Home Blog Pagina 5990

Filippo Capatti affila la sua Roma

La Roma Calcio Femminile è pronta per l’inizio della stagione di Futsal.
Filippo Capatti, tecnico della formazione giallorossa, gongola davanti ai risultati delle amichevoli disputate dalla sua squadra. Il bilancio, sia in termini di prove che di risultati, fa felice il tecnico che, dopo l’ultima gara giocata, quella contro la Vis Fondi, si dichiarava “soddisfatto della sua squadra e della vittoria contro una formazione di un’atra categoria”.Ora, però, testa solo alla Roma, alle sue ami e alle sue caratteristiche…
Quest’anno nel centro Italia non sembra esserci, sulla carta, una squadra come lo fu il Napoli nella passata stagione. Cosa prevedi per questa Serie A?

Secondo me sarà nel Lazio… Secondo me la Virtus Ciampino è la candidata principe a vincere il campionato. Ci abbiamo giocato e mi ha fatto veramente una gran bella impressione. David Calabria è un ottimo allenatore, un amico…

Michela Muzi ha giocato in Elite, è di fatto un elemento di un’altra categoria…

Di indole è una ragazza che ha carattere, è una trascinatrice. Mi fa piacere che ogni tanto intervenga, anche dando qualche consiglio alle compagne. E’ una ragazza che si vede che è di un’altra categoria, anche per qualità umane. Non è l’unica in questa rosa. Ne abbiamo sei o sette che, per qualità umane, dovrebbero trovarsi a livelli ben più alti. Sicuramente, Michela è un valore aggiunto per noi
La tua Roma è composta anche da qualche giovane, cosa che non guasta, ancor più quando le ragazze in questione sembrano promettere bene…
Abbiamo in rosa due ’99 e una ’98 che, per questi tempi, è importantissimo. Se il movimento deve crescere, deve partire dalle basi che diamo a queste giocatrici. Quindi è fondamentale per noi anche il loro apporto e che crescano in un determinato modo.

La settimana delle Gialloblu

Sarà una settimana importante e molto intensa la prossima per le ragazze di Agsm Verona che nel giro di quattro giorni passeranno dalla Supercoppa di Bassano alla prima trasferta di campionato sul campo della Jesina. Ed è solo l’inizio di un tour de force che vedrà Gabbiadini e compagne partire il lunedì successivo alla volta del Kazakistan per il debutto in Champions League.
Le veronesi, dopo l’ultimo weekend di riposo, si ritroveranno questo lunedì 26 settembre all’Olivieri di via Sogare per una seduta pomeridiana di allenamento.
Martedì sempre nel pomeriggio è prevista la seduta di rifinitura prima della partenza alla volta di Romano d’Ezzelino (VI) dove le scaligere soggiorneranno in vista del match di Supercoppa contro il Brescia in programma mercoledì a Bassano del Grappa.
Giovedì una giornata di riposo perché venerdì è già tempo di riprendere le valigie: le veronesi infatti, dopo un allenamento nel primissimo pomeriggio partiranno in pullman alla volta di Jesi dove sabato disputeranno la prima gara del campionato di serie A.

Francesca Gargiulo, tra Africa e Amsterdam: “Sto cercando di fare di questa passione la mia professione”

Francesca Gargiulo nasce a Milano il 20 Marzo del 1989.
La passione per il calcio e dello stare a contatto con le persone la porta a studiare psicologia prima all’Università Cattolica di Milano, poi alla Bicocca, sempre a Milano.
Nel corso della sua vita, pur giovanissima, prende parte a diverse attività educative, sportive e non solo. Tra queste si possono elencare Comunità Nuova, Uyolo, Grootboos Foundation,…Grazie a quest’ultima trascorre l’estate 2016 in Sud Africa come esploratrice del cacio femminile estero.
Attualmente studia un master di “Psicologia dello Sport” ad Amsterdam, mentre nel tempo disponibile allena una squadra di calcio femminile, lo Sc Buitenveldert.

