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Bitonto da impazzire. “Dedicato ai tifosi, ora un altro regalo per la Champions”

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Bitonto da impazzire. Quello conquistato a Bari, davanti ai 4000 del PalaFlorio, è il secondo tricolore consecutivo delle leonesse di Gianluca Marzuoli. Nessuno c’era mai riuscito prima. Anche se contro il TikiTaka c’è stato da sudare. “A un certo punto l’ho vista male – ammette Silvano Intini, presidente del club – ma le ragazze hanno lottato per la maglia dando emozioni indescrivibili. Siamo una squadra e una città, abbiamo vinto tutti insieme. Ora un altro regalo per la Champions“.
Ieri come oggi, c’è sempre Marzuoli a guidare le imprese delle pugliesi. “Siamo stati bravi a non perdere la testa quando siamo andati sotto. La dedica è tutta per i nostri tifosi, le ragazze sono state encomiabili“. Un solo capitano, Lucilèia. 41 candeline da spegnere a fine giugno e ancora tanta voglia di stupire.
Finchè mi diverto, posso giocare anche fino a 50 anni. Dicono che siamo una squadra troppo individualista, ma abbiamo dimostrato che non è così. Solo con lo spirito di gruppo potevamo ribaltare la finale secca“.

Time to Explore: l’iniziativa comunitaria di Carlotte Mae Wubben-Moy dell’Arsenal

Nel 1985 l’Arsenal Football Club è stato il primo club inglese a istituire un dipartimento comunitario denominandolo Arsenal in the Community. All’epoca non c’erano pressioni o aspettative in tal senso, ma il club londinese riteneva che restituire qualcosa alla propria comunità fosse la cosa giusta da fare. Era un periodo in cui la società stava affrontando una serie di sfide, con i disordini giovanili che costituivano un problema e la disoccupazione giovanile in aumento.

Da quella coraggiosa decisione, l’offerta comunitaria dell’Arsenal è cresciuta e si è rafforzata fino a diventare qualcosa di cui il club, i suoi giocatori, lo staff e i tifosi possono essere estremamente orgogliosi. Per un’organizzazione, assumersi la propria responsabilità sociale in questo modo unico è un modello da seguire per le organizzazioni aziendali, che si aggiunge ai numerosi “primati” innovativi in ​​cui l’Arsenal ha aperto la strada. È ancora molto insolito per un’organizzazione investire e sviluppare una forza lavoro, dispiegarla nella propria comunità locale e affrontare direttamente alcune delle questioni sociali più impegnative che la società deve affrontare.

Con l’aiuto di Arsenal in the Community e dello staff dell’Arsenal Hub, inaugurato nel 2015 per celebrare il 30° anniversario della Community, è nato il programma Time to Explore. Le sessioni settimanali gratuite sono state progettate per offrire opportunità creative alle ragazze sedicenni di Camden, Hackney e Islington e il programma è ora al suo secondo anno.

Carlotte Mae Wubben-Moy, difensore dell’Arsenal e della Nazionale inglese, è la mente alla base della missione inclusiva e solidale. Attraverso i canali ufficiali del club ha raccontato:

“Time to Explore è la mia iniziativa comunitaria, gestita dal fantastico staff dell’Hub. Le ragazze frequentano l’Hub ogni martedì e giocano a calcio il 25% del tempo, ma il restante 75% del tempo lo spendono esplorando cose che penso mi abbiano aiutato in gioventù a diventare la persona che sono oggi”, ha detto Lotte. “La persona che non si concentra solo sul calcio, apprezza altre cose nel mondo. Sono una serie di cose diverse che mi appassionano e che spero possano appassionare anche queste ragazze. Ecco di cosa parla Time To Explore: esplorare se ti piace qualcosa, ma anche se vuoi perseguire qualcosa di più e usare il calcio come mezzo per farlo. Penso che troppo spesso a scuola ci viene detto di no. Ci viene detto di stare zitti, ci viene detto di comportarci bene e, in realtà, penso che la crescita maggiore che ottieni come giovane donna è quando sei libero quando sei in grado di esprimerti. Mi piace pensare che ogni martedì che queste ragazze vengono quaggiù sia per loro un’occasione di essere libere in questo modo”.

