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Martina Lenzini, Sassuolo Women: “Dispiace aver interrotto il campionato nel nostro momento migliore”

Sulle colonne del quotidiano Tuttosport è stata riportata un’interessante intervista di Martina Lenzini, terzino del Sassuolo in prestito dalla Juventus. Ecco qualche estratto.

“Nella quarantena che ci siamo lasciate alle spalle è stato difficile stare lontano dalla famiglia, affetti e soprattutto dal calcio. Per fortuna mi sono potuta allenare a casa, la società ci ha fornito quotidianamente il programma di allenamento di svolgere con il sussidio del preparatore atletico tramite videochiamate”

“Dispiace aver interrotto il campionato nel nostro momento migliore. Stavamo facendo veramente bene e avremmo detto la nostra nelle ultime partite di campionato e in Coppa Italia. Continuo sempre a ringraziare il Sassuolo per avermi dato fiducia e l’opportunità di migliorare giocando. Penso che sia importante per la crescita di qualsiasi giovane calciatrice poter giocare in una società come il Sassuolo. Il tecnico Piovani mi ha sempre dimostrato fiducia e mi ha insegnato tanto. Più di tutto la voglia e la grinta da mettere in ogni partita.”

“In questo momento non ho ancora preso in considerazione il mio futuro. Ad oggi il pensiero va a questa stagione. Se dovesse finire qua avrei un rammarico perché so che avremmo potuto toglierci ancora tante soddisfazioni e personalmente avrei avuto modo di continuare a crescere. Ovviamente un ritorno in bianconero è sempre nei miei pensieri.”

Credit Photo: Federico Fenzi

Silvia Carraro, Chievo Fortitudo: “Il campo mi manca ma la salute viene prima di tutto”

Il pallone è ancora fermo (si riprenderanno gli allenamenti il 18?) ma la voglia di scendere in campo, almeno per riassaporare il profumo dell’erba e sentire il sudore e l’aria scorrere sulla pelle, è tanta. In casa gialloblù a esprimere questo sentimento è Silvia Carraro, mastino delle clivensi che nonostante questo periodo lontano dai campi non ha smesso, come le compagne, di tenersi in forma grazie alle direttive del preparatore atletico e del mister. Con Silvia ci spingiamo un po’ oltre, provando a ipotizzare un possibile ritorno in campo o, malinconicamente, un arrivederci alla prossima stagione.

1. Come stai vivendo questo periodo lontano dai campi?
“Per mantenere la condizione mi alleno quotidianamente seguendo il programma che il mister ed il preparatore ci hanno mandato, integrando a volte altri tipi di allenamenti. Personalmente è mancata molto la corsa, speriamo d’ora in avanti di poterla effettuare liberamente rispettando la propria e l’altrui sicurezza”.

2. Ti manca l’atmosfera che si respira durante gli allenamenti e le partite?
“Sicuramente l’ambiente campo manca così come l’aggregazione col gruppo, le abitudini ed i piccoli rituali che caratterizzano l’approccio alla partita, i momenti di gioia ed amarezza sempre e comunque condivisi. Nonostante siano passati parecchi anni dal primo passo su un campo, sono tutte sensazioni che pur ripetendosi apparentemente allo stesso modo lasciano sempre sensazioni nuove e differenti tra loro.”

3. Dal 18 maggio sembra che possano riprendere gli allenamenti anche le squadre di calcio. Pensi sia giunta l’ora di riprendere?
“Di getto ti direi che vorrei si riprendesse tra poco; bisogna però essere riflessivi ed obbiettivi, capire cosa comporterebbe riprendere dopo 2 mesi di attività molto differente da quella che comporta il calcio. Prima di questo però c’è l’aspetto sicurezza, per noi è impossibile assicurare periodi di isolamento in ritiro come hanno previsto per la A maschile; il rispetto per la salute dello sportivo, a volte trascurato, va considerato prima di ogni variabile.”


