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Ilaria Mauro, Fiorentina Women’s: “La maglia azzurra è il sogno di ogni calciatrice”

Ilaria Mauro, attaccante della Fiorentina Women’s e della nazionale italiana, ha parlato in una diretta Instagram  ripercorrendo la sua carriera:

“Sto bene sono a casa come tutti, ormai da un mesetto abbondante. In casa faccio più o meno sempre le stesse cose, riesco a mantenermi in forma anche se sarebbe meglio per noi poter uscire per correre. Ma naturalmente ci atteniamo alle regole e speriamo che arrivi il giorno in cui Conte ci dirà che potremo uscire”.

“Io ho iniziato a giocare a calcio nel cortile di casa con mio fratello, anche perchè i suoi amici venivano sempre a giocare a casa nostra, io avevo voglia di giocare e quindi mi univo a loro. E loro erano gentili perchè mi accoglievano pur essendo io molto più piccola. È iniziato tutto da li. Io poi piano piano sono cresciuta e sono però andata a giocare a pallavolo, che ho svolto per due anni. Ma siccome a pallavolo io giocavo con la testa e con i piedi (ride ndr) ho smesso e dall’età di 7 anni sono tornata al calcio. Fino ai 13 anni ho giocato con i maschi ed è stata una bella esperienza, secondo me ti da una marcia in più fare qualche anno con loro”.

“Dai maschietti sono passata al Tavagnacco e a 14 anni ho fatto il mio esordio in prima squadra, contro il Milan. Io sinceramente all’inizio non volevo andare con le grandi, volevo restare con le mie coetanee a divertirmi. In prima squadra cambiava tutto, gli allenamenti erano molto diversi e molto più faticosi, ma piano piano mi ci sono abituata e da li è partito tutto”.

“A 25 anni son passata dall’Italia alla Germania (al Sand in seconda divisione ndr), volevo intraprendere una nuova esperienza. Nuove calciatrici, nuove amicizie, volevo fare una crescita non solo dal punto di vista calcistico ma anche personale. L’estero è un’esperienza che consiglierei a tutte, seppur io abbia incontrato tante difficoltà essendo da sola e non sapendo bene la lingua. Ma la rifarei molto volentieri. Li abbiamo vinto il titolo perchè la società era molto ambiziosa e aveva fatto un mercato importante con giocatrici della prima liga tedesca. È stato veramente un bel campionato ed una bella vittoria”.

“L’anno dopo invece abbiamo disputato un campionato di medio livello nel massimo campionato e a fine stagione è arrivata la chiamata del Potsdam. Io sono una calciatrice che ha bisogno di stimoli continui e quindi ho voluto cambiare. Al Potsdam, che è conosciuta come una realtà dove gli allenamenti sono molto duri, all’inizio è stato molto difficile ma anche questa è stata un’esperienza che rifarei”.

“Poi l’arrivo in Viola. Ricordo ancora la chiamata, ho accettato subito perchè avevano un bellissimo progetto. La società acquistò molte giocatrici importanti per vincere lo Scudetto ed è stato veramente uno degli anni più belli in assoluto. Abbiamo vinto tutto, mi sono divertita ed è stato davvero bello. Sono quattro anni che sono qui, la città è stupenda e sto molto bene”.

“La Nazionale? La maglia azzurra è il sogno di ogni calciatrice e non è scontato arrivarci. Io ho avuto la fortuna di fare l’Under 17, 19 e poi approdare in quella maggiore. Che dire, quando indossi questa maglia ti senti addosso un pò tutte le responsabilità degli italiani, ma allo stesso tempo ti esce quella voglia di vincere che nessuno ti può togliere. È un’emozione pazzesca solo indossarla poi giocarci anche un Mondiale è la ciliegina sulla torta. In Francia abbiamo raggiunto un risultato che nessuno si aspettava ed è merito di tutti, dallo staff alle ragazze. Abbiamo fatto una cosa pazzesca secondo me!”

