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La testimonianza di Allyson Swaby sul razzismo

Con gli Stati Uniti alle prese con centinaia di proteste da parte della popolazione in seguito all’uccisione di George Floyd durante un arresto, Allyson Swaby ha condiviso su Instagram un potente messaggio sulla sua esperienza con il razzismo.

La calciatrice giallorossa è di nazionalità giamaicana ma è nata e cresciuta negli Stati Uniti.

Il lungo post è stato condiviso il 5 giugno, giorno del compleanno di Breonna Taylor, cittadina afroamericana rimasta uccisa in casa sua a Louisville il 31 marzo 2020 durante un’irruzione della polizia per un controllo in piena notte

“Sinceramente ero indecisa se condividere questo mio pensiero perché non mi andava di affollare ancora di più una stanza già piena”, ha scritto Allyson. “Ma voglio rivolgermi ai miei follower e ai miei amici che non hanno la pelle nera, quindi a molti di voi. Soprattutto a coloro che ANCORA non si sentono spinti ad agire in supporto alla comunità nera.

Questi sono alcuni esempi di razzismo o di micro-aggressioni razziste di cui ho avuto esperienza diretta al Boston College, dove ho passato 4 dei miei 23 anni. Voglio che ne siate a conoscenza perché siete stati o sarete parte della mia stessa comunità.

Se pensate che il razzismo esista solo in realtà oscure e lontane e non nelle nostre comunità, tra gli amici, in mezzo a noi, lasciatemi condividere alcune delle mie esperienze.

  • Spiegare ai miei amici bianchi perché non dovrebbero utilizzare quella parola che inizia con la n, salvo poi sentirli continuare a farlo
  • Sentirmi dire: “sei nera coma la m…” da una mia compagna di squadra
  • Sentirmi dire “niente persone di colore” in una foto di GRUPPO da una compagna di squadra
  • Sentirmi chiedere: “come mai tua sorella è così chiara?”
  • Sentirmi dire: “per essere nera sei carina”
  • Sentire una compagna cantare “Build the wall” [Costruiamo il muro] durante il notiziario
  • Sentirmi dire “sai anche tu che non saresti entrata al Boston College se non fosse stato per il calcio”

Non si tratta di una lista esaustiva ma sono alcuni esempi di razzismo che ho incontrato. Non sono sicura che le persone che hanno pronunciato quelle parole se le ricordino.

Non sono nemmeno sicura che le altre persone presenti nella stessa stanza e che le hanno sentite abbiano provato una sensazione di disagio per me e per loro stesse.

Io me le ricordo tutte e forse voi avete sopravvalutato la mia forza di passarci sopra.

Oggi ho visto un video dei familiari delle persone uccise in una chiesa a Charleston, in South Carolina nel 2015 [Un suprematista bianco aprì il fuoco in una chiesa frequentata da afroamericani uccidendone nove].

Li ho ascoltati parlare di come loro hanno PERDONATO il mostro che tolse la vita dei loro cari. Se loro possono perdonare qualcuno per un fatto così grave, io posso perdonare gli autori delle frasi e delle azioni che ho menzionato.

Quello che però non posso fare è rimanere in silenzio e permettere che un’altra persona pensi di poter pronunciare le stesse parole pensando che non siano razziste sono perché sono state dette “scherzando”. O perché “non intendevo in quel senso, mi dispiace”.

Mi piacerebbe poter dire che questi episodi non mi abbiano mai turbato perché so che il colore delle mia pelle non è un difetto. Però mi hanno ricordato una volta di più che nessun traguardo o risultato raggiunto possono proteggermi dal razzismo radicato nella nostra società.

Sono tutte evidenze del fatto che quando entro in una stanza la prima cosa che viene notata di me è il fatto di essere nera e che per questo le persone si faranno un’idea di me prima di conoscermi. E molte volte il mio compito sarà quello di dimostrare che quel giudizio è sbagliato.

Ma cosa succede se poi non ho occasione di farlo? Non sono più la stessa persona che ho cercato di essere in tutta la mia vita? Sono solo una ragazza nera per tutti quelli intorno a me? Cosa succede se non do il massimo tutto il tempo? Sono solo una persona senza valore? Nel mio cuore la risposta è no ma nella mia testa spesso parto con il presupposto che sia vero il contrario per essere preparata a tutto.

Perché come abbiamo visto, le regole per non perdere la vita sei nero in America sono complicate, cambiano continuamente e senza spiegazioni.

