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Atlético e Real Sociedad inseguono il Barcellona

Cecilia Marcos Real Sociedad
Cecilia Marcos Real Sociedad

L’Atlético Madrid torna alla vittoria con le sue attaccanti Ludmila e Deyna Castellanos. Le colchoneras si portano così al secondo posto in classifica in compagnia dell’Athletic a 7 punti. Il Santa Teresa, dopo un inizio di campionato sorprendente, si deve arrendere alla maggiore esperienza delle madrilene che vincono con un goal per tempo.

Le formazioni:

Santa Teresa: Aguire; Lordemann, Ariadna, Visco, Parralejo; Van Slambrouck (Tammik, 68’), Neira; Belén (Mariana Díaz, 84’), Blanca (Zafra, 73’), Estefa (Mireya, 84’); Mascaró.

Atlético: Peyraud-Magnin; Aleixandri, Tounkara, Van Dongen, Strom; Meseguer (Bernabe, 88′), Moore, A. Sampedro (Santos, 74′), Duggan; Deyna (Elena,, 88′) e Ludmila (Laurent, 84′).

Anche la Real Sociedad si avvicina al vertice della classifica dopo una partita spettacolare contro il Levante. Le txuti-urdin si portano in vantaggio con Eizagirre, pareggia Irene Guerrero. La bomber Esther porta le ospiti sul 2-1 ma le assenze si fanno pesare nel finale e le basche pareggiano con Bárbara, entrata nella ripresa e trovano il goal del 3-2 con Cecilia Marcos, entrata da neanche un quarto d’ora. Grande gioia per le basche, da rivedere la difesa delle valenciane che avranno ora due settimane di riposo per serrare le fila.

Le formazioni:

Real Sociedad: Quiñones; Lucía, Tejada, Nuria, N.Mendoza, Gemma Gili (Cecilia Marcos, m. 76), Maitana, Amaiur Sarriegi (Bárbara, m. 64), N. Eizagirre (Itxaso, m. 93), L. Baños (Palacios, m.64) e Sanni Franssi.

Levante: Paraluta; Zornoza, Cometti, Rocío Gálvez,Jucinara, Alharilla, Andonova (Fiamma Iannuzzi, m. 78), Sandie Toletti,Carol Férez, Irene Guerrero e Esther.

Nelle altre partite della Primera Iberdrola colpaccio del Madrid CFF contro l’Eibar con rete di Priscila Borja. L’Espanyol sorprende il Depor dopo una splendida partita. Bomber dell’incontro è Maya con una doppietta. Le altre reti sono firmate dalla centrocampista Baudet per l’Espanyol, entrata nella ripresa, mentre per le gallegas avevano pareggiato Athenea e Peke gli iniziali vantaggi delle pericas. L’attaccante Peke si consola così per la mancata convocazione in nazionale.
Il Granadilla riesce a rimontare il vantaggio del Valencia con Jansen. Pleurer e Mari José concretizzano la rimonta delle canarie completata già nel primo tempo.
Nell’ultimo match che analizziamo ecco lo 0-0 tra Logroño e Siviglia con le migliori occasioni da parte delle nervionenses.

Le formazioni degli ultimi quattro incontri:

Eibar: Noelia García; Queralt, Jujuba, Iparragirre (Aizpurua, 67’), Ruth; Mar Torrás (Yonei, 72’), Llompart (Esteve, 80’), Elorza (Miriam, 80’); Arola, Adule e Sara Navarro (Kgatlana, 66’).

Madrid CFF: Paola Ulloa; Joyce, Frisbie, Itzi, Laurita (Monica, 87’); Sara Tui, Silvia Rubio, Estela; Priscila (Paula, 81’), Valeria (Alba Mellado, 72’) e Maca Portales (Ana María 88’).

Espanyol: Dossey; Vanegas, Elba Vergés, Soldevilla (Nicart, 83’), Dulce (Leti Sevilla, 82’); Sara Sola, Turmo (Baudet, 50’); Brenda (Laura, 46’), Julve, Maya; Anais Lomba.

Deportivo: Sullastres; Patri López (Romero, 86’), Ainoa Campo, Blanco, Villegas; Alba Merino, Arbeláez (Lady Andrade, 68’); Kika (Rosalia, 63’), Gaby, Athenea;Peke.