Da cosa ti è nata la passione per giocare a calcio? E quella di allenare?
Mi è sempre piaciuto giocare a calcio, mi è quindi impossibile pensare a un momento preciso che ha scatenato questa passione!  Posso dirti però che per me non è stato come per la maggior parte delle calciatrici che conosco, una passione tramandata dal papà o dai fratelli, ma bensì da mio nonno, che, la domenica pomeriggio, quando andavo a trovarlo fuori Milano e quando ancora trasmettevano le partite di calcio in televisione, mi prendeva sulle sue ginocchia e insieme guardavamo la Juventus. Ebbene sì, una milanese che tifa la Juve… ogni volta che lo racconto qui ad Amsterdam non ci vogliono credere!
Dopo anni di Karate, quasi per caso sono venuta a sapere di una squadra di calcio femminile, il Formativo Milan ed è lì che ho iniziato a giocare. Tra un infortunio al ginocchio e gli studi, che con il tempo si facevano sempre più impegnativi, la passione per questo sport non si è mai spenta. Al contrario, sto cercando di fare di questa passione la mia professione unendo l’interesse per la psicologia, in cui ho conseguito una laurea magistrale presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca, alla passione per lo sport.
Questi miei due grandi interessi mi hanno portata fino a qui, ad Amsterdam, dove sto seguendo un Master in Human Movement Sciences con l’indirizzo in Sport Psychology per diventare, alla fine di questo percorso, una Psicologa dello Sport.
La passione per l’allenare nasce in gran parte dalla mia voglia di trasmettere ai più giovani quello che in tanti e lunghi anni di calcio ho imparato, trasmettendo sul campo non solo tutte le mie conoscenze tecniche e tattiche di questo sport, ma anche provando sempre a sperimentarmi come futura psicologa dello sport, cercando quindi di curare le relazioni, di essere attenta alle dinamiche che si verificano nella squadra, sia in campo che fuori da esso, di tenere alta la motivazione tra i ragazzi/e… Potrei elencare molti altri aspetti  psicologici ai quali ho cercato e cerco tuttora di prestare molta attenzione. Il mio carattere estroverso e la mia voglia di conoscere le persone mi hanno sempre portata a stare in contatto con gruppi di bambini e ragazzi, prima come animatrice, poi come educatrice in diversi progetti sportivi che Comunità Nuova (www.comunitanuova.it) porta avanti a Milano con ragazzini delle scuole elementari e medie soprattutto dei quartieri più degradati; queste esperienze mi hanno permesso di accrescere le mie competenze relazionali e professionali con i gruppi e sperimentare tutte le dinamiche ad essi connesse.

A fine giugno sei partita per un progetto di calcio in Africa. Racconta un po’ del tuo progetto lì. Come mai l’Africa? Com’è stata la tua esperienza? La consiglieresti?
Il mio progetto di tesi magistrale era titolato “Processi individuali e sociali nella pratica dello sport femminile: il caso del calcio”. All’interno del mio lavoro ho dedicato una parte ai programmi di promozione e sviluppo del calcio femminile presenti in Italia e all’estero.
La Football Foundation, branchia della Grootbos Foundation (www.grootbosfoundation.org), tra i molti progetti che organizza ne ha uno ad hoc sul “female empowerment” attraverso il gioco del calcio. Sono quindi voluta partire per conoscere più da vicino questo progetto interessante e vivere un’esperienza di volontariato che mi portasse ad accrescere le mie competenze da allenatrice e, al tempo stesso, a crescere come persona. Il Sudafrica è un paese affascinante, dai mille contrasti sia dal punto di vista della natura che della società. Penso alla meravigliosa Cape Town, città racchiusa tra le “braccia” dell’enorme Table Mountain e che ha ai suoi piedi lunghe distese di spiagge bianche, ma anche città caotica e che sembra non dormire mai, nella quale convivono molti gruppi etnici che ancora oggi faticano a relazionarsi e a convivere tra loro, ma che rendono questo posto così diverso e così interessante.
Uno degli obiettivi della fondazione è proprio quello di portare ad abbattere le barriere linguistiche e sociali presenti tra i sudafricani, cercando di far crescere i bambini senza pregiudizi e facilitando la convivenza e l’incontro tra i diversi gruppi etnici che popolano questo affascinante paese.
Fare volontariato coniugandolo con le proprie passioni è un’esperienza che senza dubbio consiglio a chi abbia voglia di conoscere un nuovo paese, la sua cultura, le sue usanze, le persone che la abitano. Non mancheranno emozioni forti, come visitare le township, zone delle città che durante l’apartheid erano destinate ai solo neri, tutt’ora cittadine molto povere fatte di case in lamiera, o allenare bambini/e che giocano a piedi nudi perché non hanno l’abbigliamento sportivo adatto… Ma le emozioni forti sono anche quelle che fanno sorridere il cuore, come attraversare le township e dover spegnere la macchina perché gruppi di bambini ballano in mezzo alla strada, anche senza musica ma cantando a squarciagola; andare in giro per il paese e sentire urlare “couuuuch” dai bambini che ti riconoscono e ti sorridono, improvvisare partite di calcio con palloni fatti di sacchetti di plastica… Ammetto che io sto già pensando a dove andare la prossima estate, a vivere un’altra esperienza di vita vera come quella che ho vissuto i mesi scorsi.