Ho speso molte energie concentrandomi sulle cose belle di molti rapporti di amicizia, pronta a difendere il carattere delle persone che pur assistendo a quegli episodi non mi hanno difesa. Sappiate che se pensate che io mi stia riferendo a voi è perché MI STO RIFERENDO A VOI.

Se dentro di voi non sentite il bisogno di schierarvi per George Floyd, Breonna Taylor o qualsiasi altra persona perché magari non la conoscete personalmente ascoltatemi. Io vi dico che tutto questo riguarda anche voi personalmente.

Non pensate a me, io sto bene, sono una privilegiata sotto tanti punti di vista e sono circondata da grandi persone. Ma le esperienze che ho raccontato sono comuni a tutti i neri americani.

Utilizzate tutti i sentimenti che queste parole vi suscitano e trasformateli in azioni.

Peace and love”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

eFemminile: La grinta di Valentina Stranieri e del suo Catanzaro nel primo campionato eSport della Serie C in “rosa”

Ancora pochi giorni e per il Catanzaro Calcio Femminile comincerà una nuova avventura. Una nuova sfida, questa volta alla console, per un gruppo di calciatrici super affiatate e decise a tenere alto il nome del Club calabrese anche nel primo campionato eSport di Calcio Femminile, interamente dedicato alle squadre della terza serie nazionale. L’anno scorso il salto in Serie C dopo tre stagioni da protagoniste nel campionato regionale calabrese. Un traguardo che era stato solo rimandato a causa di motivi lontani dal prato verde e portato a termine con grinta e determinazione. Grinta sì e tanta, la stessa che si può chiaramente percepire nelle parole di Valentina Stranieri, centrocampista, vera combattente sul campo in erba e capitano del team eSport giallorosso che affronterà il campionato ai nastri di partenza: “Dobbiamo tanto alla nostra Società, al mister e a noi stesse per non esserci mai arrese di fronte a niente. Il salto di categoria ci ha inizialmente costretto a nuovi equilibri e non è stato affatto semplice. Lo sapevamo e abbiamo lavorato con cuore e dedizione per restare dove eravamo arrivate con tanti sacrifici. Con il trascorrere delle giornate – racconta la ventunenne Valentina – il gruppo ha preso sempre più consapevolezza dei propri mezzi, raggiungendo un oinvidiabile stato di forma. Senza l’emergenza Coronavirus sono certa che avremmo chiuso la stagione ancor più in alto in classifica regalando un’altra soddisfazione ai nostri magnifici tifosi”. Uno stop forzato che, in effetti, ha interrotto un cammino davvero eccellente delle giallorosse. Prima che il coronavirus ci mettesse lo zampino, il Catanzaro Femminile veniva infatti da ben quattro vittorie consecutive ed occupava il nono posto in classifica ma soprattutto, l’aria era quella di non accontentarsi.

Ad affrontare questo primo campionato eSport, oltre a Valentina Stranieri, si alterneranno al joypad le compagne della prima squadra catanzarese: Cardone Federica, 22 anni, attaccante; Giusy Dardano, 19 anni, terzino; Alessia Moscatello, 18 anni, centrocampista;  Giada Rania, 17 anni, difensore e Giulia Verrino, 16 anni, attaccante. “Vivo a Decollatura (CZ) – conclude Capitan Stranieri – ed è per me un onore rappresentare i colori del Catanzaro Calcio Femminile, unica squadra calabrese a disputare un campionato nazionale di calcio a 11 femminile. Un onore farne parte sul campo e rappresentarlo anche in questo campionato eSport su Fifa. La nostra disciplina è ormai una realtà che sta prendendo sempre più piede e spero che questa iniziativa possa dargli ancor più visibilità”.

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Riozzese, vicino il rinnovo di Capitan Galbiati. Ds Sessa: “Grande professionista”

Il Capitano della Riozzese Elisa Galbiati sarebbe vicina a rinnovare il proprio contratto con il club rosanero: nelle ultime ore si lavora alla ricerca dell’accordo per prolungare. Questo è quanto emerge dalle indiscrezioni raccolte dalla redazione di IlCalcioFemminile. La giocatrice, che ha alle spalle un’esperienza negli USA, potrebbe infatti diventare il perno su cui costruire il nuovo progetto tecnico del club. Ancora nessuna notizia sul fronte allenatori, invece: dopo la rescissione di Mister Salterio della scorsa settimana, sappiamo che l’agenda del Ds Germano Sessa è stata ricca di incontri. Ma ancora non è stata presa la decisione finale.

