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La W-League ha ancora molte stelle di classe mondiale… ma gli australiani non lo sanno ancora

Con i diritti di hosting per la Coppa del Mondo 2023 al sicuro nella borsa e un alto numero di giocatrici australiane che figurano nei campionati più importanti in Europa, ora è il momento di “vendere” davvero il gioco a un pubblico australiano che sta implorando di riempire un enorme vuoto che esiste nel panorama sportivo.

La lotta per l’uguaglianza sarà sempre lì, ma ora più che mai le ragazze e le donne hanno l’opportunità di divertirsi e persino guadagnarsi da vivere praticando gli sport d’élite.

C’è molto cinismo nel mondo del calcio in questo momento con la situazione finanziaria del gioco una delle principali cause di preoccupazione. L’unico modo per uscire da questi tempi difficili è imparare a vendere quello che si ha, cioè un gioco femminile che sta appena iniziando a veder crescere il suo potenziale.

Sam Kerr è una delle giocatrici più pagate al mondo e le Matildas ormai sono lassù, come una delle squadre sportive più popolari in Australia. La FIFA, l’organo di governo del mondo dei giochi, ha promesso di investire 1 miliardo di dollari nel calcio femminile tra quest’anno e il 2022. La FFA prevede un vantaggio di 460 milioni di dollari dall’ospitare la Coppa del Mondo 2023 e il governo australiano ha promesso che nei prossimi tre anni verranno spesi 200 milioni di dollari per lo sport femminile.

Non si tratta solo di soldi, l’umore sportivo della nazione è stato indubbiamente risollevato negli ultimi dieci anni mentre AFLW e le Matildas continuano a lasciare un’impronta nei cuori e nelle menti del pubblico sportivo.

Il primo passo prima di preoccuparsi della Coppa del Mondo 2023 è ottenere una giusta competizione femminile e la W-League ha registrato un incredibile successo la scorsa stagione. Oltre 879.000 si sono sintonizzati in TV per guardare il campionato, un aumento del 43% rispetto all’anno precedente. E il dato più incoraggiante è la diffusione uniforme tra i gruppi di età dei fan che guardano la W-League. C’erano 158.000 tifosi sotto i 35 anni, 245.000 tra i 35 e i 49 anni, 257.000 tra i 50 e i 64 anni (e 219.000 di età superiore ai 65 anni) e questo dimostra che la W-League ha qualcosa per tutti. E contrariamente a quanto si crede, il 62% del pubblico televisivo era di sesso maschile!

Queste statistiche sottolineano la decisione intelligente di trasmettere in televisione due partite, in particolare una di giovedì sera, e di trasmettere in streaming tutte e quattro le partite di ogni giornata di campionato.

Le folle erano solo di circa 1.500 persone, il che è stato deludente, ma gli alti numeri televisivi significano che più gente guarda le partite e che con ogni probabilità significherà una folla più grande in futuro.

Si è anche parlato molto del fatto che le migliori Matildas sono all’estero e che ci sia il rischio che la W-League diventi semplicemente una lega di sviluppo. Questo è ben lontano dalla realtà.

Molte giocatrici internazionali vogliono ancora venire in Australia, un certo numero di star americane, asiatiche e persino europee hanno ancora un interesse per la W-League. Con la Coppa del Mondo sul loro terreno, ci sono tutte le opportunità che le star straniere potrebbero voler andare lì per acclimatarsi. E la FFA e il governo devono garantire che i fondi siano conservati per attirare questo tipo di giocatrici. I soldi sono pochi ora, ma esistono molti sponsor che potrebbero voler saltare sul carro del 2023. Si tratta di sfruttarli correttamente e di costruire una relazione forte.

Photo Credit: Fox Sports

La 3ª giornata scatta con Tavagnacco-Brescia. Grande attesa per il derby veneto tra Cittadella e Vicenza

Archiviato il primo match della fase a gironi della Coppa Italia TIMVISION, le società di Serie B sono pronte a riprendere il proprio cammino in campionato. La 3ª giornata sarà un crocevia importante, che permetterà di capire se le previsioni di inizio stagione – per quanto riguarda la corsa per la promozione e quella per la salvezza – saranno rispettate.

