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Conclusione trionfale per la FIFA Unites: Women’s Series 2025, prima vittoria per l’Afghan Women United

L’innovativa FIFA Unites: Women’s Series 2025 si è conclusa con successo, e in modo drammatico, sabato a Berrechid, in Marocco, con l’imbattuto Ciad in cima alla classifica a quattro squadre e una storica misura di trionfo goduta da ciascuna delle nazioni partecipanti. Tra questi c’era l’Afghanistan, che è stato rappresentato coraggiosamente sulla scena internazionale per la prima volta in quasi quattro anni da Afghan Women United, una squadra di atlete resilienti istituita come parte della strategia d’azione della FIFA per il calcio femminile afghano. Selezionate dopo tre prove estive in Australia e Inghilterra, le Afghan Women United si sono rapidamente unite sotto uno staff esperto e di supporto guidato dall’allenatore Pauline Hamill della Scozia e dall’assistente Shilene Booysen del Sud Africa. Hanno festeggiato il loro primo gol nella sconfitta all’apertura del torneo contro il Ciad e poi sabato allo Stade Municipal de Berrechid, l’Afghan Women United ha fatto la storia con una gratificante vittoria per 7-0 sulla Libia.

Con tre vittorie in tre partite, il Ciad ha conquistato il primo posto grazie a un’avvincente sconfitta per 1-0 contro la Tunisia nella finale di sabato del girone all’italiana. Sulla carta potrebbe essere considerato un risultato sorprendente: la Tunisia è 96esima nella classifica mondiale femminile FIFA/Coca-Cola e ha partecipato sia alla Coppa d’Africa femminile 2022 che a quella 2024, mentre il Ciad non era classificato all’inizio del torneo. Ma il calcio femminile sta crescendo inesorabilmente e il talento sta sbocciando su nuovi terreni. È questo potenziale, e la passione delle atlete per il gioco e la partecipazione, che ha ispirato la FIFA a creare la FIFA Unites: Women’s Series 2025, che è stata generosamente ospitata dalla Federcalcio reale marocchina (FRMF). La Tunisia era l’unica squadra di livello mondiale a Berrechid. Afghan Women United ha gareggiato per la prima volta, mentre il Ciad e la Libia sono programmi nascenti che appariranno per la prima volta nel World Ranking quando verrà svelata l’edizione di dicembre.

Conclusione trionfale di FIFA Unites: Women’s Series 2025

La FIFA Unites: Women’s Series non è stata solo l’incoronazione di una vincitrice. È stata una settimana di sei partite per celebrare la capacità del calcio di unire e ispirare, per non parlare del coraggio dei giocatori nel perseguire le loro ambizioni. È stata anche una profonda testimonianza dell’impegno della FIFA nell’ampliare il supporto, l’accesso e le opportunità competitive per le calciatrici di tutto il mondo. Ogni squadra e ogni atleta ha realizzato qualcosa di significativo a Berrechid. Tra coloro che si sono commossi c’era il presidente della FIFA Gianni Infantino, che è stato uno spettatore durante il Round 2. Ha detto ad Afghan Women United che erano “all’inizio di una bella, bellissima storia che state scrivendo per voi stesse, per le vostre famiglie, per tante ragazze e donne in tutto il mondo”.

In effetti, la squadra composta da 14 giocatori con sede in Australia, cinque dal Regno Unito e due ciascuno dall’Italia e dal Portogallo, è stata rivoluzionaria sotto ogni punto di vista. Approvato dal Consiglio FIFA a maggio, l’Afghan Women United (il nome è stato scelto dalle giocatrici) si è riunita grazie a un piano olistico e intercontinentale che ha coinvolto il contributo di una vasta gamma di membri dello staff esperti ed esperti della FIFA. Durante i tre campi di identificazione, della durata di tre settimane, i partecipanti ai campi di selezione hanno giocato e si sono allenati avendo accesso a consulenza, assistenza sanitaria e di salvaguardia, seminari sul team building e sullo sviluppo personale, nonché aiuto nell’identificazione di opportunità future nel calcio. Il supporto fornito dalla FIFA per i giocatori è stato messo a disposizione anche di coloro che non sono entrati nella rosa finale. L’Afghan Women United ha dimostrato presto il suo potenziale, portandosi in vantaggio al quarto minuto sul Ciad nella gara d’esordio del torneo con un gol di Manozh Noori. Si sono amalgamati per tutta la settimana e sono usciti alla grande, lasciando Berrechid con medaglie di bronzo, come membri affermati della famiglia del calcio globale e come ispirazione per coloro che sperano di seguirlo.

