Il Campomorone Lady ha vinto la sesta partita di fila, vincendo in casa delle Azalee per 4-1, balzando così al quarto posto del Girone A di Serie C. Nel match di domenica ha segnato Caterina Bargi, attaccante classe ’95 e da tre anni uno dei punti di forza del reparto offensivo biancazzurro. Abbiamo raggiunto coi nostri microfoni Caterina, che ha, attualmente, realizzato in questa stagione 13 reti.

Caterina cosa significa per te essere un punto offensivo della tua squadra?
«Per me vuol dire un giocatore che finalizza il gioco e fare gol. Bisogna essere un punto di riferimento per il reparto difensivo e offensivo. Mi piace molto la ricerca della profondità e non sono una che fa gol spettacolari».

Qual è il gol più bello che hai segnato fino a questo momento?
«Il gol più importante per me è stata la prima rete in Serie A all’esordio con la maglia dell’Empoli, quando ho realizzato contro il San Zaccaria allo scadere, quello più bello l’ho realizzato due anni fa a Pinerolo in Coppa, c’era vento, l’assist me l’ha fatto il mio portiere e con un sombrero ad un difensore e ho messo la palla a giro sul secondo palo».

Come ti è entrata la passione per il calcio?
«La passione per il calcio ce l’ho da sempre, perché in famiglia non si parla di calcio. I miei genitori sono tifosi del Genoa. Quella più appassionata di calcio è mia mamma, e mio nonno mi portava sempre agli allenamenti. Ho sempre giocato a calcio da sempre, come ho avuto sin da subito l’appoggio famigliare».

La tua carriera è legata con l’Amicizia Lagaccio: che cosa è stato per te indossare quella divisa?
«Ho giocato tre anni a Lagaccio e sono stati gli anni nel quale ho avuto la possibilità di giocare da titolare in prima squadra. Lì penso di aver fatto una crescita di carattere, e questo mi aiutato grazie alle persone che hanno permesso di aiutarmi. Lagaccio è stata una seconda famiglia per me».

Nel 2017 fai il grande salto: approdi in Serie A con la divisa dell’Empoli.
«Era il primo anno in Serie A, sia per me che per l’Empoli. A prescindere dal risultato finale reputo di essere cresciuta sia come giocatrice che come persona, confrontandomi con compagne e ambiente non ancora professionistico, cosa che le giocatrici di oggi possono gustarlo. Questa esperienza mi ha formato tanto».

Caterina Bargi con la maglia del Campomorone Lady

Un anno dopo torni in Liguria andando al Campomorone Lady: perché hai fatto questa scelta?
«Da una parte sarei voluta rimanere a Empoli per una rivincita personale e di squadra, ma dall’altra parte avrei voluto tornare in Liguria. Non sarei mai rientrata senza avere un progetto con obiettivi ambiziosi, e il Campomorone mi ha dato questo. Non siamo riuscite in questi tre anni a centrare questi risultati per vari motivi, ma sono convinta del valore che ha questa squadra, e sicuramente avremmo meritato molto di più».

In questa stagione siete partite col freno tirato, ma adesso avete la possibilità di centrare il secondo posto: cosa vi è mancato per fare il definitivo salto di qualità?
«Quest’anno siamo partite in difficoltà, visto che abbiamo dovuto salutare nove giocatrici, perdendo sia di qualità che di esperienza, e abbiamo inserito calciatrici provenienti dalla Juniores. Nel girone d’andata abbiamo avuto qualche difficoltà, ma non vedevo questa differenza che c’erano tra noi e le altre squadre, e infatti nel ritorno l’abbiamo dimostrato».

Tu all’inizio del campionato sei rimasta ferma per infortunio, ma quando sei rientrata sei stata decisiva: non a caso hai segnato, fino ad ora, tredici gol.
«Mi sono infortunata al crociato al secondo giorno di preparazione. Per me stato un periodo difficile, soprattutto nei primi due mesi nel quale ero arrabbiata per quello che mi era successo. Poi ho dato veramente tutto per rientrare il prima possibile e al meglio, perché volevo dare il mio contributo, e ora sto traendo beneficio del lavoro che ho fatto».

Delle tredici reti che mai messo a referto in questa stagione, qual è quello che ti è rimasto impresso?
«Sono rientrata nella seconda giornata di ritorno contro l’Ivrea a venti minuti dal termine: in quella gara avevamo vinto, ma mi mancava il gol. Domenica dopo contro lo Spezia ho segnato sfruttando un calcio d’angolo, ho provato una sensazione incredibile e l’abbraccio con le mie compagne, dopo i mesi di riabilitazione, per me è stata la gioia più bella».

Domenica avete battuto le Azalee in maniera netta: match in linea con le tue aspettative?
«Siamo talmente cariche e prese dalla scia positiva che potremo giocare con una squadra di Serie B e non perdere. Ci stiamo prendendo delle rivincite all’andata. Domenica scorsa non abbiamo sottovalutato nessuno: sapevamo che le Azalee fossero una bella squadra, ma noi volevamo dimostrare di essere una grande squadra, e tra l’altro c’era molto caldo. Sono contentissima del risultato».

Tra pochi giorni l’ultimo turno con il Caprera: l’obiettivo sarà quello di chiudere con un successo.
«Assolutamente. Vogliamo finire la stagione con l’ennesima vittoria, e domenica prossima non sottovaluteremo il Caprera, visto che hanno fatto una buona stagione. Noi scenderemo in campo per vincere».

Secondo te qual è stata la squadra del Girone A di Serie C che ti ha sorpreso di più? E quella che ti ha deluso di più?
«Mi ha sorpreso molto il Genoa, non mi aspettavo che le ragazze, che sono molto giovani, facessero un campionato così, però non mi stupisce perché l’allenatore Marco Oneto ha fatto un buon lavoro. Quelle che mi ha deluso di più sono state lo Spezia e l’Alessandria, perché non le reputo squadre-cuscinetto».

Come lo stai vedendo il calcio femminile in Liguria?
«Il motivo per cui sono rientrata a Genova è del fatto che in Liguria ci sia del valore nel calcio femminile. Credo che la nostra regione sia considerata di coda, e forse sta iniziando a mettere dei tasselli per mettere il giusto valore a queste calciatrici. Peccato che queste cose arrivino sempre tardi».

Che persona sei fuori dal campo?
«Sono una persona determinata nelle cose, cerco sempre di non mollare e di centrare i mei traguardi, sia nel calcio che fuori. Sono legata molto alla mia famiglia, ho i miei ideali. Sono testarda e cerco sempre di dire la mia. Sono anche una persona trasparente e sincera, ma permalosa e esigente con me stessa. Voglio cercare sempre di raggiungere i miei risultati, che però non deve andare a discapito degli altri. Mi piace essere autocritica, perché cerco di capire dove sbaglio».

Caterina Bargi in azione

Che cosa prevede il futuro di Caterina Bargi?
«In questo momento penso di concludere un’annata che purtroppo mi è stata tolta dalle mani ad inizio stagione. Dal 21 giugno inizierò a pensare cosa accadrà del mio futuro, staremo a vedere».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’USD Campomorone Lady e Caterina Bargi per la disponibilità.

Photo Credit: USD Campomorone Lady

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.