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Sessioni individuali facoltative per le neroverdi

Sono ripartiti gli allenamenti del Sassuolo Calcio Femminile: da ieri pomeriggio le calciatrici della Prima Squadra potranno alternarsi sul campo sportivo San Prospero di Reggio Emilia per sedute individuali e facoltative (PORTE CHIUSE).

Sarà consentito alle atlete esclusivamente l’accesso al campo per svolgere attività di corsa e di recupero della condizione fisica, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e in condizioni di assoluta sicurezza, senza, per il momento, utilizzare gli spogliatoi e le docce dell’impianto sportivo, che in ogni caso sono stati sottoposti a trattamento di sanificazione.

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

 

Intervento al ginocchio per Caterina Fracaros: recupero previsto in 6-7 mesi

La giocatrice Caterina Fracaros, difensore neroazzurro e della Nazionale Under-19 di calcio femminile, è stata sottoposta ad intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. L’intervento, eseguito dal Dottor Volpi, è perfettamente riuscito. I tempi necessari per un recupero ottimale sono di 6-7 mesi.

Credit Photo: Matteo Papini, FotoItaliaSport

Orobica, il ds Fabio Taiocchi: “Ripartenza? Servono certezze sanitarie”

Il direttore sportivo dell’Orobica Fabio Taiocchi (nella foto a sinistra) è intervenuto sulle colonne dell’Eco di Bergamo in merito alla possibile ripresa del campionato e sul rendere il calcio femminile italiano professionistico.

Prima della ripresa ci vorrà uno screening approfondito da effettuare per fare gli allenamenti e questo sarà fondamentale per escludere qualsiasi tipo di problema. Ciò che conta è superare questo momento terribile a livello sanitario e sociale. Speriamo che tutti gli interpreti del calcio prendano le decisioni nel modo più coerente possibile e permettano a tutte le realtà di continuare a praticare sport soprattutto di base. Abbiamo avuto moltissime famiglie colpite dal Covid, decessi e ricoveri legati ai parenti dei nostri tesserati. L’Orobica si era espressa già a favore del professionismo e ha messo in atto quanto servirebbe a partire dalla trasformazione in SSDRL già lo scorso anno“.

Photo Credit: Orobica Calcio Bergamo

Cristiana Girelli, Juventus Women: “Campo, quanto mi sei mancato, mi sento a casa e felice”

Anche Cristiana Girelli è tornata in campo. L’attaccante bianconera, che si sta allenando con la Juventus Women, ha condiviso un pensiero felice sul suo profilo social.
 
cristianagirelli 
“Ci sono dei profumi che non si scordano mai facilmente.

Non appena li senti riescono a farti sentire subito a casa.
Ecco, il profumo dell’erba di un campo da calcio mi fa sentire esattamente così: a casa.
A casa e felice. 🤩
Quanto mi sei mancato.” ❤️
#backtohome #finoallafine #forzajuve #cg10

Chi è Francesca Vitale, 33 del Milan Femminile: un muro in difesa col vizio del gol

Arrivata in rossonero la scorsa estate, Francesca Vitale veste la maglia numero 33 e ricopre il ruolo di difensore centrale. Muro in difesa, la giocatrice milanese è diventata in breve tempo un perno fondamentale del progetto rossonero. Ma non solo: ha anche il vizio di segnare. Il profilo e le curiosità.

Classe 1992, Francesca Vitale nasce a Milano il 28 marzo. Ambiziosa e determinata, coltiva la passione per il calcio dalla tenera età di otto anni. Da piccola, infatti, segue gli allenamenti e le partite del fratello maggiore, sognando un giorno di diventare protagonista di importanti palcoscenici. La prima grande opportunità arriva a quindici anni, quando viene contattata dal Milan per disputare la stagione 2007-08. Nella sua carriera vanta diversi titoli, sia in nazionale sia a livello individuale.

Chi è Francesca Vitale: la carriera
Francesca esordisce nella stagione 2007-2008 con l’Associazione Calcio Femminile Milan (A.C.F. Milan), società che all’epoca non aveva alcuna affiliazione con la squadra maschile, anche se la denominazione e i colori erano gli stessi. Nella stagione successiva il Milan retrocede in Serie A2 per poi risalire poco dopo nella massima competizione.

