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Tatiana Bonetti, Fiorentina Women’s: “sono per la ripartenza. Mercato? Parlerò con la società”

La numero dieci della Fiorentina Tatiana Bonetti ha partecipato ad un diretta social di News Calciomercato Live. Nel corso del suo intervento, l’attaccante viola ha affrontato temi che riguardano la sua carriera, la pandemia e il mercato. Di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla quarantena e il periodo che stiamo vivendo:  Non eravamo abituate. Sono felice per aver avuto l’occasione di passare del tempo con la mia famiglia ma vorrei tanto ricominciare. Mi manca il pallone e mi manca il campo. Mi mancano anche le emozioni che ti regala il calcio.

Cosa ne pensi della situazione che si è venuta a creare a causa del Covid-19?  Noi siamo considerate come dilettanti ma a tutti gli effetti agiamo da professioniste. La mia speranze è che il protocollo approvato per il calcio maschile venga utilizzato anche per noi donne. Non è giusto che usiamo protocolli differenti. Vogliamo ripartire in massima sicurezza. Aspettiamo novità. Io sono a favore della ripartenza ma bisogna valutare se è possibile. Ci sono dei pro e anche dei contro, motivi che spingono affinché si riavvii tutto e perché la si chiuda qui.

Qual è il tuo calciatore preferito?  Da piccolina stravedevo per Alessandro Del Piero. Oggi mi piacciono moltissimo Lionel Messi e Paulo Dybala, sono due fenomeni e due straordinari numeri 10. 

Cosa ricordi del tuo esordio in Serie A?  Volevo a tutti i costi giocare nella massima serie. Stare ai massimi livelli significava allenarsi di più e avere maggiori possibilità anche per raggiungere la Nazionale. Feci un provino con la Riozzese e andò talmente bene che mi inserirono subito in prima squadra. Sfortunatamente però siamo retrocesse data la presenza di formazioni più forti della nostra. In seguito arrivò la chiamata del Tavagnacco e con il sostegno dei miei genitori mi sono trasferita a Udine. Lì ho giocato 5 anni, ho vinto uno scudetto, due Coppe Italia e ho esordito in Champions League. Poi mi giunse la chiamata dal Verona e sono partita per il Veneto.

E a proposito del Verona? Ho avuto la fortuna di giocare con delle calciatrici fortissime come Patrizia Panico e Melania Gabbiadini. Abbiamo vinto lo scudetto al primo anno e questo mi ha reso felicissima. Nel secondo anno si sono palesati problemi a livello societario e siamo vistosamente calate. Al termine della stagione ho deciso di cambiare aria.

Cosa ne pensi del Movimento calcistico femminile in Italia? Stiamo crescendo moltissimo e questo spinge molte ragazze e bambine a iscriversi nelle scuole calcio. Tutto ciò è merito del Mondiale 2019 che ha permesso al nostro Movimento di farsi conoscere agli italiani i quali si sono appassionati alla nostra disciplina. Il Mondiale in Francia deve essere un punto di partenza e non un punto di arrivo secondo me. 

Cosa ne pensi della stagione attuale? Purtroppo non siamo partite benissimo. Non siamo riuscite a trovare quell’equilibrio che ci aveva contraddistinto nelle stagioni passate. Sono arrivate tante calciatrici nuove e abbiamo impiegato molto tempo a conoscerci e a formare un gruppo coeso. Alla fine però c’eravamo anche riuscite; è stato un vero peccato dover interrompere tutto così a causa del virus. 

Cosa puoi dirci a proposito del Presidente della Fiorentina Rocco Commisso? Sono contenta della dirigenza che abbiamo. Sono persone gentilissime che ci fanno sentire molto importanti aiutandoci a crescere. Commisso punta forte anche su di noi e questo ci dà motivazioni e grande orgoglio.

Quali differenze percepisci tra il mondo maschile e femminile nel calcio? Penso che nel calcio femminile sia molto più evidente la passione che ci mettiamo. A differenza degli uomini noi non guadagniamo cifre da capogiro e questo ci permette di mostrare molto di più il sentimento che noi proviamo quando siamo in campo e giochiamo. A livello tecnico io sinceramente non vedo tutta questa grande differenza. 