4. Per quando riguarda il campionato non si sa ancora se riprenderà. Tra le varie ipotesi, si dice che la stagione possa essere annullata. Visto il cambio di passo che avevano intrapreso dopo un inizio difficile ti dispiacerebbe che andasse vanificato?
“Purtroppo credo che questo campionato sarà destinato a terminare così, con molto rammarico; per come ci siamo riprese, per quello che stavamo dimostrando, per il gruppo che abbiamo ritrovato e per quel terzo posto che era ancora raggiungibile. Affidiamoci alle decisioni degli organi competenti e vedremo a breve cosa decideranno.”

5. Secondo te, c’è il pericolo che lo sport non torni più quello di prima e che venga privato delle emozioni che porta con sé, come ad esempio abbracciarsi dopo un gol o una vittoria?
“Mi sono chiesta diverse volte come d’ora in poi i rapporti verranno condizionati. Con le persone nei luoghi di lavoro, negli spazi comuni, nei ristoranti, nei parchi. Tutti momenti in cui la razionalità prevale rispetto all’istinto; magari vedremo meno strette di mano per strada o meno confidenze con il nostro barista di fiducia. Ma in campo, il campo è un mondo a sé: insieme si vive in una dimensione dove le emozioni, il “sentido spagnolo” hanno la prevalenza. I sacrifici, la fatica, i sorrisi e le delusioni si vivono, in un primo momento, a pieno stomaco. Spero fortemente che nessun distanziamento sociale imposto ci priverá mai di un abbraccio collettivo dopo un gol così come di una mano tesa quando fai fatica ad alzarti da terra.”

Credit Photo: Pierangelo Gatto

Lucia Di Guglielmo, Empoli Ladies: “Non escludo la possibilità di andare a giocare all’estero.”

Lucia Di Guglielmo, capitano e simbolo dell’Empoli Ladies, si è raccontata ai nostri microfoni parlando della stagione con la maglia azzurra, delle emozioni che provoca la fascia da capitano e del riconoscimento dello status di professioniste.

Ormai è un chiodo fisso per il nostro movimento ed in primis per voi giocatrici. Assodato il fatto che in questo speciale periodo storico potrebbero essere altre le cose a cui pensare, ma secondo te quando potrà arrivare finalmente lo status di professioniste? E quanti benefici porterebbe con sé?
“Penso che questo particolare periodo storico abbia messo in evidenza la mancanza di tutele nei confronti di tutto il sistema calcio femminile: giocatrici e club. È difficile capire le intenzioni della Federazione in fatto di tempistiche, ma sicuramente dall’approvazione dell’emendamento Nannicini si è iniziato a considerare concretamente la possibilità di passare allo status di professioniste. Professionismo significa tutele, contributi, forme assicurative, significa non dover più scegliere fra questo sport e il proprio lavoro.”

Molte ragazze come te hanno realizzato il proprio sogno di giocare stabilmente in Serie A. Cosa consiglieresti a tutte quelle ragazzine che puntano ad arrivare dove sei arrivata tu?
“Non abbiate paura di sognare in grande, cercate di prendere il meglio da ogni persona che incontrerete sulla vostra strada e non smettete mai di aver voglia di imparare. Dovrete fare dei sacrifici e ci saranno momenti difficili, ma ne varrà la pena.”

Essere capitano e simbolo di una squadra importante come l’Empoli è indubbiamente una grandissima responsabilità, mettendo in mezzo anche i tuoi 22 anni la cosa si fa ancora più difficile, ma non per te. Come hai acquisito l’autorità necessaria per guidare un gruppo come quello azzurro?
“Nella mia carriera al Castelfranco, oggi Empoli, ho avuto la fortuna di avere tre capitani che hanno lasciato un segno indelebile dentro di me, mi hanno insegnato tanto come giocatrici e come persone e per questo sono fiera di indossare la fascia portando in campo i loro valori, che oggi sono anche i miei. Non la definirei autorità, non mi piace imporre il mio pensiero, ho sempre cercato di guidare il gruppo provando ad essere il miglior esempio possibile per le mie compagne. Riconosco di essere giovane e questo sicuramente mi ha portato a fare scelte sbagliate in alcune situazioni, ma ho sempre sentito la fiducia e il supporto della mia squadra.”

