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La formazione ideale di Eugénie Le Sommer, star dell’OL

Durante questa quarantena forzata le calciatrici fanno quel che possono per continuare a calcare il terreno di gioco, anche se solo con la mente. Eugénie Le Sommer è tra queste, fuoriclasse dell’Olympique Lione e asso della nazionale francese. Nella pagina ufficiale dell’OL ha decretato quella che è la sua formazione ideale, non mostrando differenze tra calciatori e calciatrici.

“Facciamo un 4-3-3. In porta metto Barhez, mi piaceva il suo lato un po’ folle e il fatto che desse prova di sé sul campo, fregandosene dell’opinione degli altri. Come esterno destro Philip Lahm. Mi è piaciuto molto in questo ruolo e penso che in un certo senso abbia rivoluzionato il ruolo del terzino destro. Come laterale sinistro Sonia Bonpastor perché ho giocato con lei ed era una giocatrice formidabile, capitana sia sul campo che fuori. Come centrali difensive scelgo due mie compagne del Lione: Wendie Renard e Griedge Mbock Bathy. Wendie per la sicurezza che offre, gioca d’anticipo e con intelligenza, merita di essere arrivata dov’è oggi. Griedge è la forza pacata. Penso che sia importante non essere stressate e dimostrarsi sicure in quel ruolo e lei lo è”.

Per il centrocampo la giocatrice schiera veri e propri mostri sacri. “A centrocampo scelgo Pirlo, anche se è una dura lotta con Busquets, che mi piace altrettanto. Camille Abily come mezzala destra, è una calciatrice che ha lasciato il segno nel mondo del calcio femminile francese e non solo. Come mezzala sinistra schiero Zizou. Scelgo Zidane perché è stato lui a darmi l’ispirazione quando ero giovane e poi perché è grazie a lui se abbiamo vinto la finale dei Mondiali.”

Prosegue infine con il tridente d’attacco: “Ala destra… Mbappé. È un giocatore formidabile, ha una velocità di gioco incredibile, sa fare la differenza. Come ala sinistra Griezmann, è un giocatore che apprezzo molto sia come uomo che come calciatore. Ha un percorso un po’ atipico e nella sua vita ha perseverato, ha creduto nei suoi sogni e questa è una bella lezione di vita.

Manca un ruolo, l’attaccante centrale: Eugenie schiera se stessa. “ Non male no?”, conclude ridendo.

Credit Photo: Pagina Facebook Eugénie Le Sommer 

Guglielmo Stendardo, RaiSport: “Quale sarà il futuro del calcio femminile?”

Guglielmo Stendardo, ex giocatore di serie A, attualmente avvocato ed opinionista si RaiSport, ha parlato del futuro del calcio femminile, attraverso il suo account Instagram:

“Quale sarà il futuro del calcio femminile? Ultimamente è stata una splendida realtà, ha restituito entusiasmo a tantissimi italiani, ha coinvolto tutti gli sportivi e si è fatto apprezzare per la sua semplicità. Stiamo parlando del calcio femminile, un movimento in continua crescita grazie allo straordinario risultato delle azzurre al recente mondiale. Governo e FIGC hanno di recente annunciato di volersi attivare per adeguare la normativa ad un contesto in rapidissima evoluzione. Un contesto che è migliorato tantissimo e ancor di più, dopo l’entrata di grandi club professionistici che hanno investito su un movimento in costante crescita. Servono dirigenti preparati in grado di capire che il calcio femminile non è un peso ma un’opportunità, Occorrono riforme strutturali e proposte di sistema affinché il movimento possa crescere per poter progettare un percorso normativo;propositivo e costruttivo. E’assurdo che nessuna donna in Italia prenderà la pensione per aver lavorato nello sport, non solo donne di calcio, ma di qualsiasi sport. Le atlete e le allenatrici nonché gli allenatori e gli altri operatori uomini del settore,sono professionisti de facto,ma non de iure. È evidente l’assenza di una legge. Sarebbe auspicabile un salario minimo per le giocatrici in Serie A e in Serie B, Una revisione dell’ utilizzo e del tesseramento di solo 9 straniere(attualmente il numero di tesserate del calcio femminile è troppo basso rispetto ad altri contesti e i risultati in Champions confermano il problema) Un Sistema contributivo per tutte le componenti, Una rivisitazione del tetto salariale degli stipendi per essere competitivi con gli altri paesi. Tutte riforme necessarie ,soprattutto in tema di tutele e di diritti, che potrebbero promuovere un movimento straordinario e ricco di risorse, Per attuarle,però,occorrono menti, capacità e competenze specifiche in un settore nuovo ricco di possibilità. Pertanto cogliamo dalle avversità che stiamo vivendo, Delle opportunità incredibili per migliorare un mondo che all’ estero ha già dato tantissime soddisfazioni. Un nuovo mondo che badi all’etica nello sport e non solo al business”. 

