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Cinque serie tv da vedere secondo Allyson Swaby

Abbiamo chiesto ad Allyson Swaby consigli su come passare il tempo della quarantena guardando Serie TV.

Ecco le risposte della calciatrice giamaicana…

Tiger King

“L’ho vista tutta in un paio di giorni, non riuscivo a staccarmene. Mi ha colpito molto. Arrivano colpi di scena ogni 10 minuti e non si capisce mai che direzione prenderà la storia. L’ho trovata anche molto divertente. Una mia amica mi ha scritto: ‘Non la capisco, perché il personaggio della donna è così controverso?’. Le ho chiesto a che puntata fosse e mi ha risposto alla seconda. Doveva solo andare avanti per capire un po’ meglio ma confermo che è normale rimanere disorientati per tutta la durata della serie. Giuro, difficilmente avete visto qualcosa di simile“.

Law & Order: Unità vittime speciali

“Mi piace molto perché non c’è bisogno di guardare tutte le puntate in ordine e di sapere cosa sia successo in quelli precedenti. Quando sono arrivata a Roma l’ho seguita anche in TV scegliendo la versione in lingua originale”.

Sunderland ‘Til I Die

“Una scelta d’obbligo, è sempre bello vedere qualcosa di legato al calcio. Ho trovato molto interessante seguire la storia della squadra durante il corso della stagione e il fatto di non sapere già come fosse realmente finita ha aumentato la suspense. Ora è anche uscita la nuova stagione, è il momento buono per iniziare a recuperarla”.

The Stranger

“Questa è una serie britannica che ho iniziato a vedere un po’ per caso. Il protagonista è un uomo al quale vienere rivelato un segreto che gli stravolge completamente la vita. Da qui si sviluppa la trama che si svolge in ambientazioni molto particolari e inaspettate. Non è per niente male”.

Love is Blind

“Anche questa è una serie un po’ strana da guardare ma che al tempo stesso ti prende molto. In pratica i partecipanti a questa specie di reality iniziano a frequentarsi ma senza vedersi, si parlano da dietro dei pannelli quindi non sanno come è fatto l’altro. Poi arriva il punto in cui le coppie devono decidere se sposarsi o no. Nell’ultima puntata finalmente si incontrano e hanno l’occasione di ripensarci o di andare avanti col matrimonio. Sembra una follia e in effetti lo è. La troverete molto strana, ma è divertente”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Goddard: “Giocare professionalmente in Inghilterra è un sogno”

Ashleigh Goddard, la centrocampista del Crystal Palace, ha sperimentato molto più di tantissime altre calciatrici durante la sua carriera, ma conserva ancora la stessa ambizione di quando si è innamorata per la prima volta del calcio.

Potrebbero essere passati più di dieci anni da quando Ashleigh Goddard ha vinto la seconda serie di Street Striker di Wayne Rooney, ma, tre paesi e diversi club più tardi, l’ormai ventisettenne ha ancora le stesse ambizioni: giocare professionalmente in Inghilterra, un calcio pazzo per tutto il tempo che riesce a ricordare della sua gioventù. Ma mentre reclamava il riconoscimento come “la più talentuosa calciatrice di strada della Gran Bretagna”, la laureata dell’Accademia Arsenal insiste che inizialmente ha partecipato alla competizione semplicemente come un modo per continuare a praticare lo sport che ama durante l’estate sterile. Sostenendo che l’esperienza abbia contribuito a plasmare la calciatrice e la persona che lei è oggi, e con la sua apparizione nel programma ha colto un’eccitante opportunità per farsi strada.

“Non ho mai conosciuto la mia vita senza calcio” ha detto “Non c’era nient’altro che avrei mai voluto fare, ho incontrato i miei amici solo una volta fuori dalla scuola in cinque anni talmente ero motivata a giocare. Ero in stand-by per l’Inghilterra U19 quando ho fatto domanda per lo partecipare a Street Striker e il calcio era la mia vita, ma non avrei mai pensato nemmeno tra un milione di anni che sarei arrivata a tutto ciò”.

“Vincere è stato molto surreale, è stato grandioso festeggiare con la mia famiglia e i miei amici, anche se l’evento è andato in onda in TV solo alcuni mesi dopo. All’epoca i social media non erano così utilizzati, ma c’erano già molti brutti commenti su YouTube sul mio aspetto che mi rendevano triste e imbarazzata… ero solo una ragazza di 17 anni a cui piaceva giocare a calcio”.