Credi fortemente nella diffusione del calcio femminile in Italia. Cosa pensi che manchi per portarlo a livelli migliori? O cosa bisognerebbe cambiare?
In questi anni mi sono data molto da fare, nel mio piccolo, a favore della promozione e della diffusione del calcio femminile, sia con il mio progetto di tesi, che vuole essere uno studio sui progetti presenti e che possono essere presi come modello per la creazione di nuovi programmi, sia presso la società per la quale ho allenato due anni, l’ASD Arca (www.asarca.it) formando due squadre di ragazzine e invitando altre società ad aprire squadre di calcio femminile, poiché ci siamo accorti, grazie ai due open day che abbiamo organizzato, che la domanda c’è ed è anche notevole, ma è l’offerta che è scarsa.
Penso che a Milano, realtà che conosco molto bene essendoci nata e cresciuta, manchino le opportunità per le bambine di sperimentarsi in questo sport e di conseguenza di praticarlo. Le società maschili che accettano le iscrizioni di bambine nelle loro squadre non sono molte, specialmente se non hanno 5-6-7 anni, e squadre prettamente femminili, come sappiamo benissimo, ce ne sono poche e la questione logistica dell’accompagnare le bambine agli allenamenti è per i genitori motivo di deviazione su altri sport più vicini a casa o praticati in orario extracurriculare nelle scuole stesse, come la pallavolo, la ginnastica artistica o la danza.
Qui ad Amsterdam la realtà è diversa, le bambine che praticano questo sport sono un’infinità, la sola società
Sc Buitenveldert (www.buitenveldert.com), società per la quale sto allenando una squadra femminile under 15, ha 34 squadre femminili, per ogni categoria ci sono dalle 3 alle 4 squadre, e per i primi anni di calcio le squadre sono miste. I bambini crescono con una mentalità diversa e nelle scuole si pratica il calcio tra le tante attività sportive durante l’ora di educazione fisica. Le bambine possono quindi sperimentarsi con questo sport senza dover lottare durante gli intervalli in giardino con i maschi di pari età che le snobbano e farsi accettare nel gruppo, cosa che succede in Italia solo se sei già brava, sennò devi andare a giocare con le altre bambine a nascondino o con la corda, o con le Barbie.
Due settimane fa sono andata a vedere Ajax-FC Twente femminile, mi ha impressionata il numero di famiglie presenti sugli spalti, bambini e bambine con la maglia della squadra, la tifoseria con cori, bandiere e tamburi, centinaia di bambine con le magliette di calcio delle società di calcio per le quali giocano, a bordo campo a seguire la partita, attente e divertite… Mi sembrava di sognare.
In Italia, il percorso per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi sul calcio femminile è ancora lungo, ma le cose stanno cambiando, molte società stanno lavorando seriamente su questo e, con le loro attività di marketing e di formazione, stanno portando gli italiani ad avvicinarsi a conoscere e a seguire il calcio femminile.

Invece in Africa il calcio femminile com’è?
In Africa, il calcio femminile è ahimè, ancora meno sviluppato di quello italiano. Solo le ragazzine che abitano nelle grandi città e che quindi hanno la possibilità di trovare una squadra possono giocare a calcio, hanno una chance di essere osservate e scelte per società di serie maggiori e per la nazionale. Nei paesi fuori dai grandi centri abitati, le bambine si devono accontentare di giocare per strada o a scuola, se i compagni glielo permettono. La fondazione presso la quale sono stata quest’estate opera nelle due cittadine di Gansbaai e Hermanus, organizza partite con le altre (poche) squadre di calcio della provincia del Capo Occidentale e ogni qualvolta nota ragazzine particolarmente brave le segnala alle rappresentative provinciali, trampolini di lancio per la nazionale di calcio. Non è però così semplice per le bambine giocare a calcio, le barriere culturali sono molto forti e nei paesi è ancora molto forte l’idea che le donne debbano svolgere tutti i lavori domestici, dopo la scuola molto spesso si trovano quindi a dover svolgere tutta una serie di attività in casa perché le mamme sono a lavoro. Uno dei motivi che non permette lo sviluppo del calcio femminile in questo paese è anche l’abbandono sportivo delle ragazzine nel periodo dell’adolescenza, inoltre il tasso di età di una prima gravidanza è molto basso e tantissime ragazze fanno figli anche se molto giovani, a tredici, quattordici anni.

Lo scorso anno ti sei laureata in Psicologia a Milano. Ora sei ad Amsterdam per un master di psicologia dello sport. Come vorresti vedere realizzati i tuoi sogni e quali piani hai per il futuro? Il calcio è tra questi?
Come dicevo prima, da qualche anno a questa parte sto facendo della mia passione per lo sport e in particolare per il calcio, la mia professione. Terminato il Master vorrei lavorare in una società sportiva come Psicologa dello Sport, ad oggi mi appassiona molto studiare e osservare le dinamiche di gruppo che esistono nelle squadre, dalla relazione allenatore-giocatore, agli stili di leadership degli allenatori e dei giocatori, alla coesione del gruppo e all’efficacia collettiva che se positiva porta al miglioramento della performance della squadra…
Il calcio, sport e realtà che conosco meglio delle altre, è l’ambito nel quale vorrei lavorare. Mi interessano i gruppi, trovo molto affascinante e sfidante il lavoro che viene svolto dagli psicologi dello sport con atleti professionisti e non, che svolgono sport di gruppo o sport singoli, con l’obiettivo del miglioramento della performance sportiva attraverso lo sviluppo e l’accrescimento della persona, prima che della disciplina sportiva di appartenenza.
Mi affascinano molto anche i progetti con i bambini, non escludo, in futuro, di indirizzare la mia professione verso programmi nelle scuole volti allo sviluppo dello sport per il benessere del corpo, ma soprattutto della psiche.

