. Ad entrambe auguro di non perdere mai quella voglia di spaccare tutto, io tifo per loro».
Parliamo della stagione appena conclusa col Crema, dove è arrivata la salvezza. Secondo te questo risultato era in linea con le tue aspettative? «Direi sì e no, sicuramente sapevo che sarebbe stato difficile lottare per le prime posizioni, sia per la difficoltà del torneo sia perché comunque parliamo di un rosa nuova con un nuovo mister. Nelle mie aspettative c’era di arrivare intorno alla settima posizione. Diciamo che poteva andare meglio, soprattutto perché molti punti li abbiamo persi negli ultimi minuti. Sono comunque soddisfatta dei risultati ottenuti dalla squadra».
Come mai hai deciso di concludere la tua storia col pallone? «Sono purtroppo quattro anni che gioco con un ginocchio quasi del tutto privo di cartilagine. Sicuramente anche gli impegni lavorativi non aiutano, però il motivo principale rimane legato al mio problema fisico».
La tua ultima gara è coincisa, purtroppo, col ko in casa del Gavirate. Cos’è mancato per vincere la partita? «Probabilmente un po’ di fortuna. Il caldo e il terreno di gara non hanno favorito i nostri primi minuti, ma siamo riuscite a finire il primo tempo in parità. Il goal della sconfitta è arrivato nel momento in cui la squadra stava spingendo di più. Sul finale abbiamo tutte credute che il tiro di Del Miglio ci avrebbe regalato un punto che avremmo meritato. Purtroppo, le nostre speranze si sono infrante sull’incrocio dei pali».
Al termine dell’incontro c’è stata una passerella d’onore per te e per Manuela Basciu. Ti aspettavi questo gesto? «No, non ci aspettavamo nulla, tanto che siamo scoppiate entrambe in lacrime. Ringrazio la mister per l’idea, ma anche la mia squadra e il team del Gavirate. È stato un gesto inaspettato ma molto apprezzato».
Che campionato di Eccellenza Lombardia è stato? La squadra che ti sorpreso più di tutte? «Un campionato di buon livello, alcuni risultati erano impossibili da prevedere. La squadra che mi ha sorpreso di più è stato il Monterosso. Grande solidità di squadra e buone tecniche individuali, nella gara di andate eravamo riuscite a gestirle, ma al ritorno hanno proprio dimostrato di essere superiori».
Come sta crescendo il calcio femminile lombardo? «Credo che stia crescendo in una maniera inaspettata, se penso a quando ho iniziato bastavano due mani per contare il numero di squadre nel territorio. Ora invece si sta popolano di tante realtà differenti, non posso che esserne felice. Finalmente qualche bambina ha la possibilità di inseguire il suo sogno senza essere costretta a viaggiare per molti km».
Elena Uggè mentre compie una parata
Che persona sei fuori dal campo? «Direi che sono una persona abbastanza testarda. Ma la mia filosofia da portiere mi accompagna molto nella quotidianità: so che ci sono momenti di sconfitta, ma la partita non finisce finché l’arbitro non fischia, c’è sempre tempo per imparare e migliorare. Seguo molto il calcio giocato in generale, per me non è domenica senza almeno una partita, anche solo alla TV».
Ora cosa c’è nel tuo futuro? «Mi piacerebbe fare il corso per preparatore dei portieri. Per l’anno prossimo, parlerò con la società e valuterò l’eventualità di affiancarmi al preparatore della squadra per iniziare a vedere gli allenamenti da un’altra prospettiva. Potrei anche stare a disposizione della squadra per eventuali emergenze, ma ancora non c’è nulla di deciso. Sicuramente troverò un modo diverso di vivere il calcio, e mi piacerebbe farlo al Crema che sento come casa mia dal primo giorno in cui ho iniziato a giocare per questi colori».
La Redazione di CalcioFemminileItaliano ringrazia il Crema1908 ed ElenaUggè per la disponibilità.
Dalla scorsa settimana lo Juventus Museum ha una nuova sezione, fortemente voluta dal Club. Si tratta dell’area, che i visitatori possono vedere verso la fine del loro tour nel museo bianconero, dedicata alle calciatrici che hanno superato le 100 presenze in maglia bianconera. D’altronde, la storia delle Juventus Women comincia ad andare oltre la cronaca: 5 anni di campionati, altrettanti Scudetti. E alcune calciatrici che hanno lasciato il segno con le giocate, con la loro classe, la loro professionalità e, appunto, le loro presenze. Bonansea, Boattin, Girelli, Caruso, Hyyrynen, Gama, Rosucci e Cernoia: sono loro le fondatrici del Club delle 100. Congratulazioni, ragazze!