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Tempo di rinnovi nel Barça Femenino

Il Barça ha annunciato nel suo sito web ufficiale www.fcbarcelona.es diversi rinnovi per la stagione 2020-21.

In primis rinnovo automatico per l’allenatore Lluís Cortés che ha vinto 46 delle 52 partite disputate sotto la sua guida. Le catalane hanno vinto meritatamente la Primera Iberdrola e la Copa de la Reina. Giocheranno i quarti di finale della Women’s Champions League contro l’Atletico Madrid, suo gran rivale questa stagione.

Ecco i quattro rinnovi: Claudia Piña, 18 anni, già 5 reti dal suo debutto con la maglia blaugrana avvenuto a soli 16 anni. Nata a Montcada i Reixac ha già giocato 23 partite col Barcellona ed è Pallone d’Oro all’ultimo mondiale under 17 giocato con la maglia della Spagna. Claudia ha rinnovato fino al 2023.

Gemma Font, 20 anni, ha rinnovato fino al 2022. Il portiere, classe 1999, ha giocato molto poco quest’anno e si augura di trovare più spazio nella prossima stagione.

Altri gioielli della Masia hanno rinnovato. In primis Candela Andújar, vicecampionessa del Mondo under 20, dorsale numero 19, classe 2000, ha giocato ben 15 partite nella Primera Iberdrola. Per lei rinnovo fino al 2022.
E un altro punto di forza arrivata dalla cantera è Laia Codina, rinnovata anche lei fino al 30 giugno 2022. Tra le ragazze più ricercate presenti nella lista de compensación, 20 anni ha giocato quattro partite nella Primera Iberdrola e ha esordito anche in Women’s Champions League.
Il Barcellona protegge i suoi gioielli e vuole confermarsi nella prossima stagione da dominatrice della Primera Iberdrola.

Credit Photo: Pagina Facebook FC Barcelona Femení

Terzi: “Vi svelo il nuovo progetto del Sassuolo Femminile e quando ripartiremo”

Alessandro Terzi, direttore Sviluppo Area Calcio Femminile del Sassuolo, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TRC per la trasmissione Nero&Verde. Il direttore ha fatto il punto della situazione tra presente e futuro. Ecco le sue parole: “Noi crediamo che sia stata una decisione molto sofferta, lunga, frutto dell’ultimo Consiglio Federale e non crediamo sia stata presa in scioltezza. Ovviamente dispiace. Il sentimento di base è quello del rammarico ma crediamo che il Consiglio Federale abbia saputo prendere la decisione più ponderata e saggia per il movimento. Ci sono degli equilibri da mantenere. Abbiamo accettato questa decisione serenamente. Dispiace, anche dal punto di vista del club, perché avremmo potuto fare bene, togliendoci qualche soddisfazione in più, anche in Coppa Italia. Non dipende da nessuno. Questa è stata una stagione sfortunata e quello che possiamo fare adesso è girare pagina e andare avanti”.

Forse si può programmare meglio già la prossima stagione.
“Presumibilmente sì. A fine agosto dovrebbe ripartire il campionato. Abbiamo lavorato sempre gettando un occhio alla prossima stagione. Gli allenamenti individuali li stiamo facendo in ottica prossima stagione. Avevamo valutato nei giorni scorsi una ripartenza, abbiamo già fatto un programma, si tratta solo di gettare le basi della squadra per darla completa all’allenatore sin dal primo giorno di ritiro. Si pensa di ripartire ai primi di luglio per essere in campo con gli allenamenti dal 10-12 di luglio per iniziare a giocare le gare ad agosto”

Dal punto di vista del Sassuolo Femminile può tracciare un bilancio?
“Siamo estremamente soddisfatti. E’ continuato il trend di crescita come nei 2 anni precedenti. Proprio ieri abbiamo parlato con la squadra e Giovanni Carnevali che ha detto che il Sassuolo non farà alcun tipo di passo indietro sul calcio femminile e continuerà ad andare avanti sulla sua strada e questo ci inorgoglisce ulterio”

Credit Photo: SassuoloNews.net

 

Serena Ceci ancora neroverde, la scelta di cuore!

