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Benedetta Cucurachi, Lecce Women Soccer: ““Diventare capitana, che responsabilità… importare restare allenate”

Benedetta Cucurachi, giovane centrocampista della formazione femminile del Lecce ha ricevuto l’eredità del ruolo dopo l’infortunio di Serena D’Amico, ha parlato a La Gazzetta di Lecce. Queste le sua parole:

“Questa annata fino ad ora la definirei “sfortunata”. Credo che i gravi infortuni capitati alle mie compagne abbiano fortemente condizionato il nostro campionato. Al completo, la classifica sarebbe stata più felice. Io capitana? La fascia al braccio da un senso di responsabilità in più sia con le compagne che col mister. Con le giovani penso sia fondamentale essere presenti e far capire loro che per qualsiasi cosa possono contare su di te. Spero di riuscire ad essere un punto di riferimento. In questo momento dobbiamo allenarci anche a casa, anche se è chiaro che non ha la stessa efficacia del trovarsi insieme al gruppo sul campo”.

Credit Photo: Facebook Benedetta Cucurachi

Rebecca Corsi, Presidente dell’Empoli Ladies: “Le ragazze ci danno tante soddisfazioni; se le condizioni lo permetteranno vogliamo finire il campionato”

Rebecca Corsi, vice-presidente dell’Empoli e Presidente dell’Empoli Ladies, è intervenuta ieri a Tutto Calcio Femminile in onda su TMW Radio.

“Ci siamo appassionati a questa realtà dopo che il movimento femminile stava crescendo – ha dichiarato -. Ci siamo affacciati prendendo la società del Castelfranco, all’inizio parzialmente poi del tutto: fatto il passaggio abbiamo ridisegnato l’organigramma, aumentandone la professionalità, prendendo e responsabilizzano persone nostre verso questo ambiente. A mio padre è sembrato giusto che facessi io il presidente e per me è un onore cominciare in questo ruolo così importante. Siamo tutti ragazze e ragazzi giovani e tutti sanno che per me è la prima volta in questo ruolo: ricordo alla vigilia della partita contro la Juventus in casa, sono andata all’allenamento del giovedì sono venute tutte intorno a me e si aspettavano un mio discorso anche se non avevo niente da dire di particolare se non far sentir loro la mia vicinanza. Vedo in loro la voglia di arrivare, vedo un movimento che però ancora non è supportato abbastanza dalle istituzioni. Da parte nostra ci piace fare le cose per bene, compatibilmente con i vari budget, e devo dire che piano piano ci riusciamo nonostante il motore ancora sia maschile. Le ragazze però ci danno tanta soddisfazione, vengono da un percorso durissimo e le basta poco per stare bene”.
 
“Che succederà con il campionato? – prosegue – Abbiamo fatto una riunione telefonica con tutte le società. La volontà è quella di finire la stagione se ci saranno le condizioni sanitarie perché prima c’è la salute e poi tutto il resto. Ci sono squadre che fanno parte di quella che è stata indicata subito come zona rossa che sono state colpite in maniera violenta e dolorosa dal coronavirus. Per loro è difficile, forse impossibile, ripartire. Poi, ci sono gli aspetti economici. Per chi non ha alle spalle club professionistici è tutto più complicato. Però è giusto finire il torneo assegnando sul campo scudetto, posti Champions. Faremo di tutto per provarci”.
 
“Ne approfitto per fare i complimenti al nostro direttore sportivo Marco Landi e al nostro allenatore Pistolesi – conclude -. Sono una coppia che va avanti insieme da anni, forse ancora non ero neanche nata, ed è un complimento. Hanno trovato ragazze veramente motivate, e stimolarle non è mai facile. Ce la mettono tutta, e dico che sono anche delle grandi persone”.
 
Credit Photo: Empoli Ladies

Una storia per spiegare il calcio femminile: “Una vita da mediano… coi piedi buoni”

Ho iniziato a giocare con i ragazzi e tuttora posso dire che è stata una fortuna. Grazie a loro sono cresciuta tanto caratterialmente oltre che come giocatrice.
Ma se sono arrivata veramente ad essere la calciatrice che sono oggi, devo solo ringraziare i miei che mi hanno sempre spinto e appoggiato sulla scelta di giocare a calcio, hanno sempre fatto mille sacrifici. Quando andai per la prima volta in una squadra femminile, la Lux Chieti, avevo 14 anni e i miei tutte le sere mi accompagnavano aspettavano che io finissi e si tornava a casa, il più delle volte si cenava tardi ma, come dicono loro, ne è valsa la pena di tutti quei sacrifici.


