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Deportivo La Coruña: Noelia Villegas rinnova fino a 2022

Noelia Villegas, 24 anni, difensore centrale, ha rinnovato con il Deportivo La Coruña fino al 2022. La giocatrice, provenente dal Madrid CFF, ha giocato 19 delle 21 partite disputate nella Liga di calcio femminile dalle herculinas.

Noelia Villegas può giocare anche terzino sinistro e sarà uno dei punti fermi della squadra allenata da Manu Sánchez che sta cercando di confermare anche le calciatrici Teresa Abelleira o María Méndez.
Abelleira è molto importante per la squadra e a 20 anni in tanti a La Coruña vorrebbero il rinnovo con la maglia blanquiazul. Maria Méndez potrebbe invece passare nelle fila del Levante secondo indiscrezioni dei media locali. Si tratta di due nazionali under 20 con un grande futuro nel calcio femminile spagnolo ed europeo.

Hanno rinnovato invece con la casacca del Depor Iriz Arnaiz, 25 anni proveniente dal Real Oviedo Femenino e Alba Merino, 30 anni, una vita nel calcio spagnolo, ex Levante ed Atletico Madrid.

Altro rinnovo del Presidente Fernando Vidal è il rinnovo di Peke, Ainize Barea, giunta con Arnaiz dal Santa Teresa e autrice di 14 goal in questa stagione.

Il Depor è la grande rivelazione assieme al Levante e occupa la quarta posizione in classifica nella Liga di calcio femminile.

Vicepresidente AIC Umberto Calcagno: “Tutele per i soggetti piu deboli”

Riguardo la possibilità anche per i calciatori di ricominciare gli allenamenti a livello individuale, il Vicepresidente AIC Umberto Calcagno, intervenuto a “La politica nel pallone” su Rai Gr Parlamento, ha evidenziato che “l’indicazione da parte della categoria è sempre stata molto chiara: i calciatori e le calciatrici vogliono tornare in campo, che non vuol dire a tutti i costi, ma cercare di percorrere tutte le strade possibili perché ciò avvenga. E qualora arrivasse la possibilità di ricominciare, il sistema calcio deve farsi trovare pronto a prendersi le responsabilità del caso. Oggi dobbiamo essere compatti e credo che lo siamo più di qualche settimana fa credendo tutti nella ripresa”.

Non solo calcio professionistico di vertice, ma anche quello delle serie minori e dei dilettanti: “Quando parlo di responsabilità del nostro mondo” – ha proseguito Calcagno – “intendo che non devono essere i soggetti più deboli a pagare il prezzo più alto di questa situazione, sia tra i tantissimi professionisti che guadagnano sotto i 50mila lordi l’anno, sia tra i calciatori dilettanti, perché ci sono molti ragazzi e ragazze che vivono di calcio. Il prezzo della ripartenza ricade in gran parte su di loro ed è per questo si deve trovare un sistema di tutela: il calcio crea non solo un enorme indotto a livello di Paese, ma anche all’interno del proprio sistema che parte dall’alto e, a cascata, si riflette in maniera determinante sulle serie minori, una piramide nella quale se non riparte il calcio di vertice si rischia di affossare tutta la base”.

Con La Federazione e la Lega Pro, nella speranza che venga concessa la cassa integrazione, abbiamo già trovato un accordo per creare un fondo solidaristico a tutela dei contratti più bassi, un fondo a cui il nostro Direttivo ha già deliberato di contribuire e nel quale stiamo cercando di coinvolgere la Lega Serie A e B.
Anche il Governo deve tenere conto che anche al mondo dello sport mancheranno risorse, esattamente come per altri settori: l’augurio è che vengano prese in esame le defiscalizzazioni necessarie per chi avrà intenzione di continuare ad investire nel calcio. E nell’immediato dobbiamo dare una risposta concreta a chi vive di questo mestiere: il 50% dei calciatori professionisti guadagna meno di 50mila euro lordi e di questi il 70% è in Lega Pro. E poi ci sono i 4000 accordi economici depositati per la Serie D, oltre a Serie A e B femminile, che vanno tutelati”.

