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Serie C: definiti gli accoppiamenti delle finali Play-Off per la Serie B

Credit Photo: Alessandra Mappanese- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Dipartimento Calcio Femminile della Lega Nazionale Dilettanti ha effettuato il sorteggio degli accoppiamenti per le finali dei Play-Off di Serie C 2025/2026, che mettono in palio la promozione in Serie B. A contendersi il salto di categoria saranno Catania, Moncalieri, Orobica e Fussballclub Sudtirol. Le siciliane hanno conquistato la finale grazie al gol decisivo di Alessia Cammarata contro il Real Meda. Il Moncalieri, invece, ha superato la Salernitana con un netto 2-0, firmato da Mellano e dalla storica Pamela Gueli. Tra Orobica Calcio Bergamo e Nuova Alba, la sfida si è chiusa sullo 0-0: un risultato che ha premiato le bergamasche in virtù del miglior piazzamento ottenuto nella regular season. Infine, il Sudtirol ha staccato il pass per la finale trascinato dalla straordinaria tripletta di Katharina Pföstl.

ACCOPPIAMENTI

Moncalieri Women-Orobica Calcio Bergamo (ore 10.30)
Catania FC-Fussballclub Sudtirol (ore 15.30)

Le finali si giocheranno domenica 24 maggio 2026 a Roma presso il Centro Sportivo “Francesca Gianni”  in Via del Casale di San Basilio 292 e saranno trasmesse in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube della Lega Nazionale Dilettanti.

Moll: “Orgoglioso del percorso delle ragazze, una salvezza meritata”

credit photo: Stefano Petitti - photo agency calcio femminile italiano

Le dichiarazioni dell’allenatore gialloblù Joan Moll, rilasciate al termine di Vicenza-Hellas Verona Women, 25a giornata di Serie B Femminile 2025/26. 

Mister, qual è la sua analisi della partita? “È stata una gara molto combattuta, una partita tattica, preparata bene, dove l’aspetto emotivo è stato molto importante. Abbiamo dimostrato di essere una squadra seria, una squadra che ha saputo giocare e soffrire insieme, facendo un grande lavoro di gruppo e sicuramente la voglia di fare un risultato positivo, con questa salvezza che si avvicinava, ci ha limitato un po’ nel gioco che siamo abituati a fare. Sono contento perché anche in queste partite è molto importante stare in campo e competere, la squadra lo ha fatto bene con molta naturalezza e con tanta unione. Sono anche consapevole della nostra idea perché, quando siamo riusciti a fare il nostro gioco, siamo andati in porta e abbiamo costruito delle buone azioni, sono soddisfatto di questo. Sono soprattutto orgoglioso: è una salvezza più che meritata e che va dedicata a tutta la famiglia dell’Hellas Verona.”

Quella contro il Vicenza è stata anche la partita che ha sancito la salvezza dell’Hellas Verona Women: cosa significa per voi il raggiungimento di questo obiettivo? “Sicuramente è una salvezza meritata, che è arrivata più tardi di quello che si voleva e rispetto al lavoro svolto durante tutte queste settimane. Ho visto un miglioramento molto grande, con le ragazze che si sono sempre impegnate al massimo in ogni allenamento, cercando di superare ogni ostacolo. Non hanno mai voltato le spalle alla realtà, hanno affrontato le difficoltà e sono cresciute a partire da queste, hanno saputo soffrire, e siamo riusciti a esprimere il nostro gioco in tutte queste gare. Abbiamo combattuto al meglio in ogni partita e sono molto contento e soddisfatto del loro comportamento e atteggiamento durante questi due mesi in cui si sono allenate con me. È una salvezza più che meritata per il lavoro di tutti, della società e delle persone che fanno parte di questo ambiente. Sicuramente lo meritiamo noi e le ragazze, così come tutta la famiglia dell’Hellas Verona, per la sua storia e per tutto quello che rappresenta. Ci tengo a sottolinearlo perché, quando si entra a far parte di una realtà come questa, si comprende davvero la grandezza della società e il valore del lavoro che c’è dietro. Proprio per questo, era impensabile immaginare una retrocessione per questa squadra.

‘Bullo ti scrivo’, ‘Futuro in campo’ e ‘Non mi fermo. Sport e diabete’. I progetti targati FIGC

Sostenabilia è la nuova piattaforma che racconta la Strategia di Sostenibilità Sociale e Ambientale della FIGC e le attività che svolgiamo dentro e fuori dai campi di calcio.