Credit Photo: Pierangelo Gatto

Il Real Betis rinnova con il difensore Nuria Ligero ‘Nana’ fino al 2022

Mercoledì il Real Betis Femenino ha riferito di aver raggiunto l’accordo totale con la sua calciatrice  di prorogare il suo contratto fino al giugno 2022.

Il difensore Nuria Ligero, meglio noto come Nana, ha rinnovato fino al 2022 con la società verde-bianca.

La 28enne ha trascorso sei stagioni al Betis come difensore e ha disputato un totale di 102 partite con la maglia di questa squadra, da cui ha avuto la fiducia di tutti gli allenatori che l’hanno guidata nel corso degli anni.

Il rinnovo di Nana è avvenuto dopo la partenza dal Betis dall’attaccante italiana Martina Piemonte, che ha lasciato il club per motivi personali derivanti dalla pandemia di coronavirus.

Photo Credit: futbolcarrasco.com

Una storia per spiegare il calcio femminile: “Quelle ragazzine terribili che non mollano mai”

Per fortuna della mia carriera calcistica ho tanti bei ricordi che porto ancora con me, occasioni importanti che lasciano il segno come ad esempio la vittoria della WPSL NORTHWEST con AC. Seattle nel 2013 in America, come la finale play off a Pescara con la Florentia valevole per la Serie A e per ultimo il pareggio allo Stadio “Santa Lucia” contro la Juventus Women, stracolmo di persone, una di quelle partite che ogni bambina sogna fin da piccola. E ce ne sarebbero tanti altri ancora fatti di emozioni e sacrifici.

Vorrei però raccontare un episodio, soffermandomi su una partita in particolare che a parer mio segnò la svolta di una storica società di calcio femminile fiorentina, mandata avanti principalmente da alcuni genitori che tiravano le fila e dallo storico giardiniere tuttofare Luciano Bagni.

ACF FIRENZE , quell’anno chiamata “ Primadonna Firenze “ grazie appunto allo sponsor Primadonna, stagione 2010-2011, campionato di Serie A femminile .
Avevamo iniziato la stagione sotto la guida di Mister Ciolli, un allenatore che ha fatto la storia di quella società (anche con i suoi gradoni, ripetute e giri di campo a non finire), riportandoci per l’ennesima volta in serie A.
L’obiettivo era la salvezza, come per ogni anno per la nostra società, non potevamo né ambire di più, né permetterci di chiamare giocatrici con nomi blasonati. Il nostro club era una di quelle realtà che ha fatto del proprio settore giovanile, ovviamente costruito nel tempo, un’arma invincibile: tanto che molti dicevano “quelle ragazzine, sono terribili, non mollano mai” .
Il nostro club era formato da tante ragazze giovani, alcune delle quali le conoscerete sicuramente, 3 in particolarmente: il nostro ex capitano del Florentia San Gimignano Giulia Orlandi; il capitano dell’attuale Fiorentina Women’s, Alia Guagni e il difensore dell’ Atletico Madrid Femminile, Elena Linari. Oltre questi nomi, tanti altri, forse meno conosciuti, hanno fatto parte di quella stagione e vorrei menzionare: Simona Parrini, Eleonora Benucci, Serena Patu, Martina Pitzus, Eleonora Binazzi, Elena Bruno, Alice Valgimigli, Diletta Crespi, Arianna Ferrati, Carmela Anaclerio, Adriana Ricciardi, Fulvia Dulbecco, Ilaria Borghesi, Erica Croce, Elena del Gaudio, Gaia Mastrovincenzo. Molte altre grandi giocatrici hanno fatto parte di questa storica società prima e dopo di quella stagione e benché non le nomini qui, le ricordo tutte come persone splendide dentro e fuori dal campo .
L’annata non stava andando benissimo, anzi direi proprio che stesse andando male, dopo 10 partite avevamo solo 2 punti. Il nostro storico mister rassegnò le dimissioni e subentrò alla guida della squadra, Mario Nicoli, allenatore della primavera.
Dopo la vittoria contro il Südtirol, ultimo in classifica, arrivò a mio avviso l’episodio chiave.


