Vittoria per 4-2 per il Sassuolo Femminile in casa della PinkBari. In gol, fra le altre, anche MichelaCambiaghi che ha parlato così a Sassuolo Channel dopo il match: “Sono contenta di aver trovato il gol in campionato, è sempre bello segnare, sono contenta anche che abbiamo portato a casa i 3 punti. E’ stata una gara difficile su un campo difficile”.
Partita difficile. “Nel primo tempo era difficile leggere le traiettorie di palla con il vento, poi ci siamo adattate e nel secondo tempo abbiamo fatto meglio”.
Come si va ad affrontare il Milan? “Si va con la nostra mentalità, quella che ci porta a giocare tutte le partite, e che ci porta a esprimere il nostro calcio”.
Dedica? “Qualche giorno fa è stato il compleanno di mio padre, lo dedico a lui”.
Prosegue con la nona giornata questa splendida Serie A, ricca di sorprese, suspense e grandi conquiste. Come sempre però, il calcio dà sia promossi che bocciati. Questo speciale pagellone va dal piazzamento più basso (due) al più alto (il dieci). Per ogni piazzamento verranno messi uno o più elementi della giornata in questione, squadre, giocatrici, allenatrici/allenatori ecc. Il dibattito è sempre aperto, diteci nei commenti quale sarebbe il vostro pagellone ideale.
Due: Attacco Roma
25 tiri di cui 7 nello specchio della porta: così recita il tabellino offensivo della Roma nel match contro la Florentia. Nel corso delle varie partite, le giallorosse hanno sempre evidenziato delle grandi problematiche in zona realizzativa. Ma questa volta si è proprio toccato il fondo, tre punti già in tasca buttati all’aria per non aver chiuso il match. Al Tre Fontane è il momento di una svolta.
Tre: San Marino Academy
In questa posizione non tanto per demerito proprio ma per un livello troppo superiore delle altre. La partita non è stata neanche giocata poi così male. È mancato però quel pizzico di concretezza in più sottoporta dove Chiara Marchitelli ha respinto di tutto. Altra pecca è stata il non riuscire ad ingabbiare il centrocampo nerazzurro. Numerosi gli spazi lasciati nel centro del campo dove sono trapelati troppi palloni.
Quattro: Pink Bari
Un primo tempo da incorniciare; non si vedeva giocare così bene la Pink Bari da troppo tempo. Gioco volto prepotentemente all’attacco con ripartenze pragmatiche e ben organizzate che hanno regalato il momentaneo vantaggio alle baresi. Purtroppo nel secondo tempo è venuta fuori la netta superiorità del Sassuolo ed il risultato non è stato quello desiderato. Ma i presupposti per un buon proseguo di stagione ci sono tutti.
Cinque: Florentia San Gimignano
Se il pareggio per le capitoline non va affatto bene, per il Florentia calza a pennello e vanno vicino alla sufficienza. Ottimo il blitz in trasferta, ma una squadra così sottomessa non fa mai bene. La Roma ha avuto molte occasioni per mettere in cassaforte il risultato rischiando anche l’imbarcata. Alle neroverdi è mancato un po’ di spirito di intraprendenza per tentare a strappare una clamorosa vittoria. Ci si tiene stretto il punto, ma si poteva provare a fare qualcosa di più.
Sei: Napoli ed Elena Nichele
I riflettori della giornata sono anche per loro. Le partenopee hanno disputato una partita eccellente mettendo spesso alle strette la Juventus. Nonostante il pareggio di Maria Alves, il Napoli ha continuato ad attaccare dimostrando grande fame di vittoria. Lo score voluto non è arrivato, ma le basi poste sono più che buone. Impossibile non parlare del rientro con i fiocchi di Elena Nichele. Dopo il grave infortunio che l’ha tenuta lontana dai campi per molto tempo, la gialloblù è tornata ed ha agganciato il temporaneo pareggio. Il suo talento è innegabile e sembra che la lontananza abbia solo aumentato la forza di volontà.
