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Elena Linari, Atletico Madrid: “Sogno di poter crescere, avere la stessa fame e migliorarmi continuamente”

Elena Linari, difensore dell’Atletico Madrid e della Nazionale, ha parlato a Sky Sport:

Il mondiale francese 
Il ricordo più bello? Sicuramene è legato alla prima partita, quella contro l’Australia. Un’emozione incredibile vincere all’ultimo secondo“.

L’Atletico Madrid
“Un’emozione straordinaria. E come può non esserlo quando ti ritrovi a giocare in una delle squadre più importanti al mondo? E’ sicuramente una grande responsabilità, ma è bellissimo. E allora mi godo questo sogno, sperando che duri ancora tanto tempo”.

“E’ stato una stagione travagliata, abbiamo cambiato ben tre allenatori ed essere a 9 punti dal Barcellona ci stava un po’ penalizzando. E’ stata comunque una stagione positiva. Mi dispiace si sia chiusa così, ma al momento è meglio pensare alla salute”.

“Ho passato molto tempo a studiare, anche lo spagnolo. Ma noi fiorentini siamo bravi ed avvantaggiati: ci basta aggiungere una “s” in fondo a tutte le parole, alla Pieraccioni!”

La Fiorentina 
“Onorata di indossare quella maglia e da tifosa poi ancora di più. Per il futuro, non saprei, al momento è ancora tutto da valutare. All’Atletico ho un contratto lungo e poi in Spagna sto davvero bene. Ovviamente mai dire mai”. Un sogno? “Sogno di poter crescere, avere la stessa fame e migliorarmi continuamente”.

Parisse
“Per me Sergio è sempre stato un esempio sotto tutti i punti di vista. E proprio al recordman della palla ovale la calciatrice risponde sul lockdown e la difficoltà di restare a casa, senza potersi allenare. “La cosa più complicata di questa situazione per me è stato il dover calcolare bene il lavoro da svolgere e l’alimentazione: due cose fondamentali per tutti gli sportivi”.

Il soprannome La Talpina
“Mi è stato dato anni fa dal vice allenatore di Cabrini. Non c’è un motivo particolare– spiega la Linari- ma mi è piaciuto molto da subito. Tanto che ormai mi chiama così anche mia mamma!”

Il coming out
“Quando ho scelto di parlarne, mi sono scoperta, ho reso pubblico un aspetto privato per sensibilizzare le persone. Non credo che il calcio significhi omosessualità o eterosessualità, ma semplicemente sport, è quello che mi ha permesso di conoscermi interiormente e di tirar fuori la mia forma d’essere con le altre persone“.

Credit Photo: Facebook Elena Linari

Maurizio Ganz, coach Milan: “Sogno di vincere nuovamente lo scudetto con il Milan”

Maurizio Ganz, tecnico del Milan, ha parlato in diretta Instagram con Milan Tv della sua esperienza come allenatore:

“Con le ragazze c’è un rapporto sincero e sereno, non c’è bisogno di caricarle e anche se si può perdere so che le ragazze danno sempre il 100%. Dico sempre a loro che abbiamo una grande chance, perché siamo al Milan, la società che ha vinto di più nel mondo, ma al femminile non ha ancora vinto nulla e quindi possiamo entrare e rimanere nella storia di questo club. E poi cercare di andare a battere la Fiorentina, la Juventus e la Roma è un bello stimolo. Anche l’Inter arriverà, ne sono convinto. Il mio sogno è vincere nuovamente lo Scudetto con il Milan, ma stavolta da allenatore”.

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Il Pinerolo cambia il DS, in pole la candidata Monica Magnarini

La poca probabilità di tornare in campo muove le squadre verso la nuova stagione. A partire dal Pinerolo, infatti, da quanto trapelato nelle ultime ore il ruolo da Dirigente Sportivo è libero. Al posto di Roberto Panigari è molto vicina la candidata Monica Magnarini. Calciatrice ancora in attività che si dividerà tra campo e scrivania.