All’età di 19 anni arrivò la mia prima grande opportunità, mi chiamò il Bardolino, beh che dire in quegli anni era la squadra che vinceva e io non ci pensai neanche un attimo. Accettai subito la loro proposta, non potevo farmi scappare l’occasione!
Giocare con gente come Panico, Brunozzi, Tuttino, Boni e Gabbiadini, era una fortuna e da loro potevo solo che imparare! Poco prima di iniziare il campionato vincemmo la Supercoppa e per me fu il primo titolo, mi ricordo che ero emozionata, felice, stentavo a crederci!
Poi purtroppo nella prima giornata di campionato mi ruppi il malleolo, fu un bel colpo da digerire ma non potevo abbattermi, quell’anno ci giocavamo lo scudetto, eravamo in piena corsa Champions e poteva essere una svolta per la mia carriera.
Mi ripresi velocemente dall’infortunio e una delle partite che ancora oggi ricordo con grande emozione, sono proprio i quarti di finale di ritorno contro il Brondby.
Perdemmo in casa 1-0 e in Danimarca si doveva vincere, non c’erano alternative.
Al ritorno fece un eurogol Tuttino (ancora oggi mi ricordo la palla che va ad insaccarsi all’incrocio dei pali). 1 a 0, calci di rigore. Il nostro portiere, Carla Brunozzi, con le sue parate ci portò in semifinale. Avevamo fatto un’impresa, nessuna squadra italiana era riuscita ad andare così in avanti, un record che dura ancora oggi. Purtroppo il sogno di andare in finale si fermò sul più bello: in semifinale perdemmo con il fortissimo Francoforte dove giocava una certa Birgit Printz, pochi oggi forse la conosco ma era una giocatrice pazzesca, una capace di vincere 3 Champions, 2 Mondiali, 3 Europei, 3 volte miglior calciatrice del mondo…insomma, un fenomeno.


Un’altra impresa che mi ricordo con emozione fu quando giocavo alla Reggiana, stagione 2009/10, eravamo una buona squadra, c’erano tra le altre Sabatino, Costi, Vicenzi, Neboli, Magrini, in panchina una certa Milena Bertolini, ma nessuna pensava di poter vincere la Coppa Italia.
Fu tutto inaspettato: in semifinale eliminammo il Tavagnacco, favorito, grazie a un goal di Sabatino e in finale avremmo dovuto incrociare la “forte corazzata rossoblù” (come Rodella chiamava la Torres di Tona e Domenichetti). Una partita durissima, ma riusciamo a passare in vantaggio sempre con Daniela Sabatino. Noi rimaniamo in 10, loro pareggiano con Iannella. Anche in quell’occasione si arrivò i rigori, ancora una volta mi portarono bene e festeggiamo un trofeo bellissimo!


Non posso certo non ricordare gli anni in Nazionale, tra Under 19 e maggiore, ancora oggi devo dire che l’esperienza al Mondiale U19 in Thailandia è una delle cose più belle che ho vissuto in tutta la mia carriera, ma questa è un’altra storia e io non sono una che ama parlare troppo fuori dal campo.


Vorrei chiudere solo con un ultimo ringraziamento a Tommaso, Becagli, con lui è stato un “colpo di fulmine” reciproco, per lui ho accettato senza pensarci due volte di scendere di categoria e indossare la maglia della Florentia in Serie B.

Evelyn Vicchiarello
Credit Photo: Florentia Calcio Femminile

Festività pasquali, il messaggio del Presidente Sibilia: “Torneremo a giocare ed ad abbracciarci per un gol, ad esultare per una vittoria o a consolarci per una sconfitta”

Il tradizionale appuntamento con gli auguri per la Santa Pasqua, quest’anno è ancora più denso di significati. Una ricorrenza nella quale eravamo abituati a tirare il fiato prima del rush finale dei nostri campionati, o a celebrare i nostri giovani al Torneo delle Regioni, oppure ad accarezzare il sogno di alzare al cielo un trofeo, a coronamento degli sforzi di un’intera stagione. Ma era anche un momento per ritrovarci con i nostri cari e condividere un messaggio di speranza. Un messaggio che oggi vorrei arrivasse ancora più forte a tutte le società, ai loro dirigenti, ai calciatori e alle calciatrici, ai tecnici, agli arbitri e ai volontari di quello straordinario mondo quale è la Lega Nazionale Dilettanti.

