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Vincenti non si nasce, ma si diventa: la storia di Mia Hamm!

Quante volte abbiamo sentito pronunciare la frase: “ Chi è più forte per te Maradona o Pelé?” , “Messi o Ronaldo?”. Quante sono le possibilità di risposta e quanto è diventata consueta nel nostro immaginario collettivo una domanda di questo tipo ? Pensate se la stessa domanda fosse fatta riferendosi a delle calciatrici. “Chi è più forte per te x o y ?” . Incognite. Esattamente questo è il problema. Il più delle volte non sapremmo come rispondere, perché oltre alla velata conoscenza del mondo del calcio femminile, le calciatrici non godono di fama mondiale, per farla breve non sono neppure mediaticamente note. Ed è per questo che oggi voglio parlarvi di lei: Mia Hamm. Chi?
La calciatrice più forte del mondo!

La biografia – Classe 1972, nata a Selma in Alabama, quarta di sei fratelli, all’anagrafe Mariel Margaret Hamm, ma conosciuta come Mia, epiteto che le è stato attribuito dalla famiglia. È ancora troppo piccola quando le viene diagnosticata una malformazione congenita ai piedi, che la obbliga a portare scarpe correttive per diversi anni. Il destino beffardo le aveva riservato un brutto scherzo. Ma “Audacias Fortuna Iuvat” rammentando gli antichi, la fiducia posta nella risoluzione stessa del problema, ha rappresentato per Mia il primo passo per venirne a capo da quella situazione. L’amore per il calcio lo conobbe poco dopo. La famiglia Hamm infatti era solita a spostarsi per il lavoro militare del padre, ed è proprio in Italia, più precisamente a Firenze che si accostò per la prima volta al mondo del pallone. Ha iniziato giovanissima sul terreno di gioco disputando partite contro squadre di ragazzi e portando a casa numerose vittorie, quasi come a smentire chiunque avesse dubitato delle sue capacità. Alle scuole superiori entrò a far parte della Notre Dame Catholic High School, con il ruolo da attaccante, che non le permise però di realizzare reti. In seguito si apprestó a giocare per la squadra universitaria di calcio femminile la Tar Heels, perdendo una sola partita su 95 in cui era scesa in campo. Con la stessa maglia vinse quattro campionati su cinque, l’ultimo perso poiché ingaggiata dalla nazionale statunitense per disputare in Cina il mondiale di calcio femminile 1991.Segno evidente del potenziale calcistico che la contraddistingueva.

La carriera – Il mondiale del 1991 rappresentò per la Hamm un trampolino di lancio che non poteva non sfruttare bene, difatti la sua presenza a soli 17 anni poteva rappresentare una meteora o addirittura un flop, ma lei scelse di essere vincente. Quell’anno gli Stati Uniti alzarono al cielo il loro primo trofeo dei mondiali. Ha soltanto 23 anni quando nel 1997 viene convocata nuovamente dalla nazionale statunitense, per i mondiali in Svezia. L’esperienza brillante nel passato mondiale, le permise di guadagnarsi la stima e la fiducia di chi l’aveva scelta, dimostrando anche in questa occasione di avere le doti necessarie per ritagliarsi il posto da titolare. Contribuendo nel contempo a guidare la squadra verso importanti risultati. Quell’anno conquistarono il terzo posto nella finale, traguardo più che meritato, grazie alla rete di Hamm.
Continua la strada del successo della campionessa, che si compone di Olimpiadi e Mondiali importanti, ma la carriera professionistica arriva solo nel 2001, quando aderí con altre sue colleghe alla fondazione della(WUSA) Women’s United Soccer Association, in quanto ancora non esisteva un campionato professionistico negli Stati Uniti. Giocò tre anni a quei livelli, facendo parte del club Washington Freedom e si aggiudicò per ben due volte il titolo di FIFA WORLD PLAYER, premio assegnato ai talenti calcistici dal 1991 al 2009, oggi tale riconoscimento è stato sostituito con PALLONE D’ORO FIFA. Sangue Americano ma talento senza confini quello di Mia Hamm, basti pensare che tra i fasti degni di nota vanno citate: due medaglie d’oro, nel 1996 e nel 2004 , ed una d’argento a Sidney 2000Realizzando 158 reti su 275 partite in Nazionale.

Curiosità – Mia Hamm ha rappresentato anche un cambiamento rivoluzionario in casa Mattel , la più grande casa produttrice di giocattoli del mondo, che ha deciso di lanciare sul mercato nel 1998 la Barbie calciatrice ispirandosi proprio alla sua immagine. Per ciò che concerne, invece, la sua vita sentimentale, dopo un primo matrimonio finito male, oggi è sposata con un’importante icona del baseball, dei Red Sox di Boston, nonché Garciaparra Nonar. Due campioni si sa, ognuno nel proprio sport, ma il fatto che abbiano consolidato la loro unione costituisce sempre uno spunto interessante per raccontare una bella notizia da rotocalco rosa.

