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Consiglio Federale: i campionati professionistici completeranno la stagione, stop ai Dilettanti

Il presidente Gabriele Gravina ha aperto i lavori alle ore 12.00 con i consiglieri: Dal Pino, Marotta e Lotito per la Lega di A; Balata per la Lega B; Ghirelli, Baumgartner e Lo Monaco per la Lega Pro; Sibilia, Acciardi, Baretti, Frascà, Franchi e Montemurro per la Lega Nazionale Dilettanti; Tommasi, Calcagno, Gama e Zambrotta per gli atleti; Beretta e Giatras per i tecnici; il presidente dell’AIA Nicchi; il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Tisci; il presidente del Settore Tecnico Albertini; il segretario generale Brunelli; la presidente della Divisione Calcio Femminile Mantovani; vice presidente UEFA Uva; il membro UEFA nel Consiglio della FIFA Christillin; presidente ECA e membro Comitato Esecutivo della UEFA Agnelli. Invitato, in qualità di uditore, il presidente dell’AIAC Ulivieri. Tutti i consiglieri si sono collegati in conference call, fatta eccezione per Gravina, Lotito, Ghirelli, Sibilia e Montemurro presenti in sede.

Il presidente federale ha aperto la riunione chiedendo al Consiglio un momento di raccoglimento per tutte le vittime da Covid-19 sottolineando come “le nostre esistenze siano indelebilmente segnate da un’epidemia imprevista e subdola”. Gravina ha ricordato anche diverse personalità legate al mondo del calcio scomparse nelle ultime settimane, compresi i giornalisti Mura, Lauro e Bernardi.

Gravina, inoltre, ha informato il Consiglio dell’avvenuta pubblicazione del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’ al cui interno sono contenuti provvedimenti molto importanti per il mondo del calcio. In particolare: 1) l’ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre; 2) la sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi (anche di Serie A); 3) il riconoscimento della Cassa Integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro lordi; 4) l’istituzione del Fondo Salva Sport con una quota percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive; 5) l’abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva (direttamente il Collegio di Garanzia dello Sport e successivamente il Tar e il Consiglio di Stato) in caso di contenziosi generati dalle decisioni che sono possibili adottare in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento federale sulla determinazione delle classifiche in caso di interruzione dei campionati della stagione 19/20 e quindi sulla determinazione degli organici per la stagione 20/21. “Un risultato molto positivo – ha commentato il presidente federale – che segna un momento significativo per l’intero sistema, abbiamo lavorato in silenzio per l’approvazione di provvedimenti di cui si sentiva un grande bisogno”.

Nomine di competenza

Su proposta della Lega Serie A, il Consiglio ha nominato il dott. Gianni Nanni quale componente della Commissione Medico Scientifica della FIGC, in seguito ha nominato Cristiano Fava componente dell’Organismo di Vigilanza.

Competizioni ufficiali professionistiche e dilettantistiche stagione sportiva 2019/2020

In ossequio al principio del merito sportivo quale caposaldo di ogni competizione agonistica, come previsto dal CIO e dal CONI, e in conformità alle disposizioni emanate dalla FIFA e dalla UEFA nelle scorse settimane, nonché a seguito della pubblicazione dell’art. 218 bis del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’, la FIGC ha espresso la volontà di riavviare e completare le competizioni nazionali professionistiche fissando al 20 agosto la data ultima di chiusura delle competizioni di Serie A, B e C. Precedentemente al riavvio dell’attività agonistica sarà competenza del Consiglio Federale determinare i criteri di definizione delle competizioni laddove, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le stesse dovessero essere nuovamente sospese, secondo i principi di seguito indicati: individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni; in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tangano conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni.

Infine, per effetto di quanto deliberato, la stagione sportiva 2020/2021 avrà inizio il prossimo 1 settembre.

Per quanto concerne, invece, l’attività dilettantistica, ivi compresa quella femminile fino alla Serie B, valutate le condizioni generali e l’eccezionale situazione determinatasi a causa dell’emergenza Covid-19, il Consiglio ha deliberato di interrompere definitivamente tutte le competizioni, rinviando ad altra delibera i provvedimenti sugli esiti delle stesse competizioni. Resta fissato al 30 giugno il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva.