Nella zona alta della classifica, Lazio e Riozzese Como sono attese da un doppio impegno esterno sui campi di Perugia e Pontedera. Le biancocelesti, finora sempre vittoriose in trasferta, cercheranno i tre punti affidandosi alla coppia gol formata da Visentin e dalla neoarrivata Martin. Anche la società lombarda, dopo aver dimostrato la propria forza nella gara di coppa contro la San Marino Academy, persa in maniera rocambolesca nei minuti di recupero (4-3 il risultato finale), proverà a ritrovare slancio affrontando la formazione allenata da Renzo Ulivieri, ancora ferma a zero punti.

Il programma della giornata si aprirà alle 14.30 con Tavagnacco-Brescia, anche se la partita più attesa è il derby veneto tra il Cittadella, capace due settimane fa di fermare la Lazio, e il Vicenza, reduce dall’ottima prova sul campo dell’Orobica. La formazione bergamasca, dopo un inizio stentato, se la vedrà con il Ravenna, mentre il Cesena andrà a caccia dei primi punti sul campo del Chievo Verona. Il turno si completerà con il match Roma Calcio Femminile-Pomigliano.

Il programma della 3ª giornata

Domenica 4 ottobre – ore 14.30
Tavagnacco-Brescia
Tavagnacco Comunale (UD)

Domenica 4 ottobre – ore 15
Cittadella-Vicenza
Tombolo V.S. Andrea Principale – Loc. Tombolo (PD)

Pontedera-Riozzese Como
Impianto Sportivo G. Bui – Loc. San Giuliano Terme (PI)

Ravenna-Orobica Bergamo
Stadio Matteo Sbrighi – Ravenna

Roma Calcio Femminile-Pomigliano
Campo Sportivo Certosa – Roma

Chievo Verona-Cesena
Stadio Comunale Capone – Loc. Vicasio (VR)

Domenica 4 ottobre – ore 17
Perugia-Lazio
Antistadio Renato Curi – Perugia

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Contrasti non solo in campo: il ct francese non trova la quadra con le sue giocatrici

La Francia degli ultimi anni ha sempre dimostrato grande avanguardia ed un ottimo processo di sviluppo per quanto riguarda il calcio femminile. Con le recenti competizioni, le francesi si sono affermate come una delle potenze maggiori al mondo. Ma tutto non sembra essere rose e fiori in quel di Parigi. Le parti prese in causa sono Corinne Diacre, allenatrice della nazionale, le giocatrici francesi ed i numerosi attriti.

Tutto inizia solamente tre giorni dopo dall’insediamento di Diacre come allenatrice della Francia. Diacre chiama in disparte Renard ed in un incontro durato poco più di cinque minuti le viene tolta la fascia da capitano. Dopo le proteste dei tifosi e delle giocatrici stesse, tutto sembrava rientrato. Ma la questione è tornata a galla nel dicembre del 2019 quando viene pubblicata l’autobiografia di Wendie Renard. Il capitano del Lione ha dedicato un intero capitolo al suo rapporto con la ct e raccontò di come fu andata quella volta. Diacre non la riteneva una giocatrice di livello (“è facile al Lione, ma non sei a livello internazionale) e ciò ha scosso e non poco Renard. E non finì lì: in un’intervista proprio sull’argomento disse che “Wendie Renard non sarà mai il capitano finché sarò qui. È solo una giocatrice come qualsiasi altra”. Attriti che tutt’oggi non sono ancora risolti.

Nonostante Diacre non abbia mai suscitato grande simpatia alle sue interpreti, il vaso di Pandora viene scoperchiato in occasione degli ultimi Mondiali. La prima ad incrinare i rapporti è Eugenie Le Sommer, bandiera del Lione e della nazionale francese, un vero e proprio simbolo di tutto il movimento d’Oltrealpi. In un’intervista a Telefoot, l’allenatrice stava elencando i punti dove la sua nazionale ha faticato non riuscendo a raggiungere la finale. Nel mentre, non ha perso l’occasione per criticare proprio Le Sommer che a sua detta non ha seguito le sue indicazioni. La replica non si fa attendere e l’attaccante del Lione si dichiara stupita ed ha raccolto a sé personalità importanti del movimento locale come Aulas, presidente dell’OL, e Pedros, ex tecnico del Lione. Dopo pochi giorni arrivano le scuse pubbliche della ct che prende come scusa l’apprendimento dei metodi di comunicazione, a due anni dalla sua nomina come ct…