Oggi – Mia Hamm è fortemente impegnata nel sociale curando una fondazione per la raccolta fondi della donazione del sangue del midollo osseo in memoria del fratello, venuto a mancare alla giovane età di 28 anni. Ma tra le notizie che hanno fatto più scalpore in casa nostra, rientra la scelta da parte del presidente dell’ AS Roma ovvero James Pallotta, di selezionarla nella composizione del Cda, occupandosi specificatamente della recluta di giovani talenti negli Stati Uniti, legati alla Roma.

Una storia, quella di Mia Hamm che sembra quasi la sceneggiatura di un film, in cui la determinazione e il sogno possono vincere le avversità.Una storia, la sua, che fa sperare non solo le tante calciatrici vittime di pregiudizi quotidiani, nel mondo del calcio femminile, ma che insegna il coraggio di ce l’ha fatta e ha fatto di un problema una virtù. Da oggi sapremo anche riconoscere e annoverare accanto ai mostri sacri della storia del calcio, le cui le sole menzioni fanno rima automaticamente con pallone e leggenda, una donna che si è meritata l’appellativo di migliore giocatrice del mondo.

La risposta del Presidente Cesari al delegato al DCF Morgana

Pubblichiamo la risposta del Presidente del Brescia Calcio Femminile Giuseppe Cesari al Delegato al Calcio Femminile della Lnd dott. Sandro Morgana in merito alla copertura televisiva della finale di Coppa Italia.

Buongiorno Dottor Morgana,
probabilmente sarò smentito (ma la mia è solo un’utopia) perché l’esperienza e i precedenti non mi danno molte speranza in tal senso.
Personalmente ritengo che per quanto riguarda la visibilità e la trasmissione in Rai come al solito le cose sono state fatte nel peggior modo possibile, senza contare che visto che la Rai ha pagato “qualcosa” (lascio a lei le considerazioni sulla somma indicata) si è pure riservata la clausola di decidere se e quando trasmettere. Vedo che decisamente abbiamo fatto valere la nostra forza contrattuale in questo accordo.
Se poi penso che qualcuno ha chiesto di giocarla l’8 giugno, questo mi lascia molto perplesso visto che le giocatrici erano impegnate in nazionale (come dire alla Juventus e al Milan di giocare la finale di Coppa Italia quando i giocatori erano impegnati con la Nazionale).
Mi chiedo se vi rendete conto di quello che fate. Penso che visto il ruolo che ricopre, sappia che le date per gli impegni della nazionale, la Uefa e il Club Italia le comunicano con qualche mese di anticipo prima di ogni inizio di stagione al Dipartimento Calcio Femminile, ma nonostante ciò il DCF, sotto indicazione probabilmente della segretaria Patrizia Cottini non è riuscito a fissare delle date che non fossero in contemporanea. Le sottolineo inoltre che il calendario della Coppa Italia è stato rifatto per ben due volte e la terza volta la sig.ra Cottini non ha saputo fare altro che darci la seguente risposta “organizzatevi tra di voi società e scegliete le date”.
 Ma le pare sensato che dopo aver pagato l’iscrizione e non incassato un euro, dobbiamo anche organizzare il calendario della coppa Italia?
Penso che ormai siamo in una condizione assurda che rasenta il ridicolo. E come ciliegina finale su questa torta di strafalcioni anche il mancato accordo con la Rai per trasmettere in diretta la finale.
Ma allora ditelo che a voi del calcio femminile non importa nulla e che il vostro scopo è solo quello di distruggerlo.
E cosa vuol dire “va ricordato che molti altri eventi ‘top’ della LND sono stati completamente privi di copertura TV (vedi finale scudetto di serie D Viterbese – Piacenza )” . Ma senza mancare di rispetto a nessuno le rispondo, ma chi sono la Viterbese e il Piacenza per ritenerle più importanti di noi?
Ma allora perché non ci lasciate andare per la nostra strada? E invece no, come se non bastasse volete organizzarci anche il campionato Primavera nazionale. Che dire visto quanto sopra se non: che brividi?
Ma vogliamo ritagliarci anche uno spazio per la premiazione scudetto?
Ho chiamato la Patrizia Cottini chiedendo se potevate rischiare un viaggio a vuoto; mi spiego meglio.
Noi giocavamo contro il Riviera di Romagna e con il risultato di pareggio o di vittoria vincevamo lo scudetto. Potevamo anche perdere se la Fiorentina giocando nello stesso giorno con il Verona avesse perso, se invece vinceva e noi perdevamo dovevamo fare lo spareggio. Per questo era un viaggio a rischio.
È il secondo scudetto che vinciamo e per la seconda volta verremo premiati nella stagione successiva, dove c’è il rischio che alcune giocatrici che hanno partecipato per la vittoria dello scudetto non ci saranno e con altre giocatrici nuove che parteciperanno alla premiazione, ma che non hanno vinto nulla e ribadisco questo per la seconda volta.
 Voi non solo distruggete il calcio femminile, ma addirittura svilite le giocatrici togliendo loro anche la soddisfazione di essere premiate dopo avere fatto enormi sacrifici per l’intera stagione. Ma questo vi permettete di farlo solo con il calcio femminile.
Comunque dirò a mio padre ottantaduenne di mettersi davanti al computer per poter vedere la partita.
Solo un’ultima cosa VERGOGNATEVI!!!!!!
Giuseppe Cesari
Presidente Brescia CF

