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Tania Banos: la sindaca calciatrice

Si può essere politici e al tempo stesso calciatori? Certo, lo dimostra una donna, Tania Banos da La Vall d’Uixò in provincia di Castellon nella Comunitat Valenciana. La Banos ha 26 anni ed è la più giovane sindaca di Spagna, amministra un comune da 30mila persone per il partito socialista che da due legislature batte i popolari. Ma non è famosa solo per questo.

Infatti, la prima cittadina è anche una calciatrice, nell’ultimo weekend ha debuttato nella squadra locale del Vall d’Uixò giocando trenta minuti contro il Benicato de Nules, in seconda divisione femminile Valenciana. La Banos non ha potuto evitare la prima sconfitta stagionale della sua squadra, ma prosegue nella sua attività di sensibilizzazione verso il calcio femminile, spronando i suoi concittadini a non farsi sopraffare dai pregiudizi. Tania si gode l’avventura: di giorno sindaco, di sera calciatrice con allenamenti a partire dalle 20.30. Perché si può essere donne, politiche, femminili e anche calciatrici. Volere è potere.

Il Brasile allenato per la prima volta da un ct donna

La nazionale di calcio femminile brasiliana entra nella storia. Per la prima volta siederà sulla panchina verdeoro un ct donna: Emily Lima, 36 anni, finalista della Coppa nazionale sulla panchina del Sao Jose.
Lo ha annunciato la Federcalcio brasiliana (Cbf).

Lima subentra alla non positiva gestione di Oswaldo Alvarez, che guidava la Seleçao femminile dall’aprile 2014 pagando caramente il quarto posto olimpico nei Giochi di casa. L’allenatrice ha già avuto incarichi federali, avendo guidato le selezioni Under 15 ed Under 17. Filosofia di gioco offensiva quella della Lima, avente come modello Tite, il ct della nazionale maggiore (calcio maschile) che da quando ha sostituito Dunga non ha mai perso un incontro.

Vicenza: l’alluvione del 2010

L’alluvione del 1° novembre 2010 colpì duramente la città di Vicenza.
Anche uno dei furgoni della società, il campo e tutta la struttura che ospitava il Vicenza Calcio Femminile in via Zanecchin furono sommersi da circa un metro e mezzo di acqua e fango.

Nei giorni successivi, appena fu possibile, tutti assieme, dirigenti, genitori e atlete e simpatizzanti si dettero da fare per ripulire tutto dal fango, recuperare il salvabile e rendere nuovamente agibili locali e campo.
Lavorarono a lungo e duramente, ma con grande soddisfazione riuscirono a ripartire con tutte le attività.

Oggi sono passati sei anni e di strada ne è stata fatta tanta, cambiando anche la struttura che li ospita.

Manuela Fiedler: il calcio femminile in Alto Adige

BOLZANO. Palla al centro nel calcio femminile. Non una sorta di anno zero dopo la discesa in serie B del Cf Alto Adige ma sicuramente un momento di riflessione perchè le luci della ribalta della massima serie si sono abbassate ma resta comunque vivo l’interesse per una disciplina che comunque può contare su due formazioni in serie B come lo stesso Cf Alto Adige e l’Unterland Damen, su una serie C regionale di alto profilo con squadre come il Brixen che ha puntato su un’allenatrice di serie A come Silvia Marcolin e sull’onda lunga del secondo posto della rappresentativa altoatesina al Trofeo delle Regioni e al successo delle ragazzine del Brixen alla fase nazionale della Gazzetta Cup.

E chi meglio può fotografare la realtà di Manuela Fiedler, che per anni è stata responsabile del settore femminile del Comitato altoatesino della Figc, ma già giocatrice di buon livello con la maglia del Cf Alto Adige e anche allenatrice.

«In Alto Ádige c’è un grande potenziale – afferma la Fiedler – ci sono tante ragazzine promettenti e di talento e che soprattutto hanno voglia di sacrificarsi e i recenti successi della rappresentativa e delle ragazzine del Brixen lo dimostrano».

