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Il bel finale di stagione, i complimenti di Lotito e la valorizzazione del calcio rosa

La sensazione è che questa squadra giovane abbia ampi margini di miglioramento. La società tenterà di confermare più calciatrici possibili assieme allo staff tecnico.

E’ quasi un peccato che sia finita la stagione dato che il Tavagnacco, dopo due mesi difficili, sembrava essere ripartito alla grande. La squadra ha chiuso al quarto posto in classifica con 40 punti. Le ultime partite hanno certificato una crescita delle gialloblù che hanno terminato con quattro buone prestazioni. Vittorie su Roma e Perugia, pari con la Riozzese Como e sconfitta immeritata contro la Lazio. Un poker di gare in cui le ragazze di Marco Rossi hanno dimostrato di avere dei valori tecnici e non solo. Nell’ultima sfida la squadra friulana ha messo in seria difficoltà la capolista Lazio. Specialmente nel primo tempo il Tavagnacco ha avuto il merito di andare in vantaggio, di creare presupposti per fare gol e di trovare le contromisure alle avanzate delle biancocelesti. Grande lavoro per le trequartiste esterne Abouziane e Ferin nel rientrare a raddoppiare sui terzini romani che spingevano. La prestazione delle ospiti ha impressionato anche il presidente della Lazio Claudio Lotito presente in tribuna. Il numero uno del club biancoceleste a fine gara ha avuto belle parole per le sue avversarie. “Il Tavagnacco mi è parsa una squadra compatta, determinata, volitiva, ben messa in campo e con un alto tasso tecnico”.

Ora l’attenzione si sposta sul mercato e sulla battaglia per la valorizzazione del calcio femminile che non passa mai di moda dato che emergono ciclicamente degli scivoloni su questo tema da parte di alcuni personaggi. Questa volta è toccato all’ex direttore generale della Nazionale Italiana Cantanti Gianluca Pecchini che nella cena alla vigilia della “Partita del Cuore” ha allontanato dal tavolo l’attrice dei The Jackal Aurora Leone dichiarando: “Da quando le donne giocano a pallone?” Il mondo del calcio rosa si è mobilitato contro questa uscita. Il Tavagnacco ha risposto prontamente sui profili social e tramite la voce del capitano Alessia Tuttino: “Siamo tutte con Aurora. Ci dispiace che accadano ancora questi episodi. Non si può farne una questione di maschi e femmine, lo sport in generale e il calcio è di tutti”.
Adesso si va in vacanza con la consapevolezza che questo Tavagnacco è un team giovane con ampi margini di miglioramento. La sensazione è che la società tenterà di confermare più calciatrici possibili assieme allo staff tecnico. Il lavoro di Marco Rossi e Alessandro Campi proseguirà anche la prossima stagione. E dato che la squadra aveva ricominciato a girare, è quasi un peccato che questo campionato sia finito.

Credit Photo: Upc Tavagnacco

Il primo dei tre derby da programma finisce con il botto

Con un rotondo 7 a 0 il Calcio Padova femminile sistema e archivia la pratica Le Torri. Ospiti della compagine vicentina le ragazze di Mister Di Stasio impiegano un solo tempo a indirizzare il match suo giusto binari: inaugura le danze Donà ben servita sulla fascia da Callegaro che anticipa il portiere e incrocia sul secondo palo.

Seguono a ruota le personali doppiette di Gallinaro e Gastaldin brave a farsi trovare pronte per i reciproci assist a cui partecipano anche Conventi e Spagnolo.

Le Torri provano a contenere le biancoscudate mantenendo alta la linea di difesa e provando a mettere in fuori gioco sistematico l’intero reparto offensivo ospite ma, pur collezionando notevoli risultati, ciò non impedisce ad Amidei e compagne di gestire ampiamente match e risultato.
Nel secondo tempo il Padova amministra il vantaggio e non so accontenta, arriva infatti la terza doppietta di giornata siglata dalla giovane Gaia Gastaldello.

