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Alia Guagni si allontana da Madrid: “Il mio futuro è in viola, sia ora che dopo”

Nei giorni passati si era fatta largo una voce che riguardava la capitana della Fiorentina Alia Guagni. Secondo alcune indiscrezioni, la giocatrice viola è stata insistentemente cercata dall’Atletico Madrid. Una sirena d’allarme che aveva fatto scattare un brivido per la schiena dei tifosi viola. Brivido che, fortunatamente, ora sembra passato; perché Alia Guagni non ha alcuna intenzione di lasciare la viola.

Nel corso di una diretta Instagram col profilo della FIGC, la numero 3 viola ha avuto modo di rispondere alle domande dei tifosi. A chi le chiedeva riguardo al futuro, Guagni ha risposto secca e decisa: ” Il mio futuro lo vedo ancora con la maglia viola addosso prima in campo e poi da dirigente”. A Madrid si dovranno rassegnare. L’atleta fiorentina non ha nessuna intenzione di lasciare la squadra. La capitana ha poi aggiunto: Quando mi dicono che sono una bandiera per Firenze provo emozione e orgoglio perché è la mia città e la amo. Poterle dare qualcosa è fantastico ed essere riconosciuta come un simbolo è un grandissimo motivo di orgoglio”.

Parole al miele quelle di Alia Guagni che assestano un po’ il tifo fiorentino scosso fortemente dagli addii ormai certi di Davina Philtjens e Laura Agard. Il campionato è fermo ma a Firenze le emozioni non mancano con il mercato che sta letteralmente impazzando nel capoluogo toscano. Saranno settimane intense per chi segue e sostiene la Fiorentina Women’s.

Credit Photo: Pagina Instagram Alia Guagni

Chi è Silvia Piccini, nuova coach della Juventus Women Primavera

Un nuovo ciclo prenderà il via nella prossima stagione per la Juventus Women Primavera. Silvia Piccini sarà la nuova coach dell’Under 19 bianconera, raccogliendo l’eredità in panchina del tecnico Alessandro Spugna. 6 stagioni a Vinovo hanno fortificato l’esperienza dell’allenatore: dai Giovanissimi Regionali agli Esordienti 2^ anno, fino ad arrivare alla Primavera femminile, con la quale Spugna ha messo in bacheca due prestigiosi Tornei di Viareggio.

L’ex Torino ha chiuso una parentesi importante all’ombra della Mole, con il futuro che potrebbe portarlo ad assaggiare la sua prima avventura in Serie A femminile. L’Empoli chiama, intanto la sua U19 sarà affidata alle sapienti mani della nuova coach, che ha già vissuto da vicino la mentalità, il DNA Juve in questi anni. Poi, con la benedizione del direttore Stefano Braghin, le speranze sono ottime: «Abbiamo scelto di affidare il gruppo a Silvia perché ha talento e competenze, ma soprattutto ha dimostrato di essere un’ottima istruttrice».

Chi è Silvia Piccini: la carriera della nuova coach bianconera

Il connubio tra Silvia Piccini e il calcio inizia fin da subito, quando il sogno marchiato a fuoco nella sua mente è quello di diventare una calciatrice. La strada che intraprende, però, è un’altra, e la porta a frequentare e a laurearsiin Scienze Motorie presso l’Università di Milano. L’orientamento verso il mondo del calcio, poi, è segnato da due traguardi importanti nel suo percorso di formazione: il patentino UEFA B da allenatore nel 2015 e la licenza da Preparatore atletico professionista ottenuta l’anno seguente. Il campo, quel meraviglioso sogno cullato sin da bambina, non più vissuto correndo dietro al pallone ma istruendo, facendo crescere tanti ragazzi e ragazze con le medesime speranze nel cassetto.

È il Milan il primo trampolino di lancio della sua carriera da allenatrice, nel luglio del 2016. Alla Piccini vengono affidate le categorie Under 9 e Under 10 femminile, con le quali è in grado di svolgere un lavoro improntato sulla crescita e sull’educazione dentro e fuori dal campo. Un’esperienza che dà i suoi frutti, vista la ‘promozione’ l’anno successivo nella categoria maschile degli Under 8. Un primo morso di quella maturità da coach che la porta, presto, a sbarcare nel pianeta Juve.