Sulle problematiche legali riferite ad un possibile nuovo caso di positività dopo la ripresa dell’attività, il vicepresidente AIC ha proseguito: “Pur essendo avvocato, credo che in questo momento più che di tribunali ci sia bisogno di dottori che ci indichino la strada migliore: spero che si non si vada, in questo contesto, verso nessun tipo di contenzioso, saranno i protocolli medici a dirci come andrà gestita la situazione. Che sia permesso anche agli atleti di sport di squadra di allenarsi singolarmente è certamente l’apertura che chiedevamo, perché i calciatori hanno bisogno di mantenere la loro attività fisica ad un certo livello, indipendentemente se poi si potranno o meno ricominciare i campionati”.
“Mi auguro” – ha concluso Calcagno – “che ci sia più del 50% di possibilità che si ricominci a giocare, vorrebbe dire che l’Italia è riuscita a ripartire e il ritorno al calcio significherebbe quel sorriso che questo sport sa regalare alle gente, perché il calcio ha un impatto sulla socialità non solo del nostro mondo, ma anche per tutto il nostro Paese”.

Credit Photo: AIC – Associazione Italiana Calciatori

Rita Guarino e la Fase 2: “Inizia il secondo tempo di questa partita infinita”.

Attraverso il suo profilo Instagram, Rita Guarino ha scritto un messaggio legato alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, una grande opportunità verso la ripresa della nostra economia ma soprattutto un passo importtante  verso il ritorno alla normalità delle nostre vite. Queste le parole del coach della Juventus Women:
ritaguarino11“Da domani inizierà il secondo tempo di questa partita infinita, avremo un po’ più di libertà d’azione, ma dovremo essere ancora molto prudenti e responsabili”. #fateibravi #fase2 #andratuttobene
Credit Photo:Pagina Instagram Rita Guarino

Fiorentina Women’s, Antonio Cincotta: “il virus sta mettendo in difficoltà il mercato. Gli allenatori nel femminile non sono “scarti””””

L’allenatore della Fiorentina Antonio Cincotta ha parlato nuovamente diversi giorni fa nel corso di un’intervista a Radio TMW. Tra i temi che sono stati trattati, hanno trovato spazio il calciomercato e anche il valzer delle panchine. Cincotta rimane saldamente incollato alla panchina fiorentina. Il presidente Rocco Commisso ha fiducia nell’allenatore lombardo, le sirene di mercato intorno a lui quindi sono da considerarsi spente.

In questo frangente, il coach toscano ha voluto parlare della situazione mercato. “In questo momento c’è anche un avversario invisibile per il mercato e come mi ha detto Commisso: ci vuole gente che sia attaccata alla maglia. Chi verrà è perché ama la maglia, non voglio mercenari, nessuno di noi deve esserlo”. Cincotta ha voluto esprimere nuovamente il suo attaccamento alla sua attuale città. “Firenze è più in crisi di altre città, vive del turismo, e siccome io la amo voglio aiutarla, lo stesso deve essere per le ragazze”.

In seguito, il mister ha voluto lanciare un forte messaggio contro ogni lotta di genere. “Io vorrei rispetto per tutti gli allenatori: se un allenatore, uomo o donna, fa un’esperienza negativa nel maschile o poi va nel femminile, come si fa a dire che è uno scarto? La parola “scarto” mi dà fastidio, è esagerata: ci vuole più tatto. Anche Carolina Morace credo avrà incontrato difficoltà nella sua carriera da allenatrice, spero che nessuno l’abbia definita scarto, perché non lo è”, conclude il tecnico viola.

La giovane Klara Bühl firma per il Bayern Frauen

Il Bayern Frauen trova la firma della giocatrice della Nazionale Tedesca Klara Bühl in arrivo dal SC Freiburg. L’attaccante ha firmato un contratto a Monaco fino al 2022. Bühl ha 19 anni, ha segnato sette gol in undici partite internazionali e nel 2019 ha ricevuto l’oro per il Fritz-Walter-Medaille.