Donne e uomini che come tutti gli italiani si trovano a lottare contro un nemico subdolo e invisibile, micidiale come un cecchino. Un nemico, il virus, che ha stravolto la nostra quotidianità, che ha limitato la nostra libertà e che ci ha posto nell’incertezza, con gravi interrogativi sul nostro futuro. Tra le tante privazioni, anche quella di dover rinunciare al nostro amato calcio. Che per noi Dilettanti, lo rivendico con orgoglio, non rappresenta un semplice svago. Piuttosto è un argine alla solitudine, un baluardo a difesa dei valori più autentici dello sport e un meraviglioso strumento di coesione sociale.

Ora siamo fermi, ma quando si è fermi ci si può concentrare meglio e pensare, con calma e razionalità. È ciò che dobbiamo fare, tutti insieme uniti, immaginando il modo migliore per ripartire quando l’emergenza sarà cessata. Per ritrovare lo slancio serviranno unità d’intenti e la rinuncia ad ogni personalismo. La LND sarà al fianco delle Società, cercando insieme alle istituzioni civili e sportive le migliori soluzioni a sostegno del calcio dilettantistico.

Torneremo a giocare ed ad abbracciarci per un gol, ad esultare per una vittoria o a consolarci per una sconfitta. Ma sempre con la certezza di aver fatto tutto il possibile, nel rispetto delle regole e degli avversari, guidati dalla nostra inesauribile passione. Anche per questo vorrei che la Pasqua fosse per tutti davvero un passaggio – nel suo significato più autentico – verso un orizzonte di speranza e di rinascita. È questo il sentito augurio – insieme al Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti – che rivolgo a tutti voi.

Cosimo Sibilia
Presidente Lega Nazionale Dilettanti

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Roberta D’Adda, Inter TV: “C’è un grande potenziale in squadra”

Roberta D’Adda ha parlato ad Inter TV della sua quotidianità in questo periodo:

“Io sto bene, non è facile non poter uscire anche perchè allenarsi in casa non è la stessa cosa, ma mi ritengo sicuramente fortunata perchè ci sono persone che stanno davvero male. Per gli allenamenti porto tutti gli attrezzi sul mio terrazzo che è grande, almeno mi alleno all’aria aperta che è la cosa più bella. È chiaro non è come essere al campo, mi manca la palla e anche tutte le mie compagne, seguo il programma che ci ha dato il preparatore e spero si possa tornare presto alla normalità”.

“In questo periodo a casa sto dedicando anche molto più tempo alle lezioni: sto studiando per diventare osteopata. Poi mi piace leggere, ho appena comprato tre libri e spero di finirli. Mi sono rivista tutte le serie di Friends che mi fanno morire dal ridere e infine coltivo la mia passione per il giardinaggio con alcune piante che ho sul terrazzo”. 

“L’anno scorso ho allenato l’Under 10, è stata una bellissima esperienza. È chiaro ti senti responsabile della loro crescita essendo cosi piccole quindi non è cosi semplice, però è bello perchè vedi tanti miglioramenti e ti danno molte soddisfazioni. In futuro si vedrà, di certo mi piacerebbe restare sui campi”.

“Naturalmente io mi frequento di più con Lisa, Tare e Regina perchè essendo più grandi abbiamo più cose da condividere ma ti assicuro che la squadra è una bella unione di giovani ed esperte. Con Lisa e Tare ho condiviso tanti anni di carriera, gioie, dolori ed è stato bello ritrovarsi. Con Regina ci siamo conosciute invece l’anno scorso ed è nato subito un bel rapporto e c’è tanta sintonia”.

“L’anno scorso ho fatto la scelta di scendere di categoria per avere comunque più tempo per lo studio poi quest’anno mi è stato chiesto di restare per aiutare la squadra nella sua crescita, soprattutto per le più giovani. C’è un grande potenziale in squadra e dunque ho accettato volentieri la sfida. E quindi mi sono ritrovata, felicemente, in Serie A”.

