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Il Parma esce sconfitto con un gol per tempo contro le Azalee

Con un gol per tempo (2-0) il Parma esce sconfitto, Domenica 27 ottobre 2019, dalla trasferta di Gallarate con le Azalee, valida per la 4a giornata di andata del Girone A del campionato nazionale di Serie C Femminile. Le biancorosse approfittano di due errori in fase difensiva delle neopromosse gialloblù e si aggiudicano l’intera posta in palio. Nonostante il doppio svantaggio le calciatrici guidate da Mister Andrea Bazzini han continuato a restar vive in partita, tentando la via della rete. Le Azalee vanno al tiro all’8′ con Berlato: la palla sorvola la traversa. Al 12′ le padrone di casa, con un’azione corale, arrivano in area e Ngobi, su tiro di Magatti, mette in angolo: dalla bandierina palla per Di Lascio che conclude alto. È il momento migliore delle lombarde che vanno in gol al 20′: verticalizzazione per Magatti: Chiessi e Galloni riescono a fermarla, ma la palla finisce sui piedi di Di Lascio che insacca a porta vuota. Al 23′ e al 24′ doppio legno per le Azalee, entrambi colpiti da corner il primo con Galloni strepitosa ad alzare, il secondo con Pollini a svellere. Al 32′ cross dalla sinistra per Cassataro che non ci arriva. Al 41′ ecco la prima azione Crociata: Chiessi ruba palla e serve Fragni, ottimo il controllo e il passaggio in area per Galvani che viene rimontata e difesa che spazza via. Nella ripresa le lombarde raddoppiano subito: è il 3′ st quando Maschi anticipa Naummi, entra in area e insacca. Il Parma risponde con una bella azione Santirocco-Fragni, palla a Galvani il cui tiro a giro esce di poco. Al 19′ st Pizzola salta un’avversaria e mette in mezzo per Galvani di nuovo anticipata. Al 21′ st ci riprova Santirocco da fuori: altissimo. Al 33′ st buona percussione di Pizzola che colpisce la traversa. Al 41′ st Ngobi lancia Santirocco che entra in area, ma il suo tiro è messo in angolo. Ancora Galvani al 44′ st ben servita da Pizzola non riesce a trovare la porta. Al 45′ st Santirocco in area viene atterrata con un dubbio intervento, ma l’arbitro lascia proseguire. Il Parma Rosa, che deve cercare al più presto di adattarsi alla nuova superiore categoria, resta fermo a zero punti.

AZALEE-PARMA 2-0

Marcatori: 20′ Di Lascio, 3′ st Maschi

AZALEE – 1. Bogni; 2. Berlato, 3. Maschio; 6. Del Raso (Cap.), 7. Cassataro, 8. Masciaga; 9. Peripolli (V. Cap.), 11. Brazzarola, 14. Di Lascio; 17. Magatti (30′ st 15. Magrini), 19. Vischi (10′ st 22. Bertini)
A disposizione: 12. Mazzon; 5. Meraviglia, 16. Marchiori, 18. Seghetto, 21. Labanca, 23. Bertolasi
Allenatore: Prestifilippo

PARMA – 1. Galloni; 2. Pollini (43′ 13. Naummi), 3. Chiessi (21′ st 15. Pizzera); 4. Alfieri, 5. Frati (29′ st 14. Zangara), 6. Ngobi; 7. Fragni (Cap.), 8. Boselli (4′ st 18. Santirocco), 9. Galvani, 10. Baccanti, 11. Pizzola.
A disposizione: 12. Corcelli; 16. Ceci, 17. Cataldi, 19. Sacchi, 20. Punzi
Allenatore: Bazzini

Arbitro: Sig. Andrea Bortolussi della Sezione A.I.A. di Nichelino (TO)

Photo Credit: Parma Calcio Femminile

Mauro Girelli : “Cristiana giocava con i maschi ed era la più brava”.

