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Bitonto-TikiTaka Francavilla, tocca di nuovo a voi! Finale scudetto il 9 giugno al PalaFlorio in diretta su Sky

Bitonto per il bis (dopo aver eliminato il Montesilvano in gara -2), TikiTaka Francavilla per il riscatto (dopo il doppio successo contro il Falconara). Esattamente come un anno fa, anche lo scudetto della Serie A femminile stagione 23/24 sarà una questione “personale” tra pugliesi e abruzzesi. Cambia solo la cornice: il tricolore si assegnerà infatti il prossimo 9 giugno (alle ore 17) al PalaFlorio di Bari, cornice della finale secca che verrà illuminata dalle telecamere di SkySport.

DUE SU DUE – In entrambe le “semi” non c’è bisogno della “bella”: se il TikiTaka si impone con un doppio 2-1 (prima al PalaRigopiano e poi al PalaBadiali) contro lo Stilcasa Costruzioni Falconara, il Bitonto la spunta con più facilità contro il Montesilvano: 6-3 alla “prima”, (risultato maturato al PalaRoma negli ultimi 3’ minuti di gara) e largo 7-1 al PalaPansini. Nell’arena di casa le leonesse di Marzuoli ruggiscono forte e staccano il pass per la meritata finale: Lucilèia (tripletta) e Diana Santos (doppietta) le stelle del venerdì sera, in gol anche Grieco e Mansueto, mentre la risposta di Taty per il momentaneo 1-1 si rivela solo un fuoco di paglia. Così è deciso, quindi. Nuovo anno, stesse finaliste: Bitonto e TikiTaka, fateci divertire.

 

SERIE A FEMMINILE – PLAYOFF – QUARTI DI FINALE

1) BITONTO-KICK OFF 9-1 (gara-1 2-4, gara-2 8-1)
2) GTM MONTESILVANO-FEMMINILE MOLFETTA 7-3 (9-0)
3) TIKITAKA FRANCAVILLA-LAZIO 7-1 (4-1)
4) STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA-VIP 4-0 (7-5 d.t.s.)

SEMIFINALI (gara-1 25/05, gara-2 30/05, ev. gara-3 01/06)
X) BITONTO-GTM MONTESILVANO 7-1 (and. 6-3)
Y) STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA-TIKITAKA FRANCAVILLA 1-2 (and. 1-2)

FINALE – GARA UNICA – 09/06
BITONTO-TIKITAKA FRANCAVILLA

Negli ultimi 90 minuti: Duello a distanza, in palio permanenza e play-out, tra Grifone e Coscarello.

Inizia con la vittoria del Matera contro il Crotone l’ultima giornata di campionato del girone C di serie C femminile: otto gare spalmate in tre giorni. Matera che ha anticipato al 30 maggio liquidando il Crotone per 2-0, sei gare domenica 2 giugno ed infine la chiusura della regular season, mercoledì 4 giugno alle 20, con il derby campano fra Independent e Villaricca  In attesa dell’eventuale play –out.

Riflettori puntati sulle sfide Molfetta – Grifone e Frosinone – Coscarello, in gioco retrocessione e play-out: Si parte con questa classifica Grifone Gialloverde 24 punti Coscarello 21, distacco inferiore a cinque punti, play –out in casa del Grifone che occupa una posizione migliore. Le combinazioni non sono tantissime ma disegnano diversi scenari.

Grifone salvo in caso di vittoria e pareggio o sconfitta del Coscarello, si registrerebbe questa classifica con Grifone 27 punti Coscarello 22 o 21. Un altro caso prevederebbe sempre play-out ma, sfida in casa del Coscarello: Vittoria del Coscarello e sconfitta del Grifone parità in classifica a 24 punti. In questo caso per decidere dove svolgere la sfida, si terrà conto degli scontri diretti: Una vittoria a testa quindi parità si andrà a vedere la differenza reti in questo caso vantaggio del Coscarello di una sola rete. Negli altri casi i play-out si giocherebbero in casa del Grifone.

Altri incontri della giornata: Festa della Vis Mediterranea, anche se in campo neutro, per la vittoria in campionato spettatore sarà Il Lecce Woman. Sfida da quinto posto fra Montespaccato e Catania, sfida tra deluse Palermo e Trastevere. L’Apulia Trani saluta il suo pubblico sul neutro di Bisceglie, dopo la doppia retrocessione lo vuol fare con una vittoria ai danni della Salernitana.

