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Carly Telford scende in campo come volontaria per l’NHS

Più di mezzo milione di persone si sono iscritte per diventare volontari del Servizio Sanitario Nazionale Inglese nella lotta contro il COVID-19, tra queste c’è Carly Telford, il portiere del Chelsea Women.

Il Primo Ministro Boris Johnson ha annunciato in conferenza stampa un programma per sostenere la risposta del Servizio Sanitario Nazionale alla pandemia di COVID-19 e da allora oltre 500.000 volontari si sono iscritti. Anche Telford e la sua famiglia hanno deciso di essere coinvolti e la 31enne spiega perché.

“Tutti siamo stati aiutati dal Servizio Sanitario Nazionale ad un certo punto della nostra vita e quindi per noi è un’opportunità per restituire, un’opportunità per aiutare i lavoratori del SSN che si estendono fino ai limiti per aiutare tutti”.

“Siamo bloccati in casa al momento, quindi è bello uscire e sapere che stiamo facendo qualcosa di buono per la comunità – penso che sia la cosa più importante in questo momento”.

Esistono quattro categorie per le quali le persone possono fare volontariato e Telford e la sua famiglia si sono proposti come volontari “community response volunteers”, questo ruolo comporta la raccolta di acquisti, farmaci o altri beni di prima necessità per qualcuno che si auto-isola e la consegna di questi articoli a casa.

“Penso che tutti a modo loro e con quel che postini stanno aiutando gli altri, quindi non credo che nessuno debba sentirsi sotto pressione per fare volontariato. Dobbiamo prendere questo virus così com’è perché non tutti stanno reagendo allo stesso modo, alcune persone si sentono preoccupate e spaventate e si chiudono dentro – questo è il loro modo di proteggere la loro famiglia, ma anche per la comunità che è importante tanto quanto le persone”.

“Abbiamo tutti un ruolo da svolgere, ma ognuno ha una situazione mentale e contestuale diversa e quindi è importante rendersi conto che solo perché non fai volontariato non significa che non stai aiutando a impedire a questo virus di diffondersi e salvare vite”.

Photo Credit: fifa.com

Cosimo Sibilia, Presidente LND: “Un euro investito nello sport viene restituito 300 volte sul piano della sanità”

Per avere un futuro dopo il coronavirus, il calcio deve “restare unito”, perseguire “l’interesse collettivo”. E’ l’appello del presidente della LND Cosimo Sibilia in un’intervento all’Ansa. “Lo dico sempre, un euro investito nello sport viene restituito 300 volte sul piano della sanità”. Il numero uno della LND ha anche e soprattutto commentato l’annuncio del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che ha prospettato un piano di 400 milioni di euro per sport di base e associazioni dilettantistiche. “Sono contento e ringrazio il ministro per la sua disponibilità.  Mi aspetto misure importanti per il nostro movimento, perché le nostre società sono la fotografia del Paese”.

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Gol, squadre ed espulsioni: statistiche per alleviare la quarantena

In questo periodo di isolamento, ripercorrere gli annali delle stagioni calcistiche delle giocatrici della Prima Squadra, può essere un buon motivo per staccare per un attimo la mente e ripensare a questo sport tanto amato che, visto la lontananza dai campi che perdura da settimane, sembra dimenticato. Rifugiarsi nelle storie, ricche di numeri, delle calciatrici clivensi può far tornare a galla quei sentimenti che ogni sportivo ha vissuto nel proprio cuore.

