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‘B Stories’, il viaggio si chiude a Lumezzane. “Non solo un club, ma un simbolo identitario per la comunità”

Un lungo viaggio, emozionante, lungo oltre tre mesi e tutta l’Italia della Serie B Femminile. Ogni squadra con la sua ‘B Story’, per un totale di 14 puntate che rimarranno on demand su Vivo Azzurro TV, la piattaforma OTT della FIGC. Lumezzane è la quattordicesima tappa del viaggio, a casa di una società – presieduta da Andrea Caracciolo, ex attaccante con all’attivo anche presenze in Nazionale e il titolo europeo Under 21 – che del suo rapporto con il territorio ne ha fatta una filosofia, tanto da ricevere il premio nel corso di ‘B to Be’, evento celebrativo di fine stagione che si è svolto nel giugno scorso a Coverciano.

 

In campo, poi, il Lumezzane sta disputando una stagione straordinaria: la squadra di Nicoletta Mazza, proprio nell’ultimo weekend, ha recuperato due punti alla capolista Como 1907, ora a +4 a otto giornate dalla fine. Tutto aperto, risultati non casuali: frutto di un lavoro di progettualità che ha coinvolto l’intero territorio. “Noi ci teniamo” è il nome dell’iniziativa lanciata nel 2024 e che mette la società e i suoi tesserati – sia quelle della squadra femminile che quelli della squadra maschile, che milita in Serie C – a supporto di famiglie, scuole e istituzioni. E sono proprio alcune delle realtà vicine al Lumezzane a raccontare il rapporto tra loro e il club.

La voce della squadra, orgogliosa, è quella di Chiara Viscardi. “Con questo progetto la società ha dimostrato che qui si vogliono fare le cose fatte bene, non solo a livello calcistico ma generando un impatto positivo anche per la comunità che ci circonda – racconta –. Parliamo di iniziative di ogni tipo, coinvolgendo i giovani ma anche categorie più fragili, come le persone con disabilità o gli anziani”. Poi viene il campo: “Tutte le iniziative assumono ancora maggiore importanza se fanno parte di un processo sociale. Nel femminile, nel 2024 siamo arrivate in Serie B, ora stiamo disputando un ottimo campionato. Il mio sogno? Andare in Serie A con il Lumezzane”.

Qui il Lumezzane, spiega Paolo Vermi, professore dell’Istituto Comprensivo ‘Dante Alighieri’ (uno di quelli coinvolti nel progetto), “rappresenta molto più di una società sportiva, ma un simbolo identitario per la comunità”. A Barcellona direbbero “Més que un club”.

 

Svizzera: dopo quello sull’Irlanda successo su Malta, segna anche Alisha Lehmann

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Dopo l’esordio casalingo vincente, sull’Irlanda del Nord per 2-0 a Losanna, la Svizzera femminile ha conquistato un’importante vittoria anche nella seconda partita delle qualificazioni ai Mondiali di Brasile. A Malta, infatti, Lia Wälti e compagne vincono per 4-1. Nei primi minuti le svizzere, guidate da Rafel Navarro, hanno portato diversi grattacapi alla difesa maltese e al 9′ è arrivato il vantaggio grazie al gol di Iman Beney. Passano due giri di lancette che la Svizzera raddoppia con Alisha Lehmann ad indirizzare subito la gara in favore delle ospiti.

Con il passare dei minuti Malta prende le misure e le svizzere non creano più particolari minacce alle locali, della CT Manuela Tesse. Le padrone di casa prendono fiducia e al 20′ accorcia le distanze con Farrugia, che riapre in pratica il match. La rete subita ha frenato lo slancio delle svizzere dando ulteriore fiducia alle locali che però prima dell’intervallo, al 39′, incassano il 3-1 con il sigillo di Svenja Fölmli che ha portato la squadra negli spogliatoi.

Nella ripresa i ritmi si abbassano e la subentrata Aurélie Csillag, al 27′, ha fissato il risultato sul definitivo 1-4, con il suo secondo gol in 14 presenze con la maglia della Svizzera. Le qualificazioni ai Mondiali proseguiranno ad aprile con due incontri. La Svizzera affronterà a metà aprile la Turchia, l’avversario ritenuto più forte del girone, mentre dall’altra parte del raggruppamento di Lega B Malta incrocerà l’Irlanda del Nord. Per qualificarsi al Mondiale dopo le partite del girone saranno necessari almeno due turni di spareggio.

