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Doccia fredda per la Freedom: al “Paschiero” passa il Chievo

Photo Credit: Freedom FC

Passo falso della Freedom tra le mura amiche del “Paschiero”: il Chievo è riuscito a espugnare lo stadio a tinte bianche e blu, costringendo le cuneesi a rimanere impantanate al decimo posto. Non il risultato che le ragazze di Mister Ardizzone avrebbero voluto.

Mister Ardizzone ha schierato un 4-1-3-2 con Korenciova tra i pali, difesa da Maffei, Brscic, Fracaros e Giuliano, Franco schierata come play basso e al centrocampo Harvey, Zanni e Bison. In attacco, invece, ha cominciato dal primo minuto la coppia Semanova-Micheli.

Nel calcio a decidere sono, spesso, gli episodi, ed è una massima che descrive pienamente il match giocato dalla Freedom che, dopo un generale equilibrio in avvio di gara, ha avuto la palla per trovare l’1 a 0 su un’occasione di Giuliano, che ha calciato al volo senza però inquadrare lo specchio. Il Chievo ha poi tirato fuori gli artigli e creato due chance pericolosissime alla mezz’ora, prima con Begal e poi con Picchi, bloccate entrambe da Korenciova. Il Chievo ha continuato a spingere, e ha dunque centrato il vantaggio al 41′, prima dell’intervallo, grazie a un tiro di Pizzolato che ha calciato proprio sotto l’incrocio, un pallone a dir poco imparabile. La Freedom è andata subito a caccia del pareggio, e Semanova ha mancato l’appuntamento con il gol per una questione di centimetri, andando in tuffo su un pallone splendido di Maffei.

Nella seconda frazione, le biancoblù sono rientrate in campo con alcuni cambi nella formazione per provare a cambiare le sorti della partita, ma la rete dello 0 a 2 è stata segnata al 48′ sul tentativo di Montemezzo, bravissima a sfruttare un pallone perso in area, dando la stangata finale a una squadra che, dopo la seconda rete, ha smesso di credere nella possibile rimonta. Alla mezz’ora, Pasquali è stata trattenuta e poi stesa in area di rigore, generando le proteste delle padrone di casa, ma senza ottenere nessun tipo di provvedimenti disciplinare. A rendere la partita delle cuneesi ancora più difficile, l’espulsione di Fracaros nel finale per un tocco davvero duro a centrocampo. La Freedom dovrà affrontare, questo sabato 19, la capolista Ternana in trasferta, una partita tutt’altro che semplice. Il lato positivo del match? L’esordio assoluto in Serie B di Imperiale e Macagno, due giovani della Primavera biancoblù.

IL TABELLINO

FREEDOM FC WOMEN (4-1-3-2): Korenciova, Maffei (45’ Dicataldo), Brscic, Fracaros,
Giuliano; Franco (75’ Aime), Harvey (60’ Imperiale), Zanni, Bison (75’ Macagno); Semanova, Micheli (45’ Pasquali).

CHIEVO (3-5-2): Beka, Tonelli, Veritti, Fernandez (80’ Gattuso); Marengoni, Begal (66’
Cavallin), Ketis (80’ Micciarelli), Montemezzo (71’ Saggion), Pizzolato; Picchi, Landa.

Marcatrici: 41’ Pizzolato (C), 48’ Montemezzo (C)

Ammonizioni: doppia ammonizione Fracaros (F), Brscic (F), Fernandez e Gattuso (C)

Torneo delle Regioni: fase finale presentata, il riassunto sulle gare del torneo femminile

Credit Photo: Fabrizio Brioschi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Presso La sala consiliare del comune di Taormina si è svolta la conferenza stampa di presentazione della fase finale della 61ª edizione del Torneo delle Regioni che per la prima volta si svolge in Sicilia. Sono intervenuti Cateno De Luca, sindaco di Taormina, Mario Quattrocchi, assessore allo sport del comune di Taormina, Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Sandro Morgana, presidente del Comitato Regionale Sicilia.

Cateno De Luca, sindaco di Taormina
“Questa impresa l’abbiamo vinta. È un’occasione importante per Taormina. Questa vetrina ci ha spronato a terminare il nostro campo di calcio. Siamo orgogliosi di fare parte di questo mosaico di sport e ci candidiamo ad ospitare altri eventi di sport per il futuro”.

Mario Quattrocchi, assessore allo sport di Taormina
“Oggi siamo felici perché Taormina sarà la vetrina del calcio giovanile a livello nazionale, la nostra cittadina è un punto di riferimento turistico ma anche di sport e turismo”

Sandro Morgana, presidente del Cr Sicilia
“Sono estremamente soddisfatto di come è andata questa prima fase. Ha vinto ancora una volta lo sport. Complimenti anche a tutte le squadre scese in campo, non conta chi vince ma come sempre contano i valori che si trasmettono. Da domani al via i quarti di finale, sento anche un grande entusiasmo da parte di tutti. Il modello organizzativo sta funzionando alla perfezione, in vista dei quarti di finale che inizieranno domani dico a tutti di divertirsi”.

Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti
“Questo torneo è il più importante della Lega Nazionale Dilettanti – ha sottolineato il presidente della Lnd Giancarlo Abete -. . L’accoglienza della Sicilia è stata straordinaria, ovviamente più si va avanti e più cresce l’agonismo e l’interesse. Rimane una grande festa del calcio, una festa dei giovani, una festa dello sport. Siamo contenti di come sta andando”.

Questo il programma dei quarti di finale

FEMMINILE | Ore 14:30
Gara A: Emilia Romagna vs Sicilia 2-1
Comunale “F. Russo” – Viagrande

Gara B: Puglia vs Toscana 1-3
Comunale – Santa Venerina

Gara C: Lombardia vs Lazio 5-1
“Bucalo” – Santa Teresa di Riva

Gara D: Veneto vs Piemonte V.A. 4-2
Comunale – Letojanni

Francia: pari con rimonta nel finale nel big match di giornata

Si è scesi in campo in Francia dove nella massima serie mancano solo due giornate. Il 20° turno di campionato, infatti, si è aperto con il tondo 6-0 del PSG, seconda forza del torneo, che con tre gol per tempo ha portato a casa i tre punti contro il Reims, penultimo.
Si chiude in parità, invece, il big match di giornata tra Lione e Paris FC: nel 2-2 finale padrone di casa per due volte in vantaggio con il secondo pari ospite che arriva solo in pieno recupero.

Il Lione, che ha già vinto il torneo 2024/2025, resta cosi in testa con 56 punti davanti al PSG che insegue con 48 ed il Paris a 42. Resta al quarto posto, invece, il Djon, a quota 39, che vince di misura, per 1-0, contro il S. Etienne, nono, mentre è più tondo, 4-0, il successo del Fleury, quinto con 33 punti, sul Nantes, settimo.

Tra le altre successo a sorpresa, poi, del fanalino di coda Guingamp, che sale a 6 lunghezze in graduatoria vincendo la seconda gara in campionato, che piega per 3-1 il Montpellier, sesto a 29. Chiude, infine, il pari per 1-1 tra Strasburgo, decimo, e Le Havre, ottavo, che si dividono equamente la posta in palio.

Milan-Fiorentina analizzata da Panini Digital: Janogy ci prova ma il Diavolo è straripante

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Emozioni e spettacolo in Milan-Fiorentina, partita valida per la 1° giornata di ritorno della Poule Scudetto, terminata 5-3. Dopo la doppietta iniziale di Evelyn Ijeh ha provato a riaprire il match Madelen Janogy, ma, grazie alle reti di Giorgia Arrigoni, Monica Renzotti, alla prima firma in carriera tra le professioniste, ed Emma Koivisto, il Diavolo ha allungato in modo decisivo sul 5-1, salvo l’ultimo scossone viola avvenuto con altri due squilli del numero 9 svedese classe 1995 che ha fissato il risultato finale sul 5-3. Altra vittoria per le rossonere che sono ancora imbattute in questa Poule Scudetto e che si portano a -1 dalle toscane che, invece, subiscono un altro duro stop in vista di una possibile qualificazione alla Champions League, ora distante 6 punti.

Grazie ai Match Analysis della Panini Digital possiamo notare come l’IVS (Indice di Valutazione Squadra) sia leggermente superiore per le padrone di casa che ottengono un punteggio pari a 54 contro il 46 delle ospiti. Questo sostanziale equilibrio è dettato probabilmente dal fatto che la formazione di Suzanne Bakker dal 65’, appena trovato il gol del 5-1, ha nettamente abbassato il proprio baricentro concedendo alla Fiorentina di riversarsi nella metà campo avversaria, situazione che ha prodotto altre due reti per la Viola.

Anche le altre statistiche sembrano poter descrivere questo andamento nel corso del match: il possesso palla è pari a 50% a 50% (primo tempo maggiore per le meneghine con il 56% e il secondo per le gigliate con il 58%), il baricentro è pari a 48,2 mt a 60,3 mt, la supremazia territoriale è pari a 38% a 62% (valori uguali nella prima frazione, 27% a 73% nella seconda), il pressing è pari a 36,5 mt a 57,2 mt, le palle giocate in area di rigore sono pari a 33 contro 59 (anche in questo caso la distanza si forma dopo l’intervallo quando quelle milaniste sono state 11 e quelle viola 36), mentre le occasioni sono state 8 contro 7.
Questo ci permette di capire come il Milan abbia deciso di abbassare l’intensità dopo la rete del 5-1, senza però riuscire a gestire nel modo corretto i minuti finali, come sottolineato dalla stessa Bakker nel post partita. Questo non va assolutamente ad eliminare tutto ciò che di positivo è stato compiuto nella prima metà quando le padrone di casa hanno sostanzialmente condotto il gioco concedendo solo raramente delle discese alla squadra di Sebastian De La Fuente che era riuscita, comunque, a trovare il gol che ha accorciato le distanze.

