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Serie A Femminile, che succede alle grandi? Juventus e Inter in mezzo alla classifica: il nuovo volto di un campionato sempre più competitivo

Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il campionato di Serie A Femminile 2025-26, da quest’anno a 12 squadre, sta raccontando una storia diversa dal solito. Le grandi, abituate a dominare la scena, faticano a imporre la loro legge. La Juventus Women, per anni regina incontrastata del calcio italiano, e l’Inter Women, in costante crescita nelle ultime stagioni, oggi si trovano sorprendentemente a metà classifica.
Cosa sta succedendo?

L’allargamento a dodici squadre e la crescente professionalizzazione del movimento hanno cambiato il panorama della Serie A. Non ci sono più partite “facili”: anche le neopromosse o le squadre di metà classifica hanno strutture solide, staff tecnici di qualità e giocatrici straniere di livello.
Risultato: il campionato è diventato imprevedibile. Le “big” non possono più permettersi cali di concentrazione, e i punti persi pesano subito.

Dopo anni di dominio quasi assoluto, la Juventus sta attraversando una fase di transizione. L’addio di alcune colonne storiche, il cambio in panchina e una rosa ringiovanita hanno inevitabilmente inciso sulla continuità di rendimento.
Le bianconere hanno ancora qualità e mentalità, ma sembrano meno incisive nei momenti chiave. Le sconfitte contro Milan e Roma, ad esempio, hanno evidenziato limiti di equilibrio e di concretezza sotto porta.
Non è una crisi profonda, ma un segnale: la Juve deve reinventarsi, senza più il vantaggio tecnico e mentale che la separava dal resto della Serie A.

Mentre Juventus e Inter arrancano, altre realtà si prendono la ribalta. La Roma conferma il suo status di squadra da battere, grazie a un gioco fluido e a una rosa di alto profilo.
Il Milan è tornato competitivo, capace di battere la Juve e di rimettersi in corsa per la zona alta.
E poi ci sono le rivelazioni: ComoFiorentina, e perfino alcune neopromosse stanno raccogliendo risultati importanti, a testimonianza di una crescita diffusa del livello medio.

Per la prima volta da anni, la Serie A Femminile sembra davvero equilibrata, aperta e appassionante.
Le grandi devono adattarsi a un contesto in cui il nome non basta più: servono nuove idee, una gestione moderna e un approccio più “europeo”.
Un segnale positivo per tutto il movimento: meno monotonia, più competizione, più spettacolo.

 

L’Hacken gela l’Inter a Goteborg

credit photo: Paolo Comba - photo agency Calcio femminile italiano

L’Inter ha giocato in trasferta in Svezia contro l’Hacken la partita d’andata degli Ottavi di finale di Europa Cup (seconda competizione europea UEFA, al suo primo anno nel mondo del calcio femminile) e ha perso con il risultato di 1-0. Le ragazze di Gianpiero Piovani hanno trovato di fronte a sé le vincitrici della massima serie della Damallsvenskan che presentano una rosa giovane ma capace caratterizzata da una buona fisicità e atletismo. Nell’Hacken, inoltre, militano delle vecchie conoscenze del campionato italiano (Selerud e Nystrom ne sono un esempio) e profili interessanti come Felicia Schroeder e Matilda Nilden (sorella minore dell’ex Juventina ora Tottenham Amanda).
Per l’occasione Piovani ha scelto un 4-3-2-1 cercando di supplire, in questo modo, alle assenze di Polli, Schough, Bugeja e della lungo-degente Serturini.

Il tabellino è stato sbloccato già al 4′ del primo tempo quando Runarsdottir, nel tentativo di evitare il gol delle padrone di casa, ha inavvertitamente spedito la palla dentro la sua stessa rete regalando così il vantaggio all’Hacken.
Ricevuta la doccia fredda l’Inter ha reagito quattro minuti dopo ma l’estremo difensore svedese Falk ha spento le speranze nerazzurre; l’occasione più importante per la squadra di Milano è arrivata al 24′ quando Detruyer da sinistra ha servito Wullaert che ha calciato sul secondo palo: ancora una volta Falk si è mostrata pronta a salvare il risultato e dimostrando tutta la sua qualità tra i pali.
L’Inter ha, nel frattempo che i minuti passavano, preso coraggio procacciandosi diverse opportunità (quella al 39′ che ha visto Wullaert e Vilhjalmsdottir protagoniste ne è un altro chiaro esempio) per pareggiare ma senza mai riuscire nell’intento. Due minuti dopo il 45′ le atlete sono rientrate negli spogliatoi per l’intervallo sull’1-0.