Miriam Picchi, Res Roma: “Con Martinovic, Parnoffi e Giuliano siamo competitivi: ci attende una grande stagione”

A lei più di tutte è legato il ricordo del secondo tricolore della Res Roma: per le reti fondamentali che ha messo a segno, e per la stoicità con cui è rimasta in campo nella finalissima contro il Mozzanica, dove ha subito un infortunio alla testa, ed è rimasta in campo senza mai mollare e senza mai risparmiarsi in nessun contrasto: Miriam Picchi è tra le regine della squadra, concentrato di tecnica, sagacia tattica, e grinta da vendere. Con il nuovo campionato alle porte, la centrocampista campionessa d’Italia rivive le emozioni dello scorso giugno e parla dell’imminente campionato che attende lei e le sue compagne.


Partiamo dallo scudetto Primavera, un trionfo legato al tuo nome, sia per i tuoi gol decisivi e sia per la grinta dimostrata in campo dopo l’infortunio alla testa. Che ricordi hai di quel giorno?
Lo scudetto Primavera è stato e sarà sempre indimenticabile; è bello giocare quelle partite soprattutto quando tutte le ragazze in campo ce la mettono tutta per vincere. E’ un ricordo che porterò sempre nel cuore e spero di rivivere le stesse emozioni al più presto

Non c’è due senza tre… l’obiettivo d’obbligo è conquistare il terzo tricolore
Certo, questa anno come lo scorso, dobbiamo mantenere il titolo, lavorare bene e conquistare il terzo scudetto. Abbiamo una grande responsabilità e ci giocheremo tutto fino in fondo!

Passiamo alla prima squadra. Che stagione ti aspetti a livello di squadra che personale?
Mi aspetto una grande stagione. Siamo un gruppo giovane che l’anno scorso ha sofferto un po’ ma anche per questo ma siamo cresciute; abbiamo un anno di esperienza in più, siamo determinate e non vediamo l’ora che inizi il campionato. Personalmente spero di riuscire a dare il massimo sempre, a migliorarmi e ad essere all’altezza, perché siamo una grande squadra e dobbiamo dimostrarlo ancora di più in questa nuova stagione.

L’anno scorso sei cresciuta molto. Cosa credi di aver imparato maggiormente e in cosa credi di dover ancora migliorare?
Si, penso di essere cresciuta grazie alla determinazione e all’aiuto di tutto lo staff e del mister, ma c’è tanto ancora da imparare. Lo scorso anno mi è servito per affacciarmi al mondo della serie A, per capire alcune dinamiche ed è stato un anno prezioso. Credo di dover migliorare su molti aspetti e mi sto impegnando a curare i particolari come mi consiglia sempre mister Melillo, speriamo di riuscirci.

Come giudichi la campagna acquisti della Res Roma?
Con l’arrivo di Melania abbiamo completato il reparto offensivo, Giuliano e Parnoffi ci daranno una mano in quello difensivo; ottime scelte secondo me perché sono ragazze che si sono subito integrate e hanno voglia di mettersi in gioco proprio come noi.

E come valuti la campagna acquisti delle vostre dirette concorrenti alla salvezza?
Le dirette concorrenti hanno fatto anche loro dei buoni acquisti; si sa che il campionato di serie A è un campionato élite e quindi molto difficile, ma sono convinta che questo anno la salvezza la conquisteremo prima del previsto!

Capitolo scudetto: chi vince il tricolore?
Secondo me di nuovo il Brescia, ha grandi giocatrici e una squadra che è molto omogenea, ma staremo a vedere perché le sorprese in questo sport non mancano mai, anzi.

Capitolo nazionale: quale delle tue compagne meriterebbe di giocare il prossimo europeo con le azzurre?
Credo che nella mia squadra ci siano tante potenzialità e giocatrici con la G maiuscola: Pipitone, il nostro portiere ha delle qualità spaventose e lei più di tutte meriterebbe la nazionale; e comunque ce ne sono tante altre che potrebbero aspirare ai massimi livelli.

La primavera gialloblu si impone 9 a 1 sul Fimauto Valpolicella nel primo match di Coppa Veneto

AGSM VERONA 9
FIMAUTO VALPOLICELLA 1

Reti: Pt. 6° e 14° Osetta, 18° Nichele, 38° Salvaro. St. 17° Prando, 24° Soffia, 33° Merchiori (FV), 37° Franco, 39° Prando, 43° Franco.

Agsm Verona: Forcinella, Meneghini, Cavalca, Mero (44° pt. Gobbi), Dal Barco, Ambrosi, Soffia, Osetta (32° st. Bettinardi, Salvaro (10° st. Prando), Nichele, Pasini (28° st. Franco).
A disposizione: Fenzi, Zanoni, Mizzon.
Allenatore: Valter Padovani.