“Il mio idolo? Senza ombra di dubbio Ibrahimovic. Al Tavagnacco le mie compagne mi dicevano anche che assomigliavo a lui per qualche movenza. È in assoluto il mio calciatore preferito e mi piacerebbe incontrarlo”.

Credit Photo: Alessio Boschi

Elena Linari: “Giocare un Mondiale? È una figata pazzesca”

Elena Linari, giocatrice dell’Atletico Madrid e della nazionale, ha parlato in una diretta Instagram raccontando come passa le sue giornate e ricordando il Mondiale in Francia.

“Per ora sono a Madrid. Ho un cortile qui davanti così posso allenarmi un pochino, l’Atletico mi ha lasciato qualche peso e inoltre ho un Tapis Roulant quindi non mi lamento”.

“Giocare un Mondiale? È una figata pazzesca. È una bella emozione. Li per li non realizzi al 100% perché devi giocare in campo la partita come se fosse un’altra alla fine. Anzi, meglio non pensare troppo che si sta giocando ai Mondiali sennò l’adrenalina può fare brutti scherzi e invece va incanalata al meglio per andare a fare ciò che si deve fare senza pensare al contesto. Affrontare Marta (contro il Brasile ndr), nonostante sia “invecchiata”, è stato emozionante. Quando tocca la palla lei, c’è poco da fare”.

“Ho un preparatore mio, lavoro direttamente con lui e finchè non siamo entrate in cassa integrazione avevo un programma specifico che ci dava l’Atletico Madrid da seguire. Ovviamente ora l’Atletico non può fare nulla di specifico nei nostri confronti e quindi proseguo il mio percorso con il mio personal”.

“Poi sto studiando spagnolo dal lunedì al mercoledì con una professoressa (sempre online) e inoltre, essendo iscritta all’università di Firenze di scienze motorie, sto approfittando di questa pausa per portarmi avanti con gli esami. Le mie giornate quindi sono pienissime, però comincio diciamo a stancarmi di allenarmi senza un perché, senza avere un obiettivo. Io sono abituata ad allenarmi per la competizione del fine settimana, quindi la mia testa è abituata a quello. Ci sta che ora ci si senta sospesi diciamo, però vabbè andiamo avanti e speriamo di uscirne al meglio”.

“I miei ricordi da bambina? Non ho un dettaglio particolare legato al calcio, ma quando c’è stato il Mondiale del 2006 mi sono innamorata di Cannavaro, dunque decisi di ispirarmi a lui. E se penso a quel Mondiale ho i brividi. La vita in Spagna? Si pranza tardissimo (ride ndr). Ora comincio ad abituarmi, ma a cena mangio sempre un po’ prima perché senno mi rimane tutto sullo stomaco”.

Credit Photo: Facebook Elena Linari

Calcio femminile, 125 anni… Brunella Ciullini: “Rimane l’ultima battaglia da conquistare: il professionismo”

Il 23 marzo è una data scritta nella storia del calcio femminile. Esattamente 125 anni fa, il 23 marzo 1895, le «British Ladies Football club» davano vita alla prima ufficiale per squadre di sole donne mai disputata a Londra.

Queste le parole di Brunella Ciullini di Tuttosport in merito all’importante anniversario:
“Questa ricorrenza cade in uno dei momenti più bui per il nostro Paese, ma anche nella stagione iniziata sotto la spinta dell’exploit dell’Italia di Milena Bertolini al Mondiale di Francia, contrassegnata da un campionato (fino allo stop) quanto mai avvincente e dalla partecipazione delle azzurre, dopo 12 anni, al prestigioso torneo Algarve Cup dove avrebbero dovuto disputare la finale con la Germania. L’emergenza ha sospeso tutto, salvo la consapevolezza di quanto sia cresciuto e quanto ancora crescerà il movimento. E’ la vittoria del calcio ma soprattutto della tenacia e della passione di tutte le giocatrici che hanno calcato i campi da gioco in questi 125 anni, sfidando scetticismo, ostracismo, pregiudizi. Rimane l’ultima battaglia da conquistare: il professionismo. Ed è questo, in occasione di tale ricorrenza, l’augurio per quando il calcio di ogni genere e colore, insieme al Paese, ripartirà”.

