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11 mamme-atlete d’ispirazione che ci dimostrano che tutto è possibile

Bilanciare la maternità con una carriera può essere molto difficile, soprattutto se la carriera è una carriera da atleta. Tuttavia, esistono molte atlete australiane di spicco che riescono ad ottenere ottimi risultati!

DAISY PEARCE, BRITTANY GIBSON ED ERIN PHILIPS, FOOTBALL AMERICANO
Daisy Pearce, giocatrice del Melbourne Football Club, è madre di due gemelli di 14 mesi: Sylvie e Roy. La tre volte miglior capitano tra le giocatrici in AFLW è anche un’ostetrica.
La sua rivale Brittany Gibson, del North Melbourne, è mamma di un bambino di 19 mesi di nome Henry. E spera che un giorno anche Henry indosserà la maglia bianco-blu (probabilmente nel 2036). Infine Erin Philips, ora vice allenatrice, è madre di tre figli. L’ex-Adelaide ha accolto i gemelli Brooklyn e Blake nel 2016 e il  terzo figlio Drew nel 2019.

JESSIE RASSCHAERT E MELISSA BARBIERI, CALCIO
Jessie Rasschaert, difensore del Canberra United, ha fatto il suo debutto nella W-League in questa stagione all’età di 32 anni. E lo ha fatto due anni dopo la nascita del figlio Tristan. Lei e la moglie Jenna hanno inoltre avuto un altro bambino all’inizio di quest’anno.
Melissa Barber, ex capitano delle Matildas e attuale vice-portiere del Melbourne City, mescola calcio e maternità già dal 2013. La veterana di tre coppe del mondo è madre della piccola Holly.

EMILEE CHERRY E HILISHA SAMOA, RUGBY
Emilee Cherry, medaglia d’oro di rugby nelle Olimpiadi di Rio 2016, ha dato alla luce la figlia Alice 11 mesi fa. Ed è tornata alla 7s world series (torneo mondiale di rugby femminile) a gennaio. Cherry si sta allenando duramente con la speranza di entrare a far parte della squadra olimpica per Tokyo 2021.
Hilisha Samoa dei Wallaroos (squadra di rugby australiana) è madre di  ben cinque figli. Sì, avete letto bene, cinque! La due volte partecipante ai Mondiali ha continuato la sua carriera di rugby mentre era mamma di Lennox, 13, Evander, 8, Apollo, 3, Monica, 21 mesi e l’ultima arrivata Licia, 6 mesi.

JODIE KENNY E AMELIA MATHESON, HOCKEY
Jodie Kenny, difensore per le Hockeyroos (nazionale di hockey su prato dell’Australia) e degli Scorchers (squadra del Queensland), è due volte campionessa olimpionica e medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth. Il co-capitano delle Hockeyroos è mamma del giovane Harrison, 2 anni. Amelia Matheson, membro delle Mighty Jills (nazionale femminile di hockey su ghiaccio), ha vinto la più recente Grand Final del 2020 con la sua squadra: le Sydney Sirens. Matheson è anche mamma della tredicenne Mikayla.

ELOISE WELLINGS E JESSICA STENSON, ATLETICA
Jessica Stenson, due volte maratoneta olimpica e due volte maratoneta di bronzo ai Giochi del Commonwealth. Ha dato alla luce il figlio Billy lo scorso novembre e si sta allenando per tornare alle Olimpiadi di Tokyo 2021. Eloise Wellings, corritrice di lunga distanza, ha rappresentato l’Australia ai Giochi Olimpici del 2012 e del 2016 e ha partecipato agli ultimi quattro Giochi del Commonwealth. E’ mamma di due figli e si sta allenando duramente nella speranza, anche per lei, di poter partecipare alle Olimpiadi della prossima estate.