Granadilla: Aline; Aleksandra, Simpson, Patri Gavira, Aithiara; Pleuler, Natalia Ramos, Silvia Doblado (Yerliane, 78’); Mari José (Adamek, 62’), Martín-Prieto, Koko (Ana González, 84’).

Valencia: Enith; Bea Beltrán, Pujadas, Cubedo, Kerlly; Salmi (Sandra H., 46’), Anna Torrodá, Marta Carro, Bonsegundo (Aguado, 67’); Jansen, Bautista.

EDF Logroño: Pamela Tajonar; Balleste, Inés Altamira, Cazalla, Leti Méndez; Carol (Luzuriaga, 83’), Chini, Tavlo, Asantewaa (Ida Guehai, 59’); Jade Boho (Rebecca Elloh, 75’), Olga García.

Sevilla: Noelia Ramos; Lucía, Echeverri, Almu, Gores; Aivi, Nagore (Amparo, 78’); Payne (Raquel Pinel, 86’), Inma Gabarro (Armengol 67’), Coleman (Virgy García, 66’); Pina.

Seguite con noi la Primera Iberdrola su Calcio Femminile Italiano.

Photo: Cecilia Marcos, Instagram

Il calcio come protesta: le ragazze del Sahel scendono in campo per i loro diritti

Il calcio è da sempre uno dei più efficaci strumenti di protesta. La lotta per il gender equality sta rimbalzando da una parte all’altra del globo ed ancora una volta lo sport è protagonista. La battaglia sta trovando terreno fertile nel calcio femminile per ovvi motivi: le differenze di consapevolezza tra quello maschile e quello in rosa hanno imbastito il tutto.

Il Sahel algerino è una piccola perla del continente africano. Arroccato tra il deserto del Sahara, la savana del Sudan e le catene montuose, è stato sconvolto dallo stupro e l’omicidio di una giovane. L’aggressore ha ricevuto una denuncia anni fa dalla vittima per violenze. A quel tempo le forze dell’ordine non hanno alzato un dito, ed ora si sono ritrovati a fronteggiare un movimento più grande di loro. Nonostante le manifestazioni siano vietate per la pandemia, le donne sono scese in piazza ad Algeri chiedendo giustizia. L’occasione è stata sfruttata per rimarcare la necessità di diritti equi per le ragazze. Anche l’Africa pian piano si sta allineando per le pari opportunità.

Però fatti del genere non possono ancora accadere. Le donne della regione del Sahel hanno deciso di mettersi letteralmente in gioco. Per la terza volta, hanno organizzato un torneo di calcio femminile, manifestazione volta alla rivalutazione del ruolo della donna. Molte le squadre che sono state felici di accogliere questo invito a partecipare. In primis Houria Hamza, una casalinga di 37 anni che si è voluta cimentare in questo sport, più per il significato che per altro. Queste le dichiarazioni dell’algerina: “Le donne prima non erano libere, non potevano lavorare fuori casa. Ora abbiamo diritti, possiamo essere avvocati, piloti o fare qualsiasi altro lavoro, e siamo uguali agli uomini”. Segnali di progresso essenziali per riporre fiducia nel futuro.  Proprio Horia è riuscita a conquistare il trofeo ai rigori contro il villaggio di Tabouda incoraggiate da decine di “colleghe”.

L’uso dello sport per unire dovrebbe essere sempre una prerogativa, anche se ultimamente tutto ciò si sta vedendo sempre più raramente. Dopo secoli di patriarcato, è logico che le signore si siano stancate di questi soprusi. Parlando da componente della società maschile, mi sento in dovere di chiedere scusa sperando in un futuro di convivenza tra i due generi. Comunicando invece da uomo a uomini, lasciamogli il loro spazio, ne hanno bisogno.