Si conclude così quindi il primo dei tre derby da calendario, è atteso fra le mura amiche il Vittorio Veneto domenica 6 giugno.

La Roma fa la storia: le giallorosse conquistano la Coppa Italia TIMVISION, battuto in finale il Milan ai rigori

Un fine settimana emiliano da incorniciare: dopo il titolo nel Campionato Primavera, la Roma femminile fa sua anche la Coppa Italia TIMVISION, battendo nella finale di Reggio Emilia il Milan ai calci di rigore. Per le giallorosse si tratta del primo titolo a livello di prima squadra.

Un successo arrivato al termine di 120 minuti di una battaglia serrata ma leale contro le rossonere di Maurizio Ganz, in un match caratterizzato dal grande equilibrio, avaro di grandi occasioni da rete ma che per tutta la sua durata ha vissuto di intensità e di adrenalina. È la vittoria di Betty Bavagnoli, l’allenatrice vincitrice della Panchina d’oro nel 2020, che in finale ha schierato in campo ben cinque giocatrici italiane under 25; ed è il successo di una società che solo ieri aveva centrato il secondo titolo Primavera consecutivo, nella finale di Sassuolo contro la Juventus.

La partita. Non sono trascorsi nemmeno trenta secondi sul cronometro e sui piedi di Dowie capita già la prima grande occasione del match: su invito di Giacinti, l’inglese prova a sorprendere Ceasar da fuori area, ma il suo tocco morbido è impreciso.

Nonostante l’elevata posta in gioco, i ritmi di gioco sono alti, anche se le occasioni da rete stentano ad arrivare. Il 4-2-3-1 disegnato da Betty Bavagnoli è più manovriero per sua natura, mentre il Milan punge soprattutto nelle ripartenze, attaccando la profondità alle spalle della linea difensiva avversaria con le sue attaccanti. Con il passare dei minuti le giallorosse aumentano l’intensità della propria manovra sfruttando maggiormente la propria catena di sinistra, ma al 21’ è dalla destra, da uno spunto personale di Thomas, che la Roma costruisce la sua prima vera occasione, reclamando un rigore per un contatto tra la francese e Tucceri Cimini; Marotta – che questa stagione è entrata nella storia per essere stata la prima direttrice di gara ad aver arbitrato una gara di Serie B maschile – lascia correre. Al minuto 28 torna a far parlare di sé il Milan, con Jane pescata ottimamente da Bergamaschi, ma la conclusione della rossonera è troppo centrale per impensierire seriamente Ceasar. È di fatto l’ultima azione offensiva degna di nota di un primo tempo avaro di vere occasioni da gol, chiuso a reti bianche, ma che non ha fatto mancare l’intensità sul rettangolo di gioco.

La ripresa inizia sulla stessa falsa riga della prima frazione di gioco, con la Roma a mantenere più il possesso palla e il Milan a cercare occasioni in contropiede. Nelle fasi di ripartenza le ragazze di Ganz giocano sempre a cercare l’imbucata alle spalle della linea difensiva giallorossa e proprio su un filtrante di Boquete (54’) in direzione di Giacinti, l’attaccante della Nazionale – ormai a tu per tu con il portiere della Roma – viene fermata dalla bandierina della guardalinee, nonostante la posizione di partenza sembrasse regolare. È l’episodio che dà una scossa alle rossonere, adesso più intraprendenti e più pericolose della Roma. In un paio di occasioni Dowie manca il tempo giusto della giocata, sprecando delle ottime potenziali occasioni da rete, mentre con il passare dei minuti Boquete prende sempre più in mano le redini del centrocampo rossonero, dando ampi saggi della propria bravura con il pallone tra i piedi. In pieno recupero, il siluro di Bernauer dai trenta metri, alto di poco sopra la traversa della porta difesa da Korenciova, chiude i tempi regolamentari.