In attesa di nuove sfide
“La mia eccitazione è tanta. Il cambio di club porta due sfide entusiasmanti per me: in primo luogo, trasferirmi da casa dei miei genitori e, in secondo luogo, non vedo l’ora che arrivi in una squadra di grande qualità e molta classe individuale”, ha affermato Bühl, che è entrata a far parte del SC Freiburg nel 2013, ha debuttato lì nel 2016 in Bundesliga all’età di 15 anni e da allora ha giocato 75 partite di prima divisione e DFB-Pokalspiele (Coppa).

Pacchetto completo presso l’FC Bayern “semplicemente eccezionale”
La giovane ha giustificato il suo trasferimento nell’FC Bayern nel modo seguente: “È stato sicuramente il pacchetto complessivo che è stato decisivo qui, che è semplicemente eccezionale al Bayern. Le condizioni nel campus sono eccellenti, così come la qualità della squadra, ma ovviamente la città in sè. Inoltre, conosco già molti volti della Nazionale e del mio tempo a Friburgo, che possono aiutare con il periodo di inserimento”, ha dichiarato Bühl, che vede una grande opportunità per raggiungere i livelli massimi all’FC Bayern.

Oltre alla sua anticipazione di nuove sfide, Bühl ha anche chiare ambizioni con l’FC Bayern: “Abbiamo un grande potenziale e vogliamo vincere titoli, a livello nazionale e internazionale. Personalmente, voglio aiutare la squadra con il mio spirito, il mio modo spensierato e molti obiettivi per raggiungere gli obiettivi comuni. Voglio anche continuare a crescere, dentro e fuori dal campo”.

“Incredibile vittoria per il nostro team”
Jens Scheuer, allenatore dell’FC Bayern Frauen
dal 2019, conosce già la nuova arrivata in quanto precedentemente allenata per quattro anni al SC Freiburg: “Klara è una vittoria incredibile per la nostra squadra. Klara è un talento eccezionale, ha una visione folle verso l’obiettivo, ha due piedi ottimi e può sparare altrettanto forte a destra e sinistra. Ha un potenziale incredibile, ha un ritmo molto buono ed è molto forte soprattutto all’inizio. Ma non solo per la sua classe giocosa, ma anche per la sua personalità, è una grande risorsa per noi. È spensierata, aperta, sempre gentile e simpatica. Tutto ciò distingue Klara Bühl dentro e fuori dal campo”.

Grande sogno in Champions League
Bühl ha anche dimostrato i suoi punti di forza nella partita internazionale contro l’Inghilterra a novembre 2019 allo stadio di Wembley, quando ha segnato il gol del 2-1 per la Germania al 90° minuto davanti a quasi 80.000 spettatori all’età di 18 anni. L’estate prima aveva già acquisito esperienza su un grande palcoscenico internazionale ai Mondiali di Francia. Tuttavia, al diciannovenne manca ancora una cosa: “Dato che non ho mai giocato una partita di Champions League, spero di poterci giocare presto. È un mio grande sogno”.

Credit Photo: Pagina Facebook di FC Bayern Frauen

Gaia Brunelli, Sky Sport: “Concludere la Serie A femminile per dare un segnale morale”

Gaia Brunelli, giornalista di Sky Sport, commentatrice dell’ultimo mondiale di calcio femminile, ha parlato a Calcionews24, della ripresa dei campionati e della situazione del calcio femminile in generale.