Nel 2012 arriva il trasferimento all’Inter e con i colori nerazzurri Francesca disputa due stagioni (di cui una in Serie A), collezionando due gol in quarantaquattro presenze. Nel 2014 trova un accordo con la squadra lombarda del Tradate Abbiate.

Durante la pausa estiva vola in America e coglie l’opportunità di giocare nell’ambizioso campionato statunitense, la Women’s Premier Soccer League, vestendo la maglia dell’FC Tacoma 253 (club nel quale ha giocato anche una delle sue attuali compagne in rossonero, Deborah Salvatori Rinaldi).

Superata la parentesi americana Francesca torna in Italia e raggiunge un accordo con le Milan Ladies, formazione milanese che militava in Serie B. Durante il periodo in rossonero, colleziona sei reti in sessantaquattro partite ufficiali. Nel 2018 arriva per lei l’esperienza con la squadra bergamasca del Mozzanica, con la quale disputerà la stagione 2018-2019.

Chi è Francesca Vitale: il ritorno nel Milan Femminile
Come avrebbe detto Adriano Galliani citando Venditti «certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano». Così, nel 2019, Francesca torna a vestire la maglia rossonera dopo aver trovato un accordo con il Milan Femminile. Sebbene la stagione si sia interrotta bruscamente a causa del Coronavirus, la milanese ha messo a segno un gol in undici uscite. Non un gol come altri, una rete contro la Juve il 17 novembre 2019. Le due squadre si sono sfidate su un campo difficile a causa delle condizioni meteorologiche avverse. A pochi minuti dalla fine della partita, le bianconere, in vantaggio per 2-1, credono di aver chiuso la partita. Ecco che al 93’ la numero 33 vola di testa e salva in extremis una sfida molto complicata, regalando un pareggio d’oro alle rossonere. Un vero sogno per Francesca: nel post partita ha dichiarato che segnare in un match così importante negli ultimi minuti è stata una delle esperienze più belle della sua carriera.

Chi è Francesca Vitale: tutti i numeri in Nazionale
Tantissime sono anche le presenze con la maglia azzurra. A soli sedici anni viene convocata in Nazionale Under 19 ed è qui che arriva la prima grande impresa: la vittoria del Campionato Europeo di Calcio Femminile nel 2008.

Durante l’Europeo del 2010, invece, le azzurrine riescono a qualificarsi per la fase finale nella Repubblica di Macedonia, ma saranno eliminate al primo turno del Gruppo A. Tuttavia, lei lascia il segno in due match: il primo arriva su colpo di testa durante Inghilterra-Italia il 27 maggio 2010. Vantaggio che però non basta all’Italia, sconfitta alla fine per 2-1. La seconda rete Francesca la realizza durante Italia-Scozia del 30 maggio. Anche in quel caso la Nazionale, in vantaggio per 3-1, subisce la rimonta: la formazione scozzese chiude la partita pareggiando 3-3.

Grazie alla sua determinazione e al vizio per il gol, Francesca viene convocata anche in Nazionale Under 20 nel 2012. Ecco un’altra esperienza che non dimenticherà mai: il Mondiale in Giappone. Durante questa competizione le azzurrine vivono una situazione tutta nuova, con un’organizzazione curata nei minimi particolari e totalmente diversa dalla realtà europea. Tuttavia, le italiane, nel Gruppo B insieme a Nigeria, Brasile e Corea del Sud, collezioneranno solo due sconfitte e un pareggio, venendo eliminate nella fase a gironi. Una breve esperienza, ma sicuramente ricca di emozioni.

Chi è Francesca Vitale: il futuro
Che il futuro di Francesca Vitale possa ancora colorarsi di rossonero è quasi scontato. Lei al Milan è serena ed è pronta a dare il suo contributo per le prossime stagioni.

Nelle sue ultime dichiarazioni, rilasciate a Sport Mediaset, ha parlato molto di futuro e in senso più esteso, collegandosi al movimento del calcio femminile. Se c’è una cosa che la rossonera “invidia” alla squadra maschile è il giocare in uno stadio, San Siro, completamente sold out.