Per quanto riguarda la Serie A Femminile, è stato deciso di verificare nei prossimi giorni le condizioni di ripresa, in base all’applicabilità dei protocolli sanitari da parte dei Club e alla disponibilità di contributi da parte della FIGC.

Licenze Nazionali stagione sportiva 2020/2021

Il Consiglio ha aggiornato l’impianto delle Licenze Nazionali per l’iscrizione ai campionati professionistici per la stagione 2020/2021.

Tra le modifiche, ai fini ammissivi le Società dovranno assolvere al pagamento degli emolumenti (netti) e degli altri compensi scaduti al 31 maggio 2020, intendendosi come tali quelli che, anche sulla scorta dei vari accordi modificativi e novativi eventualmente ratificati dalla Lega, sono effettivamente scaduti a detta data. Si terrà conto in ogni caso degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile).

Il termine perentorio per le iscrizioni verrà fissato nella seconda metà di agosto e comunque dopo la fine dei campionati.

Per quanto riguarda l’impianto delle garanzie fideiussorie, per la Lega B è stato confermato l’importo di 800 mila euro e per la Serie C l’importo di 350 mila euro. Per i soli Club di Lega Pro, in alternativa o a integrazione, potrà essere prodotta una certificazione della Lega, approvata dall’Assemblea, di aver costituito una garanzia collettiva di efficacia equipollente alle garanzie singole di “pari importo” e nel rispetto degli stessi requisiti richiesti ai soggetti fideiussori.

Termini tesseramento in ambito professionistico per la stagione 2020/2021

Nelle more della definizione dei nuovi termini di tesseramento per la stagione sportiva 2020/2021, che saranno stabiliti prossimamente, ha deliberato i termini di deposito dei contratti preliminari: dal 1 giugno al 31 agosto.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Consiglio Federale: stop definitivo ai campionati LND per la stagione 2019-2020

Stop definitivo ai campionati dilettantistici di calcio a 11, di futsal e di calcio femminile, sia a livello nazionale che regionale. Lo ha sancito il Consiglio Federale che si è tenuto oggi a Roma. Sarà sempre lo stesso organismo, chiamato a riunirsi nelle prossime settimane, a stabilire i criteri relativi agli esiti delle competizioni. Al Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, che si terrà venerdì 22 maggio, spetterà invece il compito di formulare delle proposte al riguardo da presentare poi al Consiglio della FIGC. “È una decisione adottata nel rispetto del superiore interesse della tutela della salute di tutti i soggetti che a vario titolo prendono parte alle nostre competizioni – ha dichiarato il Presidente della LND Cosimo Sibilia la peculiarità del mondo dilettantistico rende estremamente complicato ipotizzare, pur volendolo immaginare, uno slittamento del termine della stagione oltre il 30 giugno, come stabilito invece per i professionisti la cui scadenza è stata prorogata al 31 agosto, per concludere le rispettive attività entro il 20 dello stesso mese”. Nel corso della riunione il Presidente della FIGC Gravina ha anche annunciato il riavvio del tavolo il tavolo dedicato alla riforma dei campionati, interrotto dall’emergenza da Covid-19, come più volte richiesto dalla stessa LND. Un tema, quello della revisione dei format, peraltro presente nel programma dell’attuale governance federale. Nella prossima riunione tutte le componenti porteranno le proprie proposte. “Le nostre saranno concrete e pensate in un’ottica di sistema” – ha aggiunto Sibilia.

Credit Photo – Lega Nazionale Dilettanti

Stop definitivo al campionato di Serie C femminile

È arrivato lo stop definitivo al campionato di Serie C femminile da parte del Consiglio Federale della FIGC nella riunione che si è tenuta questo pomeriggio a Roma. Nei prossimi giorni si riunirà la Lega Nazionale Dilettanti per tracciare le proposte da presentare al prossimo Consiglio Federale sulle modalità di scrittura delle classifiche finali dei vari campionati e le decisioni conseguenti.

Le Leonesse chiudono così la stagione al secondo posto, a tre punti dal Vicenza.