Nel secondo tempo, come successo nel primo, l’Hacken ha avuto la prima possibilità di andare in rete ma Jusu Bah non ha trovato la porta. Intorno al 60′ l’Inter (con protagoniste Wullaert e Vilhalmsdottir) ha nuovamente avuto il pallino del gioco ma non è riuscito a concretizzare trovando il pareggio che in realtà sarebbe anche meritato per quanto mostrato in campo e per aver giocato ad un buon ritmo con una squadra tanto diversa da quelle a cui è abituato.
I cambi, serviti per dare respiro alle ragazze in campo, hanno avuto l’effetto sperato parlando di dinamismo sul rettangolo verde ma non abbastanza da cambiare quello che è risultato. Dopo il 90′ il direttore di gara ha assegnato 3 minuti di recupero che però non sono serviti a smuovere il tabellino dall’1-0 che è il risultato finale al triplice fischio in attesa della partita di ritorno della settimana prossima a Milano.

Germania,100 milioni per la Frauen-Bundesliga: Neuendorf lancia la sfida alla professionalizzazione del calcio femminile tedesco

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency calcio Femminile italiano

Il calcio femminile tedesco sta per entrare in una fase di cambiamento radicale. In un passaggio che segna una svolta strategica, Bernd Neuendorf, presidente del DFB, ha annunciato che saranno messi a disposizione 100 milioni di euro per sostenere la crescita e la professionalizzazione della Frauen‑Bundesliga. L’investimento, che si svilupperà nell’arco di otto anni, è accompagnato dalla creazione di una società dedicata esclusivamente alla lega femminile, un modello che fino ad oggi era riservato quasi esclusivamente alle competizioni maschili.

Neuendorf ha dichiarato che “la Frauen-Bundesliga deve urgentemente essere professionalizzata” e che “abbiamo un interesse comune a trattenere in Germania le nostre migliori giocatrici e offrire una lega competitiva di livello mondiale”. L’operazione sarà un “segnale forte e coraggioso”, nelle sue parole, che punta ad allineare la Bundesliga femminile al modello e alla visibilità della controparte maschile.

La misura arriva in un momento significativo. Da un lato, la Frauen-Bundesliga è stata ampliata da 12 a 14 squadre, segno tangibile della crescita e dell’attrattività del movimento. Dall’altro, molte calciatrici – come in altri Paesi – faticano ancora a vivere esclusivamente del proprio mestiere, a causa di contratti non sempre paragonabili, infrastrutture frammentate e visibilità limitata rispetto ai colleghi maschi. Investire risorse e struttura significa quindi non solo promuovere risultati sportivi, ma anche affrontare temi di equità, sostenibilità e professionalità.

La costituzione della nuova società, che sarà in joint-venture fra i club partecipanti e il DFB, rappresenta una svolta organizzativa: non si tratta soltanto di finanziare, ma di governare un ecosistema in evoluzione. I fondi stanziati sono considerati — dal presidente Neuendorf — il più grande investimento del DFB dall’edificazione del suo campus centrale. Fonti indicano che la distribuzione effettiva dei 100 milioni inizierà dalla stagione 2026/27, su base circa 12,5 milioni all’anno.

Non mancano però le questioni aperte: come saranno ripartiti i fondi fra infrastrutture, salari, marketing, formazione giovanile? Quali parametri verranno stabiliti per misurare il successo del piano? E soprattutto, come verrà bilanciata la rapidità dell’intervento con la sostenibilità a lungo termine? Neuendorf ha lasciato intendere che i club dovranno partecipare “in modo sostanziale” al processo, segnalando che si prevedono contributi sia economici che organizzativi da parte delle società.

In un panorama internazionale in cui le leghe femminili emergono con forza – in Inghilterra, Spagna, Francia, e non solo – la mossa del DFB può rappresentare un modello. Se ben implementata, porterà benefici non solo alle atlete e ai club, ma all’intero sistema del calcio tedesco, rafforzando la base, aumentando il pubblico, migliorando il prodotto televisivo e potenzialmente trattenendo talento. Le prossime stagioni saranno decisive per vedere se le promesse si tradurranno in risultati concreti. La Frauen-Bundesliga ora ha un’occasione unica per scrivere un nuovo capitolo della propria storia.