“Questi confronti non hanno comunque influito sul mio desiderio di avere successo nel calcio e penso che mi abbiano reso più forte a livello mentale. Alla fine crederò sempre che il programma mi abbia dato una possibilità unica nella vita che farò tesoro per sempre, dopo aver partecipato infatti non è passato molto tempo prima che mi trasferissi in America”.

Dopo essersi diplomata all’Accademia Arsenal, il primo grande passo di Goddard è stato quello di accettare una borsa di studio alla DePaul University di Chicago, dove ha potuto giocare a calcio nella divisione 1 della NCAA contemporaneamente alla sua laurea in “Physical Education, Teaching and Coaching”.

Nonostante inizialmente sperasse di intraprendere una carriera da calciatrice negli Stati Uniti, Goddard è tornata nel Regno Unito nel 2014 – dove ha bilanciato il calcio con la sua carriera da insegnante – prima di godere di brevi soggiorni in Danimarca e Cipro fino a firmare per il Crystal Palace la scorsa estate.

Photo Credit: FA Women’s Super League

Damiano Tommasi, Presidente AIC: “Prima di riparare dobbiamo mettere al sicuro la salute del Paese”

Il Presidente AIC Damiano Tommasi, sulle pagine de “Il Corriere dello Sport Stadio”, riguardo l’accordo raggiunto dai calciatori della Juventus con la società bianconere, ha dichiarato che “in casa Juve hanno voluto affrontare la questione prima di altri e sono arrivati alla conclusione, con piena soddisfazione di tutti. L’accordo raggiunto chiude qui la stagione, rispetto a ciò che si deve percepire. Se anche si tornerà a giocare a giugno e oltre giugno, le spettanze rientreranno nel contratto successivo. È una pattuizione di massima, perché ci sono giocatori in scadenza, altri che stanno per rinnovare, altri in partenza sicura, altri ancora in trattativa. Ogni situazione individuale andrà adeguata”. 

“La nostra posizione è chiara” – ha proseguito – “stabilire condizioni per il futuro, in assenza della certezza di ricominciare, è difficile. C’è un tema delicato che riguarda il prolungamento della stagione a luglio. Senza un accordo tra le parti nessuno può prorogare un contratto oltre la sua scadenza. Bisognerà sedersi a tavolino e parlarne”.

Su una possibile ripresa dell’attività agonistica, Tommasi ha sottolineato che “le parole del ministro Spadafora confermano che prima di riparare dobbiamo mettere al sicuro la salute del Paese. Vuol dire prepararsi all’eventualità che i campionati vengano decretati chiusi. In questo caso l’accordo raggiunto dalla Juve mi pare una base di partenza”.

“Credo che siamo arrivati dopo un mese e mezzo a capire che dobbiamo allinearci alle direttiva della comunità scientifica e del governo”– ha proseguito il Presidente AIC nella lunga intervista – “Le immagini che arrivano dagli ospedali ci dicono che il nostro miglior contributo è quello di stare in casa. Chiedete ai tifosi di Brescia e Bergamo se non sono d’accordo con me. Prima di tornare in campo è necessario certificare l’idoneità fisica e verificare eventuali esiti. La polmonite interstiziale non è una barzelletta. Soprattutto per chi espone il proprio corpo a correre a cento all’ora”.

Ripartenza a porte chiuse? “Non so se sia una condizione di sicurezza. E non dico solo della salute dei calciatori. Noi non abbiamo paura, siamo dei professionisti. Ma c’è sempre il rischio di spostare tra le città gruppi di persone che possono essere portatori di contagio”. 

“Il calcio soffre di liquidità a causa della sua gestione”– ha commentato Tommasi. “Anche in questi giorni si continua a parlare di trentacinque milioni per Tizio, cinquanta per Caio e cento per Sempronio. Si spendono soldi che ci sono, o soldi che si promettono e non esistono? Dobbiamo iniziare a chiedercelo”.

“Penso a quanti ragazzi di Lega Pro sono rimasti nelle sedi sportive e non possono vedere mogli e figli”– ha concluso. “Per loro la cassa integrazione potrebbe non bastare. Molti guadagnano trentamila curo, pagano l’affitto e il viaggio. Dobbiamo aiutarli con forme di solidarietà alternative, interne al movimento. Altrimenti non possiamo guardarci allo specchio”.