Coppa Italia: sorteggiati gli intrecci per le fasi finali di aprile di Serie A, B, C e Under 19

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nel futsal sono stati svelati i sorteggi relativi alla Coppa Italia che ad aprile, tra il 9 ed il 12, metterà luce sui campionati di Serie A, B, C e Under 19 tutte al femminile. La Coppa Italia femminile 2026, infatti, ha visto annunciate le proprie fasi finali per ogni competizione nella Giornata internazionale della donna. Quattro i palazzetti che saranno protagonisti, con tutte le gare in diretta sul canale YouTube della Divisione Calcio a 5. Genzano ospiterà i quarti di finale di Serie A giovedì 9 aprile, in quattro orari diversi.

Si parte alle ore 11 con CMB-Kick Off mentre alle ore 16 segue Bitonto-Tikitaka, alle 18.30 Falconara-Altamura mentre alle 21 chiude Women Roma-Cagliari. Il giorno dopo a Guidonia spazio alla Serie B con le sfide dei quarti. Alle 11 intreccio tra Infinity e Lady Mondragone, alle 14 Atletico Foligno-Team Scaletta, alle 17 Levante Caprarica-Cus Cagliari e alle 20 Scandicci-Pero. Venerdì sul parquet, ad Anzio, anche l’Under 19 con le sfide delle semifinali che saranno quelle tra Audace Verona e Bitonto  alle 17 e tra Okasa Falconara e Lazio alle 20.

Sabato l’attenzione torna a Genzano con le semifinali di Serie B in programma alle 11 e alle 15 mentre quelle di Serie A alle 18 e alle 21. Ad Anzio, invece, in campo la Serie C con alle 15 la semifinale tra Quartu e Bologna alle 18 quella tra Città di Taranto e FB5 Team Rome. Si chiude domenica 12 aprile con le finali. Ad Ariccia intreccio per il terzo e quarto posto tra le due perdenti di Serie C alle 10 mentre l’attenzione poi si sposterà a Genzano. Alle 11 parte la finale di Serie C, alle 14 quella Under 19 e alle 17 quella di Serie B. Alle 20:45, infine, sarà assegnato il trofeo di Serie A in dirette su Sky Sport.

Michela Catena, Fiorentina: “Gli infortuni mi hanno condizionato, giornalismo e l’editoria mi affascinano”

Credit photo: Emanuele Colombo - photo agency Calcio Femminile Italiano

Michela Catena, nei giorni scorsi, è stata protagonista della terza puntata di ‘A Luci Spente’, un podcast prodotto dalla Fiorentina. La calciatrice delle toscane durante l’intervista del club ha ammesso: “Io e mia mamma siamo tendenzialmente un pochino più pigre, ci piace stare a casa e avere le nostre cose. Con mio nonno, invece, si giocava a calcio dentro casa, quindi povero lui”. 

La giocatrice poi continua parlando di se stessa ricordando: “Il mio principale problema è sempre stato nello spostarmi, come la Michela persona avrebbe poi reagito al cambiamento. Penso che se non avessi avuto tutti quei infortuni probabilmente non sarei la giocatrice che sono ora. Ogni tanto dovrei darmi più pacche sulle spalle per dirmi brava, faccio molta fatica a dirmi brava dopo tutto quello che ho passato”.

La classe ’99, nata ad Ancona, poi ha aggiunto “Quando sono andata via di casa ho capito che qualcosa stava cambiando, anche se all’epoca nessuno poteva garantirti che sarebbe stato il tuo lavoro.  L’ultimo infortunio è stato il più difficile perchè venivo da due sto di un anno ed è arrivato quando non me lo aspettavo. Mentalmente è molto impegnativo e, vuoi o non vuoi, incide anche sulla calciatrice a livello fisico”.

L’ex Tavagnacco, dal 2018 alla Fiorentina e con 8 presenze in Nazionale, ha poi detto sul proprio futuro: “In futuro non riesco a vedermi nel mondo del calcio. Sto studiando comunicazione all’università, il mondo del giornalismo e l’editoria mi affascinano”.

Jakob Michelsen, CT della Danimarca: “Siamo state chiaramente la squadra migliore nel secondo tempo”.

credit photo: Stefano Petitti - Photo agency calcio femminile italiano

La Danimarca ha giocato la seconda partita di qualificazione ai Mondiali 2027 in trasferta a Vicenza contro l’Italia. Il risultato ottenuto dopo il 90′ (più 3 di recupero) è un pareggio sull’1-1 con i gol di Martina Piemonte, lato Azzurre, e di Olivia Holdt per la squadra danese.

