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Alessia Fiore: “L’importanza di psicologhe, formatrici e mental trainer nello sport di oggi”

Nono solo tattica e parte tecnica, negli ultimi anni sta emergendo sempre maggiore attenzione verso l’aspetto mentale che abbraccia gli atleti anche nel calcio. Ne abbiamo parlato in un’intervista con Alessia Fiore, psicologa clinica di sport e motorsport e della performance artistica. La formatrice e mental trainer, con competenze anche nell’ambito della disabilità e dello sport paralimpico e dell’inclusione, segue sia persone udenti sia persone sorde, usando la Lingua dei Segni Italiana (LIS) quando necessario.

 

Alessia come e perché negli ultimi anni nel calcio, ma nello sport in generale, la figura di psicologi e mental coach si sta diffondendo?
“Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che la performance non dipende solo dal talento o dalla preparazione fisica, ma anche dalla dimensione mentale ed emotiva. Nel calcio, come in tutto lo sport, la differenza spesso non la fa solo il corpo, ma la capacità di
gestire pensieri ed emozioni. Allenare la mente, gestire l’errore e lo stress, rafforzare la
motivazione e il dialogo interiore rappresentano aspetti fondamentali per l’equilibrio tra rendimento e benessere. Oggi atleti e staff vivono pressioni costanti, aspettative elevate, giudizi continui e ritmi sempre più intensi: in questo scenario, la figura dello psicologo dello sport non può più essere un supporto occasionale, ma una presenza stabile nello staff.
Non si interviene solo nei momenti di crisi. Così come si allena la parte fisica, tecnica e tattica, è necessario allenare anche la mente. Quella che spesso viene definita la “parte invisibile” della prestazione è in realtà una delle più determinanti.
È per questo che, anche nel calcio femminile, sempre più club stanno investendo sulla figura dello psicologo dello sport: è ormai evidente che la performance non si gioca solo sul piano fisico, ma anche su quello mentale”.

Come si costruisce un rapporto di fiducia con un tecnico e con l’atleta? È più complicato negli sport di squadra rispetto a quelli individuali?
“La fiducia si costruisce nel tempo, attraverso l’ascolto, il rispetto dei ruoli, il dialogo, l’empatia e la chiarezza degli obiettivi. Con l’atleta, la fiducia nasce dalla percezione di uno spazio sicuro e accogliente, dove può esprimersi senza sentirsi giudicato. Con il
tecnico è fondamentale creare un’alleanza basata sulla collaborazione: lo psicologo non sostituisce l’allenatore, ma lo affianca, traducendo bisogni emotivi e dinamiche di gruppo in
strumenti utili per l’atleta e per la squadra.
Non parlerei di maggiore o minore complessità negli sport di squadra, ma di complessità diverse. Anche negli sport individuali nessuno è davvero solo: dietro ogni atleta c’è sempre un team e un lavoro di squadra che spesso non si vedono.
Negli sport di squadra, si aggiunge un livello ulteriore: lo spogliatoio, le relazioni, i ruoli, la leadership, le differenze culturali e l’identità condivisa. L’intervento psicologico si concentra proprio su questi aspetti, affinché un insieme di individui possa trasformarsi in una squadra”.

Quanto incide avere una mente “libera” prima di una gara e durante la settimana?
“Pesa moltissimo, ma avere una mente libera non significa non provare emozioni, bensì saperle riconoscere e gestire. La stanchezza mentale incide sulla lucidità, sulla reattività, sulla capacità decisionale e sull’autostima. Un atleta può essere fisicamente pronto ma mentalmente sovraccarico e questo si riflette inevitabilmente in campo.
Il lavoro mentale durante la settimana è fondamentale quanto quello fisico. Allenare la mente, lavorare sulle emozioni e sul dialogo interiore permette all’atleta di costruire, giorno dopo giorno, basi solide che lo aiutano a performare meglio nei momenti di pressione.
Una mente libera consente di entrare in gara più presenti, centrati ed efficaci: è come togliere il rumore interiore di fondo”. 