Gruppo di cui fa parte la tua amica “caffettara” Cecilia Prugna. Qual è il rapporto con lei ma anche con le altre tue compagne di squadra?
“Io e Cecilia abbiamo iniziato insieme il percorso nel calcio femminile. Pur avendo giocato fin da piccole in due squadre maschili della provincia di Pisa, non ci siamo mai incontrate sui campi prima del nostro arrivo al Valdarno CF. Siamo cresciute insieme, è una delle persone che mi conosce meglio e per questo mi confronto spesso con lei dentro e fuori dal campo. Ho un ottimo rapporto anche con le altre compagne: siamo prima un gruppo che una squadra e questo ci ha permesso di fare un grande campionato fino a qua.”

Sulla ripresa del campionato in corso tutto tace, ma fino all’interruzione stavate disputando un’ottima stagione e stavate conquistando una salvezza ampiamente tranquilla. Quali sono le tue considerazioni sia personali che di squadra? E secondo te bisognerebbe tornare a giocare o aspettare l’inizio della prossima stagione?
“Sono molto soddisfatta del campionato che abbiamo disputato fino ad ora, partita dopo partita siamo cresciute individualmente e collettivamente e questo ci ha permesso di esprimere un buon calcio. Mi dispiacerebbe non portare a termine il percorso di quest’anno. In un momento come questo è importante dare continuità alla visibilità che il calcio femminile ha acquisito dopo il mondiale in Francia e fermare il campionato inciderebbe non poco sulla crescita dell’intero movimento. Credo sia importante tornare a giocare il prima possibile, ma il protocollo deve essere lo stesso degli uomini altrimenti è meglio non riprendere.”

Stagione che per te ha riservato moltissime soddisfazioni come la partita al Castellani contro la Juventus e la convocazione allo stage Under 23 in Nazionale, il tutto arricchito da quel gol importantissimo contro il Milan, il tuo primo in Serie A. Che emozioni ti ha provocato insaccare quel pallone in rete? E qual è stata la prima persona a cui hai pensato?
“L’emozione è stata indescrivibile, non è stato solo il primo gol in serie A, è stato quello che ci ha permesso di portare a casa 3 punti su un campo difficile come quello del Milan, la prima vittoria contro una big al termine di un girone d’andata sorprendente. Ho pensato a mio papà e a tutte le volte in cui mi ha chiesto di fare un gol per lui.”

Molte giocatrici italiane hanno provato a sfondare all’estero ed affermarsi lì come calciatrici. A te piacerebbe in futuro fare un’esperienza fuori dall’Italia?
“Non escludo questa possibilità, mi piacerebbe molto confrontarmi con una mentalità nuova e un modo di giocare diverso da quello italiano. Credo sia un’esperienza di vita che ti arricchisce molto.”

Nella tua carriera hai affrontato giocatrici di tutti i tipi e di tutte le carature, ma qual è quella che ti ha messo in difficoltà più di tutte?
“Probabilmente De Vanna, nella partita del girone di andata contro un’ottima Fiorentina.  Dovendola affrontare, ho sofferto molto la sua esperienza e la sua fisicità.”

Concludendo, sperando che ciò avvenga il più tardi possibile, come vorresti essere ricordata quando appenderai le scarpette al chiodo?
“Nel mio piccolo, spero di essere ricordata per la mia grinta, determinazione e spirito di squadra.”

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Lucia Di Guglielmo e l’Empoli Ladies per la disponibilità.

Credit Photo:Empoli Ladies

Mila Robichon continuerà la sua carriera nell’Eredivisie Women

Mila Robichon giocherà nell’Eredivisie Women la prossima stagione. La talentuosa centrocampista dell’AFC IJburg si trasferirà al VV Alkmaar, giocando nella massima lega femminile. La calciatrice sedicenne ha giocato nell’AFC IJburg da quando aveva quattro anni e lì si è sviluppata in modo eccellente.