 

“Stavamo aspettando e sognando questa vittoria”, ha detto il capitano dell’Afghan Women United Fatima Sadat. “Abbiamo avuto molte belle esperienze [nel torneo]. Eravamo con tutte le squadre per la cena della FIFA, e quello è stato il momento più bello. E dentro il campo abbiamo assolutamente imparato, stiamo crescendo e, per la prossima generazione [di giocatori dell’Afghanistan], saremo le persone che insegneranno loro”. Dopo che Afghan Women United e Libya si sono contese il terzo posto, Tunisia e Ciad si sono affrontate per l’argenteria in palio. Il Ciad è passato in vantaggio al 29′ grazie a una squisita costruzione che è stata completata dall’attaccante Solange Larkingam, che ha segnato il suo settimo gol della competizione. Un cartellino rosso a metà del secondo tempo ha ridotto il Ciad a 10 giocatori, ma ha resistito con determinazione e determinazione per assicurarsi il titolo. La Tunisia ha chiuso con sei punti e l’Afghan Women United era a tre. Dopo il fischio finale, le giocatrici hanno assistito a una tradizionale cerimonia di premiazione e, dopo aver ricevuto le medaglie d’oro dal Chief Football Officer della FIFA Jill Ellis (due volte allenatrice della Coppa™ del Mondo femminile FIFA), dal membro del Consiglio FIFA e presidente del calcio neozelandese Johanna Wood e dalla presidente della Lega nazionale di calcio femminile del Marocco Khadija Illa, le meritevoli giocatrici del Ciad hanno sollevato un trofeo che rappresenta un Una pietra miliare e una vera e propria svolta per il calcio femminile.

Agguato top 3, due formazioni in lieve recupero – Serie C girone D off

La nona giornata di campionato ha anticipato lo stop invernale. Tra “Last Christmas” e “jingle bell”, il 21 dicembre sono andati in scena cinque scontri che hanno coinvolto le compagini del girone D di serie C. Quali sono stati gli scenari?

Unica parità risulta quella tra Academy Abatese e Salernitana: al comunale di Santa Maria la Carità un punto per parte che ha avvicinato le due in termini statistici, a quota pari (17). Super vittoria per il Catania che, grazie alla giocata che non ha lasciato scampo alla pink Sport time (5-0), ha rimarcato il proprio primo posto. Buone notizie anche per il Colleferro, avanti 1-0 sul Villaricca, bene anche il Palermo che recupera terreno dopo lo scivolone della precedente sfida e risponde al Lecce con un tris.

La grossa iniezione di fiducia della giornata ha visto protagonista il Matera che, fatto tesoro della caduta in casa Salernitana di domenica scorsa, ha siglato un poker che ha placato definitivamente la gioia dell’unico goal Virtus (quest’ultima è fanalino di coda). Nessuna novità per il CUS Unical, a riposo per l’occasione.

Situazione classifica attualmente formidabile: è iniziato l’agguato alla prima della classe da parte di Salernitana, Abatese, Colleferro e Palermo. A Villaricca, Pink Sport e Lecce la media classifica, a rilento, invece, le lucane della città dei sassi, avanti +6 punti sulle ultime due che chiudono la graduatoria (Unical e Virtus).

Da segnare sul calendario l’11 gennaio 2026, data di rientro in campo che vedrà consumarsi: Colleferro-Palermo, Lecce Women-Catania, Pink Sport Time-Academy Abatese, Villaricca Calcio W-CUS Unical, Virtus-Salernitana.

Futsal- Under 19 femminile, Final Four decisa a metà: Bitonto e Okasa Falconara le prime qualificate

DUE DI QUATTRO – Se mezza Final Four è quindi già definita, per avere il quadro ufficiale delle “Fab Four” bisognerà attendere i posticipi: il 7 gennaio c’è la sempre affascinante sfida tra Cagliari e Lazio, mentre il 19 gennaio sarà la volta di Aosta-Audace Verona, rispettivamente prima e seconda forza del girone A del campionato di categoria.

COPPA ITALIA UNDER 19 FEMMINILE – PRIMA FASE
SABATO 20 DICEMBRE – GARA UNICA

1) AOSTA-AUDACE VERONA 19/01 ore 18
2) CF SCANDICCI-OKASA FALCONARA 1-3
3) CAGLIARI-LAZIO 07/01 ore 14:30
4) BITONTO-SOCCER ALTAMURA 9-5

Como Women: Daniele Cassioli primo ospite della stagione del programma Beyond

Credit Photo: Como Women

Daniele Cassioli, campione paralimpico e formatore, apre la stagione incontrando le calciatrici del Como Women per un dialogo su identità, crescita e futuro oltre lo sport.