22 gennaio 2011, dodicesima Giornata di campionato, trasferta difficile nella Capitale contro la Roma calcio femminile, squadra che puntava ai vertici alti del campionato.
Sveglia ore 7.00 – e quella fu anche una sveglia “normale”. A quell’epoca, infatti, non ci potevamo permettere la trasferta dal giorno prima (adesso quasi tutte le squadre riescono a farlo), e dunque dovevamo partire spesso alle 4.00 del mattino per raggiungere città distanti come Tavagnacco, ad esempio. Il pullman, inoltre, veniva pagato per metà dai genitori che ci accompagnavano (che erano anche il nostro pubblico), insomma in poche parole era solamente la passione che alimentava il tutto. Questo per farvi capire come erano particolari le condizioni di un atleta di Serie A che viveva il proprio percorso sportivo in Italia solo pochi anni fa.
Ritornando alla trasferta, dopo appena 45 minuti di viaggio, (mancavano ancora più di due ore all’arrivo) il pullman si fermò. Inizialmente si credeva che fosse una semplice coda passeggera e invece no, dopo un’ora circa alla radio pronunciarono “blocco autostradale per incidente” e lì calò il silenzio. Sapevamo tutti che se non fossimo arrivate in tempo, la partita l’avremmo persa a tavolino con conseguente punto di penalizzazione e sanzione che avrebbe pesato sulla nostra classifica e soprattutto sulle finanze della nostra Società.
Ricordo ancora quei momenti, chi provava a non pensarci ascoltando musica, chi cercava di leggere un libro, chi faceva una passeggiata, chi continuava come me a controllare l’orologio e chi pensava ad un eventuale modo per riuscire a disputare quella partita, ma la risposta era sempre la stessa riuscire ad arrivare nel tempo massimo previsto dal regolamento .
Alle ore 12.00, dopo 4 ore di sosta forzata, finalmente si ripartì.
Durante il tragitto, il nostro mister ci chiese mezz’ora di attenzione e posizionandosi nei sedili in fondo al pullman, attaccò il suo foglio per la tattica sul vetro e scrisse la formazione.
Fece il suo discorso come fossimo nello spogliatoio. Bello, toccante, incoraggiante. Ho ancora quell’immagine in testa e credo che mai la dimenticherò.
Arrivammo al campo alle 14.45 quando mancavano solo 30 minuti all’inizio della gara.
Ricordo che mentre ci mettevamo la nostra divisa da gara, riuscimmo a mangiare un piccolo panino tutto di corsa: il nostro pranzo, preparato da una nostra compagna di squadra che abitava nella capitale, Diletta Crespi.
10 minuti di riscaldamento e poi tutte in campo.
Fu una partita proiettata sempre in avanti da parte della squadra avversaria e noi con tutte le nostre forze provavamo a stoppare le azioni offensive giallorosse. Più il tempo passava e più le forze diminuivano, sicuramente per le energie mentali spese in precedenza .
Terzo e ultimo minuto di recupero. Ecco il miracolo: Orlandi serve Guagni che con un preciso diagonale segna. Vittoria! Feci la corsa più veloce della mia vita per andare ad abbracciare Alia e tutte le mie compagne: emozioni stratosferiche da non poter descrivere, bisogna provarle.
Quei tre punti portarono un po’ di ossigeno alla classifica e salimmo al terzultimo posto. Finalmente avevamo due squadre sotto di noi, ma non solo. Quella vittoria ci regalò la consapevolezza che avremmo potuto dare filo da torcere a qualsiasi squadra, anche le più forti.
Quell’anno ci salvammo e arrivammo anche in semifinale di coppa italia, che, anche se persa, per noi fu come aver raggiunto un traguardo impensabile ad inizio stagione.
Mi piace pensare che con quella trasferta, con quella vittoria, A.C.F. Firenze non fu più vista come l’ultima della classe, ma come squadra composta da ragazzine terribili che tutti iniziarono a temere.


