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Gabriele Gravina, Presidente FIGC: “Mi farebbe piacere se terminasse la stagione della Serie A femminile”

Nella trasmissione Tv7 di Rai1 è intervenuto il Presidente della FIGC Gabriele Gravina parlando del processo di ripartenza del calcio italiano riservando qualche parola al calcio femminile.
“Mi farebbe piacere se terminasse la stagione della serie A. Capisco che al momento ci sono le difficoltà, ma sono convinto che tutti insieme possiamo superare le difficoltà. L’obiettivo è di non perdere l’entusiasmo che ci siamo guadagnati, soprattutto dopo i risultati conquistati nel corso del mondiale in Francia lo scorso anno”.

Silvana Flores verso il Chelsea Women

La giovane messicana dell’Arsenal Academy ha deciso di non rimanere con le Gunners e tramite il suo agente ha espresso la sua volontà di trasferirsi al Chelsea Women.

La centrocampista è una pedina fondamentale della nazionale messicana U-20 che si è qualificata alla prossima Coppa del Mondo di categoria. Paradossale quindi la sua situazione con il club londinese dato che non è mai scesa in campo con la prima squadra nonostante sia una delle giovani più promettenti del suo Paese. Mentre molte sue compagne dell’Academy sono state portate in panchina ed a volte fatte esordire, la messicana non è stata mai portata nemmeno in panchina. Flores conta solo due apparizioni con la prima squadra nelle amichevoli pre-campionato come sostituta contro il Bayern Monaco ed il Barcellona.

Essendo non tesserata con la prima squadra, Flores può lasciare la squadra ogni fine stagione come ogni componente della squadra giovanile. Quindi appare sempre più chiaro il suo trasferimento al Chelsea Women, squadra che valorizza molto il suo settore giovanile ed esegue una rotazione della rosa molto più fluida rispetto alle Gunners. Inoltre il suo agente ha dichiarato tramite Instagram che la sua assistita ha la forte volontà di trasferirsi agli ordini di Emma Hayes; ora bisognerà capire se la società vorrà investire su di lei e se potranno offrirgli la possibilità di farla esordire in Women’s Super League.

Credit Photo: Profilo Instagram Silvana Flores

Gisela Robledo: più che un successo commerciale

Quanto deve essere brava una sedicenne a recitare al fianco di Lionel Messi, Michael Jordan, Serena Williams e Usain Bolt in una pubblicità? Bene, brava come la gemma colombiana Gisela Robledo è la risposta.

“Non appena ho firmato il mio contratto con il marchio, mi è stato detto dell’idea per l’annuncio, ma nulla è paragonabile al fatto di essere lì, accanto a stelle come loro”, ha affermato la giovane Robledo.

Lo spot di Gatorade, che è stato girato per oltre una settimana in Slovenia, è andato in onda a febbraio quando la talentosa centrocampista offensiva era già a Bogotà in preparazione per South American U-20 Women’s Championship in Argentina, la cui fase finale sarebbe stata sospesa a causa del coronavirus.

“Un giorno sono tornata dall’allenamento e avevo centinaia di messaggi sul mio telefono”, ha detto Robledo. “Tutti l’avevano visto e si stavano congratulando con me! Le mie compagne di squadra mi stavano tormentando, dicendo: ‘Questo è enorme – tu in una pubblicità con Messi!’ In quel momento ho iniziato a rendermi conto del suo impatto“.

Tuttavia, la fama improvvisa non fece perdere la concentrazione a Robledo. In effetti, è stata all’altezza delle aspettative nelle qualificazioni sudamericane per FIFA U-20 Women’s World Cup Costa Rica/Panama 2020™ segnando cinque gol aiutando la Colombia a raggiungere la fase finale, che si svolgerà alla fine di quest’anno per decidere le due regioni rappresentanti alle finali.

“Abbiamo raggiunto il primo obiettivo che ci eravamo prefissati in Argentina, ma dobbiamo migliorare per raggiungere la Coppa del Mondo”, ha affermato Robledo. “Se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che dobbiamo considerare ogni partita come una finale, altrimenti possiamo aspettarci di soffrire di nuovo”.