Programma della 30 giornata: Crotone –  Matera Women 0-2 (disputata il 30 maggio), Apulia Trani- Salernitana 1919 (Gambirasio di Bergamo), Frosinone Calcio – E. Coscarello (Palmieri di Avellino), Molfetta Calcio Grifone (Brozzoni di Bergamo), Montespaccato – Catania (Pascuccio di Ariano Irpino), Palermo – Trastevere (Trombello di Como), Vis Mediterraneo – Women Lecce (De Paolis di Cassino), Independent- Villaricca (si gioca 4 giugno alle 20)

Classifica: Vis Mediterraneo 74, Frosinone Calcio 68, Trastevere Calcio 67, Palermo 62, Catania e Women Matera* 51, Montespaccato 49, Lecce 46, Independent 43, Salernita 1919 38, Villaricca 34, Grifone Gialloverde 24, E. Coscarello 21, Apulia Trani 17, Crotone* 10, Molfetta Calcio 9.

*Una gara in più

Norvegia-Italia 0-0: attacco sterile e i terzini non spingono, bene la fase difensiva

La terza gara dei gironi di qualificazione si è conclusa 0-0 all’Ullevaal Stadion. L’Italia porta a casa un punto importante contro la Norvegia, con qualche rammarico, dopo una prestazione senza infamia e senza lode.

Ecco le pagelle delle Azzurre:

Giuliani 6,5: attenta e ben posizionata. Salva l’Italia sul tiro a giro di Graham-Hansen con una buona respinta e, generalmente, esce con coraggio e sicurezza su ogni palla alta;

Bartoli 5,5: molto meglio in fase di contenimento che in quella di spinta. La capitana della Roma non riesce a spingere dalla sua parte (dal 79′ Salvai sv: entrata per aggiungere centimetri al reparto offensivo, lo fa con diligenza);

Linari 6,5: giganteggia in difesa con la fascia da capitana al braccio. Soncin punta fermamente sulla sua personalità e non rinuncia mai a lei;

Lenzini 6: qualche imprecisione iniziale, ma cresce con il passare dei minuti. Prestazione sostanziosa e attenta per il difensore della Juventus;

Di Guglielmo 5,5: nemmeno dalle sue parti si vedono le discese a cui sono abituati i tifosi della Roma e quelli italiani. Certo, Graham-Hansen è un cliente scomodo e da non perdere di vista, ma quando riesce a farsi vedere davanti commette qualche errore di troppo;

Greggi 5,5: corre molto e cerca costantemente il dialogo con le compagne. Soncin le chiede una prestazione dinamica e di sacrificio, ma, per qualità, lei eccelle maggiormente in un centrocampo a 3 e offensivo. Non lascia il segno (dal 63′ Dragoni 6,5: aggiunge qualità al centrocampo Azzurro, non a caso gioca nel Barcellona. Ci prova con personalità dal limite dell’area con un tiro a giro alto a 20 minuti dalla fine. Vederla titolare più spesso gioverebbe alla Nazionale);

Galli 6: ci mette sempre il fisico e svaria lungo tutta la linea di centrocampo. Partita di grande sostanza per la centrocampista italiana che gioca nell’Everton. Rimedia l’ammonizione per un fallo tattico a metà campo;

Caruso 6: la centrocampista della Juve cerca di stare sempre sul pezzo e di mettere in campo la sua inconfondibile grinta. Qualche tentativo dalla distanza fuori misura, così come il calibro dei suoi calci piazzati. Ci si aspetta qualcosa in più da Arianna (dal 79′ Giugliano: lasciata fuori a sorpresa, la numero 10 ha veramente pochi minuti per fare la differenza con le sue giocate);

Bonansea 6: esterna di centrocampo, gioca molto alta e ripiega con sacrificio in difesa. Sfrutta sempre la sua velocità, nel primo tempo cerca un assist con abilità per Cantore. Prestazione tutto sommato sufficiente (dal 63′ Bonfantini 6: ci si aspetta molto di più da una giocatrice offensiva come lei. Seppur in ombra fino all’ultimo minuto, sfiora il vantaggio allo con un sinistro a incrociare dopo un dribbling secco su Thorisdottir);

Giacinti 5,5: fa il lavoro sporco, fatica ad attaccare la profondità per via della fisicità delle norvegesi. Sbaglia alcuni movimenti e pecca di lucidità quando nel primo tempo calcia verso Firkenstrand invece che servire a lato Bonansea. Poco incisiva rispetto al solito;

Cantore 6: la più pericolosa in attacco, svaria cercando di non dare riferimenti alla difesa norvegese e cerca la porta ogni volta che può.  (dal 70′ Catena 5,5: 20 minuti a disposizione per l’attaccante della Fiorentina. Apporto impalpabile in una gara difficile).

Andrea Soncin 6: lui e il suo staff erano consapevoli che fosse una partita tosta e propone un 11 titolare ibrido, tra qualità e sostanza. L’Italia esce dall’Ullevaal Stadion con un punto che fa respirare la squadra. Curiosa la scelta di rinunciare alla qualità di Giugliano per scelta tattica.