LAURA GEITZ E APRILE BRANDLEY, BASKET
Aprile Brandley, ha iniziato la sua carriera sportiva come giocatrice di netball (sport di squadra simile alla pallacanestro) nel Galles del Sud. Ora gioca nella Collingwood Basket Association, nella quale ha debuttato nel 2013, vincendo una Coppa del Mondo nel 2019. Brandley ha dato alla luce suo figlio Clay James questo febbraio. Laura Geitz, l’ex leggenda australiana dei Diamonds e dei Queensland Firebirds, ha dato il benvenuto al figlio Barney nel 2017. La capitana vincitrice dell’oro agli ultimi Giochi del Commonwealth è tornata a giocare per un ultimo anno prima di ritirarsi definitivamente dallo sport nel 2019.

Photo Credit: thewomensgame.com

Il cammino nelle qualificazioni europee ripartirà a settembre contro Israele e Bosnia Erzegovina

Dopo aver ufficializzato lo slittamento di un anno del Campionato Europeo, che si disputerà in Inghilterra dal 6 al 31 luglio 2022, la UEFA ha reso note le date dei prossimi incontri della Nazionale Femminile validi per il Gruppo B delle qualificazioni europee.

Il cammino delle Azzurre riprenderà il 17 settembre, quando ospiteranno Israele, per poi far visita il 22 settembre alla Bosnia Erzegovina. Due gare che si sarebbero dovute disputare rispettivamente lo scorso 10 aprile a Udine e il 14 aprile a Zenica, prima del rinvio resosi necessario a causa della diffusione del Covid-19. Sono state fissate anche le date degli ultimi due match del girone con la Danimarca, con l’Italia che ospiterà il 27 ottobre le danesi per poi affrontarle in trasferta il prossimo 1° dicembre.

La Nazionale di Milena Bertolini è attualmente al comando del gruppo B a punteggio pieno grazie ai sei successi conquistati nelle prime sei partite del girone contro Israele, Bosnia Erzegovina, Georgia e Malta, quest’ultime due già affrontate sia nella gara di andata che di ritorno.

Il calendario del Gruppo B

17 settembre 2020: Bosnia Erzegovina-Danimarca
17 settembre 2020: ITALIA-Israele
22 settembre 2020: Malta-Danimarca
22 settembre 2020: Bosnia Erzegovina-ITALIA
22 settembre 2020: Georgia-Israele
21 ottobre 2020: Danimarca-Israele
27 ottobre 2020: ITALIA-Danimarca
26 novembre 2020: Georgia-Malta
1° dicembre 2020: Israele-Malta
1° dicembre 2020: Danimarca-ITALIA
1° dicembre 2020: Georgia-Bosnia Erzegovina

Classifica: ITALIA 18 punti (gare disputate 6), Danimarca 15 (5), Bosnia Erzegovina 15 (7), Israele 4 (6), Malta 4 (7), Georgia 0 (7)

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Luca De Guglielmi, coach Genoa Femminile: “Stagione finita, ma l’affetto per voi è infinito”

Luca De Guglielmi, tecnico della prima squadra femminile del Genoa, ha espresso sui social tutte le proprie emozioni sulla stagione sportiva smorzata dall’emergenza sanitaria causata dal covid-19.

Ecco le parole dedicate alle proprie ragazze:
«Stagione finita, campionato finito, tutto finito ma l’affetto per voi è INFINITO.
Vi ho già scritto personalmente il mio pensiero, ma voglio dire a tutti che questo gruppo è composto da ragazze vere, a cui devo tutto e che ha onorato fino all’ultimo secondo della ultima partita disputata lo stemma che portano sul petto. Hanno sudato la maglia, hanno sputato sangue, hanno lottato come delle guerriere.
Questo è l’essere Genoano, è quello che noi chiediamo e non è facile metterlo in pratica sei volte a settimana. Quest’anno voi lo avete fatto da agosto.
Grazie RAGAZZE
».

In settima ci sarà il verdetto federale sulle promozioni e retrocessioni, che per la LND devono basarsi sulla classifica dell’ ultima giornata disputata, in virtù di questo il Genoa merita di salire direttamente in serie C.