Colonna portante della nazionale azzurra e della Juventus Women, Cristiana Girelli è sicuramente una delle giocatrici italiane più importanti del presente e con ottime prospettive in chiave futura. Recentemente è stato intervistato il padre della giocatrice il quale ha svelato diversi retroscena sulla figlia:

“All’inizio giocava con i maschi, era la più brava della squadra esordienti, già a 14 anni prometteva bene. Poi l’hanno notata ed è passata al Verona e già a 15 anni ha esordito in Serie A. L’ho sempre seguita, a me piace il calcio, poi avere uno della famiglia che gioca con risultati anche buoni è sicuramente bello. Adesso il maschile lo guardo poco, sono tifoso del Brescia, ma seguo molto di più lei”.

Alle domanda sui consigli dati a Cristiana:

“Io ho giocato fino a 38 anni, ma ero scarso. Ho giocato a livello locale, in Promozione. Poi ha scelto lei il calcio. Poteva giocare a tennis, a basket, si è impuntata sul calcio e ha avuto ragione lei. Ha vinto tanto a Verona, dove aveva fatto una partita in Champions stratosferica. Poi a Brescia è diventata il leader della squadra ed è stata notata dalla Juventus, che era il suo sogno”.

Credit Photo: Pagina Facebook Cristiana Girelli

 

 

Barclays FA WSL: giocatrice del mese

Cinque giocatrici nominate per il “The Best Player’s” della Barclays FA WSL del mese di ottobre.

Kirsty Hanson – Manchester United

Due vittorie, cinque gol segnati e nessuno concesso ha reso ottobre un mese perfetto per il Manchester United. E al centro dell’azione c’era Kirsty Hanson, che ha segnato nelle vittorie al Tottenham e in casa del Reading. Uno sforzo nel primo tempo ha aiutato la sua squadra ad aprire le marcature in rotta verso una vittoria per 3-0 contro gli Spurs, mentre ha anche segnato presto contro i Royals – un bel tiro al volo che ha aggiunto un altro goal al suo conteggio.

Kerys Harrop – Birmingham City

I loro primi punti della stagione sono tardati ad arrivare, ma per il Birmingham City è stato un ottimo risultato per la loro prima vittoria, un successo per 2-0 contro gli ex campioni del Liverpool. Il difensore Kerys Harrop, nella sua 130esima presenza in FA WSL, ha guidato la sua squadra dalle retrovia, consegnando un eccellente assist per Lucy Staniforth. Ma è stata la sua leadership tanto quanto la sua capacità di segnare gol che ha visto la lode di Harrop, trattenendo il Liverpool nella seconda metà prima che Staniforth si mettesse sul tabellino.

Chloe Kelly – Everton

Relativamente sconosciuta l’anno scorso, Chloe Kelly si è messa in mostra avendo segnato quattro gol in sei presenze per l’Everton in cima alle classifiche del campionato. Kelly ha rubato i titoli dei giornali a settembre quando ha segnato due gol straordinari per la squadra di Willie Kirk in trasferta a Bristol City, e la 21enne è stata protagonista di nuovo domenica, segnando il secondo dei due gol dell’Everton nella loro vittoria sul Brighton.

Vivianne Miedema – Arsenal

Non puoi fare silenzio su un buon attaccante e l’Arsenal ha uno dei migliori, Vivianne Miedema. Nonostante non sia brillata contro il leader del campionato, il Manchester City, non ha impedito all’attaccante olandese di trovare la rete in modo clinico per mantenere i campioni in difesa ed evitare la loro fuga in campionato.

Danielle van de Donk – Arsenal

Il suo gol contro il Chelsea potrebbe essere stato una causa persa, ma è il lavoro dietro le quinte che rende Danielle van de Donk una star del genere. È stata inserita nell’ undici titolare da Vivianne Miedema contro i rivali londinesi, ma ha dato il meglio di se proprio contro il Manchester City, parte di un centrocampo dell’Arsenal dominante che ha soffocato i primi leader della lega.

 

Credit photo: The FA sito ufficiale

Labate, Lenzini e Orsi convocate in Under 23

Le calciatrici neroverdi Camilla Labrate, Martina Lenzini e Benedetta Orsi sono state convocate dal CT della Nazionale Under 23, Jacopo Leandri, per uno stage a Coverciano e per la gara amichevole Olanda – Italia (9/11 ore 16.00 a Uden). Lista convocazione definitiva martedì 5 novembre.