Serena Ceci rinnova con la Florentia San Gimignano, firma un biennale a difesa delle torri!

Il terzino, classe ’93, originario della Val d’Elsa, al termine di una stagione esaltante con 16 presenze e 1433 minuti giocati in maglia neroverde, aveva conquistato per la prima volta una convocazione in Nazionale U23 e attirato le attenzioni di molti club, ma alla fine ha prevalso il cuore e l’affetto verso i tifosi di San Gimignano.

“Una persona in questi giorni mi ha chiesto come mi sentirei a tornare al Santa Lucia con un’altra maglia addosso… ecco questa forse è stata la frase che più mi ha fatto pensare e decidere che io e la Florentia San Gimignano ormai siamo una cosa sola!”

Hyyrynen, dalla Finlandia alla Juventus Women: una “nuova sfida” vincente

Classe ’88, Tuija Hyyrynen è uno dei punti fermi della Juventus Women fin dalla sua fondazione. La carriera della giocatrice inizia proprio in Finlandia, dove comincia a giocare a calcio molto presto. Nel 2005 debutta in Naisten Liiga, il livello maggiore del campionato femminile, con la maglia del HJK: qui, in quest’anno, vince il campionato, e negli anni a seguire la Coppa Nazionale. Nel 2007 viene premiata come giovane calciatore finlandese dell’anno e nel 2009 come migliore calciatrice del campionato femminile.

A gennaio del 2009 si trasferisce negli Stati Uniti per frequentare l’Università della Florida. Qui comincia a giocare per i FSU Seminoles e successivamente con il Pali Blues. Nel 2010 torna in Finlandia, per giocare con l’Åland United

Dal 2011 al 2015 gioca con la maglia dell’Umeå, mentre nel 2016 vola in Danimarca per accasarsi al Fortuna Hjørring. Nell’estate del 2017 arriva la chiamata che non può rifiutare: quella della Juventus Women. Il terzino, in cerca di “una nuova sfida”, come spiega lei stessa, non può dire di no: «Per me era un onore essere chiamata da un club importante e storico come questo e penso che giocare qui sia il punto più alto della mia carriera. Indossare la maglia della Juve è qualcosa di speciale ed è stato fantastico ottenere i risultati che abbiamo ottenuto nelle prime due stagioni». 

Fondamentale il suo apporto alla squadra di Rita Guarino, così come fondamentali sono i colori bianconeri per lei, tanto da rinnovare fino al 2021. «Nuovo contratto con la Juventus. Ho avuto il privilegio di rappresentare questo club dall’inizio della storia della Juventus Women e quello di cui sono più orgogliosa del nostro viaggio è… L’incredibile passione, il duro lavoro fatto, gli step raggiunti, le opportunità date, gli stadi riempiti, l’amore condiviso, i trofei sollevati, l’infinita determinazione… e la fame per altro ancora». In attesa di riempire nuovi stadi e sollevare nuovi trofei, Hyyrynen si gode l’amore dei tifosi e un rinnovo che sa di vittoria.

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

Sara Bjork Gunnarsdottir e Lola Gallardo pronte a firmare per il Lione

Lione scatenato che, dopo l’acquisto di Ellie Carpenter ed il rinnovo di Van de Sanden, secondo le indiscrezioni raccolte dalla nostra Redazione, è pronto a mettere a segno altri due colpi da 90.

Il primo è Sara Bjork Gunnarsdottir, perno del centrocampo del Wolfsburg ed assoluta protagonista del dominio delle ultime stagioni delle biancoverdi. La giocatrice islandese è una delle più presenti della sua Nazionale con 120 presenze all’attivo, score destinato a migliorare data la giovane età della centrocampista. I primi successi di Gunnarsdottir si registrano in Svezia dove ha vinto quattro campionati, due con il Malmo e due con il Rosengard, e due coppe nazionali. Con la maglia del Wolfsburg ha vinto quattro scudetti (contando anche quello vinto pochi giorni fa) e tre coppe di Germania. Riconoscimenti di stima ricevuti anche in patria dato che è stata eletta per ben quattro volte miglior giocatrice islandese dell’anno.