«Abbiamo sempre pensato che non si sarebbe mai potuto riprendere questa stagione – le parole del presidente del Brescia Calcio Femminile Giuseppe Cesari – perché la situazione, soprattutto in Lombardia e nella nostra provincia in particolare, è ancora difficile e complicata da valutare. Chiaramente, dal punto di vista sportivo, dispiace non riuscire a terminare la stagione perché nel momento dell’interruzione avevamo ingranato, eravamo in un gran momento con una bella rimonta in classifica. Abbiamo perso un anno, ma fortunatamente nient’altro. Ora sarà importante capire come ci si riorganizzerà per il futuro prossimo, per ripartire con la nuova stagione».

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

La FIGC ha deciso: stop ai dilettanti; Serie B sospesa ma per la A persiste la speranza di un rientro in campo

E’ arrivato il giorno del tanto atteso Consiglio Federale in FIGC. A seguito della riunione tenutasi nella sede centrale della Federazione, arrivano i primi responsi. Per quanto concerne il calcio maschile, si ferma la Serie D mentre tutti gli altri proveranno a concludere la stagione. Nel settore femminile la questione sembra essere diversa. Pur essendo arrivato lo stop ai dilettanti, di cui fanno ancora parte le nostre donne, la Serie A potrebbe non fermarsi così.

La serie cadetta invece è stata definitivamente sospesa e torneranno a settembre in campo. Ma per quanto riguarda la massima categoria pare si voglia tentare una ripartenza. Nei prossimi giorni verranno attentamente esaminate tutte le opzioni sul tavolo. I club più blasonati dovranno provvedere alla sanificazione degli impianti sportivi per riprendere gli allenamenti. Ma se loro possono permetterselo, che ne sarà dei club minori? Alcuni giorni fa si era arrivato alla quantificazione dei costi per le operazioni di messa in sicurezza (che si aggirano sui 300/500 mila euro). I club senza società di Serie A maschili alle spalle, rischierebbero il collasso economico.

In loro soccorso dovrebbe arrivare un fondo creato appositamente per supportare le attività di contrasto al virus per i club più piccoli. Era stato il Ministro dello sport Vincenzo Spadafora a parlarne nel corso dei suoi interventi in Parlamento la scorsa settimana. Il supporto economico messo in campo dal Governo permetterebbe la messa in sicurezza dei centri sportivi delle squadre consentendo un controllo costante e quindi la ripresa. Al momento però dal mondo femminile tutto tace. L’unica presa di posizione è arrivata da Carolina Morace che in una recente intervista ha parlato della mal gestione della situazione da parte dei vertici calcistici.

Gianpiero Piovani, Sassuolo Women: “A Brescia ha fatto male perdere lo scudetto all’ultimo”

Gianpiero Piovani è intervenuto nella diretta Instagram di lapartitasfigata lasciando delle dichiarazioni sulla sua esperienza al Brescia e sulla situazione del calcio femminile in Italia.

“La mia prima partita di calcio femminile che ho visto è stata proprio una del Brescia, quel giorno giocavamo di domenica e sono andato a vederle. Inizialmente era più una curiosità poi da lì sono andato partita dopo partita. Il presidente Cesari mi notò, mi presentò il progetto e mi convinse ad accettare questa sfida. Il mio primo anno abbiamo fatto una stagione da favola, ha fatto male perdere lo scudetto all’ultimo.”

“Non era facile sostituire una come Milena Bertolini. Cesari ha portato il calcio femminile a Brescia inizialmente per far giocare la sorella lì senza portarla sempre a Milano, poi si è innamorato completamente di questo sport e sono 33 anni che sostiene questo sport. Per me non è stato difficile ambientarmi grazie alla dirigenza più che qualificata ed in primis per presidente Cesari.”

“A livello di campo e di stile di gioco faccio le stesse cose che facevo con gli uomini. Non dico che ci stiamo avvicinando al livello maschile ma stiamo colmando questo gap a livello tecnico.”

“Quando ho vinto la panchina d’oro non me l’aspettavo perché c’erano molti allenatori più esperti e preparati di me nel calcio femminile. Probabilmente mi è stato riconosciuto il fatto che avevamo una squadra tutta nuova ed in una settimana l’abbiamo messa in piedi nel migliore dei modi.”

Credit Photo:Arnaldo Cavallotti

Carolina Morace: “Calcio femminile discriminato e bistrattato, serve chiarezza!”