LE PAROLE DEL DS SESSA
In esclusiva IlCalcioFemminile il direttore sportivo Germano Sessa ha commentato la possibile scelta di rinnovare con il capitano: Elisa è una grandissima professionista. Mette sempre il centodieci per cento in tutto ciò che fa, sia in partita che in allenamento. È importante per lo spogliatoio: ha una grande personalità, ma soprattutto ha una grande testa. È umile, seria e molto brava in campo. Ci terrei che fosse il perno della difesa e del nostro progetto”

Credit Photo: Facebook ASD Riozzese

Alessandra Signorile, Pink Bari: “La Serie A non deve ripartire”

La Serie A non deve ripartire“. Alessandra Signorile presidente del Pink Bari Calcio Femminile non usa mezze parole e va diritta al punto. “Non ci sono le condizioni per riprendere il campionato e non ne faccio un discorso solo economico – spiega a Sportdonna.it – Noi, come molte altre società, solo per fare un esempio abbiamo il campo di allenamento in comune con altre squadre e non possiamo garantire l’uso esclusivo come richiederebbe il protocollo. Le atlete sono dilettanti, la normativa sui dilettanti è diversa da quelle per i professionisti e i medici non possono essere responsabili. Abbiamo un dottore che presta la sua opera gratuitamente, e invece gli verrebbe chiesto di sovrintendere e garantire la massima sicurezza di tutto il gruppo rischiando sulla propria pelle. Il protocollo, ci tengo a sottolinearlo, è sacrosanto e non chiediamo sicuramente di alleggerirlo“.
Alessandra Signorile ha le idee ben chiare e di riprendere la stagione non ne ha la minima intenzione. “Il calcio femminile aveva appena iniziato ad alzare la testa, una eventuale ripresa della stagione può  risultare una mossa troppo avventata e rovinare quanto di buono era stato fatto. Abbiamo una programmazione sul filo, una situazione del genere ci creerebbe problemi economici ma anche organizzativi. A me piace essere chiara e parlare di cose concrete. Noi avevamo otto straniere che ovviamente sono tornate a casa e quindi aspettano ora di sapere cosa devono fare. Ancora oggi i collegamenti con l’Italia non sono facili, la Romania non ha aperto le frontiere, per arrivare dalla Slovenia serve un visto speciale e così via. Abbiamo una ragazza canadese di 21 anni che deve discutere in famiglia l’eventuale suo ritorno in Italia e capisco anche le sue paure. Cosa devo fare con lei? Farla venire qui e poi? Neppure sappiamo se si gioca oppure no. Teniamo presente che Milan, Juventus e Sassuolo hanno già iniziato gli allenamenti e questo ovviamente falsa già di suo il campionato perché arriverebbero con una preparazione diversa da quella di tutte le altre squadre. Per non parlare del discorso legato al mercato. Ci potremmo ritrovare a giocare contro squadre con giocatrici che sanno già di andare a giocare da un’altra parte. Noi siamo una piccola realtà di calcio femminile, che ha fatto il possibile in questi anni per tenere i bilanci ordinati e puliti una ripresa così avventata rischierebbe di condizionarci troppo con rischi troppo alti. Un bagno di sangue dal punto di vista economico e problemi enormi per la stagione prossima. Negli altri Paesi si sono adoperati per fare meno danni possibili, qui invece c’è il rischio di fare pasticci e di scontentare tanti“.
Poi la proposta di Alessandra Signorile, presidente Pink Bari Calcio Femminile: “E’ quella di chiudere qui la stagione. Non credo che sia uno scempio prevedere eventualmente per l’anno prossimo un campionato a 14 squadre con quattro retrocessione se la maggioranza ritiene che siamo troppe. Dare o non dare lo scudetto non mi pare poi così rilevante, è la squadra più forte, leader indiscussa. Lo sanno tutti. Penso che il futuro del nostro movimento sia più importante che giocare le sei gare che restano…“.
A questo punto diventa difficile ipotizzare una ripresa della stagione. Perché il pensiero del Bari è anche quello di tanti altri club.

Credit: Matteo Angeli

Credit Photo: Vanni Caputo

Sara Gama, Juventus Women, a Otto e Mezzo: «Ci vuole il professionismo per tutele e assicurazioni»

Ai microfoni di Otto e Mezzo ha parlato Sara Gama, difensore della Juventus Women e della Nazionale azzurra. La giocatrice, membro anche dell’Aic per il settore femminile, ha commentato la situazione del calcio italiano.