Diego Rossi, Direttore Sportivo Lumezzane: “Soddisfazione e orgoglio per i risultati raggiunti”

Photo Credit: Pagina Youtube FC Lumezzane

Una stagione trionfale conclusasi con la promozione in Serie B e il raggiungimento della finale di Coppa Italia.

È questo il bottino del Lumezzane Femminile che ha tra i suoi protagonisti il direttore sportivo Diego Rossi: “C’è grande soddisfazione per i traguardi che abbiamo raggiunto in questa strepitosa stagione. Ci tengo a ringraziare la società che ci ha sempre supportato, cosa tutt’altro che scontata. Chi mi conosce sa che le mie squadre sono sempre state costruite partendo dal gruppo. Ho scelto queste giocatrici perché sono duttili e perché volevo che portassero a Lumezzane grande entusiasmo”.

Un lavoro molto importante è stato fatto sulla scoperta di nuovi talenti: “Io provengo dal mondo dello scouting e quindi quando sono davanti ad una giocatrice cerco di capire tutto di lei. Questo, oltre alle qualità in campo, fa la differenza e gli acquisti di Licari e Bianchi ne sono un ottimo esempio”.

Non solo giovani promesse, ma anche giocatrici d’esperienza fondamentali per guidare il gruppo alla vittoria: “Stimo molto tutte le nostre giocatrici come Redolfi che conosco da quando era una giovane in primavera, così come Galbiati, Viscardi, Barcella, Merli. Ogni giorno vengono al campo con grande entusiasmo e danno sempre tutto. Voglio comunque fare i complimenti ad ogni membro della rosa che ha dato un grandissimo supporto per conquistare il campionato”.

Nel calcio moderno i valori di attaccamento alla maglia si stanno perdendo col passare degli anni. Nel Lumezzane Femminile però c’è Simona Muraro, giocatrice lumezzanese che ha trasmesso alle sue compagne l’amore per i colori rossoblù: “Muraro è un talento che stimo da tanti anni. In questa stagione ha fatto capire a tutti quanto sia bello vestire la maglia del Lumezzane”.

Analizzando la stagione, Rossi si concentra sui numeri del campionato rossoblù: “Quando sono arrivato qui ho subito parlato con la nostra allenatrice che ha evidenziato delle lacune difensive nella rosa. Siamo partiti da lì e abbiamo fatto una stagione incredibile. Mi rende inoltre molto orgoglioso il fatto di avere tante giocatrici in doppia cifra”.

La prossima stagione sarà Serie B ed è già tempo di programmazione: “Il Lumezzane è ora sulla bocca di tutti. Ogni giorno ricevo tante telefonate da persone che parlano molto bene di noi. Stiamo iniziando a programmare tutti i fattori che servono per fare bene, partendo quindi dallo staff che è fondamentale per creare un team vincente”.

Il nuovo centro sportivo di Castenedolo darà sicuramente qualcosa in più alle ragazze di Mazza: “L’investimento della società sul centro sportivo è sinonimo di grande attenzione verso il mondo femminile. Non conosco società che fanno allenare la formazione maschile e quella femminile nello stesso centro; quindi, siamo fortunati perché la società crede in noi”.

In chiusura, un pensiero sulle differenze tra Serie C e B: “Il livello si alza. Andremo a confrontarci con squadre che investono tanto e puntano alla Serie A. Noi non faremo spese folli, ma andremo in cerca di persone che abbiano voglia di sposare questo progetto”.

Futsal Week, le Azzurre partono forte: 13-0 alla Groenlandia nella prima giornata. Domani la Polonia

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

È iniziato ieri mattina, con il match contro la Groenlandia, il cammino della Nazionale femminile di calcio a 5 alla Futsal Week, il torneo in corso di svolgimento a Porec, in Croazia. Le Azzurre si sono imposte con un ampio 13-0, partendo subito forte e controllando senza grossi affanni l’andamento del match: Grieco sblocca la partita in avvio, Boutimah – che poco prima aveva servito l’assist – trova il raddoppio sugli sviluppi di uno schema da calcio di punizione. Il 3-0 lo firma Adamatti al 12’ su bella imbucata di Borges che due giri di lancette più tardi realizza la quarta rete azzurra. A cento secondi dall’intervallo segna anche Silvia Praticò che, con un tap-in, ribadisce in rete una corta respinta del portiere groenlandese sul tiro di Vanelli. Avanti 5-0 dopo 20′, nel secondo tempo l’Italia dilaga: Mansueto segna il sesto e l’ottavo gol, Grieco il momentaneo 7-0, mentre Adamatti spinge in porta la nona rete. Nel finale altri quattro gol allargano definitivamente il parziale: segnano Ghilardi, Vanelli, Grieco e Ferrara per il definitivo 13-0.