Futuro in campo

Luca Zingaretti incontra Eugenia Carfora, la preside che ha trasformato l’Istituto Morano di Caivano in luogo di eccellenza e presidio di speranza e legalità e che, dal novembre 2023, è impegnato in un progetto di alternanza scuola-lavoro con la FIGC presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Non è “solo” un dialogo tra amici, ma il racconto di un sogno divenuto realtà. Zingaretti, che ha voluto raccontare la forza di Eugenia nella serie “La Preside”, scava insieme a lei nelle pieghe di una sfida quotidiana: quella di strappare i ragazzi alla strada attraverso la scuola. Una conversazione intensa, che ci ricorda come la determinazione di un singolo possa cambiare il destino di un’intera comunità.

Non mi fermo. Sport e diabete

La leggenda Azzurra Massimo Ambrosini, nel ruolo di padre, incontra Alice Degradi, stella del volley, per parlare di diabete di tipo 1. Cosa succede quando la sfida sportiva incrocia quella della vita? Un dialogo intimo che mette a nudo le paure di un genitore e la grinta di un’atleta. Attraverso le loro voci, scopriamo come lo sport e la prevenzione non siano solo strumenti di gestione, ma veri alleati per trasformare una diagnosi in una spinta a non arrendersi.

Ad arricchire questo confronto, grazie alla pluriennale e positiva collaborazione tra la FIGC e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la puntata ospita l’intervento del Dott. Schiaffini dell’unità operativa di Endocrinologia e diabetologia, nonché responsabile del programma di screening per il diabete, che offre una prospettiva scientifica fondamentale sul tema. Il suo prezioso contributo mette in luce l’eccellenza del Bambino Gesù e l’importanza vitale della ricerca, motore indispensabile per garantire cure sempre più efficaci e una qualità della vita migliore per i piccoli pazienti. Un racconto che dimostra come, con la giusta informazione e il supporto della medicina d’avanguardia, sia possibile proteggere il futuro dei più piccoli e i sogni dei grandi campioni. Perché il diabete è parte del viaggio, ma non decide la meta.

Bullo, ti scrivo

Leonardo Bonucci, Campione d’Europa con gli Azzurri nel 2021, incontra Mirko Cazzato, giovane fondatore di “MABASTA! Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti”, per affrontare insieme il tema del bullismo. Bonucci condivide la sua esperienza personale di vittima quando era ancora un bambino: una ferita profonda che lo ha spinto a scrivere un libro per aiutare chi oggi vive la stessa situazione.

Mirko, invece, presenta la sua storia e quella del movimento che ha fondato, evidenziando il valore del supporto della FIGC che, con il suo Settore Giovanile e Scolastico, ha contribuito a portare il progetto “MABASTA” dalla sua scuola di Lecce a un’iniziativa replicabile e diffusa a livello nazionale. Attraverso il loro dialogo scopriamo che per fermare il bullismo non servono superpoteri, ma la capacità di fare squadra e di non restare in silenzio: un racconto che ci ricorda che nessuno deve essere lasciato solo, né in campo né tra i banchi di scuola.

Il Tifo che ci Piace: debutta il Parents Manager sugli spalti

L’iniziativa prevede la sperimentazione, in quattro società, della figura del Parents Manager, in collaborazione con l’Associazione Scuola Genitori Sportivi, realtà nata nel 2023 su idea del giornalista Alessandro Crisafulli che forma e informa i genitori di giovani atleti per aiutarli a sostenere in modo corretto e consapevole il percorso sportivo dei propri figli. L’obiettivo è promuovere un clima positivo e responsabile sugli spalti durante le partite. Una figura di riferimento per le famiglie, chiamata a favorire comportamenti corretti e a gestire il rapporto tra genitori e società, trasformando la loro presenza in un valore per tutto l’ambiente sportivo.
Accanto a questo percorso, nelle partite di sabato 2 e domenica 3 maggio arriva anche la “cassetta di sicurezza” contro l’emergenza insulti a giocatori e arbitri, per spegnere gli eccessi e rimettere al centro il rispetto. Al suo interno, “Il Tifo che ci Piace”: caramelle gommose per addolcire il coinvolgimento dei genitori nelle partite dei propri figli. “Basta un poco di zucchero” e il tifo si addolcisce per far vincere il rispetto, che è il risultato fondamentale da perseguire dentro e fuori dal campo.  La campagna e la successiva introduzione della figura del Parents Manager saranno sperimentate nelle società Montespaccato Calcio, A.S.D Bruno Selleri e A.S.D. Union Martignacco.
“Il Tifo che ci Piace – dichiara Luca De Simoni, Coordinatore Area CSR LND –  è un progetto nato con l’obiettivo di rendere gli spalti un luogo di rispetto e  di condivisione. Crediamo fermamente che lo sport debba essere, prima di tutto, un momento di gioia per i ragazzi e per le famiglie. Per dare un segnale concreto di questo nuovo approccio, faremo un’attivazione su alcuni campi che inviti a mitigare il tifo eccessivo, quello che da una parte stressa i ragazzi e dall’altra non contribuisce ad un clima sereno durante le partite. Si tratta di un invito a vivere la competizione con lo spirito giusto. In questo percorso verso un clima più sereno, viene introdotta ufficialmente la figura del Parents Manager. Si tratta di una vera novità strutturale, una figura di raccordo tra le società sportive e le famiglie. L’obiettivo è di essere supporto nel rapporto con i genitori in una collaborazione proattiva e costruttiva, evitando tensioni e promuovendo un ambiente sano per i giovani atleti”.
“Sono molto felice che la LND abbia deciso di sposare la mia idea di formare e introdurre una nuova figura nel mondo del calcio giovanile e dilettantistico – spiega Alessandro Crisafulli – quella del Parents Manager. Si tratta di una figura che sarà preziosissima per gestire al meglio, per conto della società, i rapporti con mamme e papà. Non solo per quanto riguarda eventuali problematiche da sanare ma anche e soprattutto per proporre e coordinare attività di informazione, formazione e sensibilizzazione che permetteranno poi di includere in maniera positiva gli stessi genitori nelle attività dei Club. E’ la strada migliore per trasformare mamme e papà da mine vaganti in solidi, e consapevoli, alleati: dei propri figli e delle stesse società. Complimenti all’area Csr della LND per la sensibilità e attenzione dimostrata anche verso questo tema così fondamentale”.