Mercato allenatori, chi viene e chi va?

Con la finale di Coppa Italia vinta dal Brescia femminile ogni squadra di Serie A e la Serie B ha calato la saracinesca ed è ormai in vacanza. Coloro i quali invece si apprestano a trascorrere un’estate incredibilmente bollente sembrano essere gli allenatori. Sono già cominciate infatti le manovre che vedranno ridisegnata la geografia delle panchine dei campionati nazionali femminili del prossimo campionato. Tante le società interessate, per motivi diversi, il Waltzer, insomma, è appena iniziato.

C’è chi però ha già fatto la sua mossa. A dare inizio alle danze è stato Il San Zaccaria, che nonostante l’eccellente piazzamento stagionale, che ha silurato Piolanti a fine stagione per affidarsi a Nardozza. Cambia pelle anche l’ Inter Femminile, che ha salutato Mister Brustia, allenatore/padre, per mettersi nelle mani di un tecnico argentino proveniente dalla scuola calcio leoni di Potrero, almeno secondo voci. Per Mister Brustia potrebbe esserci la possibilità di accasarsi alla Bocconi o al Milan Ladies, club destinati a lottare per una tranquilla salvezza. E’ di pochi giorni fa, invece, l’ufficialità di Milena Bertolini, confermata al Brescia Femminile, stessa sorte per Longega del Verona, forte di una stagione superlativa contro ogni infortunio.

Il Mozzanica e la Fiorentina si si stanno guardando attorno e i club potrebbero variare i propri staff tecnici, Sauro Fattori e Nazarena Grilli, che sperano nella riconferma, non avendo centrato nessun obiettivo in stagione e avendo forse deluso così le aspettative societarie di questi due importantissimi club, potrebbero essere messi in discussione. Tra i nomi si ipotizzano Antonio Cincotta ( fcf Como) , con tre recenti promozioni in A e una in B in carriera, Tore Arca, iper scudettato alla Torres e Manuela Tesse che dopo lo scudetto con la Torres non è più riuscita a trovare collocazioni prestigiose.
Anche il Valpolicella, che dovrà obbligatoriamente centrare la Serie A, attende di sciogliere il nodo allenatore: dopo Fracassetti e Bittante sembra ormai ad un passo un nuovo tecnico, mentre per Chieti, Cuneo e Jesina, le neo promosse i progetti tecnici dovrebbero ripartire dei mister promozione. Tutto sotto controllo per la Res Roma, dove Melillo, allenatore e manager continuerà la sua opera, il Tavagnacco invece, desideroso di ricollocarsi in vetta, si affiderà al traghettatore mr. Cassia, che ha sapientemente guidato la squadra friulana nel finale di stagione.

Europei 2017 Calcio Femminile: la situazione nei gironi di qualificazione. Italia seconda nel gruppo 6

Con l’arrivo della pausa estiva è tempo di bilanci nelle qualificazioni ad Euro 2017 per calcio femminile. La rassegna continentale che si disputerà in Olanda, avrà 16 compagini, tra cui la rappresentativa del Paese ospitante, date dalle otto vincitrici dei gironi e le sei migliori seconde classificate, mentre le altre due seconde daranno vita a uno spareggio tra il 17 e il 25 ottobre 2016. Andiamo dunque ad analizzare degli otto raggruppamenti