“In questo momento c’è tanto tempo per pensare. Ed il pensiero va sicuramente al fatto che nella vita di prima eravamo tutti troppo frenetici, nel lavoro, negli affetti. Non ci prendevamo tempo per i nostri cari. Cosa che di certo dopo tutto questo faremo. E cosi ugualmente per il calcio. Penso che non ci saranno più le lamentele del tipo facciamo troppi allenamenti. Adesso mi mancano tutte le cose: lo spogliatoio, le compagne, il campo. Questo periodo ha portato via tante vite, molta gente non riesce nemmeno a salutare i propri cari. Io ho perso mia nonna, non di Coronavirus, però è stato comunque un momento surreale. Non riuscire a salutarla perchè comunque ci sono delle restrizioni. Insomma ti rendi conto di quelli che sono i valori veri”.

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

Debora Novellino, Pink Bari: “Bari è la mia seconda casa, sono fiera di rappresentare una città come questa”

Debora Novellino, difensore della Pink Bari ha parlato a Cartellino Rosa:

“Per me Bari è la mia seconda casa, sono fiera di rappresentare una città come questa. Ho portato alcune volte la fascia da capitano, per me è stata un’emozione unica. Io sono qui da tanti anni, so cosa ha passato la Pink e so come abbiamo sempre affrontato tutto, gioie, delusioni, mischiati a tanti sorrisi. Per me questo è la Pink Bari”.

“Con le mie compagne stiamo facendo di tutto per la salvezza, l’arma principale è il gruppo, abbiamo un bel gruppo, molto unito. La cosa principale è la spensieratezza nel giocare e il dare anima e cuore in ogni cosa. Il mio idolo calcistico è Zanetti, una persona umile, ma soprattutto un grande calciatore”.

“Fuori dal campo sono una ragazza timida, solare ma anche lunatica, dipende chi trovo davanti. Caratterialmente sono forte ma con un abbraccio magari mi sciolgo del tutto. Vado dalla psicologa, non mi vergogno affatto a dirlo. C’è tanta gente che come me soffre d’ansia e di attacchi di panico e io magari posso essere un esempio per tanti ragazzi che credono di non farcela. Ma tutto si supera pian piano, basta solo volerlo, e con persone buone accanto tutto diventa più semplice. Non sono nata già imparata, ho fatto tanti sbagli, ma a 22 anni so ciò che voglio e so che Donna sono”.

Credit Photo: Vanni Caputo

Ilaria Mauro, Fiorentina: “C’è tanto lavoro da fare per difendere i nostri diritti”

laria Mauro, giocatrice della Fiorentina, ha parlato a TellmeOlivia su Instagram:

“Ho iniziato a dare i primi calci al pallone all’età di tre anni, divertendomi a giocare nel cortile di casa con mio fratello Nicholas ed i suoi amici. Una passione che è nata da subito e cresciuta a dismisura in questi 25 anni di carriera. Il calcio per me è sport, lavoro, sacrificio, dedizione e Unione, elementi che sono stati fondamentali per la realizzazione dei miei obiettivi e sogni. Ho vissuto molte cose belle in questi anni. L’esperienza di tre anni in Germania ed i quattro qui alla Fiorentina. La fortuna di aver viaggiato molto e mantenuto rapporti di amicizia con giocatrici di altre Nazioni. L’adrenalina ed il senso di appartenenza che sento quando indosso la Maglia Azzurra ed aver realizzato il sogno di partecipare al Mondiale di Francia 2019, con milioni di italiani che ci hanno sostenute e tifate e trasportate col loro affetto fino ai quarti di finale! Nonostante le varie difficoltà e gli ostacoli che ho incontrato, sono riuscita, grazie alla mia caparbietà ed alla mia costanza e dedizione, oltre ovviamente al sostegno della mia famiglia e dei miei amici, a diventare una calciatrice ed essere un esempio per le nuove generazioni. C’è tanto lavoro da fare per tutelarci e per difendere i nostri diritti come atlete ma sopratutto come Donne! In primis il cambiamento del nostro status da dilettanti a professioniste. Per noi ma soprattutto per le ragazze giovani che vorranno fare di questo sport il proprio lavoro”.