Credit Photo:Pagina Instagram Genoa Calcio Femminile

Cristiana Capotondi, vicepresidente Lega Pro: “Spero di vedere sempre più donne candidate a ruoli politici nel mondo dello sport”

Cristiana Capotondi, attrice e vice presidente della Lega Pro, è una delle tante donne che stanno entrando nel mondo dello sport a tutti gli effetti andando a ricoprire ruoli importanti. Lei, grande appassionata di calcio, nel 2018 diventa vice presidente della terza serie calcistica maschile italiana ed abbiamo avuto il piacere di poterla intervistare in esclusiva.

Ciao Cristiana, con ancora il preconcetto del calcio come sport prettamente maschile ben radicato nella nostra società, l’entrata nel mondo calcistico da parte di una donna nella maggior parte dei casi è visto ancora come un fattore negativo, specie se in ruoli dirigenziali come il suo.
Come ha combattuto questi pregiudizi se ne è stata vittima?

“Onestamente non sono stata vittima di pregiudizi legati al sesso ma di simpatiche schermaglie che, prendendo in prestito il lessico militare, potremmo annoverare nel nonnismo. In ogni caso, fatti di poco conto che non mi hanno certo “intimorita”. Oggi nelle Leghe così come nelle Federazioni ci sono molte donne, gli uomini stanno apprezzando sempre di più il lavoro femminile e questo mi piace molto. Poi, spero di vedere sempre più donne candidate a ruoli politici nel mondo dello sport. Noi donne siamo ancora in cammino, c’è molto da fare ma la strada è tracciata.”

La Lega Pro sta negli anni acquisendo sempre più popolarità e più fascino essendo visto come il calcio più vicino al popolo a livello professionistico.
Tutto ciò grazie ad una serie di provvedimenti messi in atto dalla giurisdizione Ghirelli di cui lei fa parte. Quali sono i valori principali su cui si fonda lo sviluppo di questo campionato?
“Le riforme sono andate in due direzioni: tenere lontani dalle proprietà dei nostri club personaggi poco raccomandabili e costituirci come la Lega della formazione calcistica con la nuova politica sul minutaggio. Il tutto senza rinunciare alla qualità del torneo. I nostri valori oggi sono scritti in una carta etica. Tra i tanti valori che ci rappresentano a me piace pensare che l’umiltà sia uno tra i più importanti.”

Inoltre lei ha una delega speciale per il settore giovanile e scolastico.
Quanto è importante già in un’età giovanissima introdurre i ragazzini e le ragazzine nel mondo dello sport? E quali benefici potrebbe portare in futuro?
“Lo sport è uno straordinario strumento di formazione. Come Lega Pro gestiamo, in modo diretto coi nostri club e indirettamente con delle società affiliate, circa quindici mila giovani tra i 6 e i 19 anni. I nostri tecnici sono a tutti gli effetti dei formatori che sentono questa responsabilità sociale forse ancor più di quella tecnica. Lo sport allena alla socialità, al rispetto dell’altro, all’essere testimoni gioiosi del talento altrui, alla crescita delle proprie capacità, alla consapevolezza che per ottenere dei risultati ci vuole impegno, sacrificio e sudore.”

Oltre a ricoprire un ruolo importante per il calcio italiano, è anche una tifosa sfegatata della Roma.
Come si è avvicinata al mondo del calcio?

“Sono una tifosa della Lega Pro, anzitutto. Questa Lega mi ha fatto innamorare del suo calcio (è molto duro e competitivo…) e delle storie bellissime che attraversano questi club, con imprenditori mossi da grande passione. L’amore per il calcio è un’eredità di mio nonno paterno. Non ha avuto nipoti maschi…e così condividere con lui questa passione è toccato a me. Gliene sono grata. “

Con gli Europei di calcio femminile in Inghilterra spostati nel 2022, il calcio in rosa si è ritagliato il suo spazio nel calendario calcistico.
Crede che possa portare dei vantaggi al movimento calcistico femminile?
E dove crede possa arrivare la nostra Nazionale?
La nostra Nazionale sta crescendo molto in qualità tecnica, gioco e notorietà. È un momento molto buono che le nostre ragazze sapranno massimizzare perché la donna ha la forza di far crescere le cose con pazienza e sacrificio. Sono orgogliosa della nostra nazionale. Non vedo l’ora di vederle tornare in campo.”