Gruppo 1 – Europei 2017 Calcio Femminile

Situazione ormai delineata in questo girone con Islanda e Scozia che si contenderanno il primato, essendo a pari punti a quota 18, nello scontro diretto in terra islandese programmato il 20 settembre. Rappresentativa nordica che, però avendo anche un match in più da disputare e sconfitto le scozzesi (4-0) nel primo confronto in trasferta, ha messo una serie ipoteca sulla qualificazione da prima del raggruppamento. Tuttavia, la selezione allenata da Anna Signeul sarà presente tra le sei migliori seconde.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Islanda Islanda 6 6 0 0 29 0 29 18
2 Scozia Scozia 7 6 0 1 28 6 22 18
3 Slovenia Slovenia 6 3 0 3 21 13 8 9
4 Bielorussia Bielorussia 6 1 0 5 2 18 -16 3
5 ERJM ERJ Macedonia 7 0 0 7 2 45 -43 0

Gruppo 2 – Europei 2017 Calcio Femminile

Con la Spagna già con un piede e mezzo nei Paesi Bassi, forte dei prossimi impegni casalinghi con Montenegro (ultima in classifica) e Finlandia, i riflettori sono proprio concentrati sulla squadra finnica, in cerca di quei punti necessari per confermarsi alle spalle delle furie rosse ed entrare nel roster delle migliori seconde. Portogallo che, dal canto suo, proverà ad insidiare la posizione delle finlandesi, avendo ancora due partite da disputare, ivi compreso l’incontro proprio contro le ragazze allenate da Andrée Jeglertz, in programma il 16 settembre in casa delle portoghesi.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Spagna Spagna 6 6 0 0 21 2 19 18
2 Finlandia Finlandia 6 4 1 1 15 4 11 13
3 Repubblica d'Irlanda Repubblica d’Irlanda 7 3 0 4 17 13 4 9
4 Portogallo Portogallo 6 2 1 3 11 9 2 7
5 Montenegro Montenegro 7 0 0 7 2 38 -36 0

Gruppo 3 – Europei 2017 Calcio Femminile

Con la Nazionale francese già qualificata e tra le favorite del prossimo torneo continentale, a giocarsi l’accesso alle fasi finali in Olanda saranno Ucraina e Romania, separata da 3 punti, a dare vita ad un arrivo in volata. Cade a fagiolo, la partita del 15 settembre, tra le mura amiche rumene, dove la compagine di Mirel Albon avrà un solo risultato, vale a dire la vittoria.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Francia Francia 7 7 0 0 21 0 21 21
2 Ucraina Ucraina 7 4 1 2 13 10 3 13
3 Romania Romania 6 3 1 2 11 7 4 10
4 Grecia Grecia 7 2 0 5 9 15 -6 6
5 Albania Albania 7 0 0 7 3 25 -22 0

Gruppo 4 – Europei 2017 Calcio Femminile

In questo girone è la Svezia, come da pronostico, a fare la voce grossa con 18 punti e praticamente già con il pass europeo in mano. Le svedesi, di fatto, dovrebbero perdere gli ultimi due incontri del raggruppamento e se il match contro la Danimarca non è da sottovalutare, quello con la Slovacchia appare alla portata delle scandinave. Le citate danesi, invece, in seconda piazza tenteranno di raccogliere più punti possibili nelle ultime partite in calendario confrontandosi proprio con la capolista e la Moldavia, ultima del gruppo 4.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Svezia Svezia 6 6 0 0 20 0 20 18
2 Danimarca Danimarca 6 4 1 1 15 1 14 13
3 Slovacchia Slovacchia 7 3 0 4 10 11 -1 9
4 Polonia Polonia 7 2 1 4 6 16 -10 7
5 Moldavia Moldavia 6 0 0 6 1 24 -23 0

Gruppo 5 – Europei 2017 Calcio Femminile

Anche in questo girone i giochi per la qualificazione sono ormai fatti. La Germania ha già conquistato, come da pronostico, la qualificazione, resta da vedere cosa faranno Russia ed Ungheria con le russe che partono favorite. Le ungheresi, infatti, avranno come ultimo incontro il confronto con le tedesche mentre la giocatrici di Elena Fomina, oltre a doversela vedere contro le panzer teutoniche, avranno a disposizione l’abbordabile sfida con la Croazia.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Germania Germania 6 6 0 0 30 0 30 18
2 Russia Russia 6 3 2 1 9 5 4 11
3 Ungheria Ungheria 7 2 2 3 8 19 -11 8
4 Croazia Croazia 7 2 1 4 8 10 -2 7
5 Turchia Turchia 8 1 1 6 3 24 -21 4