Vincenzo La Marca saluta la Pro: sarà il responsabile commerciale del Napoli Calcio femminile

Come è stato annunciato durante la presentazione ufficiale di squadra e società al Civico, Vincenzo La Marca lascia alla valsesiana Vittoria Marando il ruolo di responsabile della comunicazione e marketing per la Pro Vercelli, e torna nella sua Napoli. Andrà a ricoprire il ruolo di responsabile commerciale del Napoli Calcio Femminile.
Con la consueta signorilità, La Marca ha voluto lasciare Vercelli, la società, i tifosi, con parole molto affettuose, che riportiamo volentieri.
“Sette anni di passione per uno sport, il calcio, amore per una maglia, ‘quella’ BIANCA, e un fortissimo legame con una delle Società più gloriose nel panorama calcistico italiano e mondiale, la Pro Vercelli. Far parte di questa grande famiglia è motivo di grande orgoglio e nella mia mente e nel mio cuore rimarranno indelebili i ricordi e i momenti vissuti giorno dopo giorno in quella che è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Un grande ringraziamento va a tutti i fantastici tifosi delle ‘Bianche Casacche’, i giornalisti e tutti gli sponsor della Pro Vercelli, con i quali ho condiviso momenti esaltanti. Spero di avervi lasciato qualcosa dal punto di vista professionale, ma soprattutto dal punto di vista umano. Ringrazio i miei colleghi (amici), con i quali ho collaborato in questi anni e che sicuramente resteranno parte della mia ‘famiglia’. Ma soprattutto ringrazio la Città di Vercelli, per avermi accolto nel migliore dei modi fin dal primo giorno ed avermi fatto sentire a casa in questi anni”.
E noi colleghi di TgVercelli ringraziamo La Marca per il suo compito svolto in modo impeccabile (come impeccabile era stato il suo predecessore, Filippo Simonetti), e diamo il benvenuto a Vittoria Marando, già subito operativa nel suo nuovo ruolo.
Photo Credit: TG Vercelli

Matteo Pachera, Hellas Verona Women: “Battere la Fiorentina una soddisfazione, ma ora guardiamo avanti”

Il tecnico gialloblù, intervenuto a HV Channel Radio, ha parlato anche di molte delle sue giocatrici

È un Matteo Pachera a 360° gradi quello intervenuto a HV Channel Radio per parlare delle sue Women a pochi giorni dalla splendida vittoria sulla FiorentinaSenza perdere tempo, andiamo quindi a vedere le principali dichiarazioni del tecnico gialloblù.

L’HELLAS.
«Amo allenare e sono molto felice di essere a Verona: per me è una grande occasione, quindi cerco di sfruttarla al meglio. Lo staff? Sono tutti molto preparati e mi trovo molto bene con tutti».

LA FIORENTINA.
«Quella di domenica è stata una vittoria importante e anche un po’ inaspettata visto il calibro dell’avversario. È stata una bella soddisfazione, soprattutto per le ragazze: credo se lo meritassero. Siamo davvero felici per questo successo, così come per quello contro la Pink Bari, ma ora guardiamo avanti e pensiamo a raggiungere il nostro obiettivo».

CAMBIO IN CORSA.
«A inizio anno avevo idee diverse da quelle che abbiamo messo in campo finora, ma complicazioni come per esempio l’infortunio di Pasini mi hanno portato a cambiare qualcosa. Le ragazze, comunque, sono molto convinte e si sono adattate bene».

IL CAMPIONATO.
«Dobbiamo continuare ad allenarci bene come abbiamo sempre fatto finora. Le ragazze sono molto disponibili e fanno tutto ciò che chiedo loro, il che è molto importante per un allenatore. L’importante ora è non abbassare la guardia, perché adesso arriva un periodo fondamentale per il nostro campionato. La sosta? Abbiamo solo Durante in Nazionale, quindi possiamo e dobbiamo lavorare bene per arrivare al meglio alla sfida contro la San Marino Academy».

IL PROSSIMO AVVERSARIO.
«San Marino è una squadra attrezzata e contro cui è difficile giocare. Come detto, cercheremo di allenarci bene in modo da arrivare alla sfida nel miglior stato di forma possibile».

LA SALVEZZA.
«La lotta per rimanere in Serie A è dura perché ci sono squadre sempre più attrezzate. Il campionato infatti sta crescendo e crescerà ancora: ora anche i più piccoli particolari possono fare la differenza tra vittoria e sconfitta».