Al termine della stagione 2015, dopo una continua crescita fatta anche di grandi risultati, l’ A.C.F. Firenze, purtroppo principalmente per motivi economici, dovette cedere il suo titolo sportivo alla neonata società Fiorentina Women’s Football Club .
Alle persone che hanno fatto la storia di questo Club e alle mie compagne di anni meravigliosi , devo tutto, per come sono cresciuta da atleta e persona con valori, ideali e quella pura passione chiamata “calcio”.


Ancora oggi mi trovo spesso a pensare quanto sia importante guardare al proprio futuro ma senza mai dimenticare il proprio passato e vorrei concludere con un pensiero: il nostro presidente, Tommaso Becagli si innamorò di questo sport al femminile proprio a causa di un episodio accaduto alla mia vecchia squadra, che sia stato un segno del destino?

Ilaria Leoni
Credit Photo: Florentia Calcio Femminile

Presidente AIC Damiano Tommasi, Radio Punto Nuovo: “Da parte AIC nessuna chiusura”

Ospite di Radio Punto Nuovo, il presidente AIC Damiano Tommasi, ha così commentato l’attuale situazione di emergenza e i rapporti con le altre istituzioni calcistiche: “Siamo stati interpellati due volte dalla Lega di Serie A, non so quale sia l’oggetto del contendere. Abbiamo cercato un’intesa che non escludo possa esserci nei prossimi giorni. Abbiamo parlato di norme legate all’accordo collettivo, sullo spostamento di alcuni termini, al quale abbiamo aderito. Vogliamo capire qual è l’idea della Lega che dice soltanto di sospendere gli stipendi. In questo momento fare polemiche è fuori luogo, vista la situazione. Sospensione e cancellazione sono due cose diverse, oggi non c’è nessuno stipendio da sospendere, ci sarà tempo e modo per prendere un accordo a seconda di come si svilupperà la situazione”. 

Sull’accordo trovato dai calciatori della Juventus, Tommasi ha sottolineato che “l’AIC ne era a conoscenza, è stato un accordo che ha trovato l’intesa tra tutti i tesserati, quindi non può far altro che piacere, anche alla Lega. Accordo lineare per tutti? C’è un accordo collettivo, è ovvio che se le società ed i calciatori – a livello individuale o collettivo – giungono ad accordi, tutto fila liscio. In altre società c’è bisogno del nostro appoggio e noi ci siamo”.

Con la Lega Pro” – ha proseguito il Presidente AIC- “abbiamo portato avanti il tema, ancora non chiarito del tutto, tutti gli accordi devono essere rispettati dalle parti, basta che tutti siano d’accordo, ma ognuno può organizzarsi su basi diverse. Non so chi mette voci in giro sulla nostra indisponibilità, il nostro lavoro è far sì che vengano rispettate le regole. I calciatori sono disponibili a fare la loro parte, ma le altre istituzioni come partecipano alla situazione? Il tema principale è che al momento non si capisce il destino della stagione, che cambierebbe le  prospettive. Da parte nostra non c’è chiusura, in nessun caso. Sarà il comitato scientifico a capire se si può continuare o no. In consiglio federale capiremo eventualmente come fare, ma solo se verrà dichiara la possibilità di proseguire da chi ha la responsabilità, oggi, per la salute”.