Il calcio è molto più della fede per Gisela. Da quando ha iniziato a giocare da bambina a quattro anni a Guacari, l’unica cosa che ha sempre mostrato è la resilienza.
Da piccola giocava con il fratello nel quartiere di casa nonostante la madre non voleva che giocasse. A 5 anni il fratello la introdusse al futsal, fino ad arrivare a 11 anni dove entra a giocare nel mondo del calcio a 11.
A quel punto, aveva il pieno sostegno di sua madre e di una zia, che “mi comprava le scarpe da calcio e i soldi per andare all’allenamento”.

Robledo aveva solo 14 anni quando chiamò per la prima volta le squadre Nazionali Giovanili della Colombia e non perse tempo a stabilirsi nella squadra U-17 che finì la seconda classificata al South American Championship nel 2018. Ha soddisfatto le aspettative più tardi nello stesso anno alla FIFA U-17 Women’s World Cup™ in Uruguay, dove ha segnato entrambe le reti della sua squadra al torneo ed è stata nominata miglior giocatrice della partita contro le future campionesse della Spagna.

Robledo gioca per l’America de Cali dal 2019, anno in cui il club vinse il Campionato Nazionale e finì terzo nella Copa Libertadores Femenina. La centrocampista ha segnato sei gol in quest’ultima competizione, due dei quali nella partita per il terzo posto.
Infine a novembre dello stesso anno ha fatto il suo debutto in Nazionale Senior in un’amichevole contro l’Argentina.

Ripresa delle attività sportive: pubblicato il protocollo attuativo per il calcio giovanile e dilettantistico

A seguito della diramazione delle linee guida sulle modalità di svolgimento degli allenamenti per gli sport di squadra, contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 Maggio 2020, la FIGC e il Settore Giovanile e Scolastico pubblicano il relativo protocollo attuativo per la graduale ripresa del calcio giovanile e dilettantistico.

Il documento, predisposto dal SGS e dalla Commissione Medica della Federazione, fa riferimento all’attuale quadro normativo e a quanto fino ad ora indicato dalle Autorità, dalle Istituzioni e dalle strutture competenti e, nell’ambito della propria competenza, dispone le norme per tutelare la salute degli atleti, dei gestori degli impianti e di tutti coloro che, a qualunque titolo, frequentano i siti in cui si svolgono l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere.

Il protocollo, che rappresenta anche fonte di informazione/formazione al fine di ridurre per quanto possibile il rischio di contagio e trasmissione del virus SARS-COV-2, tanto per la salute individuale che per quella pubblica, compatibilmente con lo svolgimento delle attività specifiche del calcio nelle sue varie espressioni (calcio a cinque, beach soccer, etc.), intende pertanto fornire le indicazioni tecnico-organizzative e sanitarie per una graduale ripresa in condizione di sicurezza delle attività di base e degli allenamenti del Calcio Giovanile e Dilettantistico, relativamente ad ogni componente, categoria e settore.

Tale Protocollo si rivolge alle Società sportive affiliate che svolgono attività di base (promozionale, ludica, didattica) Giovanile e Dilettantistica e che gestiscono e utilizzano impianti e strutture sportive; agli Operatori Sportivi (atleti, allenatori, istruttori, dirigenti, medici e altri collaboratori); a genitori o tutori legali degli atleti minori, accompagnatori di atleti disabili.

Nel contesto generale di riavvio dell’attività sportiva in fase pandemica, è opportuno che il Medico competente, ove nominato, collabori con il gestore del sito sportivo/rappresentante dell’organizzazione sportiva (Società sportiva) nella attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalle Linee Guida e dai Protocolli applicativi di riferimento.

Nei casi in cui l’organizzazione sportiva/Società sportiva non abbia incaricato un Medico competente o un Medico Sociale dovrà, in ogni caso, attenersi al presente Protocollo incaricando una persona di riferimento (Tecnico Responsabile, Dirigente) per il rispetto e il controllo delle misure attuative (Delegato per l’attuazione del Protocollo), il quale dovrà comunque operare in collaborazione con un proprio Medico di riferimento.

Credit Photo: Andrea Amato

Cecilia Salvai: “Capire, provare, sbagliare, ripetere, finché non diventa un gesto automatico”.