In esame vengono prese le squadre, i gol e le espulsioni delle ragazze della rosa di mister Dalla Pozza e in particolare le stagioni dal 2004 ad oggi, prendendo in considerazione le partite che hanno disputato nei campionati di serie A, A2 e B. In testa alla classifica per numero di gol realizzati, c’è senza ombra di dubbio, data la sua esperienza, Valentina Boni con ben 214 gol, messi a segno con 4 squadre. La sportività della giocatrice veronese ha fatto sì che in sedici anni non venisse mai mandata anzitempo sotto la doccia, alzando ulteriormente il valore di questa giocatrice. Al secondo posto, sempre per numero di gol realizzati, spicca Rachele Peretti, giocatrice veterana della società di Giuseppe Boni che con 2 società in sedici anni ha messo a segno 105 gol. Numeri da capogiro per una giocatrice che, con tecnica e intelligenza tattica, ha saputo essere una spina nel fianco per numerose formazioni avversarie. Al contrario della Boni però, sono tre i cartellini rossi che gli arbitri hanno estratto a suo favore. Sul gradino più basso del podio, con 70 gol con 4 squadre (zero espulsioni) c’è la trentina Stefania Dallagiacoma, attualmente capocannoniere della squadra con 8 centri. Nella stagione attuale nonostante gli infortuni, l’esterno offensivo è riuscito a sfruttare al massimo le occasioni che ha avuto a disposizione, contribuendo notevolmente al rilancio, dopo un inizio difficile, della squadra gialloblù

Proseguendo la classifica, al quarto posto c’è “The Wall” Lisa Faccioli che ha collezionato, seppur difensore, 66 reti con 4 società (3 i cartellini rossi). Al quinto posto troviamo il centravanti gialloblù Alice Martani. La bresciana ha collezionato 45 gol con 3 società. Insegue, a -4 il mastino Silvia Carraro che con le sue doti abbina qualità e quantità ogni volta che viene chiamata in causa (41 reti, 6 squadre e 3 espulsioni). La classifica, con ampio margine, prosegue con le centrocampiste Daiana Mascanzoni (23 gol con 4 formazioni), Sara Tardini (21 gol con 3 società) e Zoe Caneo (16 reti nell’unica società e 2 espulsioni). Si chiude, per quanto riguarda i dati degni di nota, con i difensori Alessia Pecchini(13 gol nell’unica società) e Francesca Salaorni (9 reti, una società e 2 espulsioni).

L’augurio è che questa classifica non si fermi e che le giocatrici continuino, prima possibile, a divertirsi e far divertire gli appassionati del calcio rosa.

Credit Photo: Fortitudo Mozzecane Calcio Femminile

Gabriele Gravina, Presidente della FIGC: “I nostri campionati sicuramente non riprenderanno prima di Maggio”

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato a Radio Cusano Campus riguardo alla possibile ripresa dei campionati:

“La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale. Vincenzo Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività sportive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri. Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni: la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita. I nostri campionati sicuramente non riprenderanno prima di maggio, questo era uno scenario che avevamo già ipotizzato”.

Credit Photo: Facebook FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Nicole Peressotti: “Ecco le qualità dei talenti dell’Hellas”

Nicole Peressotti, giovane nazionale Under 17, ha parlato in un’intervista sui canali Facebook dell’Hellas Verona dei giovani talenti gialloblù:

“È da anni che l’Hellas Verona si sta confermando come una società che crede e da spazio alle giovani anche di qualità come il portiere Forcinella che a me piace tantissimo. Inoltre da quest’anno può contare sul talento di tre innesti giovani molto importanti che sono Glionna, Cantore e Mella. Sono giovani che si stanno rivelando all’altezza della categoria e che stanno ripagando la fiducia”.

“Di Glionna, quando l’ho conosciuta, mi ha colpito l’umiltà. Forse neanche lei qualche anno fa si rendeva conto delle sue potenzialità. Mella l’ho sempre stimata come persona e ha un talento e una classe che non è facile riscontrare in un difensore. Inoltre ha un mancino strepitoso. Di Forcinella invece mi ha colpito la sua reattività fin da giovanissima. E anche in prima squadra si sta confermando”.

“Tra le altre gialloblù mi ha stupito Veronica Pasini, che fin dall’esordio in A ha dimostrato un fiuto del gol importante. Ha una buona prestanza fisica e una discreta tecnica. Dietro invece mi piace Meneghini: un difensore molto intelligente e molto brava nell’anticipo. Anche Bardin e Nichele sono ottime giocatrici che hanno anche già molta esperienza”.