Come si aiuta l’atleta davanti a commenti negativi o anche troppo positivi di stampa e social?
“Oggi gli atleti vivono immersi in un flusso continuo di giudizi. Il rischio è costruire la propria identità sulle opinioni esterne: una partita buona ti rende un fenomeno, una sbagliata ti fa diventare il peggior atleta, anche a distanza di poche settimane. Si lavora sulla costruzione di un’identità stabile che non dipende dal risultato o dal giudizio esterno. Lo psicologo dello sport aiuta l’atleta a distinguere il proprio valore personale dalla performance del
momento, a sviluppare un’autostima solida e a creare filtri emotivi rispetto all’esterno.
Si lavora molto sui confini psichici e sul dialogo interiore: è fondamentale imparare a mantenere la giusta distanza dalle critiche e dagli elogi, ricordandosi sempre che l’errore e il successo non definiscono la persona”.

Quali sono i segnali più comuni di un disagio psicologico in un atleta?
“I segnali possono essere diversi e spesso sottili: calo di motivazione, irritabilità, difficoltà di concentrazione, perdita di fiducia, paura dell’errore, disturbi del sonno, somatizzazioni, evitamento delle situazioni di gara, isolamento dal gruppo. Riconoscerli precocemente
è fondamentale per intervenire in modo efficace. Spesso l’atleta non dice “sto male”, ma il corpo e il comportamento lo fanno al posto suo. Per questo è importante che l’atleta e lo staff sappiano osservare e chiedere l’aiuto di un professionista della salute mentale. È necessario creare una cultura in cui la difficoltà non venga vista come debolezza, ma come una dimensione normale dell’esperienza umana. Nello sport, soprattutto in alcuni
contesti come il calcio, le difficoltà vengono ancora sminuite o giudicate: su questo aspetto credo sia fondamentale fare sensibilizzazione”.

Che consiglio darebbe a giovani atleti che vivono momenti di insicurezza?
“Direi loro che l’insicurezza non è un limite, ma una parte naturale del percorso di crescita. Tutti gli atleti, anche quelli che oggi consideriamo campioni, hanno attraversato momenti di dubbio, incertezza e paura. La differenza non sta nell’assenza di paura, ma nella capacità di
fermarsi, ascoltarsi e lavorare su di sé, anche con l’aiuto di un professionista quando necessario. È importante imparare a chiedere aiuto e a vedere errori e blocchi non come fallimenti, ma come occasioni di apprendimento. Se ascoltata, la fragilità può diventare
una grande forza”.

Qual è l’episodio che ha provocato più gioia nella sua carriera?
“Più che un singolo episodio, i momenti di gioia più grandi sono legati ai cambiamenti interiori degli atleti. Ogni volta che vedo un atleta ritrovare fiducia in sé, sbloccarsi e tornare a giocare con libertà dopo un periodo difficile, per me è una grande soddisfazione.
Penso anche ad atleti con disabilità che seguo e che ho seguito, capaci di trasformare battaglie fisiche e interiori in nuova forza e motivazione. Vedere una persona trasformare una difficoltà in una risorsa è il senso più profondo del mio lavoro. Per me, il risultato più
importante è vedere l’atleta crescere come persona, dentro e fuori dal campo”.

Valentina Bergamaschi, Roma: “Volevamo il riscatto dopo il Parma. I tifosi sono la nostra arma in più!”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Per la seconda volta in stagione Valentina Bergamaschi è la protagonista sponda giallorossa di un gol con risultato importante contro una sua ex squadra: in gol contro il Milan, l’ex rossonera ha deciso la partita del “Tre Fontane” e si è anche conquistata il titolo di MVP del match contro un ostico Diavolo che non ha mollato fino alla fine, soprattutto nell’inferiorità numerica. La giocatrice numero 23 ha parlato ai canali ufficiali della Società in conferenza post-partita.

«Avevamo voglia di riscatto dopo il match contro il Parma, un po’ sottotono, oggi è stata una grande vittoria, contro una grande squadra. Il Milan ha fatto la sua partita, ma siamo state brave noi a crederci fino alla fine, a giocare sui nostri obiettivi e aver trovato la vittoria», il 3 a 3 contro le Ducali ha lasciato l’amaro in bocca alla squadra di Mister Rossettini, consapevole di aver rallentato la propria corsa verso il consolidamento della vetta. I tre punti conquistati contro il Milan sono sinonimo di una grande fiducia, di cui le ragazze avevano bisogno anche e soprattutto in vista dei prossimi mesi, che saranno quelli decisivi per i verdetti di fine stagione.

