Home Blog Pagina 6015

Analizziamo la Serie A 2016-17

E’ il campionato di maggior importanza a livello italiano, dove tutto (o quasi) le top player nel nostro paese incrociano i guantoni cercando di agguantare l’agognato Scudetto: è la Serie A Femminile e quest’anno si presenta più incerta che mai.

Dopo un solo anno di mancanza ne farà di nuovo parte il Cuneo di patron Eva Callipo che ha centrato la promozione dalla Serie B con una stagione pressoché perfetta che ha giustificato gli investimenti fatti dalla società in sede di mercato. Il sodalizio cuneese ha più volte dichiarato di voler costruire una squadra capace di restare per più anni nella massima serie ed il mercato estivo sembrano propendere in questa direzione. Le conferme dei pezzi pregiati, il ritorno di bomber-mamma Simona Sodini e gli arrivi di Piacezzi, Coppola, Mellano, Triolo, Oliviero e Nietante collocano la formazione di mister Petruzzelli sicuramente nel lotto che potrà giocarsi serenamente la salvezza.

Il problema principale è il format di questo campionato a 12 squadre che prevede due retrocessioni dirette e due attraverso ulteriori play out: così facendo le squadre immischiate nella zona rossa saranno ben sei, lasciandone altrettante tranquille.

Andiamo ora ad analizzare anche le altre squadre che parteciperanno a questo torneo. Sicuramente apertissima la lotta per il tricolore che, a nostro avviso, sarà riservata a tre squadre: Brescia, Campione d’Italia in carica, Fiorentina e Verona. Le ‘gnare’ bresciane si sono rafforzare molto anche in vista della Champions League con gli arrivi di Manieri, Fuselli e Salvai tenendo praticamente tutte le big della passata stagione ad eccezione di Elena Linari (approdata alla Fiorentina) e Page Williams (passata alle rivali del Verona).
Al secondo posto in ordine di pronostico proprio la Fiorentina che ha salutato la vecchia guardia formata da Tona, Vicchiarello, Motta e Panico rimpiazzandole con Mauro, Linari, Bartoli, Parisi, Carissimi e Ohrstrom. Un processo di cambiamento che, comunque, permetterà al duo Fattori-Cincotta di potersi giocare Scudetto e zona Champions.
Grande curiosità, invece, per il nuovo Verona che ha di fatto salutato, non senza polemiche, giocatrici del calibro di Salvai, Carissimi, Ohrstrom e Fuselli ma portando a casa buona parte de ‘La Giovane Italia’ con Martina Piemonte, Aurora Galli e Lisa Boattin senza dimenticare le straniere Bruinenberg, Carro, Koggouli, Preuss, Thalmann e Williams. Se il nuovo mister Stefano Ghirardello riuscirà ad amalgamare bene il tutto ci sarà da divertirsi.

Alle spalle delle tre big assolute del campionato il tandem Mozzanica-Tavagnacco. La formazione bergamasca del novo tecnico Garavaglia ha innanzi tutto confermato Valentina Giacinti, capocannoniere della passata stagione, inserendo giocatrici del calibro di Pirone (Verona) e Motta (Fiorentina). In uscita, invece, Galli, Bartoli e Iannella (quest’ultima trasferitasi alla Torres ma che potrebbe, dopo il ‘niet’ della Federazione all’iscrizione sarda, tornare in orbita di alcune squadra tra le quali il Cuneo). Fermo il mercato del Tavagnacco, almeno in superfice. Sinora l’unico movimento in direzione opposta a quella friulana è quello di Alice Parisi trasferitasi a Firenze. Una società ed una squadra solida, comunque, che potrebbe rimanere nelle zone tranquille della classifica.