Sette: Alessandro Spugna
Dopo la partenza sprint ad inizio stagione, l’Empoli sembrava aver perso il brio, ma le vittorie continuano ad arrivare. La classifica diceva che il match contro l’Hellas Verona era facilmente accessibile per le empolesi che però hanno trovato una muraglia molto solida. Però il restare sul pezzo fino al triplice fischio tanto predicato da mister Spugna ha fatto si che il ritorno in Toscana sia stato piacevole. Dopo le esperienze nelle giovanili, l’ex Juventus Primavera la prima occasione con una squadra senior la sta onorando nel migliore dei modi.
Otto: Inter
Il commento sull’Inter delle prime uscite era sempre lo stesso: una squadra senza identità e con poco spirito di sacrificio. Le nerazzurre di adesso sembrano essere le lontane cugine delle antecedenti. Lottano su ogni pallone, hanno una propria fisionomia tattica e concretizzano ogni occasione: Sorbi e le sue ragazze hanno fatto un miracolo. Ora si ritrovano a ridosso del quarto posto e sognare non costa nulla…
Nove: Juventus
9 su 9, 27 punti su 27 disponibili: numeri che fanno rabbrividire qualsiasi squadra. La Juventus si sta confermando la schiacciasassi della Serie A. Le bianconere hanno dimostrato di saper soffrire con due rimonte consecutive da cui sono uscite sempre vincitrici. Dalla caduta si rialzano sempre con ancora più forza di prima. E se il livello tecnico è già elevato, con la cattiveria si raggiungono vette sorprendenti. Forse bisognerebbe migliorare sul prendere la botta prima di svegliarsi, ma fino a che si vince non c’è ipotesi che tenga.
Dieci: Milan
La classifica lo dà al secondo posto, ma per quanto dimostrato può tranquillamente giocarsela con le juventine. Il Milan ha fatto quel salto di qualità tanto chiesto in questi anni e l’Europa sembra sempre più vicina. Si preannunciava una stagione con i fiocchi per le rossonere e per la perfezione manca molto poco. L’importante vittoria rifilata alla Fiorentina ha dato una scossa a livello morale e l’avvicinamento al set point contro il Sassuolo si fa sempre più intrigante.
La Juventus Women scenderà in campo mercoledì pomeriggio all’Allianz Stadium nel match dei sedicesimi di Women’s Champions League contro le campionesse in carica dell’Olympique Lione.
Nel giorno di vigilia, martedì 8 dicembre, Rita Guarino interviene in conferenza stampa alle 14.30 per presentare l’incontro. Juventus News 24 segue LIVE le sue parole.
JUVENTUS WOMEN «Arriviamo a questo appuntamento con quasi tutta la rosa al completo, eccetto Pedersen. Siamo pronte. Quando c’è un sorteggio di questo tipo c’è il 50% delle possibilità che sia sfavorevole. Quando abbiamo avuto il Lione lo abbiamo accettato come opportunità importante. Non capita tutti i giorni di affrontare le campionesse d’Europa, è una sfida contro noi stesse».
LIONE «Il Lione non dà punti di riferimento. Dal punto di vista tattico creano molto movimento e si affidano alle gestualità delle singole di altissimo livello. Dovremo stare attente ai particolari».
ESPERIENZA CHAMPIONS «Nella prima esperienza non eravamo totalmente pronte. Era forse l’avversaria più a portata ma non abbiamo sfruttato l’opportunità. L’anno scorso è stata un’esperienza a due facce: all’andata siamo state guardinghe, nel ritorno abbiamo fatta qualcosa in più. Siamo riuscite anche a segnare. Queste partite ci hanno insegnato ad avere più coraggio, rispettando un avversario sulla carta più forte. Ma queste partite ti insegnano a superare i propri limiti».
DIFESA A TRE «Sì, la escludo».
GIULIANI E ROSUCCI «Eccetto Pedersen abbiamo tutta la rosa a disposizione. Le giocatrici si sono allenate regolarmente e saranno a disposizione per domani».