Gruppo 6 – Europei 2017 Calcio Femminile

Con la Svizzera già qualificata, è l’Italia quella che dovrà giocarsi nelle ultime due partite le proprie chance “qualificazione”. Contro Irlanda del Nord e soprattutto Repubblica Ceca, le azzurre andranno in caccia di più punti possibili, per mettersi al sicuro da qualsiasi sorpresa ed entrare tra le migliori 6 di tutti i gironi.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Svizzera Svizzera 6 6 0 0 27 3 24 18
2 Italia Italia 6 4 0 2 20 7 13 12
3 Repubblica Ceca Repubblica Ceca 6 3 0 3 11 14 -3 9
4 Irlanda del Nord Irlanda del Nord 5 2 0 3 9 14 -5 6
5 Georgia Georgia 7 0 0 7 2 31 -29 0

Gruppo 7 – Europei 2017 Calcio Femminile

A sorpresa l’Inghilterra dovrà ancora penare per poter staccare il biglietto per l’Olanda. Le inglesi, a quota 16 punti, non potranno permettesi distrazioni, avendo lo scontro diretto con il Belgio (il 20 settembre) in trasferta. In più il pareggio per 1-1 della partita in terra inglese, dà un’importanza ancor superiore alla sfida tra le due rappresentative, visto che le altre squadre sono ormai fuori dal discorso “qualificazione”.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Inghilterra Inghilterra 6 5 1 0 25 1 24 16
2 Belgio Belgio 6 4 2 0 24 2 22 14
3 Bosnia-Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 7 3 0 4 6 13 -7 9
4 Serbia Serbia 6 2 1 3 5 16 -11 7
5 Estonia Estonia 7 0 0 7 0 28 -28 0

Gruppo 8 – Europei 2017 Calcio Femminile

Eccoci al raggruppamento “equilibrio” se ci consentite la definizione. Norvegia ed Austria a pari punti (16 a testa) con le scandinave, però, avvantaggiate dal poter disputare un incontro in più ed avanti negli scontri diretti con le austriache. In più i match che aspettano le norvegesi, contro Kazakistan ed Israele (penultima ed ultima del girone) non possono far paura. Tuttavia la squadra allenata da Dominik Thalhammer avrà buone possibilità per entrare tra le migliori seconde.

Squadre G V P S GP C DR P.ti
1 Norvegia Norvegia 6 5 1 0 14 2 12 16
2 Austria Austria 7 5 1 1 18 4 14 16
3 Galles Galles 6 2 1 3 10 11 -1 7
4 Kazakistan Kazakistan 7 1 1 5 2 20 -18 4
5 Israele Israele 6 0 2 4 2 9 -7 2

Claudia Squizzato, difensore dell’Agsm Verona: ci abbiamo creduto fino alla fine

Mentre le altre gialloblù si attardano dopo le premiazioni sul terreno di gioco, tocca a Claudia Squizzato difensore dell’Asm Verona raggiungere la postazione stampa per l’intervista del dopo match.

Claudia, la coppa è andata a Brescia, ma è stato comunque un grande Verona che ha tenuto testa per 94 minuti ad una compagine forte come quella bresciana, e nonostante le molte assenze ve la siete giocata alla pari fino alla fine…
Si, sicuramente siamo andate tutte in campo per vincere e lo abbiamo dimostrato. Ci abbiamo messo il cuore tutte quante e ci abbiamo creduto fino alla fine. Purtroppo il calcio è anche questo, merito al Brescia che comunque è una grande squadra.

C’è in voi un po’ di rammarico per non essere giunte alla finale con tutte le ragazze disponibili?
Sicuramente avere in campo giocatrtici come Melania Gabbiadini, per citarne solamente una,  sarebbe stato qualcosa in più per noi, però chi le ha sostituite ha dimostrato di poter dare il proprio contributo e di poter giocare a questi livelli.

Il momento decisivo della sfida ci è parso quel gol preso dell’uno a uno che si poteva evitare…
Si, purtroppo c’è stato un errore in difesa e loro ne hanno subito approfittato. Questo ci ha tagliato un po’ le gambe. Tuttavia verso la fine abbiamo ugualmente avuto le occasioni per pareggiare ma purtroppo non è entrata la palla!.

Maria Iole Volpi, capitano della squadra romana: lo sport deve dare esempi di vita a livello sociale

Giugno, mese di bilanci almeno nello sport. Quest’anno in realtà sarà una lunga estate da vivere tra gli Europei di calcio in Francia appena iniziati e le Olimpiadi in Brasile.
Il calcio femminile a sua volta ha decretato la vincitrice della Women’s Champions League (Olympique Lione, gara disputata a Reggio Emilia), le campionesse d’Italia del Brescia, la Coppa Italia e le promozioni: il Pescara calcio femminile sale in B e il Chieti calcio Femminile conquista la Serie A all’ultima giornata contro la Roma calcio Femminile.
Una delusione cocente per le giallorosse che fortissimamente volevano salire nella massima serie. Come fare a superare la delusione? Di questo e non solo abbiamo parlato con Maria Iole Volpi capitano della squadra romana.