Forza Sasol

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

Tutti noi nello sport siamo una cosa sola e dobbiamo mantenerci uniti

Penso agli amanti del calcio, e in questo caso in particolar modo ai tifosi bianconeri e del calcio femminile. Credo che in questa voragine di emozioni, abbiano raccolto in sè qualcosa di “estraneo”, che esula dalla normalità e che magari può avvicinarsi alla “magia”.
Perché bisogna essere abbastanza folli per amare un qualcosa che, in definitiva, non si pratica insieme a chi si ama ma si può ammirare da qualche metro di lontananza, come lo stare sugli spalti o magari davanti alle televisioni, e che dunque non possa permetterti di aiutare la “tua” squadra per scendere in campo al suo fianco, mentre quello che ti resta è “soltanto” il supporto con la voce e con la presenza fisica. Eppure allo stesso tempo, anche quest’anno loro, le ragazze bianconere, sono state capaci di procurare quell’indicibile sensazione di gioia prima di ogni appuntamento.
Occorre essere abbastanza folli, ma anche fortunati nel tifare un gruppo di cui probabilmente sentiremo parlare per anni e che in un rettangolo di gioco, con due porte e un pallone abbia provocato emozioni e sensazioni capaci di solcare in maniera indelebile la storia del calcio femminile italiano. 
Un amore viscerale, che ha saputo toccare subito livelli vertiginosi , accompagnato da un pallone al cui fianco è scorsa velocemente anche la vita e l’apertura di un’epoca come l’ingresso delle donne nel calcio che conta, con le sue aspettative più forti, le sue emozioni più sentite e vivide.
E a quella palla lì, la Juventus condotta da coach Guarino, è riuscita a dare il calcio giusto da parte di chi è riuscito ad entrare nel mito della prima Supercoppa Italiana della sua storia, nonostante le difficoltà e gli ostacoli contro un avversario ostico e pretendente al titolo, riuscendo a prendere per mano la stessa vita di ognuno di noi, di ogni tifoso, pronto a viaggiare lontano e a infilarsi nella porta del trionfo insieme a loro.
Adrenalina, tensione e tenerezza che si sono scontrate e mescolate in un inesorabile vortice di emozioni di una domenica di un 27 ottobre pomeridiano che ha visto trionfare ancora una volta la Vecchia Signora.
Sono questi i momenti che rappresentano quelli più sentiti di tutta una vita calcistica, e che spesso sono indicibili. Perchè a volte la bellezza non è esprimibile a parole, proprio per la grande mole di sfaccettature di cui è composta e di cui si riempie e si nutre. 
Penso ai tifosi delle Women e a tutti gli amanti del calcio femminile, a cui è impossibile chiedere di descrivere con una sola parola la grandezza di una partenza del genere per poterle rendere giustizia. E queste situazioni non sempre sono determinate dai classici rapporti umani e sportivi nei quali si stabiliscono le relazioni. A volte si tratta di passioni e tensioni di diverso genere, come quelle che compongono una famiglia di cui ognuno di noi si sente membro. 
Si tratta di qualcosa che scardina la parola nel tentativo di raccontare un legame più intenso e più duraturo capace di sovvertire le logiche del tempo e della ragione. 
Penso al principio dell’alternanza, in Serie A, che fino a un decennio fa sembrava essere inattaccabile nel mondo femminile. Penso quindi ai cicli vincenti, quelli che ci sono sempre stati, ma che non hanno mai sperimentato una squadra che da quando esiste, ovvero tre anni, vince senza sosta lo scudetto e ora la Supercoppa, e il che significa dover immancabilmente riferirsi a qualcosa di straordinario, forse di irripetibile. Spesso si è spiegato il dominio della Juventus con la mancanza di alternative valide: il che non è vero, o quantomeno lo è solo parzialmente. Negli anni, la Juventus ha rivaleggiato e vinto con avversari di sicuro valore: il Brescia, che aveva ancora una certa Giacinti e altre pioniere del calcio femminile Italiano; Poi al Milan di Sabatino, Giacinti stessa e Carolina Morace; la Fiorentina di Ilaria Guagni. Il punto, semmai, non sta nella mancanza delle concorrenti, ma nella loro difficoltà di riuscire a mantenersi in modo duraturo a certi livelli, perchè soltanto la Juventus ha avuto il senso di far brillare una qualità che alla lunga è risultata essere l’arma vincente: la continuità. Ed è questo il merito principale della Juventus: riuscire a cambiare, a migliorarsi, ma poco alla volta, senza scossoni, senza mai snaturarsi davvero, e modellandosi in base all’avversario Qui la verità, qui la genialità di un’allenatrice e della sua capacità di sfruttare il momento migliore nella stagione di ogni singola giocatrice, come avvenuto in coppa contro la Fiorentina che ha visto consacrare definitivamente la bomber Girelli, e che sta scoprendo definitivamente il talento della “new entry” Staskova. Ognuno ha avuto il suo periodo più “fruttuoso”, che è stato colto alla perfezione al momento più opportuno.
Senza mai toccare neanche da lontano il livello degli anni precedenti, mai come in questo avvio di stagione si è vista una significativa capacità di vincere, a prescindere dall’effettiva coralità ed efficienza accompagnata dalla filosofia dell’introduzione graduale delle nuove calciatrici in cui tutte fin’ora hanno avuto la  possibilità di rendersi utili e di esibire le proprie qualità. E tutte, hanno mostrato una perfetta aderenza al contesto, interpretando al meglio le richieste tecniche e psicologiche di un’allenatrice e di un ambiente in simbiosi, sempre pronti ad agire proprio come una formula matematica: cambiare l’ordine degli addendi senza cambiare il risultato finale .
Madama è stata tutto questo: capace di sovvertire l’ovvio, di rendere “normale” l’irraggiungibile e di farlo diventare terreno umano.
Uno scenario che probabilmente sul 2-0 contro la Viola di una finale di Supercoppa ha trovato la sua massima rappresentazione, grazie agli stimoli che tuttavia gli avversari hanno saputo tirarle fuori, se si pensa che lo scorso anno lo scenario era opposto. Un trionfo che ha solcato per sempre gli annali della storia del calcio femminilem ma anche le stanze più remote del cuore di ogni suo singolo tifoso e perchè no, anche di ogni semplice appassionato di calcio.
Solo alla fine abbiamo potuto vedere quella che stava al principio di questa squadra: il coraggio, quello del crederci “fino alla fine” , quello che vale la pena di una lotta e di un trionfo o magari anche di una sconfitta; per tutto il resto si può essere arrendevoli. 
Ogni vittoria, ogni batticuore, ogni perdita, contengono il loro proprio seme, la loro propria lezione su come migliorare se stessi e coltivare il proprio coraggio, perchè senza quest’ultimo non è mai stato fatto nulla di grande, e Madama, ci è riuscita. Ancora una volta. Per la prima volta, la Supercoppa.