LE SINGOLE.
«Conoscevo Bragonzi perché l’ho affrontata quando era nella Primavera della Juventus: è giovane e quindi deve ancora migliorare molto, ma ha tutte le qualità per fare una buona carriera. Durante, inutile nasconderlo, contro la Fiorentina ha salvato il risultato: la sua è stata una gran partita, così come quella di tutta la squadra. Jelencic è un’atleta di alto livello, ha le caratteristiche giuste per noi e abbiamo bisogno di lei. Con Ambrosi ho parlato prima del campionato e l’ho trovata molto determinata: è cresciuta e può ancora crescere molto, speriamo resti qui a lungo. Nichele arriva da un infortunio e abbiamo pensato di inserirla nel ruolo di seconda punta, dove grazie alla sua buona tecnica può fare bene. Mella si è calata bene nel suo nuovo ruolo di difensore nelle tre dietro: ha buone qualità e ci aiuterà a raggiungere il nostro obiettivo. Le veterane? Sono esperte e intelligenti, mi danno una grande mano».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Danimarca, Elitedivisionen: si infiamma la corsa alla vittoria finale

Domenica 18 ottobre si sono disputate le gare valide per l’11esima giornta della Elitedivisionen, la massima serie danese. La sfida per le prime tre posizioni della classifica entra nel vivo, mentre sembrano già delineate le squadre destinate allo spareggio per non retrocedere.

Il Brondby non riscatta la sconfitta della scorsa giornata e non va oltre il pareggio, 0 a 0, contro il Farum BK. Si tratta dell’unico risultato a reti inviolate. L’altro pareggio è del Koge, un pirotecnico 3 a 3 contro il Kolding rallenta la marcia per l’avvicinamento al primo posto in classifica. Ora è distante solo 3 lunghezze, non va però dimenticato il Fortuna Hjorring, che insegue. Forte del 4 a 1 contro l’Aalborg, ora si trova al terzo posto con 22 punti e punta ancora più alto. Chiude la giornata la vittoria dell’Aarhus contro il Thisted. I 3 punti conquistati però non tolgono dal penultimo posto la squadra, che con tutta probabilità sfiderà l’Aalborg (ultima, 1 punto in classifica) per la permanenza nella massima serie.

La rete allo scadere di Carusa, del Koge, oltre a permettere alla squadra di guadagnare un punto prezioso per la rincorsa alla vetta, la avvicina alla doppia cifra in classifica marcatori. Al momento è a quota 9, ad una lunghezza dal capocannoniere Christiansen, a secco in questa giornata.

Credit Photo: Pagina Facebook Nanna Christiansen

Rita Guarino al museo del calcio di Coverciano

Nove giocatrici delle Juventus Women, in questi giorni, hanno raggiunto il Centro Tecnico Federale di Coverciano per preparare l’importante sfida con la Danimarca (quindici in totale le bianconere impegnate con le rispettive Nazionali) e a Coverciano è tornata anche Rita Guarino.

La coach bianconera, che lì sta frequentando il corso per allenatori UEFA Pro, ha fatto visita al Museo del Calcio, cui aveva donato la maglia indossata il giorno del suo esordio in Nazionale. Dietro quella maglia azzurra numero 18 c’è una storia speciale: l’esordio e la prima rete in azzurro in occasione del primo Mondiale femminile della storia, disputato in Cina nel 1991.

«Rivedere la mia maglia è una grande emozione, perché fissa un momento storico tra me e il calcio femminile, sotto il comune denominatore del debutto – il suo commento, in occasione della visita al Museo, tramite i canali della FIGC -. È stato il primo Mondiale in assoluto a svolgersi sotto l’egida della FIFA, è stato il mondiale del mio esordio in maglia azzurra, è stato il mondiale del mio primo gol in Nazionale e, soprattutto, rappresenta e segna la nascita della mia passione per questo sport».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Ladispoli: l’intervista alle calciatrici Camilla Zampolini e Alessia Confalonieri

Il Ladispoli Femminile è un club laziale che sta portando avanti un progetto davvero interessante. La società guidata da Umberto Paris, infatti, ha allestito una formazione con tante giovani che si sono avvicinate al mondo del calcio con delle ragazze, con esperienze in categorie maggiori, trasferitesi a Roma per studio. A guidare le rossoblù, capitanate da Giulia Perigli, saranno i tecnici Daniele Severini e Marco Trovato. Abbiamo raggiunto, per conoscere meglio la realtà laziale, Camilla Zampolini, laterale classe ’97 di Cerveteri, e Alessia Confalonieri, ventenne centrocampista italo-belga origianria di Brusaporto.