Roberto Panigari è stato uno degli artefici della cavalcata dalla Serie D al campionato Interregionale, con tanto di Coppa Italia vinta ai danni di Renzo Ulivieri e del suo Pontedera, potrebbe tornare sul campo come allenatore, in una squadra diversa da quella pinerolese, e le offerte non mancano sia da squadre maschili che femminili. Inoltre, il Pinerolo ha ufficializzato il proprio ingresso tra le società che possono vantare il titolo di “Scuola Calcio Juventus”, sia per quanto riguarda il reparto maschile che femminile.

Credit Photo: Pagina Facebook Pinerolo Calcio

Romina Pinna, Lady Granata Cittadella: “Il nostro movimento sempre al servizio di chi ne ha bisogno”

Il calcio femminile, attende come tutto il movimento in generale, segnali se si potrà o meno riprendere a livello agonistico. Per il movimento sarebbe importante per dare continuità alla crescita che sta avvenendo nell’ultimo anno. Di questo ma anche del suo momento al Lady Granata Cittadella, ilnapolionline.com lo ha chiesto nell’intervista all’attaccante Romina Pinna.

Prima di questa sosta forzata a causa della pandemia Covid-19, qual’era il bilancio tuo personale e della squadra Lady Granata Cittadella?
“Diciamo che a livello di squadra potevamo fare meglio , per esempio abbiamo perso punti facile sia nel pareggio a Perugia che contro il Ravenna che meritavamo di vincere , e la sconfitta contro il San Marino immeritata . Sicuramente con quei punti saremo state più in alto in classifica , quella posizione per le potenzialità della squadra è bugiarda , ma è il campo che parla . A livello personale avrei potuto fare di più ,come mi dico sempre , ma in 8 partite segnare 4 diciamo che non penso di aver fatto male”.

Tu personalmente in questo periodo di pandemia Coronavirus, come ti stai preparando in attesa di tornare all’attività agonistica?
“Il periodo in quarantena all’inizio pensavo come tutti che sarebbe stato per poco invece sono passati 2 mesi e mezzo , ora si fa un po’ sentire la chiusura in casa ma l’importante è la salute . Intanto continuò sempre ad allenarmi con il programma della squadra e cerco di non sgarrare con il cibo , il pallone durante la giornata c’è sempre”.

Il calcio femminile sta mandando tanti segnali a livello di beneficenza nei confronti di chi ne ha bisogno. Te lo aspettavi?
“È un segnale importante ed è sempre una cosa positiva aiutare chi ne ha più bisogno . Sicuramente aiuta a far parlare del movimento di più anche se penso che non siamo considerate come dovremo essere. L’auspicio che questa sosta non rallenti il nostro percorso di crescita che si sta cominciando a vedere, ma qui devono le Istituzioni darci una mano per poter andare avanti”.

Tra Napoli femminile, Lazio Women’s e San Marino Academy quali di queste compagini la reputi più completa?
“Penso che il Napoli a livello di organico sia la più completa . La Lazio penso che faccia il più bel gioco del campionato per quello che ho visto , e il San Marino penso che sia un bel gruppo e che sia lì perché spinta dall’entusiasmo dei risultati. Sicuramente se anche noi , avessimo avuto un pizzico di fortuna in più e fossimo state più ciniche , potevamo giocarcela alla pari contro di queste squadre”.

Credit Photo: Nicolò Meneghetti

Federacao Portoguesa de Futebol: il piano di rilancio del calcio femminile

Liga BPI a 20 squadre; è questa l’idea che ha elaborato la FPF – Federacao Portoguesa de Futebol, per dare sostegno alle squadre femminili in questo periodo di stallo completo. Il board della federazione ha valutato che l’impatto della pandemia è stato significativo soprattutto nei settori calcistici in via di sviluppo ed ha stipulato questo patto normativo-economico affinché l’urto finanziario sia accusato con minore intensità.

Il programma consiste nell’ampliare numericamente parlando la massima serie femminile portoghese passando dalle 12 squadre attuali a 20, facendo salire gli otto club capolisti della prima fase nei rispettivi gironi di II Divisao (la Serie B femminile in Portogallo è suddivisa in 8 gironi in base all’area geografica) e bloccando le retrocessioni dalla Bpi.