Con l’ultimo Mondiale, il calcio femminile italiano ha toccato il cielo con un dito affermando questo sport anche nel nostro Paese, ma proprio perché è esploso tardi qui da noi siamo rimasti indietro rispetto agli altri Paesi europei.
Cosa servirebbe per colmare questo gap?
Servirebbero più tesserate, dunque una campagna di “chiamata al calcio” per le ragazzine e poi servirebbero anche sostegni alla base del sistema calcio. La LND e la Lega Pro sul territorio possono svolgere un grande lavoro di recruting e formazione per lo sviluppo del movimento affinché nei club femminili di Serie A giochino più italiane possibili. Certamente le grandi squadre hanno accelerato un processo già iniziato dal basso, dobbiamo essere grati a tanti club che hanno scelto di investire nel movimento femminile, accendendo un grande riflettore sulle ragazze!”

In Italia sei soprattutto conosciuta per la tua straordinaria carriera da attrice con capolavori come “Notte prima degli esami” e “La mafia uccide solo d’estate”. Come fa a coniugare sia la vita da attrice che quella da vicepresidente ?
Sono fortunata perché entrambi i lavori prevedono momenti più intensi e momenti meno intensi e questo mi consente di fare entrambe le cose con grande cura.

Com’è Cristiana Capotondi fuori dai set cinematografici e fuori dagli uffici della Lega?
Sono un’appassionata di cinema e di calcio, mi dedico molto alla mia associazione culturale e ai miei affetti. Amo molto il mare, sono una velista.”

Concludendo, quali sono i suoi progetti futuri?
“Tornerò sul set appena potremmo ripartire. Interpreterò la storia di una donna forte che è riuscita a fare della sua stessa vita un’opera di conciliazione. In questa epoca di divisioni e contrasti mi sembra un bellissimo messaggio!!”

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Cristiana Capotondi e la Lega Pro per la loro disponiblità.

Emanuela Schioppo, Napoli femminile: “Ci meritiamo la Serie A… vi svelo a chi mi ispiro tra gli uomini”

Emanuela Schioppo, giocatrice del Napoli femminile, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di MondoNapoli. La bandiera azzurra è stata protagonista della promozione dalla serie C alla serie B di 1 anno fa e quest’anno ha sfiorato la Serie A con la maglia del club partenopeo:

Emanuela, come stai vivendo questo periodo?
“Ora molto meglio. Sono stati mesi difficili per tutti, non è semplice stravolgere la vita e le abitudini e riprogrammarla. Per fortuna sembra andar meglio e ovviamente la speranza è che si possa tornare alla normalità il prima possibile.”

Come è nata la passione per il calcio?
“La mia passione è nata da piccolissima, quando già all’eta di 3-4 anni avevo un pallone tra i piedi, piuttosto che giocare con bambole e giocattoli. È una passione innata, non l’ho scelta io, ma è lei che ha scelto me”.

Cosa hai provato all’esordio in Serie A?
“L’anno di serie A è stato un anno bellissimo. Ho tanti ricordi legati a quei momenti. Esordire sicuramente è uno di questi. Ricordo bene però che non è stato un esordio bellissimo perché mi infortunai al ginocchio e mi costrinse ad uscire dal campo e starne fuori per un bel po. Ma anche questo fa parte del gioco. Era un a Napoli-Perugia giocato al Collana”.