Cominciamo ad analizzare alla zona calda per la permanenza in Serie A. La squadra che al momento sembra un’autentica mina vagante sembra il neo promosso Jesina che sinora ha cambiato poco rispetto alla squadra capace di centrare la vittoria nel campionato di B la passata stagione. Strategia apprezzabile ma sicuramente rischiosa visto il balzo di livello tra la A ed il campionato cadetto. Stesso discorso per il Como che torna nella massima serie dopo un solo anno di purgatorio: mister Prestifilippo si porta in dota dalle Azalee bomber Ferrario mentre gli altri arrivi portano i nomi di Di Lascio, Merigo e Vai. Tralasciando il Cuneo, del quale abbiamo già parlato, c’è grande attesa per il Chieti, fresco vincitore del Girone D, che si è assicurato le prestazioni di giocatrici esperte come Vicchiarello e Tona, unite all’esplosività in porta di Toniolo e di Penelope Riboldi dalla Pink Bari. Questi nuovi arrivi, uniti al gruppo che ha vinto tutte le gare nel campionato scorso pareggiandone solo una, potrebbero portare le neroverdi ad essere una potenziale sorpresa del torneo.

Nel limbo troviamo le ultime tre squadre: Luserna, Res Roma e San Zaccaria. La squadra torinese non ha ancora comunicato nessun movimento di mercato ma sappiamo che non faranno più parte del team di mister Zorri alcune giocatrici importanti come Giulia Trapani (Juventus), Manuela Bosi, Sonia Bianco, Erica Falbo ed Erika Di Lascio. In entrata sembrano certi, anche se ancora da ufficializzare, gli arrivi di Sara Tosetto (Musiello Saluzzo), Alice Greppi e Federica Russo (Cuneo) e Ludovica Russo (Novese). Durante la presentazione della squadra dovrebbero essere svelati anche gli altri nomi in entrata.

Prosegue la propria linea verde la Res Roma e come darle torto? La formazione giallorossa ha vinto per due anni consecutivi lo Scudetto Primavera e nella passata stagione si è salvata con quasi tutte giocatrici del vivaio. Quest’anno mister Melillo potrà contare su alcuni innesti importanti come Melania Martinovic, Giuliano e Parnoffi. Una rosa collaudata e vogliosa di continuare a stupire sono le principali armi di questa compagine capitolina. Ultimo, ma non in ordine di importanza, il San Zaccaria che ha perso la propria punta regina Martina Piemonte, approdata a Verona, rimpiazzandola con l’ottima Costanza Razzolini direttamente dalla Fiorentina e Nazionale Under 23. Per le romagnola un arrivo anche dal Cuneo che porta il nome di Carlotta Moscia.

Insomma, manca poco all’inizio della Coppa Italia ed ancora un mese e mezzo dall’avvio del campionato ma una cosa è certa: saranno scintille.

Il Musiello Saluzzo si rinforza in attacco

In seguito a non facili trattative due importanti nomi rinforzeranno l’attacco saluzzese: Deborah Martinatto e Francesca Marcella hanno scelto di entrare nella rosa.

Per Deborah, classe 1994, questo è un grande ritorno dopo la stagione 2013/14, segnata dall’importante salto di categoria per la società, che l’ha vista protagonista con le sue 18 reti segnate. Nel ruolo di seconda punta sa giocare spalle alla porta, appoggiarsi alle compagne ed essere decisiva con passaggi filtranti per concretizzare l’azione. La società è orgogliosa di questo grande ritorno: la ragazza da sempre ha messo in campo, oltre al talento, serietà e impegno, indispensabili per ottenere risultati. “Ho deciso di accettare la proposta del Musiello per mettermi in gioco in un campionato di serie B nazionale, con l’obiettivo di ripagare al meglio la fiducia della società” queste le parole della ragazza.

Francesca Marcella arriva a Saluzzo dopo una trattativa non facile che ha avuto esito positivo anche grazie alla ferma presa di posizione della ragazza decisa a vestire la maglia biancoverde. Giocatrice classe 1992, trova il suo ambiente nella fascia sapendo essere pungente in fase offensiva; la velocità che la contraddistingue è sicuramente un’arma a suo favore. “Un doppio salto di categoria era per me un’opportunità che volevo assolutamente cogliere.” Prosegue “La società mi è parsa con le idee chiare e ho fortemente spinto per vestire questa maglia” in queste parole si coglie la grinta che metterà in campo.