A fine gara è arrivato il commento della Ct Francesca Salvatore:

“In passato in queste partite avremmo rischiato di soffrire, perché eravamo ancora all’inizio del nostro processo di maturazione. La prestazione contro la Groenlandia racconta di un’Italia che questa maturità l’ha raggiunta, passando anche da ostacoli importanti come le gare con Spagna e Portogallo. Il risultato non è mai stato in discussione: l’approccio è stato ottimale, così come l’attenzione in fase offensiva e difensiva. Abbiamo ritrovato le ragazze anche pronte a livello fisico e non era scontato a fine stagione. Stiamo acquisendo una consapevolezza che ci porta a giocare contro tutti con un DNA ben definito”.

Alle 11.45 ci sarà la Polonia: “L’asticella si alzerà, servirà massima attenzione perché l’avversario sarà di caratura superiore. Servirà maggior cinismo sotto porta, perché probabilmente avremo meno occasioni da gol rispetto a ieri”.

Futsal Week, il programma gare

Martedì 11 giugno
Groenlandia-Polonia 1-12
Marocco-Finlandia 2-4

Mercoledì 12 giugno
Italia-Groenlandia 13-0
Croazia-Marocco, ore 16

Classifica dopo la 2a giornata
Girone A
: Italia e Polonia 3, *Groenlandia 0
*una partita in più
Girone B: Finlandia 3, Marocco e *Croazia 0
*una partita in meno

Giovedì 13 giugno
Polonia-Italia, ore 11.45
Croazia-Finlandia, ore 16

Sabato 15 giugno
Finale 5°-6° posto, ore 11.45
Semifinale 1, ore 16
Semifinale 2, ore 18

Domenica 16 giugno
Finale 3° posto, ore 16
Finale 1° posto, ore 18

Henrietta Csiszár, Inter: “Non vedo l’ora di ricominciare. Milano? Mi sento a casa”

Credit Photo: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nella giornata appena trascorsa la società milanese ha reso pubblica la notizia che riguarda il prolungamento della durata del contratto di Henrietta Csiszár: la centrocampista classe ’94, infatti, rimarrà in nerazzurro fino al 30 giugno 2026. Di seguito le parole riferite dalla stessa poco dopo l’ufficialità:Mi sento motivata e pronta per quello che verrà. Quest’anno non abbiamo finito la stagione come avremmo voluto ma abbiamo un grande potenziale. Non vedo l’ora di ricominciare“.

Rinforzo nerazzurro dal 2021, la calciatrice d’origine ungherese conosce ormai bene il calcio giocato dello stivale; quest’ultima, maglia 27 della formazione, ha spiegato quanto sia grata per la possibilità che le è stata data anni fa, dando il suo personale parere sulla scena sportiva tricolore: “Penso che il campionato italiano sia adatto a meha confermatoamo giocare a calcio e questa è la cosa più importante. Da quando sono qui penso di essere migliorata molto tecnicamente, tatticamente e fisicamente; inoltre, questa esperienza mi ha permesso di conoscere delle grandi giocatrici e di trovare tanti amici e persone speciali. Milano è perfetta per me, qui mi sento a casa“.

I ricordi più accesi in questi colori?La vittoria contro il Milan al primo anno è stata indimenticabileha continuato la stessacosì come ricordo con piacere quella dell’ultima stagione; una vittoria speciale ,vista la prima partita nell’Arena, nostra nuova casa, con tantissime persone ad accoglierci“.

Durante l’intervista ai microfoni di Inter TV, però, non è mancato un pensiero ai tifosi; la classe ’94 si è rivolta così proprio a loro:Voglio ringraziare i tifosi per il loro supporto, sono stati incredibili; pioggia o caldo, ci sono sempre stati. Spero potremo realizzare qualcosa di grande insieme!“.