La situazione delle ragazze di Jakob Michelsen si è complicata quando sono andate sotto per 1-0 e Pernille Harder, ha sbagliato il rigore che avrebbe portato al pari. A salvare la situazione è stata Olivia Holdt, subentrata dalla panchina e artefice della rete, in soli due minuti, dell’1-1. Questo punto guadagnato, perché si è scelto di guardare al bicchiere mezzo pieno, sarà per la Nazionale della Danimarca, che si trova al primo posto nel gruppo 1 con una gara vinta ed una pareggiata, una buona base di partenza per la partita di ritorno che si giocherà in casa ad Aprile.
La Svezia è seconda con lo stesso numero di punti, mentre Italia e Serbia sono rispettivamente terza e quarta con un punto ciascuna.

Scese in campo con la ferma intenzione di imporsi sul rettangolo verde, le ragazze di Jakob Michelsen, si sono guadagnate diverse occasioni d’oro, senza però riuscire a concretizzarle pienamente. Il CT, terminato il match, si è espresso in merito a questo così:

“Penso che il nostro secondo tempo sia stato davvero ottimo. Siamo partite bene e, nonostante il rigore sbagliato, abbiamo trovato il modo di pareggiare.  Questo risultato è stato pienamente meritato, perché siamo state chiaramente la squadra migliore nel secondo tempo. Nel primo tempo abbiamo scarseggiato nel possesso palla, l’abbiamo persa troppe volte. Dopo l’intervallo ci siamo riprese”.

Dopo il gol segnato da Martina Piemonte le danesi hanno accusato il colpo perdendo di aggressività, riacquistata comunque nel secondo tempo. Pernille Harder ha ottenuto un rigore, che ha voluto calciare lei stessa. La capitana è riuscita a spiazzare il portiere italiano Laura Giuliani, ma purtroppo per la stella del Bayern Monaco il suo tiro ha colpito entrambi i pali senza superare la linea di porta. Il tempo passava senza che venisse segnato alcun gol, motivo per cui Jakob Michelsen ha reagito con una sostituzione offensiva al 61′: Cecilie Fløe (che il calcio italiano lo conosce ormai bene essendo in forza al Napoli) e Olivia Holdt sono entrate in campo e la scelta di Jakobson ha dato subito i suoi frutti. Dopo la giocatrice del Tottenham, anche Fløe ha avuto una buona occasione, ma il suo colpo di testa è stato parato da Laura Giuliani, e la partita è finita in parità.

Ad intervenire dopo la fine della partita di Vicenza anche Olivia Holdt e Pernille Harder. Sull’ottimo momento di forma che sta vivendo tra club e Nazionale, la marcatrice ha  spiegato la propria prestazione: “Arrivo con molta fiducia dal club. Non è sempre facile trasferirla alla nazionale, ma ci provo. Oggi è stato davvero fantastico entrare in questo tipo di partita, dove ho anche avuto relativamente molto tempo in campo”.

Pernille Harder ha parlato con tutt’altro stato d’animo dopo il suo errore dal dischetto che ha dato a questo pareggio un sapore agrodolce: “In trasferta contro l’Italia va bene così. Abbiamo ricevuto una buona energia, quindi penso che sia un risultato giusto”.

La prossima partita della Danimarca sarà in trasferta contro la Svezia il 14 aprile. Quattro giorni dopo sarà la volta dell’Italia al Parken.

Rachele Giudici, Inter Women: “Quelle che provo sono tutte sensazioni positive, è un sogno che ho fin da bambina”

credit photo: Fabrizio Brioschi - photo agency calcio femminile italiano

In un’annata in cui l’Inter Women si mostra in tutta la sua forza ed ambizione, investire sulle giovani che vestono i colori nerazzurri mostra uno sguardo volto al futuro del club. Fatta questa necessaria premessa, non sorprende la notizia della firma del primo contratto professionistico di Rachele Giudici, centrocampista interista classe 2008, che milita attualmente nell’U19 della squadra di Milano e che ha firmato per proseguire con l’Inter la propria carriera sino al 30 giugno 2028.
Giudici ha dimostrato tutto il proprio valore anche indossando la maglia della Nazionale U17 sia negli Europei (dove è stata inserita tra le migliori XI dell’ultima competizione con due reti in quattro partite giocate), che nei Mondiali (2 gol in cinque gare).
Intervistata dagli addetti stampa in merito alla firma, la giovane centrocampista ha raccontato di come si senta felice ad aver coronato un sogno che ha sin da piccola. L’Inter rappresenta, per lei, casa.