Ragazze come vi siete avvicinate al mondo del calcio?
CamillaHo sempre amato il calcio. Sin da piccola mi sono sempre sentita calamitata verso la palla, verso la tv per tifare la squadra del cuore o qualsiasi altra cosa che riguardasse il modo del calcio. Per rispondere, non credo che ci sia stato un momento in cui mi sono avvicinata al calcio, ha sempre fatto parte della mia quotidianità. l’unica cosa che mi mancava era l’incontro più diretto sul campo, con una squadra e con un campionato. Questa opportunità me l’ha regalata, calcisticamente parlando in tarda età, il Ladispoli formazione di cui vesto la maglia dal passato campionato“.
AlessiaHo iniziato da bambina con la squadra del mio paese il Brusaporto. E’ stato difficile doversi cambiare in uno spogliatoio differente e quindi non sentirsi mai veramente parte del gruppo perché si sa un gruppo parte dallo spogliatoio. Pian piano sono migliorata tecnicamente e non c’era più quella differenza iniziale e ho iniziato a dare sempre di più per poter raggiungere i miei obbiettivi. All’età di 12 sono passata poi al femminile. Ho giocato 5 anni nel Brescia, nel 2015 ho ricevuto una chiamata per la Nazionale italiana e più avanti chiamate per la Nazionale belga U17 e U19, con la quale ho incontrato Danimarca e Portogallo. Successivamente son stata chiamata dall’Atalanta Mozzanica, dove purtroppo ho subito un brutto infortunio al crociato destro e dopo l’operazione, e 8 mesi di fisioterapia, ho deciso di provare a guardare anche al mio futuro. Ho scelto cosi di abbracciare il progetto del Ladispoli, per raggiungere l’obiettivo di studiare e giocare in America“.

Alessia ci parli meglio di questo progetto?
Ho conosciuto questa possibilità grazie a College Life, un’associazione capace di portare ragazzi e ragazze in America e far realizzare i proprio sogni. Ho già svolto un anno Roma e l’ho utilizzato come rampa di lancio per poi partire ad agosto 2020 per l’ America. Di mezzo, però, ancora un brutto infortunio, a febbraio 2020 poco prima della chiusura del campionato causa Covid. Un’altra rottura del crociato menisco e capsula del ginocchio sinistro. Si può dire che il mio morale era a terra ma tutto questo non mi ha mai portata a dire stop al mio sogno e infatti sono ancora qui a ripetere un altro anno a Ladispoli e a rimettermi in piedi più velocemente della prima volta”.

Camilla quando è nata questa società?
Il Ladispoli è una società molto seria, nata nel 2019 che si fa in quattro per noi. Ci danno tutto ciò che è necessario per farci sentire professioniste, noi in cambio cerchiamo di essere il più professionali possibile. Abbiamo iniziato da poco tutte insieme e abbiamo, soprattutto grazie al contributo e alla spinta della dirigenza, raggiunto grandi traguardi. Un secondo posto al primo anno è tanta roba, hanno creato una squadra dal nulla e l’hanno resa vincente. Ci hanno sempre seguito e credo che in parte abbiamo ripagato i loro sforzi”.

Camilla come è stato il periodo lontano dai campi di gioco?
“Lo stop dell’attività è stato una vera e propria doccia fredda. Molte di noi, me compresa, stavano realizzando il loro sogno da bambine, poter finalmente giocare. Fermarsi è stato duro, avevamo paura di perdere tutto in un certo senso e il campo ci mancava. Nonostante ciò sapevamo che era più che doveroso rispettare le regole, la salute pubblica viene prima di tutto. Credo che in molte di noi qualcosa sia scattato proprio nei mesi della quarantena, ci siamo allenate molto in gruppo, a distanza naturalmente, ma seguivamo una scheda e uno schema. Volevamo essere pronte non solo a tornare ma soprattutto a vincere di nuovo”.

Alessia come ti sei trovata in un gruppo nuovo nel passato campionato? Ci sono stati innesti in questa stagione?
È stato difficile all’inizio allontanarmi da tutto quello che era abitudine per me, ma qui nel Lazio ho trovato un gruppo fantastico che mi ha fatto sentire a casa e che nel momento del bisogno mi è sempre stato accanto. Quest’anno son cambiate molte cose rispetto all’anno precedente, sono arrivati nuove ragazze che hanno il mio stesso sogno colelgato al progetto a College Life. Cosi sono giunte a Ladispoli Federica Bocchi, mia compagna al Brescia per 3 anni, e altre due ragazze dell’Hellas Verona Aurora Gobbi e Eleonora Franco. Viviamo tutte e quattro insieme e abbiamo legato fin da subito”.