Autrice di due gol in giallorosso in Serie A, entrambi contro due sue ex squadre, Bergamaschi si sofferma poco sul record, perché il vero fulcro della partita non era tanto “segnare alla propria ex squadra” quanto, appunto, centrare la vittoria, da cui il gruppo ripartirà per proseguire la propria strada: «Fare gol è sempre bello, non importa a chi. Ho questa particolarità di segnare alle mie ex squadre, un po’ mi dispiace, ma è importante per noi. L’ho ribadito prima alle ragazze in cerchio, si riparte da questa vittoria.»

Vincere è sempre importante e un aiuto in più lo dà il pubblico; quello del “Tre Fontane”, nello specifico, crea un ambiente meraviglioso e un’atmosfera che s’infonde anche nelle ragazze sul rettangolo verde. Secondo Bergamaschi, «Con quest’atmosfera è impossibile non dare il massimo. La nostra tribuna ci incita fino alla fine, come si fa a non dare il massimo per questi colori, in questo stadio? I tifosi sono la nostra arma in più.»

Martina Piemonte, Lazio: “Era importante vincere. Doppietta? Da me pretendo sempre tanto”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Lazio ha battuto nell’anticipo del sabato per 2-5 il Genoa Women, ribaltando il vantaggio iniziale delle padroni di casa. A parlare del match in casa biancoceleste è stata, tramite i canali ufficiali, Martina Piemonte che ha affermato: “Personalmente credo che questi 3 punti siano fondamentali. Per noi era importante vincere e portare a casa l’intera posta in palio. Sono contenta che l’abbiamo fatto, dobbiamo continuare sempre di più e a volere sempre di più”.

L’attaccante biancoceleste ha poi parlato della sua doppietta commentando: “Sinceramente sono sempre a mille, da me pretendo sempre tanto. Oggi potevo fare altri due gol perciò sono contenta dei due gol ma si può fare sempre meglio”.
Sullo sfondo, invece, la gara contro la Juventus che la punta della Nazionale inquadra cosi: “Indubbiamente quest’anno le partite sono tutte importanti. Noi le prepariamo, come sempre, allenandoci a mille ogni settimana e dando il massimo in campo sotto ogni dettaglio”.

La classe ’97 romagnola, ex di Milan, Roma e Fiorentina tra le altre, ha poi concluso parlando dell’ottima intesa con Le Bihan e Oliviero sempre preziose in zona assist sottolineando: “Posso dire che con Clarisse Le Bihan troviamo sempre lo spazio e il tempo. Con Elisabetta Oliviero, invece, l’intesa sta crescendo sempre di più e stiamo crescendo tutte insieme. Credo che sia importante continuare così”.

Serie A Women, coma cambia la classifica: la Roma stende il Milan, Inter e Juve in scia

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie A Women ha visto concludersi la tredicesima giornata di campionato, la seconda del girone di ritorno, con non poche emozioni e colpi di scena. Tra le gare giocate tra sabato domenica e sono state 18 le reti totali realizzate.

Il turno si è aperto al sabato con la vittoria nel derby emiliano del Sassuolo sul Parma, con Philtjens a decide la gara nel finale con il definitivo 1-0. In contemporanea la Lazio vince in trasferta con il Genoa per 2-5. Vantaggio ligure di Acuti con Martin, Le Bihan e Piemonte a ribaltare il match prima del 2-3 di Ferrara che chiude il primo tempo. Nella ripresa ancora  Piemonte e Goldoni chiudono i giochi. A chiudere il sabato il successo della Juve per 0-2 sul Como Women con una rete per tempo con Carbonell e Krumbiegel in rete nei finali di frazione.

Alla domenica la capolista Roma supera di misura, 1-0, il Milan con l’ex Bergamaschi a decidere al 20′ del secondo tempo mentre è più tonda, 3-1, la vittoria del Napoli sulla Ternana. Quazzico e Schroffenegger deviano nella propria porta la prima e la terza marcatura partenopea con Carcassi a siglare il momentaneo 2-0 a inizio ripresa. ‎Nel finale Cimò accorcia le distanze. L’Inter regola, infine, 3-0 la Fiorentina nell’ultima sfida della domenica con Magull in rete al 43′ e Bugeja e Polli nella seconda frazione.

In classifica guida la Roma con 32 punti con al secondo posto l’ Inter a 27 e la Juve a 26, a completare i posti validi per l’Europa. In scia restano il Napoli Women quarta a 23 punti con la Lazio a 22 mentre il Milan resta ‘ferma’ a 20 come la Fiorentina a 18 ed il Como Women a 17. La classifica poi si spacca con a 12 il Sassuolo ed il Parma a 9 mentre a 7 chiudono il Genoa e la Ternana Women.