Il Diavolo è sceso in campo con un 4-3-3 in cui le due ali, Chantè Dompig e Renzotti, mantenevano una posizione più di contenimento, soprattutto l’ala destra italiana classe 2005, trasformando il modulo in una sorta di 4-5-1. La zona più densa è stata quella tra il portiere, Noemi Fedele, e il difensore centrale di destra, Nadine Sorelli, dato che la manovra rossonera partiva quasi sempre dal basso, anche con qualche rischio di troppo: vedi il gol del 2-1 messo a segno da Janogy.
Anche nella seconda frazione il modulo di partenza è stato un 4-3-3 che si è mantenuto tale, con la differenza che la linea di centrocampo era più bassa rispetto i primi 45 minuti e il tridente di attacco ha mantenuto un’altezza media sulla linea di centrocampo, indicativo dell’atteggiamento più attendista attuato dalle ragazze di Bakker dopo aver firmato il 5-1. Una delle zone più dense è stata proprio quella del centrocampo dove, infatti, il regista, Marta Mascarello, e la mezzala di destra, Valentina Cernoia, sono state al centro del gioco milanista. Mascarello è stata la prima per passaggi riusciti (44), passaggi ricevuti (41, come Cernoia) e giocate utili (13), la seconda per precisione passaggi (79%) e la terza per palle giocate (56); Cernoia è stata la prima per passaggi ricevuti (41, come Mascarello) e per precisione passaggi (81%) e la terza per passaggi riusciti (38) e giocate utili (11, come Koivisto).

La Fiorentina era schierata con un 3-5-2 che diventava un 3-4-1-2 con i due trequartisti che erano Vero Boquete, che scendeva spesso per legare il gioco tra centrocampo e attacco, ed Emma Snerle, che si sganciava spesso rispetto alle sue compagne di reparto per tentare di aumentare il peso offensivo della Viola che sembrava effettivamente mancare nelle prime fasi. È da evidenziare anche la diversa posizione dei due esterni dato che quello di destra, Agnese Bonfantini, manteneva un baricentro nettamente più basso rispetto al corrispettivo di sinistra, Janogy, che si comportava quasi come una punta aggiuntiva: non a caso i suoi gol a fine partita sono stati 3, considerando anche che nella seconda frazione abbia effettivamente agito da riferimento offensivo. Tra le zone ad alta densità troviamo quella del portiere, Cecilie Fiskerstrand, anche a causa della mole di gioco offensivo creato dalle avversarie, e quella della propria trequarti dove la formazione di De La Fuente iniziava a costruire il proprio gioco. Per questo motivo sono da sottolineare i dati del “braccetto” di destra, Marina Georgieva, che è stata la prima per precisione passaggi tra le giocatrici di movimento (78%) e la terza per passaggi riusciti (42) e palle recuperate (12), e del centrale di difesa, Stine Ballisager Pedersen, che è stata la prima per palle recuperate (26) e la seconda per palle giocate (69) e passaggi riusciti (53).
Nei secondi 45 minuti il modulo di partenza era un 4-4-2 che si trasformava in un 3-4-2-1 con i due “braccetti” che erano il difensore centrale di destra, Ballisager Pedersen, e il terzino sinistro, Emma Skou Farge; il terzino destro, Kaja Erzen, si comportava da esterno destro e i due trequartisti dietro l’unica punta, Janogy, sono stati l’esterno destro, Sofie Bredgaard, e la seconda punta, Victoria Della Peruta. La zona con più densità è stata la fascia sinistra tra Erzen, Bredgaard ed Emma Severini. Quest’ultima è stata il centro assoluto del gioco delle gigliate: prima per passaggi riusciti (71), passaggi ricevuti (67), palle giocate (92) e giocate utili (20) e seconda per palle recuperate (14).

Entrambe le compagini hanno deciso di manovrare partendo dal basso: le percentuali sono infatti pari a 90,2% per le padrone di casa e 96% per le ospiti. Impressionante il dato del secondo tempo della Fiorentina che è partita il 98,2% delle volte dal basso per costruire le proprie iniziative.

La costruzione del Diavolo partiva, come la maggior parte delle volte, da un giro palla basso tra i due difensori centrali, Sorelli e Julie Piga, e il portiere, Fedele, ed infatti quello da Piga a Fedele è stato l’asse milanista più attivo con 14 passaggi completati. In mezzo al campo la manovra era caratterizzata da scambi corti e stretti come quelli che avvenivano tra la mezzala di destra, Cernoia, e il regista, Mascarello, che a sua volta apriva spesso all’ala sinistra, Dompig, che si appoggiava sulla mezzala di sinistra, Arrigoni, come avvenuto anche in occasione del 3-1. Non mancavano dalla parte opposta le solite triangolazioni tra Cernoia, l’ala destra, Renzotti, e il terzino destro, Koivisto, che, come sempre, ha dato un grande apporto anche in fase offensiva. Abbiamo già analizzato le prestazioni di Mascarello e di Cernoia, bisogna farlo ancora una volta anche per Piga: è stata la prima per palle giocate (61) e palle recuperate (19) e la seconda per passaggi riusciti (43) e giocate utili (12).