Europeo femminile Under-17: tempo di semifinali

Germania, Francia, Norvegia e Spagna hanno raggiunto le semifinali del Campionato Europeo UEFA Femminile Under-17 2026, che si svolgerà dal 4 al 17 maggio e si terrà per la prima volta in Irlanda del Nord. La Germania è tornata per la prima volta in tre edizioni battendo la Norvegia nel Gruppo A a Coleraine nella prima giornata, vincendo dopo che i padroni di casa avevano debuttato nelle finali euro femminili Under 17 con una sconfitta contro l’Inghilterra a Larne.  Il giorno seguente, il Gruppo B è iniziato con la Francia che ha superato la Polonia a Coleraine e la Spagna che ha vinto comodamente contro la Finlandia a Larne.

Il Gruppo A è proseguito il 7 maggio con la Germania che ha superato l’Inghilterra a Larne, seguita dalla Norvegia che ha conquistato i primi punti con una vittoria sulla nazione ospitante a Coleraine, un risultato che ha garantito la Germania al primo posto. La Francia è poi rimasta perfetta nel Gruppo B battendo la Spagna a Coleraine il giorno dopo, vincendo la sezione quando la Polonia ha poi sbagliato il traguardo a spese della Finlandia a Larne. La Norvegia ha conquistato il secondo posto e ha assicurato all’Inghilterra il terzo posto con un pareggio a Coleraine e l’Irlanda del Nord si è conclusa battendo la Germania a Larne nelle partite finali del Gruppo A il 10 maggio, un giorno prima che la Francia battesse la Finlandia a Coleraine e la Spagna vincesse la finale contro la Polonia a Larne.

Le prime due squadre di ciascun gruppo accedono alle semifinali a Belfast il 14 maggio, con la finale che si svolge anch’essa al National Football Stadium di Windsor Park, tre giorni dopo. Le quattro semifinaliste si qualificheranno per la Coppa del Mondo FIFA Under-17 femminile 2026 in Marocco dal 17 ottobre al 7 novembre, insieme alle vincitrici di uno spareggio tra le due classificate terze classificate nel girone il 14 maggio a Larne.

Gruppi EURO WU17 2026

Gruppo A: Irlanda del Nord (padroni di casa), Germania, Norvegia, Inghilterra

Gruppo B: Francia, Finlandia, Spagna, Polonia

Sedi

Belfast: National Football Stadium a Windsor Park (2 semifinali, finale)
Coleraine: The Showgrounds (6 partite a gironi)
Larne: Inver Park (6 partite a gironi, playoff per la Coppa del Mondo)

Tutti gli orari CET, l’ora locale è in ritardo di un’ora

Partite della fase a gironi

Giornata 1

Lunedì 4 maggio

Gruppo A
Irlanda del Nord 0-2 Inghilterra (Larne)
Norvegia 1-3 Germania (Coleraine)

Martedì 5 maggio

Girone B
Francia 5-0 Polonia (Coleraine)
Spagna 4-0 Finlandia (Larne)