Credit Photo: Facebook Hellas Verona Women

Guagni: “Non vedo l’ora di ricominciare. Fiorentina Womens lotterà fino alla fine”

Alia Guagni, il capitano della Fiorentina Womens, parla a Sky Sport ripartendo dall’ultima esperienza con la Nazionale:

“Gli allenamenti di gruppo a distanza sono divertenti, stiamo insieme e ci alleniamo per quello che possiamo fare. Rimanendo a casa cerco anche di tenere sotto controllo la dieta.

Algarve torneo particolare, in un periodo difficile. Siamo partite lo stesso, mi rimangono in mente le partite perché mi manca giocare. Abbiamo giocato contro avversari difficili, ci è servito e abbiamo fatto un passo avanti. La speranza è tornare a giocare prima possibile, vorrebbe dire aver sconfitto il virus. Dopo, sarà un campionato avvincente, tutto è in ballo e lotteremo fino alla fine. Poi ci saranno le partite contro la Danimarca, per l’Europeo. Non vedo l’ora”.

Credit Photo: Federico Fenzi

Le nove stelle della Lega Iberdrola che fanno sognare il Real Madrid

Il Real Madrid Femenino ha le migliori giocatrici della Primera Española sul radar per l’imminente mercato dei trasferimenti estivi, calciatrici di qualità come Maite Oroz, Lola Gallardo, Nahikari García o Ludmila da Silva.

Il Real Madrid Femenino sta prendendo forma poco a poco. Il prossimo giugno, se tutto andrà come previsto, soprattutto dopo la crisi mondiale a causa della pandemia di coronavirus, l’ormai CD Tacón cambierà il suo nome per diventare la sezione femminile prevista dell’ensemble “merengue”. Una squadra il cui obbiettivo principale è quello di creare una formazione di spicco di giocatrici internazionali, tutte le migliori del momento.

Tralasciando gli arrivi da altre competizioni, il Madrid ha già messo gli occhi su diverse giocatrici della Lega Iberdrola, tra cui Maite Oroz, atletica che è già quasi assicurata. Inoltre, come riportato da “AS”, il Real ha anche messo gli occhi sul portiere Cata Coll, che gioca per il Siviglia in prestito dal Barcellona, ​​oltre gli attaccanti del Real Sociedad Marta Cardona e Nahikari García.

Qualità spagnola a cui si aggiungono il portiere dell’Atlético de Madrid e della Selección Lola Gallardo, nella lista bianco-rossa sono incluse anche Ludmila da Silva e Olga García.

Infine, dal Levante, sempre secondo la suddetta fonte, le giovani e interessanti spagnole Maitane ed Eva Navarro. Una lunga lista di calciatrici di prim’ordine nella categoria dell’oro spagnolo che potrebbero vestire di “blanco” in pochi mesi.

Photo Credit: Twitter/AtletiFemenino

Aneddoti da raccontare … “Socrates a Siena”

Ci sarebbero tanti aneddoti da raccontare, ogni annata calcistica ha una sua storia, tante vittorie, moltissime sconfitte, risate, pianti, insomma un pò di tutto. Di tutte le storie però ce n’è una in particolare che ancora oggi se ci penso mi fa emozionare, non si tratta di un evento in particolare, non è il racconto di una singola partita, ma è il racconto di un’annata, di una squadra formata da persone che forse in poche conoscono, e sicuramente non è una squadra che ha fatto la storia del campionato femminile, ancora non c’erano le attenzioni che ci sono oggi, ma era una squadra che ha fatto del gruppo la sua unica arma e grazie a quello è riuscito a superare tutto.