Se pensava che qualche scusa poteva bastare, si sbagliava di grosso. Nel giorno della visita del presidente della Federcalcio francese Noël Le Graët, le francesi avevano in mente di programmare un colloquio con lui per evidenziare tutte le difficoltà affrontate con la ct. “Golpe” sfumato a causa di una talpa che ha parlato con Diacre che a sua volta ha intercettato il presidente portandolo dalla sua parte. Questione che non finì lì e che continuò con una serie di veri e propri interrogatori polizieschi messi in piedi dal “detective” Diacre. Si parla di giocatrici uscite in lacrime e che hanno accarezzato l’idea di chiudere per sempre con le Blues.

Dopo Le Sommer, la Diacre si è messa contro un’altra veterana come Sarah Bouhaddi, portiere del Lione che difende la porta francese dal 2004. Nel turno di qualificazione agli Europei, causa assenza di Henry e Le Sommer, Diacre ha deciso di affidare la fascia da capitano a Torrent, giocatrice del Montpellier, a discapito della giocatrice del Lione. L’estremo difensore, dopo qualche mese, ha reso pubblico il suo ritiro temporaneo dalla nazionale francese. Dopo le prime dichiarazioni che davano gli obiettivi non raggiunti pesanti sulla sua scelta, i pessimi rapporti con la ct hanno avuto la meglio. Bouhaddi, dopo esser stata inserita in una lista di preselezione, ha fatto sapere che finchè ci sarà Diacre lei non tornerà con le Blues.

Detto ciò, dopo l’ennesima discussione (questa volta con Thiney) e le preoccupazioni rivelate verso la nazionale da Gérard Prêcheur, vincitore di due Champions League con il Lione, si è arrivati ad un bivio per la Federazione. Alla resa dei conti, le decisioni di abbandonare la nazionale seppur temporaneamente (Le Sommer, Renard per un breve periodo e Bouhaddi) peseranno.  La pessima gestione dei giovani talenti ed i numerosi battibecchi con le senatrici della selezione hanno fatto si che la Federcalcio stia andando verso la decisione di esonerare l’allenatrice. Basta solo capire le tempistiche, se prima degli Europei o dopo la competizione continentale. Fatto sta che l’esperienza di Diacre sulla panchina della Blues si può definire disastrosa, ma da un certo lato potremmo tornare ad ammirare una grande squadra al top della sua forma.

Alessia Tanini, Vigor Femminile: “Scorsa stagione positiva, speriamo di confermarci”

La Vigor Calcio Femminile è un team toscano, della provincia di Firenze, che prenderà parte al prossimo torneo di Eccellenza regionale. La società biancoblù, capeggiata dal presidente Claudio Massai, sarà allenata, nella stagione alle porte, da Francesco Berni. Il capitano delle toscane è Alessia Tanini, difensore centrale classe 1997, alla Vigor dal 2013/2014. Abbiamo raggiunto la calciatrice, originaria di Pontassieve, per una breve intervista.

Alessia nonostante la tua giovane età sei il capitano della squadra, cosa significa per te indossare quella fascia al braccio?
“Avendo iniziato il cammino con questa società, fin dal primo giorno della sua nascita, è per me un orgoglio esserne diventata il capitano. Dimostra che ciò che ho fatto in questi anni è stato apprezzato, vuol dire anche essere ripagata dei tanti sacrifici fatti e dell’impegno dimostrato. Con la fascia arriva anche un senso di responsabilità verso le compagne, che devono essere guidate nel migliore dei modi e alle quali vorrei fare un ringraziamento particolare per la fiducia che mi stanno dimostrando“.

