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Inka Grings: “Scioccante che ci siano così poche donne in questi ruoli”

Non c’è niente che tu possa dire a Inka Grings sul calcio che non conosce già. L’ex attaccante ha segnato 64 gol in 96 presenze per la Germania e ha vinto l’UEFA Women’s EURO con le sue connazionali nel 2005 e nel 2009, risultando capocannoniere in entrambi i tornei.

Avendo fatto la storia come giocatrice, Grings ha già fatto la stessa cosa da coach. Dopo aver trascorso tre anni al comando della squadra femminile dell’MSV Duisburg, si è trasferita a Viktoria Koln, dove ha allenato la squadra maschile degli U-17. Da aprile 2019 la 6 volte capocannoniera della Bundesliga è stata al timone del SV Straelen, diventando la prima donna ad allenare una squadra maschile nelle prime quattro divisioni tedesche. Non solo: prima della rottura forzata di COVID-19, la sua era era squadra in vantaggio di 19 punti in cima alla classifica.

Tuttavia, Grings non è interessata a concentrarsi sul suo genere o a vedersi come una pioniera.

“Quando è diventato chiaro che stavo subentrando in quello che allora era un club di Regionalliga (quarto livello tedesco), sapevo che l’attenzione era stata attirata; l’avevo già capito”, afferma, “Tuttavia, vengo da un ambiente dove ho avuto un sacco di allenamento, come nella squadra nazionale, quindi non è stato come se fossi andata completamente impreparato.
Anche se non mi dà fastidio, non ne sono particolarmente orgogliosa; sono solo contenta di aver ricevuto questo ruolo. Trovo ancora fondamentalmente scioccante che ci sono così poche donne [in questo tipo di lavoro]. D’altra parte, non ho mai sostenuto attivamente i movimenti di women power. È solo qualcosa che deve avere senso per entrambe le parti”.

Grings solleva un punto importante qui. Le donne sono ancora rare nello staff tecnico della maggior parte delle squadre maschili, con solo poche eccezioni che dimostrano la regola. L’attuale coach della nazionale femminile francese, Corinne Diacre, ha gestito il Clermont Foot tra il 2014 e il 2017, mentre Chan Yuen Ting è stata la prima donna a condurre una squadra maschile a un titolo di campionato professionista mentre era responsabile del Hong Kong’s Eastern AA.

“È pazzesco che le persone non pensino fuori dagli schemi e si chiedano cosa può portare una donna, a un certo ruolo”, ha detto Grings. “Dopotutto, donne e uomini lavorano insieme in modo armonioso ed estremamente efficace nella società in generale. Tutti pensano e agiscono in modo diverso e questo alla fine porta al successo. Perché lo stesso non si applica al calcio?”
Nonostante ciò, la nativa di Dusseldorf ha anche notato che le donne devono essere disponibili per assumere questi ruoli.

“Forse non abbiamo molte donne che si sentono chiamate a fare questo passo e possono immaginare di farlo. Non dovremmo dimenticare che praticamente non esiste nemmeno un “esemplare” di persona per questo. Non so se ci sia stata un donna allenatrice prima di me che abbia detto esplicitamente: “Voglio allenare una squadra maschile”. Ho costantemente cercato – e trovato – il mio percorso. È dove volevo sempre andare. Sento che sono forte e pronta. Ho sperimentato tutto nel calcio, più di quasi tutti gli altri in un ottimo lavoro. Serve solo iniziare a dimostrarlo e mettersi alla prova”

Il fatto che le donne debbano spesso mettersi alla prova due volte tanto in quello che viene spesso definito nel mondo di un uomo non è una novità. Sebbene Grings sia ben consapevole di ciò, qualsiasi brutta esperienza che potrebbe aver avuto o commenti insensibili che potrebbe aver ricevuto le è passata accanto.

“Molto raramente me ne accorgo da sola”, ha spiegato, “Ma se dovesse succedere a me, me ne dimenticherei non appena l’ho notato. Sono sicura che ci siano stati uno o due commenti, ma non mi disturba affatto. Non reagisco ad essi, ma penso che tu possa mettere questo tipo di cose in proporzione nella nostra società se agisci in modo sensato e gestisci in modo sensato”, ha aggiunto Grings.

“È del tutto incomprensibile per me che qualcuno possa alzarsi e pensare di poter giudicare qualcun altro e pensare di essere migliore di loro”, ha detto Grings. “Forse sono troppo intelligente per questo. Ma la società sta diventando più aperta al cambiamento, che penso sia grandioso. Detto questo, è triste che abbiamo ancora questo tipo di problema nel 21° secolo.”