Sofia Lorieri, Arezzo: “Risultato di domenica? Dobbiamo essere brave a far sì che sia un punto di partenza”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il risultato è stato molto importante perché è un punto preso con una squadra che non ha fatto un brutto inizio di stagione; questo deve influire positivamente su di noi e darci consapevolezza che, se rimaniamo unite così, possiamo fare grandi cose”: sono queste le parole rilasciate alla nostra redazione da Sofia Lorieri, classe 2001 dell’Arezzo, dopo il recentissimo confronto tenutosi nel weekend a Brescia, terminato in parità.

Un 2-2 arrivato come puro ossigeno da respirare viste le cinque sconfitte digerite in precedenza, intervallate da un buon finale ottenuto in occasione della quinta giornata davanti al Frosinone. Un solo punto ma dal peso specifico notevole che ha sprigionato fiducia nell’idea di poter tracciare una striscia collettiva di positività. A questo proposito la numero 33 della squadra aretina ha confessato:Credo che avremmo meritato qualcosa in più, ma il calcio è anche questo. Sono contenta per come abbiamo approcciato la partita, per la grinta e la voglia di lottare dimostrate. Ora, però, dobbiamo esser brave a far sì che non sia solo un episodio, ma un vero e proprio punto di partenza che ci porti a unirci sempre di più e toglierci ulteriori soddisfazioni perché, nonostante tutte le difficoltà nelle quali possiamo incappare, sappiamo di avere il potenziale per poterlo fare”.

Qualche giorno per analizzare la performance compiuta, prima del ritorno in campo previsto il 16 novembre tra le mura domestiche; l’avversario? Il neopromosso Venezia che, senz’altro, approderà in terra toscana con enorme voglia di riscatto spinta dai quattro risultati in difetto consecutivi rimediati:Il lavoro procede bene – ha concluso Lorieri -. Le aspettative, in primis, sono quelle di essere sempre una squadra unita e compatta, sia a livello emotivo che tecnico in campo, poi…potremo anche parlare di punti e vittorie!”.

Una vera testimonianza di quanto l’unione possa, spesso, fare la forza.

Si ringrazia Sofia Lorieri e la società tutta per la gentile concessione.

Turchia: gol di Giacinti, parate di Aprile. Il Galatasaray vince anche in infrasettimanale

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

In Turchia si è scesi in campo per il turno infrasettimanale, che è coinciso con il recupero della quarta giornata. Sei le gare disputate, con Besiktas e Trabzonspor non scese in campo e che vinceranno presumibilmente a tavolino i match con Bornova e Beylerbeyi.

In testa alla classifica, con 8 gare giocate, a punteggio pieno a 24 punti troviamo Galatasaray e Fenerbahce. Nelle giallorosse la solita Valentina Giacinti protagonista. Successo per 0-2 in casa contro il Yuksekova con una rete per tempo a decidere la contesa al 4’a portare avanti le locali è Melike Pekel mentre nella ripresa, al 14′, la punta numero 19 ex Roma si fa trovare al posto giusto al momento giusto, sul secondo palo, spingendo il pallone oltre la linea di porta, dopo una spizzata di una compagna all’altezza del primo palo. Da registrare nel Galatasaray  tra i pali la presenza dell’ex Juve Roberta Aprile.

Non sbaglia nemmeno il Fenerbahce che batte con lo stesso risultato ma in trasferta, 0-2, l’Hakkarigucu Spor, momentaneamente quarta forza del torneo con 16 punti. Resta terzo in solitaria il Fomget, campione in carica, che ha vinto per 1-4 sul campo del Cekmekoy, con la rete delle locali arrivata a fine primo tempo sul parziale di 0-2 salendo a quota 19. A balzare a 18, prendendosi il quarto posto, sarà il Trabzonspor che con i tre punti a tavolino scavalcherà l’Hakkarigucu Spor.

 

Serie A Women Athora La Top 11 della quinta giornata: ci sono tre viola, Van der Zanden, Severini e Bredgaard

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
La Fiorentina, nell’anticipo di venerdì sera al Viola Park, è stata capace di infliggere il primo ko stagionale alla Roma, che aveva invece vinto tutte le prime quattro partite. Un risultato, quello della squadra di Pablo Piñones-Arce, che porta tre calciatrici viola nella Top 11 della settimana: Ilse van der Zanden in difesa, Emma Severini a centrocampo e Sofie Bredgaard in attacco. Due calciatrici a testa per Genoa (Forcinella e Giles), Milan (Piga e Ijeh) e Como Women (Pavan e Nischler). 