“Sono un centrocampista a cui piace molto fare le giocate. Ho una grande visione di gioco e un buon controllo della palla. All’AFC IJburg ho giocato nell’Under-17. L’Eredivisie è ora il passo avanti che dovevo fare… spero di riuscire a dare il meglio di me!”

Robichon è stata selezionata per la squadra giovanile delle Oranges (la Nazionale Olandese) lo scorso anno: “E’ stato grazie al nostro allenatore nazionale, Robert de Pauw, che sono riuscita a farmi conoscere dal VV Alkmaar, e dopo le vacanze di Natale ho avuto l’opportunità di allenarmi con la selezione una volta alla settimana. È fantastico allenarsi con loto. Il livello e i tempi sono molto più alti, ma mi piace. Questo mi dà l’opportunità di imparare molto.”

Il talento dell’AFC IJburg ha impressionato per il suo gioco, e le è stato assicurato che ci sarà un posto da titolare per lei nella formazione della prossima stagione: “Ho avuto una conversazione, in cui mi è stato fatto sapere che avrò l’opportunità di giocare per il VV Alkmaar la prossima stagione. Sono davvero molto contenta di questo.”

Photo Credit: Het Amsterdamsche Voetbal

Il rientro in gara, tra ottimizzazione della performance e il rischio di infortuni

In alcuni Paesi il ritorno alle partite ufficiali è già avvenuto, mentre in altri Stati ci si sta preparando al rientro. Ma al di là delle problematiche strettamente connesse con l’emergenza sanitaria da Covid-19, quali sono i rischi per i giocatori? Perché dopo un lungo periodo di quarantena, in cui le attività fisiche sono state fortemente ridotte se non del tutto annullate, i calciatori adesso dovranno tornare ad allenarsi e prepararsi ad un intenso periodo di attività, che potrebbe prevedere un fitto calendario di appuntamenti per portare la stagione alla sua conclusione.

Questa tematica è stata analizzata dal responsabile del ‘Laboratorio di Metodologia dell’allenamento e biomeccanica applicata al calcio’ del Settore Tecnico della FIGC, Carlo Castagna – insieme a studiosi come Magni Mohr, George P. Nassis, Joao Brito, Morten B. Randers, Dan Parnell e Peter Krustrup – in un saggio dal titolo ‘Return to elite football after the COVID-19 lockdown’. L’articolo, pubblicato sulla rivista scientifica ‘Managing Sport and Leisure’, vuole dare un quadro complessivo di quello che è il ritorno all’attività fisica, tra la necessità di ottimizzare i risultati e il rischio di infortuni derivante da un lungo periodo di stop; perché, come viene evidenziato dagli autori, “La crisi del Covid-19 e le sue conseguenze hanno creato molte sfide per l’ecosistema del calcio professionistico, incluso un ritorno ottimale e sicuro nei tornei più competitivi”.

Per leggere l’articolo completo (in inglese) clicca qui.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Giocatrici fuori contratto “lasciate nel limbo” con la stagione FA Women’s Super League annullata e il budget del club “stracciato”

Dozzine calciatrici sono fuori contratto e si trovano in un “limbo” poiché il coronavirus ha influito ed influisce sul mercato dei trasferimenti, con i club incerti su quando tornerà la FA Women’s Super League, i budget “completamente ridotti” e le parti che lottano per finalizzare i contratti nel frattempo.

Il contratto FA WSL contiene una sicurezza di quattro settimane di retribuzione per le giocatrici senza un club, garantendo loro un reddito fino a giugno o luglio. Generalmente, i nuovi contratti della WSL inizierebbero il 1° luglio. La Football Association ha annunciato lunedì che la WSL e il campionato si sarebbero conclusi immediatamente, con un risultato sportivo che sarebbe dovuto avvenire in seguito.