“Quelle che provo sono tutte sensazioni positive, è un sogno che ho fin da bambina e sono molto felice di aver firmato qua. Sono veramente tanto felice e contenta. – ha ribadito con l’entusiasmo di chi sta coronando un sogno – Questo, comunque, mi dà tanta responsabilità, per me l’Inter è famiglia, sacrificio e mi sfida ogni giorno a dare il 100% di me”.

Parlando delle sue caratteristiche come calciatrice Giudici si definisce innanzitutto determinata, ma anche tenace nel cercare di mostrare sempre il meglio di sé e nel dare il suo valido aiuto in campo.

“Sono una calciatrice determinata, semplice, e cerco di migliorare dando sempre il meglio di me sia in campo che fuori da esso. Sono determinata in campo, amo sopratutto aiutare le compagne e spingere al mio massimo.”

Il futuro? Rachele ne sogna uno in prima squadra indossando quei colori nerazzurri che le appartengono. L’obiettivo della stagione, invece, riguarda il posizionamento della sua squadra tra le prime quattro così da potersi assicurare le fasi finali del proprio campionato d’appartenenza: “Sarebbe un sogno esordire in prima squadra con questi colori. Vorrei che arrivassimo tra le prime quattro e che ci qualificassimo per le fasi finali”. 

Mauro Ardizzone, Ternana Women: “Vogliamo arrivare al 17 maggio con prestazioni di alto livello”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women guarda al finale di stagione, e alla permanenza in Serie A, con più serenità, dopo il successo sul Genoa ed il pari con la Juventus. In casa rossoverde parlare al Corriere dell’Umbria è stato il mister Mauro Ardizzone che ha affermato: “Le ragazze mi hanno seguito molto bene fin dall’inizio, mostrando grande disponibilità. Piano piano siamo cresciuti e stiamo continuando a crescere”.

Il mister ha poi continuato parlando degli 871 spettatori presenti al ‘Moreno Gubbiotti’ contro la Juventus affermando: “Vedere quasi un migliaio di persone allo stadio domenica scorsa è stato bellissimo. La tifoseria ci ha fatto sentire il suo calore, che per noi è fondamentale. Dal mio arrivo ho lavorato soprattutto sull’aspetto mentale per ridare certezze a ogni giocatrice, restituire sicurezza al gruppo e far capire che avevamo un obiettivo importante da raggiungere insieme”.

Sul match vinto contro il Genoa ha, invece, ricordato: “Abbiamo dato un messaggio importante prima di tutto a noi stessi. Le prime della classe hanno una struttura importante, ma noi dovevamo dimostrare che ci siamo. Credo che questa squadra possa restare in Serie A, a patto di lavorare ogni giorno con grande umiltà”.

Sul suo gruppo, poi, Ardizzone ha evidenziato: “Siamo capaci di uscire da momenti di difficoltà in modo eccellente. A volte può essere un limite, perché non bisogna aspettare le complicazioni per reagire: la determinazione va messa in campo fin dall’inizio. Continuare a lavorare come stiamo facendo dai primi di gennaio, senza mollare un centimetro. La strada è ancora lunga. Vogliamo arrivare al 17 maggio con prestazioni di alto livello”.

Women4Football: si avvicina l’evento del 2026, premiata la Top 11 della scorsa stagione ed il gol più bello

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Svelate diverse delle giocatrici che potrebbero essere premiate. Tra i pali tra le candidate troviamo, ad esempio, Cecilía Rán Rúnarsdóttir, Pauline Peyraud-Magnin e Astrid Gilardi. In difesa, invece, tra le altre ci sonoEmma Kullberg, Marija Ana Milinković, Ivana Andres, Martina Lenzini, Lucia Di Guglielmo, Cecilia Salvai, Elisabetta Oliviero e Federica D’Auria. In mediana, invece, spazio a Henrietta Csiszár, Clarisse Le Bihan, Vero Boquete, Eva Schatzer, Giada Greggi, Arianna Caruso, Manuela Giugliano ed Emma Severini.
Da votare, poi, anche la rete più bella della scorsa stagione tra 10 scelte. In lizza Marija Banusic, Cecilia Prugna, Evelyn Ijeh, Amalie Vangsgaard, Lana Clelland, Martina Piemonte, Cristiana Girelli, Giorgia Arrigoni, Annamaria Serturini e Nadine Nischler. Si tratterà di una festa per il calcio femminile, per le atlete e per tutto ciò che questo sport, in un crescendo di emozioni, ha saputo rappresentare giorno dopo giorno. Women4Football si conferma un appuntamento di riferimento in Italia per tutto il calcio femminile e le sue protagoniste.