Credit Photo: AIC – Associazione Italiana Calciatori

La FIFA fa uscire il film dei Mondiali del 2019

Se l’obiettivo della FIFA era quello di farci piangere ci sono riusciti perfettamente. Solo ripensare a quel Mondiale fa venire i brividi, ripensare a tutte le emozioni che ci hanno fatto provare, ripensare a quel gran pezzo di storia che hanno scritto.

Sono 52 minuti di pure emozioni, commozione e trepidazione quelli che la FIFA ha racchiuso in un unico video formando il film di un Mondiale che resterà nella storia del calcio femminile e nelle menti di tutti, difficilmente sarà dimenticato. Il tutto impreziosito da immagini inedite che vanno ad arricchire ancor di più uno scenario già spettacolare di suo

Indubbiamente, senza che lo stiamo a dire, vi consigliamo di rivivere tutto il Mondiale per passare nel migliore dei modi la quarantena.

https://www.youtube.com/watch?v=tA6FrcK_pTs

L’Inter vede sempre più vicina la permanenza in Serie A

Nell’attesa che lo sport italiano possa riprendere al più presto l’attività agonistica, analizziamo la stagione 2019/20 dell’Inter, il quale, nonostante abbia dalla sua parte il valore del nome e della sua storia rappresenta una garanzia per il calcio, è all’esordio assoluto in Serie A, poiché l’anno precedente ha vinto nettamente la cadetteria, e quindi, come lecito ci si aspetti da una neopromossa, la squadra è stata costruita per rimanere nella massima serie, per poi diventare negli anni successivi una squadra di vertice.

Alla corte del presidente Zhang sono arrivate le nazionali Chiara Marchitelli, Roberta Aprile, Francesca Quazzico, Lisa Alborghetti e Stefania Tarenzi, il ritorno nel nostro paese di Eleonora Goldoni, e dall’estero la finalndese Anna Auvinen, la ceca Eva Bartoňová e la francese Julia Debever. A gennaio sono giunte nella sponda nerazzurra di Milano la calciatrice finnica Lydia Nyman e la colombiana Yoreli Rincón.

Le ragazze di Attilio Sorbi, che a luglio dello scorso anno ha preso il posto di De La Fuente (passato dirigere la Primavera nerazzurra), hanno vissuto una stagione fatto di saliscendi: il pari  giunto contro l’Hellas Verona allo scadere nel battesimo di campionato, il primo storico successo in Serie A maturato in casa contro il l’Empoli, i derby della Madonnina che ha visto, purtroppo per le nerazzurre, le vittorie del Milan, la prima vittoria casalinga interista ottenuta contro l’Orobica, ma si sono registrate anche le tre botte pesanti ricevute per mano della Roma e Fiorentina all’andata, e della Juventus nel girone di ritorno.

Possiamo dire tranquillamente che l’Inter può e deve restare in Serie A, ma dovrà cominciare a pensare a qualcosa che vada ben oltre di una salvezza, e pian piano questi grandi obiettivi le nerazzurre, e in particolar modo con questo gruppo, possono centrarlo senza problemi.

POSIZIONE IN CLASSIFICA
8a.

PUNTI ATTUALI
19 (9 in casa e 10 in trasferta).

RISULTATI
5 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte.

GOL FATTI
20 (11 in casa e 9 in trasferta).

GOL SUBITI
27 (14 in casa e 13 in trasferta).

MIGLIOR TOP SCORER
Gloria Marinelli (6 reti).

GIOCATRICI CON PIU’ PRESENZE
Lisa Alborghetti, Anna Emilia Auvinen, Gloria Marinelli (16).

Il portiere dell’Arsenal Pauline Peyraud-Magnin è positiva al COVID-19

Peyraud-Magnin afferma di aver subito i sintomi il 16 marzo, quattro giorni dopo essere tornata a Londra da Lione, dove aveva giocato per la Francia in un torneo internazionale.

In un’intervista sull’account Instagram di Lione Elodie Thomas, ha dichiarato: “Tutti i medici mi hanno detto che avevo contratto il Covid-19. Ho avuto molti sintomi legati a questo virus: febbre, raffreddore, mal di testa costante, disagio respiratorio, immensa stanchezza e perdita di gusto e olfatto” ha poi aggiunto “Mia madre mi ha detto che aveva paura che si trattasse di questo virus. La difficoltà nella respirazione mi ha fatta davvero impazzire perché mi ha resa particolarmente stressata, e lo stress provoca iper-ventilazione e così via era sempre peggio. Mi sono messa a letto per 11 giorni dall’ultima volta da quando sono uscita da casa mia”.