Nel tuo passato hai giocato anche con il Firenze Calcio, che ricordi hai di quelle stagioni?
Ho iniziato a giocare maturando esperienze nel calcio maschile. Approdando al Firenze Calcio, l’attuale Fiorentina, il ricordo più importante è sicuramente il fatto di non dover più essere isolata in uno spogliatoio a parte ma di poter vivere a pieno il significato di squadra, poter condividere con le compagne qualcosa in più delle sole due ore passate in campo. Al Firenze poi ho capito cosa volesse dire avere un obiettivo a livello calcistico, ovvero vincere un campionato o aspirare ad arrivare in futuro a giocare in prima squadra, in quanto io giocavo nella primavera”. 

Nel 2013 il tuo approdo con la Vigor team che si era appena formato. Cosa ti ha spinto a sposare il progetto?
L’ultimo anno al Firenze l’ho passato quasi tutto ferma a causa di un infortunio, avevo quindi voglia di un cambiamento, di una rivincita, di rimettermi in gioco. Vidi l’annuncio della Vigor, che stava creando una nuova squadra ed ho pensato che poteva essere un nuovo progetto adatto a me, dove creare un nuovo percorso di crescita insieme. Ad oggi posso dire di aver fatto la scelta giusta, dato che quella che andremo ad iniziare sarà la nostra ottava stagione insieme”. 

Come valuti il livello dell’Eccellenza toscana?
È difficile da stabilire, in quanto ogni anno ci sono vari cambiamenti riguardo le squadre partecipanti. Quello che è certo è che comunque è molto impegnativo perché ogni singola ragazza dà il meglio di se, al di la del livello tecnico, per onorare la propria squadra e cercare di portare a casa il risultato migliore”. 

Come è andata la passata stagione per la vostra squadra? E per te che annata è stata?
A livello di squadra, quella passata, è stata una stagione molto positiva. Abbiamo ottenuto un secondo posto in classifica pur essendo una squadra molto giovane. Siamo un bellissimo gruppo molto affiatato, e questo si rispecchia in campo permettendoci di fare delle ottime prestazioni. A livello personale è stata una stagione altrettanto positiva, all’interno della quale ho avuto anche la soddisfazione di realizzare qualche goal, cosa rara per me. Ma soddisfazione più grande, sicuramente l’assegnazione della fascia da capitano”.

Quanto è stato pesante restare per così tanto tempo lontane da un campo e dal resto del gruppo?
Inutile dire quanto sia stata dura non poter fare lo sport che ami, ma purtroppo la situazione che c’era in giro era ed è tutt’ora molto grave e quindi è stato giusto limitare le cose e rispettare le regole. A livello di squadra spesso facevamo videochiamate di gruppo per restare il più in contatto possibile. Ad un certo punto abbiamo anche iniziato ad allenarci insieme, con esercizi fattibili sul posto, per cercare di ricreare il più possibile la vita da squadra, con la voglia matta di poter finalmente tornare in campo”. 

Che campionato sarà per voi quello prossimo?
La società non ci ha mai imposto traguardi o risultati, se non quelli di divertirci e di crescere sia a livello calcistico che a livello umano. Il prossimo quindi sarà un campionato che affronteremo con la voglia di confermare il nostro potenziale, con l’obiettivo di arrivare al termine ed essere soddisfatte di quello che abbiamo fatto, magari migliorando i risultati dell’anno precedente”.

A tuo avviso come sta crescendo il calcio femminile in Toscana?
“In Toscana il livello del calcio femminile è cresciuto molto negli ultimi anni. Molte squadre infatti riescono a competere stabilmente anche nei campionati superiori. Se posso permettermi un piccolo appunto, però, mi piacerebbe che più squadre puntassero sul settore giovanile e non solo sulle prime squadre, come sta facendo con ottimi risultati la Vigor. Le bambine sono il futuro di questo movimento”. 

Maria Luisa Filangeri, Sassuolo: “A Sassuolo sto benissimo. Ruolo? Preferisco la difesa a 4”

La calciatrice Maria Luisa Filangeri, difensore del Sassuolo Femminile della nazionale italiana, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Il pettegolezzo”, condotta da Alessia Di Bella e Pina Giordano su Cusano Italia Tv (ch. 264 dtt): “A Sassuolo mi trovo molto bene –ha affermato Maria Luisa-. Preferisco giocare in una difesa a 4, però l’anno scorso abbiamo giocato a 3 e ho fatto il terzo di destra e mi sono anche trovata bene. Ho legato maggiormente con Benedetta Orsi che conosco da 6 anni, ma anche con le altre, abbiamo un bel gruppo quest’anno”.