Siena, annata 2011/2012, campionato serie A2 femminile, che oggi sarebbe la serie B, avevamo iniziato la stagione, sotto la guida tecnica del mister Oliviero Montanelli, detto “Olly”, con il proposito di andare in serie A, la squadra era formata da alcuni volti che probabilmente conoscete,come la giovanissima all’epoca neanche diciottenne Rachele Baldi, oppure Gloria Frizza, o anche le sorelle Giada e Giulia Di Camillo, una piccolissima Irene Mazzella che si è unita successivamente alle innumerevoli vittorie della Florentia, altri nomi che sicuramente a Firenze ricordano bene come l’ex capitano viola Serena Patu e Martina Pitzus anche lei proveniente dalla Fiorentina, oltre a questi nomi ce ne sono tanti altri che meriterebbero di essere conosciuti, come Ilaria Presentini, Valeria Mazzola, Elena Picciafuochi, Eleonora Ricci una delle giocatrici più grintose che abbia mai conosciuto, Jessica Migliorini attaccante dal mancino velenosissimo che solo in quell’annata fece ben 41 goal, e ultima ma non per demeriti Valentina Fambrini, numero 10, capitano, fulcro del centrocampo bianconero e esempio indiscutibile da imitare. L’annata stava andando bene, come previsto eravamo seconde a pochi punti dalla prima, la Grifo Perugia, acerrima nemica degli ultimi anni. Il 14 aprile 2012, che tutti ricorderanno per la morte improvvisa in campo del calciatore Morosini, noi eravamo dirette a Roma per prendere l’aereo per andare a giocare in Sardegna, ovviamente ci annullarono la partita e tornammo tutte a casa. Il lunedì seguente quando arrivammo al campo per allenarci la società ci radunò nello spogliatoio, per una riunione, dove ci annunciarono che il nostro mister aveva deciso di lasciare la guida della squadra, i motivi? ovviamente ognuno diceva la sua, chi diceva che non veniva pagato da mesi, chi che non riusciva più a darci gli stimoli giusti, chi per problemi personali, insomma svariate voci. Oltre a questa notizia ce n’era anche un’altra, cioè che la società era sull’orlo della crisi e non poteva più pagare i compensi a tutte le giocatrici. La dirigenza uscì e nello spogliatoio regnava il silenzio più assoluto, si riusciva a percepire la rabbia, la tensione, si vedevano gli occhi lucidi delle giocatrici rimaste senza parole, un silenzio che durò per qualche minuto. Poi Valentina, il capitano, iniziò a parlare, chiese una per una cosa volevamo fare “Vogliamo mollare tutto o continuare? Fare molti sacrifici o uscire dal campionato a testa bassa?”. I sacrifici prevedevano che molte di noi rinunciassero al proprio compenso, già minimo, per permettere alle compagne che venivano da più lontano di poter avere almeno un rimborso. I sacrifici prevedevano che continuassimo ad allenarci tre volte in campo e una in palestra, i sacrifici prevedevano lavarci la divisa da gara a casa propria. Dopo qualche minuto dal discorso una per una accettammo di continuare, di finire quell’annata contro tutto e contro tutti e non solo scegliemmo di continuare, ma alla fine del discorso decidemmo anche che avremmo finito l’annata senza il supporto di un altro tecnico, le giocatrici più grandi avrebbero pensato agli allenamenti con l’aiuto della preparatrice atletica in via telematica, e anche le decisioni tecniche su chi sarebbe scesa in campo e chi no il giorno della gara le avrebbero prese giocatrici stesse. Ora soffermatevi su questo fatto, 18 giocatrici, uno spogliatoio di donne di diverse età, diversi caratteri, diverse simpatie e antipatie, che si affidano l’una all’altra indipendentemente da tutto e che avrebbero fatto sia da giocatrici che da allenatrici, la prima cosa che viene in mente forse è “queste sono pazze non ci riusciranno mai”, invece accettammo tutte senza alcun dubbio e comunicammo alla società le nostre decisioni. Accettarono, senza entusiasmo, ma accettarono. Iniziò quel giorno la vera e propria impresa, riprendemmo gli allenamenti, unite più che mai, e a darci una mano c’era uomo, Giacomo Migliorini, padre di Jessica, che sempre per decisione unanime del gruppo prese il posto in panchina, no come mister, no come guida tecnica, ma come supporto, come aiuto, come stimolo. Riprendemmo la corsa al campionato con un unico obiettivo, vincere. Conquistammo i play off, forti del secondo posto in classifica, ma non era ancora finita: avevamo ancora la nostra possibilità per andare in serie A.