Ecco gli Opta Facts relativi alla Top 11 della quinta giornata della Serie A Women Athora 2025-26:

● Camilla Forcinella: Tra i portieri che hanno subito più di due tiri nello specchio in questo turno di campionato, la giocatrice del Genoa è stata l’unica ad aver tenuto la porta inviolata (tre parate su tre conclusioni in porta).

● Ilse van der Zanden: L’olandese è stata, tra i difensori, la giocatrice che ha partecipato a più tiri in questo turno di Serie A (quattro, frutto di due conclusioni e due occasioni create, incluso l’assist a Bredgaard nel 5-2 sulla Roma).

● Julie Piga: La rossonera ha registrato in questa giornata di campionato il record di respinte difensive (10); 37 inoltre i passaggi effettuati nel match con la Juventus, meno solo di Giuliani (48) tra le giocatrici del Milan.

● Heidi Giles: Oltre ad aver fornito l’assist a Bargi nell’1-0 del Genoa sul Parma, la canadese ha recuperato sei palloni in questa giornata di Serie A, meno solo di Harviken, Baltrip-Reyes e Veje (sette) tra i difensori – a sei anche Brooks.

● Lina Magull: La nerazzurra, oltre ad aver servito un assist a Wullaert nel 2-2 tra Inter e Sassuolo, ha effettuato nove cross nella giornata di campionato appena terminata (corner inclusi), meno solo di Snerle tra le centrocampiste (10).

● Emma Severini: La classe 2003 è stata la centrocampista che in questa giornata di Serie A ha effettuato più passaggi in generale (60) e più passaggi all’interno dell’ultimo terzo di campo (25). Sei inoltre i palloni giocati nell’area di rigore avversaria, record tra le compagne di squadra condiviso con Janogy.

● Lina Grève Chaïb: Tra le giocatrici che hanno trovato il gol in questo turno di campionato, la neroverde (autrice del definitivo 2-2 con l’Inter) è stata quella che ha disputato meno minuti (appena 13); tra le compagne di squadra, inoltre, solo Clelland (quattro) ha tentato più tiri della francese (due).

● Matilde Pavan: La centrocampista, oltre ad aver realizzato uno dei quattro gol del Como contro la Ternana, è stata una delle due giocatrici che in questa giornata hanno tentato più dribbling (otto come Di Giammarino). Nessuna tra le compagne di squadra inoltre ha recuperato più palloni nel turno appena concluso (cinque come Szabó).

● Nadine Nischler: La classe 2000, oltre ad aver realizzato una doppietta nel 4-2 del Como contro la Ternana, è stata l’unica tra le lariane ad aver effettuato più di un tiro in porta (due) e una delle due con più conclusioni tra quelle scese in campo nella sfida del “Gubbiotti” (quattro come Pirone).

● Sofie Bredgaard: Grazie alla doppietta e all’assist nel 5-2 della Fiorentina contro la Roma, la danese è la giocatrice che ha partecipato a più marcature in questa giornata di Serie A (tre); inoltre, nessuna ha creato più occasioni per le compagne nel weekend di campionato appena terminato (quattro come Distefano).

● Evelyn Ijeh: Oltre ad aver firmato il primo dei due gol del Milan contro la Juventus, la svedese è stata la giocatrice che ha tirato più volte nello specchio della porta nella giornata di Serie A appena terminata (quattro)

Nazionale Futsal, Ana Sestari non si nasconde: “Vogliamo vincere, al Mondiale per conquistare il titolo”

Credit: Women Roma

Ana Carolina Sestari ha raccontato le ambizioni dell’Italia nel torneo, la sua abilità tecnica e l’emozione di affrontare il suo Paese d’origine, il Brasile, nel primo Mondiale di Futsal Femminile FIFA. Adrieli Berte, Lediane Marcolan, Ana Carolina Sestari e Gaby Vanelli sono nate in tranquille città del sud del Brasile. Oggi vivono a 10.000 chilometri di distanza, nella città eterna. Sono grandi amiche, compagne di squadra, abituate a difendere insieme un emblema che raffigura Romolo, Remo e la Lupa Capitolina nel loro amato sport a cinque. Questa volta, però, si sono ritrovate con maglie diverse, in una sfida tre contro una.