A proposito di mercato? Ho avuto diverse offerte da altre squadre ma prima di prendere una decisione parlerò con la Fiorentina. Decideremo insieme il mio futuro. Per il momento mi sento un calciatrice viola a tutti gli effetti. 

Ringo scende in campo con FIGC: sarà “Official Partner” delle Nazionali italiane di calcio per il biennio 2020-2021

Ringo, l’iconico snack farcito con una golosa crema racchiusa tra due biscotti, uno alla vaniglia e uno al cacao, ha siglato una partnership con FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio – e sarà “Official Partner” delle Nazionali Italiane di Calcio fino al termine del 2021.

Una collaborazione che permette a Ringo di continuare a valorizzare il proprio impegno nel mondo dello sport, come testimoniano le numerose campagne pubblicitarie del brand. Calcio, baseball, pallacanestro, hockey su ghiaccio fanno da sempre sfondo agli spot di Ringo. In ambito calcistico il primo spot andato in onda è nella metà degli anni ’90 ed il legame è continuato grazie alla scelta, tra i testimonial, di grandi campioni come Ricardo Kaká e Stephan El Shaarawy.

In un momento di grande difficoltà per il Paese, Ringo ha ritenuto doveroso supportare il sistema sportivo nazionale attraverso questa partnership con FIGC che ci rende particolarmente orgogliosi: un modo per vincere tutti insieme, tifando Italia e l’Italia”, ha dichiarato Alessandro Vetuschi, Brand Manager Ringo. “Le Nazionali di Calcio, femminile e maschile, incarnano i principali valori positivi dello sport come condivisione, amicizia, lealtà e spirito di squadra, che sono insiti nel DNA della marca e di cui Ringo si è sempre fatta promotrice nei suoi 53 anni di esistenza.”

Siamo lieti – commenta il Segretario Generale FIGC Marco Brunellidi accogliere nel novero dei partner FIGC un’azienda prestigiosa e il marchio Ringo, storicamente associato al calcio e molto apprezzato, non solo dai giovani. Questo percorso comune prende il via in una fase particolare per il calcio italiano nella quale saranno fondamentali il dinamismo e la voglia di ripartire con slancio, per contribuire fattivamente ad un ritorno alla normalità e allo sport attivo. La scelta di Ringo testimonia la volontà di condividere con noi responsabilità e passione”.

IL GRUPPO BARILLA E LO SPORT
A partire dalla storica sponsorizzazione della AS Roma, che vinse lo scudetto nella stagione 1982-83, sono numerosi gli esempi di collaborazione tra il Gruppo Barilla (di cui Ringo, con Pavesi, è parte) e il mondo dello sport. Come non ricordare Steffi Graf o Stefan Edberg, campioni del tennis, oppure Francesco Moser nel ciclismo, Valentino Rossi nel motociclismo, fino alle più recenti partnership con Federica Pellegrini, Ricardo Kaká, Stephan El Shaarawy, Roger Federer e le attuali testimonial Barilla: Mikaela Shiffrin, campionessa di sci alpino, e la giovane tennista Coco Gauff.

Il Gruppo Barilla
Barilla è un’azienda familiare, non quotata in Borsa, presieduta dai fratelli Guido, Luca e Paolo Barilla. Fu fondata dal bisnonno Pietro Barilla, che aprì un panificio a Parma nel 1877. Ora, Barilla è famosa in Italia e nel mondo per l’eccellenza dei suoi prodotti alimentari. Con i suoi brand – Barilla, Mulino Bianco, Pan di Stelle, Gran Cereale, Harry’s, Pavesi, Wasa, Filiz, Yemina e Vesta, Misko, Voiello e Cucina Barilla – promuove una dieta gustosa, gioiosa e sana, ispirata alla dieta mediterranea e lo stile di vita italiano.