Giornata 2

Giovedì 7 maggio

Gruppo A
Germania 1-0 Inghilterra (Larne)
Irlanda del Nord 0-3 Norvegia (Coleraine)

Venerdì 8 maggio

Girone B
Francia 1-0 Spagna (Coleraine)
Finlandia 0-1 Polonia (Larne)

Giornata 3

Domenica 10 maggio

Gruppo A
Inghilterra 1-1 Norvegia (Coleraine)
Germania 0-1 Irlanda del Nord (Larne)

Lunedì 11 maggio

Gruppo B
Finlandia 1-4 Francia (Coleraine)
Polonia 1-4 Spagna (Larne)

Calendario della fase a eliminazione diretta

Semifinali

Giovedì 14 maggio

SF1: Germania vs Spagna (Belfast)
SF2: Francia vs Norvegia (Belfast)

 

Playoff per la Coppa del Mondo Femminile Under 17 della FIFA

Giovedì 14 maggio

Inghilterra vs Polonia (17:00, Larne)

Finale di Champions League femminile: ancora Barcellona e Lione

Per la quarta volta, eguagliando il record, Barcellona e OL Lionnes si affronteranno in finale, a Oslo il 23 maggio. Questa è la quarta finale tra questi club, eguagliando il record detenuto da OL contro Wolfsburg. Nella finale del 2019, OL ha conquistato il quarto titolo consecutivo e si è portato avanti di quattro gol in meno di 30 minuti, momento in cui Ada Hegerberg aveva realizzato una tripletta. Hanno anche guidato la scena del 2022 3-0 all’intervallo e hanno mantenuto il vantaggio per conquistare l’ottavo titolo contro l’allora detentore del titolo del Barcellona, che si è vendicato a Bilbao due anni dopo.

Barcellona

Il Barcellona è stato l’unico club a chiudere primo nel proprio girone in tutte e quattro le stagioni del formato precedente e, nella fase di campionato rinnovata, ha naturalmente conquistato la vetta, conducendo dopo ogni giornata una volta iniziata battendo il Bayern 7-1. L’unico ‘scivolone’ fu un pareggio per 1-1 contro il Chelsea, con cui il Barça condivise sia il maggior numero di gol nella fase di campionato (20) sia il minor numero di gol subiti (3). A parte i play-off a eliminazione diretta, il Barcellona ha assicurato la sua serie di successi nei quarti di finale dal 2018/19, vincendo per 6-2 la gara di andata al Real Madrid, e oltre 60.000 spettatori erano presenti per assistere alla vittoria per 6-0 nel ritorno al Camp Nou, con Alexia Putellas che ha celebrato la sua 500ª apparizione in club con il gol d’apertura. Il Bayern è rimontato per battere i Blaugrana 1-1 nella semifinale d’esordio, ma al Camp Nou altri spettatori di oltre 60.000 spettatori hanno conquistato una vittoria per 4-2.

Allenatore: Pere Romeu

Romeu è stato centrocampista difensivo come giocatore nella squadra dilettantistica Sarrià, dove ha iniziato anche ad allenare a livello giovanile, poi ha lavorato al L’Hospitalet prima di essere reclutato dal Barcellona nel 2017. A La Masia, Romeu ha assistito Sergi Milà a livello Under-16 e U17, assumendo poi il suo primo ruolo da senior come numero due di Rubén de la Barrera durante il suo breve periodo al Viitorul Constanța rumeno nel 2020. Romeu è tornato al Barcellona nel 2021 come assistente del nuovo allenatore femminile Jonatan Giráldez, vincendo dieci trofei in tre stagioni, inclusi due titoli di Champions League. Quando Giráldez ha deciso di andarsene dopo la stagione 2023/24, Romeu è stato promosso come suo sostituto, conquistando il doppio spagnolo nella sua prima stagione e raggiungendo la finale di Champions League. Un altro titolo di Liga F e una finale di Champions League (dove affronterà Giráldez) sono seguiti nel 2025/26.

Lo sapevi?

Il Barcellona ha battuto un record della OL Lionnes raggiungendo una sesta finale consecutiva senza precedenti. Il loro totale di sette (in otto stagioni) li colloca al secondo posto nella classifica generale, superato solo dalle 12 finali degli OL.

 

Lione

L’OL è andata sotto all’inizio della prima giornata contro l’Arsenal, rivale della semifinale della scorsa stagione, ma Melchie Dumornay ha segnato due volte per una vittoria per 2-1 che ha dato inizio a un percorso agevole nella fase di campionato, con i vincitori otto volte che hanno chiuso dietro al Barcellona solo per differenza reti. Anche il loro unico pareggio è stato memorabile, con OL che si è ripresa da uno svantaggio di 3-0 all’intervallo contro la Juventus, con Wendie Renard che ha pareggiato su rigore all’ultimo minuto.