Il secondo colpaccio del Lione è Lola Gallardo, portiere e bandiera dell’Atletico Madrid. Dopo le prime esperienze con Siviglia e Sporting Huelva, firma per le colchoneros nel 2012 per sposare la causa in pieno. Difenderà la porta blancairoja per ben otto stagioni collezionando 176 presenze classificandosi come una delle giocatrici più presenti della storia del club. Purtroppo negli ultimi anni lo spazio per lei è stato sempre meno a causa dell’arrivo di un mostro sacro del calcio femminile attuale come Sari van Veenendaal. Ora l’olandese si è trasferita al PSV lasciando campo libero ad una Gallardo che però ha il sangue amaro per come è stata trattata in questi ultimi anni. Al Lione troverebbe molto spazio e giocherebbe in una delle squadre più attrezzate del mondo con al possibilità di vincere molti trofei.

Tutte e due le giocatrici hanno il contratto in scadenza con la possibilità di liberarsi fin da subito, nel caso di Gallardo, mentre per Gunnarsdottir bisognerà aspettare la fine della Frauen Bundesliga, fatto sta che tutte e due sono praticamente certe di vestire la maglia del Lione nella prossima stagione.

Credit Photo: Instagram Sara Bjork Gunnarsdottir

Grazie ragazze per le emozioni di questa stagione!

Come sappiamo dal 6 giugno, la stagione della Serie A Femminile purtroppo si è fermata sul più bello e non riprenderà.

Al momento dell’interruzione le ragazze di Betty Bavagnoli occupavano il quarto posto in classifica con l’obiettivo di provare a raggiungere Fiorentina e Milan appaiate in seconda piazza a 3 punti di distanza con lo scontro diretto da recuperare.

Sul fronte della Coppa Italia, la Roma aveva già strappato il biglietto per la semifinale, dove attendeva la vincente della doppia sfida tra le stesse rivali del campionato: Milan e Fiorentina, con le Viola in vantaggio dopo la vittoria per 2-1 in trasferta nella partita di andata.

L’interruzione dovuta all’emergenza Covid-19 e la successiva decisione non proseguire non cancellano le emozioni che le nostre ragazze ci hanno regalato nel 2020

Credit Photo: Vanni Caputo

Speciale Calciomercato: il resoconto della giornata

I dirigenti dell’Empoli Ladies continuano a costruire la futura squadra da affidare a mister Alessandro Spugna. I toscani piazzano due colpi di prospettiva provenienti dall’Olanda. Secondo quanto riporta il blog IlCalcioFemminile, le calciatrici Anna Knol e Chanté-Mary Domping hanno firmato con il club empolese.

Ieri vi abbiamo parlato dell’interessamento da parte della Fiorentina Women’s per Serena Ceci. L’atleta però ha reso ufficiale il rinnovo con il Florentia San Gimignano e quindi non si muoverà. Per la squadra del patron Tommaso Becagli si valuta anche la possibilità di un rinnovo per Melania Martinovic. L’attaccante ha molti corteggiatori.

Un altro addio annunciato in casa viola: la Fiorentina Women’s e l’australiana Lisa De Vanna sono destinati a separarsi. La voce più clamorosa per la Viola è l’interessamento per la stellina statunitense Imani Dorsey. Alcuni giorni fa vi abbiamo accennato ad un talento proveniente dagli States; l’identikit potrebbe essere quello di Dorsey. La trattativa è seguita direttamente dal Direttore Generale Joe Barone. Non sarà un affare che si chiuderà in tempi brevi.

Il Sassuolo Calcio Femminile ha piazzato un colpo in entrata proveniente dal Giappone. La calciatrice nipponica Mana Mihashi ha infatti firmato con il club emiliano. La società neroverde è prossima a blindare anche Michela Cambiaghi con un biennale.