Martina Gelmetti, Napoli Femminile: “Siamo una storia bellissima”

«Del doman non c’è certezza». Semmai dovesse ripartire il campionato di calcio, mentre imperversa il dibattito tra esperti e consultazioni varie, il Napoli femminile riprenderebbe la volata verso la serie A. Le ragazze di Giuseppe Marino iniziarono l’avventura in B il 15 settembre 2019 a Cesena.

«La prima partita in maglia azzurra, il primo gol con il Napoli femminile e i primi tre punti in classifica. Non potevo chiedere di meglio», racconta Martina Gelmetti, attaccante classe 1995. All’iniziale gol dell’estone Lisette Tammik al 33’, seguì il momentaneo pareggio su calcio rigore firmato da Eleonora Petralia. E poi la zampata vincente del numero 11 al 54’. «Non importa se chiamarla fortuna o bravura: l’importante è che sia entrata in rete», precisa il bomber, autore di 9 marcature realizzate in cadetteria.

«Vincere con la mente» ma anche in campo l’obiettivo di Gelmetti. I suoi sigilli decisivi, gesti tecnici pregevoli e momenti significativi di un’annata interrotta sul più bello. «Napoli femminile una storia bellissima», conclude Gelmetti. Il finale, al momento, non è dato sapere.

Photo Credit: www.ilnapolista.it

Federica Parsani si racconta: “Sono contenta di stare nel Brescia”

Qualche giorno fa il difensore del Brescia Calcio Femminile Federica Parsani ha partecipato alla diretta Instagram del Brescia Club Poncarale, dove la giocatrice biancoblù ha risposto alle domande fatte dagli utenti.

Federica ha cominciato a parlare di come è cominciato l’amore per il pallone: «Tutto è iniziato tanti anni fa quando avevo 6 anni. Ho iniziato a seguire questa passione vedendo mio fratello gemello poi, avendo anche mio papà e mio nonno molto sfegatati, è stato tutto naturale. E a 12 anni finalmente ho iniziato a giocare con le ragazze, mentre prima con la Nembrese ero insieme ai maschi (compreso mio fratello). Sicuramente delle differenze tra maschi e femmine ci sono, magari non quando si è piccoli che si è tutti bene o male alti uguali, però crescendo è normale. Non tanto a livello tecnico tattico, ma fisicamente ci sta. Quello che non cambia è l’impegno, quello è uguale. Donne e uomini si impegnano in maniera eguale».

Il difensore di Bergamo ha raccontato la sua attuale esperienza con la maglia del Brescia CF: «Noi fortunatamente ci sentiamo con lo staff e devo ringraziarli perché in questo momento difficile ci stanno dando una grossa mano, ci danno il programma per poterci allenare ognuno a casa propria. Questo virus ha aumentato ancora di più il legame in questo gruppo e a mio parere è importantissimo anche per il campionato. Sono contenta di stare in questa società molto seria, nella quale tutti danno il 100%, in primis i dirigenti. Sono sempre disponibili e anche il presidente è molto presente. Sono una grande società.Con il nostro Mister ho un rapporto molto bello, anzi lo ringrazio per tutto quello che ha fatto per noi in questi mesi, è una grande persona e lo dimostra ogni giorno al campo. Anche i nostri tifosi sono fantastici, ci sostengono anche agli allenamenti e in trasferta. Sono fondamentali e per noi sono uno stimolo. Senza di loro non avremo avuto questi risultati».