In questi ultimi anni il calcio femminile ha registrato novità molto importanti. Sempre più top club, infatti, hanno deciso di investire nel proprio “settore in rosa”. Uno di questi è proprio il Milan, che da un paio di anni ha iniziato a versare i contributi alle proprie giocatrici: un grande passo avanti verso il professionismo.

Allenamento dopo allenamento le rossonere sono riuscite a raggiungere tanti piccoli-grandi risultati (la FIFA Women’s World Cup, ad esempio), grazie al sudore e alla determinazione. Il sogno di Francesca? Vedere il calcio femminile competere ai massimi livelli e ricevere le attenzioni che merita: «Al ministro Spadafora chiederei di dare attenzione e importanza al nostro movimento, magari tanto quanto il movimento maschile – ha detto –. Ci siamo anche noi, abbiamo tanto da dimostrare e soprattutto vogliamo che ci siamo le basi per costruire qualcosa di grande».

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Paola Boglioni e Federica Anghileri: “Ripartire dopo questi mesi difficili”

Le azzurre Paola Boglioni e Federica Anghileri vengono dalla Lombardia, la regione italiana più colpita dal coronavirus. Dopo mesi di grandi difficoltà, abbiamo chiesto alle nostre due calciatrici come hanno vissuto questo periodo e cosa pensano del futuro…
 
Ciao Paola, ciao Federica!
Siete entrambe lombarde: da dove venite esattamente? E dove avete passato la quarantena?
PAOLA: “Ciao! Io sono originaria della provincia di Brescia, ma non ho vissuto l’emergenza in prima persona perché, trovandomi a Empoli alla data del blocco dei trasferimenti, non sono potuta rientrare a casa. Solo dopo il 4 maggio ho fatto rientro nella mia zona. Pertanto ho trascorso la mia quarantena a Empoli insieme alle altre ragazze della squadra, tra cui Federica.”
 
FEDERICA: “Ciao, io vengo da Lodi, la prima zona che è stata colpita dal Covid, chi l’avrebbe mai pensato! Anch’io ho passato la quarantena a Empoli fino al 4 maggio, poi son riuscita a tornare a casa.”
 
Come avete vissuto tutta questa situazione? È stato difficile stare lontane da amici e parenti?
P: “Considerando i vari impegni dettati da scuola online e allenamento individuale, il tempo che mi rimaneva era veramente molto poco. Forse non ho ben captato la gravità della situazione che stavano vivendo i miei familiari, anche se a volte ci pensavo e avrei preferito essere con loro, soprattutto quando mi riferivano di parenti/conoscenti che purtroppo non sono riusciti a superare questo grave momento.”
 
F: “Tutto sommato, questa situazione l’ho vissuta in modo tranquillo. Sapevo che i miei cari stavano bene, ed io qui a Empoli mi sono sentita forse più al sicuro, anche se la voglia di tornare a casa c’era.”
 
L’Italia sta provando a ripartire, ma è immenso il dolore per le persone scomparse e sono grandi le sofferenze per la nostra economia. Qual è il clima adesso dalle vostre parti?
P: “I deceduti sono stati veramente tanti ed ho la testimonianza diretta di mia madre che lavora presso il Comune del mio paese. Nonostante questa grave ferita, si respira una gran voglia di tornare alla normalità. Hanno riaperto i negozi, le aziende e la gente ricomincia a uscire. I miei genitori dicono che i bresciani, dopo ogni momento di difficoltà, si rimboccano le maniche e si danno da fare.”
 
F: “L’Italia sta provando a ripartire, ma si percepisce che non sarà semplice. A Lodi, i contagi sono quasi nulli e il clima che si vive è abbastanza tranquillo, pur mantenendo la massima attenzione e il rispetto delle regole.”
 
Per voi questo è anche l’anno dell’esame di maturità. Come vedete questa prova? L’emergenza coronavirus ha reso tutto più complicato oppure siete tranquille?
P: “Penso che la didattica a distanza sia un ottimo strumento. Personalmente, ora che mi trovo a Brescia, lo è ancora di più. Ho la possibilità di seguire al meglio le lezioni e di concentrarmi sulla preparazione dell’esame. Non nascondo che trovarmi a casa favorisce la mia concentrazione dal punto di vista scolastico. Spero di riuscire a sostenere un buon esame.”
 