Norvegia-Italia 0-0: un punto positivo, ma si poteva fare di più

Norvegia-Italia è il primo di due crocevia importanti per la qualificazione diretta a UEFA WEURO 2025. Lo 0-0 che esce dalla prima sfida è considerabile positivo, ma l’Italia deve fare di più in queste gare, anche perché l’attacco continua a pungere senza però ferire.

Il CT Soncin prepara un 4-4-2 particolare, con l’incontrista Greggi nell’inedita posizione di esterna sinistra, mentre Bonansea occupa la fascia opposta. Cantore e Giacinti si occupano la prima della profondità, la seconda di dare un riferimento offensivo. Galli ha compiti di interdizione, Caruso di costruzione. Il reparto difensivo resta più o meno omogeneo e pressoché identico alle ultime uscite: Bartoli a destra, Di Guglielmo a sinistra, Linari e Lenzini al centro. Giuliani in porta.

Nonostante le 11 attaccanti convocate (delle quali 7 esterne), l’attacco rimane un reparto in difficoltà. E se rispetto all’ultima prestazione contro la Finlandia crea di più, manca poi la cattiveria nella conclusione. La prima accensione alle emozioni la dà Cantore al 13′, producendosi in un buon dribbling chiuso da un tiro sull’esterno della rete. La stessa bianconera al 32′ ha una seconda opportunità su imbucata di Bonansea, ma Fiskerstrand scherma ottimamente il suo palo.

In mezzo invece, la Norvegia ha ben quattro opportunità, la più pericolosa quella di Harviken al 29′ (sinistro largo però da ottima posizione). Si sottolinea anche la buona chiusura di Linari sul destro di Bjelde. Nell’ultimo quarto d’ora c’è ancora uno spazio per Cantore, che al 33′ si trova perfettamente libera davanti al portiere, ma preferisce una giocata di sponda all’incornata, sprecando l’occasione. L’ultima opportunità capita alle Norvegesi: Giuliani fa ottima guardia sul tiro di Graham Hansen, poi Bizet Ildhusøy spreca malamente a porta vuota.

L’inizio di ripresa ha lo stesso leitmotiv del primo tempo, pur con molte meno opportunità. Un brivido per parte: Terland manca la porta al 51′, complice una salvifica deviazione, poi Cantore al 56′ si fida troppo a rientrare sul suo destro e mette sul fondo. Sono i cambi a dare la giusta carica. Su tutti, l’innesto di Dragoni, che al 72′ sfiora il gol al termine di una bella azione personale, in cui ha resistito alla fisicità delle avversarie. L’ultima opportunità capita a Bonfantini, con un difensore ospite che rinvia sulla traversa e salva il punteggio. Dunque 0-0. Al “Mazza” servirà concretezza.

NORVEGIA (4-3-3): Fiskerstrand; Tuva Hansen, Harviken, Bergsvand, Bjelde (56′ Thorisdottir); Reiten, Syrstad Engen, Bøe Risa (62′ Naalsund); Bizet Ildhusøy (46′ Terland), Roman Haug (62′ Ada Hegerberg), Graham Hansen (90′ Sævik). C.T.: G. Grainger

ITALIA (4-3-3): Giuliani; Di Guglielmo, Linari, Lenzini, Bartoli (79′ Salvai); Greggi (63′ Dragoni), Caruso (79′ Giugliano), Galli; Cantore (70′ Catena), Giacinti, Bonansea (63′ Bonfantini). C.T.: A. Soncin

Marcatrici: /

Ammonizioni: 50′ Galli (I)

Arbitro: Stéphanie Frappart (FRA)

Note: recupero pt 1′, st 6′

NWSL: Orlando Pride capolista dopo la vittoria sul Portland Thorns

Venerdì 24 maggio la National Women’s Soccer League ha dato inizio alla sua giornata numero 11 con il match tra Angel City e San Diego Wave. Il nono “Clásico” californiano è stato giocato nel BMO Stadium di Los Angeles ed è terminato a reti bianche.
Nel corso del primo tempo, il pallino del gioco l’ha tenuto prettamente il Wave, e la squadra di Casey Stones ha messo un po’ di pepe in partita costringendo il portiere dell’Angel City DiDi Haračić a fare numerosi interventi per difendere la sua porta. Il Wave ha totalizzato 12 tiri nella porta avversaria; d’altro canto, i 4 tiri dell’Angel City sono stati effettuati tutti nello specchio della porta. La centrocampista del Wave Savannah McCaskill è quasi riuscita ad andare a segno, ma il portiere l’ha bloccata all’ultimo secondo, facendo sfumare l’illusione del goal. Al 38° minuto, l’attaccante dell’Angel City Claire Emslie ha passato la sfera all’altra attaccante e compagna di squadra Sydney Leroux, che ha avuto l’occasione di calciare e provare a sorprendere il portiere del Wave Kailen Sheridan; pur essendo insidioso, il tiro non ha impensierito Sheridan.
Il secondo tempo ha rimescolato tutte le carte in tavola e l’Angel City ha fatto la voce grossa, entrando in partita e gestendola così come il Wave aveva fatto durante i primi 45 minuti. L’Angel City ha tentato più volte del Wave di segnare, e ha anche ottenuto un maggior possesso palla, ma la partita non si è comunque sbloccata.

