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Deutsche Fußball Liga aiuta il calcio femminile in Germania

La pandemia del Covid-19 sta creando molti cambiamenti, problemi, ritardi, difficoltà nel mondo, in ogni settore, compreso quello sportivo.
Di conseguenza in Germania, la Deutsche Fußball Liga (Lega del calcio tedesco) ha deciso di intervenire in favore del calcio femminile, ovvero per la FLYERALARM Women’s Bundesliga con lo scopo di assicurarne un futuro.

Una somma di 7.5 milioni di Euro verrà destinata alla Women’s Bundesliga e alla 3. Liga (calcio maschile). Di questa somma totale, ben 20 milioni sono stati donati da alcune delle top squadre tedesche, tra cui FC Bayern Munich, Borussia Dortmund, RB Leipzig e Bayer 04 Leverkusen. Il fondo creato verrà distribuito in maniera identica a tutte le squadre destinate a ciò.

Il presidente della DFB Fritz Keller commenta:
“Questo è un forte atto di solidarietà, per il quale siamo incredibilmente grati nei confronti del DFL e dei 36 club della Bundesliga, in particolare Bayern Monaco, Borussia Dortmund, RB Lipsia e Bayer 04 Leverkusen. Possiamo superare questa crisi insieme, quando si agisce come una cosa sola, perché esiste un solo calcio. I club della Bundesliga esemplificano questa coesione in modo brillante con il loro sostegno finanziario alla 3. Liga e alla FLYERALARM Women’s Bundesliga. Dimostrazione che stiamo combattendo insieme per il bene del nostro calcio e che non ci arrendiamo in nessuna squadra“.

Credit Photo: https://www.dfb.de/

Gabriele Gravina: “Ripartenza calcio … giochiamo di squadra per farlo in sicurezza”

Il presidente federale Gabriele Gravina: “Ho convocato il Consiglio Federale per l’8 maggio”. La FIGC ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella gestione dell’emergenza Covid-19 per trovare una strada condivisa.

“Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta. Continueremo a dialogare con le istituzioni animati dallo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, avanzando proposte, recependo osservazioni e proponendo soluzioni”, così il presidente della FIGC Gabriele Gravina fa il punto della situazione sul percorso intrapreso dalla Federazione per consentire la ripartenza, in tempi ragionevoli, di un settore molto importante per il Paese, sia sotto il piano sportivo che dal punto di vista produttivo e occupazionale. “Abbiamo sempre affermato – continua Gravina – di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l’orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l’unica che persegue l’interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch’esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A”.

A questo proposito, avendo appreso dell’esistenza di alcune annotazioni in merito al protocollo sanitario presentato la scorsa settimana, la FIGC ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella delicata gestione dell’emergenza Covid-19 proprio per trovare una strada condivisa. “La Commissione medico scientifica della FIGC ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza – afferma il presidente federale -; ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del CONI e riconoscendo l’FMSI quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto. Una volta migliorato, ci potranno essere tutti i presupposti per il via libera definitivo al 18 maggio”.

“Siamo concentrati sulla fase più delicata dell’emergenza generata dall’epidemia di Coronavirus – aggiunge Gravina – lavoriamo incessantemente per definire le migliori condizioni per il completamento dei campionati sospesi, pianificando in modo responsabile tutti i passi da compiere, ma anche per definire gli scenari futuri. Ho convocato il Consiglio Federale per l’8 maggio proprio per delimitare il perimetro regolamentare nel quale operare”.

“In un momento delicato come quello che stiamo vivendo – conclude il presidente della FIGC -, un periodo dove è stato necessario dividere le discipline sportive in individuali e collettive, rivolgo un invito, da semplice tifoso di calcio, a mettere da parte le polemiche sterili, a lavorare insieme e a giocare di squadra per superare la crisi”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Ciao Joe, continua a tifarci da lassù

L’ASDCF Permac Vittorio Veneto comunica con profonda commozione e grande dolore la scomparsa del suo Direttore Generale, Giovanni Bolzan.

Joe lascia un vuoto profondo nella nostra società, alla quale si era unito sei anni fa grazie al legame di grande amicizia con la famiglia Fattorel, mettendo in campo sempre enorme passione e dedizione.

Nel suo percorso con i colori del Vittorio Veneto, Joe ha contribuito in modo significativo a dare valore al calcio femminile, portando la sua esperienza e la sua professionalità al servizio dei colori rossoblù, e tifando in modo appassionato per le sue Tose, sempre. Che fossero le grandi vittorie o le peggiori sconfitte, lui c’è sempre stato.