F: “Finalmente è arrivato il momento della maturità. Sicuramente sarà una maturità che rimarrà nella storia. Paradossalmente mi sento tranquilla. Forse questa emergenza ha portato a dare un ritmo più tranquillo alla routine a cui ero abituata da anni per poter conciliare studio e sport.”
 
Tra l’altro, la vostra generazione ha già superato un grande esame di maturità, affrontando con responsabilità e sacrificio questo periodo così problematico… che ne pensate? Uscirete più forti da questa esperienza?
P: “Senza dubbio il distanziamento sociale imposto dalla situazione ha messo a dura prova tutti, soprattutto noi giovani, che abbiamo la necessità di incontrarci e stare insieme più degli adulti. I social hanno comunque permesso di mantenere le relazioni e anche di riscoprirne di vecchie. Dovremo fare tesoro di questa esperienza e cercare di trarne quanto di buono ha potuto lasciarci. Del resto le soddisfazioni maggiori arrivano dopo grande impegno e fatica.”
 
F: “A dispetto di quello che tutti possono pensare su noi giovani, abbiamo dimostrato con estrema intelligenza che siamo in grado di affrontare, sopportare e rispettare fermamente le regole. Da questa esperienza usciremo sicuramente più fieri e orgogliosi.”
 
La pandemia ha cambiato la nostra vita. Secondo voi, sarà tutto diverso d’ora in poi? Qual è il mondo che vorreste vedere?
P: “Di certo questo periodo resterà nella nostra memoria. Temo però che i cambiamenti non saranno particolarmente grandi. Già in questi giorni, dopo le prime aperture, stiamo assistendo a scene di assembramento eccessive, viene quasi da pensare che nulla sia successo. Fortunatamente non è così per tutti e sono fiduciosa che il buonsenso possa prevalere. Dobbiamo però continuare ad osservare le regole del distanziamento sociale che ci sono state date, nella speranza di non doverci ritrovare a rivivere questa brutta esperienza.”
 
F: “Sicuramente alcuni aspetti di buone norme igieniche e di comportamenti sono stati riscoperti e senza dubbio faranno parte di noi! Vorrei vedere un mondo più educato nel senso più lato del termine, per poter convivere al meglio.”
 
Credit Photo: Empoli Ladies

Come diventare una supereroina: la storia di Ngangom Bala Devi

Ogni storia ha bisogno del suo supereroe, in questo caso supereroina. Nel calcio femminile queste figure servono come il pane, le star su cui un intero Paese può aggrapparsi e contare su di lei: negli USA hanno Megan Rapinoe ed Alex Morgan, in Canada hanno Christine Sinclair ed in India hanno Ngangom Bala Devi.

La storia di questa supereroina speciale parte nel 1990 da un piccolo villaggio in India, precisamente a Manipur, stato dell’India nordorientale. Nella regione in questione regna l’anarchia più totale a causa della gran parte della popolazione secessionista con la fortissima volontà di staccarsi dallo stato centrale dell’India. Non era il miglior posto dove crescere come calciatrice e neanche come donna data la mercificazione di quest’ultime che purtroppo caratterizza il Paese. Ma a Ngangom tutto ciò non interessa, vuole diventare una calciatrice a tutti gli effetti e discostare l’attenzione dei media concentrati esclusivamente sugli sport maschili. La calciatrice indiana è stata facilitata nel percorso anche dalla sua famiglia, gente molto sportiva ma solo per hobby a differenza sua. Il viaggio non è stato per nulla semplice e nel frattempo Ngangom entrò nel corpo di polizia dello stato di Manipur senza mai abbandonare la passione per il calcio. Già all’età di 15 anni esordisce in nazionale dopo essersi messa in mostra nei vari campionati Under 19 ed Under 17 chiudendo più di una volta in cima alla classifica dei capocannonieri vincendo anche due premi come miglior giocatrice del torneo (2002 e 2003).