La Liga Bpi 2020/2021 sarà suddivisa in due gironi da dieci squadre l’uno (Serie Norte e Serie Sul), di conseguenza le prime quattro di ogni girone verranno ammesse alla Fase Campeao e si giocheranno lo scudetto,  mentre le restanti dodici squadre andranno nella Fase Manutencao, da dove scenderanno ben 6 squadre con due club che saliranno dalla II Divisao (II Divisao che sarà composta da due gironi da otto squadre). Facendo questo processo di ricostruzione, la Lega Bpi rimarrà comunque a 16 squadre aumentando il numero di club partecipanti rispetto a quello iniziale.

Tutto ciò all’inizio farebbe storcere il naso ma l’operazione della FPF non è per la pura competitività del campionato ma soprattutto per salvare molti club dal fallimento finanziario dato che la federazione portoghese ha avviato dalla scorsa stagione un fondo finanziario accessibile a tutti i club della massima serie portoghese. Aumentando il numero di società partecipanti alla Liga Bpi, aumentano proporzionalmente anche le squadre con la possibilità di accesso al fondo e che quindi avrebbero a disposizione un importante sostegno economico che, con la crisi finanziaria che si avrà nel prossimo futuro, fa sempre comodo.

Credit Photo: Federação Portuguesa de Futebol

Benedetta Orsi, Sassuolo “Sabatino è come una sorella maggiore. Sogno? Diventare capitano neroverde”

E’ giovanissima ma ha già una storia molto importante alle spalle, Benedetta Orsi (classe 2000) è tra le calciatrici italiane più interessanti del futuro. Sin da piccola è appassionata di sport e si inserisce nel mondo del tennis, che poi è costretta a lasciare nel 2012 per delicati problemi di salute. E’ forte, li risolve e torna in campo: questa volta con un pallone da calcioche le dà subito innumerevoli soddisfazioni.
Inizia la sua carriera da calciatrice con la Reggiana, con cui vince il primo trofeo della sua vita: il campionato di Serie B (2016-17) a soli 17 anni. Nel 2018 si trasferisce nel Sassuolo, squadra della sua città e qui inizia a mettersi in mostra agli occhi del grande calcio femminile. In esclusiva ai microfoni di Calciomercato24, Benedetta Orsi ha raccontato i suoi obiettivi e le sue speranze future: tutti da realizzare indossando la maglia del Sassuolo Women.

Come hai trascorso la quarantena? Che programma di allenamento vi ha dato la società?
Ho trascorso la quarantena a casa godendomi la mia famiglia anche nelle piccole cose, che per via del calcio, avevo un po’ trascurato in quest’ultimi anni. La società ci ha messo a disposizione un programma per poter mantenere quanto fatto finora a livello fisico, variando le sedute ogni settimana, e alternando allenamenti di forza ad allenamenti aerobici“.

Quanto ti manca il campo?
Molto. Allenarsi da sole non è facile, soprattutto se non si ha la minima idea di quando si potrà tornare a riprendere la nostra routine quotidiana. Mi manca arrivare al campo e trovare le mie compagne, pranzare con loro, allenarmi con loro. Mi manca la ‘vita di squadra’“.

E’ la tua prima vera stagione al Sassuolo, sei diventata subito importante per il club: te lo aspettavi?
Sì, si può dire sia la mia prima vera stagione al Sassuolo, anche se vi sono fin dalla serie B. Quest’anno, avendo terminato gli studi, ho potuto dedicarmi interamente al calcio, riuscendo a trovare un posto da titolare che mi ha permesso di crescere molto. Non è stato tanto il fatto di ‘aspettarmelo’ , quanto ‘lavorare per riuscirci’“.

Ora, pare si vada verso la ripresa, tu e le tue compagne siete pronte a tornare in campo?
Penso che ogni mia compagna abbia lavorato bene in questo periodo, nonostante la situazione, per poter essere pronta a un’eventuale ripresa del campionato. Quando e se ci sarà la possibilità di tornare ad allenarsi per giocare le ultime sei partite di questa stagione, sono sicura che ognuna darà il proprio contributo per poter terminare al meglio“.