CORONAVIRUS
«La mia linea è quella che la prudenza non è mai troppa. Dobbiamo stare attenti, usciamo, possiamo far tante cose ma è giusto farle nel rispetto del fatto che abbiamo dovuto piangere tante persone. Dobbiamo rispetto alla vita e a chi non ce l’ha fatta»

LOCKDOWN
«È stato impegnativo, per noi sportivi è stato difficile star a casa e non poter calcare il campo e non sfogarci a livello fisico. Anche se ci siamo costantemente allenate in casa è stato molto differente ma sono stata bene e quando c’è la salute e la famiglia sta bene non ci si può lamentare».

CALCIO FEMMINILE
«C’è una scala di priorità e il calcio maschile porta più soldi. Anche in questo c’è una scala di priorità. Di noi si sta discutendo adesso. La Serie A femminile è stato deciso di non chiuderla, ma si è deciso di mandarci avanti proprio come i professionisti. Tutt’oggi stiamo largamente discutendo, dobbiamo valutare tutto quanto. Siamo in una posizione particolare. Riprendere può essere un’opportunità, non va fatto a tutti i costi, siamo a disposizione qualora ci fossero le condizioni come un protocollo ad hoc. È stato redatto un protocollo ad hoc ma ci sono anche condizioni di tesseramento, di tutele, di rimborso spese».

RIPRESA
«Stiamo discutendo, le giocatrici non sono deputate a decidere se scendere in campo o no ma possiamo dare visibilità ad uno sport che stavamo appena lanciando».

PROFESSIONISMO
«Ci vuole il professionismo perché c’è bisogno di tutele legate. Noi non abbiamo un contratto, ma abbiamo accordi economici per rimborsi spesa. No non avremo una pensione e non abbiamo tutele assicurative al momento. C’è da dire che veniamo trattate da professionismo dunque c’è da fare lo step. Non si tratta solo dello status.».

Credit Photo: Andrea Amato

Vicky Jepson, Liverpool Women: “Sono molto delusa dalla decisione della FA”

Una retrocessione fa sempre male, figuriamoci se essa è stata decisa a tavolino senza la possibilità di giocarsela sul campo. Ciò è accaduto al Liverpool che, dopo la decisione presa dalla FA, è scesa nella serie cadetta inglese senza poter disputare le partite rimanenti per ravvivare quella speranza chiamata salvezza. Sull’argomento è intervenuta la coach delle Reds, Vicky Jepson, tramite una lettera rivolta principalmente ai tifosi sul sito della società:

“Volevo solo parlare direttamente a voi, i nostri sostenitori, di quelli che sono stati un paio di giorni difficili per tutti noi. Le giocatrici, il personale dietro le quinte e tutti quelli della LFC Women stanno ovviamente male per la decisione della FA che dovremmo essere retrocessi. Sappiamo che lo siete anche voi. Tutto quello che speravamo era la possibilità di finire la stagione in campo una volta che fosse sicuro farlo. Eravamo fiduciosi di poter produrre le prestazioni per uscire dai guai e garantire la nostra posizione nella Super League. Purtroppo non abbiamo avuto l’opportunità di lottare per quel posto sull’erba ed è una pillola difficile da ingoiare. Sono molto delusa dalla decisione della FA, presa con otto partite della nostra stagione rimaste.  Vogliamo giocare a calcio nel WSL e ora dobbiamo fare in modo che la nostra missione torni lì al più presto. La nostra attenzione si sta già rivolgendo alla prossima stagione, al duro lavoro che ci attende e al ritorno alla prima occasione. Non sarà facile, ci saranno molti ostacoli lungo la strada, e accadrà solo con il vostro supporto.  Fortunatamente sappiamo che è qualcosa su cui siamo sempre stati in grado di fare affidamento sia dei nostri Reds in campo che dei nostri sostenitori in tutto il mondo. Ora abbiamo bisogno di voi più che mai, ma insieme restituiremo la nostra sezione femminile ai tempi di maggior successo. Infine, vorrei riflettere sugli ultimi mesi che sappiamo essere stati molto difficili per tutti voi. L’impatto della pandemia sugli eventi sportivi è insignificante rispetto all’effetto che ha avuto su così tante famiglie sia qui nel Regno Unito che nel mondo. Speriamo soprattutto che voi e le vostre famiglie siate sani e salvi, e non vediamo l’ora che potremo ritrovarci tutti insieme nel gioco che amiamo ancora una volta.”