La stagione 2025/2026 di Beyond, il progetto di F.C. Como Women dedicato alla crescita personale e professionale dentro e fuori dal campo delle proprie calciatrici, si è aperta con un ospite d’eccezione. A inaugurare il programma di quest’anno è stato infatti Daniele Cassioli, atleta paralimpico più titolato della storia dello sci nautico e oggi formatore, coach, autore di libri e figura di riferimento a livello nazionale nel campo della formazione. L’incontro si è svolto presso il centro sportivo “Sport Village” di Cislago, alla presenza delle calciatrici della Prima Squadra e dello staff tecnico e performance, dando ufficialmente il via a una nuova stagione di formazione e crescita condivisa.

Un dialogo su identità, difficoltà, mentalità e futuro oltre il calcio. Nel corso del panel, Cassioli ha portato una riflessione profonda su come si costruisce la propria identità, su come si affrontano le difficoltà e su come ogni ostacolo possa trasformarsi in un’opportunità di crescita, sul campo e nella vita. Ha dedicato ampio spazio al valore del gruppo, sottolineando l’importanza dell’empatia, dell’aiuto reciproco e della capacità di valorizzare le differenze per rendere una squadra più forte e coesa. Si è parlato anche di mentalità, errori e gestione delle emozioni: crescere, per un atleta, significa superare la paura di sbagliare, affrontare con equilibrio i momenti positivi e quelli negativi e continuare a lavorare su se stessi con coerenza e responsabilità.

La parte finale dell’incontro è stata dedicata al futuro oltre il calcio, tema centrale nella filosofia del programma Beyond. Cassioli ha invitato le giocatrici a prepararsi in anticipo alle sfide che verranno, costruendo competenze, coltivando passioni e mantenendo uno sguardo aperto sulle opportunità professionali. Un messaggio pienamente in linea con la missione del progetto, che continua ad accompagnare le atlete del Como Women in un percorso di crescita che va ben oltre il campo.

Su Beyond

Nato per sostenere le giocatrici non solo durante la carriera sportiva, ma anche nella costruzione del proprio futuro oltre il calcio, Beyond rappresenta un percorso unico nel panorama calcistico femminile: una serie di incontri con professionisti provenienti dallo sport e da altri settori, pensati per offrire strumenti concreti, nuove competenze, ispirazioni e occasioni di confronto. Un progetto che invita le atlete a guardare oltre il campo, a conoscersi, a crescere e a prepararsi con consapevolezza alle sfide di oggi e di domani.

Antonio Luongo, Caronnese Women: “Il portiere non è un’isola”

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency Calcio femminile italiano
Antonio Luongo, allenatore dei portieri della Caronnese Women, racconta il suo metodo, la sua visione e il valore del calcio femminile. Nel calcio moderno, il ruolo del portiere ha assunto un’importanza sempre più centrale. Ma dietro ogni grande numero uno c’è spesso un allenatore che lavora nell’ombra, con dedizione e metodo. Antonio Luongo, allenatore dei portieri della Caronnese Women, è uno di questi. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo percorso e la sua filosofia.

 

Come nasce la tua esperienza nel calcio femminile?

«Ho iniziato ad allenare a 15 anni, partendo dai settori giovanili. Negli ultimi anni mi sono avvicinato al calcio femminile e me ne sono innamorato. È un ambiente autentico, dove la passione è fortissima e le ragazze hanno una voglia incredibile di migliorarsi. Oggi, con la Caronnese Women, sento di far parte di un progetto serio e stimolante.»

Perché hai scelto di specializzarti nei portieri donne?

«È stata una scelta naturale. Ho notato che nel femminile c’era un grande potenziale inespresso, soprattutto tra i pali. Le differenze rispetto al maschile ci sono: le ragazze sono molto ricettive, attente ai dettagli, ma a volte serve più lavoro sulla gestione dello spazio e sull’aggressività. In compenso, mostrano una costanza e una dedizione straordinarie.»

C’è un episodio che ti ha particolarmente segnato?

«Sì, ricordo una partita decisiva in cui la nostra portiera commise un errore pesante. Era abbattuta. Nei giorni successivi abbiamo lavorato insieme, non solo tecnicamente ma anche mentalmente. Nella gara dopo fu la migliore in campo. Quell’esperienza mi ha insegnato che il nostro lavoro va oltre la tecnica: siamo anche educatori e motivatori.»

Quali sono gli esercizi chiave per migliorare reattività e posizionamento?

«Utilizziamo esercizi dinamici, con palloni di diverse dimensioni, ostacoli e stimoli visivi. Per il posizionamento, simuliamo situazioni reali di gioco: tiri da fuori, cross, uno contro uno. L’obiettivo è rendere ogni gesto automatico, ma sempre consapevole.»

Come si integra il lavoro dei portieri con il resto della squadra?