Stiamo parlando con la Lega Pro per tutelare i contratti più bassi” – ha concluso – “per far sì che questa crisi non si ripercuota troppo sui club. La nostra preoccupazione in questo momento è anche la sopravvivenza delle società”.

Credit Photo: AIC – Associazione Italiana Calciatori

La KNVB appoggia la decisione del CIO: “Speriamo di poterci ritrovare tutti insieme a Tokyo 2021”

La KNVB (Federazione calcistica dei Paesi Bassi) ha preso atto della decisione presa  dal CIO di rinviare i Giochi olimpici di Tokyo 2020. I Giochi si terranno ora nel 2021.

Sarina Wiegman ha commentato: “Con tutto quello che sta succedendo nel mondo adesso, non è il momento di parlare di delusioni o battute d’arresto. Questa pandemia colpisce davvero tutti, ora merita la nostra attenzione e non parlo solo per me stessa, so che le mie compagne di squadra la pensano allo stesso modo. nonostante la delusione sappiamo che le Olimpiadi dovrebbero essere un momento di gioia ed emozione per gli atleti, i fan e gli appassionati di sport di tutto il mondo, e certamente non lo sarebbe stato se si fossero svolte in questo momento”.

“Sono lieta che il CIO abbia messo al primo posto la salute degli atleti e quella dell’intera società internazionale”.

Jan Dirk van der Zee, a nome della direzione della KNVB, ha poi aggiunto: “Data la situazione attuale nel mondo, è una stata la decisione più corretta da prendere. Tuttavia, ciò non toglie che ovviamente sia un po’ una delusione per tutti gli atleti e le parti interessate che hanno lavorato e vissuto a lungo fino alla data di inizio prevista. Spero che tutti potremo tornare ed essere lì l’anno prossimo. Ma soprattutto, spero che tutti stiano bene”.

Photo Credit: knvb.nl

Sofia Cantore, Hellas Verona: “Molto contenta in questo club. Dobbiamo dimostrare il nostro valore”

Sofia Cantore, in diretta sul canale Instagram  dell’Hellas Verona, ha parlato a tutto tondo della sua quotidianità, della sua esperienza alla Juventus e della stagione attuale al Verona.:

“In questo momento sono in casa, come tutti d’altronde. Durante la giornata mi alleno, studio, sto con la mia famiglia e cerco di passare il tempo: ho anche iniziato a cucinare molto, una passione che non sono mai riuscita a coltivare per mancanza di tempo! Gli allenamenti in casa? Sono fortunata perché ho un tapis roulant, quindi riesco anche a correre senza uscire”.

“Ho iniziato a giocare in prima elementare, insieme ai miei amici. Poi con loro mi sono iscritta alla squadra dell’oratorio, ho giocato con i maschi fino ai 13 anni e quindi sono arrivata al Fiammamonza, dove ho iniziato a giocare con le ragazze. Il “Fiamma” è stato un vero e proprio trampolino di lancio. Mamma e papà? Mi hanno sempre sostenuta, facendo anche molti sacrifici. Mio padre è il mio più grande tifoso: quando mi sono infortunata era più triste di me, praticamente sono stata io a consolare lui…”.

“Il rapporto con Glionna? Conosco Benedetta da otto anni, mentre due anni dopo in Nazionale abbiamo conosciuto Arianna Caruso. Insieme abbiamo condiviso due anni di Juventus, e pur avendo caratteri molto diversi ci siamo sempre trovate molto bene insieme. Quando ci riuniamo è sempre una grande festa!”.

“Non ho ancora un momento o una partita preferita, però ho vissuto tanti momenti emozionanti: la chiamata alla Juve, il primo campionato vinto, la Fase Elite con la Nazionale Under 19… Diciamo che è difficile trovare un singolo episodio. Il mio riferimento? Diego Milito è sempre stato il mio attaccante preferito, ma ora seguo molto anche gli attuali due attaccanti titolari dell’Inter, Lautaro Martinez e Romelu Lukaku”.