I precedenti del Giappone alle Olimpiadi

La doppia sfida con la Nuova Zelanda della scorsa settimana ha rassicurato Futoshi Ikeda, l’attuale allenatore della nazionale giapponese di calcio femminile: le sue ragazze hanno vinto entrambe le amichevoli con un ampio vantaggio sulle avversarie e un’ottima media di reti. In vista delle Olimpiadi di Parigi, questi risultati sono incoraggianti, per la squadra numero 7 del mondo nel ranking, arrivata alla sua sesta partecipazione. Non è riuscita a qualificarsi soltanto nel 2000 e nel 2016.

Il debutto nella competizione a Cinque Cerchi
Al suo esordio, avvenuto nel 1996 nelle Olimpiadi degli Stati Uniti, la formazione asiatica si è fermata alla fase a gironi, piazzandosi al quarto e ultimo posto del suo girone con Norvegia, Brasile e Germania, con un passivo di 7 reti, a dimostrazione che la nazionale era ancora acerba e non competitiva a sufficienza. Tutte e tre le partite sono finite con una sconfitta, le uniche 2 reti segnate sono arrivate nella sconfitta per 3 a 2 contro la Germania, e le ragazze hanno terminato a 0 punti.

I quarti di finale del 2004
Nel 2004, il girone a tre squadre è terminato con tutte e tre, vale a dire Giappone, Svezia e Nigeria, a 3 punti. Le nipponiche hanno vinto contro la Svezia per 1 a 0, ma perso contro la Nigeria con lo stesso risultato. Ad andare in goal per la prima e unica rete del Giappone nella fase a gironi è stata Eriko Arakawa, attualmente in forza Chifure Elfen Saitama. Le ragazze hanno subito una sconfitta di misura per 1 a 0 da parte degli Stati Uniti, la squadra che ha poi raggiunto e vinto la finale della competizione, e il loro cammino si è dunque fermato ai quarti.

Il quarto posto del 2008
Quattro anni dopo, le Olimpiadi hanno avuto luogo in Cina. Le giapponesi hanno raggiunto, per la prima volta nella loro storia, la finale per il 3°-4° posto, dalla quale sono però uscite sconfitte. La fase a gironi ha visto il Giappone classificarsi tra le migliori terze della competizione a 4 punti, con una differenza reti di 3 che ha permesso loro di qualificarsi ai quarti di finale; durante il loro percorso ai gironi, le nipponiche hanno vinto con una splendida manita alla Norvegia e pareggiato con la Nuova Zelanda, perdendo soltanto contro gli Stati Uniti. Ai quarti di finale, hanno poi vinto per 2 reti a 0 contro le padrone di casa cinesi; sono andate in goal Yuki Nagasato, che oggi gioca in National Women’s Soccer League per il Chicago Red Stars, e Homare Sawa, ritiratasi dal calcio giocato nel 2015 alla conclusione del mondiale in Canada. In semifinale, la bestia nera degli Stati Uniti si è ripresentata contro il Giappone e si è imposta ancora una volta per 4 a 2; il cammino delle nipponiche è terminato con un quarto posto dopo la sconfitta subita dalla Germania.

Il secondo posto ai Giochi Olimpici di Londra
L’avventura in terra inglese ha regalato loro il miglior risultato ottenuto nella storia della competizione proprio a Londra, la capitale.
Nel girone con le giapponesi c’erano Canada, Sudafrica e la quasi immancabile Svezia, che ha tutte le carte in regola per definirsi “bestia nera” del Giappone insieme agli Stati Uniti. Il Girone F si è chiuso con le giapponesi piazzatasi a uno splendido secondo posto proprio dietro alla Svezia; pur avendo entrambe 5 punti, è stata la differenza reti a far pendere l’ago della bilancia in favore delle europee, con cui le nipponiche hanno pareggiato in una partita terminata a reti bianche.
Ai quarti di finale, la nazionale femminile giapponese ha incontrato il Brasile, che ha sconfitto per 2 a 0 grazie a Ogimi e Ono, due giocatrici che hanno avuto un ruolo centrale anche nelle precedenti partecipazioni del Giappone alle Olimpiadi. Dopo aver vinto in scioltezza per 2 reti a 1 contro la Francia, la nazionale è arrivata in finale nella bolgia di Wembley contro gli Stati Uniti per provare a sfatare il mito secondo cui le statunitensi erano imbattibili. Le ragazze non hanno spezzato l’incantesimo e ne sono uscite sì sconfitte, ma con una medaglia d’argento al collo che non sono ancora riuscite a replicare.