Lediane, conosciuta da tutti come Tampa, indossava il giallo canarino del Brasile. Berte, Sestari e Vanelli, invece, portavano la maglia azzurra dell’Italia. Le quattro stavano seguendo il sorteggio della prima Coppa del Mondo FIFA di Futsal Femminile. E ciò che è accaduto subito dopo è stato, come ha detto Sestari, “inevitabile”: Brasile e Italia, che non si erano mai affrontate in una partita internazionale di futsal femminile, sono finite nello stesso girone. Per quanto sarà tosta Sestari ha parlato delle ambizioni azzurre per arrivare al titolo, delle battute scherzose con Tampa, del suo posto tra le migliori portiere del mondo, della sua straordinaria abilità con il pallone e tanto ancora.

FIFA: Sei stata nominata per il premio di Miglior Portiere Femminile negli ultimi sei anni consecutivi. Pensi di aver meritato di vincerlo almeno una volta?

Ana Carolina Sestari: “Penso che ci siano molte ottime portiere. Credo che ce ne siano diverse più complete di me, quindi non penso di averlo meritato. Ovviamente mi sarebbe piaciuto tantissimo vincere, è per questo che lavoriamo ogni giorno. È un premio importante, ma sono convinta che chi lo ha vinto lo meritasse davvero. Spero di riuscirci un giorno, lo desidero molto. Ma per ora, essere tra le prime dieci è già una grande soddisfazione per me.”

Chi ritieni sia la miglior portiera del mondo in questo momento?

“Credo che la sfida sia tra due: Bianca Castagnaro e Ana Catarina Pereira. Penso che Bianca sia la portiera più completa: la ammiro molto, perché è davvero brava con il pallone tra i piedi, e questo la rende ancora migliore nel suo ruolo. Anche Ana Catarina è un’eccellente portiera. Secondo me, sono le due migliori e io mi metterei lì in mezzo, a competere con loro.”

Sei eccezionale con la palla al piede e segni molti gol. Puoi parlarci di queste qualità?

“Negli ultimi due anni ho segnato più gol che in tutti quelli precedenti. Due anni fa ne ho fatti 15, e l’anno scorso nove. Sono quasi entrata nella classifica delle migliori marcatrici. Di recente ho cambiato squadra proprio per poter giocare di più con i piedi era un mio obiettivo personale. Prima giocavo molto più “da portiera classica”, restando sulla linea di porta, ma non funzionava per me.”

“La mia squadra attuale, invece, ha uno stile di gioco molto più offensivo e un allenatore che incoraggia questo tipo di approccio. Oggi mi concentro di più sul possesso palla e sulla creazione della superiorità numerica. Cerco sempre di migliorarmi, di arrivare al livello delle migliori, di diventare la migliore. Oggi una portiera deve essere più completa: deve saper giocare anche con i piedi.”

Negli ultimi anni l’Italia ha battuto il Portogallo, ha battuto la Spagna e ha chiuso 15 partite imbattute. Puoi raccontarci la crescita dell’Italia?

“Penso che l’evoluzione dell’Italia sia avvenuta davvero in fretta. Siamo una squadra molto giovane e, se guardiamo a ciò che abbiamo conquistato in soli dieci anni, è davvero notevole. Credo che l’arrivo di molte giocatrici straniere nel campionato italiano abbia aiutato tantissimo le giocatrici locali: ha alzato il livello e ha dato al futsal italiano nuove figure di riferimento, nuovi idoli.”

“Detto questo, penso che ci sia ancora molto margine di miglioramento. Non vogliamo crescere solo come nazionale, ma anche far crescere la professionalità del campionato, perché sarà questo, in futuro, a fare la differenza per la squadra azzurra. Ed è proprio per questo che ci ispiriamo molto a Portogallo e Spagna.”

Sei nata in Brasile, ma hai scelto l’Italia come tua casa e rappresenti le Azzurre. Cosa ti è passato per la testa quando le due squadre sono state sorteggiate nello stesso girone alle Filippine 2025?

“Penso che sarà una partita davvero emozionante. Ovviamente conosciamo molto bene le ragazze brasiliane: quasi tutte hanno giocato qui in Italia. Sarà un’ottima occasione per capire a che livello siamo, perché il Brasile è una delle migliori nazionali al mondo. Lo scopriremo fin dall’inizio. Quindi, a me è piaciuto il sorteggio. Dicono che sia il “girone di morte”, e va bene così: siamo pronte a superarlo.”