Scommettiamo su di noi, sulla nostra forza, sui “day after” di Juventus-Fiorentina e quindi sul nostro coraggio, e vedrete che sarà un modo conveniente di assicurarci la vittoria. Quella più bella. Quale? La prossima
Forse la ragione vera è da rintracciare nella semplicità geniale del coinvolgere passione e tormento, gioia e sacrificio sportivo. 
E il tutto, è riassumibile proprio nell’atteggiamento delle ragazze di coach Guarino che ad ogni ingresso in campo hanno rappresentato al meglio il fulcro del gioco e della mentalità che ha saputo fare la differenza rispetto a tutto il resto.
Un atteggiamento mai domo quello delle bianconere che non sempre ha necessitato dell’eccelsa qualità nelle giocate perchè anche nelle rare occasioni di sofferenza hanno saputo farsi ancor più gruppo, innalzando un muro invalicabile di assoluta certezza, compattezza e lucidità mentale. Uno dei tanti punti di forza encomiabili di queste ragazze che hanno creato un’unicità come fosse cosparsa di magia, di un calcio femminile che si sta finalmente rinnovando in Italia, che attrae e di cui è bello farne parte e raccontarlo. 
Si tratta anche della forza di un gruppo e di un avversario come la Fiorentina, a cui vanno resi meriti e onori per aver tenuto testa alla Juventus fino all’ultimo istante in quello che è stato un match avvincente per entrambe.
E’ una bellezza, questa, che ci permette di resistere alla spettacolarizzazione del calcio senza quel costrutto sociale che corrode e confonde, ma che si fa essenza solo per coloro ai quali brillano gli occhi quando vedono rincorrere un pallone e farlo rotolare tra i ciuffi d’erba. 
Loro hanno semplicemente dato il “via” a quanto di più poetico possa esistere nel concetto di resistenza e di libertà di espressione nello sport, e nella vita. 
A seguito di questo incredibile risultato è ormai chiaro quale sia il messaggio che ci viene spedito e lasciato in eredità: chi è avvolto e si nutre di passione, umiltà, abnegazione, volontà, e amore ci proietta verso una realtà in cui si DEVE credere con perseveranza e determinazione nella possibilità di veder realizzare i propri sogni, e che di certo vale la pena battersi per essi e di fare la differenza nel persuadere gli altri a non essere indifferenti a nulla. 
Tutti noi nello sport siamo una cosa sola e dobbiamo mantenerci uniti perchè non esistono distinzioni di alcun tipo, forti e decisi nel percorrere un’unica strada: quella della passione per il gioco più bello del mondo. 
Il gradino più alto del podio di una nuova storia calcistica, ancora una volta, è stato tinteggiato di bianco e di nero. Emozioni avevamo promesso e emozioni ci hanno regalato. Assieme a tutte noi stesse. Esaltante, estenuante, elettrizzante, emendabile, educativo, euforico. Eloquente, come un bravo oratore che usa le parole per cercare di catturare l’emozione racchiusa in uno stacco di braccia verso il cielo, per alzare un trofeo pesante di gioia e sacrificio.
Grazie, ragazze.