Credit Photo: https://svs19.com/

Storie di calcio: “L’arte di (non) correre”

Ho iniziato a giocare calcio quando avevo 5 anni nel mio paese, con i ragazzi nel Deckenpfronn. Dopo due mesi mi era già passata la voglia di giocare, sapete perchè? Dovevo correre tanto e a me non mi piaceva. Quindi ho smesso di giocare.

Un giorno la mia gemella Fabienne è tornata a casa e aveva appena vinto una medaglia. Ho pianto: volevo anche io avere una medaglia. Siamo gemelle, quando lei aveva qualcosa voleva averlo anche io e mia mamma ha detto: “quando vuoi una medaglia devi vincerla!”
Quindi per avere questa medaglia ho iniziato di nuovo a giocare e devo ringraziare mia sorella e soprattutto devi dire grazie a questa medaglia per la mia vita nel calcio. Ho quasi perso la mia strada quando avevo solo 5 anni, ma ho ricominciato a giocare calcio e dal quel giorno ho vinto tante medaglie tanto da arrivare fino a Firenze ed è davvero un regalo essere qui per me.
Prima di questa bella decisione di andare a Firenze, ho giocato in Sindelfingen e Hoffenheim, due belle esperienze che mi hanno plasmato.
In Sindelfingen non avevamo le migliori condizioni. Durante l’inverno è successo che dovevamo allenarci in un parcheggio o in una stazione dei treni e correre su per le scale perché avevano chiuso i campi per via della troppa neve. Ma il miglior ricordo di quei 6 anni in Sindelfingen è stato riuscire a conquistare la promozione in Bundesliga. Ho imparato soprattutto con questa squadra che tutto è possibile quando credi in qualcosa.
Dopo 6 anni volevo vedere qualcosa nuovo e fare il prossimo step.
In Hoffenheim era completamente diverso. Avevamo condizione grandiose. Un centro solo per le donne! Con Hoffenheim ho giocato 6 anni in Bundesliga e siamo migliorati ogni anno.
E nel 2018 ero pronta per fare un altro step ancora: andare fuori della Germania.
Non era facile a separarmi dalla mia gemella dopo 24 anni insieme e fare una esperienza senza lei. Lei gioca ancora in Hoffenheim. Devo dire che è stata la più bella decisione che potevo prendere. Mi sento che finalmente ho trovato mia strada e posso crescere tanto con mia personalità.
Il calcio ha un grande potere, ci sono cose che mi aiutano nella mia vita per esempio: non mollare mai, lavorare in gruppo, assumersi la responsabilità.
Non vorrei mai perdere di vista le gente che ho conosciuto, le emozioni di vincere e perdere insieme, lo spirito della squadra e la possibilità crescere dentro e fuori campo.

E ora dopo 20 anni di calcio non voglio pensare come sarebbe stata la mia vita senza calcio e senza queste belle esperienze.. E ora sappiamo anche perchè sono dall’inizio della mia carriera sono sempre stata in difesa.. perchè non mi piaceva correre!

Tamar Dongus
Credit Photo: Florentia Calcio Femminile

Manifattura Sartori: all’opera per un aiuto concreto

Vista l’emergenza e lo stretto rapporto che il Chievo Fortitudo Women ha con il papà Mario Marcomini e la figlia Lorena, rispettivamente dirigente e giocatrice della Primavera, ci è sembrato giusto promuovere quanto segue.

La fabbrica Manifattura Sartori di Nogara ha deciso di riaprire per produrre mascherine che, in tempo di coronavirus, sono richieste come il pane. Cecilia Sartori, titolare dell’azienda assieme alla sorella, spiega: “In questo periodo dovremmo essere chiusi ma abbiamo deciso di modificare la nostra produzione. Infatti, essendo una fabbrica tessile abitualmente produciamo capi di abbigliamento maschile ma abbiamo deciso di iniziare a produrre mascherine. Ne produciamo di due tipi: il primo tipo sono mascherine in tessuto non tessuto triplo strano, con il ferretto modellabile sul naso e gli elastici da allacciare dietro le orecchie. Mentre l’altro tipo è di un tessuto accoppiato. Sono mascherine per uso personale anti polvere, non anti covid ma lavabili e riutilizzabili”.