Parsani ha risposto anche sul ruolo all’interno della retroguardia: «Io ho sempre fatto il centrale giocando a quattro, anche se quest’anno mi trovo bene anche a tre e con le compagne mi trovo bene anche dal punto di vista tattico. Abbiamo ragazze giovani dal talento altissimo come Magri, Ghisi e tante altre. Nei prossimi anni usciranno fuori. Nell’Orobica invece c’era Cristina Merli che è un talento naturale».

Per quanto riguarda sul futuro del movimento calcistico in rosa nel nostro paese Federica ha detto che «L’obiettivo principale per il calcio italiano dovrebbe essere far diventare il calcio un lavoro anche per le giocatrici. Ecco ciò che ci manca, anche rispetto agli altri Paesi. In Italia manca il professionismo e quindi non si è mai a livelli altissimi perché allenarsi dopo 8 ore di lavoro non è il massimo. Il Mondiale è stato un grande palcoscenico per il calcio femminile, ha aiutato soprattutto a puntare gli occhi su di noi, ha aiutato tutti ad appassionarsi e a vedere più da vicino anche chi siamo e quanto impegno ci mettiamo. Spero che si possa continuare questo percorso di crescita senza che il virus arresti tutto perché non possiamo tornare indietro, sarebbe un peccato».

Sull’ipotetico ritorno alle attività e della Serie C Parsani precisa: «Se dovessimo ripartire non sarà facile, la forma fisica sicuramente è da recuperare, ma non sottovaluterei la parte mentale che è comunque stata messa a dura prova e non sarà facile anche il contatto sugli spalti. Cose che prima erano normali, non saranno così nell’immediato e comunque ribadisco che la salute deve venire prima di tutto, nonostante la fortissima voglia di ripartire soprattutto dopo mesi ferme. Vai come in astinenza dall’ambiente, routine, spogliatoio. Il campionato? Il Vicenza non è assolutamente inarrivabile, dicembre è stato un periodo che ci ha penalizzato con risultati non positivi però successivamente abbiamo dimostrato che possiamo tranquillamente arrivare al primo posto. Certo, il campionato probabilmente non ripartirà, ma la salute deve stare al primo posto».

In conclusione Federica si è posta tre futuri obiettivi: «La Nazionale e la Champions sono quel sogno che chiunque vorrebbe realizzare e sicuramente spero e mi auguro di approdare in Serie A».

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

La FA prepara al meglio EURO 2022 dopo l’annuncio di rinvio da parte della UEFA

Il Comitato Esecutivo UEFA ha confermato che il posticipato UEFA Women’s EURO 2021 si giocherà in Inghilterra dal 6 al 31 luglio 2022. Si prevede di utilizzare gli stessi locali proposti originariamente per ospitare l’evento.

Commentando, il presidente UEFA Aleksander Čeferin ha dichiarato:

“Quando abbiamo dovuto prendere una decisione urgente sul rinvio di UEFA EURO 2020, abbiamo sempre avuto in mente l’impatto su UEFA Women’s EURO 2021. Abbiamo attentamente considerato tutte le opzioni, con il nostro impegno per la crescita del calcio femminile in prima linea nel nostro pensiero. Spostando UEFA Women’s EURO nell’anno successivo, ci stiamo assicurando che la nostra competizione femminile di punta sarà l’unico grande torneo di calcio dell’estate, fornendogli i riflettori che merita “.

La decisione di spostare UEFA Women’s EURO è arrivata dopo che la UEFA ha annunciato il 17 marzo che UEFA EURO 2020 sarebbe stata rinviata al 2021 in seguito allo scoppio globale di COVID-19 e al dovere della UEFA di proteggere la salute di tutti coloro che erano coinvolti nel gioco, pur consentendo campionati nazionali e competizioni europee da completare. Le ampie discussioni che hanno portato alla decisioni hanno incluso colloqui con gli organizzatori dei Commonwealth Games di Birmingham del 2022, con i quali la UEFA e la Federcalcio inglese (FA) continuano a collaborare per garantire che il 2022 fornisca un’estate memorabile di sport d’élite.