I supplementari si aprono con un intervento provvidenziale di Swaby, che per questione di centimetri salva in scivolata la propria porta e spedisce in curva un assist di Mauri, anziché nella propria rete; sull’angolo seguente Ceasar è quindi salvata dalla traversa, sulla parabola maliziosa di Ticceri Cimini. Il Milan sembra avere più energie nell’overtime e anche i cambi – su tutte Claudia Mauri – sembrano dare maggiore vitalità all’undici di Maurizio Ganz. Nel secondo tempo supplementare le squadre si allungano e concedono quelle occasioni che erano mancate per oltre cento minuti: entrambe le squadre avrebbero le chance per chiudere qui la contesa, ma i calci di rigore sono il giusto epilogo di una partita dove l’equilibrio ha regnato sovrano.

Ai tiri dal dischetto le rossonere peccano di imprecisione, fallendo tre tiri su quattro. Ceasar neutralizza le conclusioni di Boquete e Grimshaw, e il palo respinge il tiro di Ticceri Cimini. Bernauer è fredda quanto basta dagli undici metri e manda le giallorosse in Paradiso: la Coppa Italia è della Roma.

Milan-Roma 1-3 d.c.r.

MILAN: Korenciova; Vitale, Agard, Fusetti; Bergamaschi, Boquete, Jane (45’ st Mauri), Hasegawa, Tucceri Cimini; Dowie (32’ st Grimshaw), Giacinti. A disp.: Piazza, Rizza, Spinelli, Salvadori Rinaldi, Simic, Conc, Tamborini. All.: Ganz

ROMA: Ceasar; Soffia (23’ st Erzen), Swaby, Linari, Bartoli; Giugliano, Bernauer; Thomas (13’ pts Banusic), Andressa (36’ st Greggi), Serturini; Lazaro (36’ st Bonfantini). A disp.: Baldi, Pipitone, Pettenuzzo, Ciccotti, Corrado. All.: Bavagnoli

ARBITRO: Marotta. Assistenti: Di Monte e Trasciatti. IV Ufficiale: Ferrieri Caputi

NOTE – Ammonite: Giugliano, Vitale, Linari, Boquete, Mauri. Recupero: 1’ pt, 4’ st, 1’ pts, . Spettatori 1.500 circa.

Sequenza rigori – Boquete: parato. Giugliano: gol. Agard: gol. Serturini: gol. Grimshaw: parato. Linari: alto. Tucceri Cimini: palo. Bernauer: gol.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Rachele Peretti, Chievo Verona: “Volevamo chiudere bene per vivere al meglio questo momento insieme”

Il Chievo Verona ha chiuso la Serie B 2020/21 pareggiando in casa col Pontedera per 1-1.

A fine partita Rachele Peretti, simbolo della formazione clivense, ha fatto, sui canali ufficiali del club gialloblù, il punto sull’ultimo incontro di campionato e sull’intera stagione: Volevamo chiudere bene per vivere al meglio questo momento insieme. Col Pontedera è stata più difficile del previsto, perché nel primo tempo siamo state contratte, abbiamo fatto fatica a trovare gli spazi giusti che potevano portarci ad avere occasioni più nitide. Poi nel secondo tempo loro si sono più distese e abbiamo trovato un po’ più di spazio. Abbiamo avuto molte occasioni, però penso che l’1-1 possa andare bene. Cos’è successo all’intervallo? Sono quei momenti che ci hanno caratterizzato per tutto l’anno. Nel momento in cui andiamo in fatica mentalmente si vede in campo. Quando riusciamo a fermarci, a riposizionarci e a dirci di stare tranquille, vediamo di trovare fiducia e riusciamo a rigirare la partita in pochi minuti, come si è visto. Forse è proprio quello che ci è mancato durante l’anno, la maturità mentale: leggere le situazioni, riconoscere che ci sono difficoltà nei 90 minuti della partita e saperle gestire. Verso il finale della stagione abbiamo imparato a farlo e anche questo è un percorso di miglioramento“.