Finalmente nel 2016 la Federazione calcistica indiana istituisce una lega di calcio femminile per la prima volta nella storia, e quale miglior palcoscenico per far notare tutte le doti da eroina della calciatrice indiana. Esordisce con la squadra della polizia di Manipur  per poi finire il campionato con l’Eastern Sporting Union. Poi nella stagione successiva passa la Kryphsa e nella stagione 2018/2019 ritorna alla Manipur Police. In ogni squadra dove è andata ha distrutto ogni rete avversaria consacrandosi come una bomber vera diventando inoltre una pedina fondamentale per la nazionale indiana con cui si ricoprirà di trofei: le tre SAFF Women’s Championship ed i tre primi posti nei South Asian Games.

Ed è da qui che iniziano a farsi vedere i superpoteri  diventando una vera e propria eroina per il suo Paese. Infatti l’attaccante indiana a gennaio si trasferirà ai Rangers portando il calcio femminile indiano in Scozia. Tutto ciò condito dall’essere la prima giocatrice indiana a firmare un contratto professionistico, dando per assodato il fatto che molte giocatrici indiane hanno varcato i confini del Paese orientale senza mai però firmare un vero e proprio contratto.

La storia dell’eroina indiana si conclude qui ma solo per ora perché di strada da fare ce ne è ancora molta e se oggi le future calciatrici indiane possono sognare di diventare giocatrici a tutti gli effetti è proprio per lei.

Gloria Frizza, Permac Vittorio Veneto: “Alcune società femminili sono già sulla giusta lunghezza d’onda, ma sono ancora troppo poche”

Gloria Frizza, centrale e perno della Permac Vittorio Veneto, è intervenuta ai nostri microfoni parlando del periodo buio che sta vivendo il calcio, della stagione appena finita e del suo futuro.

Ciao Gloria. In questo periodo buio com’è stato confrontarsi con allenatori e compagne solo tramite videochiamata?
“Per la nostra società è stato un periodo particolarmente difficile. Il virus si è portato via il nostro Direttore Generale, una delle figure di riferimento più significative all’interno della società. Ci sentivamo giornalmente con gli allenatori e tra di noi e questo ci ha unito ancora di più, ma è stata veramente dura.”

Nella tua carriera hai avuto la fortuna di girare molte squadre, ma qual è stato il club che più ti ha segnato?
“Impossibile fare il nome di una sola squadra. Il Grifo calcio femminile è stato importante perché è dove sono nata e cresciuta e rappresenta “le mie origini”. Siena perché quegli anni sono la dimostrazione che nello sport “nulla è impossibile”. Tavagnacco è per me la squadra della consacrazione.”

Tornando al presente, con il Vittorio Veneto stavate disputando un buon campionato togliendovi dalla zona playout anche grazie ai tuoi gol (cinque e capocannoniera della squadra), quali sono le tue considerazioni sulla stagione?
“Eravamo partite alla grande, tanto che fino ad ottobre eravamo sorprendentemente in testa al campionato. Poi qualche risultato negativo e qualche episodio sfortunato ci hanno fatto entrare in un trend negativo dal quale non riuscivamo a uscire. Grazie all’energia positiva del ritorno alla vittoria nell’ultima partita disputata, credo che avremmo potuto continuare a toglierci qualche soddisfazione.”

È di pochi giorni la notizia che ha decretato la chiusura del campionato di Serie B, secondo te è stato un provvedimento giusto?
“Credo che per come stanno andando le cose, in Italia e nel mondo, sia stato un provvedimento inevitabile. Ci sono in ballo problemi che vanno ben oltre il calcio giocato.”

Quest’estate cosa ti ha convinto ad accettare di trasferirti al Vittorio Veneto?
“Mi ha fatto davvero piacere il loro interessamento a me, mi sono sentita corteggiata e fortemente voluta. È stato bello sentirsi a casa fin dai primi giorni, Vittorio Veneto è davvero una grande famiglia.”