Fimatuto Valpolicella: Rancan, Inverardi, Gambaretto, Lorenzetti (36° pt. Magagnotti), Zamarra, Bertini, Zanardo, Martorana (21° st. Cassano), Marchiori, Benincaso, Messetti.
A disposizione: Sterza, Bendinelli, Bittante, Cunico.
Allenatore: Luca Bittante.

Note: Terreno in erba artificiale, pomeriggio caldo e soleggiato, spettatori 150 circa.

Verona.
Si apre con una benaugurante goleada la stagione sportiva per le ragazze della squadra primavera di Agsm Verona.
Le gialloblù allenate da Valter Padovani infliggono un roboante nove a uno al Fimauto Valpolicella in un derby di Coppa Veneto senza storia.
Al cospetto di un pubblico particolarmente numeroso le scaligere hanno dominato la gara senza spingere neppure tanto sull’acceleratore.
Verona sblocca il risultato al 6° con Speedy Gonzales Osetta che riceve l’assist di Nichele, entra in area in velocità, e trafigge Rancan sul palo lontano.
Al 14° la stessa Sara Osetta si produce in una discesa irresistibile sulla destra piazzando in fondo alla rete il pallone della doppietta personale.
La terza rete scaligera giunge al 18° quando Elena Nichele in spaccata da due passi va a deviare in porta il pallone crossato da Meneghini.
Prima del riposo Serena Salvaro sfrutta un errore in disimpegno della numero uno avversaria e piazza nella porta sguarnita la palla del quattro a zero.
Non cambia la musica nella ripresa con il Verona che prosegue, seppure al piccolo trotto, il proprio monologo.
Al 17° la neo entrata Prando riceve il servizio al bacio di Pasini e insacca la cinquina.
Bisogna attendere solamente altri sette minuti per assistere al gol numero sei messo a segno da Angelica Soffia che mette la sfera a fil di palo da distanza ragguardevole.

Poco dopo la mezz’ora di gioco Marchiori sigla la rete della bandiera per il Valpolicella stuzzicando nuovamente l’appetito delle gialloblu nuovamente in rete al 37° con la neo-entrata Franco dopo uno slalom, due minuti più tardi con il perfetto pallonetto di Gaia Prando (doppietta anche per il bomber tascabile del Verona), ed infine ancora con Eleonora Franco che fissa il risultato finale sul nove a uno.
Sabato prossimo la primavera gialloblu sarà impegnata sul campo della Fortitudo Mozzecane per il secondo derby provinciale del girone di Coppa Veneto.

Unterland Damen si aggiudica il triangolare di Creazzo

Giornata calda e soleggiata al comunale di Creazione di Vicenza per il triangolare in programma all’interno della festa dello sport di Creazzo tra Permac, Unterland Damen e Pro San Bonifacio. Tre società che militeranno nella prossima stagione nel campionato cadetto, tutte con obiettivi ambiziosi.

Nei primi 45 minuti si sono scontrate le veronesi del Pro San Bonifacio contro le trentine dell’Unterland Damen. Regna l’equilibrio fin dall’inizio, al 15′ viene assegnato un rigore per la formazione sudtirolese che però viene parato dell’estremo difensore veronese. Al 25′ però arriva il vantaggio della Pro San Bonifacio con una bella punizione dai 20 metri, la barriera salta, la palla passa sotto ed è 1-0.
L’Unterland non ci sta e continua a fare il proprio gioco cercando in più occasioni la conclusione del pareggio. Al 35′ infatti sempre su punizione, arriva l’1-1. Al 40′ le trentine ribaltano il risultato con un delizioso tiro a giro da distanza ravvicinata. Il Pro San Bonifacio tira i remi in barca e le gialloblu ne approfittano dilagando. Finisce 4-1.

Nella seconda partita della giornata di fronte alle Tose si sono opposte le vittoriose Unterland Damen. Molto propositive le rossoblu di mister Dario De Biasi fin dal primo minuto, si inizia a vedere la mano e il gioco imposto dal tecnico.
La fascia sinistra è quella prediletta in questa gara, prima Da Ros poi Zanon cercano di sorprendere la difesa scavalcando da quella parte, manca però la conclusione finale.
Al 14′ in mischia la formazione gialloblu trova la traversa.
Un minuto dopo rispondono le vittoriesi con  una gran botta dal limite dell’area di Piai che sorvola di pochissimo la traversa.
Al 20′ occasionissima per le Tose con Foltran che prova un tiro l giro dal vertice destro dell’area di rigore, la sfera però finisce di poco alta sopra la traversa.
Al 27′ è Foltran dal limite dell’area piccola a provare la bordata, l’estremo difensore sudtirolese però si oppone d’istinto.
Al 31′ però passa in vantaggio la formazione la formazione dell’Unterland Damen con una splendida girata al volo della numero 10 che spiazza l’incolpevole Reginato.
Provano a reagire le Tose, ma non trovano mai l’immediata vincente. Finisce perciò 1-0 la gara e L’Unterland Damen si aggiudica il torneo.