La società tutta si stringe in un grande e unico abbraccio per ricordare Joe e far sentire la sua vicinanza alla famiglia Bolzan in questo momento così difficile.

Continua a tifare per noi da lassù Joe, non sarai mai dimenticato dai cuori rossoblù.

Credit Photo: Permac Vittorio Veneto

Andrea Budroni, presidente Sassari Torres: “Le ragazze hanno fatto un grande lavoro”

Andrea Budroni, figura principale della Torres Femminile, si è raccontato a 360° tra il momento difficile attuale e il prossimo futuro, in diretta sul canale Facebook della società:

“Riguardo questa situazione non abbiamo alcuna comunicazione certa se non un susseguirsi costante di telefonate con presidenti di C, di B e di A. E’ una catena. Noi che siamo in C facciamo parte della Lega Nazionale Dilettanti e siamo in contatto costante con il presidente del femminile Sandro Morgana. Sandro è un uomo di calcio e sta lavorando affinché si portino richieste e proposte al tavolo della Lega che tutelino il calcio femminile”.

“Il discorso calcio è difficile, perché chiaramente ci siamo detti per un mese che la salute è importante, però poi c’è un punto dove bisogna pensare alle aperture delle aziende, dei negozi, delle attività compresa quella del calcio. Che è una delle aziende più grandi in Italia e il calcio femminile fa parte di questa industria ed è giusto che si parli anche di ripresa. Anche per dare un segnale positivo”.

“La Torres si adeguerà a ciò che la Federazione stabilirà in accordo tra tutti i presidenti e nel consiglio di dipartimento. Per noi non sarebbe stato sufficiente vincere il girone perché avremmo dovuto affrontare degli spareggi con altri gironi. Ovviamente io penso che la Torres non sia da Serie C e che meriti la B. Dalla Serie B dovrebbero salire il Napoli e Lazio. Il San Marino è terzo, ma avendo una gara in meno, potrebbe scavalcare le biancocelesti e quindi non sarebbe giusto che salisse solo la Lazio”.

“Una stagione non si può fotografare oggi, anche perché un campionato come quello di quest’anno se lo vai a vedere, ha avuto sempre noi in testa e per due, tre inciampi che ci hanno fatto scivolare, non sarebbe giusto far andare in Serie B la prima in classifica e basta. Con lo scontro diretto in casa e altre da giocare, capite che potrebbe succedere tutto? La C la facciamo già da due stagioni, abbiamo sempre fatto bene anche senza avere come obiettivo quello di essere tra i primi. Ma quest’estate avevamo fatto un mercato per vincere”.

“Le ragazze hanno fatto un grande lavoro e sono molto soddisfatto. Dalla più piccola alla più grande. Per affrontare un campionato di Serie B avremmo la necessità di fare degli innesti ovviamente perché per il resto a livello di organizzazione, trasferte e spostamenti vari il sistema è più che rodato. Le ragazze devono solo preoccuparsi di scendere in campo, giocare e vincere. Noi comunque ci stiamo preparando a ricominciare. O a settembre, come appendice di questa stagione e finire il campionato tra settembre e dicembre. Oppure per partire ad ottobre da zero iniziando la preparazione ad agosto”.

“Ovviamente le ragazze sono stra-confermate in blocco perché tecnicamente valide e la società confida in loro anche il prossimo anno. Però la fase attuale è difficile da gestire, quindi non si può ora come ora andare a parlare di mercato, ma la testa è proiettata in avanti sicuramente. Quando abbiamo costituito la Torres, nel 2016 io ho fatto una promessa:” Il calcio può aprire gli animi, la società e le giocatrici dovranno si pensare al calcio, ma anche a metterci la faccia per portare sorrisi”. Noi ogni anno abbiamo un progetto: per due anni abbiamo parlato di bullismo. Quest’anno della corretta alimentazione. Siamo sempre vicini a coloro che stanno peggio di noi. Tramite il calcio si può fare tanto”.

“L’anno scorso c’è stato il venticinquesimo anniversario del primo Scudetto e noi non ci siamo girati dall’altra parte. Anzi, da parte nostra c’è un sentimento di ammirazione per quella società perché per venticinque anni, dal presidente a tutti gli allenatori che ci sono stati, hanno fatto tanto. Non dimentichiamo che cinque dei sette scudetti li ha vinti Salvatore Arca. Oltre a Coppe Italia, Supercoppe e partite di Champions. Vorremmo festeggiare con quel dream team le nostre glorie. Perché diamo l’anima in campo e anche la mia squadra è una corazzata. Sono convinto al 100% che ci darà tante soddisfazioni”.