NWSL: Megan Rapinoe dice no alla Challenge Cup

La NWSL Challenge Cup 2020 non vedrà la campionessa del mondo e star mondiale Megan Rapinoe prendere parte alla competizione con le rispettive compagne dell’OL Reign.

A dare la notizia è stato l’allenatore dell’OL Reign, Farid Benstiti:“È un peccato. Capisco le sue motivazioni ma sono deluso e frustrato dal fatto che non sarà con noi per disputare questo torneo. Megan è importante per il gruppo e avremmo potuto fare qualcosa di importante con il club se lei si fosse unita al resto del gruppo. Ci mancherà molto ma mancherà anche al calcio femminile.

Rapinoe non sarebbe l’unica calciatrice a non voler prendere parte alla Challenge Cup. Diverse le giocatrici non sarebbero intenzionate a partecipare al torneo poiché preoccupate dalla continua presenza del Covid-19 e soprattutto per l’alto rischio di infortuni fisici dato l’alto numero di partite da disputare in breve tempo.

Per queste ragione è stata data la possibilità a tutte le atlete di astenersi dalla partecipazione alla competizione, senza alcun impatto sul loro stato contrattuale o sui loro benefici.

Credit Photo: Pagina Facebook di Megan Rapinoe

Rilasciata la Licenza UEFA per la stagione 2020/2021 a 6 società di Serie A

In data odierna la Commissione di primo grado delle Licenze UEFA, esaminata la documentazione pervenuta nell’ambito del processo per il rilascio della Licenza UEFA per la stagione sportiva 2020/2021, visto il Manuale delle Licenze UEFA-Edizione 2018, preso atto delle relazioni degli esperti, ha deliberato di rilasciare la Licenza UEFA alle seguenti società.

CLUB FEMMINILI

1. Fiorentina Women’s F.C. S.S.D a R.L. (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
2. F.C. Internazionale Milano S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
3. Juventus F.C. S.p.A. (Allianz Stadium di Torino)
4. A.C. Milan S.p.A. (Stadio Brianteo di Monza)
5. A.S. Roma S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
6. U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. (Mapei Stadium di Reggio Emilia)

Le società alle quali non è stata concessa la Licenza potranno presentare ricorso motivato presso la Commissione di secondo grado delle Licenze UEFA entro e non oltre cinque giorni dalla comunicazione del diniego della Licenza.

Credit Photo: Alessio Boschi

D1 Femenine: ecco le date di ripartenza

Il campionato francese è stato uno dei primi campionati a dichiarare la chiusura ed i massimi vertici calcistici stanno rimpiangendo questa decisione rivelatasi poi sbagliata e dannosa per il movimento. Messo alle spalle questo errore, il Consiglio Federale francese si è riunito stipulando le date per iniziare la stagione 2020/2021.

Il 5 settembre è la data prefissata per la prima giornata della D1 Arkema mentre le per seconda serie francese il giorno subito dopo costituirà l’inizio della stagione. Per i campionati giovanili femminili la decisione è ancora da prendere.

Credit Photo: Profilo Instagram PSG Femenines

Paola Boglioni, Empoli Ladies: “Le giovani sono il futuro, la Federazione fornisca i mezzi giusti per valorizzarle”

Paola Boglioni, terzino promettente dell’Empoli Ladies ed assistita della MaPa Sports Agency, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni parlando dell’importanza dei settori giovanili, delle difficoltà affrontate in questa quarantena e del suo futuro calcistico e non.

Ciao Paola, essendo una delle maggiori esponenti del vivaio italiano di giovani talenti che stanno crescendo, quale credi sia il miglior provvedimento che la Federazione possa prendere per valorizzare al massimo il movimento giovanile italiano?
“Le giovani sono il futuro, quindi è necessario che la Federazione fornisca i mezzi giusti per valorizzarle al meglio. Sicuramente l’inserimento delle Nazionali Under 16 e Under 23 ha permesso a noi giovani calciatrici di essere viste e seguite fin da piccole, assicurando una continuità anche dopo l’uscita dall’Under 19. Un campionato Primavera/giovanile a livello nazionale, come previsto per i maschi, sarebbe un modo per alzare il livello di qualità e permettere alle giovani di fare una buona esperienza insieme alle loro coetanee, senza dover necessariamente entrare prematuramente in squadre di donne adulte.”