Come ti trovi al Napoli Femminile?
“Napoli è la mia città, è la mia squadra, è la mia seconda pelle. Mi sento napoletana in tutto e per tutto. Non ho termini di paragone perché Napoli è stata la mia unica società e mi sono trovata sempre bene. Ho trascorso 12 anni qui e penso di essere ad oggi una calciatrice che insieme ad altre ha costruito in piccola parte la storia del Napoli calcisticamente parlando”.

Siete prime in classifica, vi meritate la Serie A?
“Siamo prime e penso che meritiamo la A per i tanti sacrifici che abbiamo fatto e L’impegno che abbiamo messo in ogni partita. Abbiamo vinto gli scontri diretti e sono convinta che se il campionato non si fosse fermato, avremo fatto benissimo anche nella parte finale di campionato. Sicuramente sarebbe stato diverso vincere sul campo, ma in ogni caso la vittoria è meritata”.

Il giocatore che ha ispirato le tue caratteristiche?
“Non ho mai avuto un giocatore a cui ispirarmi anche perché nel corso della carriera ho cambiato diversi ruoli, e forse proprio per questo, posso dire che mi hanno associato a Zambrotta che da attaccante quale era ha poi ricoperto il ruolo di terzino, ruolo che ho ricoperto per 6 anni prima di adesso che sono un difensore centrale”.

Il gol più bello?
“A livello emozionale è stato sicuramente il primo gol in campionato con la maglia del Napoli. Non è nelle mie caratteristiche tirare e segnare da lontano, ma in quella partita superato il centrocampo mi rimbalzo davanti una palla ed io senza pensarci due volte tirai a volo. Pensavo di averla mandata in tribuna, ed invece pian piano quella palla prese una traiettoria assurda… gol, senza nemmeno accorgermene”.

Il calcio femminile a Napoli è in crescita, lo notate anche fuori dal campo?
“Il calcio femminile è in forte crescita a Napoli ma non solo. Dopo i mondiali in estate c’è stato sicuramente un forte “boom” che sembrava crescere sempre più. Purtroppo la pandemia ha bloccato tutto ciò è ad oggi non sappiamo come il movimento calcistico femminile possa reagire; la nostra speranza è che non si fermi ma che continui a crescere sempre di più”.

Credit Photo: Napoli Femminile

Katia Serra, AIC: «Lavoriamo ad un protocollo per il calcio femminile»

Katia Serra, ex calciatrice e attualmente membro AIC (Associazione Italiana Calciatori), parla della situazione del calcio femminile e delle problematiche sorte in relazione alla possibile ripresa. Le sue parole in esclusiva a Calcionews24.com.

La decisione della Figc ha lasciato aperto uno spiraglio per la ripresa della Serie A femminile. Secondo lei si ripartirà?
«Sono favorevole alla ripartenza del campionato. Per riuscirci, si sta lavorando per risolvere le difficoltà esistenti».

Sara Gama ha chiesto un protocollo ad hoc per la Serie A femminile. La vede una soluzione possibile?
«Sì, e me lo auspico perché e ciò che abbiamo richiesto da tempo e, da ieri, la condivisone per scriverlo. Da stamattina, il Dottor Della Frera, nostro consulente medico, è in contatto con la Dottoressa Giannini, consulente per la Divisione Calcio Femminile».

I club più piccoli potrebbero avere difficoltà nell’organizzazione degli allenamenti in totale sicurezza. Qual è la posizione dell’Aic?
«La posizione è nota. Come dai comunicati del nostro Direttivo AIC e dai verbali delle riunioni, chiediamo che siano dati contributi ai club, soprattutto ai più in difficoltà, per permettere alle giocatrici di ritornare ad allenarsi. Le ragazze sono un patrimonio di tutto il calcio italiano e, restare altri mesi ferme, influirà negativamente sul proseguimento della loro carriera».

Alia Guagni è stata chiara: servono aiuti per i club da parte del Governo e della Figc. Secondo lei arriveranno?
«Sì, e abbiamo chiesto che siano sia a tutela della sicurezza, che dei rimborsi di calciatrici e staff».