Però si potrebbe fare di più?
«Sicuramente c’è poca disponibilità da parte della Lega nazionale dilettanti alle varie esigenze territoriali magari estendendo ad esempio le annate per le ragazze. Ma è a livello scolastico che si potrebbe intervenire allestendo magari dei campionati scolastici già a partire dalle elementari seguendo il modello germanico».

Ma come lavorano le nostre società?
«Ci sono società che lavorano molto bene con le giovani e mi vengono in mente il Brixen, il Vipiteno e il Maia Alta e altre che sono invece “prigioniere” di una mentalità sin troppo paesana. Ci vorrebbe più formazione anche per i tecnici e più collaborazione tra i vari club».

C’è la cultura del calcio femminile?
«In Alto Adige abbastanza rispetto ad altre zone italiane però sarebbe opportuno coinvolgere anche le società maschili magari introducendo dei benefit per quelle che allestiscono delle formazioni femminili. In questo modo si potrebbe fare un salto di qualità. A livello nazionale mi sembra che solo la Fiorentina si sia mossa in tal senso».

Arriveremo mai a vedere ventimila persone allo stadio per una partita di calcio femminile?
«Se ci raffrontiamo con Germania, Canada o Svezia allora parliamo di un altro mondo ma credo che il calcio femminile in Italia abbia delle grandi possibilità di crescita anche se per gradi».

Coach Vera Indino dopo il derby Salento Women Soccer-Apulia Trani

Secondo successo consecutivo per le ragazze della Salento Women Soccer che battono a domicilio le cugine dell’Apulia Trani2-1 il risultato finale a favore delle salentine. Il punteggio però sta molto stretto alle giallorosse che nell’arco dei novanta minuti di gioco hanno sprecato numerose occasioni da rete con D’Amico (3), Bergamo (4), Cazzato(2) e Diaz (2). Una partita a senso unico nella quale alle tranesi sono stati concessi soltanto due tiri in porta: uno nel primo tempo a Sgaramella ipnotizzata da Barletta e un altro nella ripresa a Riccio che su punizione dal limite ha battuto l’estremo difensore leccese che per il resto della partita è rimasta a guardare.

Il successo porta la firma del capitano Serena D’Amico e dell’esterno offensivo Catia Bergamo.

“Non so se essere più contenta per la vittoria conquistata o arrabbiata per le tante occasioni da rete sciupate – sottolinea l’allenatrice Vera Indino -. Ci teniamo stretti i tre punti anche perché sono meritati e ci permettono di mettere fieno in cascina però è chiaro che nel corso della settimana bisognerà lavorare molto sulle conclusioni in porta perché è inconcepibile commettere tanti errori davanti al portiere”. L’allenatrice giallorossa si sofferma poi sulla prestazione della squadra: “Direi che abbiamo fatto bene fino all’ultimo passaggio, la mia squadra ha espresso un bel calcio per merito di tutti i reparti. Va detto che abbiamo affrontato questa partita in una situazione d’ emergenza a causa di diverse assenze, soprattutto in difesa dove Alessandra D’Oria, un’altra classe 2000, si è distinta nell’inedito – per lei – ruolo di difensore centrale”.

Ora c’è da preparare la trasferta di domenica nella Capitale per la sfida-salvezza contro la Roma XIV. Nell’occasione potrebbe tornare a disposizione il difensore Zaccaria, assente contro il Trani per infortunio insieme a Pinto e Paolo.

Risultati (seconda giornata): Domina Neapolis-Latina 2-3, Grifone Gialloverde Roma-Napoli CF 0-2, Napoli Dream Team-Nebrodi 1-0, Bari-Lazio 3-0, Roma Femminile-Roma XIV 7-0, Salento Women Soccer-Apulia Trani 2-1.
Classifica: Roma femminile e Bari punti 9; Salento Women Soccer, Grifone, Napoli CF e Latina punti 6; Domina Neapolis, Nebrodi, Lazio e Dream Team Na 3; Trani, Roma XIV 0.
Prossimo turno (06/11/2016): Apulia Trani-Pink Bari, Latina-Napoli Dream Team, Nebrodi-Roma Calcio Femminile, Lazio Women-Grifone, Napoli CF-Domina Neapolis, Roma XIV-Salento Women Soccer.