Sul tema della ripresa del campionato femminile ci sono varie posizioni: c’è chi ritiene sia giusto ripartire, chi invece no. Quale sarebbe la cosa giusta da fare?
«Credo che sarebbe giusto portarlo a termine, con la possibilità di lavorare in totale sicurezza, di creare delle situazioni che possano andar bene anche alle squadre non appoggiate a quelle professionistiche. Mancano 6 partite, in un mese, con 4 domeniche e due infrasettimanali, hai finito il campionato. Non si può non prendere in considerazione le squadre che sarebbero più in difficoltà. C’è bisogno di un aiuto. Per quanto riguarda quello che è stato il modello indicato da Fifa e Uefa, penso che sarebbe un peccato chiuderlo qui e non poterlo finire. C’è bisogno di un segnale: è un movimento che sta crescendo. Secondo me, per dare il valore giusto all’evoluzione dal Mondiale ad oggi, sarebbe giusto finirlo. È un concetto morale. Ci vuole una decisione da parte della Figc, anche a costo di andare in contro a difficoltà oggettive come quelle di squadre che hanno tenuto in piedi il calcio femminile fino ad oggi, ma che al momento appaiono superate dalle forze delle squadre maschili. Senza nulla togliere ciò che hanno fatto, la strada deve essere quella di avere due squadre maschili e femminili. Per le società e per i tifosi, che avranno due squadre del cuore».

A proposito di queste società, potrebbe esserci una crisi dopo questa emergenza. Immagini degli aiuti da parte della Federazione?
«C’è un comitato scientifico che verrà a coadiuvare le richieste delle società per poter proseguire il campionato. È chiaro che ci vogliono aiuti da parte della Figc, anche se non mi sento in grado di quantificarli. Mi viene da pensare anche alle situazioni geografiche: il Tavagnacco in Friuli magari ha più chance di giocare rispetto all’Orobica che sta a Bergamo. L’Orobica avrà una serie di problematiche come quella del campo. Non so se ci saranno le partite a Bergamo. Può darsi che alcune società abbiano più necessità di altre di trovare anche un campo per tornare a giocare».

Per quanto riguarda invece l’aspetto prettamente economico, potrebbe esserci difficoltà anche solo nel pagare gli stipendi alle calciatrici?
«In questo momento, da quello che so, sia Bari, sia Orobica che Tavagnacco abbiano sospeso il pagamento delle giocatrici e loro hanno potuto richiedere l’indennità. Più che altro a livello burocratico potrebbe essere un problema il prolungamento del contratto, soprattutto per le straniere, perché magari si sono organizzate per giocare in un’altra squadra dopo la fine della stagione. Gli stipendi sono al momento congelati, quindi eventualmente se ne riparlerà per quello che sarà il loro impegno dopo una ripresa».

Se il campionato non dovesse riprendere vedi possibile l’assegnazione dello scudetto?
«Non credo che sarebbe giusto, al di là che la Juve lo meriterebbe. Sono sempre un po’ scettica in merito a queste assegnazioni. In Ligue 1 hanno assegnato uno scudetto al Psg senza finire il campionato… Quello su cui devono pensare in maniera attenta è l’eventuale secondo posto. C’è anche la possibilità di giocare uno spareggio tra Milan e Fiorentina che sono a pari punti. Se invece non ci sarà nemmeno la possibilità di giocare una partita, la Fiorentina è avanti come gol fatti e ranking Uefa, e andrebbe in Champions. Credo sia importante assegnare i posti dell’Europa, ma lo scudetto non lo assegnerei. Credo che non sia del tutto corretto, se non lo porti a termine il campionato è un po’ falsato».

Sei preoccupata che il calcio femminile perda quei progressi fatti nell’ultimo anno?
«Sì, ma paradossalmente questa situazione, per quanto nociva all’evoluzione del movimento, può anche far capire quali sono le vere necessità. Creare un senso di appartenenza, con colori, le maglie, i numeri… Fare paragoni puliti, come: “Questa giocatrice somiglia a quel giocatore”… La direzione giusta è quello di farlo diventare un movimento a tutti gli effetti, una Serie A a tutti gli effetti. In Serie B ci sono Lazio e Napoli che spingono per salire: sarebbe bellissimo vedere un Derby di Roma, sarebbe bellissimo vedere un Napoli in Serie A… Io mi auguro che ci possa essere un movimento così, da dare per scontato come la Serie A maschile».

Magari questa situazione potrebbe incentivare anche il passaggio al professionismo…
«Come tutte le cose è giusto andare in maniera cauta e prudente. Prima di parlare di puro professionismo c’è da pensare alle tutele delle atlete donne. L’unico sport che congela il ranking di una classifica italiana in caso di gravidanza è la scherma. Le atlete donne hanno bisogno di tutele: dalla maternità agli infortuni. Andrebbe fatto un lavoro ad hoc per le ragazze, ci sono tante cose che vanno corrette nell’ambito sportivo femminile. Il passo è arrivare a quello».