Under 9 maschile al suo primo anno a Torino per Silvia Piccini, nel cui gruppo brillavano già due accecanti stelline. Cristiano Jr, figlio di CR7, e Mattia Barzagli, figlio di Andrea, facevano parte di quella rosa, in grado di togliersi dei grandi risultati nell’arco della stagione. L’anno successivo, dunque in questa stagione, la coach ha guidato l’Under 11 femminile, tornando ad allenare una categoria femminile dopo le ultime esperienze. Un’annata che le ha permesso di tracciare il cammino verso il meritato salto di qualità.

Un’allenatrice di «talento e competenze», a detta di Braghin, che contribuirà alla «crescita di una squadra giovanile attraverso il miglioramento individuale». In un’intervista a Sportdonna nel 2017, la Piccini aveva fatto capire quali fossero le sue intenzioni e i suoi obiettivi per la carriera che stava per intraprendere. «Oltre ad essere allenatrice, vorrei essere ‘un’educatrice’, poiché oltre agli aspetti tecnico-tattici, vorrei In-segnare(che significa ‘segnare dentro’) lasciando qualcosa di speciale nelle persone»: un perfetto richiamo, già all’epoca, del DNA della Juventus.

Credit Photo: Virgilio Guidotti

La Federcalcio inglese vuole completare la FA Cup all’inizio della stagione 2020/2021

È un’indiscrezione del Telegraph quella che vede la coppa nazionale inglese concludersi agli inizi della stagione 2020/2021.

La competizione era stata interrotta ai quarti di finale con Arsenal, Brighton, Everton, Leicester, Manchester City, Tottenham, Birmingham e Chelsea qualificate e pronte a giocarsi l’accesso alle semifinali.

Nonostante il campionato si stato dichiarato concluso con i verdetti ancora da decidere, la Federcalcio inglese vuole completare almeno la FA Cup, competizione di punta del movimento ed il torneo più antico del mondo (per quanto riguarda il maschile). Ovviamente se venisse approvata questa misura, l’inizio della stagione calcistica verrebbe anticipata dando alle squadre la possibilità di iniziare prima la preparazione atletica per arrivare pronte sia alla FA Cup che al campionato che inizierà subito dopo. Giocatrici che possono prendersi una pausa adesso, ricominciare ad allenarsi verso la fine di luglio e poi iniziare a metà/fine agosto la coppa nazionale.

La riforma potrebbe apparire quasi impossibile, ma, come affermato dal Telegraph,  il fatto che non sia stata fatta alcuna dichiarazione riguardo la FA Cup, e ciò ha frustrato i club coinvolti , non è un incidente. Infatti la FA, nella riunione federale di giovedì, vuole dare priorità al campionato ed i suoi verdetti quindi lasciando in sospeso la decisione riguardo la coppa nazionale. Un punto a favore del completamento della FA Cup è che mancano solamente tre turni e con pochi giorni verrebbe portata al termine.

Iñaki Mikeo lascia la guida della Federazione Calcistica Spagnola Femminile

Il principale responsabile della RFEF (Federación Española de Fútbol) Iñaki Mikeo ha lasciato la Federazione dal prossimo mese di giugno.
L’ex numero 1 del calcio femminile nella Federazione spagnola ha deciso di dedicarsi a nuovi progetti nel Paese Basco. Mikeo ha ringraziato la RFEF per la spinta data al calcio femminile e l’appoggio alla sua crescita.
La Federazione ha ringraziato e fatto i migliori auguri al dirigente nella sua nuova tappa lavorativa, segnalandone la grande professionalità.
Si apre quindi una nuova tappa per il calcio spagnolo che coincide con l’ingresso del Real Madrid nella Primera Iberdrola che potrebbe scombinare gli equilibri e portare ancora più visibilità al calcio femminile in Spagna.

Raffaele Carlino, Presidente Napoli Femminile: “Siamo partiti per vincere il campionato. È stato fatto un ottimo lavoro da parte di tutti”

Il panorama calcistico femminile in Italia possiede numerose realtà capaci di provocare emozioni che solo il calcio vero può trasmettere. Una di queste è il Napoli Calcio Femminile che con Raffaele Carlino come presidente ha raggiunto in questa stagione il primo posto del campionato cadetto aspettando la decisione in merito ai verdetti. Carlino è intervenuto sulle colonne di Tuttosport parlando della stagione finita, dei suoi sogni calcistici e del mercato della sua squadra.