Nel corso della tua carriera ti sei sempre confrontata con realtà importanti: sei cresciuta nel Brescia e adesso giochi nell’Empoli Ladies, in prestito dalla Juventus.
Il fatto di relazionarsi fin da giovane con squadre di alto livello, quanto influisce sulla formazione di una calciatrice e sul proseguimento della sua carriera?
“Avere la possibilità di crescere in realtà importanti comporta grande impegno e sacrificio, ma allo stesso tempo tante soddisfazioni e numerosi passi avanti. Potersi allenare a fianco di giocatrici che attualmente rappresentano il calcio italiano, dà l’opportunità di imparare direttamente sul campo, “copiando” le più esperte. E condividere lo spogliatoio con calciatrici di esperienza significa crescere anche come persona, spesso anticipando i tempi rispetto ai propri coetanei.”

Qual è l’aspetto che più ti è mancato del calcio in questo periodo?
“È stato di certo un periodo molto particolare, che difficilmente scorderemo. Ciò che mi è mancato maggiormente è stata la vita di squadra. A Empoli siamo riuscite a creare un grande gruppo, carico di entusiasmo e carisma, che va al di là del rettangolo verde. Il fatto di non poter incontrare le mie compagne/amiche mi ha rattristato molto, perché la relazione a distanza non è di certo paragonabile alla vita di spogliatoio.”

Con l’Empoli hai ottenuto la promozione in Serie A da assoluta protagonista.
Che emozioni ti ha provocato conquistare un traguardo storico per una squadra importante?
“La promozione con l’Empoli in Serie A è stato il mio primo vero traguardo. Poterlo conquistare per l’Empoli è stato un grande onore. L’obiettivo era quello di “ritrovare il modo”, come dice il nostro motto, ed è quello che siamo riuscite a fare, guadagnando la promozione.”

Tornando al presente, alla tua prima stagione in Serie A non da comparsa hai dato riscontri positivi, dimostrando il fatto di essere più che pronta per la massima serie. Quali sono le tue considerazioni sulla tua stagione sia a livello personale che di squadra?
“Non posso nascondere che il salto di categoria è stato abbastanza forte: i ritmi, il fisico e l’organizzazione delle squadre è certamente superiore. Nonostante questo primo impatto, sono riuscita a cavarmela. La squadra mi ha aiutata e sostenuta nei momenti di difficoltà, riuscendo a trasmettermi la forza di reagire.”

Ovviamente il calcio non è tutto rose e fiori, ma ci sono anche i momenti negativi. Come affronti i momenti di difficoltà?
“I momenti di difficoltà possono arrivare in modo improvviso ed è appunto per questo che bisogna essere sempre pronti. Devo fare tanta esperienza e ho ancora delle difficoltà a gestire certe situazioni in maniera ottimale, ma sto cercando di migliorare: provo sempre a guardare il lato positivo.

Molte ragazze, nonostante il calcio femminile in Italia stia aumentando in termini di popolarità, hanno ancora la gente che cerca di ostacolarle nel proseguire la propria passione per il calcio. Cosa consigli a queste ragazze?
“Non bisogna nascondere che i pregiudizi legati al calcio femminile siano ancora molti. Ciò nonostante voglio suggerire alle più piccole di seguire il loro sogno, così come ho fatto io, e di non demordere mai. Con la forza di volontà si arriva ovunque, bisogna credere nelle proprie capacità: questo insegnamento non vale solo nello sport, ma deve accompagnare ciascuno di noi in ogni ambito.”

Qual è secondo te la caratteristica che più ti rappresenta in campo?
“Personalmente non saprei identificare una caratteristica precisa. A Empoli ho guadagnato il soprannome di  “pendolino”, perché continuo a salire e scendere lungo la fascia sinistra. Correre mi piace e cerco di farlo al meglio anche col pallone.”

Concludendo, quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
“Non nascondo che l’obiettivo principale sia quello di riuscire a entrare nella rosa della squadra a cui appartengo, anche se sono consapevole della mia giovane età e della mia inesperienza. Pertanto nell’immediato futuro voglio continuare a imparare, prendendo come esempio le migliori giocatrici. Allo stesso tempo, vorrei essere ancora protagonista per assicurare continuità alla mia crescita.
Un altro obiettivo di primaria importanza è vestire ancora la maglia della Nazionale: è un sogno che rincorro fin da piccola e di cui ho assaporato già in parte il gusto. La prossima non sarà una stagione importante solo dal punto di vista calcistico, bensì anche sotto il profilo personale, in quanto intraprenderò un nuovo percorso di studi. Sto infatti concludendo il percorso liceale, per poi iniziare quello universitario.”

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Paola Boglioni e l’Empoli Ladies per la disponibilità.

Credit Photo: Profilo Instagram Paola Boglioni

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