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Lettera aperta del presidente Cesari alle Leonessine

Carissime,

purtroppo l’emergenza dovuta al diffondersi del Coronavirus sta per concludere anticipatamente la stagione 2019/2020. In questi giorni di quarantena abbiamo avuto momenti di sconforto ed altri di speranza, ma abbiamo sempre condiviso il presupposto che la salute venisse prima di tutto. Con lo staff tecnico e i dirigenti del settore giovanile abbiamo avuto delle importanti riflessioni su quella che è stata un’annata importante di risultati e valori. Pur non potendo proseguire ed arrivare fino in fondo nei singoli campionati la società è orgogliosa di tutte voi, una ad una, dei vostri allenatori ed accompagnatori. Per noi, voi avete vinto.

Per questo voglio innanzitutto ringraziarvi, perché oltre i brillanti risultati agonistici, ciò che mi inorgoglisce è sapere che ci sono giovani atlete come voi, che si sono comportate – sul campo e fuori come ci hanno riferito i vostri allenatori e accompagnatori – nel rispetto dei valori del Brescia CF.

Valori come il senso di appartenenza, la passione ed il rispetto verso compagne, tecnici ed avversarie. L’impegno e la motivazione, la lealtà e la correttezza, lo spirito di gruppo, l’amicizia e la relazione con gli altri.

Se siete giocatrici del Brescia Cf, non è un caso. Voi siete parte di un progetto la cui parte più visibile è la prima squadra, ma la più genuina e diffusa sul territorio è il settore giovanile. Voi siete le Leonesse del futuro, ma già ora indossate con grande profitto ed orgoglio una maglia piena di storia e significati.

Io con tutti i miei dirigenti, collaboratori e sponsor ho messo la mia passione, il mio impegno, le mie risorse. Ho voluto un progetto, una programmazione, cercando di creare, pur tra momenti difficili, le condizioni migliori, di ambiente e staff.

Con questa lettera sono a confermarvi, oltre che a complimentarmi, che il Brescia CF anche nella prossima stagione sarà ai blocchi di partenza con gli stessi valori che in questi anni avete conosciuto: anzi, come avrete letto nei vari comunicati, torneranno anche altre 2 squadre, le piccole della Scuola Calcio-Pulcine e la Juniores regionale, proprio per dare continuità e programmazione a tutto il settore giovanile.

Nelle prossime settimane verrete contattate dai mister e dirigenti per l’organizzazione squadre della prossima stagione. Mi raccomando nel frattempo di seguire le indicazioni in ambito atletico che vi vengono date per mantenere al meglio, in questo periodo complicato, una forma psicofisica che in futuro tornerà utile.

Grazie a tutte voi. E ripeto Esordienti, Giovanissime ed Allieve siate sempre orgogliose della stagione 2019/2020, così come io sono orgoglioso di voi.

Il Vostro Presidente Giuseppe Cesari

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

ElIsa Bartoli, AS Roma: “Del calcio e della Roma mi manca tutto”

Nella giornata di mercoledì il capitano della AS Roma ha parlato ai microfoni di Sky Sport esprimendo la propria nostalgia per il calcio.

“Guardare la Roma mi manca, ma ciò che mi manca ancora di più è ciò che il calcio crea, l’unione tra le persone, l’entusiasmo e la voglia di tifare tutti insieme”.

Come la Serie A maschile, quella femminile si è fermata nel mese di marzo. Al momento dello stop le ragazze di Betty Bavagnoli erano al 4° posto in classifica con una semifinale di Coppa Italia da giocare.

“Mi manca soprattutto giocare, mi mancano questi colori, mi manca indossare la mia maglia e mi mancano le mie compagne, i tifosi in tribuna che esultano e piangono con te.

Mi manca entrare in campo al Tre Fontane con l’inno che canto ogni volta che entro in campo e che mi fa venire i brividi, è una sensazione stupenda.