Credit Photo: Alessio Boschi 

Lotta Okvist, Manchester United: “Sono tornata in Svezia, qui non ci sono lockdown”

L’ultima intervista delle United Women ci porta nel nord della Svezia, dove il terzino dei Reds, Lotta Okvist è stata fuori sulla neve ogni giorno per mantenere la sua forma fisica… dando a sua mamma più di una mano in casa!

Ciao Lotta, come stai?
Sto bene grazie. Sono tornato a Pitea, nel nord della Svezia, dove sono cresciuta. Tutta la mia famiglia vive qui, ma io sono a casa di mia mamma con il mio ragazzo. Mio padre e mio fratello vivono nelle vicinanze. Sono felice di essere riuscita a tornare qui prima del lockdown nel Regno Unito.

Solo poche settimane hai fatto il tuo debutto in nazionale con la Svezia, congratulazioni!
Grazie, sono stata davvero felice di ricevere la mia prima convocazione senior e mi sono divertita [Lotta ha giocato per 87 minuti durante la sconfitta per 2-1 della Svezia contro la Danimarca nella Coppa dell’Algarve]. Sono tornata [a Manchester] dopo quella partita, ho avuto due sessioni di allenamento, poi sono tornata in Svezia, e da allora sono qui.

Comprendiamo che non ci sono lockdown in atto in Svezia…
No, qui è tutto ancora aperto. A Stoccolma ci sono più casi di coronavirus ma qui a nord è quasi normale. Mia mamma e mio papà sono ancora al lavoro e i bambini del posto sono ancora a scuola.

Sei uscita molto?
No, non l’ho fatto. Ho cercato di evitare i luoghi pubblici, esco per vedere la famiglia e gli amici, per comprare generi alimentari quando ne abbiamo bisogno, ma non sono mai stata in città. Cerco di evitare accorpamenti di persone il più possibile.

Hai molto spazio aperto intorno a te?
Sì, abbiamo un grande giardino, ma è pieno di neve, quindi non possiamo farci troppo! Viviamo vicino all’acqua, quindi c’è del ghiaccio sull’oceano: si può sciare o pattinare sul ghiaccio se vogliamo. C’è anche un campo da calcio in città con riscaldamento sottotterraneo, quindi quando posso vado ad allenarmi lì.

Giochi a calcio con il tuo ragazzo?
Sì, e sono davvero felice che sia qui con me. Sta facendo tutte le sessioni di corsa con me e mi sta davvero spingendo. È già pre-stagione per lui: è appena tornato a far parte di una squadra a Manchester, una squadra della Sunday League, ma non può finire la stagione, quindi ora si sta allenando con me in Svezia!

Parlaci della tua routine quotidiana…
Mi sveglio presto, sono una persona mattiniera, aiuto mia mamma a lavorare. Dopodiché ho un programma da parte del club che devo seguire per mantenermi in forma. Poi torno a pranzare con il mio ragazzo, che lavora da casa durante il giorno, e poi faccio la seconda sessione dopo pranzo, oltre ad alcuni lavori in palestra, che cerco di fare qui a casa, per evitare di essere in giro altre persone. Dopodiché cucino molto, pulisco e aiuto mia mamma. Quando c’è bel tempo, usciamo a fare una passeggiata, o magari andiamo sul ghiaccio a sciare.

Di solito c’è così tanta neve lì in questo periodo dell’anno?
Di solito c’è più neve, ma ora c’è ancora molto. Fa buio intorno alle 18:00 in questo periodo dell’anno, quindi non è molto diverso dal Regno Unito con la luce del giorno.

Puoi condividere qualche consiglio per i lettori che vogliono mantenersi in forma in questo momento?
Solo che è davvero importante rimanere attivi in ​​questo momento difficile, tanto per la nostra salute mentale quanto per qualsiasi altra cosa. Uscire a prendere un po’ d’aria fresca una volta al giorno può fare la differenza. Il mio consiglio sarebbe di scrivere un piano per ogni giorno quando ti alzi, trovo i giorni più facili quando ho un programma.

Hai altri hobby per divertirti?
I miei giorni sono stati piuttosto pieni, quindi non ho avuto molto tempo per fare altre cose. Dovrei praticare di più il mio inglese ma non l’ho ancora fatto.