La scelta della Manifattura Sartori di riaprire per produrre mascherine, come spiega Cecilia, è nata da due motivi: “Abbiamo capito che c’era la necessità di reperire le mascherine perchè anche per noi è stato difficile per cui abbiamo deciso di metterci all’opera. In più abbiamo a disposizione i macchinari e il personale addestrato per cucire quindi ci sembrava giusto metterci in campo per questa necessità”.

Attualmente la produzione è riservata alle aziende limitrofe: “Si trovano di qui a poco ad aprire e hanno bisogno di dare dei dispositivi al proprio personale per cui siamo partiti”. Per ulteriori informazioni contattare info@manifatturasartori.com.

Credit Photo: Fortitudo Mozzecane Calcio Femminile

Il Premier Conte prolunga il lockdown … Vincenzo Spadafora: ripresa possibile dal quattro maggio

Nuovo appuntamento serale per il Primo Ministro Giuseppe Conte per annunciare i nuovi provvedimenti alla Nazione. Il Premier ha firmato un nuovo DPCM attraverso il quale vengono prolungate le misure restrittive sino al quattro maggio. Il capo del governo italiano ha anche ammesso che la curva epidemiologica è in diminuzione e qualora ci fosse la possibilità, invocando il parere del comitato tecnico scientifico, si potrebbe anticipare la ripresa.

Nel corso della conferenza stampa, il Presidente del Consiglio dei ministri non ha affrontato l’argomento calcio. A farlo è stato il ministro competente, Vincenzo Spadafora, che ha inviato una lettera ai presidenti di Coni e Ciop. All’interno di essa, il ministro per le politiche sportive ha inserito la data del quattro maggio come possibile ripresa delle attività agonistiche.

“Nella profonda convinzione che i nostri atleti e le nostre atlete, torneranno a vincere e onorare il Tricolore, vi prego di attivare i soggetti sportivi affinché la ripresa degli allenamenti avvenga dal 4 maggio”. Il ministro ha poi concluso la sua lettera annunciando un’iniziativa nei confronti del Covid-19 e invocando il parere del comitato tecnico scientifico sull’eventuale ripresa. C’è ancora da aspettare ma sembra che il rientro in campo sia più vicino.

Roberta Antignozzi: “Ed anche se da ragazzina ti temevo,.. da donna ho sempre raccontato di te sorridendo…”

Roberta Antignozzi, ex calciatrice (nel ruolo di centrocampista) e allenatrice italiana forte e determinata. Nel 2017 a causa di un grave probblema di salute ha vissuto un momento buio: “Non riuscivo neanche a portare la sacca dei palloni, il mio corpo abituato alla fatica e all’allenamento costante, non rispondeva più: ero senza forza, senza energia…”. Superata la malattia con grande coraggio è tornata nel mondo del calcio ancora più determinata. In questi giorni è giunta la triste notizia della scomparsa di Sergio Guenza, un tecnico molto importante nella carriera di Roberta. La stessa gli ha dedicato un lungo post sul proprio profilo Facebook:

MISTER❤️
“Non saprei bene da dove partire… l’ultima volta parlai di te con Carolina.. di quanto facevi paura perché severo.
I tuoi allenamenti pieni di finte… spiegavi l’esercizio ed ero spesso La prima a partire .. ti arrabbiavi perché dicevi che sbagliavamo ed io ribelle quante volte ti avrò detto “ mister ma avevi detto di andare a sinistra “ e la tua risposta “ me stai a dì che so rincoionito?”.. ora mi viene da ridere ma li c’era poco da ridere…
Quando non colpivi bene la palla tu eri lì a dire “ daje de tacco e daje de punta..” un giorno mi si ruppero le scarpe da calcio e ti chiedi di potermi allenare in scarpa da tennis.. campo in terra… scivolavo spesso…e tu? “ aho me sembri na ballerina”…
e quando mi sono rotta tibia e perone in campo? Stavi facendo vedere come calciare di punta… a me è rimasto il piede nella gamba di Vale e… stacc… sono uscita dal campo che piangevo e con te che mi insultavi …
E il pre-partita contro la torres? Ricordo tutto… entri in spogliatoio , guardi Erika e dici “ a pezzo de merda!”… io pensavo guardassi me e dico ..” ma chi io?”…
“ pure te!… Cha hai già dato tu la formazione?” Mi dicesti così.. io non avevo ancora parlato 😂
Ma il bello venne dopo 😂
Al portiere dicesti “ Ceci, se sbagli sulla salaria vendono i chiodi lunghi così… te li vado a comprá io… e ce appenni li scarpini”… io tremavo per lei 🤣
E in campo… durante il riscaldamento ti avvicinasti e trovasti il tuo modo per dirmi che mi davi addosso perché ero bravina , stavo facendo lo stretching e mi tirasti su la testa prendendomi la coda…”se te sgrido sempre è perché sei brava, nun ce l’ho con te… però se oggi te cachi sotto.. dopo 5’ te tiro fori “😂😂
Io sinceramente avevo vinto li… l’ultima parte non mi aveva scalfito… perché un tuo complimento per me era stato tutto. Vincemmo 3-0..
E ancora… ti incontrai quando giocavo nella Roma… eri in panchina nella Lazio.. venni a salutarti chiedendo “ mister si ricorda di me”… la risposta sempre la stessa “ perché vorresti di che so rincoionito?”…. questo ormai tanti anni fa e così 3 anni fa… quando ti incontrai in quel centro commerciale… mi limitai a dire..” mister…” tu mi sembravi sempre uguale, camminata lenta ma da atleta… tu mi hai guardata e mi hai risposto “ se me chiami mister vor di che t’ho allenato… avvicinate che magari te riconosco”… e poi “ si c’hai un viso conosciuto ma nun me ricordo”. Abbiamo parlato 5’… poi ti ho salutato…
Per molti sarà strano ma il tuo essere così mi ha insegnato a tirar fuori il carattere, a reagire e a gestire la paura ( di sbagliare, di essere sgridata) e lo stress… sei stato un insegnante di tecnica da 10 e lode.
Ed anche se da ragazzina ti temevo,.. da donna ho sempre raccontato di te sorridendo…
ciao Mister…”. ❤️ RIP

Credit Photo: Pagina Facebook Roberta Antignozzi

“Alex & Me”, un film con Alex Morgan nei panni di attrice

Calciatrice di fama mondiale, icona del calcio e non solo, anche attrice.
Alex Morgan si trova protagonista in un film dove interpreta se stessa nel film dal titolo “Alex & Me”.

La trama narra di una giovane ragazza, Regan Willis (interpretata da Siena Agudong), con la grande passione del calcio. Purtroppo a causa di sfortunati eventi non riesce ad entrare nella squadra migliore del campionato, le Crush. La sua speranza di diventare una calciatrice precipita, ma un’immaginaria Alex Morgan si materializzerà da un poster per supportare il sogno di Regan, farla crescere nei valori della vita e avere determinazione nel raggiungere i propri sogni.

Data di rilascio: June 12, 2018
Direttore: Eric Champnella
Prodotto da: Mike Karz; William Bindley
Distribuito da: Warner Home Video
Musica: Philip White
Credit Photo: Paul Archuleta

Mario Giunta, Sky Sport: “L’intenzione è portarla a termine il campionato”

Mario Giunta, giornalista conoscitore del calcio femminile, ha parlato a Juventusnews24: 

“Anche la Serie A Femminile come tutto il resto del calcio si dovrà adeguare all’emergenza sanitaria. Ha un solo piccolo vantaggio: si devono giocare meno partite. L’intenzione è portarla avanti, come giusto che sia, e chiudere sia il campionato che la Coppa Italia. La ripresa sarà un’incognita per tutti. Poi certo i valori tecnici rimarranno. Ma stare fermi due mesi è come ricominciare da zero dal punto di vista fisico. Questo potrebbe portare a qualche sorpresa anche se in ogni caso vedo la Juventus favorita. La grande lotta sarà per il secondo posto con Fiorentina, Milan e probabilmente Roma”.

“Non credo che la Divisione Calcio Femminile prenda la decisione di assegnare il titolo se non si dovesse finire il campionato. A nessuno piacerebbe poi vedersi assegnare un titolo a causa di un campionato sospeso per emergenza sanitaria. Ripeto, si deve in tutti i modi finirlo. In caso contrario cristallizzare la classifica e pensare al prossimo anno”.

“Lo stop non credo fermi la crescita del movimento. Ormai le ragazze sono conosciute a livello nazionale e per fortuna hanno sempre una buona visibilità. Nessuno ormai può intaccare quello che hanno fatto. E poi anche tramite televisione e giornali ormai sono “entrate” nelle case di molti appassionati. Devo fare i complimenti anche ai club che fanno un lavoro enorme per mantenere viva l’attenzione come è giusto che sia”.

