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KAFD Globe Soccer Awards Europe, la Juventus Women in nomination !

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il 28 e 29 maggio, in Sardegna, si terranno i KAFD Globe Soccer Awards Europe.

Fra i migliori team femminili, ci sono anche le Juventus Women, e la votazione è aperta a tutti.

Per un periodo limitato – fino al 15 maggio – si può visitare il sito vote.globesoccer.com e votare le nostre ragazze.

I finalisti passeranno poi attraverso la decisione di una giuria composta da ex giocatori, ex e attuali allenatori e numerose personalità del mondo del calcio, che decideranno i vincitori.

Lisa Alborghetti festeggia le 100 presenze in maglia Inter: “Felice ed onorata”

Credit Photo: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Fascia da capitano al braccio, casacca numero 19: è lei, Lisa Alborghetti, centrocampista offensiva della formazione nerazzurra.
La classe ’93, originaria di Alzano Lombardo, taglia oggi il traguardo delle 100 presenze in nerazzurro, dopo un percorso che dura ormai dalla stagione 2019/20 fatto di gioie, dolori e risultati accattivanti.

Sono cinque le reti in Prima Squadra collezionate fino ad ora dalla stessa, con ben 20 presenze contate solamente nel campionato di quest’anno sul quale è appena calato il sipario.

Ed a proposito di conclusione, è probabile che la capitana dell’Inter ne sognasse una ben più diversa rispetto a quella che si è concretizzata nella scorsa giornata. Come mai?
Il gruppo allenato da Rita Guarino è reduce da una sconfitta rimediata proprio ieri davanti al Sassuolo, in una Arena Civica testimone dell’ultima gara di campionato.

Momentaneamente le chance nerazzurre sono terminate, ma non il legame della calciatrice con la società milanese: di fatto quest’ultima ha depositato firma di rapporto con termine 2025.

Ecco le sue parole, rilasciate dopo lo scontro concluso:Sono molto felice e onorata di aver giocato 100 partite con questa maglia, dispiace celebrare questo traguardo con una sconfitta perchè non sono individualista, penso sempre prima al bene della squadra, ma spero di giocarne tante altre di partite in nerazzurro e proseguire questo percorso.
Siamo cresciute tanto, abbiamo tanto da lavorare ma dobbiamo andare avanti cosí“.

Como Women, 2-0 al Pomigliano

Photo Credit: Fabrizio Cusa - Como Women
Allo stadio “Ferruccio” di Seregno, il Como Women disputa l’ultima giornata di campionato contro il Pomigliano. Alle 12:30 il fischio d’inizio, Mister Maccoppi schiera il 4-2-3-1: Korenciova – Bergersen, Rizzon, Lipman, Picchi – Karlernas, Pastrenge – Lundorf, Skorvankova, Vaitukaityte – Martinovic. Il Pomigliano di Mister Carrante risponde con il 4-3-3:  Gavillet – Fusini, Caiazzo, Apicella, Novellino – Di Giammarino, Ferrario, Rabot – Arcangeli, Szymanowski, Harvey.
Primo tempo: il primo pallone è del Como che prova subito ad attaccare, portandosi in area con Martinovic che cerca il tiro, ma il pallone finisce sul fondo. Ma la prima occasione è con Skorvankova, che dal limite dell’area prova il tiro di mancino che esce di poco. Il Como cerca di segnare la prima rete della partita, mantenendo il possesso palla ma non riuscendo a concretizzare le azioni e venendo respinto in più occasioni dalle avversarie. Quasi sullo scadere del tempo, Picchi da calcio d’angolo serve in’area per Kaelernas che prova ancora il colpo di testa ma sfiora la traversa e dopo 1 minuto di recupero si rientra negli spogliatoi sul risultato di 2-0.
Secondo tempo: la partita riprende con la battuta del Pomigliano e con la sostituzione del como che mette in campo Hilaj. Al 53’ minuto è Martinovic a portare il Como in vantaggio, Rizzon dalla trequarti crossa a favore della numero 9 che al volo spinge in porta il pallone. Dopo pochi minuti, le ragazze di Mister Maccoppi ci riprovano con Bergersen che calcia in porta, ma il pallone viene deviato in calcio d’angolo; il Como effettua altre sostituzioni, sono Monnecchi e Sevenius ad entrare in campo questa volta, ed è quest’ultima a crossare in area a favore di Karlernas che ci arriva di testa e raddoppia il risultato al minuto 67. Mister Maccoppi inserisce Bianchi e Regazzoli, che prova il tiro di destro, ma il pallone va alto sopra la traversa. Al 83’ minuto l’arbitro concede un calcio di rigore al Pomigliano,per un fallo in area di Lipman, sul dischetto va Rabot che calcia basso centrale, ma Korenciova intuisce e para il tiro. Dopo 5 minuti di recupero, al trilpice fischio il risultato è di 2-0.