Diversi procuratori hanno giocatrici pronte a firmare, ma non si possono ancora mettere contratti sul tavolo poiché non si sa quando riprenderà il campionato. Soprattutto, è possibile che a causa della crisi del corona, ora i club non saranno più disposti a pagare cifre che avrebbero fatto mesi fa.
Un caso interessante riguarda anche un club che avrebbe voluto passare completamente al professionismo ed includere aspetti come acquistare case per le giocatrici. Invece, ha eliminato quei piani a causa dell’impatto finanziario della pandemia.

Il reclutamento sarà molto diverso e per lo più a livello locale perché non saranno in grado di reclutare persone provenienti da tutto il paese. Inoltre, molti club hanno dovuto rielaborare totalmente i loro piani per la prossima stagione a causa della situazione finanziaria. Questo è probabilmente il più grande ostacolo al momento: i club non conoscono l’impatto sui loro budget.

I club della Premier League stanno pianificando di cambiare i contratti dei giocatori nelle future negoziazioni per riflettere la possibilità di un periodo prolungato di inattività a causa di eventi imprevisti come le pandemie – e probabilmente le squadre femminili seguiranno. Una possibilità è il passaggio a una diversa scala retributiva dopo così tante settimane senza partite.

L’ex attaccante del Liverpool Courtney Sweetman-Kirk, 29 anni, è diventata una delle prime calciatrici della WSL che ha lasciato il club dopo la scadenza del suo contratto. Le fu offerto un prolungamento temporaneo del contratto quando c’era la possibilità che il campionato continuasse, ma sentiva che il rischio di un infortunio era più preoccupante che essere senza club durante la pandemia.

“So che molte giocatrici si sentivano come se fossero in un limbo, in attesa di una decisione, ha detto Courtney Sweetman-Kirk. “Penso che la cosa più importante per me sia la tutela che abbiamo come giocatrici: ho preso la decisione di non prendere una proroga temporanea, sapendo che se il campionato fosse continuato, e mi fossi infortunata, non avrei avuto molta protezione. Non sarei legata a un club per la mia riabilitazione. Trovare un altro club mentre sei infortunata, non era un rischio che ero disposta a correre.
Ho sentito che un grave infortunio sarebbe stato più dannoso per la mia carriera in questo momento che essere senza club. Ti preoccupi: ho intenzione di trovare un altro club, e quali saranno i salari? Non sapere quando la stagione inizierà è difficile”.

Credit Photo: Pagina Facebook FA Women’s Super League

Dominika Conc, AC Milan: “La Coppa del Mondo dell’anno scorso ha fatto fare al calcio femminile un grande salto”

Dominika Conc, calciatrice slovena, centrocampista del Milan e della nazionale slovena, è stata intervistata dal portale Siol.net:
«Sono tornata in Italia domenica scorsa dopo più di due mesi. Mi sono allenata bene in questo periodo e voglio tornare a giocare e lottare per conquistare un posto in Champions League. Vestire questa maglia è eccitante e sono onorata di poter giocare al Milan, un club eccezionale.

Il livello della A?
È simile a quello spagnolo con la differenza che in Italia c’è una differenza enorme fra i club. Noi con Juve, Fiorentina e Roma siamo in cima, l’Inter si sta avvicinando e la differenza come le ultime in classifica è veramente enorme, molto più che in Spagna e ancor più che in Inghilterra.

Penso che la Coppa del Mondo dell’anno scorso abbia fatto fare al calcio femminile un grande salto e in Italia questo è molto evidente. È stato ovviamente anche merito delle italiane, che hanno ottenuto un buon risultato conquistando i quarti di finale e che hanno fatto cambiare idea a molte persone che prima criticavano senza averci mai visto giocare».

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Anita Coda, Napoli femminile: “Segnare è sempre bello, soprattutto pensando alla squadra”

Il suo nome rievoca l’eroina dei due mondi. Non solo la consorte di Giuseppe Garibaldi ma anche il trofeo conteso da Francia e Italia nel rugby a 15 femminile. Ex attaccante del Milan, classe 2000, tre gol in campionato. Conta di tornare a festeggiare presto con le sue compagne Anita Coda. «Segnare è sempre bello, soprattutto pensando alla squadra», spiega il mancino del Napoli femminile.