«Il portiere non è un’isola. Dopo la parte specifica, le ragazze vengono inserite nelle esercitazioni collettive: costruzione dal basso, comunicazione con la difesa, palle inattive. È fondamentale che ci sia sintonia con il gruppo.»

Quanto conta la tecnologia nel tuo lavoro?

«Moltissimo. L’analisi video ci permette di rivedere le prestazioni, correggere gli errori e valorizzare i progressi. Inoltre, utilizziamo strumenti per monitorare tempi di reazione, spostamenti, intensità. La tecnologia è un alleato prezioso.»

Come affronti i pregiudizi sul ruolo femminile nel calcio?

«Con l’esempio. Mostro alle ragazze storie di grandi portieri donne, ma soprattutto le aiuto a capire che il valore non ha genere. Il campo parla. Se sei preparata e lavori duro, nessuno può metterti in discussione.»

Come gestisci la pressione o la bassa autostima?

«Ascolto molto. Creo un ambiente dove ci si può esprimere senza paura di sbagliare. Quando una ragazza è in difficoltà, torno alle basi: esercizi semplici, obiettivi chiari, rinforzi positivi. La fiducia si costruisce un passo alla volta.»

Quali sono i tuoi principi per creare un ambiente inclusivo e positivo?

«Il rispetto è la base. Nessuna viene giudicata per un errore, ma valorizzata per l’impegno. Lavoriamo sulla comunicazione, sul supporto reciproco, sulla responsabilità condivisa. Quando una portiera si sente parte di un gruppo che la sostiene, dà il meglio di sé. La Caronnese Women gioca un ruolo strategico nel creare un ambiente positivo attraverso inclusione, educazione sportiva e coinvolgimento sociale. Il progetto femminile è parte di una visione più ampia che unisce sport valori e comunità. La nuova proprietà della Caronnese ha investito nel progetto femminile con l’obiettivo di costruire una squadra che sogna in grande, affidandosi a figure tecniche competenti e promuovendo una cultura sportiva basata su talento, passione e determinazione. L’ingresso nel campionato di Serie C e la collaborazione con Independiente Ivrea Women rafforzano la volontà di creare un polo sportivo femminile di riferimento.»

Il ruolo dell’allenatore dei portieri è spesso poco visibile ma fondamentale. Come descriverebbe la sua esperienza in questo incarico e cosa significa per lei lavorare in questo contesto?

«È un ruolo di grande responsabilità e attenzione ai dettagli, perché i portieri hanno esigenze tecniche e psicologiche molto specifiche. Ogni giorno cerco di trasmettere professionalità e passione, aiutando le ragazze a crescere non solo sul campo ma anche come persone. E qui, voglio cogliere l’occasione per ringraziare lo staff tecnico, in particolare La Team Manager e staff organizzativo Milena Ambrosoli. La Tessitrice: con cura e precisione organizza, intreccia i fili invisibili e custodisce l’armonia quotidiana tra documenti e logistica.
Un grazie speciale al mister Massimo Marsich, che con entusiasmo e competenza guida la squadra.
Al preparatore atletico Thomas Crespi, sempre al nostro fianco con dedizione e professionalità.
Il magazziniere, Paolo Rossoni bergamasco, che con precisione e dedizione, custodisce l’essenza della squadra attraverso ogni maglia e ogni dettaglio.
Filippo Besana Osteopata, osteopata: tra ossa e muscoli, ogni gesto cura e ogni forza rigenera. E tutta la società Caronnese: Il Presidente Egidio Terenziani, guida sicura e Capitano della rotta. Custodisce la visione del club, partecipa alle decisioni strategiche e garantisce stabilità.
Il Vice Presidente Riccardo Gioia, promotore di progetti di inclusione e appartenenza. Porta equilibrio e supporto, affiancando la presidenza nelle scelte cruciali.
Il Direttore Generale Emiliano Nitti: “architetto”, ideatore, professionista capace. Disegna la struttura sportiva e organizzativa del club, promuove e coordina risorse e progetti con dedizione e grande professionalità. Fabrizio Volontè, Team Manager del maschile e responsabile Marketing. Il Cantastorie: con passione trasforma sacrifici e successi in racconti che uniscono tifosi, sponsor e giocatrici. il loro supporto costante mi permette di lavorare nelle migliori condizioni e di sentirmi parte di un progetto condiviso. Senza questa collaborazione, il mio lavoro non avrebbe lo stesso valore»

 

Premi IFFHS 2025: Renee Slegers miglior allenatrice, tra i pali vince Hannah Hampton

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS) fondata nel 1984 ha stilato le sue classifica relative al calcio femminile, includendo anche due ‘particolari categorie’.