Attraverso il suo profilo Instagram, Cecilia Salvai ha svelato le immagini del suo allenamento alla Continassa, facendo le prove generali in vista della possibile ripresa della Serie A femminile.

ceciliasalvai“Un’altra bella settimana di allenamenti è iniziata”. 💪⚽️🤩
#finoallafine #juventus #juventuswomen #allenamento #football 🍀
Le emozioni sono aumentate nel corso della settimana:
ceciliasalvai• INTERIORIZZARE •

“La mia parola d’ordine in queste settimane di lavoro, dopo tanti giorni di lontananza forzata dal campo”. 🔥
#finoallafine #juventus #JuventusWomen #liveahead #newweek #training #focus #details

Le conclusioni dopo questi giorni carichi di aspettattive verso la ripresa del campionato, mostrando la sua grinta nel voler tornare in campo.
ceciliasalvai“Capire, provare, sbagliare, ripetere, finchè non diventa un gesto automatico.

On my way”. 🔥 #Juventus #LiveAhead #JuventusWomen

Credit Photo:Pagina Instagram Cecilia Salvai

Carolina Morace scettica: “Ripartenza calcio femminile? Sarebbe una presa in giro. La Federazione deve garantire gli stessi premi a uomini e donne. Alla Juve consiglio…”

TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente l’ex allenatrice del Milan e storica leggenda del calcio femminile italiano, Carolina Morace, per parlare della possibile ripresa del campionato e non solo:

Oltre al campionato maschile, potrebbe ripartire anche quello femminile. Saresti favorevole?
“Non vedo motivi per ricominciare, li cerco in tutti i modi e non li trovo. E questa è anche l’idea degli allenatori di Serie A. Quale è il senso? Se per gli uomini c’è una ragione di natura economica, per le donne non c’è. Per il calcio femminile c’è bisogno di ripartire in sicurezza il prossimo anno, ha bisogno di investimenti sostanziali e di un progetto concreto. Perché ancora oggi non è una lega riconosciuta dalla federazione”.

Questo, in effetti, è il più grande cruccio.
“In più c’è da aggiungere che i tre più grandi campionati europei professionistici sono fermi, mentre noi continuiamo a dire di voler ripartire. Ma di che cosa stiamo parlando? Per seguire un protocollo che soltanto certe società potrebbero seguire. Poche società come la Juventus possono permettersi di allenarsi, le altre invece non hanno le strutture adatte. Francamente mi sembra tutto ridicolo, una grande presa in giro. In Italia la pallavolo e la pallacanestro femminile, che generano più entrate economiche, sono state chiuse da tempo”.

Eppure sembrava che dopo il mondiale giocato in Francia, dove le azzurre avevano ben figurato, il calcio femminile potesse essere più in discesa. E invece, sbaglio, o non è cambiato nulla?
“Il calcio femminile ha avuto successo perché c’è stato un dirigente, Michele Uva, che ha avuto un progetto. Una volta terminato si doveva partire con altro, invece non è accaduto più nulla. Se vogliamo dire una cosa giusta, la Federazione dovrebbe prevedere gli stessi premi per uomini e donne. Perché è un ente pubblico, dunque le cifre per le qualificazioni agli europei ai mondiali devono essere uguale. I club, invece, sono privati e ognuno fa la sua politica”.

Come avevi valutato la Juventus fin prima dell’interruzione?
“Quest’anno non c’è stata proprio storia, rispetto all’anno scorso dove invece fu il Milan ad essere in testa per tutto il girone d’andata. Un po’ sottotono la Fiorentina, la sensazione è che avesse trovato la quadratura nel finale ma l’inizio campionato non era all’altezza delle stagioni passate. La Juve gioca bene, è da tanti anni che le ragazze giocano insieme e si esprime molto bene. Anche se, a mio parere, complessivamente il livello in campo deve ancora aumentare. Ma finché ci sarà questo tetto salariale, è difficile che possa ottenere dei risultati rilevanti a livello europeo”.

Come mai, a tuo parere?
“Semplicemente, perché la differenza la fanno le giocatrici inglesi e quelle delle più forti nazioni. Finché non saremo competitive con il salario, è chiaro che queste ragazze non verranno mai da noi. Infatti il nostro budget, ad oggi, è per sufficiente per acquistare quelle di seconda fascia”.

Però ci sono varie indiscrezioni che parlano di una Champions femminile che si allineerebbe a quella maschile, con un girone e la possibilità di poter disputare più partite. Non credi che questo potrebbe aumentare le chances delle nostre squadre?
“Sì, però giocare qualche in partita in più non cambia il risultato in campo. Con Chelsea ed Arsenal ci sono stati almeno cinque gol di differenza, per non parlare del Lione che è la squadra migliore di tutte. Non è una questione di esperienza, per me dipende da dove attingi le tue calciatrici”.