I sedicesimi di finale di UEFA Women’s Champions League 2020/21 prendono il via domani Mercoledì 9 dicembre. Ogni squadra giocherà un turno di andata ed un turno di ritorno. Quest’ultimo verrà disputato la settimana seguente. Le italiane Fiorentina e Juventus incontreranno rispettivamente lo Slavia Praha e le campionesse in carica dell’Olympique Lyonnais.
Calendario andata:
Mercoledì 9 Dicembre
Lanchkhuti vs Rosengård
Minsk vs LSK Kvinner
WFC-2 Kharkiv vs BIIK-Kazygurt
Pomurje vs Fortuna Hjørring
Spartak Subotica vs Wolfsburg Juventus vs Lyon
Sparta Praha vs Glasgow City
Benfica vs Chelsea
Göteborg vs Manchester City
PSV Eindhoven vs Barcelona
St. Pölten vs Zürich
Servette vs Atlético Madrid
Giovedì 10 Dicembre Fiorentina vs Slavia Praha
Górnik Łęczna vs Paris Saint-Germain
Ajax vs Bayern München
Vålerenga vs Brøndby
Calendario ritorno:
Martedì 15 Dicembre Lyon vs Juventus
Atlético Madrid vs Servette
Mercoledì 16 Dicembre
BIIK-Kazygurt vs WFC-2 Kharkiv Slavia Praha vs Fiorentina
Paris Saint-Germain vs Górnik Łęczna
Manchester City vs Göteborg
Barcelona vs PSV Eindhoven
Bayern München vs Ajax
Brøndby vs Vålerenga
Wolfsburg vs Spartak Subotica
Rosengård vs Lanchkhuti
LSK Kvinner vs Minsk
Fortuna Hjørring vs Pomurje
Chelsea vs Benfica
Glasgow City vs Sparta Praha
Giovedì 17 Dicembre
Zürich vs St. Pölten
Calendario del torneo Sedicesimi di finale: 9/10 e 15/16 dicembre 2020 Sorteggio ottavi di finale: 16 febbraio
Ottavi di finale: 3/4 e 10/11 marzo Sorteggio quarti e semifinali: 12 marzo Quarti di finale: 23/24 marzo e 31 marzo/1 aprile 2021
Semifinali: 24/25 aprile e 1/2 maggio
Finale: 16 maggio (Gamla Ullevi, Göteborg)
Brøndby, Lione e Fortuna Hjørring sono sempre state presente ai sedicesimi di finale, mentre per Sparta Praha e Zurigo sarà l’undicesima volta su dodici edizioni.
Le squadre esordienti ai sedicesimi di finale tra turni di qualificazione e direttamente qualificate sono: PSV Eindhoven, Servette, Benfica, Vålerenga, Lanchkhuti, Górnik Łęczna e Kharkiv.
Credit Photo: Pagina Facebook di ŽNK Pomurje Beltinci
Valeria Ancione è una giornalista nata nel 1966 a Palermo, e da trent’anni lavora nella redazione del Corriere dello Sport. Laureata in Scienze Politiche a Messina vive a Roma dalla fine degli anni Ottanta. Nel 2015 ha iniziato una nuova avventura, quella di scrittrice, con la pubblicazione del primo romanzo “La dittatura dell’inverno”. Nel 2019 un altro debutto questa volta nella editoria per ragazzi, con il libro “Volevo essere Maradona – Storia di Patrizia che sognava la Serie A” (entrambi i libri editi Mandadori): è la storia di Patrizia Panico, una delle leggende del calcio femminile italiano.
La nostra Redazione l’ha raggiunta coi suoi microfoni.
Valeria quando è iniziata la passione per il giornalismo? «La mia passione è iniziata all’università: il mio desiderio era scrivere e ho pensato che fare la giornalista significasse soprattutto scrivere. Sono andata a Roma nel 1989 a fare un master e due anni dopo sono entrata con uno stage al Corriere dello Sport».
Com’è stato il tuo percorso giornalistico? «Complicato, perché sono una donna e poi perché sono entrata in un giornale tecnico e maschile. C’erano poche donne nel giornalismo sportivo allora. Come poche erano quelle che parlavano di calcio. Sono partita facendo diverse cose, mi sono occupata di basket, sono anche una ex giocatrice, e poi mi sono cimentata con il pallone».