Slegers miglior allenatrice al mondo 2025

La vincitrice della Champions League con l’Arsenal, Renée Slegers, è stata anche incoronata come IFFHS Miglior Allenatrice di Club del Mondo 2025! Con 145 punti, aggiunge 20 punti in più rispetto a Père Romeu, allenatore del FC Barcelona, e 48 punti in più di Sonia Bompastor, allenatrice di successo del Chelsea e vincitrice del Premio IFFHS 2022. Jonatan Giraldez, vincitore degli IFFHS Awards 2023 e 2024, si classifica 4.

LA CLASSIFICA 2025

Grado Nome Paese Club Punti
1 Renée SLEGERS Paesi Bassi Arsenal FC 145
2 Père ROMEU Spagna FC Barcelona 120
3 Sonia BOMPASTOR Francia Chelsea FC 97
4 Jonatan GIRALDEZ Spagna Washington/OL Lyonnes 27
5 Vlatko ANDONOVSKI USA Corrente di Kansas City 7
Jerry TSHABALALA Sud Africa Mamelodi/SC Casablanca 7
7 Pedro MARTINEZ Spagna Tigres UANL 6
8 Oscar TORRES Messico Pachuca FC 5
Jonas URIAS Brasile Cruzeiro 5
10 Liv LIN Cina Wuhan Jianghan 4

 

Tra i pali vince Hampton

Dal primo premio IFFHS di Hope Solo, miglior portiera mondiale di tutti i tempi nel 2012, Hannah Hampton è l’ottava portiere a vincere il premio annuale IFFHS dopo Hope Solo 4, Sarah Bouhaddi 4, Almuth Schult, Sari Van Veenendahl, Christiane Endler 2, Mary Earps e Alyssa Naeher! Con 149 punti, Hampton è stata incoronata come Miglior Portiera Mondiale IFFHS 2025. È stata una grande corsa con Cata Coll, brillante seconda con 128 punti, Ann Katrin Berger che ha conquistato il terzo posto nel ranking mondiale, dove Chiamaka Nnadozie (CAF), Katherine Tapia (CONMEBOL) e Phallon Tullis Joyce (CONCACAF) rappresentano il loro continente nella Top 10 mondiale.

LA CLASSIFICA 2025

Grado Nome Paese Club Punti
1 Hannah HAMPTON Inghilterra Chelsea FC 149
2 Cata COLL Spagna FC Barcelona 128
3 Ann Katrin BERGER Germania Gotham FC 58
4 Daphne VAN DOMSELAAR Paesi Bassi Arsenal FC 38
5 Chiamaka NNADOZIE Nigeria Brighton FC 30
6 Katharine TAPIA Colombia Palmeiras 15
7 Christiane ENDLER Cile OL Lyonnes 14
8 Lorena LEITE Brasile Corrente di Kansas City 7
9 Phallon TULLIS JOYCE USA Manchester United FC 5
Jennifer FALK Svezia Hacken 5

 

Arianna Acuti, Genoa: “Coppa Italia? Si sono viste molte cose belle e buone. Dispiace per il risultato””

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Genoa ha ceduto per 2-3 al Milan nella gara dello ‘Sciorba’ valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia Women. A margine della gara, che ha dato il pass ai quarti contro la Fiorentina alle rossonere, a parlare è stata Arianna Acuti che ai microfoni della testata ‘Buon Calcio a Tutti’ ha affermato:  “Sicuramente dovevamo avere una reazione. Questa settimana abbiamo lavorato tanto, soprattutto su atteggiamento e carattere”.

La calciatrice toscana classe ’96, ex di Parma, Napoli ed Empoli tra le altre, in forza all’undici guidato da coach Sebastian De La Fuente ha poi aggiunto sul momento delle liguri: “Oggi, secondo me, si sono viste molte cose belle e buone. Dispiace perché abbiamo fatto qualche errore di troppo, ci meritavamo qualcosina in più oggi. Le partite come quella col Sassuolo ti lasciano l’amaro in bocca. Ci siamo dette tanto, ma sul campo, e abbiamo lavorato molto”.

Arianna Acuti, numero 17 delle rossoblù, ha quindi concluso: “In certe situazioni viene naturale una reazione da parte di tutte. Abbiamo la fortuna di essere una squadra molto unita e compatta e ogni giocatrice che entra o Ferrara che aveva giocato poco fino ad oggi ha fatto una bellissima partita. E così tutte quelle che sono entrate. Siamo in gruppo dove ognuna può dire la sua”. 

Inter Women, ritiro a Malta dal 3 al 7 gennaio

credit Photo: Emanuele Colombo - photo agency calcio femminile italiano

Amichevole contro l’Hibernian il 6 gennaio al Tony Bezzina Stadium. 