La decisione di provare a concludere il campionato è un ulteriore passo in avanti verso il professionismo?
«Sì e da mesi dichiaro che dalle difficoltà possono nascere delle opportunità. Con visione, competenze e strategia c’è la possibilità. Serve una volontà comune e determinata».

Il Ministro Spadafora ha aperto al professionismo. L’interesse delle più alte personalità del mondo dello sport porterà al raggiungimento di questo traguardo?
«Esporsi pubblicamente significa “prendersi un impegno”. Il Ministro conosce le esigenze delle calciatrice e del movimento, siamo a disposizione, se lo riterrà, per supportarlo nella realizzazione dell’obiettivo».
 

Credit Photo: Facebook Katia Serra

FIFA e FIFPRO: collaborazione per il supporto e sviluppo del calcio femminile

FIFA e FIFPRO hanno concordato di collaborare per accelerare lo sviluppo del calcio femminile professionistico e mitigare l’impatto della pandemia di coronavirus.
Durante una videoconferenza di 90 minuti, FIFPRO ha condiviso il report Raising Our Game, che illustra ampiamente i recenti progressi nel gioco femminile, come dimostrato alla FIFA Women’s World Cup France 2019™, e formula raccomandazioni per ottenere un’ulteriore crescita rafforzare le condizioni delle giocatrici.

Raising Our Game cerca un percorso sostenibile per le giocatrici di tutto il mondo per beneficiare di standard migliori, consentendo loro di raggiungere il loro pieno potenziale e giocare a livello competitivo per la propria squadra o squadra nazionale.
In qualità di rappresentante internazionale di calciatori professionisti, FIFPRO sta lavorando a questi miglioramenti per le giocatrici insieme alla sua rete di sindacati nazionali e al FIFPRO Global Player Council.

Basandosi sullo slancio e sull’interesse senza precedenti della FIFA Women’s World Cup dell’anno scorso in Francia, la FIFA sta attualmente investendo in una serie di programmi per far crescere e sviluppare il gioco femminile dentro e fuori dal campo.
Nell’ambito del miliardo di dollari che sarà investito dalla FIFA nel calcio femminile tra il 2019 e il 2022, questi programmi mireranno a sviluppare una serie di settori nel calcio femminile, tra cui competizioni, rafforzamento delle capacità, governance e leadership, professionalizzazione e sviluppo tecnico .

Riconoscendo l’impatto della pandemia COVID-19 sul gioco femminile, la FIFA sta attualmente lavorando per fornire ulteriore assistenza al calcio femminile come parte di una valutazione in corso sull’impatto finanziario della pandemia sulla più ampia comunità calcistica.
Sia la FIFA che la FIFPRO hanno concordato di lavorare insieme per sostenere e rafforzare il calcio femminile durante questo periodo difficile e oltre, con discussioni in corso programmate per coprire molti argomenti, tra cui le condizioni di giocatrici, competizioni e calendario delle partite internazionali femminili.

Sarai Bareman, Chief Football Officer della FIFA, ha dichiarato:
“In questo momento difficile per il calcio e molte industrie in tutto il mondo, queste discussioni con FIFPRO rappresentano un passo positivo verso la garanzia che il supporto e l’assistenza giusti siano disponibili per le giocatrice professioniste a tutti i livelli del calcio femminile e per continuare gli sforzi continui per crescere ulteriormente e sviluppare il calcio femminile in tutto il mondo. Insieme alle principali parti interessate del calcio, comprese le confederazioni e le federazioni associate, non vediamo l’ora di continuare le discussioni con FIFPRO al fine di superare le attuali sfide del calcio femminile“.