Il calcio femminile vive nella discriminazione più totale. E’ trattato secondo ciò che più fa comodo: una volta da professioniste e una volta da dilettanti, serve chiarezza!”. Carolina Morace chiede maggiore considerazione del calcio femminile in un momento così delicato anche per un’industria molto più ricca come quella del calcio maschile. Una carriera da portavoce del calcio femminile in Italia, piena di successi, vittorie e record che le hanno attribuito riconoscimenti internazionali e menzioni nelle bacheche più importanti del mondo. In esclusiva ai nostri microfoni ha parlato delle mosse che si dovrebbero mettere in atto per salvaguardare il calcio femminile, dei prossimi Europei e dell’attuale Serie A maschile

C’è stato il Consiglio Federale che va verso la decisione dello stop definitivo anche al calcio femminile. E’ la scelta più giusta? “La scelta si doveva prendere anche prima. Le premesse per cui riprenda il calcio maschile le conosciamo tutti e sono un bagno di sangue. Nel femminile no. Non capisco perché accomunare i due mondi. Si parlava di professionismo e le ragazze sono dilettanti, per cui non ho proprio capito il protrarre fino ad oggi. Si è fermata la pallavolo femminile che genera molti più introiti del calcio femminile. Non riesco a capire perché la cassa integrazione per le ragazze del calcio non sia arrivata… Facciamo un po’ di chiarezza. Non è che possono essere professioniste o dilettanti quando fa comodo”.

Assodato questo, sarà il momento di dare uno sguardo serio anche alla situazione economica del calcio femminile. Con lo stop ci saranno perdite enormi per un settore che stava iniziando a muovere i primi passi concreti. Cosa si dovrà fare secondo lei? “Il calcio maschile vogliono farlo ripartire perché altrimenti 4 o 5 società rischiano di saltare. Ciò significa che non c’è la copertura adatta. La sostenibilità che manca nel femminile, è molto tirata anche nel maschile. Se ci sono alcune squadre che se si fermano tre mesi non riescono a continuare, non c’è sostenibilità. Anche in Serie B è uguale, forse peggio. Ci sono tante leghe professioniste nel maschile, non ce ne può essere una femminile a 12 squadre?”.

La Nazionale Statunitense si è vista negare il diritto alla parità salariale e conosciamo tutti quanto sia sviluppato in America il calcio femminile. Cosa ne pensa? E’ utopia, a questo punto, credere lo si faccia in Italia e in Europa?“La Federazione dovrebbe seguire l’esempio tedesco e mi spiego: il Mondiale vinto dagli uomini deve avere lo stesso valore di quello vinto dalle donne. Questa è una cosa da fare a prescindere dal professionismo. E’ una vera e propria discriminazione della Federazione, non ci sono scuse. Il valore di un Mondiale, di un Europeo o di un secondo posto deve essere uguale, porterebbe anche un numero maggiore di tifosi ad appassionarsi al calcio femminile.

La mia generazione è arrivata due volte in finale di un Europeo e nonostante questo il nostro calcio non si è sviluppato perché i dirigenti di allora erano miopi, avevano il prosciutto sugli occhi.Avevamo tante giocatrici importanti, si giocava benissimo: se solo ci avessero creduto loro, avrebbero venduto il prodotto come tutti gli altri Paesi.Probabilmente non ne capivano tantissimo di calcio”.

Gli Europei sono stati rinviati al 2022: per l’Italia è una possibilità in più vista la crescita di calciatrici giovani o è un rischio perché si va incontro all’aumentare dell’età da parte delle più esperte? “Abbiamo un problema di numeri che sarà risolto tra qualche anno. Adesso i papà iniziano a portare le figlie a giocare nella Roma, nella Juventus, nella Fiorentina o nel Milan. Diciamo che tutto quello che verrà sarà positivo perché siamo 20 anni indietro. Sarà più difficile del Mondiale perché lì eravamo la sorpresa e questa volta ci conoscono. Speriamo che qualche esca qualche giovane che possa fare la differenza e che ci sia il gruppo di prima, senza esclusioni. Le più grandi sono molto importanti ma credo ci saranno tutte. Solo Sabatino è più grande ma lei è una giocatrice di grandissima esperienza, non dovrà fare tutta la partita e potrà dare una grossa mano”.