A Roma si parla dell’arrivo di un difensore americano, ma l’identikit non è ancora stato svelato. Probabile se ne parlerà nei prossimi giorni. Giorgia Spinelli ha annunciato l’addio ufficiale al Reims. Per lei si profila il rientro in Italia con il Milan Femminile pronto a chiudere il colpo.

Chiusura con la stellina elvetica Camille Surdez. Sembrava prossima ad approdare in Serie A; invece è stata lei stessa ad annunciare – sui social – di aver trovato l’accordo con il Basilea per la prossima stagione.

Un ringraziamento a tutti i siti che, quotidianamente, contribuiscono alla diffusione di news legate al mercato e che, insieme alla nostra Redazione, sostengono il calcio femminile in Italia.

Il portiere biancoblù Giulia Meleddu: “A Brescia sono tornata per essere protagonista”

Il Brescia Calcio Femminile ha riportato a casa, nella stagione che si sta concludendo, numerose Leonesse, tra queste vi è Giulia Meleddu (nella foto a destra), portiere di 23 anni, calciatrice che ha sempre vestito la maglia biancazzurra, per poi approdare a Verona sponda Valpolicella e Mozzecane, prima di fare rientro a casa.

Giulia come sei diventata una calciatrice?
«Avevo sei anni e facevo ginnastica artistica ma lo svolgevo solo perché mia mamma voleva che facessi uno sport femminile. Uscendo dalla palestra mi affacciavo sempre alla rete del campo da calcio, e dicevo che sarei andata a giocare, ma mia mamma diceva che le femmine non potevano. Un giorno il mister sentì quella frase e la smentì, facendomi così entrare in campo: da quel momento non sono mai più uscita».

Com’è iniziato il tuo percorso calcistico?
«Dai sei ai nove anni ho giocato coi maschi, dopodiché ho dovuto smettere. Circa un anno più tardi ho trovato sul Giornale di Brescia un annuncio sull’Open Day del Brescia Calcio Femminile: sono andata a farlo e mi hanno preso inizialmente come attaccante, ma delle Giovanissime ho deciso di fare il portiere, poi ho fatto tutte le giovanili del Brescia fino alla prima squadra, quando ho vinto il primo scudetto nel 2014».

Nella prima parte vissuta al Brescia hai giocato con giocatrici che poi sarebbero diventate pilastri della Nazionale.
«Quando avevo 15-16 anni non mi rendevo conto della fortuna che avevo giocando con determinate giocatrici. Non pensavo dell’importanza di avere una Chiara Marchitelli che mi sostenesse e cercasse di farmi migliorare, ma poi mi è servito molto, perché grazie alla sua tenacia sono crescita tanto».

Nel 2016 decidi di andare a Verona, precisamente al Chievo.
«Avevo bisogno di conferme da parte di me stessa e di nessun altro, perché quando giochi all’interno di una squadra fatta di pilastri così grandi vengono poi oscurate quelle che sono in seconda fila: io ero il terzo portiere e non ho potuto dimostrare il mio valore, e il Brescia mi ha aperto una strada. Quindi toccava a me ora crearmene una: quindi ho saputo che il Chievo mi voleva e sono approdata in quella società, vincendo la Serie B, ma la Serie A è stata dura, perché non ho avuto quel rispetto che avevo in cadetteria. Nel complesso sono stata bene in quei due anni, perché sono cresciuta tanto anche come persona fuori dal campo».

Passano due anni e vai a giocare in Serie B con la Fortitudo Mozzecane.
«Il Mozzecane mi cercava da un paio di anni, e dopo il Chievo ho vissuto alla Fortitudo un anno importante per me, perché c’era un gruppo fantastico, mi sono data da fare, e avevo fiducia sia da parte del mister che delle compagne. Con questa squadra mi sarebbe piaciuto salire in Serie A, ma c’era davanti una squadra fortissima come l’Inter e non ci siamo riuscite».

Dodici mesi dopo decidi che è ora ti tornare a casa: cosa ti ha portato a reindossare la maglia biancoblù?
«Mi sono risentita con il Brescia, che mi ha cercato un anno prima, e sono ritornata a casa, perché volevo esprimermi come protagonista con la maglia che mi ha cresciuto: è stato un anno pieno di sfide personali e non personali».