Cosa ti ha portato ad appassionarti del calcio femminile? «Ho cominciato ad occuparmi di calcio femminile nel 2013, raccontando storie di calciatrici e donne eccezionali. Poi, quando è scoppiato il caso Belloli, è iniziata la rivoluzione e in questa battaglia per il calcio femminile io c’ero e ho cercato di dare il mio apporto».
Delle storie di calcio femminile che hai raccontato qual è quella che ti è rimasta impressa? «Sceglierne una non è facilissimo, perché ognuna è un piccolo romanzo. Lavoratrici di giorno e calciatrici la sera, perché il calcio era la passione, ma non dava da mangiare».
La dittatura dell’inverno, il primo libro scritto da Valeria Ancione
Con “La dittatura dell’inverno” nel 2015 inizia la tua carriera di scrittrice: cosa ti ha portato a fare questa scelta? «Scrivere era il mio sogno e dovevo realizzarlo: così ho trovato il tempo di scrivere un romanzo».
L’anno scorso è uscito “Volevo essere Maradona”: com’è nata l’idea di scrivere questo libro? «Ho conosciuto Patrizia per lavoro, e il titolo del libro è lo stesso della prima intervista, uscita sul Corriere dello Sport, che le avevo fatto. Dopo un po’ di frequentazione professionale ci siamo risentite diverse volte. Patrizia ha letto “La dittatura dell’inverno” e mi ha detto che la sua biografia, se mai l’avesse fatta, l’avrebbe fatta scrivere a me: questa cosa l’ho presa seriamente, e le ho detto che dovevamo farlo. Stava per smettere di giocare non era giusto che un personaggio come lei fosse dimenticato. Dei calciatori sappiamo tutto, delle grandi calciatrici poco o niente. Perciò l’ho messa nero su bianco e ci siamo avventurate in questo viaggio della biografia. Mi sono ritrovata con tanto materiale di Patrizia fino ai vent’anni, quindi le ho chiesto di rendere questo racconto per i ragazzi, e lei ha acconsentito. Ho mischiato realtà e finzione ed è venuta fuori una biografia romanzata».
Quali sono i punti di forza che ha questo racconto? «Chi legge questo racconto non può non ritrovarsi. Si tratta di una storia di determinazione e quindi di lotta alla discriminazione e al bullismo. È il percorso di una ragazzina determinata a raggiungere un sogno a dispetto di tutti. Patriziaè diventata un modello non senza passare per i suoi errori. Patrizia è una donna limpida, senza retropensieri, e con un profondo senso di giustizia e altruismo. Lo testimonia il suo gioco, fiuto per il gol, visione di gioco, una infinità di assist, una metafora della vita: c’è chi gioca solo per sé, chi per la squadra senza protagonismo. E infine questo è un libro che i genitori dovrebbero leggere, perché capiscano che i figli devono esprimere liberamente la propria passione e i loro sogni».
Com’è stato lavorare con Patrizia Panico? «Quando ha smesso di giocare è entrata in Federazione, allena la under 15 maschile e ora è nello staff dell’Under 21, è piena di impegni. Fermarla era complicato, ma anche bello. C’era sintonia. Quando ho scritto i miei primi capitoli ci siamo viste davanti a una birra, dopo i suoi allenamenti, glieli ho letti e si è commossa. Ho capito che mi permetteva di scrivere la sua vita come se fosse la mia».