“Il Mondiale è stato importantissimo per il movimento, ma anche molto bello. Non parlo solo a livello di risultati, ma anche perché vedere delle amiche disputare un torneo così importante è molto emozionante”.

“Credo di avere ancora molto su cui lavorare, soprattutto per quanto riguarda la cattiveria sotto porta: sono una punta centrale, quindi per me è un aspetto fondamentale. Mi sento invece forte sul piano fisico, sono una giocatrice rapida e veloce. Nell’ultimo anno sono comunque molto migliorata anche sotto il punto di vista mentale: quando sbaglio non mi abbatto, ma penso subito che la volta successiva farò meglio”.

“Alle giovani ragazze che oggi iniziano a giocare, posso solo consigliare di lavorare di giorno in giorno con costanza e determinazione, perché senza lavoro non arriva nulla. Io stessa, nella mia breve esperienza da calciatrice, l’ho imparato da poco”. 

“La Juventus è un top club, vince sempre e ti forma per vincere. Anche l’Hellas è una società molto organizzata e ti insegna i valori giusti: l’unica cosa che cambia sono ovviamente gli obiettivi. Sono molto contenta della mia scelta. Qui mi trovo benissimo, sono in una società che punta tanto sulle giovani e sulla loro crescita. Certo sarei ancora più contenta se riuscissimo a finire il campionato”.

“Con Verona è stato amore a prima vista. È una città bellissima e ogni giorno scopro ne scopro nuove sfaccettature. È una città in cui potrei vivere. I miei luoghi preferiti? Castel San Pietro, ma mi piace molto anche Piazza Erbe, e poi l’Arena è sempre spettacolare”.

“Prima di arrivare a Verona conoscevo già Sara Baldi, Bianca Bardin ed Elena Nichele perché le avevo già incrociate nelle Nazionali giovanili, ma di vista anche Stefania Zanoletti. Qui ho legato molto con Valeria Pirone. Con lei mi diverto molto, e poi da lei posso imparare molto. Il nostro gruppo? Nonostante la grande differenza d’età tra le più giovani e le più esperte, siamo ben amalgamate e ci troviamo molto bene sia in campo che fuori. Le veterane ci danno tanti consigli ma ci tengono anche a bada quando serve”.

“Abbiamo cominciato bene il campionato, poi c’è stato un calo mentale. Prima dello stop stavamo comunque lavorando bene, e credo che se riuscissimo a trovare la grinta che avevamo nelle prime giornate potremmo salvarci tranquillamente. Sulla carta siamo una bella squadra, dobbiamo solo dimostrarlo in campo. Com’è il mister? I suoi allenamenti sono molto intensi, con pochi tempi morti e di recupero, vuole tenerci sul pezzo perché il nostro obiettivo non è facile da raggiungere”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

 

Un successo tutto all’italiana: Torino ospiterà la finale di Women’s Champions League della stagione 2021/2022

In questo periodo di stallo serviva una notizia che riportasse il sorriso all’interno del movimento ed è finalmente arrivata: l’Allianz Stadium (casa della Juventus) di Torino ospiterà la finale di Women’s Champions League della stagione 2021/2022 portando al movimento calcistico italiano una buonissima ventata d’aria nuova.

Operazione che ha visto mettere in moto una vera e propria macchina organizzativa abnorme coinvolgendo la UEFA, la FIGC, il Governo, la Juventus e il Comune di Torino. La scelta di Torino come location per la finale della competizione più importante europea rappresenta l’acquisizione di quella credibilità europea che sta conquistando il nostro Paese a livello calcistico. La città piemontese non è la prima città italiana ad ospitare la finale di Champions League bensì Reggio Emilia nel 2016 facendo da apripista. L’Allianz Stadium che sarà ancora una volta protagonista di un grande evento a livello di calcio femminile dopo aver registrato il record di pubblico italiano nella stagione scorsa (39.000 persone per il big match Juventus-Fiorentina). La stagione in questione non rappresenterà solo una svolta per il calcio italiano ma anche a livello di competizione dato che proprio dal 2021 verrà introdotta la formula dei gironi eliminando i turni ad eliminazione diretta.