Due pedine fondamentali dunque; il loro compito sarà sicuramente quello di mettere in difficoltà le difese avversarie che si troveranno davanti attaccanti temibili. La società non nasconde la sua piena soddisfazione: ha fortemente voluto queste calciatrici con la certezza che sapranno cogliere l’occasione che è stata data loro.

Costanza Razzolini approda in biancorosso

È l’attaccante classe 1997 Costanza Razzolini un’altra delle pedine offensive su cui potrà fare affidamento il tecnico Gianluca Nardozza in vista della prossima stagione. La giocatrice arriva dalla Fiorentina Women’s con la formula del prestito ed è il quinto acquisto stagionale in ordine di tempo del San Zaccaria. Con il suo ingaggio, a cui ne seguiranno altri nelle prossime settimane, la rosa biancorossa in vista del terzo campionato consecutivo di Serie A comincia a prender sempre più forma.

Costanza è considerata tra le giocatrici più promettenti nel panorama calcistico italiano. Il suo rapporto con il calcio è iniziato quasi per caso quando, all’età di sei anni, accompagnò il fratello ad un allenamento. “All’inizio facevo danza classica ed anche atletica per un po’ di tempo, ma da quel giorno ho preferito il campo da calcio, dove sono rimasta fino ai quattordici anni con le squadre giovanili”. Dopo l’esperienza nel vivaio dello Scandicci la chiamata delle viola del Firenze (ora Fiorentina Women’s), dove approda direttamente in prima squadra. Con le gigliate esordisce in A nel 2012/2013 e la sua carriera in Toscana fino alla scorsa stagione parla di tredici gol in cinquantotto presenze.

Le sue caratteristiche sono potenza, tecnica e velocità. “Credo che questi siano tutti aggettivi che mi caratterizzano – concorda Costanza – perché ho un buon tiro e sono potente e nonostante sia alta 1,75 riesco ad essere veloce, anche se penso di dover ancora migliorare nel colpo di testa. Dove mi piace giocare? In attacco prediligo stare al centro, specialmente se lo schieramento è a tre”

La diciannovenne è felice dell’avventura che sta per iniziare con la maglia del San Zaccaria, ma è anche consapevole che sarà l’occasione per migliorarsi e trovare più spazio in un campionato molto difficile come quello di Serie A. “Sono felice di aver sposato questo progetto che ha come obiettivo quello di lanciare e valorizzare le giovani. La squadra è il giusto mix tra noi e le più esperte dalle quali potrò sicuramente imparare molto e dopo aver saputo che l’allenatore ha intenzione di lavorare su tattica e tecnica ho capito che San Zaccaria può essere il posto giusto per la mia crescita sportiva”. 

Olimpiadi Rio 2016: agli Usa non bastano i trucchetti di Hope Solo

Neppure se si fosse spogliata come fece qualche anno fa per un settimanale americano, avrebbe distratto Lisa Dahlkvist pronta a calciare il rigore decisivo. Eppure Hope Solo, la figlia del veterano del Vietnam, la campionessa olimpica, mondiale ma anche dell’arte di cacciarsi nei guai, qualcosa se lo doveva inventare. Così, per evitare agli Stati Uniti di calcio una clamorosa eliminazione, ci ha provato con la recitazione. Usa-Svezia, quarti di finale, parità del punteggio ma se Lisa segna è fatta. E quando la svedese sta per prendere la rincorsa, Hope chiama l’arbitro, gioco fermo. C’è un problema: devo sostituire i guanti. Un addetto della panchina accorre come se stesse trasportando una pozione miracolosa, Hope si sfila i guanti, ruota i polsi come se ci fosse qualcosa che non va, guadagna tempo, spera che la pressione finisca con lo schiacciare la povera Lisa sul dischetto. Quella invece se la ride. Che abbia un futuro nel cinema, glielo hanno già detto, però stavolta lo stratagemma – provato in passato con successo – non serve. Lisa va al tiro e la spiazza nettamente.