Valeria Ancione con il libro “Volevo essere Maradona”
“Volevo essere Maradona” ha avuto grande successo: ti aspettavi questo risultato? «Diciamo che è un ni. Mi aspettavo sinceramente che questo libro diventasse una lettura per giovani atleti e che entrasse un po’ di più nel calcio femminile: è un romanzo “educativo”. Il terzo posto ottenuto qualche giorno fa al Premio Bancarellino ragazzi può servire come rilancio: mi inorgoglisce tantissimo, perché non è un libro sul calcio. Il calcio è un pretesto, smuove sentimenti, emozioni, è aggregazione, i ragazzi lo hanno capito e il testo è arrivato sul podio. Sono contenta di aver dedicato un libro a Maradona, perché lui rappresenta il sogno e il riscatto grazie al suo talento. Vederlo giocare mi commuove sempre. Ho avuto l’opportunità di raccontare la storia di Patrizia nelle scuole, il Covid mi ha fermato, e speravo di portare il libro anche nei centri sportivi».
In questo libro ci sono alcune analogie presenti nella situazione odierna del calcio femminile italiano? «Il calcio femminile, anche per colpa della pandemia, sta vivendo un momento di stasi. L’effetto dei Mondiali è sfumato, bisogna lavorare ancora tanto per rendere il movimento credibile e solido. Quando il calcio smetterà di essere uno sport per maschi, allora avremo raggiunto una parità culturale. In attesa di un cambio culturale lento e difficile mi auguro che i diritti delle calciatrici vengano riconosciuti con il professionismo».
Come stai vedendo la Serie A Femminile? Chi vincerà secondo te il campionato? «Non mi sembra una stagione avvincente, credo sia dovuta alla situazione generale. Non sarà un campionato giudicabile, è falsato dalle tensioni per la pandemia».
La Nazionale Femminile riuscirà a qualificarsi agli Europei del 2022? «Escludo la possibilità di mettere in dubbio la qualificazione della Nazionale agli Europei. Non si può assolutamente tornare indietro, la CT Bertolini ha iniziato questa stagione fiorente per le Azzurre, non possiamo fermarci adesso».
Ce la farà il calcio femminile italiano ad allinearsi con gli altri Paesi? «Qualche anno fa Michele Uva disse che ci sarebbero voluti dieci anni, quindi il cammino è ancora lungo. I soldi, con la crisi che stiamo vivendo, mancano. Tutti i grandi club devono investire e credere nel calcio femminile, non solo la Juventus o il Milan».
La copertina del libro Volevo essere Maradona
Tra quanto vedremo la parità di genere in Italia? «Io non vedrò la parità di genere: siamo camminando lentamente, ma è veramente difficile. La discriminazione di genere è dentro di noi, non solo maschi contro femmine, ma anche tra donne».
Chi è Valeria Ancione fuori dai taccuini? «Sono mamma di tre ragazzi, due maschi e una femmina. Sono una siciliana emigrata, con il desiderio di tornare nella mia terra: quando sarò alla fine della mia vita professionale penso di tornare a Messina».
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? «Spero di pubblicare presto il terzo romanzo, ancora al femminile, ambientato per la prima volta a Messina. Poi vorrei cominciare ad occuparmi di una nuova battaglia con il mio giornale: la lotta agli abusi sulle donne e alla pedofilia nello sport».
La Redazione di CalcioFemminileItaliano ringrazia ValeriaAncione per la disponibilità.
Grinta e cattiveria: bastano solo due parole per riconoscere uno dei tecnici più apprezzati di questa Serie A. Maurizio Ganz da quando è sulla panchina del Milan ha dimostrato il suo potenziale e con una rosa di alto rango sta raggiungendo traguardi storici. Lo stesso roster che non perde occasione per elogiare il lavoro del proprio mister. Dopo l’importante vittoria maturata a Firenze, il mister rossonero è intervenuto ai microfoni societari per spendere qualche parola sulla partita.