Alessia quali sono gli obiettivi del prossimo campionato?
“Ci siamo quasi per la partenza del torneo d’Eccellenza. Siamo vogliose di tornare in campo per il campionato e desiderose di affrontare questa stagione per raggiungere l’obiettivo che l’anno scorso è stato sfiorato, il primo posto”.

Camilla come sta crescendo il calcio nel Lazio?
“Da piccola non avrei mai potuto trovare una squadra, ne sono sicura, almeno non qui nelle vicinanze. Ora vedo sempre nuove società aprire una sezione femminile, la cosa mi riempie di gioia. Non solo per me, ma per tutte le giovani calciatrici di domani, per alcune delle mie compagne più piccole. Si sta delineando un progetto, in futuro avranno sicuramente più spazio e se le società continueranno ad investire come hanno fatto in questi ultimi anni, verranno fuori grandi cose. Ci stiamo nobilitando un po’, abbiamo una voce in capitolo, non tutti sono ancora disposti ad ascoltarla ma le calciatrici e il calcio rosa del lazio stanno colonizzando comunque alcune delle competizioni più importanti in italia. Si pensi alla AS Roma in Serie A , alla Lazio e alla Roma Calcio Femminile in B, alle quattro squadre lazianli in C. Siamo una realtà in crescita e la spinta che viene dal spero proseguirà possa proseguire anche al Sud. Siamo qualcosa di bello, c’è amore per la maglia, determinazione e passione. Siamo una cosa diversa e meritevole di essere scoperta“.

Il calcio femminile in Inghilterra è in crescita, ma la FA può tenere il passo?

Il campionato della WSL è stato coltivato bene, ma i vertici del calcio inglese potrebbero dover sgomitare per continuare ad avere la vetrina che meritano.

Tutto è iniziato questo mese su Twitter. Non a causa di qualcosa che ha detto Phil Neville, che è la solita causa del button bashing, ma a causa della copertura televisiva, o della sua mancanza. I tifosi di calcio femminile sono una tribù unica, leale e supponente. Quindi la notizia che pochissime partite del primo turno della Continental Cup, inclusa l’appetitosa partita Chelsea-Arsenal, sarebbero state disponibili per la visione non è andata giù agli spettatori.
La Conti Cup, a cui partecipano le squadre di Super League femminile e Campionato di seconda divisione, non esiste da molto tempo ed è una competizione che non è sempre stata una delle preferite da tifosi o giornalisti, anche a causa della fase a gironi ma anche perché fino alla scorsa stagione era stato vinto solo da Arsenal o Manchester City. Inoltre non ci sono fan del torneo e probabilmente non ci saranno per un po’. Come ha scritto su Twitter Suz anne Wrack del The Guardian: “Se nessuno può vederlo e nessuno può sentirlo, allora la Conti Cup si svolge davvero?”

Le repliche complete delle partite erano disponibili gratuitamente il giorno successivo su FA Player, la piattaforma che la FA ha lanciato la scorsa stagione, e le squadre potevano scegliere di trasmettere in streaming le partite se lo volevano, un’opzione che Manchester United, Manchester City e Lewes hanno utilizzato; ma oltre a questo, nessuno poteva immaginare come fossero finite le paritte. La copertura della Conti Cup è così storicamente bassa che è il primo anno che la FA ha persino offerto il replay completo e gli highlights delle partite del primo turno nel giorno successivo.

Due milioni di persone hanno guardato la giornata di apertura della stagione di Women’s Football Show, il programma di highlights della BBC per la WSL, e le superstar statunitensi Tobin Heath e Christen Press hanno venduto più magliette per il Manchester United di qualsiasi giocatore maschile nei primi tre giorni dopo che i loro acquisti sono stati rivelati. A tutto questo segue una Coppa del Mondo femminile 2019 da record. L’arrivo di nomi come Sam Kerr, Pernille Harder, Alex Morgan e Rose Lavelle insieme a nuovi accordi sui diritti internazionali sembrano aver segnato una svolta per il calcio femminile inglese.