Serie B Femminile: cinque successi in trasferta nel week-end, segna Giacinti

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nel week-end è tornata protagonista la Serie B Femminile, in diretta su Vivo Azzurro Tv. Il torneo cadetto ha visto scendere in campo le sue quattordici formazioni per il sedicesimo turno, il terzo del girone di ritorno. Disputate una gara al sabato e sei alla domenica per 27 reti complessive.

Ad alzare il sipario sul sedicesimo turno è stato l’anticipo del sabato che ha visto il pari ricco di gol con il 3-3 tra Frosinone, ottavo, ed il Bologna, quarto. Alla domenica non sbaglia la capolista Como che supera in trasferta per 1-4 la Res Donna Roma, quinta forza del torneo, nonostante il vantaggio che ha chiuso il primo tempo rimontato dalle lariane con Giacinti a segno per il momentaneo 1-3 alla mezzora della ripresa. Tiene la scia il Lumezzane, secondo, che regola 0-1, lontano dalle mura amiche, il San Marino, terzultimo.

Sorride in trasferta anche il Cesena, terzo, che vince per 1-3 l’Arezzo, nono, mentre il Brescia, ora quinto alla pari della Res, batte 2-1 l’Hellas Verona, quartultimo. Successi in esterna anche in zona bassa della classifica con il Vicenza, quintultimo, che si impone 1-2 con la Freedom, settima, ed il Venezia che fa suo l’intreccio con il Trastevere per 1-4 superando le capitoline in classifica, ora ultime.

In classifica, alla terza del girone di ritorno, comanda con 41 punti il Como con alle spalle il Lumezzane a 34 con il Cesena a 31 ed il Bologna a 30. Quinta è la Res Donna Roma con 26 punti agganciata dal Brescia con la Freedom a 23 con il Frosinone a 30. L’Arezzo insegue a 18 agguantata dal Vicenza con l’Hellas Verona a 16 ed il San Marino a 15. Chiudono il Venezia ad 8 ed il Trastevere a 6.

“C’è solo l’Inter”. Le nerazzurre vincono contro la Fiorentina.

credit photo: Giuseppe fierro photo agency - calcio femminile italiano

In occasione della tredicesima giornata di Campionato di serie A l’Inter ha giocato in casa  contro la Fiorentina e ha vinto con il risultato di 3-0.

Quello che ha mostrato il primo tempo della partita è stato un match equilibrato. Entrambe le squadre si sono mosse in quel del Gianni Brera alla ricerca di un vantaggio che è arrivato al minuto 43′ grazie al tiro di testa da centro area di Lina Magull, su assist di Tessa Wullaert. Una rete meritata per le nerazzurre che avrebbero potuto essere sul 2-0, se si conta il gol di Tessa Wullaert al quarto d’ora: un pallonetto arrivato dopo un tiro lungo di Runarsdottir che però è stato ritenuto fuorigioco dal direttore di gara dopo il check al VAR.
Seppur meno incisive delle ragazze di Piovani, anche le Viola hanno avuto le loro occasioni di rendersi pericolose con Sofie Bredgaard, Emma Severini e Madelen Janogy che però non sono riuscite nell’intento di concretizzare in rete le proprie azioni.

Nella seconda frazione l’andamento della gara, già a favore dell’Inter, ha ribadito il valore delle nerazzurre. Poco dopo i cambi delle Gigliate, infatti, Haley Bugeja, servita da Olivia, Schough ha raddoppiato il vantaggio con un gol di piattone da centro area (61′). Non paghe del 2-0, le interiste hanno tentato di ampliare ulteriormente il proprio risultato, meritato per quanto mostrato sul rettangolo verde. Mentre la Fiorentina ha provato a riprendersi dalla doppia batosta, un Inter ormai padrone del gioco e della situazione ha messo a segno anche il 3-0. A mandare la palla in rete, al 77′, Elisa Polli servita in maniera magistrale da Lina Magull, subentrata dalla panchina e perno sempre più imprescindibile della rosa nerazzurra. Situazione in salita, invece, per le ragazze di Pinones Arce che stanno vivendo un momento non semplice in questo campionato che pure era iniziato con il piede giusto e che aveva fatto guadagnare un pareggio nella partita d’andata proprio contro la squadra di Milano.
Ogni tentativo delle Viola (che ha rischiato anche il 4-0 per il rigore assegnato dopo il fallo di mano in area di van Der Zanden, sbagliato poi da Wullaert dal dischetto) è stato reso vano dalla difesa avversaria. Cinque minuti dopo il 90′ l’arbitro ha emesso il triplice fischio che ha assegnato a tutti gli effetti i tre punti all’Inter.