Sul suo ruolo all’interno dello spogliatoio.
“Sono quella che incoraggia, sono una trascinatrice”.

Sul calcio maschile.
“Tifo per il Palermo, purtroppo è in Serie C, ma è sempre la mia squadra del cuore. Il mio difensore preferito? Mi piace molto Thiago Silva, era quello che mi entusiasmava di più”. 

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

Il calcio femminile in Portogallo: crescita e sviluppo le parole d’ordine

La tipica frase “il calcio non è per le donne!” ha perso sempre più forza, e il Portogallo ne è un esempio. Attualmente, e secondo i dati della Federcalcio portoghese (FPF), ci sono più di 11mila giocatrici di calcio (6652) e futsal (4386) ma questo non è mai stata l’abitudine.

È stato nel 2016 che il calcio femminile ha fatto un balzo in avanti, quando la FPF ha preso la coraggiosa decisione di invitare le 18 squadre nel principale campionato di calcio maschile a creare una propria squadra femminile. I primi 4 club ad accogliere tale proposta avrebbero avuto accesso diretto alla massima serie, all’epoca denominata Campeonato Nacional Allianz. Sporting Clube de Portugal (SCP), Sporting de Braga, Belenenses ed Estoril Praia, che già avevano squadre femminili che gareggiavano nella seconda serie di calcio femminile, hanno accettato l’invito.

SCP ha iniziato forte e ha scommesso tutte le proprie chips in allenamento, dando opportunità e rafforzando le proprie giocatrici già in squadra e richiamando le giocatrici che erano all’estero, come Ana Borges dal Chelsea con l’obiettivo di aggiungere esperienza ed aiutare le giovani. La strategia ha funzionato e gli è valso il Campionato proprio nella stagione d’esordio, così come la Taça de Portugal, la coppa nazionale. Hanno fatto il bis la stagione successiva ed hanno vinto di nuovo il trofeo interno.

A sua volta, il Braga ha cercato forze all’estero, pensando che le atlete portoghesi della loro squadra avessero bisogno di un aiuto esterno. Nella stagione 2018-2019, il loro lavoro ed il loro impegno gli hanno fatto conquistare lo scudetto.

Quello che è certo è che fino alla fine c’è stata competizione, sensazionalismo ed emozione. Un anno dopo la proposta della FPF è stata fatta la storia e il record di presenze di oltre 12mila spettatori è stato stabilito nella finale di Taça de Portugal, tra SCP e Sporting de Braga. Questo ha mostrato crescita, interesse e visibilità.

Nel 2018, Sport Lisboa e Benfica (SLB), entrano in scena e scommettono insieme nel calcio femminile. Hanno iniziato nella Serie B ed i numeri sono stati travolgenti: 27 vittorie, 1 pareggio, 365 gol segnati ed uno concesso. Questo è valso loro la promozione nella prima serie (Liga BPI). I risultati hanno messo in luce le differenze tra il primo ed il secondo livello del campionato. Ma anche tra le giocatrici professioniste e dilettanti, quindi c’era ancora del lavoro da fare.

La Federcalcio portoghese ha annunciato l’aumento del numero delle squadre partecipanti alla Liga BPI. Da 12 a 20 squadre nella prossima stagione (2020/2021).  Ciò è dovuto all’impatto di COVID-19. Questa è stata la strada che la FPF ha concordato per supportare lo sviluppo e la crescita delle giocatrici, molte delle quali giocano per la nazionale, nei vari campionati.

Ma il calcio femminile in Portogallo non è fatto solo di giocatrici e squadre di qualità. Ci sono anche allenatori qualificati e una vera scommessa negli arbitri donna. Questi fattori hanno contribuito a dare impulso al Portogallo nel campo nazionale e internazionale del calcio femminile.