I diretti interessati che hanno reso possibile questo evento si dicono tutti entusiasti per la scelta del capoluogo piemontese, in primis il vicepresidente dell’UEFA Michele Uva: “È una grande soddisfazione per il lavoro di politica internazionale che insieme a Andrea Agnelli ed Evelina Christillin stiamo facendo per l’Italia ma anche e soprattutto per il calcio europeo”. La finale a Torino sarà un’altra grande occasione per promuovere uno dei movimenti sportivi, il calcio femminile, più importanti e in crescita nel mondo “.

In seguito ad intervenire sull’argomento è proprio Andrea Agnelli, presidente della Juventus e dell’ECA (European Club Association): “Siamo molto felici di questa assegnazione che testimonia il buon lavoro di Juventus sia sul fronte delle strutture sportive per eventi internazionali di alto profilo, sia l’impegno quotidiano per lo sviluppo del calcio femminile che negli ultimi anni è salito prepotentemente alla ribalta. Saranno due anni di duro lavoro per tutti, è nostra intenzione offrire al mondo uno spettacolo all’altezza di questo evento che conclude la stagione 2021/22 a livello di club. UEFA in questi anni ha saputo valorizzare al meglio questa partita e siamo orgogliosi che l’Allianz Stadium possa contribuire attivamente al successo della UWCL”.

Altro grande artefice di tutto ciò è la FIGC che si dichiara tramite il proprio presidente Gabriele Gravina che appare estremamente esaltato per la crescita del calcio femminile italiano: “L’assegnazione della finale di Champions League del  rappresenta un grande successo per l’Italia, ma soprattutto per il calcio femminile italiano, e ringrazio per questa opportunità il Comitato Esecutivo UEFA e in particolare i rappresentanti italiani che, pur non votando, hanno supportato il nostro lavoro. La candidatura proposta dalla FIGC, insieme a Juventus e Città di Torino, d’intesa con il Governo, ha nel piano di sviluppo di questa disciplina il suo punto di forza. Il Mondiale in Francia ne è stato un chiaro esempio, perché è anche attraverso la spinta mediatica e la legacy dei grandi eventi che il movimento femminile può continuare a crescere. La Federcalcio ne è consapevole, tanto da riconoscere il calcio femminile quale asset strategico, insieme al calcio giovanile e al miglioramento delle infrastrutture, su cui impostare il programma di potenziamento dell’intero movimento. L’auspicio è che per questa affascinante sfida si possa qualificare una squadra italiana”.

Infine, a commentare la notizia, è il sindaco della città di Torino Chiara Appendino che esprime la sua felicità per la rappresentazione di Torino come città centrale per lo sport europeo con le varie manifestazioni europee che andrà ad ospitare: “Nel 2022 Torino ospiterà la finale di UEFA Women’s Champions League. La nostra città conquista, così, un altro grande evento sportivo di rilevanza mondiale. Dopo le ATP Finals dal 2021 al 2025, le finali dei mondiali di volley maschile e quelle di Nations League maschili e femminili, il Gran Prix del figure skating e tanti altri eventi, Torino si conferma sempre più capitale dello sport internazionale. Un calendario davvero unico al mondo! Complimenti a tutte le persone che hanno lavorato alla candidatura portandoci fino all’aggiudicazione”.

In conclusione, si può  tranquillamente dire che l’assegnazione di Torino per la finale della UEFA Women’s Champions League è solo la punta dell’iceberg del processo di consapevolezza che sta portando avanti il calcio femminile italiano sperando che possa avanzare sempre di più.