Parte parlando della trepidazione per l’ufficialità dell’approdo in Serie A: “L’ufficialità della Serie A? Siamo in trepida attesa. Spero che possa essere l’8 giugno il giorno decisivo. Del resto, le ragazze lo meritano essendo arrivate al primo posto prima della chiusura.”

“Siamo partiti per vincere il campionato. È stato fatto un ottimo lavoro da parte di tutti, l’AD Tripodi, il DS D’Ingeo e l’allenatore Marino.”

Carlino passa poi ai sogni riguardo il suo Napoli: “Sono stato a visitare Vinovo perché è un modello da prendere in considerazione. Sogno di avere una struttura nostra tutta per il femminile, una sorta di Casa Napoli. La buona notizia è che potremo giocare a Napoli fin dalla prossima stagione, allo stadio Caduti di Brema grazie all’amministrazione comunale.”

“Sarebbe bello fare come Juventus-Fiorentina che hanno riempito con 40.000 persone lo Juventus Stadium a Torino, vorrei un giorno portare così tanta gente al San Paolo per una partita di calcio femminile. Mi piacerebbe giocare a Napoli la Champions in futuro e sogno che finisca lo scetticismo intorno a queste fantastiche ragazze.”

Infine conclude facendo delle riflessioni sulla sua gestione e sul tipo di calciomercato che dovranno eseguire i suoi dirigenti: “Del nostro mercato se ne occupano i nostri dirigenti. Sono un presidente che delega non uno che impone. Il nostro ds ha dimostrato di essere molto bravo a pescare talenti, ha preso questa ragazza che io chiamo Deppy perché il cognome è complicato da pronunciare (Chartzinikolaou), giovanissima e già molto forte che in Serie A può essere un’arma in più che tutti vorrebbero ma che noi vogliamo confermare. E poi serviranno quattro/cinque innesti importanti per disputare un campionato da protagonisti. Poi si sa che nel calcio serve anche fortuna.”

Credit Photo: Profilo Instagram Napoli Femminile

Federica Di Criscio, AS Roma: “Affascinata dalla Roma”. Thomas: “Tifosi incredibili”

Proseguono le videochiamate tra le calciatrici della prima squadra della Roma Femminile e quelle del settore giovanile. Dopo Elisa Bartoli, stavolta a rispondere alle domande delle giovani giocatrici, per l’occasione classe 2009, 2010 e 2011 sono state Federica Di Criscio, difensore, e Lindsey Thomas, attaccante:

Che emozione hai provato al tuo primo gol in Serie A?
Thomas: “Un’emozione grande. È stato un tiro di Bonfantini dove io ho messo la punta ed è finito in porta. Un primo gol così e così, ma sono stata molto contenta. I tifosi qui sono incredibili, quel primo gol mi ha dato tantissima fiducia”.

Qual è stata la partita più bella con la Roma e perché?
Thomas: “Ho giocato poche partite fino ad ora, perché è il primo anno qui, ma ne scelgo due: il 2-2 contro la Fiorentina in casa, dove abbiamo messo tanta qualità per raggiungere il risultato e la vittoria contro l’Empoli, fuori casa, finita 2-1 per noi. Era una partita importante che siamo riuscite a vincere”.

Che emozione hai provato quando sei stata contattata dalla Roma?
Di Criscio: “Quando sono venuta a Roma venivo da un anno un po’ particolare a Brescia. È stata una chiamata inaspettata, nella mia testa non avevo intenzione di spostarmi di nuovo lontano da casa. Poi sono venuta a Roma, ho visto Trigoria, sono stata con la società e mi sono lasciata affascinare dal mondo giallorosso e ho accettato la proposta”.

