Il Como Women comanda la classifica della Serie B grazie al successo ottenuto in rimonta contro il Pomigliano: la rete della vittoria l’ha segnata Ilaria Dubini, difensore classe ’96 e dall’anno scorso gioca nella formazione lariana. Ci siamo rivolti a lei per alcune domande.

Ilaria cosa ti ha fatto innamorare del pallone?
«Ho iniziato a giocare a calcio con mio fratello in giardino».

Cosa significa per te essere un difensore?
«Il ruolo di difensore vuol dire essere a disposizione della squadra, è essenziale, anche se non viene esaltato dai media».

Gran parte della tua carriera è stata al Real Meda: cosa è stato per te far parte di quella formazione?
«Il Real Meda mi ha fatto iniziare a giocare a calcio quando avevo quindici anni, mi ha dato subito fiducia facendomi giocare titolare. C’era la passione e un grande gruppo. Colgo l’occasione per ringraziare la società perché senza il Real Meda non sarei mai arrivata a questo punto».

Qual è stata l’emozione più bella vissuta con la maglia medese?
«Ci sono alcune partite che porto con me: la rimonta della Azalee nell’ultimo anno con questa squadra, il 3-1 contro l’Inter, infine la vittoria contro il Valpo sulla neve a casa nostra, perché primo la vincemmo al 92’ e secondo perché in quella gara segnai».

Dal 2019 sei al Como e al primo anno arriva la promozione in B.
«Non è stata la promozione che volevamo, perché il Covid-19 ha interrotto il campionato, e noi, in quanto capolista del girone, prime in stavamo prendendo il largo. Ci è dispiaciuto non festeggiarlo in campo, ma abbiamo meritato la salita in B».

Domenica contro il Pomigliano hai segnato il gol vittoria: che emozioni hai provato?
«Quando ho sostituito il capitano mi sono detta: “entro e segno”. Eravamo in parità e da qualche tempo che la palla non entrava. Quando la palla mi è arrivata non ci ho pensato due volte a realizzarlo: sono felice di averlo fatto per la squadra e per il presidente».

Il Como sta confermando gli obiettivi fissati ad inizio stagione?
«L’obiettivo è quello di stare tra le prime posizioni: per adesso ci siamo, nonostante abbiamo qualche gara in più, ma dobbiamo continuare su questa strada».

Come giudichi la Serie B dopo nove giornate?
«In questo momento è difficile capire, alla luce delle numerose gare da recuperare, quali sono le squadre per salire o scendere: possono puntare alla promozione noi, Lazio, Ravenna, Brescia, Cesena. Adesso è troppo presto per guardare la classifica, si vedrà qualcosa già da gennaio».

Che impressioni hai sul calcio femminile in Lombardia?
«La Lombardia, rispetto alle altre zone d’Italia, ha fatto molto per il calcio femminile: abbiamo formazioni che occupiamo tutte le categorie, dalla Serie A alla Promozione, e il numero delle ragazze iscritte alle squadre è aumentato rispetto al periodo in cui ho iniziato. Spero che la Federazione faccia qualcosa di più per questo movimento che è in crescita».

Il calcio femminile italiano, dopo tanti anni di lotte, dal 2022 sarà finalmente professionistico.
«Penso sia un grande passo avanti per allinearci con gli altri paesi che già si sono mossi in questo modo, ma allo stesso tempo supportare quelle società che non hanno il maschile e che hanno fatto tanto per il calcio femminile, come il Real Meda e il Tavagnacco, vengano supportate e rese professioniste».

Com’è la tua vita fuori dal rettangolo di gioco?
«A febbraio prenderà la laurea magistrale di Scienze Motorie in “Scienza didattica per lo sport”. Ho due corsi di ginnastica dolce per anziani, uno nella mia città e uno a Milano, ma momentaneamente fermi per il Covid-19. Sono felicemente fidanzata».

Cosa prevede il tuo futuro?
«Vorrei restare nel mondo del calcio femminile ancora a lungo, visto che tratterò questo argomento nella mia tesi di laurea che sto realizzando in collaborazione col preparatore atletico del Milan Femminile Lorenzo Francini».

La Redazioni di Calcio Femminile Italiano ringrazia la FC Como Women e Ilaria Dubini per la disponibilità.

Photo Credit: Como Women

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.