Nell’ultima gara della giornata le Tose trovano le veronesi del Pro San Bonifacio, reduci dal 4-1 della prima gara contro le sudtirolesi. Nuova formazione per le rossoblu che cominciano bene con due belle ripartenze ma è il Pro San Bonifacio a fare la partita, gestendo bene il possesso palla, rendendosi pericolosa in più occasioni dalle parti di Ferin.
Al 20′ viene atterrata in area Mella e l’arbitro assegna il calcio di rigore a favore delle rossoblu. Manzon va sul dischetto e spiazza il portiere.
Il Pro San Bonifacio non demorde alza la testa e cerca il guizzo del pareggio.
Al 25′ spaccata in area piccola di Ponte, la sfera però colpisce in pieno il portiere.
Al 32′ occasionissima per il pareggio veronese, Ferin sbaglia il rinvio l’attaccante biancoverde così ha la porta sguarnita e cerca l’immediata vincente, il tiro però non è preciso e fa la barba al palo.
Scende il sipario sulla giornata, 1-0 per la Permac.

Unterland Damen 4-1 Pro San Bonifacio
Unterland Damen 1-0 Permac Vittorio Veneto
Permac Vittorio Veneto 1-0 Pro San Bonifacio

Formazione Permac Vs Unterland Damen (4-3-3): Reginato, Virgili, Da Ros, Dal Pozzolo, Perin, Tommasella, Pistis, Foltran, Piai, Mella, Zanon.

Formazione Permac Vs Pro San Bonifacio (4-3-3): Ferin, Virgili, Perin, Dal Pozzolo, Tonon, Zanella, Mella, Mantoani, Manzon, Sogaro, Ponte.

Il tempo, la donna, lo sport. Generazioni e cultura di genere

La stagione sportiva pistoiese si è aperta con una novità: la nascita della nuova società calcistica Calcio Femminile Pistoiese 2016. L’entusiasmo della dirigenza, fortemente sostenuta anche dall’omologa società maschile, e la risposta appassionata della città hanno permesso di allestire anche una squadra “Giovanissime”.
La squadra di calcio femminile parteciperà al campionato di Serie C.Per festeggiare la nascita di questa nuova realtà, la biblioteca San Giorgio ospiterà lunedì 26 settembre alle 17.30, un incontro dal titolo “Il tempo, la donna, lo sport. Generazioni e cultura di genere”. Saranno presenti alcuni ospiti speciali: un’occasione non solo per celebrare e presentare alla città la Pistoiese femminile, ma anche per fare il punto sullo stato dello sport femminile.

Saranno presenti molte sportive del passato e del presente.

Josefa Idem – Campionessa mondiale e olimpica nella specialità del K1, è oggi membro della Commissione permanente “VII Istruzione pubblica, beni culturali” del Senato della Repubblica. Si occupa principalmente di diritti umani, società, protezione del patrimonio, formazione e sport.

Edita Pucinskaité – Vanta le vittorie nel Giro d’Italia, nel Tour de France e nel Campionato del Mondo. Attualmente è iscritta all’albo dei giornalisti e collabora con diverse testate italiane di ciclismo. Vive in provincia di Pistoia Celina Seghi – Ex sciatrice alpina, pistoiese, vincitrice di una medaglia iridata e del maggior numero di medaglie ai Campionati italiani nella storia dello sci alpino; è nata nel 1920.

Matilde Franchi – Giocatrice della Valdinievole Rugby, fresca di convocazione in nazionale. E’ nata nel 1997 e vive ad Uzzano Gabriele Magni – Medaglia Olimpica a Sidney 2000, ora ricopre la carica di presidente provinciale del Coni.

Letizia Bari – Atleta della Chiti Scherma Pistoia, ha partecipato alle Paraolimpiadi di Rio 2016 Antonietta Giuntoli – Motivatrice ed esperta di metodo di studio, ricopre il ruolo di Mental Coach per la squadra femminile della Pistoiese

Enio Drovandi – attore e regista italiano di cinema, teatro e televisione. L’incontro sarà introdotto dai saluti di un rappresentante dell’Amministrazione comunale.

Presenta Giada Benesperi di TVL. Moderatori dell’incontro Stefano Baccelli, addetto stampa della CF Pistoiese 2016, e Lida Bettarini, assessore allo sport del Comune di Pieve a Nievole e accompagnatrice ufficiale CF Pistoiese. Saranno presenti i giornalisti Maurizio Tintori di TVL e Athos Querci.