Mi mancano gli abbracci e i sorrisi, anche le arrabbiature. I miei familiari mi chiamano ogni giorno per chiedermi se ho novità, non vedono l’ora di poterci rivedere in campo perché rendiamo tutti felici, purtroppo ogni volta ho una risposta negativa”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Tessa Rigolino, capitano Novese: “”Il momento più significativo della mia carriera è sicuramente la promozione in serie B”

In esclusiva Il Calcio Femminile, per la rubrica ICFSerieB, abbiamo avuto il piacere di intervistare Tessa Rigolino, difensore e capitano della Novese. Alle sue ragazze chiede sempre il massimo impegno. Si ispira a Paolo Maldini ed una volta appesi i scarpini al chiodo vorrebbe rimanere nel mondo del calcio come massofisioterapista.

Ciao Tessa.
Nella vita di uno sportivo, spesso accade che ci siano dei momenti più significativi di altri. Momenti legati sicuramente ad emozioni forti. Momenti magari legati a successi, o perché no anche a sconfitte che portano sempre un particolare insegnamento.
Qual’è stato il momento più significativo nella tua carriera da sportiva?
“Il momento più significativo della mia carriera sportiva è sicuramente la promozione in serie B ottenuta lo scorso campionato con la Novese. E’ stato per me un anno, sportivamente parlando, bellissimo e ricco di emozioni. Un obbiettivo raggiunto insieme ad un gruppo fantastico, dentro e fuori dal campo. Credo che nessuno si sarebbe aspettato nulla da noi, ma con tanto impegno e fatica abbiamo ribaltato ogni pronostico e raggiunto la tanto sperata promozione.”

Sei alla quinta stagione con la maglia biancoceleste. E di questo gruppo ne sei la capitana. Che tipo di rapporto hai con le tue compagne? C’è qualcosa in particolare che chiedi loro per via del ruolo che ricopri?
“Nonostante io sia il capitano della squadra il rapporto con le mie compagne è sempre rimasto lo stesso. Credo che la nostra forza sia sempre stata questa, l’esserci sempre l’una per l’altra in ogni momento. Quando siamo in campo per la partita o per gli allenamenti da loro chiedo sempre il massimo impegno e non mi hanno mai delusa, anzi, spesso e volentieri sono rimasta piacevolmente sorpresa dai loro atteggiamenti, dalla loro forza, anche nei momenti più difficili.”

Siete salite di categoria la scorsa stagione, ed ora state partecipando al campionato di Serie B. Quali sono le principali differenze che hai notato facendo il salto di categoria?
“Il campionato di serie B è molto difficile. Il livello è sicuramente più alto, per una neopromossa il gradino di difficoltà è maggiore e si percepisce a pieno. I ritmi di gioco solo molto più elevati rispetto al campionato di serie C e soprattutto la mentalità delle nostre avversarie ora è diversa, nel senso che alzando l’asticella delle difficoltà è normale ci sia più competizione e soprattutto ci sia un modo diverso di intendere il calcio essendo una categoria al di sotto della massima serie.”

Il vostro stadio è intitolato a Costante Girardengo. Pietra miliare dello sport Italiano; un nome inciso nella storia sportiva Italiana, tanto da ispirare cantautori come De Gregori. Girardengo fu il primo Campionissimo del ciclismo Italiano; tu hai qualche personaggio sportivo come riferimento?
“Da sempre il mio personaggio sportivo di riferimento è Paolo Maldini, essendo io una tifosa milanista. Credo sia stato una delle bandiere più importanti del calcio italiano e del Milan. Mi sono sempre ispirata a lui, fin da piccola.”

Ho letto che hai iniziato a giocare a calcio sin da quando avevi 5 anni con i tuoi compagni di scuola; quindi gran parte del tuo tempo l’avrai dedicata a questa attività. C’è qualche altra attività che ti sarebbe piaciuta fare, o che, magari, svolgi parallelamente al calcio?
“Sono stata molto fortunata, ho sempre avuto la possibilità di giocare e cosi ho fatto. L’unica cosa che ho sempre cercato di conciliare al meglio con lo sport è stato lo studio, per cercare di stare al passo con la scuola e l’università nel migliore dei modi. Fortunatamente ci sono riuscita e di questo sono molto soddisfatta.”