Amanda Vandervort, Chief Football Officer della FIFPRO, ha dichiarato:
“Siamo lieti di aver rapidamente stabilito un programma di lavoro con la FIFA a seguito della pubblicazione di Raising Our Game e siamo entusiasti di continuare a lavorare per conto dei giocatori e dei loro rappresentanti sindacali per continuare a migliorare il calcio femminile attraverso una serie globale di standard lavorativi. Il coronavirus presenta nuove sfide per il calcio femminile e per i giocatori stessi, e il modo migliore per affrontarli è con una visione forte e unita“.

Credit Photo: Pagina Facebook di FIFA Women’s World Cup

La Sicula Leonzio Women chiude la stagione e si proietta al futuro; Massimiliano Borbone: “Il nostro cammino non si ferma”

La Serie C femminile ha chiuso definitivamente i battenti della stagione 2019/2020 qualche giorno fa, quando il Consiglio Federale ha decretato la conclusione di tutti i campionati collegati alla galassia del calcio dilettantistico a causa dell’emergenza Covid-19.

In casa Sicula Leonzio Women, dunque, è tempo di bilanci a margine di una stagione conclusa prima del previsto ma con ampia soddisfazione ed una progettualità da parte del club già proiettata verso il futuro a medio e lungo termine, come conferma il Responsabile del Settore Giovanile e femminileMassimiliano Borbone“Per noi era la prima esperienza nel mondo femminile ed è stata molto positiva. Abbiamo conosciuto un settore in grande espansione, soprattutto dopo la spinta del mondiale dello scorso anno, ottenendo risultati al di là delle più rosee aspettative con un gruppo molto giovane. Lo stop ai tornei ce lo aspettavamo. Ogni giorno ci rendiamo conto che riprendere i campionati è sempre più complicato. Useremo questo periodo per programmare il futuro. La proprietà ci ha sempre trasmesso lo stimolo ad andare sempre avanti senza guardare indietro.  Aspettiamo indicazioni precise sui campionati da affrontare.

Il nostro cammino di certo non si ferma: lo staff tecnico e le ragazze sono ormai parte della famiglia e su di loro costruiremo il futuro. Sappiamo che per un gruppo giovane è sempre possibile migliorare ma anche che la crescita può spesso presentare delle difficoltà naturali. Questo non sarà mai un problema, perché società e staff tecnico sono sempre presenti e pronti a supportare la squadra. È molto bello vedere l’entusiasmo delle ragazze ed anche quello dei tifosi bianconeri nei loro confronti.  Il lentinese è sempre molto vicino ed attento a quello che succede all’interno della società. Lo ha testimoniato la gara disputata a dicembre al “Sicula Trasporti Stadium”, quando l’affetto del pubblico nei confronti della squadra è stato immediato e lampante”.

Grandi le gioie regalate dalle ragazze allenate da mister Giuseppe Scuto, che hanno rappresentato la compagine con la media età più bassa nei quattro gironi della Serie C femminile e sicuramente la sorpresa del Gruppo D. Il tecnico bianconero sottolinea la costante crescita tecnica collettiva e le ottime indicazioni arrivate dal settore giovanile: “E’ stata una stagione positiva. Abbiamo messo in campo un gruppo veramente molto giovane ed in crescita continua. Dobbiamo considerare che in rosa abbiamo diverse 14enni al debutto, come Costanza Pennisi, Viola Orlando ma anche Cassandra Agati che già lo scorso anno aveva giocato. Ad inizio campionato avevamo stabilito la salvezza come primo obiettivo, ma sostanzialmente non è mai stata in discussione. Con un po’ d’esperienza avremmo potuto toglierci ulteriori soddisfazioni, ma va bene così. Sono stati mesi di crescita costante, aiutata dall’entusiasmo di un gruppo giovane. Le ragazze, nonostante lo stop, hanno continuato ad allenarsi individualmente tre o quattro volte la settimana. Mi inviano report costanti: il loro entusiasmo è palpabile e non vedono l’ora di tornare in campo. Attendiamo, in tal senso, le linee guida della Federazione.  Grandi soddisfazioni ce le ha regalate anche l’Under 15. Peccato, invece, per l’Under 12, che non ha potuto debuttare: abbiamo tanti prospetti interessanti in quella fascia. Quest’anno siamo riusciti a lavorare bene proprio grazie alla società che non ci ha fatto mancare nulla. Dobbiamo ringraziare tutti, dal Presidente Leonardi al direttore Borbone al segretario Parisi fino a Martina Costa. Un ambiente sereno, familiare dove fare bene è quasi naturale”.