Le Olimpiadi in casa: Tokyo 2020 e i quarti di finale
Nel Girone E il Giappone ha dovuto vedersela con Regno Unito, Canada e Cile. Si è qualificata al turno successivo in quanto tra le migliori terze della competizione con 4 punti e un’unica vittoria contro il Cile.
La seconda bestia nera del Giappone, la Svezia, è stata di nuovo determinante per il destino delle asiatiche nel loro cammino in casa nel 2020, anno già complicato a causa della pandemia. La nazionale nipponica, dopo un primo tempo brillante in cui sembrava essere al pari della formazione svedese, è poi calata terribilmente nella ripresa, ed è stata eliminata dalla corazzata svedese per 3 reti a 1. In quell’occasione andò a segno Mina Tanaka, giocatrice che si trova ancora nelle 22 convocate del ct e che potrebbe provare a riscattarsi in questo campionato olimpico.

Chiara Beccari, Juventus Women: “Grazie Juventus Women per la fiducia, ci vediamo presto”

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Quale scelta di parole migliore per accompagnare il ritorno in casa Juventus Women di Chiara Beccari. L’attaccante torna dal prestito al Sassuolo e condivide questo pensiero sul suo profilo Instagram:

“Due anni di nuove esperienze, di soddisfazioni e traguardi raggiunti.
Due anni di apprendimento e di maturazione.
Due anni dove ogni singola persona che ho incontrato ha contribuito al mio percorso di crescita.
Due anni anche di momenti difficili, pianti e infortuni.
Due anni dove tante cose sono cambiate ma una cosa è rimasta, sempre: il desiderio che un giorno sarei tornata a vestire questa maglia.
Quel giorno è arrivato e quel sogno si può dire realizzato… grazie Juventus Women per la fiducia, ci vediamo presto”.

Joelle Murray, Hibernian: “Sono orgogliosa di aver contribuito allo sviluppo del calcio scozzese”

Joelle Murray, capitana dell’Hibernian, ha recentemente concluso la sua carriera da giocatrice dopo 20 anni e 507 presenze con il club di Edimburgo militante nella Scottish Women’s Premier League.

Murray ha assistito in prima persona all’enorme crescita del calcio femminile da quando ha debuttato nel 2004, come affermato alla FIFPRO:

“Quando ho iniziato, ci allenavamo due volte a settimana e probabilmente era accettabile fare una di quelle sessioni di allenamento. Avanti velocemente fino alla partita di oggi, abbiamo strutture fantastiche, abbiamo supporto finanziario e risorse che circondano club come Hibs. I cambiamenti a cui ho assistito nella mia carriera sono stati decuplicati. Mi viene sempre chiesto se volessi iniziare la mia carriera dieci anni dopo, ma sono orgogliosa e privilegiata di aver svolto un ruolo pionieristico nel calcio. Non cambierei la mia carriera. Ci sono stati molti alti, molti bassi, ma sono fermamente convinto che tutte queste esperienze di vita formino la giocatrice e la persona. Sono orgogliosa di aver avuto un ruolo importante nella progressione del gioco scozzese”.

Progredire nel calcio femminile

Murray, 48 presenze in nazionale con la Scozia, è stata una delle numerose calciatrici che hanno partecipato al Women’s Player Summit della FIFPRO prima della finale della UEFA Women’s Champions League a Bilbao il mese scorso.

Il vertice offre l’opportunità di ottenere un feedback diretto dalle giocatrici su questioni che riguardano il loro settore, oltre a discutere opportunità strategiche per lavorare in modo collaborativo verso il futuro del gioco femminile.

“È stato interessante ascoltare altri giocatori in diversi paesi, esperienze sia a livello nazionale che con le loro squadre nazionali”, ha detto Murray. “È importante sentire cosa stanno facendo gli altri paesi in determinate aree del calcio femminile. Speriamo che, tra giocatori e rappresentanti sindacali, possiamo riportare questo nei nostri rispettivi paesi e implementarlo per il miglioramento del gioco”.