Quando Pietro ha aperto il suo negozio più di 140 anni fa, il suo scopo principale era quello di fare del buon cibo. Oggi quel principio è diventato il modo di fare business di Barilla: “Buono per Te, Buono per il Pianeta”, uno slogan che esprime l’impegno quotidiano di oltre 8.000 persone che lavorano per l’azienda e di una filiera che condivide i suoi valori e la passione per la qualità.

“Buono per te” significa migliorare costantemente l’offerta di prodotti, incoraggiare l’adozione di stili di vita sani e favorire l’accesso al cibo.

“Buono per il pianeta” significa promuovere filiere sostenibili e ridurre le emissioni di CO2 e il consumo di acqua.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio 

Vincenzo Spadafora, Ministro dello sport: “Il Ministro dell’economia Gualtieri ha firmato il decreto per il fondo di sostegno alle SSD e ASD”

A seguito dell’annuncio tanto atteso sulla ripartenza del campionato, il Ministro Spadafora è apparso in un brevissimo messaggio sui social. Al suo fianco ha presenziato il Ministro dell’economia Roberto Gualtieri. I due membri del governo sono apparsi per dare un ulteriore annuncio importante che riguarda anche il mondo del calcio. Più in particolare, sono le società dilettantistiche quelle tirate in ballo dai due ministri.

A esordire è il titolare del dicastero sportivo: “sono contento di aver ricevuto la conferma della firma di due importanti decreti da parte del Ministro dell’economia Gualtieri. Uno di questi è il sostegno a fondo perduto di 230 milioni per tutte le ASD e le SSD. Ringrazio tantissimo il Ministro Gualtieri“. ASD e le SSD sono le associazione sportive dilettantistiche presenti anche nel mondo del calcio. Di queste fanno parte le squadre di Serie A femminile, almeno fino all’avvento del professionismo.

Infine, per pochi secondi, prende la parola il titolare dei conti dello stato a proposito dei decreti appena firmati: “ringrazio il Ministro dello sport. Siamo impegnati a supportare il mondo sportivo in qualunque modo possiamo. Questi decreti consentiranno alle associazioni sportive di assumersi i costi per la messa in sicurezza delle loro strutture”. Trasuda evidente soddisfazione da entrambi gli esponenti della maggioranza nel dare questo secondo annuncio al termine di una giornata importante.

Goldoni lascia l’Inter Women? E’ a un passo dal Napoli: ecco cosa filtra

Eleonora Goldoni è seguitissima sui social, dove tifosi e appassionati la seguono e supportano costantemente. La sua stagione con l’Inter Women, però, non è stata quella attesa. Secondo gli ultimi rumors, il Napoli dovrebbe puntare sulla calciatrice. Il DS partenopeo, Gianni D’Ingeo, sarebbe ad un passo dal concludere l’operazione con i nerazzurri. Storia già al capolinea tra l’attaccante e l’Inter?

Credit Photo: Andrea Amato

Questa sono io, Lindsey Thomas

Da una piccola isola della Guadalupa in cui era l’unica ragazza a giocare a calcio fino alla Roma, passando per la Francia e la Svizzera, superando le difficoltà legate alla timidezza e alla lontananza dalla famiglia. Ecco l’intervista a Lindsey Thomas, presentata dal partner del Club Manpower Group.

Chi era Lindsey da bambina?
“Ero una bambina molto tranquilla, calma ed educata. Non creavo mai problemi. Mi piaceva giocare e divertirmi e mi trovavo meglio con gli amici maschi. Con le altre bambine o ragazze ho sempre trovato un po’ più di difficoltà”.

Dove sei cresciuta?
“Sono nata in Guadalupa, precisamente a Saint-Claude ma sono cresciuta con i miei nonni a Terre-de-Haut una piccola isola di un arcipelago a sud, le Iles-Des-Saintes e lì sono stata fino a quando avevo 15 anni. La Guadalupa è un dipartimento d’oltre mare della Francia nei Caraibi, c’è una lingua locale ma parliamo tutti francese. È una regione della Francia a tutti gli effetti, c’è anche l’Euro”.