L’Inter Women si prepara ad aprire il 2026. Le nerazzurre svolgeranno un ritiro a Malta dal 3 al 7 gennaio, approfittando della pausa per continuare la preparazione in vista dei prossimi impegni ufficiali. Nel corso del soggiorno maltese, la squadra sosterrà anche un test amichevole: martedì 6 gennaio alle ore 19, l’Inter Women affronterà l’Hibernians Football Club, formazione che milita nella massima serie del campionato maltese.

La partita si disputerà presso il Tony Bezzina Stadium di Paola, impianto che ospiterà anche le sedute di allenamento delle nerazzurre durante il ritiro. Un’occasione importante per consolidare il lavoro sul campo, affinare la condizione fisica e mantenere alto il ritmo partita in vista della ripresa della stagione. Il primo match ufficiale dopo la sosta vedrà le nerazzurre affrontare in casa la Juventus, nella gara valida per la decima giornata di campionato e prevista nel weekend del 17-18 gennaio.

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Nel segno della continuità e della condivisione. Dopo l’incontro di Milano nella sede nerazzurra, Inter e Al-Ittihad, squadra di Gedda che milita nella Lega saudita professionistica, si sono ritrovate all’Al-Ittihad Camp, HQ del Club, per un altro coinvolgente talk che ha toccato diversi temi legati alla storia, ai valori e all’evoluzione del calcio femminile. Protagoniste e speaker d’eccezione due Legend di Inter e Al-Ittihad, l’ex capitano dell’Inter Women Lisa Alborghetti e Shahnaz Jebreen, attualmente in carica come Head Coach dell’U15 e Assistant Coach dell’U17.

Diversi i momenti di scambio e di crescita, intervallati dagli interventi delle bambine di Inter Academy Jeddah e del Settore Giovanile dell’Al-Ittihad che, presenti tra il pubblico, hanno posto domande sulla vita e sulla carriera delle due Legend e ricevuto consigli e suggerimenti prima dello scambio di maglie che ha chiuso una giornata speciale all’insegna dei valori del calcio.

Serie A Women: la lista delle giocatrici sempre in campo dopo 9 giornate. Ecco le più presenti

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Sono passate ben 9 giornate della Serie A Women con 810 minuti disputati dalle dodici squadre presenti in campionato. Questo il recap delle giocatrici più usate dalle varie squadre, con diverse calciatrici sempre in campo per tutti i minuti effettivi di gioco.

La squadra Serie A ad avere più giocatrici di movimento sempre in campo, sino ad ora, è il Napoli Women che ha ben tre elementi presenti ovvero Cameron Brooks, Mille Jusjong e Cecilie Fløe Nielsen. Si ‘ferma’ a 2, invece, il Sassuolo con Sara Caiazzo e Kassandra Missipo mai tolte dal rettangolo verde. Oltre loro sempre sul manto erboso in queste nove giornate Sophie Howard del Como Women, accompagnata da Ilse Van Der Zanden della Fiorentina, Valery Vigilucci del Genoa, Federica D’Auria della Lazio, Kay-Lee de Sanders del Milan, Caterina Ambrosi del Parma e Valeria Pirone della Ternana Women.

Tra le giocatrici più presenti ci sono poi Giorgia Arrigoni del Milan e Arianna Acuti del Genoa che si fermano a quota 809 uno in più della milanista Evelyn Ijeh mentre la fiorentina Madelen Janogy  è a quota 807 minuti giocati. Seguono la parmense Laura Domínguez con 805 ed Emma Severini della Fiorentina e Martina Piemonte della Lazio a 801, uno in più di Ilma Hilaj del Genoa con Nadine Nischler  del Como Women a 799 minuti in campo. Tra le varie squadre non menzionate sono più staccate le tre che hanno preso parte alle competizioni europee. Nella Serie A Women, tra le giocatrici di movimento, con più minutaggio ci sono l’interista Tessa Wullaert con 781 minuti collezionati e la romanista Oihane Valdezate con 720 mentre per la Juve Chiara Beccari si ferma a 605.

Numerosa anche la flotta, infine, degli estremi difensori sempre a difesa dei loro pali formata da Astrid Gilardi, Camilla Forcinella, Cecilie Fiskerstrand, Cecilía Rúnarsdóttir, Francesca Durante, Laura Giuliani, Camelia Ceasar e Solène Durand.