Coronavirus, da lunedì i primi pazienti nel Centro Federale di Coverciano

Da lunedì i primi pazienti saranno accolti nel Centro Tecnico Federale messo a disposizione dalla FIGC. Le dichiarazioni di Gravina e Nardella

L’iniziativa voluta dal presidente Gabriele Gravina prende forma grazie alla collaborazione con il sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha ribattezzato il Centro la ‘Casa della solidarietà’, e l’Azienda USL Toscana Centro, che ha preso in carico la struttura e che sarà gestita con il coordinamento sanitario di zona e della Società della Salute.

Con questa disponibilità la FIGC e Federcalcio Servizi, società partecipata per intero dalla Federazione, contribuiscono fattivamente per raggiungere l’urgente obiettivo di trovare camere, nel settore ricettivo toscano, per far fronte alle eccezionali necessità legate all’emergenza sanitaria che il Paese sta vivendo. Una disponibilità che, nelle intenzioni del presidente Gravina espresse nella lettera inviata al sindaco Nardella, rappresenta ‘l’ulteriore testimonianza del forte legame che unisce la FIGC alla città di Firenze’. Un sostegno concreto che si inserisce nel quadro generale delle iniziative di solidarietà che il calcio nel suo complesso, e la Federcalcio in particolare, stanno mettendo in campo per fronteggiare questa drammatica contingenza.

Conclusi i sopralluoghi effettuati dalla Protezione Civile del Comune di Firenze, che installerà un presidio all’interno del Centro, è stato dato il via libera per attuare l’isolamento domiciliare, non risultando al momento necessari diversi interventi, per i pazienti positivi al COVID-19 che alla data delle dimissioni risultino autonomi, clinicamente guariti, ma ancora positivi al tampone e che siano impossibilitati a risiedere presso la propria abitazione. Sono 54 le camere che potranno esser utilizzate, insieme a tutti gli spazi comuni della Casa delle Nazionali, famosa all’estero come l’Università del calcio. Un luogo iconico, immerso nel verde fiorentino, dove sono stati costruiti, dal ’68 ad oggi, tutti i successi delle Nazionali italiane di calcio.

“Sono felice che la nostra disponibilità sia stata accolta con tanto entusiasmo dal sindaco Nardella – dichiara il presidente Gravina – siamo a disposizione, con tutti i nostri mezzi, per contribuire alla gestione dell’emergenza. Mi auguro che l’accoglienza nel Centro federale di Coverciano possa favorire la piena guarigione di tutti coloro che saranno ospitati”.

“Ringrazio il presidente Gravina e la FIGC per aver messo la struttura di Coverciano a disposizione della città di Firenze – ha detto il sindaco Dario Nardella -. È la prima volta che questo complesso viene utilizzato a fini sanitari: rimarrà nella storia, ma soprattutto ci aiuterà a gestire tutta la fase di emergenza da lunedì in poi”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

FIFA Women’s Ranking: Nella CAF guidano le tre squadre volate in Francia

Poco movimento anche nella CAF, la Federazione che riguarda le squadre del continente africano. In Francia ci sono andate le tre squadre che attualmente guidano la classifica. Tuttavia ci sono molte selezioni interessanti che rendono il calcio africano piuttosto interessante da seguire. Una confederazione dalla quale emergono di tanto in tanto talenti cristallini, come per il calcio maschile

Come anticipato, alla guida della speciale classifica del Ranking FIFA, militano le tre selezioni partecipati alla spedizione mondiale. Nigeria, Cameroon e Sudafrica guidano i punteggi della CAF. Dietro di loro stazionano nell’ordine: Ghana, Costa D’avorio, Guinea Equatoriale, Marocco, Mali, Algeria e Congo. A seguire tutte le altre selezioni Nazionali fino alle Mauritius che chiudono il quadro

I punteggi non troppo distanziati delle varie compagini, rendono la classifica della CAF più incerta rispetto alle altre. Ogni squadra infatti può puntare al posto più in alto come può rischiare di finire più in basso. Questo crea un clima di forte competizione tra le varie selezioni alla caccia di un posto di alto rilievo nella classifica del Ranking mondiale

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