Qual è il tuo primo ricordo legato al calcio?
“Mio cugino giocava nella prima squadra dell’AJSS Les Saintes, il club della mia isola. Mio nonno mi portava sempre a vedere le partite in casa. Poi mio cugino ha iniziato a invitarmi a giocare e mi sono appassionata. Nella nostra isola c’è un centro sportivo con un piccolo stadio in cui la squadra si allena e gioca le partite. Nello stesso complesso ci sono due campi da calcetto”.

Come ha iniziato a fare calcio?
“Ho iniziato a 7 anni nella stessa squadra di mio cugino, l’AJSS. Per giocare le partite dovevamo sempre raggiungere in barca l’isola più grande nella quale c’erano le altre squadre, in tutto ce n’erano 8 se non ricordo male. Non si trattava di una squadra femminile, io ero l’unica ragazza della mia isola che giocava a calcio. Quindi c’eravamo io e 14 ragazzi. Con loro ho giocato per 7 poi sono partita per la Francia”

Da piccola seguivi il calcio francese?
“Ho iniziato a seguirlo da quando avevo 10 anni. Come squadra mi piaceva e mi piace ancora oggi il Lione. Poi vedevo anche le partite della nazionale francese. Come giocatori quelli che apprezzavo di più erano Thierry Henry, Karim Benzema, Franck Ribery, Juninho Pernambucano. Crescendo ho iniziato a seguire più gli attaccanti come Kylian Mbappé, Robert Lewandowsky e Alexandre Lacazette quando era al Lione”.

Le partite le vedevi a casa con i tuoi familiari oppure con i compagni di squadra?
“A casa no, non avevamo i canali che trasmettevano il campionato francese, quindi mi organizzavo con i miei compagni. La nazionale però la vedevo anche a casa. Il primo grande evento che ho seguito sono stati i Mondiali del 2006”.

Nel calcio femminile invece quali sono i tuoi idoli o modelli?
“Mi piace seguire tutti i campionati ma quello francese ovviamente è quello che conosco meglio. Mi piacevano molto Dzsenifer Marozsàn, Eugénie Le Sommer, Kadidiatou Diani e Amel Marji. Ho visto tante partite del Mondiale del 2019 mi è piaciuta tantissimo l’Inghilterra, mi ha sorpreso positivamente il Brasile e c’è poco da dire sugli Stati Uniti che hanno una squadra fortissima”.

Come si è aperta la possibilità di trasferirti in Francia?
“Il mio allenatore all’AJSS era andato a Bordeaux per un torneo e lì ha visto una squadra di ragazze e si è informato su come avrei potuto entrare a farne parte. Tra i passaggi necessari c’era il superamento dell’esame di licenza media. L’ho sostenuto a Bordeaux e quindi sono potuta entrare in squadra”.

Come hai vissuto il passaggio dai Caraibi all’Europa?
“All’inizio è stato difficile, ero completamente sola. Non mi ero mai allontanata dalla mia famiglia e non ero mai stata in Francia. Ero felice di poterla scoprire ma ho dovuto cambiare tante delle mie abitudini. Vivevo in un collegio e i primi mesi è stato difficile da accettare, soprattutto il dover dormire condividendo la camere con le altre ragazze senza avere uno spazio mio. Poi le cose sono gradualmente migliorate”.

E il passaggio tra una squadra maschile e quella femminile come lo hai vissuto?
“Inizialmente non mi facevo domande, giocavo come avevo sempre fatto. Un giorno però un’altra ragazza mi ha detto una cosa che mi ha destabilizzato un po’: ‘Tu non devi fare con noi le stesse cose che facevi quando giocavi con i maschi’. Non so di preciso a cosa di riferisse, probabilmente parlava dell’intensità o del mettere il piede nei contrasti. Però questa frase mi ha messo un po’ a disagio, avevo timore di comportarmi in maniera sbagliata e questo ha un po’ influenzato negativamente la mia crescita calcistica in quel periodo”.