Fine di Hope Solo, detentrice ancora oggi del record d’imbattibilità con 1058 minuti, e fine di un ciclo epico, quella della nazionale Usa, due ori olimpici a fila, campione del mondo in carica e dominatrice della scena da quando il calcio femminile esiste. La partita era finita 1-1, svedesi in vantaggio al 66’, poi recuperate a 13’ dalla fine. E dopo due intensi supplementari è arrivata la struggente serie di rigori con spettacolino finale. Ora Hope può tornare in Patria a concentrarsi sui guai con la legge; su di lei pende il giudizio per presunta violenza domestica ai danni di sorella e nipote 17enne. Vera trionfatrice di questa giornata è invece Pia Sundhage, l’allenatrice svedese che era proprio sulla panchina americana in occasione delle due vittorie olimpiche, Pechino e Londra. Lei i trucchi di Hope li conosceva tutti e alle sue deve averlo spiegato per bene.

US Femmile Latina Calcio: cambio tecnico, panchina affidata a Luigi Colantuoni

Questo il comunicato della società che ha ufficializzato anche il resto dello staff tecnico: “L’A.S.D. US Femmile Latina Calcio comunica di aver sollevato il Signor Moreno Mancini dall’incarico di Allenatore e il suo collaboratore Francesco Prisco dall’incarico di Preparatore Atletico. A Mister Mancini va un sincero ringraziamento per i brillanti risultati raggiunti nella scorsa stagione.
L’A.S.D. US Femminile Latina Calcio, inoltre, comunica di aver affidato la conduzione tecnica al Signor Luigi Colantuoni. Lo Staff Tecnico che affiancherà il nuovo allenatore sarà composto da Giuseppe Peluso, Preparatore Atletico, Massimo Galli Preparatore dei portieri e dalla Fisioterapista Giulia De Rocchis”.

Il difensore Eleonora Piacezzi sbarca a Cuneo

Nella tarda mattinata odierna è “sbarcata” a Cuneo per la prima volta dopo l’ingaggio da parte della società biancorossa il giovane difensore Eleonora Piacezzi, classe 1995. Era già stata nel Capoluogo in un paio di occasioni in passato, l’ultima volta fu nella stagione 2012/2013 in coincidenza di Cuneo-Torres (Coppa Italia), ma in quel caso Eleonora vestiva la maglia della compagine sarda. L’arrivo a Cuneo ha consentito alla ragazza di incontrare di persona il Presidente del Cuneo Eva Callipo e Mister Gianluca Petruzzelli, per poi proseguire in un rapido tour della città.

“Mi ha colpito subito il clima sereno e l’ambiente della città, ho percepito ottime sensazioni” ha commentato a freddo la Piacezzi “Dal punto di vista strettamente sportivo sono stata conquistata dal progetto che mi ha proposto il Cuneo, incentrato indubbiamente sui risultati, ma puntando sulle ragazze giovani e la loro formazione, calcistica ma non solo”.

Dunque Eleonora Piacezzi è pronta per cominciare la preparazione che avrà inizio sabato 20 agosto a Saluzzo, per poi proseguire nel Capoluogo cuneese: le ragazze del Cuneo calcio femminile, per tutta la durata dell’attività pre-stagionale, saranno ospiti presso l’Hotel Palazzo Lovera di via Roma, nel cuore storico della città.

Concluso il ritiro in altura, si riprende martedì

Con una doppia seduta si è concluso questo venerdì 12 agosto il ritiro in altura per le ragazze di Agsm Verona che per una settimana hanno soggiornato allo Sporting Hotel di San Zeno di Montagna. Gabbiadini e compagne hanno ricevuto la visita del Responsabile Regionale della FIGC per l’attività di calcio femminile Paolo Tosetto.
In serata le scaligere sono salite sul pullman che le ha riportate a Verona. Dopo tre giorni di riposo in coincidenza con il Ferragosto, le gialloblù si ritroveranno martedì 16 agosto sul sintetico amico di via Sogare per la ripresa della preparazione.