Dalla pallavolo al calcio, perché questo cambiamento di disciplina?
In realtà la mia passione è stata sempre il calcio ma non sapevo della possibilità per le bambine di giocare con i maschietti. Facevo dei tornei estivi e a 13 anni mi dissero che a Roma c’erano squadre di calcio femminili; è iniziata così la mia carriera da calciatrice pendolare Rieti-Roma. La pallavolo? Ero la disperazione dell’allenatrice: quando potevo toccavo palla con i piedi tant’è che, quando fu regolamentato anche l’uso dei piedi, ne fui entusiasta”.

A livello umano, cosa ti ha dato la pallavolo e cosa ti sta dando il calcio?
Sono fasi della vita differenti. Ti dico che entrambi mi hanno dato le cose belle dello sportsoprattutto quello di squadra, come il rispetto per avversari, colleghi, allenatori, arbitri; tutti aspetti che riporto nella vita nell’affrontare le cose quotidiane”.

Dalla Lazio al Navega Feminino in Spagna e poi alla Roma. Un bel giro!
Dopo la Lazio ho fatto esperienze al Milan e al Bardolino Verona, successivamente in Spagnaper motivi di studio. Poi al rientro, ho dichiarato amore eterno alla Roma: un’esperienza che mi ha assorbito piano piano, in un crescendo continuo”.

Il calcio italiano e  il calcio spagnolo femminile: confronto impietoso?
Il calcio spagnolo è un po’ più tecnico del nostro, sulla scia delle squadre spagnole maschili. Anche gli allenamenti sono molto più tecnici e meno fisici. Sulla qualità non c’è tutta questa differenza, sono altre le nazioni in cui il calcio femminile è a livelli stratosferici”.

Come definiresti la stagione appena conclusa della Roma calcio femminile?
Lo scorso anno si parlava di una ‘stagione dei sogni’, il sogno non si è avverato ma posso dirti che così tante emozioni e storie in un’unica stagione, non le ho mai vissute e tantomeno immaginate. L’ultima giornata contro il Chieti, siamo uscite in lacrime dal campo ma eravamo unite. Credo che siamo riuscite a fare qualcosa di magico. L’altra sera per esempio siamo state anche sotto casa del mister con cori e striscioni per rincuorarlo. Volevamo la A, tanto di cappello al Chieti, ma siamo fiere di noi”.

Sei la responsabile della sezione per diversamente abili, cosa rappresenta per te questo ruolo?
Sì, è un progetto nazionale e io sono la referente di Roma. L’iniziativa è in collaborazione con la Reset Academy e si chiama ‘Insuperabili’. Nella vita di tutti giorni lavoro a scuola con ragazzi disabili e con loro sto bene e mi diverto, non è volontariato o un’opera di bene, io con loro sono a mio agio. La cosa bella del progetto è che si è creato un gruppo vero, siamo una squadra a partire dallo staff per arrivare ai ragazzi. Cosa mi sta insegnando? Tanto. Quando vedi un ragazzo che, nonostante le enormi difficoltà, vuole giocare a calcio, io non posso dire non ce la faccio. Ecco,io sposo l’idea che lo sport deve dare esempi di vita a livello sociale.

Benevento “Le Streghe”: trionfo giallorosso. La serie B è realtà!

Mancava un solo passo per coronare il sogno serie B e il Benevento Femminile “Le Streghe” non ha mancato l’appuntamento. Ieri pomeriggio sul terreno di gioco malandato del “23 giugno 1978” di Pontecagnano Faiano, contro la Femminile Pontecagnano, le ragazze allenate dal mister Lepore e mister Mazzone hanno regolato le avversarie per 2-3 in match tirato e, specie nella seconda parte molto teso da ambo le parti.

Partono alla grande “Le Streghe” e bastano solo 2’30” ad Angela Ruggiero per siglare la rete del vantaggio giallorosso: angolo di Giulia Signoriello e il capitano de “Le Streghe” piazza la zampata vincente per l’1-0. La partita pare mettersi sul binario giusto per le beneventane che al 35′ raddoppiano con Francesca Festa: gol quasi in fotocopia del primo ma questa volta il graffio vincente porta la firma della “Freccia Giallorossa”. La prima frazione si chiude con un palo della stessa Festa e sul punteggio, dunque, di 2-0 per le ragazze beneventane: padrone di casa annichilite dalla prestazione della formazione di mister Lepore.