Sei dispiaciuta che il campionato di Serie C sia stato sospeso definitivamente?
«Sono amareggiata per come si è concluso il campionato, perché secondo me non doveva andare così».

Come hai gestito questi mesi difficili dovuti all’emergenza Covid-19?
«Io mi sono allenata e tenuta pronta, con la testa concentrata sull’anno prossimo. Vedremo cosa ci riserverà il futuro, da cosa sapremo cogliere sull’anno che stiamo affrontando».

Secondo te negli ultimi anni il calcio femminile italiano è cresciuto?
«Il calcio femminile si è evoluto molto dopo il Mondiale dello scorso anno che ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio».

Arriverà il professionismo nello sport femminile?
«L’unica cosa che possiamo fare e continuare a giocare per amore del calcio, poi se vorranno premiarci per diventare professioniste bene, altrimenti continueremo a lottare per avere i nostri diritti. Siamo nel 2020 e ci sono ancora troppe discriminazioni, ma dobbiamo avere fiducia nel nostro paese».

Com’è Giulia Meleddu fuori dai campi di gioco?
«Giulia Meleddu è testarda, orgogliosa, una persona entusiasta della vita, sensibile, allegra, capace di ottenere una cosa e di portare a termine quello che ha cominciato».

Che progetti hai per il tuo futuro?
«Per il mio futuro ho tanti progetti e sogni: voglio essere felice, e tutte le persone che sono accanto a me e che mi vogliono bene saranno fiere di tutto ciò che sceglierò. Devo solo aspettare e capire quello che vuole realmente Giulia Meleddu».

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

La nazionale inglese studia come migliorare la performance dell’atleta femminile

La nazionale inglese femminile contribuirà a un progetto di ricerca e nutrizione sportiva concepito per comprendere a fondo l’atleta femminile e migliorare le prestazioni.

Il servizio, lanciato lo scorso marzo da Science in Sport, è gestito da un dipartimento della John Moores University di Liverpool. Tra i partner che collaboreranno ci sono il Team Ineos di ciclismo, l’Ineos Tea UK della vela e il nuotatore britannico campione olimpico Adam Peaty.

A coordinare il tutto è il professore di “Exercise Metabolism” James Morton, il quale dichiara: Molte delle attuali conoscenze scientifiche dello sport si basano tutte sui maschi e molti professionisti nel corso degli anni hanno utilizzato una sorta di approccio copia e incolla. E ci sono molti esempi specifici di studi che probabilmente non valgono”.

“Ciò a cui vogliamo arrivare ora è un livello molto dettagliato di comprensione dell’atleta femminilespiega il professore “Ciò che stiamo cercando di portare allo sport è un modo di lavorare per aiutarli a comprendere veramente i fattori determinanti della prestazione nel loro sport specifico. Quindi si tratta di identificare le priorità, quali di queste farà la differenza per vincere. Una volta comprese le priorità della prestazione si tratta di proporre una soluzione su misura per lo sport.

L’alimentazione, secondo Morton, potrebbe avere un ruolo fondamentale: “Anche qualcosa di semplice come assicurarsi che le giocatrici stiano mangiando correttamente potrebbe fare la differenza negli ultimi 15 minuti di partita”.

Il nutrizionista della Football Association, Chris Rosimus, assicura che la collaborazione “contribuirà a profilare meglio le esigenze nutrizionali delle prestazioni delle nostre giocatrici e porterà a un miglioramento delle performance. Il progetto includerà un esperto di performance  dello staff delle “Leonesse” e un dottore di ricerca lavorerà con Rosimus e i suoi colleghi.

“Collettivamente potremmo decidere che per migliorare le prestazioni di questa specifica atleta dobbiamo capire un po’ meglio la sua fisiologia, quindi faremmo delle ricerche individualizzate che si tradurrebbero in un piano individualizzato” conclude Morton.