Attualmente, ci sono molti giocatrici famose in Portogallo, che portano una qualità superiore al campionato nazionale e di conseguenza alle giocatrici portoghesi. Ci sono anche molte atlete portoghesi che giocano in grandi squadre europee, come Jéssica Silva all’Olympique Lyonnais, Matilde Fidalgo al Manchester City (ora al Benfica) e Mónica Mendes che ha indossato i colori del Milan per poi trasferirsi allo Sporting Lisbona nell’ultima sessione di calciomercato.

Migliorando le infrastrutture, i campionati e favorendo la crescita, le scommesse delle squadre hanno dato i loro frutti. Il fatto che le giocatrici portoghesi stiano giocando a livello internazionale, un qualcosa di impossibile fino a pochi anni fa, si riflette poi sulla Nazionale e sui risultati che ha raggiunto.

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The typical phrase “football is not for women!” has been losing more and more strength, and Portugal is an example of this. Currently, and according to data from the Portuguese Football Federation (FPF), there are more than 11 thousand football (6652) and futsal (4386) athletes. But this was not always the case.

It was in 2016 that women’s football took a leap, when the FPF made the bold decision to invite the 18 teams of the main men’s football league to start women’s teams. The first 4 would have direct access to the First League, called Campeonato Nacional Allianz at the time. Sporting Clube de Portugal (SCP), Sporting de Braga, Belenenses and Estoril Praia, who already had women’s teams competing in second league of women’s football, accepted the invitation.

SCP started strong and bet all their chips in training, giving opportunities to and strengthening their existing players, and calling back players who were abroad, like Ana Borges from Chelsea with the aim of adding experience and helping the younger ones. The strategy worked and earned them the Championship right in the debut season, as well as the Taça de Portugal. They did an encore the following season and won the two competitions again.

In turn, Braga looked for strength abroad, thinking that the Portuguese athletes from their team needed outside help. In the 2018-2019 season, their work, effort, and commitment earned them the Championship.

What is certain is that there was competition, sensationalism, and emotion until the end. A year after the FPF’s proposal, in 2017, history was made and the attendance record of more than 12 thousand spectators was set in the final of Taça de Portugal, between SCP and Sporting de Braga. This showed growth, interest, and visibility.

In 2018, Sport Lisboa e Benfica (SLB), enters the scene and takes a gamble on women’s football. They started in the second league and the numbers were overwhelming (27 wins, 1 draw, 365 goals scored and one conceded). This earned them the promotion to the first league (Liga BPI).

The results brought out the differences between the first and second leagues, but also between the professional and amateur players, so there was still work to be done.

The Portuguese Football Federation announced the first league of Women’s Football will grow from 12 to 20 teams in the next season (2020/2021). And the two teams at the bottom of the table will not be relegated. This is because of the impact of COVID-19. This was the way the FPF found to support the development and growth of the players, many of whom play for the national team, in the various leagues.

But women’s football in Portugal is not just made of quality players and teams. There are also skilled managers and a real bet in female referees.

These factors have helped in boosting Portugal in the national and international field of women’s football. Currently, there are many renowned players in Portugal, bringing higher quality to the Portuguese championship and consequently to the Portuguese players. There are also many Portuguese players playing in great Europeans teams, such as Jéssica Silva at Olympique Lyonnais.

By improving the infrastructures and the Championships and by fostering growth, the gambles taken by the teams paid off. The fact that Portuguese players are playing internationally, something that was impossible a few years ago, is then reflected in the National Team and the results it has been achieving.

 