Dal mondiale di Francia 2019 qualcosa è cambiato. Sempre più gente si sta iniziando ad appassionare a questo movimento. Dove vedi il calcio femminile nei prossimi anni?
“Spero vivamente che tra qualche anno il calcio femminile possa aver acquisito ancora più importanza di quella che attualmente ha, nonostante si siano fatti passi da gigante nel corso del tempo. Mi piacerebbe molto un giorno vedere stadi pieni per una partita di campionato come succede normalmente in quello maschile, anche se purtroppo la differenza è ancora enorme.”

E tu? Cosa ti piacerebbe fare finita la carriera da calciatrice? Hai qualche desiderio particolare?
“Finita la mia carriera di calciatrice mi piacerebbe continuare a fare quello che sto già facendo, cioè il mio lavoro da massofisioterapista. Magari un giorno, quando deciderò di smettere, potrei iniziare a seguire qualche squadra, cosi da rimanere comunque all’interno dell’ambito sportivo.”

A tutte le bambine che vogliono fare le calciatrici e che ti leggeranno, hai qualche messaggio da dare?
“A tutte le bambine che sperano di diventare calciatrici vorrei dire di continuare ad inseguire il loro sogno. Probabilmente con il passare degli anni il calcio acquisirà sempre più importanza e sarà ancora più bello praticare questo sport.”

Credit Photo: Novese Calcio Femminile

UEFA e Disney incoraggiano i bambini a diventare ‘Incredibili’ a casa con Playmakers

Grazie a una nuova iniziativa lanciata da UEFA e Disney, i bambini di tutta Europa possono adesso vestire i panni dei loro personaggi preferiti degli Incredibili 2 – campione di incassi Disney-Pixar – mantenendo uno stile di vita attivo dentro casa.

Play at Home con Playmakers è un’estensione del primo programma di calcio di base pan-europeo della UEFA per bimbe dai 5 agli 8 anni – i Playmakers – che utilizza la magia della Disney per incoraggiare un regolare esercizio fisico – e far nascere l’amore per il calcio.

Con sei capitoli scaricabili dal sito www.uefa.com/playmakers, genitori e tutori possono accedere gratuitamente alle attività a tema Incredibili 2 della Disney-Pixar, che esplorano i personaggi principali del film attraverso elementi di lettura, gioco, creazione e narrazione.
Usando il movimento e l’immaginazione, i bambini potranno imitare i superpoteri del film per allungarsi come Elastigirl, o assumere una forza sovrumana come Mr Incredibile, in attività divertenti che potranno essere eseguite a casa da tutta la famiglia.

“Siamo felici di aver ampliato il nostro programma Playmakers con una serie di ‘giochi da fare in casa’, dove i bambini e le loro famiglie possono essere attivi e divertirsi insieme. In questi tempi senza precedenti vogliamo assicurarci di poter contribuire a fornire ottimi modi per far divertire e motivare i bambini più piccoli con il gioco e il calcio. Speriamo che le famiglie di tutta Europa si divertano usando la loro immaginazione attraverso la magia della Disney, permettendo a tutti di scappare un po’ in una dimensione magica, il tutto restando al sicuro in casa”, ha detto Nadine Kessler, responsabile UEFA per il Calcio Femminile.

“Realizzate attraverso la narrazione magica Disney, le attività sono progettate per mantenere i bambini in forma e la loro mente attiva, incoraggiando il gioco fantasioso e la creatività”.

Gioca a casa con i Playmakers
Ognuno dei sei capitoli è a tema su un diverso personaggio del film ‘Gli Incredibili 2′ – Elastigirl, Mr Incredibile, Violetta, Dash, Jack-Jack e Siberius – e inizia con l’esplorazione della loro personalità. I bambini possono ricreare i loro poteri utilizzando oggetti di uso domestico e la loro immaginazione in una serie di attività progettate per lavorare sul loro movimento e introdurre nozioni calcistiche basilari, concentrandosi soprattutto sull’aspetto ludico.