“Aspettavamo questa partita già dall’anno scorso, dalla non qualificazione in Champions a causa dell’algoritmo che ci ha penalizzato”, afferma l’ex giocatore del Milan. Dalla scorsa stagione l’allenatore sottolinea degli evidenti passi avanti. “L’anno scorso un pareggio e una sconfitta , mentre quest’anno una vittoria importantissima in casa loro, è un bellissimo segnale”. Tornando ai giorni nostri, “è stata una partita difficile perché la Fiorentina è un’ottima squadra. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo dove abbiamo gestito la partita. C’è stata anche la possibilità di raddoppiare. Un grande segnale che ha portato ad una vittoria meritata dopo tutti gli sforzi fatti in settimana”. Il tecnico non tiene gli elogi solo per sé. “Ho un grandissimo gruppo e l’arrivo della Boquete ci dà quella personalità e quell’esperienza che abbiamo di meno. Però è un grande gruppo che segue gli allenamenti insieme a tutto lo staff. Siamo uniti, si vede in mezzo al campo, e questa è una buona cosa. E adesso, anche se siamo qui a parlare, siamo già con la testa alla sfida con il sassuolo in casa nostra”.
Seconda partita di recupero in casa per l’Orobica che affronterà domani alle 18:00 il Chievo in casa per recuperare la seconda delle tre gare rimandate.
L’ultima gara da recuperare con il Cittadella in casa (ancora a data da destinarsi).
La buona prestazione con la Lazio annovera il quarto risultato utile delle ultime 4 gare in trasferta, per le quali la Squadra di coach Marini ha raccolto 6 punti con Ravenna, Como, Brescia e Lazio.
In casa invece l’Orobica deve ancora fare i punti che mancano alla classifica attuale a causa delle sconfitte con Vicenza, Tavagnacco e Pontedera proprio in casa.
In seguito al recente incontro tra i vertici del FIFA Council, la FIFA ha stabilito nuove condizioni minime di lavoro per le calciatrici relative alla maternità.
Regulations sullo Stato e Trasferimento dei Giocatori (RSTP):
– Compenso d’obbligo: in assenza di una migliore proposta o accordo, una giocatrice ha il diritto di ricevere 14 settimane di assenza per maternità, con almeno 8 settimane dopo la nascita, pagate l’equivalente di 2/3 del salario presente nel contratto.
– Ritorno al lavoro: una giocatrice ha il diritto di tornare all’attività calcistica una volta completato il periodo di assenza per maternità. Il club ha l’obbligo di reintegrare l’atleta al calcio e procurare adeguato supporto medico. Inoltre, l’opportunità di allattare ed in caso procurare adeguate strutture in accordo con la legge nazionale o gli accordi previsti.
– Registrazione: i club possono eccezionalmente registrare una giocatrice al di fuori di un periodo di registrazione per sostituire temporaneamente un’altra giocatrice che ha usufruito del congedo di maternità. La durata del contratto di sostituzione temporanea, salvo diverso accordo reciproco, va dalla data di iscrizione fino al giorno precedente l’inizio del primo periodo di iscrizione dopo il ritorno della calciatrice che ha usufruito del congedo di maternità. L’iscrizione di una giocatrice che ha terminato il periodo di congedo di maternità sarà eccezionalmente consentita al di fuori del periodo di registrazione.
– Protezione durante la maternità: le giocatrici incinta hanno il diritto di ricevere consulenza medica regolare e indipendente. Inoltre, il diritto di fornire servizi al proprio club in modo alternativo. In questi casi, il club ha l’obbligo di rispettare questa decisione e collaborare con l’atleta per formalizzare un piano per il suo impiego alternativo.
– Protezione speciale dal licenziamento per le giocatrici: nessuna giocatrice dovrebbe mai subire uno svantaggio di alcun tipo sulla base della sua gravidanza. Di conseguenza, la risoluzione unilaterale del contratto di una giocatrice per motivi di gravidanza sarà considerata una risoluzione senza giusta causa. Tale risoluzione sarà considerata circostanza aggravante e comporterà, oltre all’obbligo di risarcimento danni, l’irrogazione di sanzioni sportive, cumulabili con una sanzione.
Il presidente FIFA Gianni Infantino afferma: “Sorprendentemente queste riforme arrivano solo ora, ma arrivano. I giocatori svolgono il ruolo fondamentale nel gioco e dobbiamo essere certi di preparare il campo per loro al meglio per farli splendere, garantendo sicurezza, gioia. Ma quando si tratta di calciatrici, ci sono altri aspetti da considerare, tra cui la stabilità delle loro carriere. Per esempio se dovessero prendere una pausa a causa di maternità, non debbano più preoccuparsi del futuro delle loro carriere. Di conseguenza abbiamo introdotto requisiti minimi a livello globale che lo garantiscono. Soprattutto se vogliamo davvero contribuire alla forte crescita del calcio femminile, dobbiamo considerare questi aspetti”.