Beatrice Airola: una bella scoperta per l’Orobica

Forse è la giocatrice più in forma dell’Orobica ma soprattutto quella che ha più stupito in questo inizio di campionato. Subito in goal in Coppa Italia nella vittoriosa trasferta di Cesena, abbiamo cercato di carpire da Beatrice Airola le sue sensazioni.
Ciao Beatrice e complimenti per l’inizio di stagione. La prima domanda è questa: dopo qualche partita che è servita per rodare i meccanismi della squadra contro il Cesena è arrivata la prima vittoria in Coppa Italia. Come hai vissuto con le tue compagne questa trasferta?
La vittoria è stata molto importante per riscattarci dai risultati non positivi delle due partite di inizio campionato. Per me è stato rilevante anche sotto l’aspetto morale; stiamo lavorando tanto per crescere ancora di più, e far vedere in campo tutte le nostre capacità“.
Hai disputato tre partite da titolare e realizzato la tua prima rete con la maglia rossoblù: quali sensazioni ed emozioni hai vissuto dopo aver segnato, considerando che è stato il gol che ha dato alla squadra la vittoria?
Il gol è stato un momento davvero emozionante per me, sono davvero felice di averlo segnato, così come del fatto che ci abbia portato a vincere. Ovviamente i complimenti vanno fatti a tutta la squadra per come ha gestito la partita e per aver portato a casa quel risultato che volevamo fortemente“.
Dalla primavera della Juventus ad essere titolare in serie B per crescere e migliorarsi ancora. Come hai vissuto questo passaggio e come vivi la tua esperienza in casa Orobica?
Ritengo che mi sia stata data una seria opportunità e che sia una bellissima sfida, soprattutto per crescere e migliorarmi sempre di più. Avere la mia età (19 anni a ottobre, ndr) gioca sicuramente a mio favore. Questo passo dalle giovanili alla serie B nazionale è decisamente una esperienza unica“.
Ora si ritorna al campionato con la sfida al Ravenna. È una trasferta non facile visti i 4 punti che ha in classifica (frutto della vittoria contro lo stesso Cesena e del pareggio in casa del Chievo Verona). Come ti aspetti sarà l’incontro e la vostra prestazione in campo?”
La partita con il Ravenna sarà certamente difficile, ma allo stesso tempo rilevante per noi poiché dovremo cercare di recuperare i punti persi all’inizio. Ce la metteremo tutta anche per far vedere il nostro valore e tutti gli sforzi fatti in settimana, gli stessi che metteremo in campo anche domenica“.
Idee chiare e voglia di vincere per Beatrice che comincia ad essere una certezza e che ha ancora tanto da dare all’Orobica.
Photo Credit: Marco Montrone

Il Brescia Calcio Femminile andrà a Tavagnacco per una grande classica

Vigilia del terzo turno di Serie B femminile per il Brescia Calcio Femminile, che domani pomeriggio (calcio di inizio alle 14.30, arbitro Francesco Zago di Conegliano, assistenti Thomas Storgato e Mattia Salviato entrambi di Castelfranco Veneto) sarà di scena a Tavagnacco: un match indubbiamente di cartello tra due squadre che nell’ultimo decennio si sono date battaglia in Serie A ed è valso anche una finale di Coppa Italia e una Supercoppa (entrambe vinte dalle biancoblu nel 2015) oltre a un quarto e tre semifinali sempre di Coppa Italia.

Ora però si guarda al futuro, e le due squadre si affrontano da capoliste in classifica (c’è un folto gruppo a quota 4 dopo la sconfitta inflitta a tavolino alla Riozzese Como) e a caccia di conferme e riscatto dopo le rispettive sconfitte in Coppa Italia (il Brescia 1-3 con la Lazio e il Tavagnacco 0-2 con la Roma CF).

Settimana di lavoro intensa per le Leonesse di mister Simone Bragantini, che al termine della rifinitura di venerdì sera sul campo di Paratico, spazzato da un forte vento e una pioggia incessante, ha parlato della gara: «Affrontiamo sicuramente una, se non la squadra più organizzata del campionato. Hanno giocatrici importanti e di esperienza che danno un contributo di qualità e sul loro campo è sempre difficile giocare. Sarà una partita difficile, ma come tutte d’altronde di questa Serie B che si sta dimostrando essere di livello altissimo. Le mie ragazze hanno lavorato bene in settimana, ho visto lo spirito giusto e la voglia di fare bene. Chiaramente questi segnali si devono tramutare in una prestazione positiva in campo la domenica: è sempre quello il nostro banco di prova per dimostrare che stiamo crescendo. Soprattutto, voglio vedere un passo in avanti rispetto alla partita con la Lazio, nella quale abbiamo giocato un ottimo primo tempo per poi fare meno bene nella ripresa. Voglio vedere aggressività in tutte le zone del campo e quella fame mostrata nei primi 45′ con le biancocelesti spalmata per tutto l’arco dell’incontro».