Il capo del calcio femminile UEFA, Nadine Kessler, ha dichiarato:

“La domanda principale che ci guida insieme alla FA inglese è stata: qual è la cosa migliore per il calcio femminile? Con le Olimpiadi ora confermate per l’estate 2021, crediamo fermamente che il passaggio al 2022 sia nel migliore interesse del torneo, dei giocatori, dei tifosi, delle compagne di calcio femminile e di tutti i soggetti coinvolti in tutte le aree e a tutti i livelli del gioco. UEFA Women’s EURO è il più grande evento sportivo femminile d’Europa. È anche tra i più grandi eventi sportivi del mondo e quindi ha bisogno e merita una piattaforma a sé stante. Questa decisione ci mette in grado di organizzare un torneo che attira l’attenzione globale, massimizza la copertura mediatica e aumenta le presenze allo stadio e ci aiuta quindi a raggiungere il nostro obiettivo principale di ispirare la prossima generazione di calciatori. Il 2022 consente inoltre un’ulteriore promozione e l’attivazione dei partner, il che sarebbe stato molto più difficile in quella che ora è un’estate affollata nel 2021. È un chiaro segno di impegno verso i nostri partner dedicati che si sono uniti a noi da quando abbiamo deciso di separare la sponsorizzazione del calcio femminile dal calcio maschile “.

La direttrice del calcio femminile della FA inglese, Sue Campbell, ha dichiarato:

“Come nazione e alla FA, siamo estremamente orgogliosi di ospitare UEFA Women’s EURO 2021 e siamo completamente impegnati a offrire un’esperienza di livello mondiale per giocatori, personale e fan allo stesso modo in cui il meglio del calcio europeo arriva in Inghilterra. Tuttavia, il calendario sportivo deve adattarsi mentre il mondo affronta qualcosa di molto più grande dello sport. In questi tempi senza precedenti, dovrebbe essere ribadito che la salute delle nostre comunità rimane la priorità assoluta per tutti noi.

Di conseguenza, a seguito di discussioni con la UEFA, sosteniamo pienamente la sua decisione di rinviare la UEFA Women’s EURO 2021. Siamo d’accordo che questa decisione andrà a beneficio del torneo, creando una propria finestra nel calendario del calcio. Ci consentirà inoltre di dedicare più tempo a questo difficile periodo per offrire un evento indimenticabile che si addice a un europeo in casa.

Finora abbiamo compiuto progressi eccellenti nella pianificazione del torneo e in particolare vogliamo ringraziare le nostre città e sedi ospitanti per il loro costante impegno e supporto. Siamo anche grati alla Federazione dei Giochi del Commonwealth per la sua collaborazione mentre cercavamo di confermare queste nuove date e non vediamo l’ora di lavorare insieme per mostrare il meglio dello sport femminile in entrambi i nostri eventi.

Continueremo i nostri dialoghi con le città, i luoghi e i nostri partner nei prossimi mesi mentre lavoriamo per offrire un record di UEFA Women’s EURO sul terreno di casa nel 2022. Siamo fiduciosi che varrà la pena aspettare.”

 

 

Credit Photo: UEFA sito ufficiale

Fabiana Comin, coach Lady Granata Cittadella: “”Posso solo elogiare il gruppo per quanto fatto in questo campionato”

Fabiana Comin, allenatrice del Lady Granata Cittadella ha parlato ai microfoni di Stelle in Campo, parlando a tutto tondo di calcio:

“La mia passione per il calcio è nata grazie a mio fratello, anche lui portiere, che giocava per la squadra del nostro paese. Da qui nasce il mio amore per questo sport che ho iniziato a praticare all’età di 12 anni, quando ho incontrato il mio allenatore Roberto Gambasin, il quale mi ha portata con lui. Ho iniziato a giocare come ala destra, ma a causa di un infortunio muscolare, pur di non stare ferma, ho chiesto di essere messa in porta e da li non mi hanno più spostato. Di allenatori importanti per me ne ricordo tre. La prima è Erna Mega che è stata la prima allenatrice a saper valorizzare un gruppo di donne, insegnandoci come stare in campo. Poi la Bertolini che, nonostante fosse il secondo di Donella, si faceva valere ed era già allora un grande allenatore. Il terzo è Sergio Guenza, il quale, avendomi allenata solo nelle giovanili della Nazionale, mi ha trasmesso tanta passione”.

“Il ricordo sportivo più bello è il primo scudetto con il Foroni, è stato favoloso perché ero chiamata a sostituire la Brenzan, appena ritirata dal calcio, e la pressione su di me era tanta. I paragoni tra me e lei erano tanti, anche se avevamo caratteristiche e caratteri molto differenti. Il mio ruolo in campo mi ha aiutato molto nel percorso da allenatore, perché un portiere è chiamato ad essere sempre presente in campo e dare indicazioni alla squadra. La preparazione delle calciatrici è cambiata in modo importante negli ultimi anni, innanzitutto dal punto di vista della prevenzione, con il risultato di avere molti meno infortuni. Questo perché le squadre femminili si sono attrezzate con preparatori all’avanguardia ed allenatori che spingono in questo senso. Io stessa mi impunto per avere più attenzione nella prevenzione per le mie ragazze. Rispetto all’anno scorso abbiamo meno infortuni grazie ad allenamenti appositi, sia sul campo che a casa”.

“Posso solo elogiare il gruppo per quanto fatto in questo campionato, anche se la posizione di classifica non è quella che meritavamo. Chiunque ha giocato contro di noi ha avuto timore perché la squadra ha un gioco, non butta mai un pallone ma cerca sempre di giocarlo. La difficoltà che hanno avuto le mie ragazze è dovuta all’inesperienza, visto che molto sono al primo anno in Serie B e con un età media di 22 anni. E’ una squadra che nel giro di due o tre anni potrà fare molto bene, ma il livello della Serie B si è alzato molto e quindi è difficile ora dire quali saranno i risultati del prossimo anno. Se dovessimo mantenere il gruppo sono sicura che si potrà fare più che bene”.

“Tra le giocatrici che mi hanno impressionato di più ci sono Codecà, attaccante della Riozzese, che volevo già in quanto la ritengo uno dei migliori attaccanti, e Barbieri, attaccante del San Marino. Voglio spendere una parola di elogio per Laura Giuliani, portiere della Nazionale, che sta facendo molto bene da quando è approdata alla Juventus, dando continuità al suo gioco. Da citare anche due portieri stranieri, la Ohrstrom della Fiorentina e Lemey del Sassuolo che, nonostante non siano di grande stazza, sono sempre sul pezzo e sanno comandare la squadra. Per quanto riguarda le giovani mi piace molto Forcinella del Verona che vado a vedere ogni volta che posso”.

“In questo momento cerco di tenere unito il gruppo con allenamenti personalizzati e facendomi mandare video di ciò che fanno, ma ipotizzare una ripresa solo con questa preparazione è impensabile. Da un punto di vista sportivo sarei favorevole a ripartire per portare a termine il campionato, ma dal punto di vista della salute no perché sarebbe un rischio, soprattutto per le squadre del nord. E’ una situazione difficile, le ragazze vorrebbero giocare visto lo stop improvviso, c’è la voglia di stare insieme, ma c’è molta incertezza per la salute di ognuno di noi. Tante aziende hanno bloccato i pagamenti delle sponsorizzazioni, soldi vitali per molte società calcistiche. Per non far estinguere il calcio femminile c’è bisogno che le varie amministrazioni aiutino le squadre, anche se non è facile. Ci sarà sicuramente un rallentamento del nostro sviluppo, determinate società, che non sono affiliate con squadre professionistiche, faranno molta fatica. Come obiettivo personale vorrei allenare una squadra di Serie A, è difficile ma non impossibile, bisogna lavorare molto. Nel femminile noi donne dobbiamo sempre dimostrare il nostro valore, anche se siamo molto preparate”.