Sassuolo, poker all’Inter e ipoteca sul quarto posto

Photo Credit: Foto Vignoli - US Sassuolo Calcio

Il Sassuolo batte 4-2 in trasferta l’Inter e scavalca le nerazzurre nella Poule Scudetto della Serie A, prendendosi definitivamente la quarta posizione quando manca un turno da giocare, ma la Beneamata osserverà la sua giornata di riposo. Un risultato importante e non scontato, visto che le neroverdi di Gianpiero Piovani ha saputo tenere testa alle formazioni top del nostro campionato.

Inizia la gara e Beccari appoggia la palla al limite dove arriva Cecilia Prugna che batte Cetinja con destro a giro e porta in vantaggio il Sassuolo. Al 20′ arriva il raddoppio: stavolta Prugna dà il via all’azione, dove imbuca in area Kullashi, serve di esterno al centro dell’area per Lana Clelland che di sinistro mette in rete. La stessa Clelland mette in ghiacciaia l’incontro siglando il rigore del 3-0 al 52′ del primo tempo.

Siamo nella ripresa e il Sassuolo trova il poker al 55′ con la terza rete di Clelland, la quale viene servita in area da Beccari e punisce ancora una volta il portiere nerazzurro Cetinja. L’Inter prova a reagire segnando due gol tra il 66′ e il 68′ con Hailey Bugeja, ex della partita, ed Elisa Polli, ma è troppo tardi per impensierire il Sassuolo che chiuderà la stagione ospitando la Juventus, ma che finirà la Serie A al quarto posto.

INTER: Cetinja, Thøgersen, Bowen, Alborghetti, Robustellini, Milinković (35′ Csiszar), Pedersen (36′ Simonetti), Magull, Bonfantini (79′ Bonetti), Polli (78′ Jelcic), Bugeja (78′ Pandini). A disp: Piazza, Pavan, Merlo, Tomter. All: Guarino.
SASSUOLO: Durand, Orsi, Filangeri, Pleidrup, Philtjens, Pondini (90′ Simon), Passeri (70′ Zamanian), Prugna, Beccari (70′ Santoro), Kullashi (59′ Monterubbiano), Clelland (59′ Sabatino). A disp: Lonni, Kresche, Jane, Poje Mihelic. All: Piovani.
ARBITRO: D’Eusanio di Faenza.
MARCATRICI: 5′ Prugna (SAS), 20′, 45’+7′ e 55′ Clelland (SAS), 66′ Bugeja (INT), 68′ Polli (INT).
AMMONITE: Csiszar (INT), Orsi (SAS), Passeri (SAS), Simonetti (INT).

Ravenna Women: le dichiarazioni dopo la sconfitta per 2-0 contro la Lazio

Sabato amaro per il Ravenna Women, sconfitto dalla Lazio 2-0 proprio sul più bello, quando lo 0-0 sembrava ormai acquisito. Ecco le dichiarazioni post-partita ai microfoni di Be.Pi TV.