Sono 20 le convocate da mister Simone Bragantini per il match di Tavagnacco: ancora out  Viscardi (sta recuperando da una distorsione alla caviglia), Gilardi giocherà con la Primavera e non saranno del match Pedemonti, Martino e Capelloni. Di seguito la lista dettagliata:
PORTIERI – Cogoli, Meleddu
DIFENSORI – Brevi, Galbiati, Locatelli, Parsani, Verzeletti
CENTROCAMPISTE – Barcella, Ghisi, Lazzari, Magri, Merli Cristina, Previtali
ATTACCANTI – Assoni, Brayda, Farina, Massussi, Merli Luana, Pasquali, Ronca

Il Tavagnacco, tramite una nota, ha fatto sapere che la gara si disputerà a porte chiuse: si
sconsigliano quindi i tifosi dal recarsi presso l’impianto friulano. La gara sarà trasmessa
sulla pagina Facebook ufficiale del Brescia Calcio Femminile.

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

“Dobbiamo affrontare una partita alla volta”: Frida Abrahamsson, capitano del KIF Örebro, parla del fitto calendario di partite in Damallsvenskan

Frida Abrahamsson ha giocato quattro stagioni al Piteå IF prima di firmare con il KIF Örebro all’inizio della stagione 2018. È entrata a far parte della squadra di Örebro, sperando di ottenere più tempo sul campo rispetto alle precedenti stagioni a Piteå. E la sua volontà ed energia nordica le hanno permesso di giocare molto nella nuova formazione diventando una giocatrice chiave nella squadra.

A metà della sua prima stagione il KIF Örebro, le è stato chiesto di diventare il capitano della squadra quando Hanne Gråhns si è infortunata: “È sempre un onore essere quando ti viene chiesto di essere il capitano. Ma non mi vedo come una giocatrice o una persona più importante all’interno del nostro gruppo. Il mio lavoro è mettere le persone a proprio agio e farci unire come squadra” dice Abrahamsson.

A causa dell’inizio tardivo del campionato, il calendario delle partite è molto serrato. Le squadre della Damallsvenskan stanno affrontando un periodo difficile dovendo giocare due volte a settimana a causa del fatto che il campionato deve essere completato entro la normale data di fine di novembre.

“E’ dura, questo è certo. Dobbiamo prenderci cura di noi stesse e del nostro corpo con molta attenzione, e dobbiamo fare le cose giuste tra le partite, quindi nessuno si può infortunare. Ma siamo preparate… Il nostro gruppo è in buona forma e il nostro corpo è in grado di gestire questo tipo di fatiche”.

Photo Credit: Frida Abrahamsson Instagram

Rinforzo di qualità per il reparto offensivo, Emanuela Conventi diventa biancoscudata

Dal Gordige arriva un grande rinforzo per la rosa di Mister Di Stasio.

Ciao Emanuela, ben arrivata in casa Calcio Padova! Hai avuto modo di incrociarci come avversarie molte volte nell’arco di questi anni, cosa ti ha spinto ad indossare questa maglia?
“Quest’estate ho sentito il bisogno di mettermi in gioco, cercare stimoli e di alzare l’asticella se così si può dire, ho scelto Padova perchè credo sia la “piazza“ giusta per trovare tutto quello di cui ho bisogno.”

Il tuo ruolo è prima punta, se dovessi presentarti come ti descriveresti?
“Di certo il mio punto di forza non è il dribbling, stop e passaggio, posso aiutare a far respirare la squadra in certi momenti della partita. Non aggiungo altro, spero di dimostrare in campo il resto.”

Sei aggregata alla squadra ormai da qualche settimana, come ti trovi con il gruppo? Com’è stato l’inserimento?
“Allora pensavo di trovarmi in molta più difficoltà, alla fine vengo da 13anni di Gordige… invece poi non andata per niente male!
Il primo giorno, l’arrivo è stato un po’ un trauma (campo, spogliatoio, tutto nuovo) ma una volta in campo è passato tutto.
Sono molto contenta della scelta che ho fatto, per questo ringrazio le mie ex compagne che mi hanno sempre appoggiata e voi che non mi avete mai fatto sentire fuori luogo ma avete capito subito che sono qui per giocare a calcio ed aiutare la squadra il più possibile.”

Credit Photo: Calcio Padova Femminile

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