Il 3 giugno 2012 il primo spareggio, contro la Res Roma, sul campo neutro di Deruta, in provincia di Perugia, chi avrebbe vinto poteva avere una chance di giocarsi la finale per la massima serie. Inizia la partita, l’emozione è alle stelle e l’ansia si sente tutta, una partita equilibrata, difficile, le giocatrici di entrambe le squadre lottano su ogni pallone, su ogni contrasto, su ogni angolo del campo. Triplice fischio e il punteggio è sullo 0-0, supplementari, mentre prendevamo fiato gli sguardi dicevano solo che quella partita la dovevamo vincere, pochi minuti e dentro di nuovo in campo per quella che più che una partita sembrava una guerra. 100°minuto: andiamo in vantaggio con Marraccini, la nostra gioia dura giusto 3 minuti, la Res riporta il risultato in pari con Villani. Si va ai rigori. Strette l’una con l’altra ci diamo forza, ormai la partita sarebbe stata decisa dagli 11 metri, e dopo ben 22 (si avete letto bene 22 calci di rigore) con l’ultimo rigore battuto dal nostro portiere Valeria Mazzola, malissimo per la cronaca, la palla entrò per la nostra immensa gioia.

Il 10 giugno 2012, il giorno della finale, nel campo neutro di Sarzana, a La Spezia, il nostro avversario era il Fiammamonza allenato da un giovanissimo Antonio Cincotta, nella rosa c’erano alcune giocatrici che sicuramente oggi conosciamo, come Alessandra Nencioni, ex giocatrice della Florentia, Cecilia Re attuale centrocampista della Florentia San Gimignano, Elena Ripamonti, Michela Cambiaghi, insomma una bellissima rosa, una squadra veramente forte, tanto che la nostra vittoria era quotata al 10%, ma questo non ci dava per vinte anzi, ci metteva ancora più voglia. La partita ebbe inizio alle 16 in punto davanti a una cornice di 400 persone, che per i tempi erano tantissime, ovviamente quasi tutti tifosi del fiammamonza, ma anche se pochi i nostri si facevano sentire. Dopo pochi minuti la qualità e la forza del Fiammamonza si fece subito sentire, ma noi sapevamo soffrire e il primo tempo terminò sullo 0-0. Inizia il secondo, noi iniziamo a crescere, al 66’ Fambrini prende palla a centrocampo e si invola verso la porta avversaria, ne salta una, ne salta due, ne salta tre, viene atterrata ma riesce comunque a servire il passaggio per Migliorini che raccoglie si porta la palla sul sinistro e dal limite dell’aria lascia partire un tiro che si infila sul palo lontano dietro le spalle del portiere: 1a0, la panchina esplode, in campo corriamo ad abbracciarci e sugli spalti si sentono le grida di gioia. Non era finita e noi lo sapevamo, erano quelli i minuti più duri. Palla al centro e il Fiammamonza parte più forte che mai, attaccano da tutte le parti, noi ci compattiamo, non vogliamo perdere, da calcio d’angolo Nencioni stacca di testa ma Frizza è attenta e nega la gioia del goal salvando il pallone sulla linea, brivido, ma ancora non è finita. Il cronometro corre ma a noi sembra che il tempo non passi mai, loro ci credono ma noi di più e non molliamo. 3 minuti di recupero, “manca poco” ci urlavamo, per darci la forza di resistere agli ultimi assedi delle rosso bianche. I tre fischi dell’arbitro, finita, abbiamo vinto, il Siena femminile aveva conquistato la serie A. Potete immaginare la gioia di ognuna di noi, piangevamo tutte, per rabbia, per gioia, per quello che avevamo fatto, aveva vinto il gruppo, tra le lacrime si sentiva un solo coro, quello del Siena, il nostro inno urlato con tutta la voce che c’era rimasta.