Il summit ha consentito alle giocatrici di confrontarsi su una serie di argomenti del settore e un’area in particolare che ha attirato l’attenzione di Murray è stata il diverso grado di professionalizzazione del gioco femminile in tutta Europa.

La calciatrice scozzese ha proseguito: “È stato illuminante ascoltare le diverse situazioni dei paesi che sono ancora all’interno di uno status amatoriale, dei paesi che sono pienamente professionistici e dei paesi che rientrano in un modello ibrido. Come calciatrice che gioca in Scozia, vogliamo lottare per raggiungere quello status pienamente professionale in tutto il gioco, che a sua volta, si spera, renderebbe la competizione molto più vicina quando si tratta di partite competitive”.

Da quando ha fatto il suo debutto all’Hibernian due decenni fa, Murray ha continuato ad affermarsi come leader del club. È stata la prima giocatrice femminile dell’Hibs a firmare un contratto professionale nel 2020 e ha guidato la sua squadra per una partita storica a Easter Road contro il Bayern Monaco in UEFA Women’s Champions League.

 

Dopo il suo ritiro, Murray è ora pronta ad abbracciare il prossimo capitolo della sua carriera, che non si allontanerà molto dal club di Edimburgo:

“Sostituirò il ruolo di giocatrice con quello di allenatrice, quindi lavorerò a stretto contatto con l’allenatore, Grant Scott, e vedrò le ragazze regolarmente durante la settimana e durante i giorni delle partite. Sono anche fortunata ad aver avuto varie opportunità con i media sia all’interno del club che all’esterno. Spero di poter continuare a sostenere fuori dal campo tanto quanto ho fatto in campo”. 

Ternana: estensione del contratto per Valeria Pirone – Permanenza in rossoverde fino al 2025

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La società umbra, attraverso i propri canali ufficiali, ha comunicato il prolungamento dell’accordo tra la stessa e l’attaccante Valeria Pirone: 30 giugno 2025, questa la data termine del contratto.

La numero 11 ha appena archiviato la sua prima esperienza in maglia Fere da vera protagonista: per lei, infatti, è arrivato il record di 22 marcature in una sola stagione, con conseguente nomina di capocannoniere della seconda serie.
Classe ’88, fin dal suo esordio a Narni non ha nascosto la voglia di riscatto dopo una parentesi complicata; stimolo ritrovato, potrà ora avere la possibilità di proseguire negli stessi colori e nella stessa categoria, donando contributo importante alla formazione.
Non resta che attendere il suo ritorno in campo: chissà quante volte ancora la vedremo esultare, replicando il famoso aeroplanino di un Montella giallorosso.

Parigi 2024: che spettacolo la Torre Eiffel con i Cerchi Olimpici!

Venerdì 7 giugno gli organizzatori dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 hanno installato gli iconici cinque cerchi Olimpici  tra il primo e il secondo piano della Torre Eiffel, a distanza di 50 giorni dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi.

Quella mattina, il popolo parigino ha finalmente potuto ammirare l’installazione, dopo che circa 200 operai e agenti di sicurezza hanno lavorato tutta la notte per assicurarsi che tutto fosse pronto al risveglio della città.

Il presidente di Parigi 2024 Tony Estanguet ha commentato: “È meraviglioso. È un insieme di tante emozioni, possiamo sentire che qualcosa sta accadendo. Già il passaggio della Torcia Olimpica in tutto il Paese, e ora questo nuovo passo con i cerchi Olimpici, cambierà il volto di Parigi e chiamerà l’intero Paese a questi Giochi Olimpici memorabili.”

Immancabili le dichiarazioni di Amélie Oudéa-Castéra, ministro della Gioventù, dello Sport e dei Giochi Olimpici e Paralimpici: “È bellissimo vedere cinque cerchi appesi alla Tour Eiffel. Quel monumento significa molto per i francesi e per tutto il mondo. Perciò, osservare i cinque colori che rappresentano i continenti e il simbolo dell’unione tra i gli atleti di tutto il mondo che presto competeranno tra loro qui, a Parigi, e in tutta la Francia, è qualcosa di molto emozionante per noi”.

I cerchi, chiamati anche “Spectaculars” da Parigi 2024, sono i protagonisti dello show grazie al loro formato gigante: 29 metri di larghezza, 13 metri di altezza e circa 30 tonnellate. Ogni anello ha un diametro di 9 metri.

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