L’attaccante, autrice di 7 reti stagionali, ha parlato della stagione del Chievo: “Nella seconda parte della stagione abbiamo trovato più dinamiche, più feeling, di equilibrio. L’inizio della stagione non è stato facile per nessuno e quindi quando siamo riuscite a trovare la chiave di quella che poteva essere la situazione migliore per noi, ha agevolato me ma come ha agevolato tutta la squadra. Se guardiamo il girone di ritorno abbiamo raccolto punti pesanti, mi vengono in mente i tre punti di Pomigliano, quelli col Como, vuol dire che qualcosa c’era e dovevamo trovare il modo di tirarla fuori. C’è rammarico perché potevamo fare una stagione diversa, però tirando le somme sono orgogliosa della squadra e sono contenta del risultato portato a termine. Viversi un finale di campionato così penso sia il giusto premio della stagione“.

Rachele è un punto di riferimento per la squadra e ha un piccolo augurio per il futuro: “Spero che la storia fra me e il Chievo possa continuare, poi si vedrà cosa succederà quest’estate. Ora stacchiamo un po’ la testa perché siamo esauste, perché ci ha chiesto tanto questa stagione e vedremo cosa succederà. Io sono legata qui, tutti lo sanno, quindi non dovrebbero esserci problemi“.

Photo Credit: Facebook Chievo Verona Women

Claudia Palombi, Lazio: “Dopo la promozione, pensavamo subito a vincere il campionato”

Claudia Palombi, attaccante della Lazio Women, è intervenuta ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Stiamo continuando ad allenarci, nonostante la promozione raggiunta ed il campionato vinto. Allenarsi è importante, meglio farlo insieme a Formello che da sole. L’argoemento principale nel gruppo è ora costruire una squadra forte, vogliamo fare una stagione importante anche in Serie A, giocandocela con tutte. Ringrazio a nome di tutta la squadra il Presidente Lotito, per lo sforzo fatto quest’anno per aiutarci a vincere.

Quest’anno non abbiamo mai mollato, questa mentalità viene dalla coach Morace. Non volevamo accontentarci, abbiamo chiuso la stagione con tutti i numeri a nostro favore. Dopo la promozione, abbiamo subito pensato a conquistare matematicamente il primo posto. Sono contenta di questo, è stato un anno indimenticabile. Non era facile, visto anche lo stop del campionato: però ci abbiamo sempre creduto, non staccando mai la spina e credendoci sempre”. 

Credit Photo: Domenico Cippitelli 

Elena Linari, AS Roma: “Eliminare la Juventus un’emozione forte, un onore aver dato l’assist a Thomas”

In vista della finale di Coppa Italia Femminile tra Milan e Roma, il difensore giallorosso Elena Linari ha è tornata sulla semifinale contro la Juventus: “Sapevamo che ci giocavamo tanto, la Roma aveva perso a gennaio la Supercoppa ai supplementari e aveva voglia di rivincita. Contro la Juventus è sempre un’emozione, siamo riusciti a vincere”.

Su Bartoli.
“Elisa è il capitano di questa squadra ed è l’immagine della Roma, la rappresenta in tutto e per tutto, la sua assenza ha pesato tanto, ma siamo riuscite a recuperare la sua assenza grazie al lavoro di squadra. C’è un grande feeling, il fatto che lei non ci fosse mi ha fatto sentire l’importanza di essere presente, sapevo che potevo apportare l’esperienza che ho e aiutare la Roma a vincere”.

Sull’assist a Thomas.
“Essere assist-woman fa un po’ strano, mi sono trovata nella situazione di leggere bene questa traiettoria. Avevamo visto che la Juve poteva soffrire sul secondo palo marcando a zona, mi sono fiondata sul pallone e con la coda nell’occhio ho visto Thomas libera. Non potevo tirare e l’ho passata in mezzo, sono contenta che abbia segnato Lily, sapevo quanto ci tenesse. È stato un onore fare da assist-woman ancora una volta”.