I quarti di finale della squadra francese contro il Wolfsburg non sono iniziati bene, poiché un gol precoce deviato del Lineth Beerensteyn ha dovuto ribaltare uno svantaggio di 1-0 in casa. Lily Yohannes ha pareggiato nel primo tempo, ma il Wolfsburg ha portato la partita ai tempi supplementari, prima che i subentrati Melchie Dumornay, Damaris Egurrola e Tabitha Chawinga garantissero alla OL una quindicesima semifinale. Sono stati anche in svantaggio contro l’Arsenal in semifinale, perdendo 2-1 nel nord di Londra, ma una drammatica vittoria per 3-1 nel ritorno, sigillata dal gol vittoria tardivo di Jule Brand, ha assicurato un’altra finale.

Allenatore: Jonatan Giráldez

Giráldez punta a diventare l’unico allenatore ad aver vinto questo trofeo tre volte e il primo a conquistarlo con due squadre diverse dopo la sua nomina con l’OL in questa stagione. In effetti, ha emulato gli ex allenatori del Paris Saint-Germain e dell’OL Patrice Lair e Farid Benstiti, portando più di un club in finale, eguagliando il record di quattro presenze in uno spettacolo di Lair e Bernd Schröder. I suoi successi precedenti sono arrivati con il Barcellona nel 2022/23 e 2023/24, l’ex giocatore di divisione inferiore si era unito al club come assistente di Lluís Cortés dopo aver lavorato come allenatore giovanile per l’Espanyol e la Federazione Calcistica della Catalogna.

Dopo che Cortés ha guidato il Barcellona a un tripletto nel 2020/21 – incluso il loro primo titolo di Champions League – Giráldez ha assunto la carica di allenatore, vincendo il campionato in tutte e tre le sue stagioni alla guida, oltre a raggiungere tre finali di Champions League (vincendone due) e due trofei della Copa de la Reina. Sorprendentemente, la sua percentuale di vittorie complessiva in 139 partite è stata del 93,53%. Nel 2024 è passato al Washington Spirit, dove è rimasto per un anno prima di trasferirsi all’OL, dove ha già vinto la prima edizione della Coppa di Lega Femminile francese e ora affronta una finale di Champions League contro il suo ex club.

Lo sapevi?

Rinominati dall’Olympique Lyonnais in questa stagione, OL vanta ora un totale di 12 finali – cinque in più di chiunque altro – e il loro attuale totale di otto titoli è il doppio del secondo miglior cifra, con Francoforte a quattro. Tra i numerosi record di Women’s Champions League che detengono ci sono i parametri di riferimento per le partite giocate, le partite vinte e i gol segnati, oltre alle apparizioni in semifinale. Nel frattempo, Wendie Renard è in cima alla classifica per presenze in competizione (134) e 65 dei 69 gol record di Ada Hegerberg sono stati segnati per OL.

Calciatrici del mese AIC: doppia nomina per il mese di aprile

credit photo: Grancesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano

Il mese di aprile è sempre speciale. È il momento in cui si tirano le somme di una stagione: c’è chi vince un titolo con giornate di anticipo e chi, con le unghie e con i denti, trova le energie per raggiungere la salvezza. Quest’anno, aprile ci ha regalato un capitolo senza precedenti: per la prima volta nella storia del premio, abbiamo un ex aequo: perfetta parità.

 

Marija Milinković e Cecilie Fløe condividono la vittoria. Non è stato un semplice pareggio, ma una rincorsa speculare e meritata, specchio della stagione incredibile che stanno disputando entrambe. Marija Milinkovic non è più una scoperta della nostra Serie A, ma stupisce come, nonostante la giovanissima età (classe 2004), riesca ad avere una tale costanza di rendimento. Gioca da veterana, senza pressioni: nell’ultima gara di aprile ha firmato una doppietta che per l’Inter ha significato la qualificazione in UEFA Champions League per il secondo anno consecutivo.

Cecilie Fløe, arrivata a Napoli a inizio stagione, si è dimostrata subito determinante. Il suo impatto sul campionato italiano è stato devastante: già in doppia cifra e terza nella classifica marcatrici, ha trascinato il Napoli nelle zone alte della classifica, rendendo speciale la sua annata e quella di tutta la squadra. Due maglie diverse, due ruoli diversi ma la stessa incredibile impronta lasciata sul campo. Quando il livello è così alto, il merito non si divide, si moltiplica. Complimenti ad entrambe!

Soncin ospite dell’evento organizzato dal Sassuolo dedicato allo sviluppo del calcio femminile giovanile e alla crescita dei talenti.