Dopo un anno a Bordeaux ti sei trasferita a Montpellier…
“Sì, lì ho completato il percorso delle giovanili fino a firmare il mio primo contratto. È una città in cui mi sono trovata benissimo, c’è un bel clima, il mare è vicino. Anche lì vivevo in un collegio durante la settimana, poi nel weekend ero ospitata da una famiglia. Appena ho compiuto 18 anni mi sono trasferita in un appartamento da sola: finalmente potevo godermi i miei spazi. A livello di squadra però ho vissuto dei momenti difficili, in cui mi sembrava sempre di dover ricominciare da capo dopo ogni momento negativo”.  

Dopo Montpellier sei andata al Basilea: come ti sei trovata in Svizzera?
“All’inizio mi sentivo molto insicura e timida, ma dopo un po’ mi sono ambientata e ho passato 6 mesi positivi. Poi è cambiato l’allenatore e la seconda parte non è stata positiva come la prima”.

E a livello di clima? Non si è accentuato il senso di lontananza dalla Guadalupa?
“Sì, un po’ ma per fortuna nelle vacanze di Natale sono tornata a casa. A ripensarci, di situazioni di difficoltà che mi hanno messo alla prova ne ho affrontate, però sul momento le ho vissute senza pensarci troppo. In generale la mancanza che sento è sempre per la mia famiglia, non per la Guadalupa in sé visto che in Europa mi trovo benissimo”.

“Dopo il Basilea sono tornata al Montpellier e da lì per sei mesi al Girondins Bordeaux che nel frattempo aveva creato la propria squadra femminile. L’ultima squadra in cui ho giocato in Francia è stata il Digione. Dopo di che sentivo il desiderio di conoscere una nuova realtà e ho scelto di venire alla Roma”.

Quando hai capito che il calcio poteva diventare la tua vita?
“Da quando sono arrivata in Francia ho sempre avuto come obiettivo quello di firmare un contratto con una squadra. Sapevo però che sarebbe stato un percorso lungo. E una volta riuscita a firmarlo sono passati tre anni prima che iniziassi a rendermi conto che ce la stavo facendo. Ho avuto questa fortuna ma ho continuato a guardare avanti e a dare il massimo per raggiungere altri obiettivi”.

Come si è concretizzato il passaggio alla Roma?
“Ho voluto cercare un nuovo inizio, ne avevo abbastanza di cambiare ogni anno squadra in Francia. Poi un’occasione con un grande club come la Roma non capita due volte quindi ho accettato con entusiasmo. Mi piaceva questo progetto rivolto al futuro. Ero abituata a viaggiare e in questo caso in più c’era la possibilità di conoscere una cultura differente”.

Che differenze hai trovato tra il campionato francese e quello italiano?
“In Italia si lavora molto i più sulla condizione fisica e sulla tattica. La Serie A rispetto alla D1 è più equilibrata. Ci sono squadre che hanno un passo superiore, ma mentre in Francia sono due, qui sono quattro. Ogni partita è difficile, anche le squadre sulla carta sfavorite non rinunciano a provare a giocare”.

A Roma come ti trovi?
“È una città molto bella, non ero mai stata in Italia. Il clima mi piace molto, il mare non è lontano e le persone sono molto gentili e aperte. Anche nella squadra mi trovo benissimo. All’inizio come sempre ero molto timida ma le compagne mi hanno dato fiducia da subito. Coach Betty Bavagnoli mi parla tanto e questa è una cosa di cui ho sempre avuto bisogno. C’è una mentalità molto positiva e mi sento molto coinvolta”.

In più hai già raggiunto un ottimo livello di italiano…
“Abbiamo iniziato a settembre con le lezioni ma ho trovato molto facile iniziare a capirlo visto che non è così differente dal francese. Mi sono imposta di imparare a parlarlo il prima possibile perché so quanto sia un problema non riuscire a comunicare con le compagne, l’ho provato a Basilea con la difficoltà del tedesco”.