C’è chi vuole la ripresa e chi vorrebbe mettere fine ai campionati: da che parte stai?
“E’ difficile schierarsi: io personalmente vorrei concludere il campionato, ma allo stesso tempo vorrei lo si facesse nella sicurezza più assoluta”.

Pian piano sei diventata titolare, ti abbiamo visto giocare su entrambe le fasce e in ogni ruolo: preferisci più difendere o attaccare?
E’ vero, mi piace l’idea di potermi adattare in più ruoli quando è necessario. A inizio anno ho giocato difensore centrale, poi mi sono ritrovata, come l’anno scorso, sulla fascia, ruolo dove penso di riuscire ad aiutare maggiormente la squadra. Giocando con questo modulo, gli esterni si ritrovano ad essere difensori e attaccanti allo stesso tempo, di conseguenza non saprei dire quale dei due mi piaccia di più. Amo difendere, ma allo stesso tempo crossare“.

A proposito della ripresa. Si sente parlare di Serie A ad ogni angolo e il calcio femminile sembra essere stato “dimenticato”. Ti aspetti maggior considerazione?
Io penso che il calcio femminile, ora come ora, sia stato messo in secondo piano dalla Serie A, di cui si sente parlare ogni giorno, solo per una ‘questione economica’, e che non sia quindi stato dimenticato. Sono tanti gli sforzi che le società stanno facendo affinché tutto riprenda nel modo più giusto possibile, ma non è facile avere il controllo su una situazione indefinita“.

In squadra ci sono tante ragazze molto forti e un mito come Sabatino: cosa hai imparato da lei? C’è qualche consiglio che ti ha dato?
Io e Sabatino, nonostante la differenza di età, abbiamo avuto un bel rapporto fin dall’inizio. È stato un po’ come trovare una sorella maggiore che ti dà consigli ad ogni allenamento e ogni partita! Da lei ho imparato tanto calcisticamente parlando, indipendentemente dai diversi ruoli, ma sopratutto a livello umano… Mi ha insegnato l’umiltà, nonostante l’importante carriera che ha alle spalle, e la voglia di migliorarsi ogni giorno, pur avendo già raggiunto importanti obbiettivi. È una bellissima persona che si merita di essere considerata un esempio dentro e fuori dal campo. Ora mi deve un aperitivo! (ride, ndr.)“.

Ti sei già guadagnata la Nazionale e vista la tua giovane età è più che lecito porsi obiettivi importanti. Tra due anni ci saranno gli Europei: quanto ti piacerebbe essere presente in Inghilterra?
Vestire la maglia della Nazionale è sempre un’emozione e poter giocare l’Europeo sarebbe un sogno, sarei ipocrita a dire il contrario. Ma sono anche abbastanza obiettiva e penso che ci sia ancora tanta strada da fare per arrivare a un traguardo del genere. Nonostante ciò, continuerò ad allenarmi e cercare di imparare il più possibile perché nella vita vale il motto ‘mai dire mai’“.

Non hai ancora trovato il primo gol in Serie A: hai in serbo un’esultanza speciale o ti lascerai andare all’improvvisazione?
“No, non ho ancora trovato il primo goal in Serie A, e semmai dovesse accadere penso mi lascerò andare all’improvvisazione e alle emozioni di quel momento”.

Chi è il tuo idolo?
Sinceramente non ho un idolo in particolare a cui mi ispiri. Cerco di prendere il buono da ognuno e usarlo per la mia crescita personale per arrivare, un giorno, ad avere un’identità calcistica ben definita“.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Far parte della famiglia neroverde il più possibile, e da buona Sassolese che sono, diventarne capitano!“.

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

Berglind Björg Thorvaldsdottir pronta a lasciare il Milan?