Inter Femminile, la foto ufficiale della stagione 2019/20

MILANO– Presso l’Inter HQ si è tenuta la foto ufficiale della prima squadra femminile per la stagione 2019/20.

In alto, da sinistra: Irene Santi, Francesca Quazzico, Roberta Aprile, Chiara Marchitelli, Astrid Gilardi, Ella Van Kerkhoven, Julie Debever.

Nella fila centrale, da sinistra: Anna Auvinen, Eleonora Goldoni, Marta Pandini, Martina Brustia, Gloria Marinelli, Caterina Fracaros, Eva Bartonova, Sofia Colombo, Silvia Pisano.

In basso, da sinistra: Andreia Norton, Beatrice Merlo, Stefania Tarenzi, Roberta D’Adda, Attilio Sorbi, Regina Baresi, Lisa Alborghetti, Alice Regazzoli, Laura Capucci.

Credit Photo: FC Internazionale Milano SpA

Nazionali: le gialloblù baldi e cantore convocate con le azzurre Under 23

Verona – Riconfermate le due attaccanti gialloblù Sara Baldi Sofia Cantore per la nuova convocazione della Nazionale Italiana Under 23. Le azzurre del Tecnico Federale Jacopo Leandri si raduneranno il prossimo 3 novembre a Coverciano fino al 5 novembre, quando verrà diramata la lista delle 20 calciatrici che prenderanno parte alla’amichevole contro l’Olanda, in programma sabato 9 novembre alle ora 16 ad Uden.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Italfutsal femminile, il 5 e 6 novembre doppia amichevole in Portogallo: 16 le convocate

Francesca Salvatore ha reso note le sue scelte in vista del doppio test che la Nazionale di calcio a 5 femminile affronterà in terra lusitana, al Pavilhao Dr. Salvador Machado di Oliveira de Azemeis

A settembre 2020 l’Italia si giocherà la qualificazione al secondo Europeo di calcio a 5 femminile della storia. Per arrivarci al meglio, nel corso di questa stagione sportiva, è stato tracciato un percorso che possa garantire il massimo livello qualitativo sul piano della competitività delle sfide. In questa ottica rientra la doppia sfida al Portogallo del 5 e 6 novembre. Le due partite contro la squadra lusitana si giocheranno entrambe con calcio d’inizio previsto alle 20:30. Le azzurre si ritroveranno lunedì 4 novembre per partire alla volta di Oliveira de Azemeis, comune portoghese di 70.000 abitanti a 40km da Oporto. Le partite si giocheranno al Pavilhao Dr. Salvador Machado.