Lei ha allenato Daniela: cosa ci può dire? “Al Sassuolo sta facendo bene, nel Milan si è espressa al massimo livello. Lei è una che i gol li fa. Per me non è solo una calciatrice di un certo modo, lei fa la differenza umanamente. E’ un capitano che pensa alla squadra, non pensa solo ai fatti suoi. La conoscevo perché la chiamai in Nazionale e mi piacque da subito come persona. E’ un vero leader, ha un carisma naturale perché si preoccupa delle altre, fa la portavoce”.

Credit Photo: Facebook Carolina Morace

Arrivano le decisioni del Consiglio Federale: dilettanti bloccati ma tutto è ancora indeciso

Oggi a mezzogiorno si aspettava con ansia il Consiglio Federale della FIGC che avrebbe delineato con chiarezza il da farsi sui vari campionati. Così è stato, o per lo meno sono state chiarite molte cose.

In primis è stato ribadito più volte come la Serie A, la Serie B e la Serie C maschile devono ripartire, sia per l’economia sia per dare un barlume di speranza ai cittadini. Ovviamente le partite saranno svolte a porte chiuse  e con tutte le precauzioni sanitarie del caso. Inoltre la fine della stagione è stata decretata per il 31 agosto, con i campionati che dovranno terminare entro e non oltre il 20 agosto. Oltretutto, se le competizioni non venissero chiuse in tempo, non si esclude l’introduzione della formula dei playoff/playout.

Passando al capitolo femminile, dato che è stato decretato che i dilettanti devono fermarsi, a rigor di logica anche i campionati femminili dovrebbero bloccarsi, ma a quanto pare così non è. Infatti la decisione finale spetterà alla Divisione Femminile, presieduta da Ludovica Mantovani, che dovrà stabilire se almeno il campionato di Serie A possa andare avanti. Per quanto riguarda invece B e C come tutti i campionati minori, la chiusura definitiva dei campionati è cosa certa.

Rita Guarino: «Che bella sensazione tornare in campo»

Rita Guarino, coach della Juventus Women, è ritornata in campo come si può vedere dal suo profilo Instagram. Il tecnico bianconero ha condiviso una foto che la ritrae sul terreno di gioco con tanto di mascherina.

ritaguarino11«La partita non è ancora finita, siamo ai tempi supplementari e occorrerà ancora tanta pazienza…ma che bella sensazione tornare a calpestare quel prato!». #finoallafine ⚪️⚫️ #juventus 🌪🔥 #liveahead
Credit Photo: Pagina Instagram Rita Guarino

I segreti tattici delle viola: intervista con il Match Analyst Marco Merola

Il gioco del calcio, con una palla e due porte, è ormai solo una sineddoche per un sistema molto più complesso e articolato. L’evoluzione del pallone è evidente e oggi la “squadra” non sono più solo gli/le 11 in campo, bensì un insieme molto più denso. Uno di questi ingranaggi chiave che può cambiare le sorti di una partita è il Match Analyst.
Già presente nei settori maschili, ha fatto la sua comparsa anche nel mondo femminile diventando ormai un anello fondamentale della catena. Ne abbiamo parlato con Marco Merola, ventinovenne Match Analyst della Fiorentina Women’s FC che dal 2018 segue e prepara le partite della viola.

Per prima cosa può descriverci in maniera semplice la sua professione?
Cosa fa un Match Analyst?

“Sarebbe più facile mostrarlo che spiegarlo, dovrei aprire il computer e far vedere una partita. Sintetizzando un Match Analyst analizza la prestazione collettiva in allenamento e in partita. Ci soffermiamo molto più su di noi che sugli avversari, analizziamo la performance della squadra. Non è sempre chiaro a tutti, qualche giocatrice non si ricorda mai il nome del mio ruolo per cui dico sempre “chiamatemi video analista” (ride)”.

In questo periodo particolare quanta astinenza di calcio c’è e professionalmente come riesce a colmarla?
“C’è tanta astinenza, ma il nostro lavoro non si ferma. Sto seguendo le sedute di Fabio e Giacomo (Barducci e Palchetti, preparatori fisici ndr) e stanno facendo un lavoro incredibile. Personalmente sto già lavorando alla prossima stagione, analizzando le nostre partite già giocate e preparando applicazioni per il futuro. All’inizio del lockdown ho iniziato a guardare i match contro i nostri probabili futuri avversari, così da essere pronto in caso di ripresa del campionato. Potrebbe essere un lavoro a tempo perso ma non lasciamo niente al caso. Poi ho iniziato a dare più importanza ai nostri movimenti riguardando le nostre performance, insieme ad alcune partite di Champions League maschile”.