IL TABELLINO 

SALENTO WOMEN SOCCER-APULIA TRANI 2-1
RETI
: 18’pt D’Amico (S), 36’pt rig. Bergamo (S), 35’st Riccio (T)

SALENTO WOMEN SOCCER: Barletta, Ambrosino, Longo, D’Oria, Guido, Bergamo, Cucurachi, Felline, Cazzato, Diaz, D’Amico. In panchina: Gaetani, Ouacif, Martiriggiano, Zaccaria, Sabato. Allenatrice Vera Indino.
APULIA TRANI: Mariano T., Camero, Riccio, Volpe (1’st Di Fonzo), De Marinis, Iorio, Mergola (38’pt Manzi), Laurora, Mariano P. (26’st Ventura), Sgaramella, Maratea. In panchina: Campana, Anelli, Delvecchio. Allenatore Sergio Iorio.
ARBITRO: Catanzaro di Catanzaro.
NOTE: spettatori centocinquanta circa. Ammonite: D’Oria, Bergamo (S); Iorio (A).

Laura Tommasella: “Contro il Sassuolo per capire chi siamo, serve più cinismo”

Nell’ottimo inizio di nuova stagione in casa rossoblu, si è già messa in mostra con tutti i crismi e la qualità garantita dalle sue mirabili giocate in mezzo al campo. Laura Tommasella analizza a freddo la terza vittoria consecutiva delle Tose e ci presenta l’impegno in arrivo nel weekend, con il Permac chiamato a rispondere “presente” a Reggio Emilia sull’ostico campo di un Sassuolo ancora imbattuto.

Partita combattuta contro l’Udinese e altri 3 punti preziosi messi in cascina, la classifica dice che siete a punteggio pieno dopo tre gare con la porta ancora inviolata.
È stata una vittoria molto importante sia per la classifica che per l’entusiasmo, che così nel gruppo continua a rimanere alto. Non è stato un match facile, l’Udinese si è saputa difendere bene e ripartire con dei contropiedi veloci. Il nostro gol è arrivato su una punizione, il che dimostra ulteriormente come siano state abili a chiudere gli spazi. Non dimentichiamo comunque le molte occasioni che abbiamo avuto nei 90 minuti e che certamente potevamo sfruttare meglio; sotto questo aspetto dobbiamo lavorare ancora molto, perché ne abbiamo collezionate parecchie anche nei primi due incontri senza riuscire a chiudere il risultato in anticipo.

Domenica altro test probante contro un Sassuolo in buona forma, come vi state preparando all’impegno in Emilia?
Sarà una gara molto difficile che, a mio giudizio, ci farà realmente capire il valore della nostra squadra. Il Sassuolo ha nuovi elementi rispetto allo scorso anno – quando si chiamava Reggiana, ndr .- che hanno alle spalle una lunga militanza in Serie A, un mix di esperienza e forza fisica. In settimana ci stiamo allenando sia atleticamente che tatticamente curando al meglio i particolari, in modo da non lasciare nulla al caso. Abbiamo analizzato ovviamente anche gli errori commessi nella gara contro l’Udinese.

Che partita vedremo secondo te? Che cosa vuoi rivedere di quello che avete espresso in queste prime giornate e cosa invece va cambiato?
Sarà una partita molto combattuta e credo il ritmo sarà più alto rispetto agli incontri sin qui disputati contro squadre neopromosse. In campo vorrei sicuramente rivedere la compattezza, la grinta e l’umiltà che ci hanno portato alle prime tre vittorie. D’altro canto, vorrei migliorassimo in alcuni aspetti della fase difensiva, che domenica ci hanno fatto subire qualche contropiede di troppo, e di quella offensiva, aumentando il cinismo all’interno degli ultimi 16 metri.