Nonostante con l’ultimo Mondiale il calcio femminile italiano ha fatto vedere a tutti che è una realtà in crescita manca ancora quel passo in avanti per raggiungere le grandi. Qual è secondo te il prossimo step che deve fare il movimento italiano per affermarsi in Europa e nel mondo?
“Ahimè c’è ancora tanto da fare, ogni squadra in serie A o B dovrebbe avere una società professionistica alle spalle, che dia la possibilità a tutte le giocatrici di poter essere calciatrice a tempo pieno. Alcune società femminili sono già sulla giusta lunghezza d’onda, ma sono ancora troppo poche.
Provate a pensare: come sarebbero le prestazioni dei calciatori di serie A se si allenassero a fine giornata dopo aver lavorato per 8/10 ore e aver percorso centinaia di km per raggiungere il campo di allenamento?”

Com’è Gloria Frizza fuori dal campo?
“Sono una ragazza solare, positiva e che lotta con tenacia per raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Una ragazza che non molla mai, così come faccio all’interno del campo di calcio.”

Concludendo, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“A quasi 35 anni, nonostante stia ancora molto bene fisicamente, credo sia arrivato il momento di lasciare spazio alle giovani. Se avessi avuto 10/15 anni di meno, mi sarebbe piaciuto cavalcare l’onda e magari vivere un’esperienza in una società professionistica.”

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Gloria Frizza e la Permac Vittorio Veneto per la loro disponibilità

Valentina Giacinti, AC Milan: “Non vedo l’ora di rimettere le scarpette e correre su un campo vero!”

Con la ripresa del campionato di Serie A femminile ancora da valutare, in caso di possibile ripresa il Milan ha deciso di convocare le calciatrici rossonere. Le ragazze si ritroveranno in maniera graduale nel corso della settimana al Centro Sportivo Vismara e saranno divise in due gruppi, per svolgere, nel rispetto di tutte le regole di sicurezza contro il Covid-19, sessioni di lavoro individuale con esercitazioni atletiche, corsa e forza. Il capitano rossonero Valentina Giacinti tramite social ha espresso tutto il suo entusiasmo per la ripresa dell’attivita agonistica.

valentinagiacinti
“Finalmente domani si torna a fare ciò che amiamo.
Un grazie particolare alla società @acmilan che ci mette nelle condizioni di tornare ad allenarci in sicurezza.
Non vedo l’ora di rimettere le scarpette e correre su un campo vero!”.😍⚽️🔥
#acmilan #sempremilan

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Incertezza sulla compensazione finanziaria nell’Eredivisie Vrouwen

A causa della particolare posizione che il calcio femminile occupa all’interno della KNVB, non è chiaro quale risarcimento finanziario abbiano diritto alle società.

Come per gli uomini, la competizione femminile si è interrotta bruscamente questa primavera. Una decisione che tutti i club hanno accettato senza “brontolare” – ma da questa settimana si sono iniziate ad allenare di nuovo.

L’unica cosa che contava davvero per le donne erano posto per poter accedere alla Champions League. La leader del campionato, il PSV, vi accederà immediatamente, l’Ajax, al secondo posto, potrà invece qualificarsi nei turni preliminari. Tuttavia, la crisi del coronavirus ha comportato anche altri problemi per i club di Eredivisie Women.

“Naturalmente ci sono molti più soldi nel calcio maschile, ma il nostro settore non deve essere trascurato”, afferma Daphne Koster, manager del calcio femminile all’Ajax.

“L’incertezza in particolare è fastidiosa”, afferma Jessica Roosenburg, presidente dello SC Heerenveen.

È una situazione difficile, riconosce Kirsten van de Ven, manager del calcio femminile al KNVB:  “Il calcio professionistico consiste principalmente nell’ottenere entrate, ma questo non si applica alle donne. I club delle donne dell’Eredivisie Women devono fare affidamento sulle entrate delle sponsorizzazioni, ma in questa occasione dobbiamo aspettare e vedere come le aziende emergeranno dalla crisi del coronavirus e come ciò influisce su quel reddito.”

Secondo Van de Ven, la posizione unica dei club all’interno del sindacato ha anche i suoi vantaggi: “Il calcio femminile è ancora in pieno sviluppo, quindi possiamo applicare alcune regole appropriate”. Ad esempio, tutti i club dell’associazione ricevono una quota annuale strutturale di 50.000 euro e la crisi della coronavirus non cambia questo.

Photo Credit: Het Parool

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