Il centro dell’impostazione della formazione toscana è stata, come abbiamo già visto, Severini: il centrocampista italiano classe 2003 riceveva spesso dal difensore centrale, Ballisager Pedersen, e da Lucia Pastrenge, per poi scambiare con Vero Boquete che si abbassava spesso per tentare di dialogare e aprire spazi alle compagne. L’asse da Severini a Vero Boquete è stato proprio il più attivo della Viola con 14 passaggi completati.

Per quanto riguarda le conclusioni, il Milan ha calciato 12 volte, di cui 8 in porta, trovando ben 5 reti. Sempre più in miglioramento il cinismo delle rossonere che segnano sia da dentro l’area di rigore che da fuori, grazie alla solita Arrigoni. La giocatrice della compagine meneghina ad aver cercato più volte la gioia personale è stata Ijeh che con 3 tentativi ha gonfiato la rete 2 volte; ad Arrigoni sono serviti 2 tentativi mentre a Renzotti e a Koivisto uno solo.
La Fiorentina ha invece concluso 14 volte, due in più delle rivali, di cui 5 in porta, trovando 3 gol. Se si osserva il dato delle marcature confrontato con il dato dei tiri terminati all’interno dello specchio, le gigliate potrebbero anche essere soddisfatte del loro cinismo. Il problema sorge nel momento in cui le conclusioni totali siano state 14, di cui ben 10 da dentro l’area di rigore, e solo poco più di 1/3 sono finite tra i pali: ciò significa che alla squadra di De La Fuente è mancata anche la precisione. La giocatrice ad aver calciato di più è proprio stata Janogy che ha tirato 6 volte, gonfiando la rete nel 50% delle occasioni.

Giacomo Venturi, Hellas Verona: “Raggiungere la salvezza sarebbe una piccola impresa”

Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Al termine di Hellas Verona-Cesena, valida per la 25a giornata di Serie B Femminile, a lasciare qualche dichiarazione in casa scaligera è stato il mister Giacomo Venturi che ai microfoni del club ha dichiarato: “Per noi è stata una partita giocata bene e persa 3-1, un po’ fa ridere è la realtà. Penso che abbiamo giocato bene e pagato dei dettagli. Nel primo tempo il Cesena ha fatto le azioni dai gol e nient’altro, rivedremo i perché. Il resto della partita l’abbiamo fatta noi e fatto un gol solamente, è un po’ la storia del campionato”.

Lo stesso allenatore delle scaligere ha poi continuato aggiungendo: “Noi durante l’anno in diverse gare siamo riuscite a rimanere concentrate per 90 minuti e abbiamo portato a casa dei punti e ottime prestazioni. Ci sforzeremo per quello che possiamo perché per molte questo è il loro primo anno di categoria, bisogna essere consapevoli che raggiungere la salvezza sarebbe una piccola impresa. Abbiamo 25 punti in cascina, cercheremo di farne ancora di più da qua alla fine”.

Simona Zito, Arezzo: “Contente della prestazione che abbiamo fatto, la squadra è stata impeccabile”

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nella 25esima giornata del campionato di Serie B l’Arezzo ha perso in casa contro la prima in classifica. La Ternana, infatti, è passata di misura, per 0-1, dopo una partica combattuta portandosi dalla sua l’intera posta in palio.

Nel post gara a parlare, ai microfoni del club, è stata Simona Zito che sulla sfida ha dichiarato: “Abbiamo avuto tantissime opportunità, sicuramente dovevamo sfruttarle nel miglior modo possibile. Possiamo definirci, però, comunque contente della prestazione che abbiamo fatto. Ci servirà d’aiuto e ci servirà sicuramente da lezione per le prossime partite”.

La calciatrice ex Palermo e San Marino ha poi concluso dichiarando: “Comunque tutta la squadra è stata davvero impeccabile, non penso che ci possiamo rimproverare tanto. Quello che conta appunto è questo, continuare a essere unite e far valere sempre di più il gruppo”.

Alice Regazzoli, Ternana Women: “Potrebbe avverarsi il sogno a cui stiamo lavorando da inizio stagione”.

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Alice Regazzoli, centrocampista della Ternana Women “col vizio del gol”, fa il punto della situazione. “Domenica scorsa ad Arezzo – afferma l’ex interista – sapevamo di avere a che fare con un avversario forte, che ci avrebbe messo a dura prova per tutta la partita. I 3 punti conquistati sono stati una vittoria che tutti noi, giocatrici e staff, desideravamo tanto per rimanere sempre lì, tutti uniti, verso un unico obiettivo. Sabato avremo un’altra partita importante contro una avversaria altrettanto forte, che ci metterà davanti ad un’altra prova di coraggio. Dobbiamo rimanere attente e concentrate per tutto il match, giocando come sappiamo fare, con la consapevolezza che potrebbe avverarsi il sogno a cui stiamo lavorando da inizio stagione”.