Con la vittoria per 2 a 1 sul Portland Thorns, l’Orlando Pride ha consolidato il suo primato in classifica e ha frenato la corsa di una squadra che stava lentamente riuscendo a raggiungere il secondo posto, piazzamento con cui ha concluso la stagione del 2023.
L’Orlando Pride ha continuato la sua striscia di risultati positivi e messo a segno la più lunga serie di vittorie consecutive nella storia del campionato, ben otto, e questo è stato reso possibile soprattutto grazie a una veterana come la brasiliana Marta e all’indispensabile Barbra Banda, che non ha ancora trovato un difensore capace di contenerne la bravura.
Proprio Banda ha innescato l’azione nel primo tempo, quando un pallone crossatole da Marta dalla bandierina è finito nel mucchio in area di rigore e, infine, tra i piedi di Banda. Il portiere del Thorns Shelby Hogan, che aveva appena salvato la squadra dal vantaggio avversario con una parata strepitosa, in questo frangente non ha invece potuto fare nulla se non vedere la palla oltrepassare la linea di porta. Quasi a fotocopiare l’azione, dieci minuti più tardi sempre Banda ha recuperato un pallone da Marta e ha raggirato il difensore che la stava marcando per allungare sulle avversarie e fare doppietta personale.
Le squadre sono andate a riposo con l’Orlando Pride in vantaggio per 2 reti a 0. Il Portland Thorns è rientrato in partita a poco meno di venti minuti dal triplice fischio: l’attaccante Izzy D’Aquila ha accorciato le distanze al 71°, ma né lei né le compagne sono riuscite a trovare il pareggio.

A Washington, nel frattempo, si giocava il match pirotecnico tra Washington Spirit e Seattle Reign. Le padrone di casa hanno superato il Seattle per 3 reti a 2, una rivincita della partita dello scorso marzo, che si era invece chiuso a favore del Seattle.
Anche questa è stata all’insegna della bravura del nuovo acquisto Croix Bethune. Al minuto 21 del primo tempo, la sua compagna di squadra Ouleye Sarr le ha crossato un pallone perfetto mentre era in corsa, e il tiro da parte di Bethune era troppo potente perché il portiere del Seattle Laurel Ivory potesse evitarne la rete. Pochi minuti più tardi, Trinity Rodman si è conquistata un calcio di rigore che ha lasciato battere alla centrocampista Andi Sullivan: quest’ultima l’ha trasformato in tutta facilità in un goal. La terza e ultima rete del Washington Spirit è arrivata prima dell’intervallo a opera di un’azione combinata tra Croix Bethune e Sarr, che ha trovato la rete. Il Seattle ha però battuto un colpo poco prima del fischio dell’intervallo, quando l’attaccante Veronica Latsko ha accorciato le distanze e dato un’iniezione di fiducia a tutta la squadra.
Nella ripresa, quella scintilla di Latsko che aveva acceso la speranza si è invece spenta: il Reign è stato chiuso nella propria metà campo e ha passato la maggior parte del tempo a difendere il risultato di 3 a 1 e a evitare che le padrone di casa dilagassero nel punteggio. Sono anche mancate le occasioni da goal fino  a pochi minuti prima del fischio finale, quando l’esordiente Emeri Adames ha segnato il suo primo goal da professionista su punizione e portato le reti del Seattle a 2. Il match è terminato poco dopo, con il Spirit che ha potuto tirare un sospiro di sollievo per essersi portato a casa i tre punti.