“Il professionismo? La crisi anzi potrebbe aumentare i problemi senza professionismo. Il progetto deve andare avanti senza ripensamenti. Forse ci vorrà un po’ più di tempo visto che i problemi saranno altri nei prossimi mesi ma non bisogna perdere di vista l’obiettivo finale”.

“Europeo femminile penalizzato? È interesse della Uefa e della Fifa non oscurare le proprie competizioni. Quindi credo proprio di no. Sarà inserito in modo tale che non ci sia nessun problema. E poi la gente avrà fame di calcio. Ma la cosa più bella che ci auguriamo sarà rivedere stadi pieni”.

Credit Photo: Facebook Mario Giunta

Beatrice Merlo, Inter: “Sono cresciuta a pane e calcio”

Beatrice Merlo, giocatrice neroazzurra, ha parlato a Inter TV di come sta vivendo queste settimane in casa:

“Stiamo tutti bene, restiamo a casa ovviamente e stiamo passando il tempo a ridendo e scherzando. Questo momento ci sta riunendo molto come famiglia e non lo facevamo da parecchio tempo. Mio padre mi segue sempre negli esercizi divertenti che faccio per tenermi in forma, anche se avendo una casa piccola senza giardino non è facile. Principalmente comunque seguo sempre il programma che ci ha dato il preparatore”.

“Tutta la mia famiglia ha giocato ha calcio. Mio padre anche ad un buon livello, mio fratello ha giocato nel Monza per otto anni, quindi professionista, e pure mia mamma si divertiva con le amiche in una piccola società. Sono cresciuta a pane e calcio. Anche piccolissima seguivo mio fratello sui campi da calcio. Sono nata cosi”.

“La mia seconda passione è il ballo, ma non l’ho portata avanti perchè mi vergogno un pò. Posso ballare da sola ma già se mi metti davanti papà o mamma inizio a tentannare, però si mi piace molto. Sono partita da l’hip-pop ma mi piace molto anche il sudamericano. Un pò di tempo fa mi ero iscritta per prendere la patente, ma non ho molta voglia di studiare (ride ndr). Lo studio non fa per me. Prometto che in questo periodo mi ci metterò e studierò per prenderla”. 

Credit Photo: Matteo Papini, FotoItaliaSport

Carolina Morace: “Da sportiva sono abituata a dare il massimo”

Carolina Morace ha parlato a Lazionews24 dei suoi trascorsi e del futuro del calcio femminile:

“Non è che mi interessasse segnare più delle altre o vincere più delle altre. Da sportiva quale sono, come tutti gli atleti che praticano sport a livello agonistico, sono abituata a dare il massimo. Se poi hai delle riconoscenze dovute o queste non arrivano, non importa. Si è soddisfatti lo stesso. Il giudizio degli altri non è il metro di valutazione”.

“Adesso tutti pensano che il calcio femminile sia nato con i Mondiali della scorsa estate, in realtà la Nazionale della mia generazione è stata due volte vicecampione d’Europa. Ora c’è la televisione che segue le partite, cosa che prima non avveniva. Rispetto a risultati e traguardi sicuramente avevamo fatto di più, ma allora non lo sapeva nessuno. E’ comunque un movimento che sta crescendo, siamo indietro rispetto agli altri paesi, però stiamo avendo più seguito. Il fatto di aver partecipato ai Mondiali è stato fondamentale. Speriamo nell’Europeo e poi vedremo. E’ chiaro che per noi è importante partecipare a queste grandi manifestazioni internazionali”.

Credit Photo: Facebook Carolina Morace

Ivan Gazidis, Milan: “Abbiamo progetti e ambizioni a lungo termine nel femminile”

Ivan Gazidis, AD del Milan, ha inviato allo staff della squadra un videomessaggio di cui ANSA è venuto in possesso, dove dichiara le intenzioni della società riguardanti il calcio femminile.

“L’industria del calcio è stata colpita duramente e cambierà molto nei prossimi mesi. Sento interrogativi sul futuro del calcio femminile ma il nostro assetto societario è solido, determinato e appassionato. Abbiamo progetti e ambizioni a lungo termine sulla squadra. Voglio che tutte voi vi concentriate sulle vostre famiglie e sulla vostra salute senza lo stress di immaginare che il futuro del Milan femminile possa essere condizionato da questa emergenza”.

Credit Photo: Fabrizio Brioschi 

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