Quanto sarebbe importante conservare il primato assoluto in classifica, lasciando il Parma al secondo posto?  Sarebbe bellissimo perché non solo raggiungeremmo la promozione nella massima serie ma anche da capolista. Ripagherebbe tutti i sacrifici fatti in tutta questa intensa annata”.

Come valuti il tuo rendimento stagionale, in costante crescita di giornata in giornata? “Sono molto contenta delle prestazioni che sto facendo. Personalmente sento di star ritrovando l’Alice che da qualche anno si era persa, sia fisicamente sia psicologicamente, a causa di due infortuni pesanti molto ravvicinati. A tal proposito ci terrei a ringraziare l’intera società, dal dirigente sportivo al mister, dai fisioterapisti alle compagne per l’immensa fiducia riposta in me. Non credo sia scontato dirlo ma è proprio quando ti senti supportata che poi tutto viene con naturalezza”.

Hai realizzato 5 gol, 4 nel girone di ritorno e 2 nelle ultime 2 gare contro San Marino Academy e Arezzo. A cosa attribuisci questa crescente vena realizzativa? “Alla salute prima di tutto e alla costante voglia di riscattarsi giornalmente. Tornare al goal e realizzarne alcuni anche importanti mi sta dando quella rivincita personale che da tempo desideravo”.

A prescindere dalla attuale graduatoria quali sono squadre e calciatrici che finora ti hanno maggiormente impressionato? “Forse una squadra che mi ha stupito è il Lumezzane. Essendo una neo promossa non sempre è facile affrontare un nuovo campionato, oltretutto così competitivo e ad alti livelli come questa serie B. Devo dire che loro lo stanno giocando nel migliore dei modi, conquistandosi anche una buona posizione in classifica”.

PROSSIMO TURNO

Sabato (19 aprile, ore 12) la Ternana Women ospita Freedom Cuneo al San Girolamo. In caso di vittoria certezza matematica della promozione in serie A.

Europei femminili, che soddisfazione con la doppia qualificazione di Under 17 e Under 19. Sbardella: “Esperienze bellissime”

Due su due: un risultato straordinario, soprattutto alla luce del fatto che era accaduto solo in un’altra circostanza, nel 2018. Entrambe le nazionali femminili giovanili chiamate a sostenere competizioni ufficiali UEFA – ovvero l’Under 17 e l’Under 19 – si sono qualificate per la fase finale dell’Europeo. Prima la selezione guidata da Selena Mazzantini, capace di vincere il proprio raggruppamento grazie al successo nella sfida decisiva con la Cechia; quindi le Azzurrine dell’Under 19 di Matteucci, che hanno chiuso il proprio girone davanti a tutti, ottenendo il pass per l’ultimo atto del torneo continentale di categoria.

“Siamo particolarmente soddisfatti, perché questa è la degna conclusione della nostra stagione sportiva” è il commento del coordinatore delle Nazionali giovanili femminili, dall’Under 15 all’Under 19, Enrico Sbardella, ieri presente a Coverciano per una riunione insieme a tutti gli staff tecnici delle rappresentative azzurre femminili. “Le fasi finali – ha proseguito Sbardella – ti arricchiscono, sia come calciatrici che come staff. È un’esperienza bellissima, perché si vanno ad affrontare i top a livello europeo. Le calciatrici che sono arrivate a disputare l’ultimo atto di un torneo continentale giovanile poi hanno scritto la storia a livello di Nazionale maggiore. E sono fermamente convinto che in queste due Under, la 17 e la 19, ci sia molto del nostro futuro azzurro”.

Infine una riflessione sulle ulteriori possibilità dettate dai prossimi Europei, sottolineate da chi è alla sua 23esima stagione in azzurro, la terza da coordinatore dopo le 20 vissute in panchina: “Sarà una fantastica occasione – conclude Sbardella – perché avremo la grande opportunità di poter andare ai Mondiali, considerando i cinque posti a disposizione per ogni competizione”.

I numeri. Tutti e due gli Europei – sia quello Under 17 che quello a livello Under 19 – vedranno la presenza di otto squadre alla fase finale e solo cinque federazioni sono riuscite a combinare entrambe le loro rappresentative giovanili all’ultimo atto del torneo: oltre all’Italia, anche Francia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna parteciperanno a tutte e due le fasi finali.

Under 17. L’avventura delle ragazze di Selena Mazzantini partirà ufficialmente il 5 maggio alle Isole Faroe, che per la prima volta nella loro storia ospiteranno la fase finale di un Europeo calcistico. Le urne sono state tutto tranne che benevole con le Azzurrine, inserendole nel girone con Spagna, Polonia e Francia, che all’ultima competizione di categoria, nel 2024, hanno chiuso il torneo – rispettivamente – al primo, terzo e quarto posto. Era dal 2018 che l’Italia mancava all’ultimo atto dell’Europeo Under 17 (sono state tre in totale le nostre partecipazioni fino ad ora, considerando anche le edizioni di fine 2013 e del 2016). Alla prima partecipazione nel torneo continentale, le Azzurrine guidate allora da Sbardella ottennero uno storico terzo posto, superando nella ‘finalina’ l’Inghilterra padrona di casa ai calci di rigore. In quella squadra azzurra erano presenti – tra le altre – calciatrici come Durante, Boattin, Giugliano, Serturini, Piemonte, Bergamaschi e Marinelli.