Francesca Montanari dalla San Marino Academy al Riccione: “Con la Serie C è come se fossi ringiovanita! Debutto? Mi sembrava una prima volta”

Photo Credit: San Marino Academy

Uno dei colpi di mercato della Serie C è sicuramente l’innesto di Francesca Montanari dalla San Marino Academy che, dopo ben sette stagioni e mezza con le Titane, ha deciso di ritornare nel campionato di Serie C, dove aveva già militato con la squadra che adesso disputa la serie cadetta e con cui aveva raggiunto una splendida Promozione. Tra i pali del Riccione, in altre parole, ci sarà di certo una calciatrice che sa bene cosa significa il ruolo del portiere. La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha fatto quattro chiacchiere con la calciatrice subito dopo il suo approdo al Riccione, con cui ha già debuttato.

«I momenti più belli che porterò sempre nel cuore sono del primo anno con la San Marino Academy, con cui abbiamo vinto il campionato di Serie C per andare in B. Eravamo un gruppo di ragazze straordinario, ci si trovava proprio bene sia dentro sia fuori dal campo, e con alcune di loro sono ancora in ottimi rapporti e ci si vede, anche perché erano ragazze della Romagna», la calciatrice ha percorso sette anni e mezzo con le Titane e con loro ha anche attraversato il difficile periodo del Covid, che ha però lasciato qualche bel ricordo che farà sempre parte di lei: «Quando eravamo chiusi in casa per il Covid, con l’algoritmo ci avevano dato vincitrici della Serie C a discapito della Lazio, e anche quello è stato bello, perché abbiamo comunque festeggiato, anche se da dietro uno schermo, tutte insieme, anche se non si poteva uscire; ci siamo divertite anche a fine lockdown, ed è un ricordo bellissimo», il calcio ha lasciato un solco profondo nella vita di Montanari, e continua a lasciarlo tutt’ora che la San Marino Academy è andata a inserirsi tra i bei momenti di cui non ci si può dimenticare.

«La mia decisione è dispiaciuta a tutte: tutte mi avevano chiesto di finire la stagione, però per motivi di lavoro ho deciso di cambiare. In squadra mi sono trovata molto bene, e le mie compagne ci hanno provato fino all’ultimo a farmi cambiare idea. La Serie B è diventata molto, molto impegnativa, le ragazze si allenano tutti i giorni, anche a volte con doppie sedute, e io che lavoro otto ore faccio fatica a essere al cento percento negli allenamenti», per motivi lavorativi l’ex Titana ha dovuto prendere una decisione difficile che ha coinvolto direttamente anche il gruppo-squadra, che ha sempre fatto affidamento su di lei e l’ha sempre vista come una pedina essenziale e insostituibile. La Serie B, diventando sempre più competitiva e di alto livello, richiede molti sacrifici, e la calciatrice non può più conciliare al meglio il proprio lavoro con la serie cadetta, benché fosse, per lei, una seconda casa.

In un momento difficile, in un limbo tra una carriera altrove e gli scarpini al chiodo, è arrivato il Riccione, che le ha aperto una porta inaspettata: «Avevo dichiarato a San Marino che avrei smesso di giocare o che avrei cambiato categoria, e il Riccione si allenava al pomeriggio, quando io non potevo. Quando mi ha poi chiamato per fare poi uno scambio col portiere, sono rimasta molto colpita: dallo smettere di giocare al tornare in Serie C è come se fosse uno stimolo nuovo e mi fossi ringiovanita, per provare a tornare sul campo a giocarmi le mie chance», è stata la competitività della giocatrice, che non è ancora intenzionata a rinunciare alla sua passione, a spingerla a ritornare sul rettangolo verde, benché in un’altra categoria, per continuare a respirare il calcio.

Montanari si è poi addentrata nei sacrifici che le giocatrici sono costrette a fare, giorno dopo giorno, per coadiuvare il calcio e il loro futuro in un secondo momento, sottolineando come la distanza sia stata, per certi versi, il fattore che l’ha portata al Riccione. Con la compagine romagnola pronta ad accoglierla, gli scarpini rimangono saldamente ai piedi«Abito a San Marino, la mia squadra si allenava a Gatteo, che è a quasi cinquanta minuti di macchina, e non riuscivo più a fare questi sacrifici. Per questo avevo dichiarato al DS Novelli che o avrei smesso già a dicembre, o avrei cambiato categoria. Nei dintorni da me ci sono pochissime squadre, e mi è capitata il Riccione. Ero un po’ triste, perché pensavo avrei smesso di giocare, e invece quando mi hanno chiamato ho subito detto di sì, e mancava solo l’accordo tra le due Società. Novelli era interessato al portiere del Riccione, e quindi mi ha utilizzato come scambio per trovare un accordo giusto per entrambe.»