È di ieri la notizia del risarcimento negato alla Nazionale femminile degli Stati Uniti per la parità salariale con gli uomini. Come vedi questa decisione?
«Loro sono delle dive, delle stelle, sono al pari di quello che può essere una squadra maschile qui da noi. Gli sport nazionali maschili negli Stati Uniti sono altri, e le donne hanno preso questo spiraglio. Lì è una battaglia che stanno portando avanti da anni. C’è una lotta continua: ci saranno vittorie e sconfitte, ma sono donne che si permettono di arrivare ad una finale e di non andare alla Casa Bianca. C’è una consapevolezza totalmente diversa. È una Nazionale che porta avanti qualcosa che va al di là del calcio: è qualcosa di sociale, politico, razziale. È un mondo bellissimo, aver commentato la finale degli Stati Uniti mi ha fatto rendere conto che in campo non c’è solo il calcio».

Che emozione è stata commentare la finale del Mondiale di Francia?
«Al di là dello spettacolo in sé dal punto di vista calcistico, quello che mi ha impressionato della finale del Mondiale è proprio la sensazione che le donne riescano a dar sempre qualcosa in più. C’è la sensazione che stai giocando a calcio ma stai facendo anche tanto altro: stai facendo la storia, stai parlando di politica, stai affrontando problemi sociali, razziali, etnici. Era di più di una semplice finale del Mondiale e solo le donne possono fare una cosa del genere».

Credit Photo: Facebook Gaia Brunelli

Economia e bilanci: i club femminile spendono più di quanto incassano

Sappiamo benissimo che le cifre nel calcio femminile sono inesorabilmente inferiori rispetto alla categoria maschile. Eppure quasi tutti i club femminili hanno gli stessi problemi in termini economici pur gestendo cifre diverse. Calcio e finanza ha preso in considerazione il bilancio della Fiorentina Women’s del 2019 per tracciare un’interessante prospettiva economica. Oltre alla società toscana, il confronto si è spostato su alcuni club inglesi in cui girano cifre maggiori ma vertono gli stessi problemi.

La Fiorentina Women’s, come dicevamo, a dicembre 2019 ha chiuso l’esercizio di bilancio a 865.583 euro (+ 3,7% rispetto al 2018). I principali derivanti arrivano dagli sponsor, sia principali che minori, e da entrate secondarie più inferiori. Tuttavia, i costi per l’anno solare 2019 per la Viola sono stati di 1.627.775 euro (+20% rispetto al 2018). La cifra è da suddividersi in stipendi (49%), costi dei servizi (30%) e uscite varie (11%). C’è quindi uno scarto del 50% circa tra quanto il club toscano incassa e spende a sua volta nella compagine femminile.

Se però la Fiorentina non se la passa bene in termini economici, non bisogna allarmarsi. Anche in Inghilterra, un campionato dove circolano molti più soldi rispetto all’Italia, i club lottano con lo stesso problema. L’Arsenal per esempio (affrontato dalle viola in Champions League in questa stagione) ha dei ricavi per circa 340.000 sterline a fronte di un’uscita totale di 861.000 sterline, con un conseguente rosso di 519.000 sterline.

Il Manchester City nella stagione 2018/2019 ha avuto dei ricavi pari a circa 2,3 milioni di sterline con conseguenti costi a 3,3 milioni con un negativo di un milione di sterline. Tornando in patria, i club di Serie C italiani, in base ai dati del Report Calcio FIGC, hanno un fatturato medio di 2,7 milioni di euro con uscite che vanno sino ai 3,9 milioni.