“Vorrei congratularmi con tutto il personale medico, i servizi di emergenza e di assistenza che mi sono stati a fianco. E la mia famiglia, mio padre è un pompiere, mia sorella è un’infermiera e con loro tutte quelle persone che vanno a combattere in prima linea per noi, a tutti gli altri invece: vi prego restate a casa!”.

Peyraud-Magnin si è unita ai Gunners a luglio 2018. Il portiere francese ha vinto tre trofei di Champions League femminile e tre titoli di campionato francese durante il suo periodo con il Lione. In questa stagione ha disputato 10 partite in tre diverse competizioni, tra cui la FA Super League femminile, la Coppa Continentale e la UEFA Champions League femminile. L’Arsenal al momento non si sta allenando e non ha una data fissata per un ritorno.

Photo Credit: womenscompetitions.thefa.com

Urbano Cairo e quell’idea della squadra femminile

È fuori da ogni dubbio: il movimento del calcio femminile in Italia è in continua crescita ed anche i club di Serie A maschile si stanno rendendo di questa realtà e che potrebbe portare dei profitti economici in futuro. Ma affinché ciò succeda bisogna investire nel presente e Urbano Cairo, presidente del Torino, seguendo i suoi colleghi di Serie A, sembra abbia la volontà di mettere su una vera e propria squadra femminile.

Ora con la pandemia è ovviamente tutto fermo ma sotto la sua custodia, il Torino ha già la squadra Under 19 che sta dando numerose soddisfazioni al mister Tatiana Zorri, come la finale nazionale dello scorso anno ed il campionato in corso dove stanno disputando la loro miglior stagione. Il problema sorge nell’incompatibilità dell’età per quanto riguarda il prossimo campionato U-19 dato che gran parte della squadra sarà fuoriquota e, se vorranno continuare, dovranno cercare una prima squadra come giusto che sia, formazione che il Torino non ha. Mandando le ragazze fuoriquota in altre squadre si andrebbe a vanificare tutto il lavoro fatto in questi anni. In questo momento quello che serve è dare continuità al progetto per dare alle ragazze la possibilità di continuare nella società dove sono cresciute. Cairo però è anche consapevole del fatto che il calcio in rosa ora come ora non da profitti immediati nonostante l’esborso economico sostanziale che serve per imbastire un progetto del genere, ma è un investimento per il futuro e nemmeno tanto alla cieca dato che quest’ascesa è sotto gli occhi di tutti.

Le opzioni per un Torino tutto al femminile sono due; o si decide di fare una propria squadra formata dalle ragazze dell’Under 19 per farla partire dalla Serie D o dall’Eccellenza oppure si vira sull’acquisto dei diritti sportivi di una squadra di categoria superiore per velocizzare il processo di risalita. La seconda opzione sembra quella più improbabile dato che implicherebbe un investimento economico importante e si sa Cairo sia un presidente votato al risparmio. Comunque le squadre papabili per l’acquisizione sembrerebbero essere il Torino Femminile e il Pinerolo per note motivazioni geografiche. Certamente la squadra sarebbe già pronta per il campionato quindi non si dovrebbero effettuare ulteriori esborsi, al massimo qualche puntellamento che sarebbe rappresentato dalle ragazze provenienti dal settore giovanile. Da quanto trapela, la prima sembrerebbe l’operazione più fattibile: le ragazze si farebbero le ossa nelle serie minori salendo pian piano di grado fino ad arrivare all’obiettivo comune, ovvero la massima serie. Il maggiore esempio di questo processo di evoluzione è sicuramente l’Inter che è arrivata in Serie A nell’ultima stagione dopo aver comprato i diritti dell’Inter Milano in Serie B.

Come progetto è sicuramente sostanzioso ed impegnativo, però se ci si pensa, un punto da cui partire c’è: il vecchio Filadelfia aspetta solo le sue ragazze.

Cristiana Girelli guarda al futuro: “Mi piacerebbe allenare”

Giorni di isolamento per Cristiana Girelli, bomber della Nazionale e della Juventus Women. In una diretta su Instagram, la numero dieci bianconera ha svelato qualche retroscena curioso che la riguarda. “La mia esultanza? Le mani rappresentano dei simboli che per me sono molto importanti – ha detto -. Un giorno dirò tutto, per adesso son contenta che tante bambine la ripetano divertite appassionandosi al calcio femminile”.