Come tutte le favole, prima o poi finiscono. L’attaccante islandese era entrata fin da subito nel cuore dei tifosi rossoneri a suon di gol diventando una pedina fondamentale per lo scacchiere offensivo di mister Ganz. Purtroppo rumor di calciomercato danno la Thorvaldsdottir con le valigie in mano e pronta a salutare Milano. La punta era arrivata a gennaio in prestito ed aveva dato un impatto travolgente alla squadra realizzando 5 gol in 5 partite e portando le sue compagne alla vittoria in rimonta contro la Roma, partita vinta grazie ad una sua doppietta e risultata fondamentale per la rincorsa al secondo posto.

Ora però deve ritornare in Islanda al Breidablik, squadra proprietaria del cartellino e con cui ha vinto un campionato, una Coppa d’Islanda e due volte la classifica capocannoniere. Il rientro doveva avvenire da programma dopo la fine del campionato per arrivare pronta al Pepsi Max deild kvenna, massima serie islandese, con la data d’inizio posta a giugno. Ora con la Serie A bloccata, la Thorvaldsdottir ha ricevuto il via libera dal Milan per tornare in Islanda e disputare il suo campionato. Sulla questione è intervenuto il suo allenatore in patria Thorsteinn Halldorsson ai microfoni di Fotbolti.net: “Berglind tornerà a casa nei prossimi giorni, andrà in quarantena e inizierà gli allenamenti con noi per il prossimo mese”. Quindi brutta notizia che sicuramente non farà piacere ai milanisti che, nell’ipotetico caso in cui il campionato dovesse riprendere, non potrebbero contare sulla Thorvaldsdottir.

Credit Photo: Pagina Instagram Berglind Björg Thorvaldsdottir

Una lunga storia in biancoazzurro: Simona Innocenti ieri e oggi

È cosa nota: coltivare la propria passione calcistica senza essere professionisti richiede grossi sforzi. Ancora maggiori se il tuo è un lavoro organizzato in turni che a volte si sovrappongono agli orari degli allenamenti e delle partite. Ma se quella passione di cui sopra è veramente autentica, un modo per farla convivere con le responsabilità lavorative si trova. Specie i tuoi compagni di viaggio sono quelli giusti.

Ne offre una testimonianza diretta Simona Innocenti, partita dalle giovanili biancoazzurre e oggi parte della squadra in lizza per la Serie A. Una stagione di impegni sempre più pressanti dal punto di vista sportivo, ma anche di responsabilità crescenti sul fronte lavorativo, lei che di mestiere fa l’Operatrice Socio Sanitaria presso un centro per disabili di San Marino. Eppure, grazie al suo spirito di sacrificio, e grazie alla disponibilità delle persone che ha accanto, la magica alchimia si è trovata. E così Simona ha potuto vivere senza grandi rinunce quella che rappresenta la stagione più importante nella storia di un ambiente, il calcio femminile sammarinese, che lei conosce fin dai suoi esordi.

“Arrivare a questi livelli avendo alle spalle oltre 15 anni in biancoazzuro significaprovare tanto orgoglio e soddisfazione. Nello sport non c‘è niente di scontato o regalato, e per me ha un sapore ancora più speciale poter calcare un palcoscenico come la Serie B assieme alla San Marino Academy, che considero la mia seconda famiglia. Il tanto tempo passato con indosso questi colori rende tutto ciò semplicemente stupendo.”

Tanto tempo, ma si fa per dire. Simona non ha nemmeno 28 anni. E l’amore per il pallone che rotola su un prato verde ha riempito, finora, circa due terzi della sua vita. “Ho iniziato all’età di 9 anni ed è stato subito amore a prima vista. La mia passione per il calcio nasce dalla Juventus e soprattutto dai miei genitori super tifosi. Ricordo che a San Marino non esisteva ancora una vera e propria squadra: quando ho iniziato eravamo pochissime ragazze che andavano ad allenarsi al campo insieme. Era tutto agli inizi, non c’era tutto quello che c’è oggi. Ho iniziato a giocare insieme a mia sorella: lei ha lasciato dopo qualche anno, io invece non ho mai smesso.”