In campionato finora hai realizzato 9 gol: qual è la partita che ricordi con più piacere?
“Quella di Empoli. Era una partita fondamentale per noi, su un campo pesantissimo. Ho segnato l’1-0, poi hanno pareggiato e nel finale ho segnato ancora per il 2-1. È stata una partita speciale, che ricordo con grande piacere. Al contrario ad esempio della doppietta in casa del Milan, della quale mi resta solo la frustrazione per una partita dominata per 70 minuti in cui siamo andate sul 2-0 per poi perderla inspiegabilmente negli ultimi minuti”.

Come hai vissuto lo stop dovuto al Covid-19?
“All’inizio ero tranquilla, per due o tre settimane ho vissuto serenamente la pausa in attesa di vedere come si sarebbe evoluta la situazione. Poi è aumentata la stanchezza di restare sempre in casa, sola, senza pallone, senza allenamenti in campo e senza lo spogliatoio. Ho vissuto un po’ di alti e bassi, non è stato per niente facile. Vorrei troppo ricominciare con gli allenamenti normali dopo giorni e giorni di corsa sul tapis roulant. Mi sono resa conto ancora di più di quanto sono fortunata a fare un lavoro che amo. Restare a casa, senza la pressione delle partite da preparare, senza condividere la quotidianità con le compagne è molto pesante. Spero ci sia la possibilità di riprendere al più presto”.

Come hai passato il tempo del lockdown?
“Ho provato a sfruttarlo al meglio ma restando in casa per tutto questo tempo dopo un po’ non si sa più che fare. Ho letto un po’, ho preso il sole sul balcone, ho cercato di decidere come continuare con l’università. Sono iscritta scienze motorie ma in Francia, mi manca un anno e devo decidere se proseguire a distanza o se proseguire i corsi qui a Roma. Un’altra soluzione potrebbe essere di cambiare percorso e studiare da nutrizionista”.

Di film ne hai visti?
“Sì, tanti e ho approfittato per vederli in italiano per mantenermi allenata ad ascoltarlo. Ho visto Hunger Games, Collateral Beauty, John Wick 1, 2 e 3, Sherlock Holmes e tutta la saga di Harry Potter”.

In tutto questo percorso, c’è un consiglio che hai ricevuto che ritieni sia stato il più importante per te?
“Sono andata lontano da casa da giovane e le indicazioni che mi sono sempre portata dietro me le hanno date i miei genitori: lavorare duro se voglio raggiungere un obiettivo, non pensare mai di avere già tutto, restare sempre una persona semplice, leale e giusta. L’educazione rigida che ho ricevuto dalla mia famiglia è stata fondamentale soprattutto nel momento in cui sono venuta da sola in Francia. Senza di questa sarebbe stato tutto più difficile per me”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Napoli Femminile: “Martina Gelmetti ha fatto 13”

Martina Gelmetti ha fatto 13, come si diceva un tempo quando esisteva il Totocalcio. In realtà, Gelme – come la chiamiamo tutti – ha fatto 13 una sola volta in carriera, quanto almeno al numero di gol realizzati in una stagione.
Quest’anno si stava avviando a battere il suo record: era a quota nove reti quando il campionato si è fermato; mancano (o mancavano) sette partite alla fine e lei era determinata a stabilire un nuovo primato. Del resto, nelle ultime gare è stata spesso decisiva e soprattutto lo ha fatto pur essendo costretta ad allenarsi a scartamento ridotto per un problema fisico.
Capocannoniere italiano del Napoli Femminile, Gelme è stata la gemella del gol di Deppy – con la quale condivide talento e talvolta quell’aria svogliata, arrabbiata, nervosa che genera però, a sorpresa, le sue giocate migliori. Viene dal lago, ha scoperto la bellezza del mare: si è fatta abbracciare da Napoli e dalle compagne ogni volta che ha segnato, a partire da quel primo gol a Cesena che ha “stappato” la stagione azzurra garantendo alle ragazze di Marino la prima vittoria in campionato.
Alla fine, pensateci bene, Gelme ha fatto ugualmente tredici.