Napoli Women: superata una Ternana ridotta in 10, le azzurre continuano la corsa verso l’Europa

Credit Photo: Bruno Fontanarosa- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Napoli supera la Ternana Women al Piccolo di Cercola, nel tredicesimo turno di campionato, continuando la sua corsa verso il sogno ‘Europa’. Le azzurre, che vincono per 3-1, battono una Ternana ridotta in 10 a fine primo tempo.

La prima occasione del match è delle ospiti pericolose al 3′ con Cimò che però non inquadra la porta mentre al 6′ per le locali Cercassi calcia dalla destra un pallone deviato da Schroffenegger che carambola dalle parti di Quazzico che involontariamente devia la sfera infondo al sacco. La gara continua con un’azione per parte con Cimò e Kozak che vedono le proprie battute a rete ribattute mentre al quarto d’ora il colpo di testa di Banusic è parato da Schroffenegger. Al 20′ doppia occasione per la Ternana con Ciccotti e Gomes però imprecise con Kozak che chiama Schroffenegger all’intervento al 25′ con Pastrenge al 31′  a mandare completamente fuori bersaglio. Il match arriva sino al 37′ quando Quazzico fa un evidente fallo su Floe beccandosi il rosso anche dopo la revisione al VAR. Il primo tempo si chiude con Peruzzo a provarci di sinistro senza trovare però la porta.

Il Napoli ad inizio ripresa trova il raddoppio, al 4′, con Cercassi che, servita da Floe, di destra indirizza nell’angolino in basso a sinistra per il 2-0 e il tris, al 9′, direttamente da calcio d’angolo di Banusic che sfrutta un errore di Schroffenegger. Al quarto d’ora, dopo una rete annullata per fuorigioco a Bellucci, la Ternana reagisce con Gomes che da centro area mette di poco a lato sulla sinistra e Pacioni che di sinistro mette alto come capita al colpo di testa di Banusic dell’altra parte. Le umbre ci riprovano con Ciccotti ma il parziale non cambia mentre Schroffenegger ci mette i guanti su Giordano, Kozak e Banusic a cavallo della mezzora. Il finale vede Cimò e Labate chiamare in causa Beretta che però non può nulla sulla girata in mischia di Cimò che da posizione molto ravvicinata accorcia le distanze al 41′. Nel recupero opportunità Pirone con un destro da fuori area largo.

Migliori marcatrici della prima fase di Women’s Champions League

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La corsa per il titolo di capocannoniere della UEFA Women’s Champions League 2025/26 si accede al termine della fase campionato: Pernille Harder del Bayern München e Evelyne Viens della Roma si mettono alle spalle le inseguitrici raggiungendo quota cinque gol a testa. Harder, che nella scorsa stagione ha segnato sei gol in questa competizione, è andata a segno nella vittoria della seconda giornata contro la Juventus, prima di aumentare il suo bottino contro l’Arsenal nella terza giornata.

Ha poi firmato una doppietta nel pareggio per 2-2 contro l’Atleti, trovando nuovamente la rete nel successo per 3-0 contro il Vålerenga. Viens si è presa la scena con una splendida tripletta nel netto 6-1 rifilato al St. Pölten nella sesta giornata, dopo le reti contro Real Madrid e OH Leuven. La sua rincorsa al titolo di migliore marcatrice, però, si è arrestata con l’eliminazione della Roma. Alle spalle di Harder e Viens, a una sola rete di distanza (quattro gol), ci sono ben sei giocatrici: Ewa Pajor del Barcelona, Lineth Beerensteyn del Wolfsburg, Melchie Dumornay dell’OL Lyonnes, Caroline Weir del Real Madrid, Alessia Russo dell’Arsenal e Fiamma dell’Atlético Madrid.