In che modo consiglieresti la Juventus di rinforzarsi nella prossima sessione di calciomercato?
“Non basta andar di molto lontano, sto seguendo il campionato inglese e ho visto delle giocatrici forti in squadre che non sono Chelsea, Arsenal e Manchester City. Ad esempio, nel Tottenham ci sono attaccanti interessanti. Però è sempre una questione di che tipo di mercato si vorrà fare, se uno di Serie A o uno di Serie B”.

Credit Photo: Facebook Carolina Morace
 
 

Kim Little, Arsenal Women: “Sia tra le ragazze che con il personale ci siamo sostenuti a vicenda”

Kim Little, centrocampista e capitano dell’Arsenal Women, ha rilasciato un’intervista per Arsenal.com dove ha parlato del ruolo di capitano in quarantena, delle difficoltà che ha provocato e sulla sospensione del campionato.

La scozzese inizia parlando dell’importanza di essere capitano  anche fuori dal campo e soprattutto in questo periodo: “Sono capitano, ma come gruppo siamo tutti solidali l’uno con l’altro, dai giocatori allo staff, quindi siamo stati tutti quanti il più consapevoli possibile che è un momento in cui le persone possono essere vulnerabili e lottare in modi diversi perché sono lontani da casa o da soli. Potrebbero anche avere membri della famiglia che stanno lavorando in prima linea, quindi tutti ne siamo stati molto consapevoli e abbiamo cercato di sostenerci a vicenda in ogni modo possibile tramite messaggi, chiamate e interazioni “.

Passa poi a parlare della chiusura del campionato: “Ci sono state diverse discussioni nelle ultime settimane attraverso il club e la FA, e ci sono stati anche capitani che si sono incontrati con la PFA e la FA per parlarne”, ha detto Little. “Quindi sono stata coinvolta in alcune discussioni e ovviamente non c’erano decisioni prese al momento, ma c’era un sentimento tra noi su quale sarebbe stato il risultato. Quindi, ovviamente, è stato confermato all’inizio di questa settimana e alla fine, non c’è stata davvero l’opportunità di continuare con la stagione in cui c’era quella sicurezza e sapere sul posto per assicurarsi che tutti stessero bene, non solo i giocatori, ma anche il personale e la famiglia.”

Ovviamente questo lasso di tempo bloccati dalla pandemia ha destabilizzato tutti: “Non c’è nulla a cui possiamo nemmeno paragonarlo, quindi a volte è stato interessante e stimolante, ma penso che evidenzierei anche quanto siamo tutti adattabili quando le circostanze cambiano. Questo è il più grande cambiamento che ognuno di noi abbia mai visto dall’essere a metà stagione a fermarsi bruscamente, e poi essere limitato in così tanti modi da ciò che puoi e non puoi fare è davvero difficile, ma penso che davvero ha evidenziato quale grande gruppo di ragazze e personale abbiamo qui grazie al modo in cui ci siamo adattate e sostenute a vicenda.”

La non consapevolezza della situazione è stata una delle problematiche più grandi: “Questa è stata probabilmente la più grande difficoltà per tutti le giocatrici durante il blocco, avendo quella sensazione di non sapere. Ma nonostante quei pensieri, sai che devi continuare ad allenarti per rimanere in forma in modo che se ti viene chiesto di tornare, sei al livello giusto per giocare al meglio.”

Venendo a lei: “Per me, è stato un po’ diverso perché ho rinnovato la struttura e questo mi ha dato qualcosa su cui concentrarmi, quindi la mia mente non era davvero sui giochi, era sull’assicurarmi che fossi in forma e pronto a ripartire, ogni volta che può essere. Immagino che mi abbia permesso di affrontare il blocco in maniera abbastanza positiva.”

Credit Photo: Instagram Arsenal Women

Napoli femminile, Paola Di Marino difensore dal coraggio leonino

«Paola è nata con il pallone, ero io che non volevo che giocasse a calcio. Quando ha iniziato a realizzare il suo sogno, io l’ho sempre appoggiata e supportata in tutte le sue situazioni. Adesso la seguo e la seguirò sempre in tutte le sue situazioni, fisicamente e moralmente». Chi più di mamma Ritapuò conoscere il percorso sportivo e umano del difensore numero 5 del Napoli femminile.