Credit Photo: Sicula Leonzio Women

Cecilia Salvai, Juventus Women: «Ripartenza? Nessun protocollo più blando»

Cecilia Salvai, difensore della Juventus Women, ha parlato a La Gazzetta Dello Sport della ripresa della Serie A Femminile.

«Nessun protocollo più blando. C’è di mezzo la salute, non avrebbe senso dividere fra uomini e donne. Naturalmente bisogna verificare la fattibilità di queste regole nel nostro mondo. E tutto questo ci dice quanto sia importante la nostra lotta continua per arrivare al professionismo».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

La lettera di saluto di Andrea Montemurro al futsal italiano

Andrea Montemurro dichiara le dimissioni da Presidente della Divisione Calcio a 5. Ecco qui la sua lettera di saluti, ringraziamenti e motivazioni:

“Durante il Consiglio della Divisione calcio a 5 ho scelto di consegnare le mie irrevocabili dimissioni da Presidente Nazionale. Un gesto doveroso e quanto mai necessario all’indomani della chiusura della stagione sportiva 2019-20. Ma anche un gesto di grande responsabilità avendo deciso di non ricandidarmi al ruolo da me svolto essendo impossibile una corretta programmazione della prossimo stagione. Soprattutto alla luce dei forti e ben noti contrasti in seno al consiglio direttivo della Divisione.

Lascio con la certezza e la consapevolezza di aver dato una nuova identità al futsal italiano. Di essere riuscito per ben due anni ad effettuare il record di iscrizioni nei campionati nazionali. Di aver inventato progetti e competizioni come “Futsal in soccer”, “Futsal Lab”, “Futsal Day”, “ Futsal Academy” e la “Coppa della Divisione”. Di aver creato il primo campionato nazionale femminile a girone unico con 16 squadre e la competizione Under 19 maschile e femminile.

E non solo: di aver portato in attivo per due anni di seguito un bilancio mai in attivo prima d’ora, di aver dato vita a grandi eventi che sono certo rimarranno nella storia della Divisione calcio a 5 come la splendida finale di Coppa Italia di Faenza in diretta sulla rete televisiva nazionale Sky Sport. Di aver fatto avvicinare al nostro sport degli sponsor internazionali di prima grandezza ed aver portato un nuovo modo di approcciare i media con l’ideazione dei social match e soprattutto con la forte visibilità ottenuta sui principali canali televisivi nazionali come Sportitalia, Rai, Fox Sport e Sky sia del maschile quanto del femminile.

Molte le cose che potevano essere fatte. E molte ancora non sarà possibile terminarle. Primo tra tutti il sogno della “Superlega di Serie A” e il canale televisivo interamente dedicato al nostro futsal.
Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me e tutti coloro che mi hanno sostenuto a partire dal vicepresidente della LND Nuccio Caridi, persona meravigliosa, lungimirante, guida e amico; il coordinatore della Serie D Luigi Barbiero, manager di qualità sopraffina, amico unico, sincero ed impareggiabile; il presidente LND onorevole Cosimo Sibilia, persona capace, seria e corretta; il presidente del CONI Giovanni Malagò, mio modello di manager istituzionale e punto di riferimento dello sport italiano. Lascio con la consapevolezza di aver dato sempre il mio massimo per uno sport che ho amato e che amo profondamente. Ma adesso è tempo di mettere questa esperienza nell’album dei ricordi. Adesso è tempo di nuovi percorsi che mi vedranno coinvolto. Adesso è tempo di nuove sfide.”

Credit Photo: https://www.divisionecalcioa5.it/

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