Nell’Eccellenza delle Marche una delle squadre speranzose nella ripartenza è la Vis Pesaro. La squadra biancorossa, presieduta da Mario Bosco, sarà capitanata da Elena Venerandi e guidata in panchina da Gianfranco Cecarani. Una delle veterane del gruppo, grazie alle sue quattro stagioni in casa biancorossa, è la pesarese Chiara Cinti, attaccante classe ’90 . Tra le più giovani, e tra le new entry, figura invece la punta Elena Crinelli, classe 2000 di San Marino. Abbiamo raggiunto le due compagne di reparto per conoscere meglio la realtà marchigiana.
Ragazze come vi siete avvicinate a questo sport? Chiara: “Avendo due fratelli maschi ho sempre giocato a calcio con loro e con gli amici sin da piccolina. Purtroppo qui nei dintorni non c’erano all’ epoca squadre di calcio femminile, e per questo ho avuto la possibilità di avvicinarmi a questo sport in maniera più seria già grande Inizialmente ho disputato alcuni tornei di calcetto nella Pesarese, tra campionato Uisp e Serie C. Poi quando circa 4 anni fa è nata la Vis Pesaro femminile mi ci sono fiondata. Porto avanti questo impegno con grande passione sia perché la società, i nostri mister e tutto lo staff crede molto in noi, sia perché penso che tutte le bambine e ragazzine che vogliano avvicinarsi a questo bellissimo sport debbano avere la possibilità di farlo”. Elena: “Al calcio mi sono avvicinata guardando le partite della Juve, con mio padre, e osservando i miei idoli che erano Del Piero, Nedved e Buffon. Quindi ho iniziato a giocare a 6 anni nelle giovanili del San Marino, dove erano presenti solo tre ragazzine della mia età. Mi sono sempre trovata bene poi con gli anni il numero delle bambine che si avvicinavano a questo sport aumentava sempre di più”.
Chiara come è andata la passata stagione per voi? “L’anno scorso avevamo come obiettivo di squadra di salire di categoria. Amiamo questa maglia e sappiamo di rappresentare la nostra città. Abbiamo dato il massimo in allenamento e in partita, anche per riconoscenza alla società della Vis Pesaro che ci dimostra ogni giorno di credere in noi. Il campionato 2019-2020 era partito molto bene ed eravamo in cima alla classifica.. Con un po’ di delusione purtroppo il campionato è stato poi interrotto causa emergenza Covid. Siamo state sfortunate perchè per pochissimo, anche avendo una partita in meno rispetto alle altre squadre, nel conteggio dei punti non siamo riuscite ad approdare in Serie C. Con l’andamento positivo dei risultati ottenuti nella prima parte del campionato é stata una gran delusione non poter raggiungere il traguardo desiderato come appagamento dei nostri sforzi e del nostro impegno”.
Elena come è stato tornare agli allenamenti negli scorsi mesi dopo lo stop? “Tornare ad allenarmi dopo tanto tempo è stato fantastico. A me mancava, come a tutte le mie compagne, tantissimo il campo. Non nascondo che è stato pesante durante la quarantena non potermi allenare o correre, quindi la ripartenza è stata una vera liberazione Sicuramente nei primi allenamenti, infatti, si respirava voglia di tornare a giocare”.
Chiara come reputi il livello del vostro torneo? “Il livello lo definirei medio. Ci sono nuove realtà che come noi negli anni stanno migliorando e diventano sempre più competitive, quindi ogni volta che le affrontiamo sono nuove scoperte, mentre le squadre più ‘anziane’ godono di maggiore bilancio in tutti i settori e sono le più toste da affrontare”.