Una formazione che pareva aver iniziato bene il campionato e che ha invece avuto un calo drastico nelle ultime due giornate è il North Carolina Courage, sconfitto in trasferta per ben 3 reti a 0 dallo Houston Dash, che non solo si è portato a casa i tre punti, ma ha anche regalato ai tifosi l’attesissimo debutto del difensore brasiliano Tarciane, classe 2003 arrivata dal Corinthians.
La partita è stata sbloccata allo scadere del primo tempo. Ramona Bachmann ha gonfiato la rete dopo aver ricevuto la palla dal nuovo acquisto Avery Patterson in prossimità del dischetto, calciando nell’angolino basso: ha avuto tutto il tempo di controllare la palla prima di calciare in un punto dove il portiere del Courage Casey Murphy non ha potuto mettere i guantoni. Al 68° minuto, in una sorta di replica del primo goal, la centrocampista del Dash Bárbara Olivieri ha ricevuto un passaggio al limite dell’area di rigore da parte dell’attaccante Michelle Alozie, e la sfera ha superato Murphy.
Il terzo è ultimo goal è arrivato quando mancava poco al novantesimo: Diana Ordóñez si è aggiunta al tabellino dei marcatori trovando la rete su un rimpallo di Alozie che ha reso la palla a dir poco imprendibile. Il Dash ha tirato 9 volte in porta, mentre il Courage è arrivato alla doppia cifra e raggiunto i 13 tiri verso la porta, tre dei quali hanno impensierito il portiere del Dash Jane Campbell e l’hanno costretta a intervenire.

La formazione californiana del Bay è stata sconfitta in casa a San Jose per 2 reti a 0 dalle newyorchesi del Gotham, che hanno proseguito la loro striscia di vittorie consecutive. Il merito della vittoria va tutto a Ella Stevens, che ha assicurato alle compagne i tre punti.
A pochi minuti dal termine del primo tempo, Stevens ha concluso verso la rete dopo un cross da parte di Esther e ha portato la sua squadra in vantaggio. Un paio di minuti più tardi, un errore di disimpegno in area di rigore saggiamente visto e sfruttato da Stevens ha permesso alla sua squadra di portare il vantaggio a due lunghezze. Il Bay non ha avuto l’occasione e la bravura di ritornare in partita pur dominando per quel che riguarda il possesso palla e il numero di tiri nello specchio della porta in tutto il secondo tempo.

La sensazionale esordiente del Racing Louisville Emma Stevens non ha soltanto consegnato il vantaggio nelle mani della sua squadra: le ha anche regalato i tre punti in una vittoria di misura per 1 a 0 in trasferta contro il Chicago Red Stars. Grazie a questa prestazione, Stevens si sta facilmente aggiudicando il posto di miglior calciatrice della stagione giocata fino a questo momento.
Al 26° minuto, il difensore Carson Pickett aveva tra i piedi il pallone e l’ha crossato fino a raggiungere Sears, che in tutta calma l’ha addomesticato e gestito per poi fargli oltrepassare il portiere del Chicago Mackenzie Wood.
Bev Yanez, allenatrice del Racing, ha detto nel post-partita: “Sapevo già da subito che non avremmo dovuto farci sfuggire nessuna occasione, neanche quelle a inizio gara, e credo che le ragazze abbiano dimostrato quanto sono cresciute.” Onore al Racing, che ha mantenuto una prestazione brillante fino al novantesimo senza concedere niente alle avversarie.

L’ultima partita della giornata numero 11 di campionato è stata giocata dal fanalino di coda, l’Utah Royals, contro la corazzata del Kansas City Current, ancora imbattuta dall’inizio del campionato: il risultato finale si è fermato sull’1 a 0 per il Kansas City Current, che si è portato a casa la vittoria in trasferta e ha fatto sprofondare ulteriormente nel baratro la formazione dello Utah.
L’unico goal di tutta la partita è arrivato da Elizabeth Ball proprio quando il difensore Gabrielle Robinson ha abbandonato il terreno di gioco per via di un infortunio. Al 58° minuto, Ball ha battuto in tutta facilità il difensore e ricevuto un pallone su colpo di testa della compagna Claire Hutton, facendolo poi andare al di là dell’estremo difensore dello Utah Mandy Haugh. Hutton è diventata la terza più giovane calciatrice a creare un’occasione da goal e il successivo assist nella storia della competizione.

Tutte le vincitrici del Pallone d’oro della Coppa del Mondo femminile FIFA U-17

Una nuova generazione di calciatrici si recherà nella Repubblica Dominicana a ottobre, in occasione dell’inizio dell’ottava edizione della Coppa del Mondo femminile FIFA Under 17.

Molte stelle hanno messo in mostra il proprio talento su questo palcoscenico mondiale. La FIFA esamina coloro a cui è stato assegnato il Pallone d’oro come miglior calciatrice dell’evento.

Nuova Zelanda 2008

Pallone d’oro: Mana Iwabuchi (Giappone)

Vincitrice : Corea del Nord

Nonostante l’eliminazione del Giappone ai quarti di finale, una serie di prestazioni esaltanti ha fatto guadagnare a Iwabuchi il Pallone d’oro Adidas della prima fase finale U-17. È diventata la prima giocatrice giapponese ad ottenere un riconoscimento individuale in un torneo FIFA.