Nonostante Montanari sia da pochissimo una calciatrice della compagine romagnola, l’accoglienza nei suoi confronti è stata esemplare: «Mi hanno accolta subito molto bene. Loro si allenano alle tre del pomeriggio e hanno cambiato alcuni allenamenti per farmi allenare con la squadra, perché col lavoro esco tardi. Mi è capitata quasi all’ultimo momento, il campionato della Serie C stava chiudendo. Mi piace, perché è una Società piena di ragazze che hanno un sacco di passione, e che in sé ha passione: è piena di spese per fare questi campionati, non ha dietro il maschile e si deve autofinanziare. La passione che ha nel portare avanti i progetti dal giovanile alla Prima Squadra mi ha convinto subito, quindi ho deciso di andare da loro anche per questo motivo», e una calciatrice innamorata del calcio come lei non avrebbe potuto scegliere una Società che non ne condividesse quest’aspetto. In altre parole, il Riccione è stato più di una semplice “scelta quasi obbligata”, perché ha già messo in evidenza quelli che sono i suoi punti di forza, primi tra tutti la passione di tutti, Staff e Società compresi.

Montanari ha già debuttato tra i pali del Riccione sul difficile campo della Roma Calcio Femminile in uno scontro diretto importantissimo, e «L’emozione era come se fosse la mia prima partita in carriera. Ho amato il calcio, lo amo ancora tutt’ora, ed è come se fosse sempre la prima volta; è stata una settimana particolare, per me: fino a giovedì non ero ancora una calciatrice del Riccione, quindi è stato un “pronti, via, subito in campo” facendo un mezzo allenamento il sabato mattina. Avevo un po’ di timore, anche se ho giocato tanti anni era un po’ di emozione e di ansia prepartita», e quando si dice che una calciatrice ha passione si vede nel desiderio di far bene fin dalla prima partita con una casacca diversa. L’estremo difensore, inoltre, non conosceva «le mie compagne, quindi al primo impatto ho capito di avere una squadra di valore, con elementi validi, un’ottima squadra, è stato il mio primo pensiero», l’è bastata una partita per capire di essersi inserita in un orologio i cui ingranaggi funzionano e in cui ogni calciatrice vuole che questo funzioni e scocchi alla precisione.

«Spero che le compagne ascoltino qualche consiglio: nella partita c’è stato qualche momento in cui la squadra era un po’ agitata, non riuscivano a segnare e volevano vincere a tutti i costi, e ho cercato loro di aiutarle dando loro calma. Credo e spero che alle mie compagne sia utile in questa cosa, perché un tempo anch’io mi sarei agitata», una giocatrice di grande esperienza come Montanari saprà, come fatto fin dalla prima partita, dare consigli alle calciatrici più giovani spinte dalla fame di vincere, predicando soprattutto la calma, che in molte occasioni ti può risolvere la partita. Per lei, dunque, l’avventura con la maglia del Riccione sembra aver avuto inizio nel migliore dei modi.

Gli obiettivi del Riccione si possono enucleare in poche righe e riassumere in tre parole, che sono “sognare in grande”«Dai discorsi che si facevano con le compagne, sognano tutte in grande. Stanno facendo un ottimo campionato, non se l’aspettavano proprio. Hanno visto che lassù possono starci, e ci stanno credendo proprio. Erano dispiaciute domenica, perché l’Original Celtic ha perso nello scontro diretto, ed era un motivo per prendere punti alla prima, vuol dire che le mie compagne ci credono, e di conseguenza ci credo anch’io: è un flusso dove vengo trascinata, perché quando c’è questa grinta, questa voglia di arrivare, è sempre bello. Sono competitiva dalla nascita, quindi rimanere competitivi fino alla fine del campionato per giocarsi le prime posizioni sarà bellissimo.»

La giocatrice ha infine dispensato un consiglio prezioso, rivolgendosi alle ragazzine che si trovano, come lei in passato, a dover fare i conti con un brutto infortunio, rimarcando che è importante tenere bene a mente l’obiettivo di ritornare in campo senza, però, avere fretta di farlo, perché serve molta pazienza: «Ho rischiato di mollare, perché il mio infortunio è arrivato a 29 anni, però – soprattutto nel femminile le ragazze hanno una passione incredibile, e devono averla quando succedono queste cose: non giochi per arrivare a essere miliardaria, e tutta la passione che si ha ti aiuta a recuperare dagli infortuni – bisogna avere pazienza: non vedi i risultati subito, li vedi dopo un po’, e io ci ho messo anche più del dovuto, perché era periodo Covid. Alle ragazzine dico che tutto passa, basta avere la costanza di crederci e di impegnarsi nel sistemarsi, perché se non ci si cura non si guarisce da soli.»

Si ringraziano Francesca Montanari, l’addetta stampa Camilla Fuzzi e il Riccione Women per il tempo, la disponibilità e la gentilezza.

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