Credit Photo: Sassari Torres

Distanti ma… comunicanti: a casa di Giorgia Motta

Noi #RestiamoACasa, ma le rubriche di Hellas Verona Channel non si fermano. Perché comunicare, parlare e ascoltare, in un momento come questo dove le relazioni umane sono fisicamente ridotte al minimo, è socialmente utile.

Nell’ottava puntata di ‘Distanti ma… comunicanti’ – la seconda dedicata alle Women dopo quella che aveva visto come protagonista Sofia Meneghini – siamo andati a fare visita, virtualmente, a un grandissima tifosa e calciatrice gialloblù come Giorgia Motta. Una fede per questi colori che la accompagna da quando era bambina e una maglia, quella del Verona, che per lei è come quella di una nazionale… con una grandissima voglia di tornare al Bentegodi.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Arkaitz Coca: “Dominika Conc può fare un ulteriore salto di qualità…”

Ai microfoni della redazione di Milannews24.com ha parlato Arkaitz Coca, noto volto spagnolo e agente di tre giocatrici del Milan femminile tra cui Dominika Conc. Ecco le sue parole: 

Innanzitutto volevo chiederle come le sue assistite stanno vivendo il momento legato all’emergenza coronavirus, in modo particolare Conc
«In Italia abbiamo quattro giocatrici: tre nel Milan e una nella Juventus. Entrambi i club lavorano a stretto contatto con le giocatrici per mantenerle in piena salute: Conc sta in Slovenia, nel suo Paese la situazione è diversa rispetto all’Italia ma non è grave. Può allenarsi in strada e anche se non è una vita normalissima al 100%, sta comunque abbastanza bene, riesce ad allenarsi con più serenità».

Per Conc questa è stata una stagione fantastica, ritenuta da molti il colpo Champions in mediana, dopo gli addii di Thaisa Moreno e Manuela Giugliano. Il suo rinnovo appare una formalità, è così?
«Il Milan è una squadra di enorme livello ma con la situazione coronavirus tutti i top club stanno soffrendo molto, soprattutto a livello economico. Bisogna prima aspettare l’evolversi della situazione con il calcio maschile e poi toccherà a quello femminile. Il Milan ha già iniziato a muoversi sul mercato. Settimana prossima inizieremo a parlare di Conc ma non abbiamo ancora ricevuto nessuna proposta dal club».

Quanto può dare ancora al Milan, nel senso siamo giunti al limite delle sue potenzialità o può dare ancora molto di più?
«Conc è solamente all’inizio del proprio percorso di crescita, perché è una giocatrice un po’ timida di carattere. Iniziando al Milan con una lingua diversa e un sistema tattico all’italiana non è stato facile per lei abituarsi ma sta piano piano maturando questa idea. Contro Roma, Inter e Juventus ha disputato partite eccellenti, perché lei sa esaltarsi molto in questi momenti e ha delle ottime qualità. Penso che il prossimo anno, essendo entrata in confidenza con la serie A, possa fare un ulteriore salto di qualità. Vedremo se al Milan o in un altro club».

Credit Photo: Andrea Amato

Mettiti alla prova: speciale Inter Femminile quiz

Appuntamento speciale con un quiz dedicato interamente alla nostra squadra femminile. In collaborazione con Opta, ecco le domande e le risposte sulle curiosità delle giocatrici nerazzurre.

Per quante gare di campionato l’Inter ha tenuto la porta inviolata? Si tratta di un record per una squadra neopromossa in una singola stagione dal 2015/16.
L’Inter femminile non ha subito reti in sei incontri di questo campionato.

Il 55% dei gol dell’Inter in questo campionato portano la firma di quale coppia di giocatrici?
Il 55% dei gol delle nerazzurre portano la firma di Gloria Marinelli (sei) e Stefania Tarenzi(cinque).

Con quante maglie differenti – Inter compresa – Stefania Tarenzi è andata a segno in Serie A femminile in carriera?
L’Inter è la quinta squadra differente con cui Stefania Tarenzi va in rete in Serie A femminile, dopo Atalanta Mozzanica, Brescia, Sassuolo e Chievo.

In quale stagione Gloria Marinelli ha segnato la prima rete in Serie A femminile in carriera?
Prima di questa stagione, Gloria Marinelli era già andata a segno in Serie A femminile, con le maglie di Perugia e Chieti. La sua prima marcatura nella competizione risale al dicembre 2012, doppietta contro il Fortitudo Mozzecane a soli 14 anni e 264 giorni.