Annullata l’amichevole con la Nazionale EAU

Ferragosto di vacanza per il Brescia che riprenderà il ritiro martedì, dopo i tre giorni di permesso concessi dall’allenatrice Bertolini al termine della quarta settimana di lavoro. Tornata a lavorare in gruppo Sara Gama solo Raffaella Manieri non ha svolto le sedute di allenamento per un attacco influenzale. Le biancoblu hanno visto annullata l’amichevole, prevista giovedì 18, contro la Nazionale degli Emirati Arabi Uniti per la cancellazione della tournee in Italia della selezione araba.

Olimpiadi Rio 2016: Usa eliminati dalla Svezia ai rigori; Canada stende la Francia

Non sono di certo mancate le sorprese nei quarti di finale del torneo olimpico di calcio femminile in quel di Rio. Partiamo dal risultato più inaspettato ovvero la vittoria della Svezia contro le campionesse del mondo ed olimpiche in carica degli Stati Uniti ai calci di rigore per (5-4). Dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul punteggio di 1-1 per effetto delle marcature della svedese Stina Blackstenius al 61′ e del pareggio di Alex Morgan al 77′, l’epilogo ai penalty ha finito per favorire le scandinave con gli errori della Morgan e di Christen Press. Un successo che proietta le svedesi in semifinale dove incontreranno le padrone di casa del Brasile, anch’esse impegnate più del previsto da una gagliarda Australia. Come accaduto nel match degli States, anche qui sono stati necessari i calci di rigore per decidere il destino (tempi regolamentari sullo 0-0) delle due compagini. Sullo score di 7-6 le verdeoro si sono imposte ed ora il 16 si confronteranno con le nordiche in un replay della partita del girone di qualificazione.

Nel match di cartello del quadro dei quarti di finale, vale a dire Canada-Francia, le ragazze di John Herdman hanno confermato tutto il loro valore, disputando una partita di grande solidità e sbloccando il risultato al 56′ con Sofie Schmidt senza concedere più nulla alla transalpine che, come accaduto ai Mondiali dell’anno scorso, sono costrette a lasciare la competizione prima delle semifinali. Chi invece ha timbrato il cartellino, rispettando il pronostico, è la Germania, vittoriosa contro la Cina 1-0 per il goal della solita Melanie Behringer (quarta marcatura nel torneo). Con questi risultati ci sarà, anche in questo caso, il remake di una sfida già tenutasi nei gironi eliminatori con la vittoria delle canadesi, grazie alla doppietta di Melissa Tancredi.

QUADRO SEMIFINALI 16 agosto
Brasile – Svezia ore 18:00 italiane
Germania – Canada ore 21:00 italiane

Il calcio femminile in Italia e quel dilettantismo da scardinare

Come già accennato nell’articolo sulle calciatrici italiane all’estero, riteniamo sia doveroso fare un approfondimento sul mondo normativo che circonda il calcio femminile in Italia, anche se sarebbe meglio parlare di vuoto normativo piuttosto che mondo normativo.

Partiamo dalla legge di riferimento, ovvero la legge n.91 del 23 marzo 1981 dal titolo “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti“. In questa legge si stabilisce che “sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso, con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal Coni.” Sempre secondo questa legge, le federazioni sportive hanno qualificato come professionistiche solo sei discipline del panorama sportivo (su sessanta) e solo per gli atleti maschi: calcio fino alla C2, basket serie A1 e A2, boxe, golf (sì, il golf), motociclismo e ciclismo su strada.

Nessuna disciplina sportiva femminile è ritenuta quindi “professionista” e quindi le donne atlete sono tutte “dilettanti” e per questo è loro impedito l’accesso a tutta una serie di tutele, indipendentemente dal fatto che pratichino lo sport come attività lavorativa e dal loro livello tecnico-agonistico. Non solo, ora anche alcune federazioni sportive come quella del pugilato hanno abolito la categoria “professionista”.