Under 19. Prima la vittoria in un girone che comprendeva anche una potenza del movimento femminile come l’Inghilterra, quindi la supremazia confermata nell’ultimo raggruppamento davanti alla Svezia: l’Italia di Matteucci ha centrato il pass per la Polonia, dove si disputerà dal prossimo 15 giugno la fase finale dell’Europeo. Da tre anni le Azzurrine mancavano a questo appuntamento, dall’edizione in Cechia nel 2022, con le ragazze guidate allora da Sbardella che vennero eliminate al girone nonostante i quattro punti totalizzati in tre partite. Nella storia di questa competizione l’Italia può vantare un titolo, ottenuto nel 2008 in terra francese, grazie al rigore trasformato da Alice Parisi nella finale con la Norvegia (1-0 il risultato finale). Oltre a Parisi, anche Gama, Fusetti, Bartoli e Rosucci facevano parte di quella fortunata spedizione: undici anni dopo, nel 2019, sempre in Francia, tutte e cinque sarebbero salite agli onori della cronaca come le ‘ragazze mondiali’, capaci di raggiungere i quarti in Coppa del Mondo.

Oltre al titolo del 2008, l’Italia è arrivata altre due volte in semifinale agli Europei di categoria: nel 2011, quando il torneo si disputò in Romagna, e nel 1999, alla prima edizione assoluta della competizione, anche se allora la manifestazione era riservata alle Under 18 (è dal 2002 che poi l’UEFA ha portato il torneo a essere per le Under 19).

Il prossimo sorteggio. Martedì 15 aprile, alle ore 12, verranno definite dal sorteggio, nella città polacca di Rzeszów, le composizioni dei due gironi di questa edizione. Oltre all’Italia e alla Polonia – qualificata d’ufficio come Paese organizzatore, ma che comunque ha vinto il proprio girone superando una potenza come la Germania – saranno presenti anche Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna (campione in carica) e Svezia

Mondiali. Non solo prospettive europee. Perché entrambe le fasi finali continentali di quest’anno daranno anche i pass per i prossimi Mondiali. In entrambi i casi saranno cinque i posti UEFA a disposizione: oltre alle quattro semifinaliste – che otterranno in automatico la qualificazione alla Coppa del Mondo di categoria – si svolgeranno infatti degli spareggi tra le terze classificate dei due gironi per decretare la quinta squadra europea a partecipare al torneo iridato.

Il Mondiale femminile Under 17 si svolgerà dal 17 ottobre all’8 novembre in Marocco e l’unica partecipazione azzurra a questa competizione risale al 2014, quando l’Italia guidata da Sbardella salì nuovamente sul gradino più basso del podio dopo il terzo posto europeo di qualche mese prima. Nella ‘finalina’, arrivò il successo ai tiri di rigore con il Venezuela.

L’altro Mondiale si disputerà invece nel 2026 – tra il 5 e il 27 settembre – e sarà riservato alla categoria Under 20. Sono due le partecipazioni italiane a questo torneo da quando è stato istituito nel 2002 (nelle prime due edizioni era riservato alle Under 19; poi, dal 2006, divenne Under 20). In entrambe le circostanze, nel 2004 (in Thailandia) e nel 2012 (in Giappone), le Azzurrine uscirono al primo turno con un punto conquistato nel girone in tre partite.

La prossima edizione del Mondiale femminile Under 20 si disputerà sempre in Polonia, che quindi avrà il pass assicurato in quanto Paese ospitante. I posti a disposizione delle rappresentative UEFA per la Coppa del Mondo di categoria saranno cinque, Polonia esclusa. Qualora la selezione polacca dovesse arrivare tra i primi tre posti del suo girone, le altre migliori cinque Nazionali dell’Europeo saranno tutte qualificate al Mondiale di categoria; altrimenti, verrà effettuato uno spareggio tra le squadre giunte terze nei rispettivi raggruppamenti.