Quante sono le marcatrici in questa Serie A femminile per l’Inter?
Per la squadra di mister Sorbi, sono otto le giocatrici andate in rete in questa Serie A femminile. Due di queste sono straniere: Eva Bartonova e Julie Debever.

Qual è l’unica giocatrice dell’Inter sempre in campo dall’inizio e mai sostituita in questa Serie A femminile?
Anna Auvinen

Quante sono le giocatrici impiegate dall’Inter in questo campionato?
L’Inter ha impiegato ben 24 giocatrici nel campionato 19/20, e tra queste, cinque sono nate negli anni 2000.

Credit Photo: Federico Fenzi

Carolina Morace: “Serie A femminile? Non ci sono le premesse per ripartire”

Una ripresa per la Serie A femminile non è pensabile: non ha dubbi Carolina Morace, ex giocatrice e allenatrice, reduce dall’esperienza dello scorso anno sulla panchina del Milan. In esclusiva a Juventusnews24.com, il coach ha parlato della situazione del calcio femminile, alle prese con l’emergenza Coronavirus.

Il calcio sta vivendo un periodo di crisi e anche molte società femminili potrebbero risentirne economicamente. Quali misure dovrebbe adottare la Figc?
«Non è questo il mio ruolo. Mi aspetto però che qualcuno indichi la strada per le società e per le giocatrici».

Il protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti le sembra attuabile in Serie A femminile?
«Nella Serie A femminile un protocollo del genere è impensabile. Nessuno parla del calcio femminile ma lo sanno tutti che è impensabile, la Serie A femminile non ha le forze economiche né è stato messo in budget un evento del genere. Mi viene da ridere pensare che anche laddove le società professionistiche abbiano centri sportivi, non le dividerebbero con le squadre femminili, per cui per il femminile non c’è assolutamente nulla».

Ludovica Mantovani ha detto che l’obiettivo è quello di portare a termine Serie A e Serie B…
«Secondo me per il calcio femminile, sia in Serie A sia in Serie B, non ci sono le premesse che ci sono per il maschile. Il maschile vogliamo farlo ripartire perché altrimenti ci sarebbe un buco di 600 milioni. In Serie A vogliono far ripartire il calcio per liquidità e diritti tv, premesse che non esistono in Serie A o Serie  femminile. Ci sono più interessi per la pallavolo, per la pallacanestro, che hanno già chiuso. Non riesco a capire perché si parli di campionato femminile come se non giocando il femminile si perda chissà che cosa. Si è perso di più bloccando la pallavolo maschile e femminile o la pallacanestro. È assurdo».

Lo scudetto andrebbe assegnato?
«Non lo so, ma le premesse per far ripartire il calcio femminile non ci sono. Se ripartissee il calcio femminile tutti gli altri sport si lamenterebbero e avrebbero ragione. Il rischio contagio è troppo alto. Laddove ci sono problemi di sopravvivenza del calcio italiano bisogna fare il tutto per tutto, magari rischiando un po’. Ma credo che il Governo stia prendendo tempo anche perché non siamo fuori pericolo e se ci fosse un contagio cosa si fa? Si dovrebbe interrompere tutto. Allora vedere questo nel femminile sarebbe assurdo. Se il rischio può esserci per il maschile… Per una questione anche di etica morale i calciatori stanno cominciando a dire: “Fanno i tamponi a noi, e gli altri?”. Leggevo le parole di Gravina: a fronte di tanti tamponi i club dovrebbero acquistarne il doppio per farli fare alle persone che hanno bisogno e questa la ritengo un’iniziativa intelligente».

È preoccupata di un eventuale stop del passaggio al professionismo?
«C’è un semplice decreto fiscale fatto sulla Legge di Stabilità. Si è parlato di professionismo che non c’entra nulla perché questo emendamento prevede il pagamento tre anni di contributi del Governo alle giocatrici. Dopo questi tre anni, chi pagherà questi contributi? Il diventare professioniste dipende dalla Figc, che deve dire sì. È chiaro che ci sono dei costi di sostenibilità. Ci sono diversi campionati professionistici per i maschi e nemmeno uno per il femminile. Non c’è sostenibilità neppure per la Lega Pro che ha un costo altissimo. Nel femminile non ce n’è uno. I numeri del calcio femminile sono troppo bassi».