Trinidad e Tobago 2010

Pallone d’oro : Yeo Minji (Corea del Sud)

Vincitrice : Corea del Sud

Yeo è stata nominata miglior giocatrice e capocannoniere dell’edizione 2010 con otto gol, tra cui quattro gol nella vittoria per 6-5 sulla Nigeria, dopo aver contribuito a portare la Corea del Sud al titolo.

Azerbaigian 2012

Pallone d’oro : Griedge Mbock Bathy (Francia)

Vincitrice : Francia

L’unico difensore ad essere nominato miglior giocatore di una Coppa del Mondo femminile a livello giovanile o senior, Mbock Bathy ha dato l’esempio in fase difensiva, aiutando la Francia a diventare la prima vincitrice europea del titolo.

Costa Rica 2014

Pallone d’oro : Hina Sugita (Giappone)

Vincitrice : Giappone

Sugita ha trascinato il Giappone al suo primo trofeo – segnando cinque gol, inclusa una tripletta contro il Paraguay – prima di vincere lo stesso titolo alla Coppa del Mondo femminile FIFA Under 20 due anni dopo.

Giordania 2016

Pallone d’oro : Fuka Nagano (Giappone)

Vincitrice : Corea del Nord

Il dominio dell’Asia sul premio per il miglior giocatore è continuato nel 2016, quando Nagano è diventata il quarto rappresentante del continente in cinque tornei a ricevere il titolo. Il centrocampista ha guidato il Giappone alla seconda finale consecutiva.

Uruguay 2018

Pallone d’oro : Claudia Pina (Spagna)

Vincitrice : Spagna

Anche se i sette gol di Pina sono bastati solo per aggiudicarsi la Scarpa d’argento adidas, le sue prestazioni durante tutto il torneo – in particolare la doppietta decisiva in finale – le hanno permesso di vincere il titolo come miglior calciatrice del torneo.

India 2022

Pallone d’oro : Vicky Lopez (Spagna)

Vincitrice : Spagna

Il secondo trionfo consecutivo della Spagna è stato caratterizzato da un altro eccezionale interprete: Lopez ha segnato reti decisive, aiutando le europee a vincere il trofeo e aggiudicandosi il premio di migliore del torneo.

Sonia Bompastor è la nuova allenatrice del Chelsea

Sonia Bompastor sarà la nuova allenatrice del Chelsea. L’annuncio è stato condiviso dal club londinese attraverso i canali ufficiali nella giornata di mercoledì, a distanza di quattro giorni dalla finale di UEFA Women’s Champions League.

Dopo tre stagioni sulla panchina del Lione, l’ex giocatrice francese lascia la sua terra nativa per sostituire Emma Hayes, diventata ct della Nazionale femminile USA dopo quasi 12 anni sulla panchina delle Blues.

Bompastor ha firmato un contratto quadriennale con il Chelsea. Paul Green, il direttore generale del club, ha dichiarato: “I direttori sportivi e io abbiamo condotto un processo di reclutamento approfondito e ponderato per identificare il successore di Emma. La visione, la filosofia di coaching e la mentalità vincente di Sonia l’hanno resa una candidata eccezionale È un’allenatrice di livello mondiale con una comprovata esperienza di successo sui palcoscenici più importanti che susciterà immediatamente rispetto dallo spogliatoio”.

I colleghi Laurence Stewart e Paul Winstanley,  co-direttori sportivi del Chelsea, hanno aggiunto: “Sonia è il candidato ideale per costruire sull’eredità di Emma e portare avanti la squadra. Porta una vasta esperienza nell’allenarsi ai massimi livelli e nel vincere trofei come giocatrice e allenatrice. La sua etica e i suoi valori sono in linea con il Chelsea Football Club. Non vediamo l’ora di averla a bordo”.

Entusiasmo alle stelle, dunque, nella società di proprietà del fondo americano Blues Partners Limited. L’ingaggio di Bompastor manifesta l’evidente volontà di restituire al club gloria e prestigio. Sonia Bompastor ha tutte le carte in regola per riuscirci: allenatrice con un’illustre carriera da giocatrice alle spalle, per lei sollevare trofei non è mai stata una novità.

Da giocatrice, ha vinto due campionati e una Coppa di Francia con il Montpellier e sei campionati e tre Coppe con Lione. L’ultima a 33 anni nel 2013, anno del suo ritiro dal calcio giocato, alzandola con la fascia di capitano al braccio. E dopo aver vinto per due anni consecutivi la UEFA Women’s Champions League con il Lione (nel 2011 e nel 2012), Bompastor è diventata la prima – e rimane l’unica – donna ad aver vinto la competizione sia da giocatrice che da allenatrice.

Come se non bastasse, ha collezionato ben 156 presenze con la Nazionale maggiore, partecipando a tre Europei e due Mondiali. Ora la leggenda francese comincerà un nuovo capitolo della sua carriera, accompagnata dai suoi assistenti Camille Abily e Theo Rivrin.