La Fifa riconosca e sostenga la squadra femminile afgana in esilio

Un nuovo rapporto documenta la lotta delle calciatrici afgane per il diritto di giocare: Amnesty International e la Sport & Rights Alliance hanno esortato la Federazione internazionale di calcio (Fifa) ad agire per fermare la discriminazione contro le calciatrici afgane in esilio e favorire il loro ritorno alle competizioni internazionali.
La nazionale femminile di calcio dell’Afghanistan (Afghanistan women’s national football team – Awnt) sarà di nuovo esclusa dal sorteggio delle qualificazioni alla Coppa d’Asia femminile Afc 2026, che rappresenta il primo passo verso la qualificazione alla Coppa del mondo femminile del 2027. Sarà il secondo ciclo di qualificazione ai Mondiali da cui la squadra viene esclusa dopo la presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan nel 2021.
“Anche se la nazionale femminile afgana è riuscita a fuggire dai talebani, nel 2021, l’ombra della discriminazione di genere sistematica continua a perseguitarla oltre i confini, negando alle giocatrici il posto che spetta loro di diritto sulla scena internazionale”, ha dichiarato Samira Hamidi, dell’ufficio campagne per l’Asia meridionale di Amnesty International. “Amnesty International, le Nazioni unite, Human Rights Watch e altre organizzazioni della società civile hanno richiesto che la persecuzione di genere da parte dei talebani venga indagata come crimine contro l’umanità”, ha proseguito.
Il nuovo rapporto della Sport & Rights Alliance, intitolato Non è solo un gioco. È una parte di me”: la lotta delle calciatrici afgane per il diritto di giocare, documenta le ritorsioni subite dalla squadra femminile afgana, simbolo dell’emancipazione femminile nell’Afghanistan post-talebano, quando i talebani hanno ripreso il potere nel 2021. Il rapporto evidenzia che decine di calciatrici afgane, evacuate verso paesi come Australia, Portogallo, Albania, Regno Unito e Stati Uniti, sono ancora determinate e pronte a rappresentare l’Afghanistan nelle competizioni internazionali.
“Siamo all’intervallo e i talebani pensano che stanno vincendo”, ha dichiarato Khalida Popal, fondatrice della nazionale femminile dell’Afghanistan e della Girl Power Organization. “Se la Fifa cambiasse le sue regole e ci permettesse di giocare, potremmo dimostrare al mondo che le donne e le ragazze afgane appartengono allo sport, alla scuola e a ogni altro ambito della società, e che non ci faremo sconfiggere”, ha aggiunto Popal.
Le attuali normative della Fifa impongono che la squadra ottenga il riconoscimento dalla Federazione calcistica dell’Afghanistan, controllata dai talebani, che però non riconosce il calcio femminile a causa del divieto imposto dalle autorità talebane su ogni forma di sport per le donne. Da oltre tre anni, le giocatrici afgane e i loro sostenitori chiedono alla Fifa di intervenire, fornendo il riconoscimento ufficiale e il sostegno finanziario che la federazione afgana nega loro.
In risposta a una lettera della Sport & Rights Alliance con richiesta di commento sul rapporto, la Fifa ha dichiarato, il 21 marzo, di aver sviluppato un piano per offrire opportunità calcistiche alle donne afgane sia all’interno che all’esterno del paese, senza tuttavia chiarire se intenda riconoscere ufficialmente la squadra o come verranno distribuiti i fondi.
“Dalla sua fondazione, la nazionale femminile afgana ha dimostrato una straordinaria resilienza, anche di fronte a molestie, violazioni, minacce di morte e all’obbligo di lasciare le proprie case per costruirsi una nuova vita in città di tutto il mondo”, ha dichiarato Joanna Maranhão, coordinatrice della rete degli atleti della Sport & Rights Alliance per uno sport più sicuro.
“Ripristinare per la squadra la possibilità di accedere a strutture di allenamento e risorse per competere e rappresentare il proprio paese sarebbe una forma importante di rimedio, come richiesto dal diritto internazionale dei diritti umani”, ha concluso Maranhão.
Gli statuti della Fifa e la sua politica sui diritti umani vietano ogni forma di discriminazione, inclusa quella di genere, e impegnano l’organo di governo mondiale a promuovere il calcio femminile. Gli statuti della Fifa stabiliscono che tutte le federazioni affiliate devono rispettare i regolamenti dell’organizzazione, inclusi l’obbligo di prevenire e contrastare la discriminazione e di promuovere il calcio femminile. Le federazioni che violano tali obblighi possono essere sanzionate.
“La possibilità delle calciatrici afgane di competere a livello internazionale dipende interamente da un intervento della Fifa. Nella sua lettera di risposta al nostro rapporto, la Fifa ha delineato la propria strategia per sostenere le donne afgane nel calcio. È positivo che la Fifa stia lavorando per creare opportunità di gioco per le giocatrici, ma speriamo anche che decida di riconoscere ufficialmente la squadra e di destinare un sostegno finanziario come fa con altre federazioni affiliate”, ha dichiarato Andrea Florence, direttrice esecutiva della Sport & Rights Alliance.
La Sport & Rights Alliance ha inoltre ribadito che la Fifa dovrebbe fornire un sostegno economico alla squadra femminile afgana per allenarsi e partecipare alle competizioni internazionali, così come avviene per le altre federazioni. Ad esempio, attraverso il Fifa Forward Development Programme, ciascuna delle 211 federazioni affiliate alla Fifa può ricevere fino a 9,2 milioni di dollari in un periodo di quattro anni.
La campagna della squadra afgana ha raccolto un ampio sostegno internazionale negli ultimi tre anni, compreso quello di Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace, e di quasi 200.000 persone che hanno firmato una petizione su Change.org per chiedere alla Fifa di riconoscere la squadra in esilio.
“Per queste atlete, il calcio non è solo una passione, ma un atto fondamentale di resistenza contro i talebani, un gesto di solidarietà con le loro sorelle che vivono ancora in Afghanistan. Il riconoscimento e il sostegno della Fifa alla squadra sarebbe un segnale forte: i diritti delle donne afgane non possono essere cancellati”, ha dichiarato Fereshta Abbasi, ricercatrice per l’Asia di Human Rights Watch.
Il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha già riconosciuto un comitato olimpico afgano in esilio per i Giochi olimpici di Parigi 2024, consentendo così alle atlete afgane di competere nonostante le restrizioni imposte dai talebani. Diversi esperti delle Nazioni Unite hanno accolto questa decisione come “un passo positivo” ma hanno esortato le organizzazioni sportive nazionali e internazionali a fare di più per contrastare le politiche oppressive dei talebani e “sostenere le atlete afgane ovunque si trovino”.