Qual è l’importanza dei dati che raccoglie durante le partite?
“Già durante la stagione teniamo d’occhio i dati e per quanto ci siano diverse scuole di pensiero restano una parte fondamentale. Mister Cincotta ad esempio vuole guardare i numeri, è per questo che durante la stagione ha cambiato ruolo a diverse giocatrici per farle rendere meglio. Pensiamo a Vigilucci che ha giocato in ogni posizione, o alla stessa Guagni che ha fatto terzino ma anche esterno di attacco! Poi ci sono i dati di reparto: la nostra difesa ha una serie di statistiche importanti di cui andare orgogliosi. È fondamentale avere questi dati come riferimento, anzi passarli all’allenatore il più spesso possibile per dargli un ulteriore aiuto”.

Ecco che tipo di collaborazione c’è tra Match Analyst e Allenatore?
Il rapporto cambia, anche a seconda di apertura mentale e conoscenza dell’utilità del mio lavoro. Io sono fortunato perché Mister Cincotta, oltre ad avere una vasta esperienza nel settore femminile, ha subito preso in considerazione il mio lavoro e ne ha capito l’applicazione. Questo mi ha dato fiducia e autostima per poter sottoporre le mie considerazioni. Devo dire che fin dal mio primo giorno anche gli altri mi hanno preso sottobraccio e hanno mostrato disponibilità e attenzione. Tra di noi c’è una sinergia che funziona, purtroppo non è sempre così e la figura del Match Analyst talvolta è quasi “denigrata””.

Invece molto spesso è l’asso nella manica di una squadra perché evidenzia punti forti e deboli di entrambe le squadre in campo.
Durante il match di cosa si occupa, quando interviene?
“Il giorno gara decide il Mister se ha bisogno di me in campo o in tribuna. Quando non c’era la panchina aggiuntiva andavo in tribuna nella parte di campo dove il Mister voleva arrivassero consigli precisi, quest’anno invece sono a bordocampo. Qualcuno potrebbe obiettare che da lì non controllo la tattica ma non è così. La partita è il riassunto della settimana, il grosso del lavoro viene fatto sul campo di allenamento e durante il match controllo da vicino l’applicazione”. 

Il momento più delicato è l’intervallo, quando potete decidere se cambiare in corsa o mantenere l’assetto tattico.
“Quando rientriamo negli spogliatoi Mister Cincotta vuole sapere cose precise: cosa è successo rispetto alla nostra idea tattica, come si comporta la difesa, come risolvere le difficoltà. Solitamente insieme allo staff tecnico ci riuniamo qualche minuto confrontandoci prima che Mister Cincotta parli alle ragazze. Poi le decisioni su tattica e cambi restano al Mister: durante la settimana gli ho già fornito tutto il materiale”. 

La squadra come vive il suo lavoro? C’è differenza tra settore maschile e femminile?
“Quando sono arrivato al settore femminile ho trovato ho trovato un ambiente molto accogliente per la mia figura professionale. Le ragazze non si accontentano, vogliono rivedersi, capire gli errori e per questo mi chiedono anche clip personali. Talvolta preparo anche clip per reparto e con Mister Cincotta riguardiamo alcune situazioni. Mi hanno spiazzato perché capiscono e apprezzano il contributo del Match Analyst”.

In due anni ha raccolto molte vittorie, alcune frutto proprio del lavoro settimanale. Anche in questa stagione le statistiche parlano per voi.
“Sono molto orgoglioso di quanto fatto in questi anni. Mi ricordo soprattutto la mia prima partita importante valevole per un trofeo, ovvero la Supercoppa. Avevamo studiato le transizioni offensive al dettaglio e dopo appena 30” le ragazze misero in pratica uno dei miei consigli. Avevo i brividi. Poi arrivò la vittoria ma ce la godemmo poco, dovevamo pensare già al prossimo impegno. Questa stagione il livello si era alzato molto ma stavamo giocando bene. Mi hanno impressionato positivamente la Juventus e la Roma, hanno un’organizzazione di gioco ottimale. Mi è dispiaciuto questo stop, la nostra squadra ha uno zoccolo duro di giocatrici esperte e un nucleo di giovani promettenti: soprattutto queste ultime avrebbero potuto vivere una stagione positiva e migliorare ancora”.