Daniela Sabatino, Sassuolo: “Il Sassuolo era pronto a giocare. Lo scudetto va assegnato alla Juve”

Daniela Sabatino, capitano del Sassuolo, ha parlato alla Gazzetta dello sport della chiusura del campionato di serie A e della possibilità dei playoff e playout

Daniela Sabatino è un monumento del calcio femminile. Del passato, presente e futuro, perché a quasi 35 anni — li compie il 26 giugno — non ha nessuna intenzione di smettere di fare gol. Scorrendo il suo score, ci s’impressiona: è in doppia cifra di reti consecutivamente fino a oggi da quando nel 2003-04, ne segnò 28 in una sola stagione di Serie B nel Matese Bojano, squadra del suo amato Molise, con cui conquistò la doppia promozione fino in Serie A. Quest’anno, col Sassuolo, si è fermata a 12, vice capocannoniera dopo Cristiana Girelli e, sempre dopo la bianconera, miglior marcatrice azzurra in attività. Iniziamo dalla stretta attualità, quando non è stata ancora ufficializzata la non assegnazione dello scudetto alla Juve e si parla di possibili sorprese nel Consiglio federale di giovedì prossimo.

Sono contraria ai playoff e playout. siamo molto unite, o tutte o nessuna

Sei d’accordo nel non assegnare il titolo?
“No, la Juve lo avrebbe comunque vinto. E poi negli altri paesi è stato assegnato. Perché da noi no?”.

E da ex Milan, niente Champions con lo scontro diretto in casa con la Fiorentina.
“Se fossi stata ancora in rossonero sarei furiosa. A pari punti te la devi giocare. Strano comunque aver deciso Champions e retrocessioni e non scudetto”.

Riguardo la ripresa del campionato, avete scritto una lettera (inviata collettivamente alla Figc come sindacato): “Siamo confuse”. Su cosa esattamente?
“Noi calciatrici abbiamo aspettato che Figc e club prendessero una decisione. Ripresa sì, ripresa no, e siamo arrivate ai primi di giugno ancora con troppi interrogativi, soprattutto non gli stessi per tutte”.

Anche tu era contraria a playoff e playout?
“Sì, proprio perché siamo molto unite o, tutte o nessuna, anche per principio visto che come il Sassuolo, c’erano altre squadre a metà classifica che non potevano migliorare o peggiorare la posizione”

Tra l’altro, c’erano forse i tempi tecnici per finire tutte le sei giornate di campionato.
“Forse a fine maggio sì, avevamo bisogno minimo di quattro settimane di preparazione. Personalmente, io che amo il calcio avrei comunque giocato, luglio, agosto, in qualsiasi momento”.

E alla Nazionale che gioca a settembre per l’Europeo, servite rodate…
“Spero che ci dicano subito con precisione l’inizio del campionato. Il 17 settembre c’è Israele in casa, il 22 andiamo in Bosnia. Sappiamo che a settembre non si è nelle migliori condizioni, poi dopo sei mesi di attività discontinua…”.

Come Sassuolo vi eravate organizzate dal punto di vista sanitario, sulla scia del maschile?
“Sì, il club era pronto e voleva riprendere. Ci ha dato la possibilità di allenarci, di fare test sierologici, ha messo a disposizione un campo”.

Il ritorno delle straniere forse è stato il più grosso problema. Le vostre c’erano tutte?
“Ancora no, ma erano disposte a tornare subito senza problemi”.

Tu anche questa stagione sei andata in doppia cifra di gol, la diciassettesima di fila…
“Sono contenta della mia carriera e non ho alcuna intenzione di smettere. Il mio biettivo è l’Europeo 2022 cercando di mettere in difficoltà la c.t. Bertolini”.

Come ti inserisci, da prima punta classica, nell’attacco azzurro, in cui c’è tantissima libertà di movimento?
“Mi adeguo alle richieste della c.t. di fare tanto movimento e agire da primo difensore. Quando gioco con Cristiana (Girelli, ndr) però torniamo allo schema prima e seconda punta. Siamo molto diverse, lei ha più visione di gioco, in passato ha anche giocato a centrocampo e si adatta in tutti i ruoli. Giocavamo insieme a Brescia, mi ha permesso di fare tantissimi gol”.

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

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