Credit Photo: Pagina Facebook Napoli Femminile

Ajax protagonista del calciomercato: tre nuovi colpi in arrivo

La botta dell’ultima stagione si è fatto sentire ed il divario con il PSV è ben evidente. Ma l’Ajax non ci sta e si è tuffata a capofitto nel mondo del calciomercato per provare l’assalto definitivo nella prossima stagione.  Le tre nuove arrivate sono tutti profili giovanissimi con ampi margini di miglioramento; le giocatrici perfette per il processo di svecchiamento che sta portando avanti la dirigenza biancorossa. Dirigenza che è andata a puntare su giocatrici che conoscono bene il campionato dato che arrivano tutte e 3 da squadre dell’Eredivisie.

Il primo colpo in realtà è un ritorno e si tratta della diciottenne Nikita Tromp. Un ritorno dato che la giovanissima trequartista è stato uno dei migliori prodotti del vivaio dell’Ajax della scorsa stagione. Si era messa in mostra con la formazione Primavera vincendo anche il titolo di categoria da assoluta protagonista. La stagione migliore della sua carriera fino ad ora le ha dato la possibilità di andarsi a giocare le sue carte al PEC Zwolle, squadra dell’Eredivisie arrivata penultima nell’ultimo campionato. Con la squadra olandese è scesa in campo 12 volte ed ha messo a segno 5 gol; una media non male per una ragazza della sua età che le ha permesso di diventare la capocannoniera della squadra e classificandosi sesta nella classifica totale. Ora la ragazza torna alla base madre ed avrà la possibilità di esibirsi su un grande palcoscenico dando il meglio di sé.

La seconda giocatrice arrivata alla corte dell’Ajax è Chasity Grant che, nonostante la sua giovane età (classe 2001, vanta già ben 42 presenze nella massima serie olandese con 12 reti all’attivo. Chasity è cresciuta nelle formazioni giovanili dell’ADO Den Haag fin da piccola diventando col tempo il perno della fase offensiva delle gialloverdi. Nell’ultima stagione ha letteralmente trascinato la sua squadra verso la salvezza con all’attivo 4 gol (anche lei capocannoniera della squadra insieme a Maartje Looijen). La punta classe 2001 faceva anche parte della spedizione della nazionale Oranje agli ultimi Europei U-19 dove ha raggiunto le semifinali scendendo in campo quattro volte.   La giocatrice olandese è stata anche inserita nella shortlist del Nominiate Talent 2018,premio olandese riservato ai migliori giovani talenti dello sport olandesi.

Ultimo e terzo acquisto è quello di Quinty Sabajo, centrocampista del 1999 ormai ex Heerenveen. Ottima dettatrice di tempi con un’eccellente capacità di inserimento. Inizia la sua carriera da giocatrice a tutti gli effetti nella stagione 2018/2019 dove con la maglia dell’Heerenveen disputa una stagione mostruosa: 22 presenze, di cui 19 da titolare, con 8 reti. Nella scorsa stagione la centrocampista olandese è stata abbassata passando da mezzala a mediana davanti alla difesa ed il suo calo di gol si è visto(solo due volte ha insaccato la rete). La Sabajo aveva anche partecipato alla Coppa del Mondo U-20 del 2018 con la selezione olandese.

Credit Photo:Ajax Women

Riparte il calcio; Gabriele Gravina, presidente FIGC: “Un messaggio di speranza per tutto il Paese”

“La ripartenza del calcio rappresenta un messaggio di speranza per tutto il Paese. Sono felice e soddisfatto, è un successo che condivido con il ministro per lo Sport Spadafora e con tutte le componenti federali. Il nostro è un progetto di grande responsabilità perché investe tutto il mondo professionistico di Serie A, B, C e, auspicabilmente, anche la Serie A femminile”.

Con queste parole il presidente federale Gabriele Gravina ha commentato la ripartenza delle competizioni calcistiche, come annunciato dal ministro Spadafora al termine dell’incontro odierno con la FIGC e le sue componenti. “Mi sono confrontato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – ha dichiarato Spadafora – che ha espresso compiacimento per la soluzione unitaria trovata insieme al mondo del calcio”.