Lontana da Vinovo: “Mi manca tutto, il profumo che c’è, che è un profumo particolare che riconosci subito”. E poi sul futuro, ancora tutto da definire: “Spero e mi auguro di giocare ancora per tanti anni. Quando finirò la mia carriera, sicuramente resterò all’interno del calcio ma non so in che veste. Mi piacerebbe allenare ma anche elaborare un progetto in una società”.

Credit Photo: Andrea Amato

Cristian Toro, Sevilla FC: “La situazione è complessa, ma la salute è al di sopra del calcio”

Cristian Toro, allenatore del Sevilla Femenino, della Iberdrola League, ritiene che “la situazione sia complessa” perché ha “nove ragazze straniere” nella sua squadra e “in molti paesi, i voli dalla Spagna non sono più ammessi”, quindi non sai “quando sarà il momento di tornare”.

“Siamo fermati. Ora, la prima cosa che dobbiamo fare è rimanere a casa. Vogliamo giocare, allenarci di nuovo… Mi manca il campo e stare con le mie calciatrici, ma la salute è sopra tutto. Ci sono priorità nella vita che sono al di sopra del calcio” ha dichiarato Toro in dichiarazioni a “EFE “.

Inoltre, l’allenatore argentino ha sottolineato la fortuna del Siviglia Femenino di avere il sostegno di una squadra maschile, un club di grandi dimensioni che risulta fondamentale di fronte a questa complicata situazione in cui molte altre squadre sono danneggiate gravemente dalla crisi economica che ha portato il COVID-19.

“Siamo molto fortunati ad avere il supporto del Siviglia, poiché le squadre che non fanno parte di una squadra maschile sono più vulnerabili, come le nostre compagne del Granadilla, Madrid CFF o lo Sporting de Huelva, non avere il supporto di una prima squadra maschile fa la differenza”, ha spiegato l’allenatore del Siviglia.

Allo stesso tempo, ha ringraziato il grande supporto che la squadra femminile sta ricevendo dal club in ogni momento, fornendo alla squadra tutto il necessario, allo stesso livello dei giocatori di livello maschile: “È una fortuna avere professionisti che si occupano di tutto: istruttore fisico, servizio medico, nutrizionista, psicologo…”.

L’allenatore del Siviglia ha ricordato che “la Lega Iberdrola ha aperto molti fronti in questa stagione” come “lo sciopero dei giocatori” che ha portato alla firma di un “meritato accordo collettivo”, al quale ora si aggiunge “che tutto si è fermato prima della semifinale di Coppa” che la sua squadra dovrebbe giocare contro il Barcellona. In questo senso, Cristian Toro ha dichiarato che “stava già preparando quella partita di Coppa con l’illusione di poter giocare la finale” e ha ricordato che ha già eliminato il Barcellona in una semifinale, anche se ammette che le catalane sono una squadra al top e dovranno darsi molto da fare per poterle battere.

Photo Credit: EFE/SevillaFC

Alice Parisi: “Tifosi valore aggiunto, che emozione le trasferte europee”

Alice Parisi, centrocampista Fiorentina Women’s, risposto ad alcune domande durante la chat sui canali ufficiali viola:

“Il gol più bello in maglia viola? A Verona, di sinistro. Un campo che mi porta bene, lì ho segnato anche il primo gol dopo l’infortunio. Il gol più importante in maglia viola? A Brescia, l’anno dello scudetto. Sto apprezzando un sacco Castrovilli, poi condividiamo anche il numero di maglia. Quando mi sono infortunata ho seguito un po’ la storia di Lindey Vonn, in quel momento è stata un grande aiuto.

Arsenal-Fiorentina di Champions League?
Esperienza unica, anche se la prima parola che mi viene in mente è ‘freddo’. Mondiali? Ancora una volta abbiamo dimostrato noi italiani di saper arrivare dove nessuno si aspetta, non ci credevano in tanti, ma nel gruppo azzurro si è creato qualcosa di indescrivibile. Supercoppa vinta a La Spezia? Bello vincere in uno stadio bianconero!

Juventus-Fiorentina davanti a 40mila spettatori?
Ringrazio di essere stata in campo e non fuori, altrimenti le emozioni sarebbero state superiori, brividi e emozioni, un grandissimo traguardo per il calcio femminile in Italia. Coppa Italia vinta a Parma? I nostri tifosi sono un valore aggiunto, quel trofeo è motivo di orgoglio. Andare in trasferta in Europa è sempre un’emozione, conservo bei ricordi delle sfide contro Fortuna e Wolfsburg. Scudetto? Un sogno che si avverà“.

Credit Photo: Federico Fenzi

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