In attesa di scrivere altre pagine di una storia bellissima e di coronare il sogno promozione, Coda ricorda la sua rete contro il Chievo: freddezza, tocco morbido e portiere battuto. Durante la quarantena forzata la calciatrice azzurra si è dedicata alla lettura del libro «L’arte di correre» dello scrittore giapponese Haruki Murakami.

Guardano avanti le ragazze di mister Giuseppe Marino, animate da un dubbio di fondo. Riprenderà mail il campionato di Serie B?
Si attende la decisione del Governo, Figc alla finestra. Il calcio femminile e non solo con il fiato sospeso.

Credit Photo: Napoli Femminile

Levante Femenino: non rinnovano 8 calciatrici… che forse si trasferiscono al Real Madrid ?

Comunicato stampa a sorpresa del Levante, arrivata terza nella Primera Iberdrola, che ha annunciato che ben 8 calciatrici non hanno rinnovato il contratto e non faranno parte del progetto 2020-21.

Si tratta anzitutto del portiere Sandra Torres, alle blaugrana dal 2016, che quest’anno si è giocata il posto con  la rumena Andreeea Paraluta, più esperta, spesso preferita dall’allenatrice del Levante.

In difesa tra le epurate ecco Ivana Andrés, classe 94, ben 21 presenze quest’anno, dal 2018 al Levante, una lunga carriera internazionale prima con le giovanili della Spagna e in prima squadra con cui ha partecipato al mondiale del 2015 a soli 21 anni.

In mezzo Nerea Pérez, dal 2011 al Levante, cambierà casacca dopo una lunga permanenza con la maglia blaugrana. Gemma Gili era arrivata solo l’anno scorso dal Barcellona dopo avere vinto 3 volte la Liga e 4 volte la Coppa della Reina. Il suo addio è a sorpresa dopo un’ottima stagione con 4 reti segnate e 20 presenze nella Primera Iberdrola.

Un altro perno del centrocampo è costretta a cambiare maglia: Maitane, anche lei classe 1995, andrà via nonostante le 19 presenze quest’anno ed una carriera internazionale in ascesa. Anche Guti dal 2013 al Levante vivrà una nuova avventura. Nel suo palmares una Liga e due Coppe della Reina con la maglia del Barcelona.

In attacco confermatissima Eva Navarro, classe 2001, autrice di 8 reti quest’anno ed Alba Redondo, a segno 9 volte. Vanno via invece Sonia Bermudez e Corredera. La numero 7, quest’anno non ha lasciato il segno e a 29 anni è pronta ad una nuova sfida. Soni, ex numero 8 del Levante, classe 1984, è tra le calciatrici spagnole ad aver vinto più titoli con all’attivo 9 Liga, 3 Coppe della Reina e 4 titoli di pichichi, massimo goleador della Liga.

Auguriamo a tutte le ragazze ogni fortuna.
Dietro questi addii ci sarà lo zampino di Florentino Pérez che stava già cercando di strappare a tutti i costi Ona Battle?
Questo calciomercato sarà davvero emozionante e ricco di sorprese.

Credit Photo: Levante UD Femenino

Alice Bianchini, responsabile marketing Chievo Fortitudo Women: “Troppo rischioso andare avanti, ma ne usciremo più forti”

La stagione 2019/20 del Chievo Fortitudo Women si è concluso anzitempo per via della pandemia Covid-19 con un quinto posto che sa di amaro.

Nell’attesa di sapere cosa decreterà la FIGC sulle promozioni e retrocessioni nella Serie B, la responsabile marketing della società gialloblù Alice Bianchini ha spiegato, attraverso il sito de l’Arena, le ragioni che hanno portato a questo definitivo stop: “In questi mesi non siamo stati mai fermi, abbiamo messo sul piatto i vantaggi e gli svantaggi di continuare il campionato, ma era troppo rischioso proseguire. Per le ragazze è una passione e non poter venire al campo è stata dura. Questo periodo di sicuro ci renderà ancora più forti. Presto, speriamo“.

Credit Photo: Pierangelo Gatto

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