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Importante momento di confronto e approfondimento questo pomeriggio al Mapei Football Center, dove, in occasione delle Final Four del campionato Primavera Femminile, si è tenuto il convegno, organizzato dal Sassuolo Calcio, dedicato allo sviluppo del calcio femminile giovanile e alla crescita dei talenti.

Dopo il saluto delle istituzioni, del Presidente Carlo Rossi, della Presidente della Divisione Serie A Femminile Professionistica Federica Cappelletti, del sindaco di Sassuolo Matteo Mesini e della Presidente Onoraria e Brand Ambassador Elisabetta Vignotto, il convegno è entrato nel vivo con il Commissario Tecnico della Nazionale Femminile Andrea Soncin e il Direttore dell’Area Femminile del Sassuolo Alessandro Terzi. I protagonisti si sono alternati in un confronto ricco di contenuti tecnici e progettuali davanti ad allenatori, addetti ai lavori e dirigenti del calcio femminile. Il talk, moderato dal giornalista Stefano Michelini, ha approfondito il ruolo delle società e dei tecnici nell’ambito della crescita del talento analizzando le varie fasi che portano allo sviluppo dello stesso.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche i temi legati alla formazione delle giovani calciatrici, all’evoluzione del movimento femminile italiano e all’importanza di creare percorsi sostenibili e strutturati per accompagnare la crescita sportiva e personale delle atlete. Il CT della Nazionale femminile Andrea Soncin ha posto l’attenzione sull’importanza del lavoro quotidiano nei settori giovanili e sulla necessità di costruire ambienti sani e stimolanti per le ragazze, mentre Alessandro Terzi ha raccontato il percorso sviluppato dal Sassuolo negli ultimi anni, sottolineando il valore della programmazione e dell’investimento sul calcio femminile.

L’evento si inserisce all’interno del programma delle Final Four Primavera Femminili ospitate dal Sassuolo Calcio, confermando ancora una volta la volontà del club neroverde di promuovere momenti di crescita e confronto del movimento femminile italiano. Al termine del talk i presenti hanno assistito alla finale scudetto tenutasi allo stadio Ricci tra Sassuolo e Milan.

Damiano Zenoni, Brescia Femminile: “Meritavamo almeno un pareggio, le ragazze avrebbero meritato qualcosa in più”

Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

Le parole dell’allenatore del Brescia Damiano Zenoni, rilasciate sui canali ufficiali del club bresciano, dopo il 1-0 subito in casa del Frosinone nella venticinquesima e penultima giornata di Serie B.

Da parte nostra è stata una partita discreta e, sinceramente, anche per quanto visto in campo avremmo meritato almeno un punto. Purtroppo il momento non è dei più positivi e in questo periodo basta poco alle altre squadre per portare a casa il risultato pieno. Dispiace perché, come la settimana scorsa, le ragazze avrebbero meritato qualcosa in più. Guardiamo avanti e cerchiamo di chiudere il campionato con un risultato positivo“.

Jessica Spinelli, Freedom: “Il mio sogno da sempre era giocare in uno stadio. Alla Freedom la forza è il gruppo”

Photo Credit: Susanna Gerbaudo - Freedom FC

Nell’anno in cui la Freedom sta raggiungendo il miglior piazzamento in classifica nella sua avventura in Serie B, il Club ha fronteggiato molti cambiamenti nell’organico, quasi del tutto rinnovato rispetto alla scorsa stagione e bisognoso di inserire molte giovani atlete all’interno di un meccanismo che, visto il campionato in corso, sta funzionando bene, pur essendo andato incontro a un cambio in panchina. Una delle nuove arrivate in biancoblù è Jessica Spinelli, che lo scorso anno indossava la maglia del Vicenza e che ha trovato una nuova dimensione e un nuovo gruppo in cui esprimersi al meglio. L’attaccante è stata intervistata in esclusiva dalla Redazione di Calcio Femminile Italiano e si è raccontata e ha raccontato la stagione che sta per volgere al termine, quella che per lei rappresenta un’esperienza di grande valore per il proprio futuro.

«La mia storia è un po’ particolare: ho fatto per dieci anni ginnastica acrobatica a livello professionistico, ma ho sempre giocato a calcio, non è mai mancato nella mia vita», Spinelli ha dapprima avuto tutt’altro percorso prima di sfociare nel calcio, che è ora la sua strada, e il primo ciottolo di questa strada l’ha calpestato a quattordici anni: «A quattordici anni ho avuto l’idea di cambiare, perché è sempre stato il mio sport preferito, e quindi a quell’età ho deciso di intraprendere questa strada seriamente.»