Invece in Europa quanto è difficile preparare le partite?
“Appena viene effettuato il sorteggio inizio a studiare la squadra avversaria, i profili delle giocatrici e il gioco. Grazie ai software di oggi riusciamo a colmare il gap anche con le squadre meno famose, lo facciamo anche in Campionato. Con Fortuna Hjorring, Chelsea e Arsenal è stato sicuramente più facile”.

La sua è una professionalità quindi molto utile per vincere le partite. Quando andrebbe introdotta a livello giovanile?
“È un tema delicato: nei settori giovanili bisognerebbe usarla solo per controllare i miglioramenti fisici e atletici, solo questo. I bambini si devono divertire, la tattica va introdotta più tardi con la maturità del calciatore. Ovviamente ognuno sceglie il momento migliore per avvicinare i giovani in base ai propri obiettivi, ma credo che fino ad una certa età bisogna concentrarsi su altri valori”.

A livello personale riesce a “sfruttare” la sua professionalità nelle partite con gli amici, nei videogame o guardando le partite in tv?
“Con gli amici preferisco non guardare le partite, divento quasi antipatico perché blocco la schermata per controllare gli schieramenti, il mio lato professionale prende il sopravvento! E anche quando gioco a FIFA spesso perdo perché voglio fare troppa tattica e troppi schemi. Sul campo di gioco è la stessa storia: gioco a calcetto con gli amici che vogliono solo divertirsi, non vogliono sentir parlare di schemi! Per quello vado sul campo con gli altri membri dello staff viola e partecipo alle loro sfide come colpire i coni da una certa distanza, o la traversa. In realtà io e Giacomo (Palchetti, preparatore fisico ndr) siamo i più svantaggiati perché siamo tecnicamente scarsi. Però ci proviamo!”

Per chiudere, il settore femminile rischia di perdere il vantaggio accumulato con il Mondiale e il Campionato. Essendo parte di questo mondo come vive questa incertezza?
“La Famiglia Commisso ci è vicina e questa per noi è una garanzia. I loro progetti sono a lungo termine e il Presidente ribadisce sempre quanto punti sul settore femminile. Noi ci impegniamo al massimo e devo ringraziarli per la loro disponibilità e fiducia. Da parte nostra posso assicurare che lavoreremo professionalmente come sempre e il calcio femminile continuerà a crescere”.

Credit Photo: Alessio Boschi

Un Milan d’atelier sfilerà con Rizza sulla destra

L’eleganza è nel DNA Milan, in campo come fuori. Lo è per comportamenti, lo è per il modo di presentarsi, lo
è per il disporsi sul manto erboso ed esprimere il proprio gioco, lo è per la scelta delle giocatrici. Ed è in tale selezione che il rosso-nero non si poteva che esaltare nella scelta di affidare la fascia destra ad
una calciatrice che, in Azzurro delle Under come con i club, si è sempre rivelata di qualità, tecnica e
cognitiva: Federica Rizza, laterale basso, classe 1997. Prima dello stop, una parte iniziale di Serie A da assoluta protagonista per la ricciola ragazza natia di Lodi, nella quale aveva espresso tutto il proprio potenziale, con percussioni sulla propria corsia di competenza, sovrapposizioni con la rispettiva mezzala e con assist a servire le imbucate di Valentina Giacinti. Una presenta caratterizzata pure per l’importante peso a livello tattico di Rizza nella retroguardia rosso-nera, per una capacità di lettura preventiva della giocata avversaria quanto per un senso della posizione quasi mai sporcato da sbavature. Se poi poniamo sotto la lente di ingrandimento un carattere sempre rispettoso e pacato, la giovane diavola non può che rispecchiare ciò che il club più titolato di Italia è nel profondo: stile ed eleganza. Per la prossima stagione, quindi, una colonna da cui ripartire per mister Ganz e per la Ds Spina, una calciatrice italiana vanto per il movimento tutto e che potremmo vedere presto in Nazionale Maggiore se continua nelle sue decisive prestazioni sul manto erboso.
Credit Photo: Vanni Caputo

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