Con quale mister di sei trovata meglio e perché?
Di Criscio: Diciamo che con Betty (Bavagnoli, ndr) in questi due anni ho riscoperto l’allenatore donna, perché ho sempre avuto allenatori uomini. Ho scoperto modi diversi, modi differenti che mi piacciono e mi hanno fatto trovare molto bene, anche se negli anni ho sempre avuto allenatori maschi. Diciamo che il rapporto giocatore allenatore è differente, perché la donna capisce delle dinamiche un po’ prima. Ogni allenatore ti può dare qualcosa in più. Da ognuno si apprende e si impara”.

https://twitter.com/ASRomaFemminile/status/1268128959536992256

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Hope Powell, Brighton: “Le parole di Neville mi hanno delusa, come successore vorrei Jill Ellis”

Sentire denigrare un ruolo di cui sei stata uno dei massimi rappresentati non è mai una cosa felice e sicuramente non fa piacere. Ed è ciò che è successo ad Hope Powell. Ma bisogna fare il punto della situazione.

L’ex giocatore del Manchester United e ct dimissionario della Nazionale inglese Phil Neville pochi giorni fa ha rilasciato a Bein Sport delle dichiarazioni al veleno verso la posizione di ct di una qualsiasi nazionale definendola “frustrante per un 42enne” per poi affermare che il suo intento era fin da subito quello di lasciare la Nazionale dopo tre anni per poi andare a lavorare per un club. Parole che non hanno fatto piacere allo staff ed alla dirigenza delle ragazze di Sua Maestà con gli appassionati inglesi di questo sport che hanno storto il naso sentendo certe cose

La prima ad evidenziare il suo disappunto sulla questione è stata Hope Powell, attuale allenatrice del Brighton & Hove e storica ct della Nazionale inglese. Powell con le Leonesse ha scritto un vero pezzo di storia del movimento femminile in Inghilterra guidando la selezione nazionale dal 1998 al 2013 e vincendo l’argento agli Europei del 2009 con due Cyprus Cup e la storica partecipazione alle Olimpiadi del 2012. Ovviamente l’allenatrice ha dichiarato a Sky Sport EN di aver trovato le parole di Neville “un po’ deludenti”.

L’argomento poi si sposta sulla comprensione delle sensazioni di Neville che però non mostra alcuna sorpresa riguardo i suoi commenti: “No, non lo so. Penso che se ho letto correttamente, si trattava solo di lui che stava facendo esperienza per poi occuparsi della gestione quotidiana, che posso solo immaginare e supporre che stesse parlando di un club maschile. Ho pensato che fosse un po ‘deludente. Penso che chiunque entri in un ruolo voglia desiderare di vincere qualcosa, voler fare il miglior lavoro il più a lungo possibile e finire davvero in alto. Sono stata sorpresa dai suoi commenti? No.”

Poi Powell continua parlando del successore dell’ex Red Devils: “Penso che la cosa più importante, andando avanti, sia che è qualcuno che ha esperienza del gioco femminile. Deve essere una femmina? La mia preferenza sarebbe sì. Penso che invii davvero un messaggio positivo ad altre donne che si sforzano di diventare allenatori nel gioco e sarebbe un buon modello per le generazioni future.”

Parlando francamente Powell ha proposto la due volte campionessa del mondo Jill Ellis, ex allenatrice della selezione nazionale statunitense, che ha dato le sue dimissioni restando all’interno dell’universo USWNT solo come ambasciatrice: “È importante per me che qualcuno vada in quel ruolo con il pedigree, la conoscenza del calcio femminile e la comprensione delle donne. Spero che sarà una donna.  “Penso che il primo classificato, in tutta onestà, sia Jill Ellis. Ha il pedigree, la comprensione del calcio internazionale e sa come vincere.”

Primera Divisiòn: Lluis Cortès rinnova con il Barcellona

Dopo la vittoria del campionato sulla panchina blaugrana, mister Cortès è stato confermato come allenatore del Barcellona per un’ulteriore stagione.

Il progetto di Lluís Cortés ha convinto la dirigenza catalana ad appoggiare la sua visione di gioco e la sua gestione della squadra. Il suo gioco moderno, basato sull’impostazione dal basso, su verticalizzazioni frequenti e sulla fluidità dei passaggi formando una rete inscalfibile a centrocampo rispecchia in piena la filosofia di gioco del Barcelona Femenì.