Come possiamo facilmente evincere, il problema in Serie A femminile (e non solo lì) è che quasi tutti i club incassano meno di quanto spendono. Il divario che c’è tra entrate e uscite, nella maggioranza dei casi, viene colmato tramite l’intervento diretto del patron con risorse proprie. O anche tramite un breve scostamento di bilancio che proviene dai club maschili (nel caso di chi ne ha uno dietro). Come si può risolvere questa situazione? L’ideale sarebbe trovare molti più sponsor e personaggi disposti ad investire solidamente in una realtà che ormai è in continua emersione.

Carlo Tavecchio: “Protocollo difficile da rispettare. La FIGC sospenderà i campionati solo se lo chiede il governo”

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Stile Juventus’, è intervenuto l’ex presidente della FIGC Carlo Tavecchio:
“In questo momento bisogna chiarire la questione dei campionati. La UEFA ha chiesto di terminarli, avete visto cosa hanno fatto Francia e Olanda, la Germania vuole riprendere. In Italia come al solito non si capisce, si vogliono riprendere gli allenamenti ma non c’è certezza sul campionato. Sicuramente la situazione è grave.
Gravina? Deve difendere assolutamente la regolarità del campionato, le strutture legate soprattutto a scenari che se non venissero portati a termine complicherebbero la situazione drammatica della Nazione e del calcio. Ci saranno problemi grossissimi per la Serie C e il calcio dilettantistico. In questo momento nei campionati minori ci sono circa 11mila associazioni calcistiche dilettantistiche che dipendono dal privato, da aziende e soggetti che investono con sponsorizzazioni e tante iniziative sul territorio, i Comuni sono quasi assenti. Sono anni che nessuno si occupa di queste realtà.
Bisogna dire che il campionato o si ferma o parte, inutile stare a cincischiare. Il protocollo rasenta l’impossibilità esecutiva, come fanno società anche di Serie A a rispettarlo integralmente?”.

PIANO B
“La situazione del campionato è legata a tanti problemi, io credo che la federazione difficilmente firmerà la sospensione dei campionati se non lo chiede il governo. Difficilmente ci sarà la sospensione delle coppe. Dal punto di vista della situazione economica siamo fuori da ogni logica. Sportivamente credo che non si possano inventare graduatorie, è una scelta molto difficile. Servirebbe chiarezza da parte del governo, bisogna farlo subito”.

Credit Photo: Radiobianconera

Greta Adami, Fiorentina Women’s: “Che emozione lo scudetto al Franchi davanti ad ottomila persone”

Greta Adami, centrocampista della Fiorentina Women’s, è intervenuta in una diretta instagram della presentatrice Fausta Belli, queste le sue parole:

“Tra i due episodi più emozionanti della mia carriera c’è sicuramente lo scudetto al Franchi davanti a circa otto mila persone. Per il calcio femminile era un’atmosfera mai vista, considerando che ancora non godeva della popolarità di adesso.

Amo il mio ruolo, il mediamo è sempre al centro dell’azione, sia in attacco che in difesa. Non esiste ruolo più bello. Mi considero un mediano anche nella vita, sono molto partecipe ed aiuto le persone nel momento del bisogno. Se fossi un calciatore uomo vorrei essere Badelj o Pirlo.

In questo momento è difficile allenarsi restando chiuse nelle proprie abitazioni, anche se dobbiamo restare in forma per l’eventuale ripresa. Noi ragazze della Fiorentina ci sentiamo tutti i giorni, in attesa del 18 maggio, giorno in cui dovremmo ricominciare ad allenarci. Mi manca uscire di casa, andare al mare e soprattutto giocare a calcio.

Firenze ha sempre avuto un occhio di rigurado per il calcio femminile. Quando la Fiorentina decise di acquistare il Firenze calcio, fu una cosa estremamente positiva,  la vecchia proprietà aveva grossi problemi economici. Vedendo i passi da gigante che ci sono stati negli ultimi 5 anni, penso che il nostro movimento potrà crescere sempre di più. Speriamo di essere riconosciute professioniste il prima possibile”.