Ti piace rilassarti?
Quando è bel tempo, mi piace sedermi fuori e bere un caffè al sole e fare un cruciverba. È rilassante. Non sono un grande fan della TV.

Niente TV?
Ho Netflix, ma poca TV ogni giorno è abbastanza per me. Ho visto The Stranger – mi piace. Ho anche visto Love Is Blind – un po’ strano, ma divertente.

A parte l’ovvio, cosa ti manca della tua vita a Manchester?
Solo l’ovvio: giocare a calcio! Non mi manca il tempo, anche se ho sentito che è stato molto bello la scorsa settimana.

Certo che lo era, anche se non c’è lo sci da queste parti! Cosa vorresti dire ai fan dello United?
Ovviamente sembra infinito il tempo senza il calcio, manca a tutti, ma in questo momento la salute è la cosa più importante, quindi state a casa, state al sicuro, e speriamo che torneremo tutti a goderci la fine della stagione più che mai.

Photo Credit: @ManUtdWomen

Trump e il calcio femminile: il presidente dimentica la NWSL

In queste difficili settimane e con il continuo espandersi del COVID-19 in ogni parte del mondo, il mondo dello sport ne risente pure con un blocco totale e numerosi posticipi a data da destinarsi.

Di conseguenza il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha recentemente avuto una chiamata con i vertici delle principali leghe professionistiche del territorio a stelle e strisce: NBA, NHL, NFL, MBL, MSL, WWE, NASCAR, WNBA, UFC, IndyCar, Breeders Cup, PGA E LPGA.
Lo scopo della chiamata la discussione sul tema della pandemia, di continuare a supportare atleti, staff, fan, il mondo dello sport durante questo difficile periodo.

Manca qualcuno all’appello?

Ebbene sì. Da notare l’assenza della NWSL, campionato professionistico del calcio femminile americano che ha semplicemente scatenato ulteriori tensioni e frecciatine per il presidente Trump.

La calciatrice della Nazionale USA Allie Long twitta:
“Ciaoo @realDonaldTrump c’è anche una lega professionistica di calcio femminile in America o sono solo i per i fan di @NWSL le partite”

Invece l’importante scrittrice di calcio femminile Meg Linehan condivide su Twitter:
“Ho appena ricevuto un commento da #NWSL sulla chiamata odierna tra Trump e campionati sportivi professionisti:

– In qualità di leader negli sport professionistici femminili, la NWSL accoglierebbe con piacere l’opportunità di partecipare ad eventuali discussioni future tra i principali campionati sportivi degli Stati Uniti e la Casa Bianca.-“

Non è la prima volta che Trump attira l’attenzione, o meglio indignazione delle calciatrici americane. Già durante l’estate 2019, la Nazionale Femminile degli Stati Uniti aveva avuto tensioni col Presidente dopo la vittoria del Mondiale dove le atlete avrebbero dovuto presentarsi a Washington per ricevere l’onoraria premiazione alla Casa Bianca. Mai avvenuta dopo diverse offese su Twitter e commenti, in particolare con prese di mira su Megan Rapinoe.

Credit Photo: Nicholas Kamm

Laura Giuliani: “Due anni fa, abbiamo sfiorato il traguardo..eravamo “quasi” diventate ragazze mondiali”.

Ferrara 10 aprile 2018, sono passati due anni da quella vittoria per 2-1 contro il Belgio, un successo decisivo per la qualificazione ai campionati mondiali di categoria che si sono poi disputati in Francia nell’ estate 2019. Un’ edizione che ha visto l’ Italia protagonista chiudere la competizione tra le prime otto nazionali al mondo. Laura Giuliani tra le protagoniste di quella fortunata spedizione azzurra ha voluto ricordare sul proprio profilo Instagram le emozioni che tuttora permeano quell’ impresa:
giulianilaura1“Sono già passati 2 anni dai sorrisi di Ferrara.. Quelli che ci avevano portate ad un passo dal sogno mondiale che stavamo inseguendo, lanciate al galoppo, correndo verso una meta che ogni volta vedevamo più vicina!
Oggi, 2 anni fa, abbiamo sfiorato il traguardo.. E noi, spinte da VOI, sapevamo di avercela quasi fatta.. Eravamo “quasi” diventate RAGAZZE MONDIALI” 🇮🇹

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Credit Photo: Mattia Martegani, LivePhotoSport

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