Hai parlato con Tampa dopo il sorteggio?

“Abbiamo seguito il sorteggio insieme (ride, ndr.). C’erano le giocatrici della nazionale italiana di Roma e lei. Noi indossavamo la maglia dell’Italia e lei quella del Brasile! È stato davvero divertente.”

“Tampa è mia amica, ho altre amiche nella nazionale brasiliana, e non vedo l’ora di affrontarle. Sarà una sfida in cui tutti daranno il massimo, non si può negare. Hanno giocatrici eccellenti, ma penso che sappiano anche che noi abbiamo giocatrici altrettanto valide.”

Cosa pensi di Tampa come giocatrice?

“Segna sempre i gol più belli superando me! Quest’anno, giocare dalla sua parte è molto importante: lei è fondamentale per il Brasile. Sappiamo tutti che qualità abbia. È davvero una delle migliori giocatrici in circolazione!”

Cosa ne pensi di Renatinha?

“Renatinha è una delle migliori al mondo. È fantastico averla con noi e che faccia davvero la differenza. In termini di qualità, è tra le migliori al mondo, se non la migliore. È fondamentale per la nostra nazionale, ma lo è anche per l’atmosfera all’interno del gruppo. Oltre a essere una giocatrice straordinaria, è molto divertente: fa sempre battute e fa ridere tutti.”

Qual è l’obiettivo dell’Italia al primo Mondiale di Futsal Femminile?

“Vogliamo vincere. Andiamo lì per conquistare il titolo. Credo che le quattro principali favorite siano Brasile, Spagna, Portogallo e Italia. Subito dietro ci sono Argentina, Giappone e Colombia. Sarà un campionato molto aperto, ma penso che le prime quattro siano a un livello leggermente superiore rispetto alle altre.”

Serie C Girone C, cambi in classifica: Celtic Bhoys, Gatteo Mare e Nuova Alba primi, blitz della Casolese dal Montespaccato

La quarta giornata del Girone C di Serie C ha assottigliato il gruppo di testa, passato da quattro a tre squadre con il maggior numero di punti. A contendersi la vetta della classifica sono l’Original Celtic Bhoys, il Gatteo Mare e la Nuova Alba, la vera rivelazione di questo campionato – in quanto appena arrivata dall’Eccellenza umbra. Fanalino di coda ancora una volta l’Ascoli, a secco di punti.

Partendo dai due pareggi, il Grifone Gialloverde e la Reggiana si sono spartiti equamente il bottino in palio con uno 0 a 0 finale che ha permesso alle granata di non lasciare Roma a mani vuote. L’altro pareggio è stato invece il combattutissimo match tra Montespaccato e Casolese, anche questo giocatosi a Roma: le padrone di casa hanno faticato a contenere le toscane, che possono invece ritenersi contente del 2 a 2 sui tabelloni a fine gara.

Poi, spazio alle tre vittorie. Di misura si è imposta la Nuova Alba sul Riccione, un 1 a 0 finale che ha bloccato le romagnole a 7 punti, quindi a tre lunghezze dal gruppo di testa; il tiro dal dischetto è stato loro fatale, ma il campionato è ancora molto lungo. Per 2 a 0 ha invece vinto la Roma Calcio Femminile in casa della Jesina che, malgrado un match combattutissimo, non è riuscita ad arginare lo strapotere della squadra che lo scorso anno si è classificata seconda. Il Chieti ha resistito un tempo, nella seconda frazione ha però dovuto cedere il passo al Gatteo Mare, che ha dunque concluso la partita con un 3 a 0 che si va ad aggiungere alle già numerose goleade di qui messe a segno. Ultimo, ma non meno importante, il 7 a 0 casalingo dell’Original Celtic Bhoys ai danni dell’Ascoli, inchiodato in fondo alla classifica con una sola rete confezionata finora.

Nel prossimo turno l’Ascoli ospiterà il Grifone Gialloverde, mentre la Casolese cercherà di continuare la striscia positiva di risultati accogliendo tra le mura amiche la Jesina femminile a caccia del riscatto. Impegnata sul campo della Roma Calcio Femminile, la Nuova Alba proverà a mettersi alla prova su un rettangolo verde complicato e di una squadra che conosce bene la Serie C. Il Riccione tenterà il riscatto davanti ai propri tifosi affrontando il Chieti, mentre la Reggiana se la vedrà con il Montespaccato. Il big match di giornata sarà invece lo scontro al vertice tra Original Celtic Bhoys e Gatteo Mare, che si prospetta essere molto equilibrato e interessante.