Se la passione non conosce pause, la militanza in biancoazzurro sì: una soltanto, e forzata. Ma in ogni caso breve. Per due anni sono andata a giocare a Coriano. Il problema è che a San Marino, ai tempi, non c’era una formazione Under 19, e io volevo continuare a giocare con le ragazze della mia età anziché fare subito il salto in Prima Squadra. Parliamo del periodo tra il 2008 e il 2010. Sono stati anni bellissimi, per tanti aspetti i più belli da quando gioco. Li ricordo con molta nostalgia. Oggi sono ancora convinta che quella sia stata la migliore scelta che potessi fareper la mia crescita personale e calcistica.”

Negli anni a venire, il settore femminile sammarinese ha completato il perfezionamento delle proprie strutture fino ad arrivare alla situazione odierna, dove la scala che porta dal settore di base alla Prima Squadra non ha gradini mancanti. Anzi, è curata con grande attenzione in ogni sua componente, sulla scorta di quella generale crescita del movimento che si può toccare con mano anche nella vicina Italia. “Credo che oggi le opportunità per le piccole calciatrici siano aumentate tantissimo, e questo è senz’altro un bene per tutte quelle ragazze che vogliano provare a fare di questo sport qualcosa in più di un semplice passatempo. Non nego che anche a me sarebbe piaciuto avere a disposizione strumenti simili e inseguire il sogno del professionismo. Ma sono contenta che per le bimbe di oggi ci siano e penso che il movimento femminile sia destinato a crescere ancora, sempre di più. Spero però che non si perda quella cosa che ha sempre contraddistinto il calcio femminile rispetto a quello maschile: la vera passione. Vedere che si sta investendo tanto in questo settore fa davvero ben sperare: mi auguro solo che si vada sempre e solo verso il miglioramento.”

Prima dell’emergenza Covid-19 la quotidianità di Simona si divideva fra lavoro e calcio. Fra la struttura per disabili presso cui presta servizio e il campo da gioco. Far convivere pacificamente le due metà del suo mondo non è sempre stata una passeggiata. Ma con qualche aiuto e soprattutto grazie alla sua forza di volontà, questo matrimonio si è fatto. “Mentirei se dicessi che è facile lavorare e giocare. Specialmente negli ultimi anni, le difficoltà sono aumentate. Facendo l’OSS in un centro residenziale per disabili e lavorando sempre nei weekend e nei giorni festivi, non è stato affatto semplice portare avanti questo impegno. La società però mi ha dato una grossa mano: quando è stato possibile mi hanno dato dei permessi sportivi per poter affrontare le trasferte domenicali, mentre quando giochiamo in casa cerco di cambiare il turno lavorando la mattina. Dopodichè, filo dritta al campo. Per gli allenamenti vale lo stesso discorso: ho sempre cercato di cambiare il turno, quando possibile, per non saltarne neppure uno. Se proprio non posso essere presente, il giorno dopo chiedo il programma individuale e lo svolgo per tenermi al passo con le compagne. Il nostro staff è sempre presente ed estremamente disponibile verso le nostre esigenze. Davvero non posso lamentarmi.”

In questi mesi, però, il calcio è uscito temporaneamente dalla quotidianità di Simona, come da quella di tutte le compagne. Per lei, anzi, gli ultimi tempi sono stati un periodo di trincea, dato che il centro in cui lavora ha ospitato purtroppo uno dei focolai più critici del territorio. Anche se adesso il peggio sembra alle spalle. “Molte persone che vivono all’interno della struttura, pur essendo ancora positive al test, non presentano più sintomi e quindi stanno bene. La cosa positiva è questa. Noi operatori siamo chiamati a proteggerci e a comportarci nel più totale rispetto delle norme igienico sanitare. Questo era vero prima ed è ancor più vero ora. È pesante, per tutti. Per questo speriamo di ritrovare la normalità il prima possibile.”

Il calcio, comunque, tornerà. E per Simona significherà probabilmente indossare ancora quella maglia con il numero 10. Già, ma perché proprio il 10? “Il 10 è il numero di Alessandro Del Piero, per il quale ho sempre avuto un debole. È uno dei due numeri più significativi per me. L’altro è il 23.”