C’è una domanda enorme per i contenuti sul calcio femminile, ma la domanda non viene soddisfatta perché la maggior parte del costo ricade su un organo di governo che sta lottando finanziariamente. La FA sta affrontando perdite per circa 300 milioni di sterline e ha già licenziato 124 persone da quando il Covid-19 ha interrotto il calcio e tenuto i tifosi lontani dagli stadi. A merito della FA, possiamo attribuire la costruzione di una piattaforma digitale abbastanza ben funzionante in cui i fan di tutto il mondo possono guardare partite e momenti salienti. Ma a lungo termine non sembra sostenibile avere un’organizzazione di base che finanzia accordi per la trasmissione. La FA è costretta a giustificare i costi in un momento in cui il budget di ogni singolo dipartimento è stato cancellato.

I club della Premier League hanno discusso uno studio di fattibilità sulla possibile acquisizione della WSL quest’anno, ma è stato poi ritardato. A giugno, Richard Masters, amministratore delegato della Premier League, ha dichiarato al comitato di selezione digitale, cultura, media e sport che voleva vedere la lega assumere il controllo del WSL. Tuttavia, il The Guardian ha rivelato che la maggior parte dei club del massimo campionato femminile sono contrari a un’acquisizione dalla Premier League .

Il progetto Big Picture di Liverpool e Manchester United ha accennato a “una nuova lega indipendente” che potrebbe essere creata insieme ad un’iniezione di 51 milioni di sterline nel calcio femminile e ad un pagamento di 10 milioni di sterline alla WSL per la perdita di entrate da Covid-19. Ma un nuovo campionato guidato dai club della Premier League, uno dei quali ha già mostrato la sua mancanza di interesse a sostenere una squadra femminile, non suona come una ricetta per la fiducia e il successo del progetto.

Prima o poi la FA dovrà chiamare rinforzi per assicurarsi che questo enorme slancio non si dissolva del tutto. Ma a cosa sarà disposto a rinunciare? Lo scenario migliore sarebbe che accordi sui diritti di trasmissione abbastanza decenti arrivino per tutte le competizioni femminili della FA, la sponsorizzazione del titolo Barclays della WSL è seguita da maggiori investimenti da parte dei marchi. E alla fine, quando sarà il momento giusto e verranno consegnate le chiavi di questo prodotto entusiasmante e in crescita, chi le prenderà sarà la domanda da un milione di dollari.

Credit Photo: The FA

Sara Gama si racconta: «Trieste, gli inizi, le difficoltà, l’essere capitana»

Sara Gama si racconta a 360 gradi nel format Nuove Strade di Lavazza in occasione della puntata Trieste a lei dedicata. Parla il difensore della Juventus Women e della Nazionale.

PRIMA VOLTA ALLO STADIO DA GIOCATRICE
«La prima volta che sono entrata in un vero stadio ho provato le sensazioni che avverto ancora oggi quando scendo in campo. Mente e corpo sono tesi e concentrati per un unico obiettivo, dare tutto per vincere»

INIZI
«Ero una ragazza triestina che pensava di giocare a calcia, cosa che non era tanto scontata per le ragazze. Mi sono divertita parecchio e ho portato i colori dell’Italia in giro per il mondo e anche quelli di importanti squadre»

ESSERE CAPITANA
«Quando doni un esempio e gli altri vedono che ti impegni al massimo e fai le cose in una determinata maniera, diventi leader. Sono gli altri che ti scelgono, non è una cosa che decidi tu. Si dice capitana, il linguaggio è importante perché plasma la realtà in cui si vive. Dà problemi declinare per genere le cose, ma è un’abitudine che plasma le cose. Quindi, capitana».

DIFFICOLTA’
«Quelle pratiche che ha incontrato qualsiasi bambina che ha approcciato questo percorso. Resistenze in famiglia, difficoltà nel trovare una squadra di ragazze, una barriera culturale da abbattere che ora noi stiamo togliendo. Noi ci siamo costruite il nostro, all’epoca non c’era la prospettiva di indossare la maglia della Juventus o di stare a certi livelli. Quello che cerchiamo di trasmettere alle ragazze più giovani è che le cose vanno conquistate, quello che hanno non è venuto dal nulla». 