Sull’urlo “Siamo la Roma”.
“A fine partita ero in trance agonistica, è come quando esci da un concerto dopo aver gridato a squarciagola. Eliminare le campionesse d’Italia è un’emozione forte, sentivo di voler far sentire la presenza della Roma in un centro sportivo, in una città che sta segnando il calcio femminile. Volevo far sentire alle mie compagne l’importanza di questa maglia, della lupa. Era giusto farlo dopo aver vinto, cioè perso ma passando il turno. Una valenza doppia”.

Credit Photo: Domenico Cippitelli

Il Barça il gran favorito per la Coppa del Re ma Lluis Cortés non si fida…

Barcellona-Levante finale Coppa della Reina
Barcellona-Levante finale Coppa della Reina

Il Barça è il gran favorito per la finale della Coppa del Re che si gioca oggi allo Stadio Butarque di Leganés tra le blaugrana e il Levante. Ma l’allenatore del Barcellona Lluís Cortés dichiara ai microfoni di As che in una finale non ci sono favoriti. Certo, l’ultimo precedente, il 7-1 a favore delle blaugrana, potrebbe far pensare ad una finale facile per le catalane ma il Levante cercherà in tutti i modi di conquistare il primo titolo della sua stagione guidato dalla bomber Esther Gonzalez. L’allenatore catalano afferma “Non ci possiamo fidare del partito di campionato contro il Levante. Era la prima sfida nel nostro stadio, il Johann Cruyff con il pubblico dopo molto tempo ed abbiamo fatto una delle migliori partite dell’anno. Sappiamo che il Levante sta facendo una grande stagione e ci renderà il compito difficile. Lotteremo fino alla fine per conquistare la Coppa della Reina. Se vinciamo questo trofeo, avremmo raggiunto il triplete e passeremo alla storia.”
Anche le altre calciatrici del Barça cercano di togliersi il ruolo di favorite. Patri Guijarro tra le stelle blaugrana, afferma: “Sarà una finale molto combattuta e interessante. Il Levante sta facendo un buon campionato.” Anche la compagna di squadra Marta Torrejón dice che desiderano fortemente il triplete. “Non è una Coppa della Reina in più. É una Coppa della Reina storica con un triplete mai raggiunto da nessuna squadra. Sarà difficile ma vogliamo raggiungere questo traguardo”.
Anche Alexia Putellas sarà del match dopo essere rientrata proprio nella semifinale contro il Madrid CFF vinta per 4-0. “Siamo a 90 minuti dal sollevare un’altra Coppa. Non importa quello che abbiamo vinto finora. Sono state settimane speciali, ma in questo momento possiamo pensare solo alla partita decisiva per vincere questa Coppa. Faremo di tutto per vincerla.”
Anche le autorità omaggiano la Coppa della Reina, come la Consigliera per lo Sport della Regione di Madrid, Eugenia Carballedo, felice di avere portato la Coppa a Madrid. “Volevamo che la finale di Granada del 2019, vista da 1,6 milioni di spettatori, arrivasse a Madrid. La Capitale ha visto crescere del 40% le squadre femminili negli ultimi 5 anni, è frutto di un grande lavoro con quattro squadre nell’elite del calcio: Real Madrid, Atlético Madrid, Madrid CFF e Rayo Vallecano.
Il calcio femminile ora è uno sport attraente e di qualità” dichiara ai microfoni di AS.
E ci sarà anche il pubblico nella finale con un massimo di 3.500 spettatori e biglietti dai 10 ai 20 euro. “Il pubblico si sente sicuro con i protocolli, è una bella notizia che si possa godere di eventi si questo tipo”. Maria Tato, presidente della RFEF per il calcio femminile vuole che l’evento sia a pagamento per generare entrate anche a costi bassi. “Bisogna cambiare la mentalità, il calcio femminile non può essere gratis per riempire gli stadi”.
Oggi alle 20 sapremo se il Barça centrerà il triplete o sarà il Levante a sollevare il primo titolo della stagione regalando un finale agrodolce alle catalane.