Per anni Simona ha condiviso il campo con un gruppetto di ragazze sammarinesi più o meno sue coetanee. La maggior parte di loro è poi uscita dal giro del calcio giocato, per motivi diversi. Ma nel lungo tempo passato assieme ci sono state occasioni, come le partecipazioni ai Tornei della Pace, in cui si sono ritrovate in qualche modo a rappresentare il proprio Paese con indosso la maglia biancoazzurra. Quella squadra, ovviamente, non era una Nazionale. Ma ha comunque regalato loro una suggestione che, senza dubbio, merita un posto particolare fra le memorie di una carriera. “Ho bellissimi ricordi di quelle esperienze. Sono state occasioni di crescita sotto tutti i punti di vista.Sono sincera, mi sarebbe piaciuto tanto giocare in una Nazionale vera e propria, ma sotto questo aspetto credo di dovermi rassegnare, perché ormai sono entrata nella parte finale della mia carriera. Sono certa che saranno più fortunate le generazioni future: loro, sì, potranno vivere l’esperienza più bella che ci sia.”

Credit Photo: Federazione Sammarinese Calcio Femminile

Ufficiale: sospesi i campionati femminili in Spagna

La RFEF ha deciso oggi di sospendere tutti i campionati femminili in Spagna. La Liga Femenina (Primera Iberdrola) è stata sospesa ufficialmente oggi 7 maggio 2020. Il Barcelona è quindi Campione della Liga 2019-20, l’Atletico Madrid, secondo in classifica accederà alla Women’s Champions League. Le colchoneras hanno da subito protestato contro questa decisione nonostante i 9 punti di ritardo in classifica.

Bloccate le retrocessioni: Valencia ed Espanyol si salvano anche se occupano gli ultimi posti in classifica. Salgono dalla Serie Reto Iberdrola (come la nostra serie B) Santa Teresa ed Eibar. Il Santa Teresa è attualmente primo nel girone Sud, mentre l’Eibar è secondo dietro l’Athletic B nel gruppo Nord. L’Athletic B però non può andare nella Primera Iberdrola perché è la squadra B dell’Athletic.

L’anno prossimo quindi le squadre della Primera Iberdrola diventeranno 18. Le società sono assolutamente contrarie a questa decisione dato che segnalano almeno 600.000 euro di mancati introiti televisivi anche se affermano l’impossibilità di mettere in pratica tutte le iniziative previste dal protocollo sanitario

Anche la Copa de la Reina 2019-20 sarà disputata l’anno prossimo con le sfide in programma tra Barcelona e Sevilla e tra Logroño e Athletic Club de Bilbao.
Per quanto riguarda la Primera Nacional (serie C italiana), ci saranno i play-off in una sede unica con 4 posti a disposizione tra gli attuali campioni dei vari gruppi e la migliore seconda. In questo modo l’anno prossimo ci saranno ben 112 squadre nella Primera Nacional.

Tra le prime dichiarazioni ecco Ana Romero ‘Willy’ veterana del calcio spagnolo che su Twitter afferma che in questo modo la RFEF ha equiparato il calcio femminile a quello giovanile.

Credit Photo: Pagina Facebook FC Barcelona Femení

Ebony Salmon nominata per il premio Young Player Of The Year della BBC

Ebony Salmon è stata inclusa in una rosa di 12 giocatrici valida per la premiazione di fine stagione della BBC Sport – Young Player Of The Year della BBC.

La giovane giocatrice del Bristol City si è unita nell’estate del 2019, avendo precedentemente giocato al Manchester United e ha segnato otto gol in tutte le competizioni ed è stata spesso il catalizzatore delle vittorie dei Robins in questa stagione con realizzazioni chiave contro il Liverpool, Reading, Birmingham e contro il suo vecchio club, il Manchester United per consegnare alla squadra di Tanya Oxtoby una vittoria memorabile a gennaio. 

I giocatori preselezionati hanno tutti meno di 23 anni. 

Credit Photo: Bristol City sito ufficiale

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