Nella ripresa sale la tensione da una parte e dall’altra e il gioco si incattivisce: in campo i falli aumentano e nessuna tira indietro la gamba nei contrasti. Il Benevento, però, non si lascia impressionare e buca la rete avversaria per la terza volta con un gran contropiede finalizzato ancora da Francesca Festa che mette così a segno la sua doppietta personale. Nemmeno il tempo di festeggiare la terza rete che il Pontecagnano accorcia le distanze con Strillone che, dalla lunghissima distanza, beffa Imma Iannone con un tocco che rimbalza proprio davanti l’estremo difensore giallorosso traendola in inganno. Il gioco è duro e in mischia il Pontecagnano si porta sul 2-3 ma “Le Streghe” restano concetrate, non si perdono d’animo nonostante le due reti subite in pochi minuti, e tengono botta fino alla fine quando il triplice fischio dell’arbitro certifica la vittoria e la conquista della Serie B.

Una cavalcata epica quella de “Le Streghe” che ha portato una squadra con una età media bassissima (circa 17 anni) alla conquista, per il secondo anno consecutivo, della serie cadetta in ambito femminile. Una squadra dotata di grande tecnica e che i mister Lepore e Mazzone riescono a far girare alla perfezione come il più oleato dei meccanismi.
Soprattutto una squadra che, vista proprio la giovane età media, ha in se ampissimi margini di miglioramento. Dal prossimo anno le squadre professionistiche al maschile dovranno dotarsi di una compagine femminile: a Benevento il problema pare essere già risolto in partenza.

Premiata dal Presidente della Regione Ceriscioli la Jesina Calcio Femminile promossa in Serie A

“Siete ambasciatori ufficiali delle Marche in Italia, con il vostro impegno e determinazione raccontate la nostra regione costruita sugli stessi valori che lo sport sa veicolare così bene”: con queste parole il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha salutato in mattinata due squadre marchigiane appena promosse in serie A, Jesina calcio femminile e Pesaro rugby.

In visita istituzionale con una forte rappresentanza di giocatrici e giocatori, le due  squadre hanno raggiunto la massima categoria, prima volta nelle Marche, per l’impegno e capacità sia tecniche che umane entusiasmanti. Accompagnate dal vice presidente regionale F.I.G.C., Bruno Sassaroli, dal presidente regionale Federazione Rugby, Maurizio Longhi e dagli assessori allo Sport del Comune di Pesaro, Mila Della Dora e di Jesi, Ugo Coltorti, le due squadre sono state premiate dal presidente Ceriscioli “quale segnale di sostegno ai risultati che onorano il territorio e che sono la sintesi finale di grande impegno profuso per raggiungere tali livelli. La Regione crede fermamente nel valore dello sport – ha aggiunto il presidente – lo confermano le risorse dedicate al settore nel bilancio regionale quale investimento sul valore dell’attività sportiva e racconto qualificante della nostra regione”.

Sono 832.500 euro i fondi per la promozione dello sport previsti dalla manovra di bilancio 2016, somma consistente che raddoppia quella dell’anno precedente di 400 mila. Sport considerato dunque come momento motorio, formativo e ricreativo. Specifica Ceriscioli: “Lo sport porta con sé valori necessari alla vita comunitaria perché favorisce  aggregazione e condivisione. Ha una sua dimensione sociale perché contribuisce alla socializzazione, all’integrazione e all’inclusione. La crescita del sistema sportivo ha poi un riflesso positivo sulla salute perché indica uno stile di vita sano e di prevenzione a molte patologie”.

Dopo anni è stata introdotta una voce di bilancio per gli investimenti per gli impianti sportivi con uno stanziamento di 3.200.000 (400 mila nel 2015) finalizzati a riqualificare e migliorare il patrimonio sportivo nelle Marche.  Inoltre è stato previsto un ulteriore finanziamento di 300.000 per l’acquisto dei defibrillatori come contributo a fondo perduto per le associazioni sportive, i Comuni e le scuole. Intervento che si aggiunge a quello già effettuato nel 2015 che ne ha consentito l’acquisto di circa 650.
Quest’anno poi, sono stati finanziati corsi da fondi Fse per l’utilizzo di defibrillatori per operatori laici per un importo di 20 mila euro che corrisponde a 200 voucher. Il governo regionale ha poi inserito per la prima volta un nuovo capitolo di spesa nel bilancio, Sport e turismo, legato alle manifestazioni sportive e alla promozione turistica nel territorio che ammonta a 160 mila euro.