COMUNICATO Amnesty International Sezione Italiana

Freedom: passo falso con il Chievo Women

Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Domenica no per la Freedom FC Women che incappa in una sconfitta casalinga contro il Chievo nella venticinquesima giornata di Serie B: al “Paschiero” termina 0-2 lo scontro di metà classifica, con le biancoblu che restano così ferme a quota 33, al decimo posto.

LA CRONACA – 4-1-3-2 per la Freedom: in porta Korenciova, difesa con Maffei, Brscic, Fracaros e Giuliano; Franco play basso, a centrocampo Harvey, Zanni e Bison; davanti tandem Semanova-Micheli. 3-5-2 per il Chievo: in porta Beka, retroguardia con Tonelli, Veritti e Fernandez; a centrocampo Marengoni , Begal, Ketis e Montemezzo e Pizzolato; davanti tandem Picchi-Landa.

Dopo un avvio di totale equilibrio, la prima occasione è per le padrone di casa che sfiorano il vantaggio: angolo da destra, respinta della difesa, al limite arriva Giuliano che trova una grande coordinazione per calciare al volo, prendendo in pieno la traversa a portiere battuto.

Il Chievo si vede al 31’: Begal affonda a destra e mette in mezzo, sul secondo palo deviazione sporca di Pizzolato bloccata in due tempi, con un brivido, da Korenciova. Al 38’ Marengoni si sgancia a destra e crossa: in area l’accorrente Picchi non trova la porta. Le gialloblu la sbloccano prima dell’intervallo: giro e tiro di Pizzolato che la mette sotto l’incrocio alla sinistra di Korenciova, 0-1. Alla ripresa del gioco Maffei va sul fondo e crossa da destra, Semanova in tuffo di testa non ci arriva per un soffio. Allo scadere di frazione, Begal grazia la Freedom sparando fuori a tu per tu con Korenciova.

Mister Ardizzone ci prova operando una doppia sostituzione nell’intervallo, inserendo Dicataldo e Pasquali per Maffei e Micheli, ma i piani di riscatto saltano praticamente subito: al 48’ palla vagante in area piemontese, Montemezzo è la più lesta di tutti a scaricare in rete, 0-2.

Al 61’ le biancoblu protestano: Pasquali viene trattenuta e stesa in area, l’arbitro lascia correre. Si susseguono i cambi (da segnalare il debutto assoluto in Serie B delle due “primavere” Imperiale e Macagno), ma di fatto sotto porta non succederà nulla di rilevante, nonostante i tentativi di forcing cuneese. Nel finale, cartellino rosso a Fracaros per un brutto fallo a metacampo. Finisce 0-2, la Freedom FC Women tornerà in campo sabato 19 aprile sul campo della capolista Ternana.

FREEDOM FC WOMEN-CHIEVO 0-2

RETI: 41’ Pizzolato (C), 48’ Montemezzo (C).

FREEDOM FC WOMEN (4-1-3-2): Korenciova, Maffei (45’ Dicataldo), Brscic, Fracaros, Giuliano; Franco (75’ Aime), Harvey (60’ Imperiale), Zanni, Bison (75’ Macagno); Semanova, Micheli (45’ Pasquali). A disp. Nucera, Marenco, Coda, Adugbe. All. Ardizzone.

CHIEVO (3-5-2): Beka, Tonelli, Veritti, Fernandez (80’ Gattuso); Marengoni, Begal (66’ Cavallin), Ketis (80’ Micciarelli), Montemezzo (71’ Saggion), Pizzolato; Picchi, Landa. A disp. Filippo, Di Staso, Capecchi, Masciantonio, Solinas. All. Carli

ARBITRO: Dania di Milano (Lavarra di Cosenza e Perri di Lamezia Terme)

Espulsa: Fracaros (F)

Ammonite: Brscic (F), Fernandez  e Gattuso (C)

COMUNICATO FREEDOM

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