Super Tessa Wullaert trascina il Belgio con l’Israele e sfonda il muro delle 100 reti internazionali

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Belgio vince e convince nella seconda giornata delle qualificazioni ai Mondiali. Battuto, infatti, nel girone 4 della Lega B per 5-0 Israele. La serata è stata illuminata da Tessa Wuallert, la capitana che ha avuto siglato tre gol e un assist.

Successo monopolizzato di minuti iniziali e concretizzato al 9′ quando Israele non riesce a liberare palla in difesa e Wullaert, servita da Vanzeir, chiude con freddezza per il vantaggio. Pochi minuti dopo la scena si ripete con Vanzeir che vede il suo tiro bloccato e Wullaert a trovarsi nel posto giusto per ribattere la palla in rete, segnando la sua doppietta che vale il suo centesimo gol internazionale. Prima della metà del primo tempo il punteggio tocca il 3-0, che dura fino all’intervallo, quando Mertens riesce facilmente a toccare il pallone in rete sul secondo palo su una punizione battuta di Wullaert.

Dopo l’uscita dagli spogliati il ritmo resto alto e al 20′ Reynders viene stesa in area: dal dischetto si presenta la capitana Tessa Wullaert che si assume la responsabilità e trasforma il rigore in modo impeccabile per il 4-0. In pieno recupero, poi, la palla arriva a Missipo che da distanza ravvicinata chiude i giochi con il 5-0 definitivo.

La scena se la prende quindi Tessa Wullaert che ha debuttato con in Belgio il 20 agosto 2011, in un’amichevole contro la Russia. Nella stessa partita segnò anche il suo primo gol con la nazionale. Da allora, è diventata un elemento costante e importante della selezione belga. Con 154 presenze, è la seconda belga con il maggior numero di presenze e con 100 gol la giocatrice con più gol di sempre per il Belgio.

Giornata Internazionale della Donna: i messaggi delle calciatrici da tutto il mondo

Cosa ti ha fatto innamorare del calcio? Il gioco più bello del mondo, capace di regalarci così tante emozioni. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, che si celebra in tutto il mondo ogni 8 marzo, la FIFA ha chiesto ad alcune calciatrici chi, o cosa, le abbia ispirate a scegliere il rettangolo verde come proprio “campo dei sogni”.

Per la giocatrice della Papua Nuova Guinea, Yvonne Gabong, è una questione di famiglia. “Ero con mio fratello minore, credo avessimo circa nove o dieci anni, e facevamo a turno a tirare in porta”, racconta la calciatrice, reduce dalle qualificazioni OFC per la Coppa del Mondo Femminile FIFA 2027. “Lui era in porta e, quando ho tirato, si è rotto il piede. Ora mi ha perdonata, ma è iniziato tutto così, quando mi sono avvicinata al calcio per la prima volta”.
Anche la tedesca Sjoeke Nüsken crede di essere stata influenzata dalla sua cerchia familiare. “Per me è stata mia sorella. All’epoca giocava anche lei a calcio e succedeva sempre che volessi fare immediatamente tutto quello che faceva lei. È stato questo a portarmi verso il calcio”.

“Il calcio è sempre stato la mia passione, fin da piccolissima, e devo molto a mio padre”, ha spiegato la centrocampista indiana Shilky Devi Hemam. “A quei tempi, nella mia città natale, non c’erano quasi ragazze o donne che giocassero a calcio, giusto una o due, ma lui mi incoraggiava sempre a scendere in campo. Dato che allora non avevamo la televisione in casa, io, mio padre, i vicini e tutti gli altri della zona ci riunivamo in un’unica casa che l’aveva per guardare le grandi partite, come quelle dei Mondiali”.
Dal canto suo, pur ammettendo di aver ammirato Lionel Messi e il Barcellona maschile da piccola, la ventunenne nazionale camerunense Monique Ngock ha citato a sua volta un membro della famiglia come fonte d’ispirazione. “La persona che ha contato di più è stata mia madre. C’è stata in un momento della mia vita in cui volevo mollare, perché la gente non credeva molto in me. Con il modo in cui la società guardava alle calciatrici all’epoca, era un po’ dura. Ma mia madre è stata al mio fianco fin dall’inizio”.