Inoltre, per ridurre liste di attesa e aiutare le famiglie, nel 2016 sono stati convenzionati sei centri di medicina sportiva (4 nella provincia di Ancona e 2 nella Provincia di Ascoli Piceno) per far svolgere la visita medico sportiva agli under 18 per le attività agonistiche con i finanziamenti del Fondo del Servizio Sanitario Regionale di 320.000 euro che consentono di svolgere oltre 5.000 visite gratuite.

Roberta D’Adda, Brescia Calcio Femminile: lacrime d’addio? deciderò con la società

Per una calciatrice non ci può essere modo migliore di salutare tutti che alzando un trofeo. E non è un caso se durante la cerimonia di premiazione della terza Coppa Italia della storia del Brescia Femminile il capitano Valentina Cernoia ha voluto al suo fianco Roberta D’Adda. Difensore classe ’81 che potrebbe davvero aver chiuso la propria entusiasmante avventura in biancazzurro.

La decisione ci sarà nei prossimi giorni, ma gli occhi lucidi di Roberta dicono già molto: «Mi dovrò confrontare con la società e insieme decideremo cosa fare – spiega la giocatrice milanese – Adesso mi voglio godere questo momento insieme alle mie compagne. Da domani penseremo al futuro».

Un futuro che, nonostante la volontà della società e del tecnico delle bresciane di proseguire il cammino insieme, potrebbe non essere più a braccetto. La carta d’identità pesa anche sulle spalle di un «highlander» del calcio femminile. «Alla mia età devo fare valutazioni diverse rispetto a quando ero più giovane e ovviamente con il passare del tempo tutto diventa più difficile. Certo lasciare questo gruppo, o meglio questa famiglia, è davvero difficile. Al di là di cosa accadrà sono stati anni indimenticabili e che porterò sempre nel mio cuore».

Cabrini ai tecnici e preparatori di Serie A: bilancio positivo, merito anche vostro

“In questo ultimo anno abbiamo registrato un netto miglioramento da parte delle calciatrici delle Nazionali, sia dal punto di vista fisico sia da quello atletico: ciò ha portato a miglioramenti anche per quel che riguarda le partite giocate a livello internazionale. E il merito è anche vostro”: con queste parole il Commissario tecnico Antonio Cabrini si è rivolto agli allenatori e preparatori atletici dei club femminili di Serie A, che sono intervenuti oggi a Coverciano al consueto appuntamento di fine anno.

“Il bilancio di quest’anno – ha proseguito il ct – non può quindi che essere positivo e ripartiremo da qui a settembre, quando la Nazionale maggiore affronterà le due partite decisive per le qualificazioni alla fase finale dell’Europeo”.

A chiusura della stagione calcistica, terminata ieri con la finale di Coppa Italia, Cabrini, insieme agli staff delle Nazionali femminili, ha incontrato gli allenatori e i preparatori atletici delle squadre di Serie A femminile; presenti per la prima volta, per questa tipologia di incontro, anche i rappresentanti del Cuneo Calcio Femminile, neopromossa in Serie A.

Dopo un’introduzione da parte del Responsabile Organizzativo delle Nazionali femminili e giovanili, Giorgio Bottaro, del ct Cabrini e di Patrizia Recandio, Responsabile FIGC dello sviluppo del calcio femminile, i rappresentanti dei vari club sono intervenuti per esprimere il punto di vista del proprio club, per tracciare un bilancio della stagione appena conclusa e per delineare gli obiettivi futuri.

“Inizio con i doverosi complimenti – ha dichiarato Bottaro – a chi ha vinto durante questa lunga ed intensa stagione, che si è conclusa ieri con il successo del Brescia nella finale di Coppa Italia. I miei complimenti vanno anche ai neopromossi, che dall’anno prossimo si confronteranno sul palcoscenico più ambito, quello della Serie A. Questi incontri si sono rivelati molto proficui anche per la Federazione; da questi scambi abbiamo ricevuto molto, da questa collaborazione abbiamo avuto subito riscontri positivi, a cominciare dai dati fisico-atletici – nettamente migliorati – delle ragazze che si sono presentate ai ritiri delle varie Nazionali. Siamo fiduciosi per il futuro, anche perché le nostre Nazionali giovanili stanno dando risultati più che confortanti: nella fase finale dell’europeo Under 17, abbiamo visto come la nostra Nazionale abbia ridotto il gap contro Germania e Spagna, che si sono poi giocate il successo finale nella manifestazione, mentre l’Under 16, che ha alle spalle un lavoro di soli pochi mesi, è riuscita a battere una corazzata come gli Stati Uniti”.

Nel pomeriggio, i rappresentanti delle società di Serie A femminile sono rimasti a Coverciano per assistere all’allenamento dell’Under 17 guidato dal tecnico Rita Guarino.

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