L’amore per il calcio e il salto nel vuoto che l’ha portata alla corte di questo sport sono strettamente legati al sogno di giocare in uno stadio e diventare protagonista in un palcoscenico d’eccezione di questo genere: «Il mio sogno era sempre stato quello di giocare in uno stadio, ho sempre sognato di giocare a calcio e mi piaceva fare anche l’altro sport, però il mio sogno principale è sempre stato quello di giocare in uno stadio, e quindi ho deciso di seguirlo.»

L’attaccante non ha mai perso il proprio legame con la ginnastica acrobatica, tant’è che, in caso di gol, avrebbe un’esultanza particolare da porter sfoggiare: «Abbiamo un’esultanza pronta, se dovessi fare gol in queste ultime giornate, voglio tenermela per un gol importante!»

Serie C e Serie B, le due facce che compongono la vita di Jessica Spinelli; Pro Sesto, Civitanova, Padova, teatro di ben 13 reti in due stagioni e, infine, il Vicenza, l’ultima squadra di Serie C ad averla separata dalla Freedom. Avendole vissute entrambe, la giocatrice biancoblù ha notato da subito le differenze«Una delle differenze principali tra le categorie è a livello di intensità: a livello di allenamento dipende, l’anno scorso avevamo un Mister che comunque ci chiedeva un livello di allenamento elevato, invece in partita è completamente diverso; il divario più importante tra le due categorie è proprio l’intensità di gioco e con cui si affronta la partita.»

I campi della Serie C, dove tutto è cominciato per Spinelli, le hanno lasciato moltissimi ricordi nei match con gli scarpini ai piedi ma, allo stesso tempo, le hanno forgiato le competenze calcistiche e l’hanno aiutata a diventare determinante, competitiva e duttile, un pregio che adesso le sta facendo ottenere grandi soddisfazioni: «Per me è stata importante non tanto a livello caratteriale, cosa che sto riscontrando ora con il salto di categoria, è stata importante per cercare di diventare una giocatrice più completa, perché ho sempre girato più ruoli: essendo un’esterna d’attacco ho giocato sia esterno alto, sia a centrocampo, sia terzino, quindi ho girato tutti i ruoli, quindi a livello di competenze generiche. Anche quest’anno sto girando molti ruoli, e quello mi ha permesso di essere più competitiva a livello di posizioni in campo.»

Sempre la Serie C è stata il suo trampolino di lancio per sperimentare nuove realtà, conoscere persone e lasciarsi un po’ alle spalle le mura di casa, intraprendendo un percorso di crescita sotto vari punti di vista per imparare a conoscere gli altri e, in un certo senso, anche se stessa, vivendo dunque esperienze di vita differenti in realtà sempre nuove: «All’inizio la mia voglia di andare a giocare fuori da Milano era per fare un’esperienza personale, più che calcistica, infatti ho sempre girato in C. Ho cercato esperienze a livello personale, di vita, per conoscere persone e relazionarmi con persone che non mi conoscessero né a livello di calcio, né a livello di persona.»

La numero 24 della Freedom ricorda con affetto il suo esordio, ma a suo parere se ne possono considerare due distinti, nella sua vita calcistica, per momento, importanza e intensità: «Nel 2018/2019, quando giocavo alla Riozzese e il calcio non era ancora così diffuso, prima che il Como ne comprasse il titolo. L’altro esordio è però avvenuto quest’anno, alla prima di campionato contro il Cesena, e ovviamente questo è più importante: il calcio adesso è più conosciuto, più diffuso, quindi gli do un’importanza diversa», ed è quindi il suo debutto con la Freedom ad avere un posto speciale nel palmarès dei ricordi.

Spinelli si è poi soffermata sul primo gol con la maglia della Freedom, non soltanto un’esultanza personale, bensì di tutto il gruppo: «Avevo un po’ di brividi anche per tutta la situazione generale: non venivo da un periodo bellissimo, e dopo aver ritrovato minutaggio e il gol le mie compagne erano persino più contente di me, quindi questo è molto importante per me, che le mie compagne riconoscano gli sforzi, i sacrifici e l’impegno e condividano con me questa gioia», la compagine biancoblù è un gruppo coeso che vede nelle compagne di squadra qualcosa di più di una stessa maglia da condividere, ed è per questo che la prima rete di Spinelli vale tanto, tantissimo per tutte.