Cortès si è detto felice ed entusiasta di continuare questa sua esperienza: “Sono molto felice di condividere la magnifica notizia che continueremo a guidare questo progetto . È stato un anno diverso, un po’ strano, ma pieno di successi. Siamo riusciti a vincere tutte e tre le competizioni e speriamo di continuare a raggiungere successi nella prossima stagione. Possiamo promettervi che continueremo a lavorare molto duramente, che continueremo a spingerci al massimo per poter portare questo club dove vogliamo”

L’allenatore, catalano di nascita, da quando ha preso la guida del Barcellona, dopo l’esonero di Fran Sanchez di cui Cortès era l’assistente, è arrivato secondo nella finale di UWCL del 2019 per poi andare a fare il triplete nazionale con la Supercoppa spagnola, la Coppa Catalunya ed il titolo nazionale.  La squadra catalana si trova ancora in corsa per la Champions League con un quarto di finale al cardiopalma contro l’Atletico Madrid ed anche nella coppa nazionale nella semifinale contro il Siviglia.

Credit Photo: Sito Barcellona

Aria di rinnovo in casa PSG: Arianna Criscione e Luana Bertolucci Paixao rinnovano fino al 2021

Inizia a formarsi il nuovo Paris Saint Germain confermando pilastri del proprio spogliatoio.

La prima è Arianna Criscione, portiere italo-americana che in questa stagione ha fatto il terzo portiere dietro alla Edler ed alla Kiedrzynek. Criscione è un portiere dalla grande esperienza e pluripremiato; su tutti l’esperienza alla Torres con cui ha vinto la maggior parte dei suoi titoli (tre scudetti, una Coppa Italia e quattro Supercoppe). Dopo la Torres per lei arrivano esperienze europee al Twente, dove vincerà un campionato ed una coppa nazionale, ed al Saint Etienne. Dopo la permanenza al Saint-Malo per due stagioni, nell’estate scorsa viene chiamata dal PSG. Giocatrice che era entrata anche nel giro delle Nazionale italiana quando l’allora ct Antonio Cabrini la convoca per gli Europei del 2013 e la Cyprus Cup dell’anno dopo.

La seconda è Luana Bertolucci Paixao, centrocampista brasiliana classe 93. Agli inizi della sua carriera aveva sorpreso tutti dato l’alto livello delle sue capacità tecniche attirando su di lei gli occhi di tutto il mondo. Giocatrice che non ha retto queste aspettative e negli anni è andata a calare a livello di prestazioni. Dopo le giovanili nelle squadre brasiliane, Luana tenta la fortuna all’Avaldsnes, club norvegese, dove in quattro stagioni non ha propriamente lasciato in segno e viene ceduta al Hwacheon KSPO, squadra sudcoreana, per poi essere subito presa dalla squadra parigina come rinforzo peri il centrocampo.

Credit Photo: Profilo Instagram Luana Bertolucci

Napoli Femminile: 28 protagoniste di questa splendida stagione

Salutiamo il mese di Maggio con un numero che può apparire casuale: 28. Tante sono state le ragazze che dopo il test match con il Venezuela di venerdì 6 marzo hanno fatto ritorno a casa per quella che doveva essere solo la sosta per gli impegni delle nazionali.

La pandemia ha impedito a chi ha lasciato Napoli di tornarci, ma adesso molte delle nostre ragazze stanno per rientrare a “casa” perché tale è diventata Napoli per loro. Ed allora, in attesa che il Consiglio Federale si pronunci sull’esito del campionato di B, noi del Napoli Femminile salutiamo tutte le 28 protagoniste di questa splendida stagione. C’è chi è venuta da lontano, da lontanissimo, come Pato o come Selma, chi come Azzurra, Benedetta o Emanuela – solo per citare alcune delle nostre “scugnizze” – ha difeso invece la maglia con i colori della propria città, c’è chi ha giocato sempre e chi ha giocato poco o niente ma tutte si sono sempre allenate come se la domenica toccasse a loro – e questo ha fatto tutta la differenza del mondo. Dietro le ragazze uno staff variegato, tra campo e scrivanie, magazzino ed uffici, infermeria e segreteria. Non abbiamo potuto salutarci – magari lo faremo presto – e questo ci dispiace perché avremmo voluto farlo solo compiuta l’opera e come si conviene ad una vera famiglia. Mettiamola così, come ha detto di recente una nostra calciatrice: “Non è finita come speravamo, o almeno non ancora…”.

Nella foto, l’undici che è sceso in campo in casa della Lazio: quel giorno abbiamo capito per davvero dove saremmo potute arrivare.

Photo Credit: Napoli Femminile

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