A questo punto penserete, come può non esserci un lieto fine a questo racconto? e invece, nessun lieto fine, dopo la vittoria dei play off, la società fallì, nessuna promozione, le ragazze di quel bellissimo gruppo si sparpagliarono in altre squadre, libere dal vincolo sportivo in quanto la società era fallita. Qualcuno potrà pensare come mai raccontare questa storia? ne avrei potute raccontare altre, con un finale decisamente migliore, ma ho scelto di raccontare questa perchè nonostante tutto, nonostante la rabbia, la delusione, quell’annata rappresenta ciò che amo di questo sport, rappresenta le emozioni che può regalare questo sport, dimostra quanto la forza di un gruppo può fare la differenza, racconta di quanto ognuna di noi era disposta a sacrificare qualcosa per il bene comune, racconta quanto la fiducia l’una verso l’altra in un team sia fondamentale e sopratutto lascia dei ricordi indelebili e credetemi che se chiedete ad ognuna di quelle giocatrici che facevano parte della rosa del Siena di raccontarvi del 10 giugno 2012, vi risponderà che quell’annata è il motivo per cui ama il calcio e che quell’emozione è insuperabile e che se pensa a quei giorni gli viene in mente 18 ragazze che si tenevano per mano e cantavano quel meraviglioso inno dedicato alla loro amata città.

Serena Ceci
Credit Photo: Florentia Calcio Femminile

Graham Hansen cuore d’oro: donerà il 10% dell’ingaggio a chi è in difficoltà

La stella della Danimarca e del Barcellona Caroline Graham Hansen è voluta scendere in campo per aiutare concretamente tutte quelle persone che stanno soffrendo maggiormente durante questa gravissima emergenza sanitaria dovuta alla pandemia del virus COVID-19.

La calciatrice ha aderito al movimento #SocialResponsibility insieme a molte altre sue connazionali come Ingrid Syrstad Engen, Marie Dølvik Markussen, Andrine Tomter e Heidi Ellingsen. L’obbiettivo principale della partecipazione a questo movimento consiste nella rinuncia al 10% del proprio salario da devolvere a chi è stato colpito maggiormente da questa situazione e a tutti coloro che si trovano in gravi difficoltà economiche in questo momento.

Photo Credit: fcbarcelona.com

Melbourne City … quarto titolo in cinque anni dal debutto nella competizione

In questo momento sembra che il mondo si sia fermato. Il calcio è sospeso in molti paesi e il calcio femminile non fa eccezione. I giocatori si tengono in forma a casa e si rivolgono ai canali dei social media per inviare incoraggiamento e talvolta a rispondere alle domande dei fan.

Le regine della W-League incoronate
Melbourne City ha concluso una stagione impressionante sollevando il trofeo della W-League in Australia. Imbattuto nella stagione regolare, City ha completato anche il final match con una vittoria 1-0 combattuta contro i campioni in carica del Sydney FC, con Steph Catley che ha segnato l’unico goal della partita al 15′.

“È stata una stagione incredibile”, ha detto Catley dopo il fischio finale. “È stata una battaglia; Sydney ci ha davvero fatto soffrire ed è stata una sfida per l’intera partita. La stagione è stata fantastica e alla fine penso che ce lo meritassimo”.

Kyah Simon, che ha collezionato 11 presenze in questa stagione dopo un 2019 dominato da infortuni, ha aggiunto: “L’anno scorso ho perso quasi tutta la stagione. Essere qui e fare la mia parte per aiutare la squadra a raggiungere la finale e poi vincere e sollevare il il trofeo è qualcosa di molto speciale per me “.

Lo sapevate?
Questo trionfo segna il quarto titolo del campionato per la squadra di Rado Vidosic nei cinque anni da quando hanno fatto il loro debutto nella competizione.

Credit Photo: Pagina Facebook di Melbourne City

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