Salernitana-Independent termina a reti bianche, Elio Aielli: “Buona gara contro una squadra in salute”

Credit Photo: Independent
La Serie C Femminile è oramai giunta al rush finale, nel girone C in occasione della penultima gara di campionato l’Independent ha affrontato in trasferta la Salernitana al Vincenzo Volpe. La gara è terminata a reti inviolate nonostante i numerosi tentativi da parte di entrambe le squadre di trovare la via del gol, confermando l’equilibrio di una sfida combattuta soprattutto a livello del centrocampo. Un risultato che consente alle campane di mantenere il nono posto in classifica e alle granata il decimo.
Al termine del match l’allenatore della formazione ospite, Elio Aielli, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla partita, proiettandosi anche verso l’ultima gara contro il Villaricca in programma domenica. Ecco le sue parole:
“Siamo partiti bene ed abbiamo fatto una buona gara, non era facile al cospetto di una Salernitana in salute e che voleva chiudere bene davanti al proprio pubblico.
La squadra ha creato e ci ha messo tutta la forza per provare a fare bottino pieno, peccato per quella punizione nel finale. Ora ci attende l’ultima gara per prenderci l’abbraccio del Kennedy, e celebrare l’ennesima stagione importante”.

L’avversaria: la Norvegia. Le attaccanti Hansen e Hegerberg guidano la riscossa di un gruppo che vuole tornare grande

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Le difficoltà degli ultimi anni non devono trarre in inganno: nel doppio confronto in programma domani a Oslo (ore 18, Rai 2) e martedì a Ferrara (ore 18.15, Rai 2) l’Italia affronterà una squadra che grazie alle sue campionesse e al lavoro di Gemma Grainger sta lentamente ritrovando se stessa. Il nuovo corso guidato dal tecnico inglese ha spazzato via le incertezze della gestione di Hege Riise, una leggenda del calcio norvegese – suo il record di presenze (188) con la maglia della Nazionale – che ha però deluso le aspettative nei suoi due anni sulla panchina delle ‘Gresshoppene’ (Cavallette).

La Norvegia è l’unica selezione europea assieme alla Germania ad aver vinto almeno una volta l’Europeo, il Mondiale e l’Olimpiade (oro nel 2000). Da allora le scandinave hanno conquistato un’edizione dell’Algarve Cup e collezionato diverse delusioni, come al Mondiale del 2023 (ko agli ottavi con il Giappone) e nella prima edizione della Nations League, in un girone chiuso al terzo posto dietro a Francia e Austria (con un bilancio di una sola vittoria, un pareggio e tre sconfitte). Ma la storia non si cancella e grazie al talento delle sue interpreti, dalle veterane a quelle più giovani, il gruppo è pronto a tornare a stupire. Il percorso nelle qualificazioni a EURO 2025 si è aperto con il netto 4-0 contro la Finlandia, a cui ha fatto seguito la sfortunata sconfitta di misura in casa dei Paesi Bassi.

Le stelle della rosa sono senza dubbio Caroline Hansen (46 reti in Nazionale) e Ada Hegerberg (47), attaccanti di Barcellona e Lione che pochi giorni fa si sono affrontate nella finale di Champions League, vinta 2-0 dalle blaugrana. Tra le 23 convocate spiccano anche tanti talenti della Premier League: l’ex Roma Sofie Haug gioca nel Liverpool, Vilde Boe Risa e Lisa Naalsund nel Manchester United, Frida Maanum nell’Arsenal, Maria Thorisdottir e Guro Bergsvandt nel Brighton, Guro Reiten e Maren Mjede (176 caps in Nazionale) nel Chelsea e Celin Ildhusøy – in gol nell’ultimo confronto disputato nel 2022 con l’Italia – nel Tottenham. Avendo a disposizione un roster di calciatrici di prim’ordine, a differenza di quanto fatto nell’ultimo raduno Grainger non ha invece convocato per scelta tecnica l’ ‘italiana’ Emilie Haavi, protagonista di un’altra grandissima stagione con la maglia della Roma campione d’Italia. Esclusa dalle prossime due gare anche l’interista Anja Sonstevold.

I PRECEDENTI. Il bilancio con le norvegesi non è proprio brillante: 2 vittorie e 2 pareggi in 17 incontri, nei quali si contano 13 sconfitte. Un solo successo per le Azzurre finora in Norvegia e pesantissima: a Lillestroem all’Europeo del 1997 la terza gara del girone finisce 0-2, con doppietta di Carolina Morace. Il successo regala all’Italia il sorpasso sulla Norvegia, che da prima finisce terza e viene così eliminata nel torneo di casa (era il Paese ospitante insieme alla Svezia). Le Azzurre chiudono prime alla pari con la Germania, che poi ritroveranno in finale (la seconda e ultima nella nostra storia): dopo l’1-1 del girone, però, nella gara decisiva le tedesche si impongono 2-0 e vincono il quarto titolo europeo.