Negli ultimi anni mediaticamente il calcio femminile ha conosciuto uno sviluppo importante. Qual è stata la vera svolta?
«Sky e Tuttosport, che parlano sempre di calcio femminile e sono sempre sul pezzo. E il fatto di aver fatto i Mondiali in quel periodo. Società maschili professionistiche? Anche questo è stato assolutamente un grande incentivo per il calcio femminile, un grosso passo avanti».

Lo spostamento dell’Europeo al 2022 garantirà una fascia esclusiva al movimento. La ritiene una decisione giusta e crede che l’Italia possa beneficiarne in termini di esperienza?
«Non c’era altro da fare. Esperienza in più? Bisogna vedere se possono essere fatte amichevoli nel resto del mondo, ho dubbi sulle attività internazionali visto che tutti i Paesi sono in Stati diversi».

Nel 2022 a Torino si disputerà la finale di Champions League. Quanto tempo ci vuole affinché la Juventus Women raggiunga un traguardo simile?
«Fino a quando non si diventa professioniste e non si lascia il libero mercato in Italia non verranno mai le calciatrici più forti. Finché non ci sarà questa apertura al professionismo, le finali le squadre femminili italiane non le vedranno da protagoniste».

Credit Photo: Facebook Carolina Morace

Lazio Women, Claudia Palombi: “Questa maglia è un sogno, vogliamo la Serie A”

Claudia Palombi, attaccante della Lazio Women, intervenuta ai microfoni del Corriere della Sera ha raccontato come sta vivendo questo periodo di stop dal calcio:
«Sembra di vivere in un tunnel al termine del quale non si vede la luce. Ho la fortuna di avere il preparatore che mi segue a mezzogiorno perché la sera lavoro, faccio le consegne per il nostro ristorante».

LA SQUADRA
«Mi manca tutto. Le compagne, il campo, l’allenamento, le partite. Spero si possa riprendere, anche a settembre e con tanti turni infrasettimanali, perché vorremmo chiudere la stagione e andare in serie A meritandocelo sul campo, ma vedendo il protocollo non è semplice. Nessuna di noi potrebbe stare quarantacinque giorni in ritiro: lavoriamo tutte». 

LAZIO WOMEN
«Meraviglioso. Dopo tanti anni con la Res Roma, giocare con questa maglia è come aver realizzato un sogno. Quando durante la presentazione della squadra ci hanno detto che avremmo giocato le nostre partite a Formello, quasi non ci credevo». 

Credit Photo: OfficialSSLazio

Vincenzo Spadafora: siamo entrati nella Fase 2 ma non è sicuro che riprenderanno i campionati

Il Ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha rilasciato una lunga dichiarazione in diretta dal suo profilo Facebook. La conferenza stampa di ieri del Premier Conte, è stata piuttosto confusa e male interpretata. Il ministro ha deciso di provare a chiarire meglio  le  cose apparendo sui social e spiegando cosa succederà ora che L’Italia si appresta ad entrare nella nuova fase.

Sulla difficoltà del ripartire, Spadafora ha sottolineato che nessuno era pronto ad affrontare una simile emergenza. Il numero dei morti è altissimo e il problema principale è tenere d’occhio la curva dei contagi. Da qui fino al 17 maggio possono succedere molte cose ha dichiarato il titolare del dicastero sportivo. Dopo che saranno ripresi gli allenamenti di gruppo, bisognerà vedere se la FIGC presenterà un piano sicuro per lo svolgimento della competizione. Spadafora ha lanciato però un paio di stoccate agli organi federali. Secondo alcuni sondaggi, gli italiani sarebbero disposti a chiudere qui la stagione in anticipo per ripartire a settembre. Sulla mancata chiusura quando il contagio era alla massima espansione, il ministro ha ravvisato un comportamento poco opportuno da parte delle federazioni.

Sul protocollo bocciato dal comitato tecnico scientifico, Spadafora si è detto pronto a risentire i vertici calcistici per migliorarlo e approvarlo. Ma questo non implicherà una ripresa certa del campionato visto che, di mezzo, c’è un tempo lunghissimo per la preparazione. In conclusione, il ministro ha voluto smentire con forza le voci che portavano ad un complotto contro la Serie A da parte del Governo. Spadafora ha messo a tacere le voci asserendo che si muoverà seguendo le regole.

In sostanza, il decreto del Premier ora c’è ma dovrà, per forza di cose, arrivarne un altro entro il 17 maggio che sbroglierà definitivamente la situazione. Al momento vige una situazione di totale incertezza.

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