Le ragazze, quindi, non hanno la possibilità di farsi valere sia a livello occupazionale che previdenziale e soprattuto in caso di maternità (cosa assurda) nonostante le atlete siano tutelate in senso lato dal DL 151/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità“. Eppure in Italia non sono poche le denunce da parte delle atlete di contratti che pretendono una “clausola anti-gravidanza”, così come conferma Luisa Rizzitelli di Assist, il sindacato delle sportive: “In molte sono costrette a sottoscrivere scritture private in cui si vieta esplicitamente di rimanere incinta, pena l’espulsione immediata dalla società e il rischio di non poter più tornare a gareggiare”. Il caso di cronaca più recente è quello di Nikoleta Stefanova, campionessa italiana di tennis tavolo che, per non essersi presentata ai ritiri previsti dalla sua Federazione in seguito alla maternità, non è stata convocata per le Olimpiadi di Rio. E tutto questo nonostante ci siano numerosi studi medici in materia che testimoniano come sia infondata qualsiasi interferenza negativa di una gravidanza con la pratica sportiva.

Non solo: esiste una Risoluzione del 2003 del Parlamento Europeo dove si dichiara che “lo sport femminile è l’espressione del diritto alla parità e alla libertà di tutte le donne di disporre del proprio corpo e di occupare lo spazio pubblico, a prescindere dalla cittadinanza, dall’età, dalla menomazione fisica, dall’orientamento sessuale, dalla religione“. La stessa Risoluzione sollecita gli Stati Membri ad abolire la distinzione tra discipline sportive maschili e femminili.

Questa Risoluzione al momento non è stata recepita dal nostro paese (come ben sanno tutte le sportive italiane) e una interrogazione a risposta scritta in tal senso, la 4/12495, presentata l’11 marzo di quest’anno dalla deputata Beatrice Brignone al momento è ancora ferma in Parlamento (il suo iter parlamentare indica un laconico “in corso“). Ad aggiungere ulteriore assurdità alla situazione c’è la Carta Europea dei diritti delle donne nello sport scritta dalla Uisp insieme insieme ad atlete e giornaliste nel lontano 1985 che si rivolgeva alle organizzazioni e alle federazioni sportive per incentivare campagne a favore delle pari opportunità fra donne e uomini nello sport: nel marzo 2014 la Camera approvò una mozione che obbligava le istituzioni a prendere atto delle effettive istruzioni della Carta per attivare iniziative economiche e normative per promuovere le pari opportunità nella pratica sportiva. Ma al momento molto è rimasto solo sulla Carta.

Ora prendiamo in esame il calcio femminile in Italia: dai dati del 2016 della FIGC le calciatrici in Italia sono solo 22.564 contro 1.087.244 uomini ma dal 2010 il numero delle donne tesserate è in costante aumento con un tasso di crescita del 5% annuo. Nonostante questo andazzo e l’aver ospitato a Reggio Emilia la finale della Women’s Champions League non si hanno notizie dal fronte FIGC di una legge che termini questo medioevo sportivo. Perchè medioevo? Facciamo un esempio pratico, parliamo di soldi: lo stipendio più alto di una giocatrice di calcio si aggira intorno ai seimila euro al mese e non credo ci sia da argomentare sulla differenza tra questo stipendio e gli ingaggi milionari delle controparti maschili.

Terminiamo questo pezzo con le parole di Luisa Rizzitelli, la presidente dell’associazione delle atlete italiane Assist, che ben riassumono la situazione: “Non è solo una questione di titoli, che rende ridicolo definire “dilettanti” sportive come Federica Pellegrini o Francesca Schiavone. Ma anche di tutele: essere professioniste permette di accedere alle garanzie previdenziali, sanitarie, contrattuali previste per i lavoratori del settore. Compreso il tfr a fine contratto. Per le donne non è così e in più ci troviamo di fronte al paradosso che a causa delle decisioni di Coni e Federazioni, non possiamo usufruire di una legge dello Stato: è incostituzionale.

DA NON PERDERE...