Lucia Pirola, Radio Rossonera: “Non escludo che la partita duri più di 90 minuti”

In vista della Finale di Coppa Italia Femminile abbiamo parlato con Lucia Pirola, redattrice di Radio Rossonera e punto di riferimento per quanto riguarda le vicende legate alla squadra allenata da Maurizio Ganz.

Come arriva il Milan a questa finale?
“Ci arriva con grande entusiasmo. L’obiettivo principale della stagione è stato raggiunto, la squadra si è qualificata per la prossima Champions League. Sarà un cammino difficile, anche per il fatto di arrivarci da seconda, ma prendere parte a questo palcoscenico. È un risultato importante.

La prima parte di stagione ha visto una gande cavalcata, frenata solo dalla sconfitta contro la Juventus. Nella seconda parte c’è stato un rallentamento dei ritmi ma il secondo posto è stato centrato e ora con questa finale c’è l’occasione di alzare il primo trofeo della storia della squadra”.

Quanto è cambiato il Milan nel corso della stagione dal punto di vista tattico e quale approccio ti aspetti in questa finale?
“Tatticamente la squadra ha subito un grande cambiamento. Nella seconda parte l’identità della squadra è gradualmente mutata. Adottando il 3-5-2 Maurizio Ganz ha potuto sfruttare al meglio le pedine a disposizione, creando un centrocampo fisico e di qualità grazie anche agli arrivi di Veronica Boquete e di Yui Hasegawa che si sono subito imposte come titolari dando un’impronta molto importante anche attraverso i gol, basti pensare alla doppietta di Boquete nella semifinale di ritorno contro l’Inter”.

Quale può essere la calciatrice chiave delle rossonere?
“I primi nomi che vengono in mente sono quelli di Boquete e Hasegawa, oltre a quello del capitano Valentina Giacinti. Però scelgo un’altra protagonista: Refiloe Jane, centrocampista sudafricana, al Milan da due stagioni. Saltano meno all’occhio le sue giocate ma è fondamentale nel dettare i ritmi, gli equilibri e la qualità del gioco offensivo della squadra. La vediamo spesso come perno basso ma sa inserirsi bene e con i tempi giusti in avanti. Secondo me è lei la giocatrice chiave che silenziosamente determina molto di questa squadra”.

Quale calciatrice toglieresti alla Roma per questa partita?
“La domanda vera è quale giocatrice non toglierei a questa squadra. Soprattutto da metà campionato in avanti la Roma ha messo in mostra una grandissima qualità in tutti i reparti. Basta fare un nome per reparto: Elena Linari, Manuela Giugliano e Annamaria Serturini. Ma ne scelgo un’altra: Angelica Soffia. È una calciatrice giovane e molto promettente. Nel suo ruolo ci sono poche giocatrici con la sua qualità. Ha giocato partite clamorose, ha personalità, è cresciuta molto fisicamente. È una delle giovani che incarna meglio l’idea di professionismo che le calciatrici devono avere dentro”.

Qual è il tuo pronostico per la partita?
“Le sfide di campionato hanno dato poche indicazioni su come possa andare una sfida secca tra queste due squadre. L’andata è stata decisa da un episodio (1-0 per il Milan, ndr), lo 0-0 del ritorno di poche settimane fa non ha scoperto le carte. Non escludo che la partita duri più di 90 minuti. Le squadre cercheranno di indirizzare da subito la gara ma senza scoprirsi. Ho comunque la sensazione che il Milan che sia una squadra molto affidabile sul lungo periodo, lo dimostra l‘ottima cavalcata in campionato, mentre la Roma mi dà l’idea di essere molto pronta a dare tutto in partite di questo tipo e lo ha dimostrato in semifinale”.