Credit Photo: Cristinao Luca Martini

La speranza dì un anno favoloso per Annalisa Favole; centrocampista in forza al San Bernardo Luserna Calcio Femminile

Oggi siamo qui con Annalisa Favole, forte centrocampista in forza al San Bernardo Luserna Calcio Femminile. Annalisa nata a Pinerolo il 10 marzo 1996 oggi ci racconterà alcuni suoi aneddoti della sua carriera e altre curiosità.

Ciao Annalisa, raccontaci come hai iniziato a giocare a calcio e come hai scoperto questa che è diventata molto più di una semplice passione.
Ho iniziato a tirare calci al pallone a casa con mio fratello e mia sorella. Iniziammo così a giocare nella squadra locale, il Bricherasio nella categoria pulcini e ben presto questo sport è diventato la mia passione.

Nasci come trequartista, anche se a volte sei impiegata sia come centrale di centrocampo e sia come attaccante, qual è invece il ruolo che preferisci?
Il ruolo che preferisco è senza dubbio quello di trequartista, anche se a volte bisogna adattarsi a moduli diversi e quindi il mister m’impiega in altri ruoli.

Hai iniziato questa tua terza stagione tra le file del Luserna, quali sono i tuoi obiettivi personali e della squadra per quest’anno?
I miei obiettivi di quest’anno sono di giocare una stagione che ci permetta di raggiungere la salvezza più agevolmente rispetto alla passata stagione.

Qual è il calciatore cui t’ispiri, se ne hai uno?
I calciatori che ho sempre ammirato sono Pirlo e Totti, per la loro classe ed umiltà! Un calciatore straniero a cui mi ispiro è Messi

Nel mondo del calcio maschile si sente spesso parlare di gossip e bravate fuori dal campo, chi è invece Annalisa fuori dal campo?
Vado all’università, sono al secondo anno di comunicazione interculturale, e vivo in un piccolo paesino con la mia famiglia.

Che cosa pensi si possa fare per lanciare il calcio femminile in Italia?
In Italia il calcio è sempre stato uno sport ‘maschile’; molte persone non riescono nemmeno a capire che può essere uno sport femminile. Rispetto a quando ho iniziato, sono stati fatti alcuni passi avanti, ma spero che i media e gli sponsor ci diano sempre più visibilità che il nostro impegno e la nostra passione meritano.

Perfetto Annalisa, grazie mille e ti auguro da parte mia (Luca Artifoni) e di tutta la redazione di Calcio Femminile italiano una splendida stagione ricca di soddisfazioni!

Speciale Serie A – Brescia Femminile: l’esempio italiano di tattica societaria, scopriamo perché vince sempre

Brescia, Verona e Fiorentina sembrano le tre candidate allo Scudetto 2016, grazie a rose prestigiose, frutto delle eccellenti pianificazioni dei club.

Scopriamo oggi segreti, dettagli e strategie del Brescia Femminile.

ORGANIZZAZIONE SOCIETARIA
Giuseppe Cesari e Cristian Peri, a livello di calcio femminile italiano, hanno fatto fare un salto di qualità all’intera nazionale, costruendo un modello da seguire.

Il presidentissimo Giuseppe Cesari, ed il suo fido direttore sportivo, Cristian Peri, non hanno solo costruito dal nulla la migliore società Italiana, per solvenza, numeri, e tempo di crescita, hanno letteralmente edificato un modello da seguire per l’intero paese. I primi a prendere un responsabile della comunicazione moderno e tecnologico, come fu con Fabio Cimino, e a continuare questa costante ricerca di perfezionamento della macchina comunicativa affinando ogni anno qualcosa.
I primi ad offrire alle giovani tecnici di livello e strutture all’ avanguardia, creando un collegamento diretto con la prima squadra. I primi a puntare su dei progetti tecnici di eccellenza, anticipando l’ inizio della preparazione fino a Luglio, riuscendo però così a competere a livello internazionale con squadre che una volta sembravano inarrivabili, quali Lione e Twente. Fondamentale poi la ricerca di una continua crescita, poiché Cesari e Peri, mai domi, potrebbero presto dare una casa tutta esclusiva alle campionesse azzurre, poiché sembra imminente la costruzione di un mini stadio di proprietà..

PROGETTO TECNICO  STAGIONE 2016-2017
Rosa collaudata & staff di primo livello
Il presidente Cesari, ha ritoccato una rosa già collaudata mettendo a disposizione di Coach Bertolini e di tutto lo staff una Ferrari pronta a sfrecciare nuovamente per il tricolore, e non solo. Uno staff enorme quello del Brescia, con la vice allenatrice Zani, ex giocatrice di livello con un glorioso passato alla Reggiana,  specializzata in analisi tattica, il guru della preparazione atletica, Francesco Pellegrini docente e relatore anche nei corsi di aggiornamento sul calcio femminile, ed il numero uno dei numeri uno, Alberto Alberti, apprezzato e stimato in tutta Italia. Le leonesse sono pronte a difendere lo scudetto meritatamente cucito sul petto.