Post-match, Renato Longega: “Prestazione soddisfacente”

Si è concluso con una sonante vittoria dell’Agsm Verona, e con una prestazione convincente della squadra, il recupero della seconda di campionato contro un Tavagnacco da sempre avversario ostico.

Mister Longega analizza così il match nell’intervista rilasciata nel dopo partita in sala stampa:
<Siamo partiti forte, abbiamo sbloccato il risultato dopo appena un minuto e mezzo. Possiamo affermare di aver disputato un ottimo primo tempo dominando i primi 45 minuti. Siamo stati un po’ titubanti in avvio di ripresa ed abbiamo sofferto per una ventina di minuti. Poi abbiamo messo a segno il gol della sicurezza e da quel momento siamo stati più tranquilli.
Comunque ho visto una squadra in crescita, teniamo conto che abbiamo affrontato una squadra che concorre per la parte alta della classifica, quindi siamo estremamente soddisfatti sia della prestazione che del risultato conseguito.
Ora ci attendono altre due gare casalinghe e dobbiamo sfruttare al meglio questa opportunità. Siamo ancora una squadra in costruzione e dobbiamo ancora capire dove possiamo arrivare.  ’E chiaro che stiamo crescendo, e che fino ad oggi abbiamo ottenuto risultati altalenanti. Una sconfitta a Firenze ci può stare sia per noi che per qualsiasi altra squadra. Quello che conta è ottenere i tre punti con le altre squadre alla nostra portata e con le formazioni di medio valore >.

Come una condanna al calcio femminile

Sembrerebbe che il Calcio Femminile stia prendendo pian piano una piega anche in Italia, ma quanta fatica. Sembra quasi una lotta tra il Gigante Golia e Davide: il grande contro l’infimo.
Assurdo, ma soprattutto assurdo che siamo nel XXI secolo e paesi come la Turchia hanno più tesserate che in Italia. Rendiamoci conto.
Pare di essere tornati nel passato alla lotta per il diritto di voto delle suffragette e dei primi movimenti del Femminismo. E per cosa? Per chiedere un’uguaglianza, una maggior visione e magari anche un contributo economico per migliorare il Calcio Femminile in Italia.
Il calcio è tutto per la maggior parte della popolazione della Penisola, anzi soprattutto per i Media. Si trovano più notizie di calcio (maschile ovviamente) che di tutti gli altri sport messi insieme. Per esempio basta comprare un quotidiano e guardare le pagine o articoli dedicati al calcio, poi confrontarli con quelli degli altri sport. Ridicolo, sembra quasi un monopolio. Pure quando ci sono le Olimpiadi accade lo stesso.

Forse è estremizzata questa cosa, ma come la vogliamo mettere quando un giocatore di Serie A maschile prende 1 milione di Euro all’anno, se proprio va male, mentre per una giocatrice di Serie A femminile quella somma è un lusso che neanche un Club rosa dispone per pagare/rimborsare le spese alle atlete in una stagione?!

In Italia se giochi a calcio e sei femmina, beh quello attualmente non può essere il tuo lavoro. Potrebbe passare come secondo lavoro o rimanere come una passione. Solo questo. Ma forse ciò che rende speciale questa altra parte del calcio è proprio quello.
Non i soldi e il successo, ma la passione, la voglia, la determinazione, i sacrifici, la voglia di dare di più per essere notate, per puntare in alto e chissà realizzare il sogno di avere una carriera professionistica giocando a calcio in un campionato come WUSA o Bundesliga.
Beh anche in questo caso i talenti fuggono all’estero.