 

 

La Finale di Coppa Italia Femminile tra Milan e Roma si giocherà domenica 30 maggio alle ore 20:30 al Mapei Stadium di Reggio Emilia. La partita sarà trasmessa in diretta su Roma TV e Roma TV+.

Credit Photo: Domenico Cippitelli 

Camelia Ceasar, Roma: “Vogliamo prenderci la coppa”

«Vogliamo lasciare un segno». Ha solo 23 anni ma Camelia Ceasar dimostra sempre, a parole e sul campo, la sua maturità. A poche ore dalla finale di Coppa Italia contro il Milan il portiere che difenderà i pali della Roma ci ha raccontato il suo avvicinamento alla gara. Lei che gare così le ha già vinte e che sa quanto sia importante raggiungere obiettivi del genere.

Una finale a chiudere la stagione. Quanto conta il risultato per giudicare il rendimento dell’annata?
«Ci siamo costruite l’opportunità di giocare una finale, già questo di per sé è un elemento per dare un giudizio sulla stagione. Ovvio che poi la finale è una partita a sé dove influiranno tantissimi fattori, molto diversi da quelli che ci sono lungo tutto un campionato».

Hai già vinto due volte questa coppa. Quanto aiuta l’esperienza in partite come così?
«Aiuta molto, ti dà esperienza. Ma alla fine per vincere serve tranquillità, non subire l’emotività della finale, rimanendo sereni a livello di gruppo. Dobbiamo vivere questa finale con entusiasmo, senza caricarci troppo di pensieri pesanti».

Quanto conterebbe per te farlo con la Roma?
«Sarebbe bellissimo perché finora ho vinto solo con il Brescia. Vincere in una nuova realtà, in una città come Roma, è il sogno che ho dal primo giorno che sono arrivata. Poi questo gruppo per tutto quello che ha fatto meriterebbe di portare a casa il titolo che ci andiamo a giocare».

Come hai vissuto il dualismo in porta con Baldi nel corso della stagione?
«Inizialmente non la conoscevo di persona ma con il passare del tempo ci siamo accorte di essere complementari. Lavorare insieme ci ha aiutato a migliorare. Confrontandoci ogni giorno in campo abbiamo capito dove potevamo crescere, imparando l’una dagli errori o qualità dell’altra».

L’arrivo di Linari in difesa ha cambiato la Roma. Tu ci avevi già giocato.
«Sì eravamo state insieme al Brescia. Averla ritrovata qui mi ha permesso di notare come sia maturata molto dopo l’esperienza all’estero».

Come mai è stata subito così determinante?
«Non è una cosa che riguarda solo le partite. Lei ogni giorno in allenamento lavora duro per diventare più forte, per questo è un punto di riferimento ed è un esempio per noi».

Passando al campo. Quale caratteristica del Milan temi di più? La Roma su cosa punta?
«Loro hanno tante giocatrici con grande esperienza, che sanno come si affrontano queste partite. Allo stesso tempo noi abbiamo voglia di lasciare un segno e faremo di tutto per riuscirci».

Saranno pochi, ma al Mapei ci saranno i tifosi. Cosa significa per voi dopo tutte le difficoltà dell’anno passato?
«La Roma vive di tifo, avere i tifosi al nostro fianco sarà un’arma in più. Non vediamo l’ora di sentirli vicini, di sentire il loro incitamento perché ci sono mancati e giocare con loro alle spalle è sempre meglio».

Hai vestito tante maglie nella tua carriera ma sei uno dei punti chiave di questa squadra. Quanto ti senti legata alla Roma?
«Dal primo giorno che sono arrivata i romani e i romanisti mi hanno fatto capire cosa significa la Roma, questa squadra la sento tanto mia. L’emozione che ci trasmette giocare per questa maglia è davvero qualcosa di unico».