Classifica marcatrici Women’s Champions League 2025/26 (dalla fase campionato in avanti)

Pernille Harder (Bayern München)
5 Evelyne Viens (Roma)

4 Lineth Beerensteyn (Wolfsburg)
Melchie Dumornay (OL Lyonnes)
4 Fiamma (Atlético de Madrid)
4 Ewa Pajor (Barcelona)
4 Alessia Russo (Arsenal)
4 Caroline Weir (Real Madrid)

Maggior numero di assist nella Women’s Champions League 2025/26 (dalla fase campionato in avanti)

Klara Bühl (Bayern München)

4 Alexia Putellas (Barcelona)

3 Linda Caicedo (Real Madrid)
3 Fiamma (Atlético de Madrid)
Beth Mead (Arsenal)

Classifica gol+assist nella Women’s Champions League 2025/26 (dalla fase campionato in avanti)

9 Klara Bühl (Bayern München)

7 Fiamma (Atlético de Madrid)
7 Alexia Putellas (Barcelona)

Le migliori marcatrici di Women’s Champions League stagione per stagione

2024/25: Clàudia Pina (Barcelona) 10
2023/24: Kadidiatou Diani (Lyon) 8
2022/23: Ewa Pajor (Wolfsburg) 9
2021/22: Alexia Putellas (Barcelona) 11

Under 20 LND, Tulimieri a segno nell’amichevole contro l’Arezzo Primavera. Canestro: “Test utile”

Si è chiuso il primo test amichevole della Rappresentativa Under 20, al termine di due giorni di lavoro culminati con l’ultima seduta di allenamento svolta presso il campo sportivo di Levane, dove la selezione guidata da mister Marco Canestro era in raduno da lunedì scorso. Sul campo aretino, spazio all’amichevole contro l’Arezzo Primavera, incontro che si è concluso con una sconfitta per la Rappresentativa Under 20, per 3-1.

Nel corso del primo tempo, sotto una pioggia incessante, la squadra di Canestro ha mostrato buone trame di gioco e solidità. Il vantaggio delle avversarie firmato da Tulimieri scuote la selezione azzurra LND che pareggia il conto grazie a Moschetto Giada.  In avvio di ripresa Balducci approfitta della rete libera da Kocina e con un tiro facile spiazza le ragazze LND. Da qui in avanti un susseguirsi di occasioni non concretizzate, sul minuto di recupero svetta Marra che chiude il test match per il 3-1. Un test utile e positivo allo staff tecnico per valutare il lavoro svolto e le risposte del gruppo in vista dei prossimi appuntamenti. La gara è stata trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube LND.

Queste le parole a caldo di mister Marco Canestro che ha sottolineato l’importanza di questi test nel percorso di crescita del gruppo: “Il risultato non deve condizionare il percorso appena iniziato, le ragazze sono unite e si sono adattate subito ai nostri ritmi. Ci saranno altre giocatrici e dopo le due amichevoli tireremo le somme per partecipare al torneo di Viareggio”.

L’attività della Rappresentativa Under 20 prosegue all’interno di un progetto più ampio che prevede la conclusione del ciclo dei raduni territoriali l’11 febbraio, con l’ultimo appuntamento dell’area sud in programma a Catanzaro. Il prossimo impegno amichevole è fissato per il 18 febbraio, quando la selezione tornerà in campo per un nuovo test di verifica contro il Sassuolo Primavera. Entrambi i test match rappresentano un’importante fase di avvicinamento al settimo Torneo Viareggio Women’s Cup, appuntamento di prestigio che consentirà allo staff tecnico di completare le valutazioni in vista della competizione.

UNDER 20-AREZZO PRIMAVERA 1-3
Reti:15’pt Tulimieri (Arezzo), 36’pt Moschetto G. (Lnd), 4’st Balducci (Arezzo), 46’st Marra (Arezzo)

Under 20 LND 1 Tempo (4-2-3-1) Moschetto; Venturini, Battocchio, Ballabio, Lucchetta; Mandaram (22’sr Moriconi), Moriconi; Moschetto, Lauriola, Marino; Pisoni
Under 20 LND 2 Tempo (4-3-2-1) Kocina; Leto, Fontana, Ruocco, Frecchiami; Razza, Zucchini, Bonfanti, Polato; Gallo
All. Marco Canestro