Elena tornando a voi quali sono gli obiettivi per questa annata? “Sicuramente l’obiettivo è vincere il campionato. La società è ambiziosa e sta puntando anche sulla sua squadra femminile. La volontà è quella di arrivare in Serie C e per questo in squadra ci sono stati nuovi innesti. Oltre me in squadra sono arrivate altre valide calciatrici come Giulia, Myriam, Chiara e non solo”.
Chiara come sta crescendo il calcio femminile nelle Marche? “Sicuramente per le più giovani ora c’è maggiore possibilità di avvicinarsi alle prime squadre nel calcio femminile. A Pesaro il movimento sta crescendo sempre di più per la gioia di tante ragazzine di mettersi in gioco, avendo comunque alle spalle una importante società che le supporta e crede in loro. La Vis Pesaro attualmente gode di un ampio settore giovanile e questa è una cosa a mio parere molto positiva”.
Elena ora ancora uno stop delle attività agonistiche, come lo state vivendo? “Il nuovo stop sicuramente è stato un brutto colpo per la voglia che avevamo di scendere in campo dopo tanto tempo. Continuiamo ad allenarci sempre 3 volte a settimana, con autocertificazioni e rispettando sempre le norme di sicurezza. Sono in maggior parte lavori individuali e sicuramente pesa il fatto di non poter fare la partitella Ci alleniamo sempre dando il massimo, perché non vediamo l’ora di ricominciare a giocare.”.
Quale reputate il momento più bello della vostra carriera? Chiara: “Con questa casacca ho indubbiamente tanti ricordi. Se parto dagli inizi mi viene subito agli occhio il primo goal con la maglia della Vis Pesaro. Era l’ esordio della squadra, nella prima partita di Coppa Italia, datato 29 Ottobre 2017. Nella sfida contro il Porto Sant’Elpidio perdevamo 2 a 0 durante il primo tempo. Riuscimmo a ribaltare il risultato chiudendo la gara sul 4 a 2 in nostro favore. io siglai il primo gol della rimonta, con una palla morbida che scavalcò il portiere in uscita”. Elena: “Tra i momenti più belli della mia carriera ricordo sicuramente il successo nel trofeo Golden Lady di San Marino nel 2016. Ricordo con piacere anche l’ultimo anno in Primavera con il San Marino, dove abbiamo affrontato squadre come l’ AS Roma, la Fiorentina, il Napoli.. Non dimentico nemmeno la convocazione al Torneo della Pace di Trento, con la Rappresentativa di San Marino. Vista la mia giovane età spero di viverne ancora di migliori”.
Si conclude qui l’ottava edizione del Brasileirao Feminino, una competizione piena di colpi di scena, goal e calcio bailado. Dopo un torneo combattuto, ad alzare la coppa è il Corinthians per la seconda volta nella sua storia dopo il successo del 2018. Decisivo il 4-2 casalingo maturato nella notte di domenica ai danni dell’Avaì/Kindermann dopo il pareggio a reti bianche dell’andata. Women of the Match Gabi Zanotti che con una doppietta risolve la questione.
Una partita molto vivace ed entusiasmante che ha regalato agli spettatori un ottimo spettacolo. Nella prima frazione di gioco sono proprio le campionesse a dominare e a passare sul doppio vantaggio. Le reti di Gabi Nunes e della già citata Gabi Zanotti mandano le squadre negli spogliatoi sul 2-0. L’Avaì non è stato a guardare ed ha tenuto come poteva la difesa. Il divario tecnico era veramente enorme ed in campo si è visto, ma bisogna dare atto della grande forza di volontà delle ospiti.
La ripresa si apre con il Kindermann che accorcia le distanze grazie ad un’inzuccata di Zoio sugli sviluppi di un calcio di punizione. Gioia che dura poco a causa del secondo pallone insaccato da Gabi Zanotti dopo una presa non sicura di Barbara. Non si danno per vinte le bianco azzurre che si portano sul 3-2 dopo il primo giro di lancette con la marcatura di Lelê. A chiudere il match ci pensa Vic Albuquerque che con un contropiede da manuale mette in cassaforte il trofeo.