Far arrivare giocatrici straniere è difficile sia per un dispenso di tipo economico che per un livello di gioco diverso.
Le giocatrici Italiane non sono scarse, ma è il sistema che le penalizza e non le sa sfruttare e far migliorare. Ma ancora peggio è che esiste una legge, la legge n. 91 del 23 marzo 1981 che vieta alle donne sportive italiane di diventare professioniste. Com’è possibile uno sviluppo del calcio femminile, ma più in generale delle atlete, con questa legge?
Per esempio al Paris Saint German femminile ci sono tecnici specializzati che analizzano e monitorizzano gli allenamenti, fanno statistiche sui miglioramenti del fisico, le tecniche, utilizzo di nuove tecnologie e materiali di allenamento professionali. Beh il contributo di un sistema del genere quanto può aiutare un’atleta? Tanto, troppo rispetto a chi non ha questa possibilità. Ma soprattutto queste giocatrici sono professioniste: giocare è il loro lavoro.

Cosa si può fare ora non si sa, lottare, scioperare, denunciare? Potrebbero essere buone alternative.
Intanto le FIGC ha approvato il progetto di inserire almeno una squadra di calcio femminile del settore giovanile dei club professionistici. Ottimo passo, si spera di vedere la collaborazione con i vertitici delle società e vedere un’unificazione di squadre e società, come è successo tra Sassuolo e Reggiana.
Ma sarebbe stato ancora più bello invece se il mondo del calcio femminile in Italia si fosse sviluppato e fosse cresciuto autonomamente da competere con quello maschile senza l’ausilio di obblighi federali. Ma per come è formata la società attuale e per come la pensano i media, ciò attualmente non è possibile. Ma almeno è un gran passo avanti.

Mister Alessandro Campi, Udinese CF: “Fiducia nella strada intrapresa”

La trasferta a Vittorio Veneto contro la Permac era proibitiva e mister Alessandro Campi lo sapeva.
La sua Udinese è uscita sconfitta di misura, dopo una prestazione che il tecnico valuta confortante:
“Abbiamo giocato contro una squadra attrezzata per vincere il campionato e non abbiamo sfigurato. A tratti abbiamo anche creato più di qualche preoccupazione, il che ci deve dare fiducia per continuare nella strada intrapresa. Peccato per il gol preso su punizione ma dobbiamo ammettere che le nostre avversarie hanno meritato la vittoria andando vicino al raddoppio in più di una circostanza. Ma anche noi abbiamo rischiato di pareggiare in un paio di occasioni. Dobbiamo crescere e migliorare tanti aspetti, ma siamo sempre più convinti che in questa categoria possiamo starci”.

Inter Campus Bolivia, grinta e passione al femminile

Per le bambine boliviane il calcio non è solo svago ma anche l’occasione per imparare a inseguire i propri sogni. In Bolivia, ai piedi del monte Tunari, lo staff tecnico di Inter Campus ha continuato il prezioso intervento di formazione degli allenatori locali che hanno seguito il corso in aula e sul campo con grande interesse e partecipazione.

La struttura dell’allenamento e le aree della personalità del bambino coinvolte durante le esercitazioni sono stati gli argomenti teorici, che si sono poi trasformati in pratica nelle numerose sessioni di allenamento che hanno scandito le giornate boliviane. Protagonisti, come sempre, gli oltre 200 bambini e bambine parte del progetto, che vivono nel difficile quartiere di Ticti Norte a Cochabamba. Tra questi una squadra di bambine tra i 12 e i 13 anni, grintose e ben dirette dalla loro allenatrice Elsa, ha mostrato come il lavoro e l’impegno quotidiano diano frutti a volte inaspettati.

In breve tempo hanno catturato l’attenzione dei nostri tecnici Gabriele Raspelli e Paola Balconi. In particolare, dopo un allenamento, le bambine hanno condiviso con Paola un momento di racconti e chiacchiere. Paola ha ascoltato le loro storie e risposto alle loro numerose domande riguardo i suoi anni di calcio giocato nella Serie A femminile ed il cuore le si è riempito di emozione quando una di loro, con occhi speranzosi e pieni di passione per questo sport, le ha chiesto: ‘davvero dici che posso farcela anche io?’.

Continuare ad inseguire i propri sogni e vedere nei racconti di qualcuno la possibilità di realizzarli li fa sembrare di certo più vicini, in qualsiasi campo del mondo!

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