È una roccia, in campo e non solo, la ragazza di Procida, quindi un approdo sicuro. Classe’94, Paola Di Marino torna domenica nella sua isola del cuore. Set cinematografico suggestivo e magico, che ha ospitato l’ultimo film di Massimo Troisi, «Il postino», con Philippe Noiret, sulle note eterne di Luis Bacalov. E poi «Il talento di Mr. Ripley» ed altri ancora.

«Ci sono momenti in cui il difensore non deve metterci solo la gamba ma tutto il corpo», ricorda Paola, riferendosi al suo provvidenziale intervento contro la Permac Vittorio Veneto. Salvataggio decisivo, blindando Federica Russo e frapponendosi con il suo corpo tra l’attaccante avversario e la porta, a protezione di un risultato prezioso per la classifica e la cavalcata (interrotta) verso la serie A.

In attesa di scrivere altre pagine di una storia bellissima, l’arcigno difensore azzurro sperava di riprendere il campionato e completare l’opera iniziata con la squadra di mister Giuseppe Marino. Sogni di gloria rinviati.

D’inverno difensore, d’estate cameriera. Alle comprensibili delusioni dettate dallo stop della cadetteria, si aggiungono le lecite preoccupazioni legate al lavoro nell’isola che deriva il suo nome da quello di una nutrice di Enea. Facile prevedere una reale diminuzione di presenze turistiche a Procida, causa l’emergenza pandemica da Coronavirus.

In più di una circostanza Paola Di Marino ha dato prova di coraggio, riuscendo a rialzarsi anche nei momenti difficili. Sarà così anche questa volta.

Photo Credit: Napoli Femminile

Serie A Femminile; ieri l’assemblea dei club, lunedì la decisione sulla ripresa del campionato

Si è svolta ieri l’Assemblea dei club di Serie A femminile convocata in via straordinaria dal presidente della Divisione Calcio Femminile Ludovica Mantovani per discutere della possibile ripresa del campionato. La decisione definitiva verrà presa durante il prossimo Consiglio Federale, in programma lunedì 8 giugno alle ore 12.

“Durante la lunga assemblea odierna, durata più di 4 ore, ci siamo confrontati e abbiamo ascoltato la posizione delle 12 società, che risultano estremamente articolate e differenti tra loro. La Federazione, consapevole delle difficoltà, ha confermato il proprio impegno e un supporto concreto ai club – ha dichiarato Ludovica Mantovani – si è trattato di un confronto aperto sugli scenari di un’eventuale ripartenza approfondendo tutte le tematiche di carattere sportivo, organizzativo, legale e naturalmente sanitario. Alla luce di quanto emerso, con molta responsabilità, sarà mia premura relazionare il presidente federale – intervenuto oggi per i saluti istituzionali – per metterlo in condizione di fare la sua proposta nel corso del Consiglio Federale di lunedì prossimo”.
Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Rita Guarino, Juventus Women: “Vogliamo ripartire, ma tutte le squadre vanno messe in condizione”

L’allenatrice della Juventus Women Rita Guarino ha parlato a La Repubblica della possibile ripartenza della Serie A, una ripartenza difficile poiché i 12 club sono divisi su cosa fare:

“Non vedo l’ora di tornare in campo, ma solo a patto che si decida in fretta e che tutte le squadre siano messe nelle medesime condizioni di farlo. Vorremmo conquistare il terzo Scudetto sul campo, ma ripeto solo se ci sarà parità ai nastri di un’eventuale ripartenza. Io sono una privilegiata perché alla Juventus abbiamo avuto la fortuna di poter riprendere gli allenamenti in tempi brevi, coi dovuti controlli e protocolli di sicurezza. Ma sono solo tre i club che possono permetterselo e questo lascia pensare. – continua Guarino – Bisogna fare i conti con la realtà, diverse società hanno perso sponsor in questo periodo e hanno arretrati nei pagamenti, molti non hanno le strutture per adempiere ai protocolli di sicurezza neanche per gli allenamenti individuali. Finché non si stabilisce la parità non ha senso ripartite. Fondi? Senza sostegno economico ai club non ci sono le premesse per tornare in campo, servono delle radici per tenere in piedi l’albero del calcio”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

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