Per l’occasione il Ct Francesca Salvatore ha convocato 16 atlete.

La lista delle convocate:

Portieri: Valentina Margarito (Real Statte), Maria Fontana Mascia (FF Cagliari), Arianna Tirelli (S.S. Lazio)

Giocatori di movimento: Cecilia Barca (S.S. Lazio), Federica Belli (Montesilvano Femminile), Bruna Borges (Montesilvano Femminile), Sara Boutimah (Real Statte), Ludovica Coppari (Futsal Salinis), Ersilia D’Incecco (Montesilvano Femminile), Erika Ferrara (Città di Falconara), Alessia Grieco (S.S. Lazio), Nicoletta Mansueto (Real Statte), Sabrina Marchese (FF Cagliari), Arianna Pomposelli (Kick Off), Renata Adamatti (Real Statte), Aida Xhaxho (Montesilvano Femminile)

Staff: Ct Francesca Salvatore; Coordinatore tecnico: Roberto Menichelli; Segretario: Fabrizio Del Principe; Vice allenatore: Cinzia Benvenuti; Preparatore dei portieri: Fabrizio Bombelli; Video analista: Riccardo Manno; Medico: Giuseppe Maccauro; Fisioterapista: Francesco Marcellino.

Credit Photo: FIGC

 

Serie A femminile, venerdì Falconara-Kick Off su Sportitalia: gli arbitri

La Can5 ha ufficializzato gli arbitri di Città di Falconara-Kick Offanticipo della quinta giornata di Serie A femminile che si giocherà venerdì 1 novembre e sarà trasmesso da Sportitalia. I direttori di gara designati:


SERIE A FEMMINILE – ANTICIPO 5ª GIORNATA
VENERDI’ 1 NOVEMBRE 2019 – ore 18.30


CITTA’ DI FALCONARA-KICK OFF
 diretta tv su Sportitalia
ARBITRI: Andrea Cini (Perugia), Nicolò Fabbri (Gubbio) CRONO: Roberto Acella (Macerata)

Credit Photo:FIGC-LND Divisione Calcio a 5

Primera Iberdrola: riassunto della settima giornata

Quelli della parte alta della classifica non hanno fallito in modo che tutto rimanga invariato ai vertici della lega. Hanno vinto il Barcellona e il Deportivo, che a un certo punto mantengono il vantaggio con l’Atlético Madrid. Né Levante, Athletic Bilbao e Logroño, sono riusciti a vincere rispettivamente contro Siviglia, Espanyol e Sporting Huelva, che incatena quattro sconfitte di fila. Malissimo il Tacon che ancora non decolla, la squadra del Real Madrid fatica ancora nel gioco e nei risultati. Rayo e Betis hanno concluso senza reti.

Il Deportivo rimane ancora una settimana leader della Primera Iberdrola legata ai punti con il Barcellona dopo aver vinto contro un Tacon che è ancora naufragato. La squadra del Madrid non ha potuto nulla con i galiziani che nella prima parte della partita stavano già vincendo 3-0, essendo i proprietari assoluti della partita. Nel secondo tempo, David Aznar ha reagito un po ‘, ma non è riuscito a rilanciare un gioco che il Deportivo ha sempre controllato. Il Madrid è ancora al limite del precipizio, dando sensazioni molto brutte.

Il Barcellona continua la sua marcia trionfale per rimanere prima al comando, ma il Deportivo non molla la presa. I catalani incontrarono un buon CFF Madrid che poteva persino giocarsela, ma apparve Oshoala. La nigeriana ha segnato prima della pausa e condannato dopo la ripresa in modo che i catalani rimanessero primi. Il Madrid CFF, non ha saputo reggere il ritmo e il Barcellona ha finito per segnare. Aitana e Jenni Hermoso, che non hanno mancato l’appuntamento con l’obiettivo, hanno arrotondato il punteggio.

 

Credit photo: La Liga sito ufficiale

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