Credit Photo: Pierangelo Gatto

Tavagnacco in bilico tra salvezza e rischio di lasciare la A dopo 19 anni

Il Tavagnacco è una delle storiche società di calcio femminile, non a caso è in Serie A dal 2001, ma mai come ora rischia tantissimo la permanenza nella massima serie: la formazione friulana sta pagando gli investimenti che si stanno effettuando in questo settore negli ultimi anni, diventando in pochi anni da società di vertice con in bacheca due Coppe Italia, a quella in lotta per non retrocedere.

Nelle prime nove giornate le gialloblù hanno totalizzato solamente due punti, ma alla decima ecco che arriva il primo successo espugnando il campo della Florentia San Gimignano, per poi replicare due turni più tardi con la vittoria conquistata in casa, alla prima di ritorno, sull’Orobica. Poi il nulla: per questo, dalla diciasettesima giornata, il Tavagnacco ha deciso di cambiare tecnico, esonerando Luca Lugan con Chiara Orlando, cercando di modificare gioco e mentalità delle giocatrici, e con lei è arrivato il pari contro l’Empoli Ladies, nonostante le friulane abbiamo avuto il pallino del gioco per 90 minuti.

Per salvarsi il Tavagnacco dovrà valorizzare al meglio le qualità offensive di Sofia Kongouli e di Elisa Polli, che in due hanno realizzato quattro reti, quasi il 50% dei gol segnati dalle tavagnacchesi, ed effettuare anche un cambiamento in difesa. Mancano sei partite (coronavirus permettendo) e le gialloblù possono centrare la permanenza in Serie A. Altrimenti saluteremo dopo 19 anni una delle storiche società di calcio femminile.

POSIZIONE IN CLASSIFICA
11a.

PUNTI ATTUALI
10 (4 in casa e 6 in trasferta).

RISULTATI
2 vittorie, 4 pareggi e 10 sconfitte.

GOL FATTI
9 (4 in casa e 5 in trasferta).

GOL SUBITI
32 (21 in casa e 11 in trasferta).

MIGLIOR TOP SCORER
Sofia Kongouli ed Elisa Polli (2 reti).

GIOCATRICI CON PIU’ PRESENZE
Alessia Capelletti e Millie Chandarana (16).

Giuseppe Conte firma il decreto per la Fase 2, Vincenzo Spadafora boccia il protocollo della FIGC

E’ caos. Si attendeva solamente la firma del decreto da parte del Presidente Giuseppe Conte che avrebbe dato il via alla Fase 2. L’annuncio è arrivato ma non la certezza sul proseguimento dei campionati di calcio. Andiamo per ordine: cos’è successo? Ieri sera intorno alle 20.30 il Primo Ministro è tornato in conferenza stampa per aggiornare gli italiani sul decreto che condurrà il Paese alla fase successiva. Conte ha parlato anche della questione degli allenamenti per gli atleti. A detta del Premier, dal 4 maggio si potrà tornare a svolgere attività sportive individuali, mentre dal 18 maggio sarà la volta di squadre e gruppi sportivi.

Tutto sembra risolto, ma non è così. Il Premier ha sottolineato che tutti gli allenamenti dovranno essere sostenuti rispettando le norme di sicurezza. E ha aggiunto, da appassionato di calcio, che la ripresa potrebbe essere un segnale di ripristino della normalità. Il Presidente del Consiglio dei Ministri però si è anche detto pronto a sigillare tutto nuovamente qualora il contagio tornerà a salire, con la conseguente cancellazione di tutti i campionati.