Ogni capitolo comprende anche un’attività basata su dei lavoretti, come la colorazione di una foto di Mr Incredibile o un’intervista con Elastigirl, con i membri della famiglia incoraggiati a condividere foto e video online usando l’hashtag #UEFAPlaymakers, in modo che i bambini possano anche vedere i lavoretti degli altri.

Il primo programma paneuropeo UEFA di calcio di base dedicato alle ragazze
Playmakers è stato ispirato da una ricerca accademica che dimostra il ruolo positivo della narrazione nell’aiutare le bambine a praticare uno sport. Rappresenta un primo passo verso il raggiungimento di uno degli obiettivi principali di “Time for Action”, la Strategia del Calcio Femminile UEFA – ovvero raddoppiare la partecipazione delle ragazze e delle donne nel calcio entro il 2024.

Dedicato alle bambine di 5-8 anni che attualmente non giocano a calcio, sette federazioni affiliate alla UEFA – Scozia, Norvegia, Belgio, Polonia, Austria, Romania e Serbia – lanceranno le sessioni Playmakers nelle scuole, nei circoli e nelle comunità locali nel corso di quest’anno. Altre federazioni dovrebbero introdurre il programma nel 2021.

L’iniziativa è anche il risultato di un accordo per lo scambio di conoscenze con la federcalcio inglese che attualmente gestisce il programma Shooting Stars in collaborazione con la Disney. Genitori e tutori interessati a saperne di più sul programma Play at Home con i Playmakers possono visitare il sito www.uefa.com/playmakers.

Il Brescia Calcio Femminile celebra la sua dodicesima Leonessa in campo

Il Brescia Calcio Femminile ha voluto celebrare, attraverso un video, la sua tifoseria biancazzurra, considerata da tutti come la dodicesima Leonessa in campo: nel documentario è stato chiesto ad alcuni tifosi di raccontare la loro esperienza con il BCF.

Questa piccola clip è dedicato a loro: passione, fratellanza, condivisione. Ma soprattuto amore per i colori del Brescia CF.

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

https://www.facebook.com/BresciaCalcioFemminile/videos/648544299026912/

Milena Bertolini: “Le ragazze sono entrate nel cuore degli italiani che hanno scoperto la bellezza del calcio femminile”

Milena Bertolini, coach della Nazionale Italiana Femminile, ha parlato su 50 Canale riguardo alle possibilità di ripresa dei campionati e del futuro di tutto il calcio femminile.

LAVORO
«Mi manca tantissimo il campo, lo stare con le ragazze, ma il lavoro non mi manca essendo anche coordinatrice delle Nazionali giovanili e in questo periodo stiamo programmando la prossima stagione, fare il punto della situazione, dove e come si può migliorare per cercare di mettere le nostre ragazze nelle condizioni migliori di lavorare. Il contatto con gli altri allenatori e lo staff è costante e c’è tempo anche per trovarsi con le ragazze che hanno una pazza voglia di tornare a giocare. Ci auguriamo che questo possa avvenire il prima possibile».

MOVIMENTO
«In questo momento di difficoltà e crisi è indubbio che ci sia apprensione per quanto possa succedere al calcio e al calcio femminile in particolare, uno sport che da poco sta crescendo grazie al lavoro di squadra fatto da FIGC, club e media, ma sono positiva e credo che non si possa più tornare indietro. Ormai queste ragazze sono entrate nel cuore degli italiani che hanno scoperto la bellezza del calcio femminile. Non solo sotto l’aspetto tecnico o tattico, ma anche per i valori che porta avanti. Valori di aiuto, solidarietà, di fare squadra, di comunità che sono attualissimi, tutti aspetti che abbiamo visto ai Mondiali e questo mi fa essere positiva e credo che questo sia il momento giusto per investire sempre di più e andare verso il professionismo in maniera sostenibile per poter competere alla pari con le loro coetanee straniere, cosa che al momento non avviene».