DIFFICOLTA’ DI INTEGRAZIONE
«Non nel mio caso, qui a Trieste abbiamo una tradizione multiculturale, siamo da sempre un incrocio di culture. Bisogna ispirare la gente in maniera positiva, è l’unico modo per sconfiggere l’ignoranza. Bisogna parlarne ogni giorno e non a spot».

ANDARE ALL’ESTERO
«Il nostro Paese vive un momento particolare, non positivo. Io sono andata fuori per vivere un’esperienza di calcio e di vita. Quando sono rientrata c’è stato un grosso cambiamento. Prima vedere una ragazza giocare a calcio non era comunque, questa cosa sta cambiando. Sono salti culturali grossi». 

LINGUE
«So quattro lingue più il triestino. Imparare una lingua è l’unico modo per entrare completamente a contatto con un popolo e capirne la mentalità».

TRIESTE
«Cosa mi manca? Sicuramente il mare, quello sempre. Ho molti amici qui, di solito non avviso quando arrivo. Ma troviamo sempre il modo».

RAPPORTO COL PALLONE
«Ho sempre avuto una palla tra i piedi, mi ricordo io mio primo pallone. Me l’ha comprato mio nonno, andavo in giro dappertutto e giocavo per strada nel mio quartiere con i miei amici. E così che ho cominciato».

SOCIAL
«Un rapporto tutto da costruire. Li ho e li uso quando lo ritengo necessario per far arrivare qualche messaggio. Credo siano stati molto importanti nello sviluppo del calcio femminile, per ottenere visibilità e crescere. Negli ultimi anni ho imparato a fare qualche selfie».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

 

Serie C: ecco chi è in testa alla classifica delle bomber dei gironi C e D

Secondo turno archiviato la scorsa domenica nella Serie C femminile. Tante le reti siglate nelle gare disputate nei quattro gironi di terza serie: ben diciassette quelle marcate nelle cinque gare giocate nel girone C, sette quelle messe a segno nei quattro match andati in scena in quello D. Andiamo ad analizzare la classifica delle bomber dei due raggruppamenti, che hanno visto rinviate due partite, una per gruppo. Nel girone C in testa spazio a due calciatrici dell’Arezzo: tripletta personale domenica per Martina Ceccarelli che sale a quota 4 reti con Costanza Razzolini, a segno una volta nell’ultimo match. Tre le calciatrici, poi, con tre sigilli realizzati. Meno prolifico al momento il raggruppamento D che vede una sola calciatrice a quota 2, con un centro per gara, ovvero la palermitana Maria Chiara Dragotto. Queste tutte le calciatrici andate a segno sinora nei due gruppi.

Classifica Marcatori girone C
Ceccarelli (Ar)  Razzolini (Ar).
3 De Luca(Ro), Bengasi (Fi), Fenili (Fi).
2 Zambonelli (Je), Sciarrone (Bo), Caccamo (Fi), Moni (Fi), Mariani (Pi); Paganini (Ar), Bassani (St).
1 Zeli (Ar), Gnisci (Ar), Mencucci (Ar), Costantini (Ar) Gerardi (Ro), Pomponi (Ro), Poli (Vc), Ranzuglia (Vc), Rastelli (Vc), Padovan (Ap), Tamburini, (Je), Fontana (Je), Lombardo (St), Baroni (Pi), Gangi (Pi), Naldoni (Pi), Toppi (Pi), Pederzani (Ri), Magnani (Ri), Piergallini (Ri), Manganiello (Fi), Magnusson (Bo), Mastel (Bo), Lupi (Ds).

Classifica Marcatori girone D
2 Dragotto (Pa).
Neofytou (Ch),  Di Benedetto (Ch), Vukcevic (Ch),  Giu. Di Camillo (Ch), Graziosi (Ro), Margari (Le),  Cazzato (Le), Chirizzi (Le), Guido (Le), Quirini (Te),  Sgaramella (At) , Ventura (At) , Sgaramella (At), Viscuso I. (Pa) Impellitteri 55′ (Pa), Oliveri (Se), Fabi (Fo), Sciarretti (Fo), Angelone, (Fo), Viscuso N. (Mo), Priolo (Mo), , Romani (Pe), Giuliani (Pe)
* 2 autoreti (una un favore del Sant’Egidio, una Palermo)

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