Dopo le parole del Primo Ministro, sono arrivate le dichiarazioni del Ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Il titolare del dicastero sportivo ha però frenato gli entusiasmi. Gli è stato presentato un piano di ripresa da parte della FIGC che Spadafora e il comitato tecnico scientifico hanno giudicato inadatto. La bocciatura del piano sanitario presentato potrebbe ritardare ancora di più la ripresa, e la UEFA ha dato direttive precise sul limite temporale.

Non c’è ancora certezza. L’Italia entrerà presto nella Fase 2 ma non è dato sapere se i campionati sportivi riprenderanno o meno. La situazione è abbastanza complicata.

Spadafora ha poi chiuso il suo intervento in RAI parlando anche della situazione legata al mondo femminile. “La cosa straordinaria che ho scoperto è che questo mondo non ha tutele per i suoi lavoratori” – aggiungendo – “c’è un fondo da 100 milioni del Credito Sportivo per tutte le attività sportive che in questo momento sono chiuse e non hanno altre agevolazioni”. La telenovela non è ancora finita.

Tatiana Bonetti, Fiorentina Women’s: “I tifosi viola sono molto legati a me… mi danno la carica per fare sempre meglio”

Tatiana Bonetti, numero dieci Fiorentina Women’s, autrice di 12 gol in 15 partite disputate è stata intervistata dalla La Nazione, qui di seguito alcune riflessioni.

“I tifosi viola cantano “Bonetti in nazionale”? Li ringrazio, sono molto legati a me e me lo fanno sentire continuamente allo stadio e per strada. Mi danno la carica per fare sempre meglio”.

“Con l’Italia ho passato gioie e dolori come la vittoria all’Europeo Under 19 e poi l’esclusione per tanti anni dal giro della nazionale. Spero che ora sia la volta buona per riprendere insieme un bel percorso. Io ce la metto tutta”.

“In questo momento la cosa più importante è la sicurezza per tutti. Chiaramente non velo l’ora di tornare a giocare. Come le mie compagne. Ma prima di tutto va salvaguardata la salute”.

“Se si riparte la gara con il Milan sarà importante soprattutto per agguantare il secondo posto e per rimanere in corsa per lo scudetto nel caso in cui la Juventus facesse un passo falso”.

“La Juve rispetto a noi ha un gruppo di calciatrici che si conoscono a memoria, giocando insieme anche in nazionale e questo sicuramente le avvantaggia. Noi invece abbiano cambiato diverse interpreti nel corso degli anni ma dalla nostra abbiam la voglia di dare fastidio”.

“Se ci siamo date al pugilato? E’ vero, in video chat tutte insieme ci cimentiamo a provare in allenamenti nuovi, come il pugilato. Un modo divertente per inventare qualcosa di nuovo”.

“Girelli ha detto che Del Piero per lei è stato motivo di ispirazione? Se parliamo di quei tempi anche io ho avuto un debole per Del Piero. Oggi il mio giocatore preferito è Messi e al secondo posto metterei Dybala”.

“E’ molto gratificante pensare di essere di ispirazione per le bambine. Spero che guardando qualche giocata mia possano entusiasmarsi e legarsi ancora di più al nostro sport. Il mio sogno calcistico è vincere la Champions League o il Mondiale con la Nazionale. Per quanto riguarda il contratto io e la società viola stiamo parlando del mio futuro”.

“Questa clausura forzata mi ha fatto riscoprire quali sono i veri valori della vita e mi ha fatto pensare che niente è scontato. Dobbiamo godere delle piccole cose che a volte tendiamo a sottovalutare. Ho paura che dopo questa pandemia ci sarà un cambiamento reale. Mi auguro che questa situazione non ci allontani di più ma che ci faccia capire che dobbiamo darci una mano tutti e a alcuni faccia rivalutare la scala dei valori”.

Credit Photo: Alessio Boschi

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