Cincotta, Ternana Women: “Pagate delle disattenzioni ma la squadra è stata in partita. Chiedo scusa ai tifosi”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women è uscita sconfitta in casa contro il Como. Nel post gara in casa umbra a parlare del match è stato mister Cincotta che ha affermato: “La squadra dimostra di essere costantemente in partita. Credo che non abbia avuto assolutamente niente di meno. Io ho visto i dati del primo tempo, abbiamo avuto più densità, più possesso. Abbiamo calciato in porta di più, noi di loro. Però, poi con perché conta questo 0-3 per il Como perché abbiamo delle disattenzioni dovute in parte all’inesperienza perché non ci dobbiamo dimenticare che questa è la squadra più giovane con più under di questa Serie A tra italiane e le straniere che abbiamo”.

Il tecnico poi ha a riguardo ha aggiunto: ” Sono tutte giovanissime quindi devo concedere la possibilità dell’errore perché quando si è giovani si sbaglia e si impara dai propri errori. Certo che errori su errori diventa molto difficile, perché il margine di errore qui è ridottissimo, gli altri ti fanno gol e quindi partite nei quali tu dimostri di avere veramente carattere e voglia di giocare nella metà campo degli altri, ti ritrovi sotto. Ti ritrovi sotto in maniera ancora una volta immeritata per la prestazione globale, però sull’errore del singolo diventiamo poi, diventa un percorso in salita e ce la costruiamo da soli la salita. Siamo troppo disattenti”.

Cincotta, infine, ha concluso: “Chiedo scusa ai tifosi della Ternana e a tutta la città perché penso che io sono il responsabile. Il mio compito è migliorare queste ragazze e se ancora commettono alcune ingenuità, a partire dai portieri fino agli attaccanti, il responsabile sono io. Io le alleno tutte e quindi. È giusto che io lavori meglio, che io lavori di più e che io riesca a far sì che i nostri portieri parino di più e che non commettono più questi errori. Sono io il responsabile, quindi io devo allenare meglio e far sì che non ci siano più tutte queste imprecisioni, disattenzioni, perché sono dei gol rivisti prima di venire qui che ci facciamo da soli, che ci stiamo facendo gol da sole. ed è qualcosa di clamoroso che mi rattrista e so che devo dare il meglio di me per ripartire”.

Donne, motori e sport: la nuova energia che unisce calcio e passione per l’auto

Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

C’è una nuova energia che attraversa lo sport e il mondo dei motori. È un’energia femminile, consapevole e determinata, che unisce due universi apparentemente lontani: il calcio e l’automobile. Non si tratta più di un binomio riservato agli uomini, ma di una connessione in cui le donne stanno riscrivendo le regole, in campo, al volante e nella cultura sportiva. Oggi, anche realtà come Dyler, la piattaforma internazionale dedicata alle auto d’epoca e alla passione per i motori, raccontano questa trasformazione. Perché dietro a ogni auto d’epoca restaurata, dietro a ogni motore acceso per una nuova avventura, si nasconde la stessa scintilla che spinge una calciatrice a inseguire il pallone: la voglia di libertà, di superare limiti, di esprimere sé stessa.

Il nuovo volto del binomio “donne e motori”

Per anni, la frase “donne e motori” è stata relegata a un cliché pubblicitario, spesso superficiale e stereotipato. Oggi, invece, assume un significato completamente diverso. Le donne non sono più comparse nel mondo dell’automotive e dello sport: sono protagoniste. Dai circuiti di Formula 1 alle strade cittadine, dai campi di Serie A femminile alle officine di restauro, le storie di donne che vivono il motore come simbolo di indipendenza e passione si moltiplicano. Le auto, soprattutto le auto d’epoca, rappresentano un legame profondo con la storia e la memoria sportiva. Possederne o restaurarne una è come allenarsi ogni giorno: serve dedizione, pazienza e rispetto per il dettaglio. È un gesto che racconta un carattere forte e una cultura dello sforzo, valori condivisi con chi pratica sport ad alto livello. In questo senso, la missione di Dyler, con la sua community globale di appassionati di auto classiche – non è solo quella di comprare o vendere veicoli, ma di trasmettere una cultura del movimento e della bellezza meccanica. Una filosofia che trova molti punti di contatto con l’etica sportiva: cura, disciplina e spirito di squadra.