L’unica altra vittoria è arrivata invece in Portogallo a Faro nell’Algarve Cup 2022, ben 25 anni dopo la prima: il 22 febbraio, dopo aver dopo aver battuto la Danimarca, la squadra guidata da Milena Bertolini si impose 2-1 con le reti di Valentina Giacinti e Arianna Caruso.

TABELLINO ULTIMO PRECEDENTE
20 febbraio 2022. Estadio Algarve, Faro (Portogallo)

ITALIA – NORVEGIA 2-1

ITALIA: Durante; Lenzini, Orsi, Linari, Boattin; Galli, Giugliano, Caruso; Bonansea, Girelli, Giacinti. Ct: Bertolini.

NORVEGIA: Fiskerstrand; Thorisdottir, Bergsvand, Risa; Hansen T., Engen, Manuum, Hansen S; Reiten; Ildhusoy, Eikeland. Ct: Sjogren.

Reti: 10’ Giacinti, 28’ Caruso, 45’+2’ Ildhusøy

Arianna Acuti, Genoa: “La stagione di quest’anno la reputo buona. Futuro? Spero di restare qui”

Photo Credit: Marco Montrone - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Genoa ha concluso la sua seconda stagione in Serie B al settimo posto, un piazzamento in netto miglioramento rispetto a quello vissuto un anno fa, quando raggiunse la matematica salvezza. Ma quali sono state le impressioni sull’andamento stagionale delle rossoblù? A risponderci a questo e ad altri quesiti è Arianna Acuti, attaccante classe ’96 che in quest’annata ha segnato tre gol con la maglia rossoblù in campionato.

Arianna, come definisci la stagione del Genoa?
«La definisco una stagione buona: abbiamo messo delle basi per continuare questo progetto ambizioso».

Delle partite che hai giocato in campionato col Genoa, qual è quella che ti ha dato impressioni positive? E La partita che, invece, vorresti rigiocare?
«Quella al ritorno con la Lazio mi è piaciuta tanto, sia per come siamo entrate in campo che per come abbiamo giocato. Ovviamente c’è il rammarico per il risultato finale (la gara è finita 2-2, ndr) perché abbiamo dato fino all’ultimo minuto e abbiamo dimostrato che comunque non avevamo niente in meno di loro. Invece, vorrei rigiocare la partita col Cesena all’andata (terminata 3-1 per le cesenati, ndr)».

L’ultima partita di campionato è finita, purtroppo, con una sconfitta due a uno contro la Res Roma. Cosa ti ha lasciato di questa gara?
«Sicuramente l’atmosfera a noi: tutto il pubblico ci ha sostenuto dall’inizio alla fine. Poi, l’atteggiamento della squadra che non si è mai arresa fino all’ultimo secondo per provare a ad agguantare il pareggio e per dare quella cosa in più ai nostri tifosi che sono venuti in tantissimi a sostenerci».

Parliamo un po’ di te a livello realizzativo, dato che hai segnato tre gol in campionato…
«Fa sempre piacere segnare dei gol, anche se poi sono tre. Sono soddisfatta della mia stagione, perché stavo rientrando da un lungo infortunio: il mio obiettivo, quest’anno, era quello di rimettermi in campo e di dare il mio contributo alla squadra».

Che valutazione dai alla Serie B di quest’anno?
«Negli ultimi anni la Serie B è veramente salita tanto di livello, anche perché ci sono società come Genoa, Lazio, Ternana e Parma che investono veramente tanto, ma non è mai scontata, perché ogni gara è difficile. A me è piaciuta molto, è stata molto divertente, combattuta ed avvincente».

Qual è la squadra della serie B che ti ha colpito più di tutte?
«A livello di gioco direi la Lazio che mi è piaciuta veramente tanto, ma direi anche il Cesena».

Come si sa da qualche giorno, Antonio Filippini non è più il tecnico del Genoa: che allenatore è stato per te?
«Una persona che ha vissuto tantissimi anni di calcio a livelli molto alti. A livello di esperienza è stato un valore aggiunto per i suoi consigli che ci ha dato in campo e fuori. Tutta la squadra lo ringrazia per quello che ha fatto quest’anno, perché ha svolto un grandissimo lavoro».

Il tuo futuro sarà ancora legato al Genoa?
«Io spero vivamente di sì, perché quando sono arrivata quest’anno ho sentito subito il calore, ma soprattutto di un club storico che tiene tantissimo al calcio femminile».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Genoa CFC ed Arianna Acuti per la disponibilità.

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