SISTEMA DI GIOCO
1 – 3 – 4 – 1 – 2

TIPO DI CALCIO
Manovra in ampiezza, sfruttando i cambi di campo sugli esterni alti, linea difensiva alta e pronta ad utilizzare la “offside trap”, difendendo anche in inferiorità numerica.

ALLENATORE
Milena Bertolini – Simona Zani

“Mister Bertolini” , dopo aver iniziato la sua carriera da allenatrice nella Reggiana, club vicino alla sua Correggio, è attualmente l’allenatrice del Brescia, dopo una prima stagione senza titoli, è riuscita a regalare il primo scudetto alla formazione della Leonesse.
Nell’ ultima stagione, oltre al secondo scudetto dell’ epoca Cesari si è differenziata anche per il cammino nella W Champion’s League, conquistano i quarti di finale. Dopo le panchine d’oro, ed il record di vittorie consecutive, l’ allenatrice sembra aver maturato l’ esperienza per una posizione prestigiosissima.
L’Aiac, le ha riconosciuto, insieme al collega di settore Cincotta, di essere una dei top coach Italiani nell’ annata appena conclusa, ovviamente in coabitazione d’onore a Massimiliano Allegri ed altri 6 tecnici. Con lei l’ inseparabile  analista tattica Simona Zani. Se Antonio Cabrini dovesse essere avvicendato, Uva e Tavecchio potrebbero chiamarla alla guida della selezione nazionale femminile nella prossima sessione post europeo?

seriea-brescia

Speciale Serie A – Agsm Verona: Renato Longega, il Mister che esalta il talento dei singoli

Brescia, Verona e Fiorentina Women’s sembrano le tre candidate allo Scudetto 2016, grazie a rose prestigiose, frutto delle eccellenti pianificazioni dei club.

Scopriamo oggi segreti, dettagli e strategie della Agsm Verona.

ORGANIZZAZIONE SOCIETARIA
Tradizione vincente anche grazie alla genialità di Perina
Un club inossidabile quello del Verona femminile, che da anni fornisce mezza nazionale alla federazione, e che da moltissimo tempo,  tra coppe e campionati è assoluta indiscussa regina del nostro movimento.
Un calciomercato lungimirante, una comunicazione sempre precisa e puntuale, poiché spesso è proprio quello del agsm Verona il primo portale ad informare di fatti e eventi anche non strettamente legati alle scaligere, il tutto condito da quell’ appeal internazionale che la città stessa conferisce al club femminile. Daniele Perina è il manager esperto che da anni, segue e collauda questa macchina costantemente vincente e ambita, basti pensare che tutte le top player, sono passate da Via Sogare.

PROGETTO TECNICO  STAGIONE 2016-2017
Spazio all’arrivo del Verona maschile
L’arena del calcio femminile trova il manager dei manager, Renato Longega.
Uomo dell’ ordinario e dello straordinario ha dovuto e voluto ricostruire l’intero staff per la stagione corrente dopo l’addio della vice storica, Comin, divenuta allenatrice del Fortitudo Mozzecane.
La tattica è stata molto oculata, inserendo un uomo del Verona Maschile quale bomber Ghirardello come primo assistente e sviluppando un mercato internazionale che ha mostrato ancora una volta la forza mediatica e strategica che Longega riesce ad esercitare. Agsm Verona si presenta ai nastri di partenza con talenti esteri che candidano virtualmente le venete a poter divenire una schiaccia-sassi del campionato, e chissà che non ci sia qualche bella sorpresa europea, poiché con questa schiera di campionesse, una volta trovata l’ alchimia di gruppo, si può divenire imprendibili

SISTEMA DI GIOCO
1 – 4 – 2 – 4 / 1 – 4 – 3 – 3

TIPO DI CALCIO
Calcio votato all’attacco, difendendo anche in inferiorità e affidando la fase di costruzione alla classe dei singoli, messi in campo liberi di attaccare insieme, senza rientrare troppo a difendere. Costante ricerca dei triangoli a limite dell’area.

ALLENATORE
Antonio Longega & Stefano Ghirardello
Antonio Longega ed il Verona hanno scritto pagine importanti della storia recente di questo sport. Longega è uno dei pochissimi casi Italiani di allenatore Manager, gestisce la squadra, il mercato, le sponsorship e supervisiona ogni area, garantendo con la sua esperienza energia sempre nuova alla parte femminile del calcio a Verona.
Dal 2010 ad oggi, Renato Longega (ed il fidato direttore Perina) ha trionfato per il tricolore, ha assaporato i quarti della UEFA Women’s Champions League, ed ha fatto incetta di finalissime di coppa Italia. Stefano Ghirardello è alla sua prima esperienza da tecnico nel femminile, dopo aver allenato il settore giovanile del Verona maschile, porta con se l’ esperienza da bomber accumulata con le maglie di Leffe, Massese, Spezia, Venezia, Chievo, Cremonese, Savoia, Cittadella, Siena, Como, Genoa, Avellino, Sudtirol.

seriea-verona

DA NON PERDERE...