Il progetto della Freedom l’ha convinta perché «venendo da una categoria inferiore il mio obiettivo era cercare una squadra che potesse darmi minutaggio, e la Freedom aveva l’obiettivo, inizialmente, di rimanere in categoria e fare bene, senza però ambire a tutti i costi alla vittoria, e l’ho reputata la squadra giusta per vedere se posso giocare in questa categoria», non sentire addosso la pressione di dover vincere come unico imperativo è stato un fattore determinante al momento della scelta, poi «man mano che si va meglio l’obiettivo si alza sempre, però la Società ha sempre avuto giocatrici in carriera, ed era anche una motivazione in più», perciò seguire le orme di calciatrici che hanno fatto di Cuneo un rito di passaggio verso qualcosa di grande è stata un’altra motivazione per provare a lanciarsi in questo progetto.

Per Spinelli il bilancio in biancoblù è positivo«Ad oggi ti dico che l’esperienza è positiva. All’inizio ho sofferto il salto di categoria per l’intensità e perché la routine è diversa rispetto a prima, però mi sento parte del livello della competizione e mi reputo soddisfatta. Avrei potuto migliorare qualcosina, però si guarda avanti e si può sempre migliorare, e sono fiduciosa.»

La Freedom ha dato inizio alla stagione in maniera altalenante, con dei risultati che non rispecchiavano il valore del gruppo e dello spogliatoio. Vedere a due giornate dalla fine che il gruppo ha blindato un ottimo sesto posto «è stata una sorpresa per tutti per come eravamo partite: l’obiettivo non era quello di vincere il campionato, e quello di stare in mezzo alla classifica è arrivato con il passare delle prestazioni. All’inizio sì, abbiamo fatto un po’ di fatica, però siamo un bel gruppo, lavorando e avendo gente d’esperienza che ha giocato in alte categorie tiene alta la tensione, e lavorando ogni giorno i risultati hanno cominciato ad arrivare.»

Per l’attaccante la Freedom è riuscita a centrare risultati importanti e a condurre una stagione da incorniciare grazie alla forza del gruppo«La nostra forza è stata questa: siamo un gruppo che lavora, che non si lamenta e che fa fatica, perché se non facciamo fatica sappiamo che le altre squadre faranno di più, e quindi vince chi lavora di più.»

Un pensiero è andato al pareggio del “Paschiero” contro il Como capolista e ormai qualificato in Serie A: «Dovevamo affrontarla in quel modo, abbiamo fatto il nostro e quasi ci recriminiamo il pareggio, ma ci siamo rimaste legate fino alla fine», benché, a suo parere, la gara migliore giocata dalla squadra piemontese dall’inizio della stagione sia stata quella della remuntada contro la San Marino Academy, in vantaggio di due gol al termine della prima frazione e poi castigata nella ripresa con il 5 a 2 finale.

Spinelli reputa di essere cresciuta nel giro di un anno in una competizione per lei tutta nuova e di una categoria superiore: «Un aspetto è il livello tecnico, a livello mentale, ma a livello tecnico potrei dare molto di più.»

La calciatrice ha cominciato la sua avventura tenendo basse le aspettative, tenuto conto del salto di categoria e dell’eventualità di vedere raramente il campo. Con il passare delle partite e il minutaggio nelle gambe, Spinelli ha però alzato l’asticella personale dopo aver anche trovato, finalmente, il feeling con il gol«Le mie aspettative erano basse, ma perché sono io che le tengo sempre basse, non perché io non abbia fiducia in me. Il mio obiettivo principale era conquistare minutaggio, essendoci il salto di categoria, un nuovo Mister e una nuova squadra, e un posto. Dopo, vedendo le cose andare bene, il mio obiettivo è diventato segnare e fare gol», e infatti di qui al termine del campionato si augura di poter mettere la sua firma su altri gol: «Ora sono a due, sarei potuta essere a quattro, perché ho avuto due occasioni cristalline già solo per l’ultima partita, ma non c’è niente da recriminare e sono molto serena; l’obiettivo principale era riuscire a segnare.»

Sulle spalle porta il 24, un numero che «fin da piccola è un numero ricorrente sia per cose belle, sia per cose negative; è stato anche indossato, nel corso degli anni, da alcune mie ex compagne di squadra e amiche, è un po’ un portafortuna per giocare e per avere con me le mie amiche.»

E ora che la stagione è agli sgoccioli, Spinelli si augura di chiuderla «in bellezza, spero di vincerle tutte come squadra, o comunque di giocare al massimo delle nostre possibilità senza avere niente da recriminarci. Le altre squadre giocheranno per vincere, e noi dobbiamo farlo come sappiamo e divertendoci», alcuni pensieri sono già rivolti al futuro«per l’anno prossimo spero di rimanere in categoria e di potermi affermare anche a questo livello.»

Si ringraziano Jessica Spinelli, l’addetto stampa Edward Pellegrino e la Freedom FC per l’immensa disponibilità, la gentilezza e la fiducia.

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