CAMPIONATO
«Al primo posto c’è la salute ovviamente e finché non ci saranno le garanzie non ha senso iniziare, ma essendo in una situazione eccezionale dobbiamo trovare soluzioni anche creative per chiudere la stagione. Magari giocando fra agosto e settembre e poi riprendere dopo una pausa invernale come succede nei campionati del Nord Europa, allineandoci a loro e magari attraendo maggiore pubblico».

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Avv. Flavia Tortorella: “Il movimento femminile aveva bisogno di un sostegno maggiore anche prima di questa emergenza sanitaria”

Avv. Flavia Tortorella è sicuramente tra i maggiori esperti di diritto sportivo a livello italiano; la Redazione di Calcio Femminile ha avuto il piacere di farLe alcune domande in merito alla situazione attuale.

Esiste una norma che disciplina i casi di sospensione e interruzione dei campionati per cause di forza maggiore?
“La sospensione ovvero l’interruzione definitiva del Campionato non trova asilo nell’apparato regolatorio della FIGC. Entrambe le ipotesi non sono regolamentate, dunque, si dovranno enucleare delle norme ad hoc al fine di garantire una chiusura regolamentata delle competizioni”.

L’ipotesi della cristallizzazione della classifica potrebbe determinare rivendicazioni dei singoli club e minacce di ricorsi legali.
Una sua opinione in merito?
“Decisamente si. Cristallizzare una classifica non è facile come sembra, se solo si ponga mente al fatto che alcune partite di Campionato sono state disputate da alcune squadre, mentre altre dovevano ancora recuperarle. Sotto diverso profilo, Il criterio del merito sportivo potrebbe mortificare le posizioni di società che avrebbero meritato comunque una eventuale promozione. Il Campionato al cui termine manchino diverse partite, non può considerarsi regolare. Dunque, non lo sono neppure i risultati parziali cui è pervenuto. Le NOIF in materia sono chiare: il Campionato e’ composto da gare di andata e ritorno. Qui mancano all’appello diverse giornate di ritorno”.

Il protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti le sembra attuabile nella Serie A e Serie B Femminile?
“Credo che il protocollo subirà diverse modifiche, molto dipenderà dalla sua formulazione definitiva una volta terminata la fusione dei differenti contributi. Ritengo possibile una sua applicazione solo laddove venga riconosciuto un contributo alle società, al fine di supportarle nella sua concreta messa in esecuzione”.

E per le categorie minori … ad esempio Serie C?
“Stessa identica conclusione. Bisogna incentivare la concreta ripartenza dei Campionati intervenendo anche economicamente, sostenendo la fattibilità del Protocollo per tutti”.

E’ possibile che nel calcio femminile ci sia il taglio degli “stipendi”?
“Tecnicamente non possiamo parlare di stipendi. La controprestazione cui le società di calcio femminile sono obbligate non rientrano nella categoria retributiva, non essendoci alla base un rapporto di lavoro sportivo. Tuttavia, ritengo che anche per le calciatrici potrebbero sorgere problematiche simili a quelle verificatesi nel professionismo”.

Quanto crede possa influire questo momento sull’appeal che si era guadagnato il calcio femminile?
“Il movimento femminile aveva bisogno di un sostegno maggiore anche prima di questa emergenza sanitaria. Ritengo che a livello politico possa e debba farsi molto di più. Se tutti coloro che sono nelle condizioni di aiutare il movimento lavorassero assiduamente, al fine di ricevere i contributi necessari al superamento di questa crisi, si potrebbe pensare ad sua maggiore valorizzazzione, magari trovando soluzioni inesplorate per far sì che si possa ripartire magari proprio dal calcio femminile.”

Ringraziamo Avv. Flavia Tortorella per la disponibilità all’intervista.