“Mentirei se dicessi che c’è stato un giocatore in particolare ad avermi ispirata a giocare a calcio”, ha continuato Ngock, che gioca in Francia nell’FC Fleury 91. “All’inizio guardavo molto calcio maschile, moltissimo, a dire il vero. Il mio modello era Marc-Vivien Foé. Ricordo di aver scoperto solo dopo la nazionale femminile del Camerun. Pensai: “Oh, ci sono donne che rappresentano il nostro Paese?”. Fu allora che scoprii Gaëlle Enganamouit. Era davvero al top, la miglior giocatrice camerunense, anche se non sapevo ancora che impatto avesse fuori dal campo. Poi ho scoperto altre calciatrici come Gabrielle Aboudi Onguéné e Ajara Nchout”.
Clara Mateo, che ha sette anni in più della calciatrice camerunense che affronta regolarmente sui campi della massima serie francese con il Paris FC, ha dovuto fare i conti con la storica mancanza di visibilità del calcio femminile. “Non ho avuto necessariamente un’ispirazione particolare”, racconta la ventisettenne nazionale francese. “Perché all’epoca, sembro vecchissima a parlarne così (ride, ndr.), non c’era una grande copertura mediatica. Ma sono una grandissima appassionata di atletica, quindi dico ovviamente Marie-José Pérec. Lei è stata fonte di grande ispirazione”.

Josefine Hasbo, dal canto suo, è rimasta subito colpita da una delle sue compagne nella nazionale danese. “Essendo una giocatrice più matura, ho la fortuna di confrontarmi con tante personalità e giocatrici straordinarie; Pernille Harder, ad esempio, della nostra Danimarca. È incredibile starle accanto: è stata davvero lei, in Danimarca, a spostare i confini e i limiti di ciò che possiamo fare nel calcio danese. Quindi direi probabilmente lei”.
“In definitiva, credo che sia stato il mio amore per il gioco a portarmi dove sono oggi”, ha continuato la calciatrice danese del Boston Legacy FC, laureata ad Harvard. “E poi penso ci sia anche una componente di fortuna legata al fatto che la mia migliore amica, a sette anni, giocasse a calcio. Volevo unirmi a lei nel cortile della scuola e da cosa è nata cosa. Ma la vera spinta verso l’alto professionismo è arrivata perché amo questo sport e perché ho una motivazione interiore che mi spinge a superarmi e a mettermi alla prova”.

Il desiderio di superare i propri limiti è stato anche la motivazione di Wang Linlin, difensora della Cina. “Quando ho iniziato a giocare a calcio, non è stato perché guardassi le partite in TV, ma piuttosto perché fin da piccola non ero molto forte fisicamente”, ha spiegato. “All’inizio volevo solo fare sport per migliorare la mia salute. Man mano che il calcio rendeva il mio corpo più forte, mi faceva anche innamorare della disciplina. La sera, il nostro allenatore ci faceva vedere le trasmissioni delle partite e guardavamo le calciatrici più grandi competere in diretta televisiva. Le ammiravo moltissimo e mi dicevo che quello era il mio sogno e il mio obiettivo: avrei lavorato sodo per rappresentare la nazionale, un giorno”. A 24 e 25 anni, la calciatrice danese e quella cinese potrebbero non aver vissuto appieno l’evoluzione del calcio femminile nel corso degli anni, ma le loro colleghe più anziane lo hanno certamente fatto.
“I miglioramenti più grandi sono arrivati probabilmente dagli investimenti”, ha spiegato Raquel Rodríguez, la trentaduenne nazionale della Costa Rica. “In fin dei conti si riduce tutto a questo, no? Con gli investimenti arrivano risorse migliori e tutto diventa un po’ più professionale. Ora è un lavoro. Possiamo essere delle professioniste. Rispetto a quando ho iniziato, oggi è tutto così diverso. In tutto il mondo il movimento è cresciuto tantissimo”.

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