Il calcio femminile e la libertà di muoversi

Il calcio femminile italiano sta vivendo una fase straordinaria di crescita. Negli ultimi anni, l’interesse del pubblico e dei media è aumentato in modo esponenziale. Le calciatrici non sono più figure di nicchia, ma esempi di forza e professionalità. E, proprio come nel mondo dei motori, la loro sfida è stata quella di conquistare uno spazio storicamente dominato dagli uomini. Per molte atlete, la macchina rappresenta un’estensione del proprio corpo, uno spazio di autonomia e riflessione. Guidare, per chi si allena ogni giorno, significa ritrovare calma, equilibrio e concentrazione. Diverse calciatrici raccontano che i momenti trascorsi da sole in auto – magari dopo una partita o una lunga trasferta – sono un modo per elaborare emozioni e visualizzare obiettivi futuri. Allo stesso tempo, molte squadre e sponsor stanno riconoscendo il valore simbolico di questo legame. Alcuni marchi automobilistici hanno già avviato partnership con squadre femminili, promuovendo una mobilità sostenibile e inclusiva. Non si tratta solo di sponsorizzazioni, ma di messaggi culturali: sostenere il calcio femminile significa credere in una società più equilibrata e moderna, dove il talento non ha genere.

La velocità come metafora di vita

Nel calcio, come nel mondo dei motori, la velocità non è solo questione di potenza, ma di controllo e intelligenza. Una calciatrice che scatta sulla fascia o un pilota che affronta una curva a 200 all’ora condividono la stessa concentrazione. Dietro ogni gesto atletico o manovra tecnica c’è una mente lucida, capace di leggere l’ambiente, anticipare le mosse e reagire in un istante. È proprio questa connessione mentale e fisica a rendere il parallelo tra sport e motori così naturale. Entrambi i mondi richiedono equilibrio tra forza e sensibilità, tra istinto e razionalità. E in entrambi, le donne stanno dimostrando che la performance non dipende dal genere, ma dalla passione, dal lavoro e dalla capacità di credere nei propri mezzi.

La sostenibilità come nuova frontiera comune

Il futuro dell’automotive e quello dello sport condividono oggi un obiettivo comune: la sostenibilità. Nel mondo dei motori, il passaggio alle auto elettriche e ibride non è solo una scelta tecnologica, ma anche etica. Nel calcio, l’impegno verso una gestione più sostenibile degli eventi, delle strutture e dei viaggi delle squadre diventa parte integrante della responsabilità sociale dello sport. Le donne, in entrambi i settori, stanno guidando questo cambiamento con visione e sensibilità. Sempre più atlete scelgono modelli di mobilità ecologica, diventando ambasciatrici di uno stile di vita consapevole. Allo stesso modo, molte restauratrici e collezioniste di auto d’epoca valorizzano il riuso e la conservazione, evitando sprechi e preservando la storia del design e della meccanica.

Auto, calcio e passione: una stessa identità

L’amore per il calcio e quello per i motori nascono entrambi da un impulso profondo: il desiderio di muoversi e migliorarsi. Chi ama il calcio sa cosa significa allenarsi con costanza, affrontare sconfitte e ripartire. Chi ama le auto conosce il valore della pazienza, della precisione e della ricerca della perfezione. Sono due mondi che insegnano la stessa lezione: la libertà si conquista con impegno. Non è un caso che molte calciatrici si dichiarino appassionate di automobili, soprattutto di modelli d’epoca. Quelle linee eleganti e quei motori dal suono unico raccontano una storia di forza e di rinascita. Proprio come una squadra che, stagione dopo stagione, continua a credere nel proprio sogno nonostante le difficoltà.

La nuova energia femminile dello sport

In questa trasformazione, le donne non stanno solo partecipando: stanno cambiando le regole del gioco. Dalle calciatrici che ispirano nuove generazioni alle professioniste che dirigono officine o restaurano modelli d’epoca, emerge un linguaggio comune fatto di determinazione, precisione e creatività. “Donne e motori”, un tempo slogan banale, oggi diventa simbolo di un mondo che evolve, che accoglie e valorizza il talento femminile in tutte le sue forme. E se Dyler, con la sua rete di appassionati di auto classiche, celebra la storia e l’estetica dell’automobile, il calcio femminile celebra la forza e la bellezza del movimento umano. Due passioni che si incontrano, si alimentano e raccontano la stessa storia: quella di chi non si ferma mai.

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