Credit Photo: Alessio Boschi

Voglia di normalità e tanto impegno

Ci sono le calciatrici più famose, come Barbara Bonansea, che hanno messo e metteranno ancora la loro immagine e le loro risorse a disposizione di una realtà mai così provata, come quella di questi ultimi mesi. E poi ci sono le calciatrici meno note al grande pubblico, che hanno meno risorse, magari, ma un cuore grande che non ha nulla da invidiare a quello delle colleghe più famose. È il caso, ad esempio, di quello che è successo a Cortefranca. Il nome da segnare è quello di Umberto Canfora, che non è soltanto il presidente di una squadra femminile che gioca in Serie C, ma è anche un uomo che lavora all’ospedale di Iseo, in provincia di Brescia, in una regione colpita in maniera drammatica dal coronavirus. Lui e le sue ragazze non si sono dati per vinti e, anzi, hanno messo a disposizione quanto potevano, cercando di coinvolgere, attraverso i social, quante più persone possibili. Le richieste? Mascherine, camici monouso e disinfettanti per le mani. Senza scadere nella retorica, di cui troppo spesso si abusa, soprattutto in queste ore, è proprio da realtà più che piccole che sono partiti i gesti di solidarietà più grandi. Squadre, società, aziende, che in un momento così drammatico vedono essere messa a rischio la loro stessa esistenza, eppure sono in prima linea per aiutare gli altri: “In quasi trent’anni di lavoro, non ho mai visto una situazione del genere – le parole di Canfora –. Ci sono persone che non possono riabbracciare i propri cari neanche nel momento della morte e tanti operatori sanitari che lavorano instancabilmente con immenso sacrificio e in silenzio”. Quella del Cortefranca, ovviamente, non è l’unica storia di chi sta provando a rendersi utile non potendo, come tutti, allenarsi o giocare. O, addirittura, restando in quarantena assoluta. È il caso delle giocatrici del Pineto Free Girl, in Abruzzo, che insieme alla dirigenza, per un totale di 35 persone, sono dovute restare isolate perché una calciatrice, residente a Vasto, era stata trovata positiva al Covid-19.

Stesso discorso per Giorgia Spinelli, 26 anni, di proprietà del Reims, seconda divisione francese. Un passato tra Atalanta, Mozzanica e Inter, adesso è il capitano della squadra francese ed è stata trovata, anche lei, positiva al coronavirus. La sua è una storia che si avvia serenamente al lieto fine, ma oltre a quella personale, di situazione, c’è anche quella di tutte le persone della sua Bergamo, dilaniate da questo “mostro”, come lo definisce lei stessa. Il 19 aprile, dal suo profilo Instagram, ha annunciato di aver vinto la sua battaglia: “Una partita giocata ad altissimi livelli – ha scritto, parlando al coronavirus –, sei stato uno degli avversari più forti di sempre, non hai mai mollato di un centimetro, fino al 90’, quando preso in contropiede sei finito al tappeto. Finalmente dopo quattro lunghe settimane posso tornare ad allenarmi”. A corredare tutto, una splendida foto sorridente.

I sorrisi sono una costante di queste atlete, anche quando sono costrette ad allenarsi in videochiamata. Molte di loro hanno contribuito alle raccolte fondi più famose, da quella per la Protezione civile a quella della coppia Fedez- Chiara Ferragni. Molte altre hanno donato per gli ospedali delle loro città o per il Sacco di Milano o lo Spallanzani di Roma, quasi sempre in forma anonima. Meglio condividere i momenti più spensierati, come gli allenamenti virtuali.

Tante calciatrici, come ad esempio Melany Petraglia del Calcio Pomigliano, hanno invitato tutti a restare a casa. Le società lo hanno scritto sui loro canali social, perché dirlo una volta in più è sempre meglio che dirlo una volta in meno. Un’altra parola da dire una volta in più che in meno, in questo periodo, è grazie. E per tutte valgono le frasi delle Free Girls che, terminato il loro periodo di quarantena, hanno voluto idealmente, abbracciare tutti per il supporto ricevuto. Loro, come tutte, non vedono l’ora di ritornare ad abbracciarsi sui campi di calcio per segnare il gol più importante: la vittoria sul coronavirus.

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti – Real Meda

 

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