Leggi anche l’interessante approfondimento sempre a cura dell’ Avv. Flavia Tortorella:
“Il trasferimento delle calciatrici in ambito nazionale”

 

Paris Saint-Germain: contratti rinnovati per Formiga e la giovane stella Kadidiatou Diani

Miraildes Maciel Mota, conosciuta come Formiga, centrocampista brasiliana, ha recentemente prolungato il contratto con il Paris Saint-Germain. La scadenza è ora prevista per il 30 giugno 2021, alla fine della prossima stagione calcistica (sempre che il calendario non subirà variazioni). L’atleta compirà 43 anni il prossimo anno e sarà la sua 27esima stagione sul terreno di gioco, un record. Approdata a Parigi nel 2017, fino ad ora ha giocato 77 partite con il club e conquistato la Coppa di Francia nel 2018.

Contratto rinnovato anche per Kadidiatou Diani, giovane stella della squadra. La 24enne francese ha firmato per le prossime tre stagioni e siglato un accordo che la rende la più pagata della rosa. Le eccellenti prestazioni avevano attirato le attenzioni di diversi club, primo tra tutti il rivale in D1, il Lione. A far la differenza è stato l’intervento diretto di Leonardo, il direttore sportivo del club, che ha ribadito la sua centralità all’interno del progetto parigino.

Credit Photo: Pagina Facebook Kadidiatou Diani

Un top club italiano interessato alla stellina Camille Surdez del Bordeaux

Classe 1998, Camille Surdez è uno dei pezzi pregiati – in prospettiva – della rosa del Bordeaux. Proprio nelle ultime ore, stando alle indiscrezioni raccolte in esclusiva da Il Calcio Femminile, un top club italiano starebbe mettendo gli occhi sul gioiellino svizzero. Ancora ignoto il nome della squadra, ma quanto registrato è un forte interesse e le trattative si stanno avviando.

IL PROFILO
Attaccante rapida e dall’ottima tecnica, la 22enne ex Young Boys fa del pressing e delle sponde i suoi punti di forza. Già più volte convocata dalla nazionale svizzera per diputare gare ufficiali, non si fa mai trovare impreparata e, con grande freddezza, sa sia fornire le compagne, che finalizzare. Grazie alla sua reattività, rompe spesso le trame di gioco avversarie e riesce ad insaccare grazie ad un preciso destro.

Credit Photo: Instagram Camille Surdez

Antonio Cincotta, Fiorentina Women’s: “In campo solo se degnamente tutelati. Aiutiamo i club storici in difficoltà”

Il tecnico della Fiorentina Women’s, Antonio Cincotta, è tornato a fare il punto della situazione. L’allenatore è stato ospite di un convegno tenutosi in streaming assieme all’Associazione Italiana Avvocati Sportivi. Nel corso del suo intervento, Cincotta ha evidenziato lo status attuale del calcio femminile in Italia. “Ormai è esploso e non possiamo negarcelo. Le società di Serie A che hanno costruito una selezione femminile e il Mondiale di Francia sono stati l’impulso decisivo”.

L’head coach viola si è poi soffermato sulla pandemia che sta mettendo a dura prova il sistema calcio italiano. “Non deve rallentare lo sviluppo del calcio femminile. E’ un momento delicato, molte squadre stanno soffrendo perché non hanno dietro un club blasonato. Questi club storici vanno ascoltati e supportati, non dobbiamo dimenticarli!”. Sulla questione del rientro in campo il tecnico gigliato è consapevole della difficoltà ma deciso su una questione fondamentale. “Noi siamo pronti ma non accettiamo un trattamento sanitario inferiore di quello degli uomini”.

Cincotta prosegue. “Dobbiamo usufruire anche noi di un numero alto e costante di controlli se ricominceremo. Torneremo a giocare solo se avremo delle tutele mediche garantite, altrimenti non lo faremo” ha poi concluso.

Un messaggio di solidarietà a quei club in evidente difficoltà e una decisa presa di posizione sulla riapertura del campionato. Le donne sono pronte a rientrare in campo ma solo ed esclusivamente se saranno imposti severi protocolli di sicurezza.

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