Arezzo Primavera (4-3-3): Piersantelli; Scaringi, Beduschi, Di Lorenzo, Moretti; Lell (16’st Arena), Tolomei (Sena, Bovolenta (40’pt Marra); Balducci, Tulimieri (38’ st Hervieux). A disp. Perfetti. A disp. Cardarelli, Carosi, Bolognesi, Nasoni, Biani, Placidi, Rosso. All. Marco Merola

Lista convocate

Portieri: Martina Moschetto (Erbusco), Milena Kocina (Sacilese)
Difensori: Michela Venturini (Academy Calcio Pavia), Fiamma Lucchetta (Trento Academy), Nicole Battocchio (Pro Sesto), Sara Frecchiami (Villa Valle), Giuliana Leto (Palermo FC), Alessia Ruocco (Roma CF), Vanessa Fontana (Sampdoria), Sofia Ballabio (Real Meda)
Centrocampisti: Marta Razza (Real Meda), Eleonora Moriconi (Tavagnacco), Giovanna Mandara (Grifone Gialloverde), Giulia Zucchini (Uesse Sarnico), Tina Costisella (Sudtirol)
Attaccanti: Sara Isabel Pisoni (Villorba Treviso), Giada Moschetto (Erbusco), Giulia Gallo (Roma CF), Michela Lauriola (Moncalieri), Benedetta Polato (Azalee Solbiatese), Martina Bonfanti (Trento Academy), Mikaela Marino (Pro Sesto)

Van Dooren horror, Bergamaschi commedia: il film di Roma vs Milan ha il lieto fine per le capitoline

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Seconda del girone di ritorno, sfida della parte alta della classifica tra Roma e Milan, che all’andata si era conclusa con un 2 a 1 in extremis di matrice giallorossa. Al “Tre Fontane” Mister Rossettini si presenta con una formazione nuova che vede una maglia da titolare a Csiki, al suo debutto, e Babajide dopo la bella prova in casa delle ducali. Milan a trazione anteriore con grande spazio alle giovani Arrigoni e Renzotti. Anche stavolta la vittoria è di misura per le giallorosse, 1 a 0 grazie al gol di Bergamaschi e in 11 contro 10 per buona parte del secondo tempo dopo l’espulsione di Van Dooren.

L’equilibrio d’inizio match viene interrotto da un’occasione cristallina di Koivisto a due passi da Baldi, che riesce a contenerla: Milan ottimo nella gestione del pallone in area da parte di Renzotti, meno nella concretizzazione. Viens colpisce una clamorosa traversa attorno al quarto d’ora su assist di Babajide, servita bene da Giugliano, dopodiché il Milan la emula con Soffia, il cui destro da fuori stampa il pallone sulla traversa. Van Dooren ci prova da pochi passi, centrando in pieno Baldi. La Roma trova la rete dell’1 a 0 su un altro contropiede con il destro di Viens, smarcatasi dalla difesa, ma viene annullato per una posizione di fuorigioco. 0 a 0 all’intervallo, due traverse colpite e tanto ancora da esprimere da ambo le parti.

In avvio di ripresa Babajide crossa al centro un pallone splendido a Viens, che insacca con un fuorigioco di partenza. Arrigoni cerca lo specchio con un siluro da fuori che esce di poco a lato, coordinazione perfetta della numero 8 rossonera. Van Dooren rimedia un rosso al 63′ per un intervento durissimo ai danni di Babajide, e al 66′ la nigeriana confeziona l’assist per il gol dell’ex a Bergamaschi, letale davanti a Giuliani. Viens segna per la terza volta e, per la terza volta, si vede annullare la rete per una posizione di fuorigioco. Milan in affanno dopo l’espulsione della sua centravanti, l’estrema difensora abbassa la saracinesca in molte occasioni e le sue compagne in avanti provano a chiudere in attacco per pareggiarla: l’atteggiamento delle ragazze di Bakker è quello giusto, il destro di Arrigoni da fuori è l’ultimo tiro delle rossonere, che si arrendono dopo aver degnamente combattuto novanta minuti.

Gara ineccepibile di Babajide, essenziale in ogni fase del match, e vanno citate anche Greggi e Dragoni, non male l’impatto di Csiki, giornata sfortunata per Viens. Arrigoni e Renzotti brillanti, Soffia si distingue per i recuperi, benché con qualche piccola sbavatura, e Kyvàg ha un bell’approccio alla gara, ma la MVP rossonera è Giuliani. Male, anzi malissimo, Van Dooren, che condanna il Milan alla sconfitta proprio nel suo momento migliore del match.

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