Il Ministro ha dichiarato che la Serie A ripartirà il prossimo 20 giugno, auspicando che nella settimana precedente si possano disputare le gare di Coppa Italia: “La riunione con tutte le componenti, che ringrazio per la collaborazione – ha aggiunto – è stata molto utile. Come abbiamo detto dal primo momento, oggi l’Italia sta ripartendo ed è giusto che riparta anche il calcio, perché ci sono tutte le condizioni di sicurezza e perché è arrivato l’ok del Cts. Il Cts ha confermato la necessità imprescindibile della quarantena fiduciaria delle squadre qualora un componente del gruppo risultasse positivo al Coronavirus. Abbiamo inoltre avuto la garanzia che il percorso dei tamponi che i club effettueranno non avrà alcuna via preferenziale né andrà a ledere i diritti degli italiani”.

“Nel caso la curva del contagio dovesse tornare a salire – ha sottolineato Spadafora – cosa che non ci auguriamo, si dovrebbe di nuovo sospendere ma la FIGC mi ha assicurato di avere un piano B e un piano C ovvero i play off e i play out o la cristallizzazione dei campionati”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Mister Roberto Salterio lascia la panchina delle rosanero!

La ASD Riozzese comunica in comune accordo con Mister Roberto Salterio, la decisione di interrompere il rapporto di collaborazione al termine della corrente Stagione Sportiva.

La Società ringrazia Mister Salterio per i prestigiosi traguardi conquistati in rosanero e gli augura il miglior proseguimento di carriera.

Credit Photo: Facebook Roberto Salterio

Semaforo verde: la Serie A ripartirà. Il tanto atteso vertice si rivela decisivo

Ci siamo. Il campionato di calcio di Serie A ripartirà secondo le norme stabilite dal Comitato Tecnico Scientifico. Insieme al massimo torneo, riprenderanno anche la Serie B, la Lega Pro e la Serie A Femminile che si riavvierà intorno alla metà di luglio. A tre mesi dall’ultima partita giocata in campionato, il pallone tornerà a rotolare sui campi di calcio. Purtroppo però gli stadi resteranno chiusi al pubblico ancora per un po’ ma intanto la ripartenza porterà una ventata di normalità in un Paese voglioso di ricominciare.

Il Ministro Vincenzo Spadafora ha riferito i risultati del vertice al Premier Conte subito dopo la conclusione della riunione. Il protocollo approvato, al quale sono arrivati anche i pareri positivi degli esperti, prevederà la quarantena di due settimane per le squadre nelle quali saranno trovati dei positivi al Covid 19. Si giocherà ogni tre giorni per consentire al campionato di concludersi entro fine luglio. La data per la ripresa della Serie A è il 20 giugno, la Coppa Italia invece riprenderà il 13 dello stesso mese.

Spadafora ha sottolineato anche la presenza di un piano B che prevede l’inserimento nel calendario di un torneo formato da play-off e play-out. “Il calcio sarebbe ripartito quando ci sarebbero state le condizioni di sicurezza e quando il Cts avrebbe dato l’ok ai protocolli. L’Italia sta ripartendo ed è giusto riparta anche il calcio” ha dichiarato il titolare del dicastero ai microfoni dei media al termine del vertice.

Questione donne: la volontà di far ripartire anche il campionato di Serie A femminile è forte. Bisognerà verificare solo se il protocollo di sicurezza da utilizzare sarà lo stesso usato per gli uomini. Nel caso fosse così, la FIGC dovrà consentire ai club di accedere ai fondi per sanificare le strutture. Nell’attesa di rivedere le nostre donne in campo intanto i maschi porteranno avanti il ritorno alla normalità. Tuttavia sembra che le linee guida, chieste e presentate dal mondo femminile, siano state ben accolte dal Ministro dello sport. Ciò consentirebbe a luglio un’alta possibilità di ripresa del campionato femminile.

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