Credit Photo: Domenico Cippitelli

San Gimignano a testa alta!

San Gimignano esce solo ai rigori, a testa alta dalla sfida contro l’Inter. Le neroverdi soffrono a lungo, difendono con cuore e attenzione e pungono nella ripresa con Anna Staknovic. Ai rigori, tremano le gambe alle neroverdi, troppa stanchezza ed emozione e l’Inter conquista meritatamente la terza posizione.
Primo tempo sottotono per la Florentia San Gimignano, le neroverdi, evidentemente sentono la fatica della gara contro la Juventus, e non trovano ritmo e spazi contro un’Inter arrembante e desiderosa di riscatto.
Dopo 6 minuti le nerazzurre passano in vantaggio, punizione di Fracaros dal limite, il suo sinistro aggira la barriera e batte Repetti.
Gioca bene l’Inter che prova a pungere ancora con Fracaros e Poli, senza impensierire più di tanto Repetti. Le neroverdi invece faticano, ma al 25’ hanno una bella occasione per pareggiare in contropiede: lancio perfetto di Prinzivalli, Anghileri scatta bene tra le linee, ma Gilardi è bravissima ad uscire coi piedi anticipando tutte. Da portiere a portiere, pochi minuti dopo si mette in mostra ancora Chiara Repetti, che chiude lo specchio della porta a Pavan evitando il raddoppio nerazzurro. Sempre Pavan al 37’ si divora un goal sola davanti alla porta, deviando di testa sopra la traversa.
Nella ripresa ritmi bassi, le nerazzurre sempre pericolose sui calci piazzati, Pavan prima calcia alto, poco dopo Gallazzi impegni Repetti che toglie il pallone da sotto la traversa. Al 63’ lampo neroverde, disimpegno sbagliato di Gilardi, ne approfitta con un guizzo Stankovic che apre il piatto e sigla il pareggio.
Forcing finale dell’Inter che ci prova in tutti i modi, ma le neroverdi si difendono bene, con Chiara Repetti sempre attenta nel bloccare i tentativi nerazzurri.
Dopo 3’ minuti di recupero si va ai calci di rigore, ma l’emozione e la stanchezza è tanta, per le neroverdi segna solo Piccini, mentre Dragoni, Catelli e Parolo non sbagliano e regalano il terzo posto all’Inter.
Una partita stoica, un risultato giusto, ma una Final Four da ricordare per le ragazze neroverdi che hanno chiuso alla grande una stagione lunga, difficile e piena di emozioni.


Campionato Primavera – Finale 3°-4° posto – Sabato 29 Maggio 2021, ore 10.30
Florentia San Gimignano vs Inter 2 – 4 (d.c.r) (0-1)
Florentia San Gimignano: Repetti, Campagni, Piccini, Fortunati, Testa (21’ Boglioni), Imprezzabile, Bortolin (60’ Accornero), Bolognini (60’ Diversi), Anghileri (60’ Giacobbo), Stankovic (74’ Barsali), Prinzivalli
All. Roberto Castorina
A disposizione: Schiavone, Burani, Diversi, Barsali, Boglioni, Fancellu, Accornero, Mugnaini, Giacobbo
Inter: Gilardi, Panetta, Fracaros (86’ Raimondo), Passeri, Pastrenge (46’ Cochis), Vergani, Poli (62’ De Zen), Dragoni, Pavan (62’ Lonati), Gallazzi (74’ Parolo), Catelli
All. Sebastiano De la Fuente
A disposizione: Ricciardi, Parolo, Raimondo, Fenaroli, Demaio, Gentile, Lonati, Cochis, De Zen
Marcatrici: 6’ Fracaros, 63’ Stankovic
Rigori: Dragoni (INT), Piccini (FSG), Catelli (INT), Parolo (INT)
Ammonizioni: 72’ Giacobbo, 85’ Dragoni

Credit Photo: Florentia San Gimignano

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