Eleonora Petralia ha dichiarato: “Sono molto orgogliosa di tutte le mie compagne, perché nonostante la stagione molto difficile abbiamo dato tutto, cuore, gambe, tutto quello che avevamo. Il nostro obiettivo è quello di fare il massimo di quello che potevamo fare, l’abbiamo fatto, e poi come può succedere in tutte le partite, abbiam preso gol con una disattenzione, per cui insomma non posso dire niente a tutte le mie compagne perché sono state davvero tutte bravissime. Abbiamo cambiato allenatore in corso d’opera, e ha portato tanta organizzazione, tanta mentalità. Le ragazze giovani lavorano, ascoltano quelle un po’ più esperte diciamo. Ho visto anch’io molto miglioramento nel corso di questi mesi da febbraio in avanti, e penso sia un buon punto per iniziare poi un’altra stagione il prossimo anno“.

L’allenatore Federico Gozzi ha invece detto: “Io parto dalle cose positive. Secondo me queste ragazze, questa settimana, hanno dimostrato un’ulteriore maturità calcistica, e siamo riusciti a fare ovviamente una partita di sofferenza contro uno squadrone. Siamo riusciti a tenere testa. Sinceramente il primo tempo non abbiamo nemmeno sofferto così tanto, si sono applicate e abbiamo cercato di fare una partita difensiva dando tutto. Ci siamo riusciti fino a 10 minuti dalla fine, però sono molto molto orgoglioso delle ragazze, e i complimenti vanno divisi fra loro, e i ragazzi che mi aiutano, lo staff, durante gli allenamenti, perché nonostante fossimo retrocessi già da un paio di mesi, queste ragazze si stanno allenando con un’intensità, una partecipazione unica. E mi farebbe piacere regalare loro un sorriso, magari all’ultima giornata. Non so se contro il Tavagnacco arriverà una vittoria. Noi sicuramente la prepariamo come abbiamo preparato Lazio, Genoa, Bologna. Poi se il campo dirà che meritiamo di togliere quello zero nella casella delle vittorie, sarò molto contento e farò i complimenti alle ragazze. Se non ci riusciremo, comunque mi terrò stretti i miglioramenti che hanno fatto in questi mesi. Queste prestazioni sicuramente saranno la base per l’anno prossimo. Le ragazze meritano questa crescita, e se la devono far loro per partire l’anno prossimo e magari fare un campionato da protagonisti, che ci sia io o che non ci sia, questo è indifferente. Mi farebbe piacere lasciare loro qualcosa, quindi l’esperienza di come si lavora durante la settimana, di come si preparano le partite. Già questo mi rende orgoglioso“.

Il Napoli pareggia e tiene vivo il sogno salvezza, Pomigliano in B, 4-2 del Sassuolo sull’Inter

Credit Photo: Marco Montrone - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Le tre sfide domenicali della 9ª e penultima giornata di Post Season della Serie A eBay 23/24, giornata in cui sono stati celebrati i 160 anni dalla nascita della Croce Rossa Italiana, emettono un altro verdetto: la retrocessione del Pomigliano dopo tre stagioni di fila nel massimo campionato. La formazione campana, ultima in classifica, perde 2-0 sul campo del Como e, complice il pareggio del Napoli penultimo con il Milan, scivola a -4 dalle partenopee, condannandosi alla Serie B. Nella terza gara di questa domenica vince infine il Sassuolo di Piovani, che espugna l’Arena Civica (4-2) e si conferma una complicatissima avversaria per l’Inter. Il posticipo del lunedì tra Juventus e Roma chiuderà invece il quadro di giornata.

È un pareggio d’oro quello centrato dal Napoli nella sfida casalinga con il Milan: l’1-1 conquistato nel finale al Piccolo di Cercola consente infatti alla squadra di Seno di accedere ai playout per mantenere la categoria, uno spareggio che disputerà con la seconda classificata della Serie B 23/24. Il match delle partenopee, già difficile sulla carta visto il livello e il rendimento recente delle avversarie di giornata (scese in campo, nel weekend in cui si celebra la Festa della Mamma, con i cognomi materni sulle maglie, esattamente come la squadra maschile nella sfida con il Cagliari), si complica in avvio. Dopo 11 minuti infatti Gallazzi, nel tentativo di respingere un cross di Cernoia, beffa Bacic di testa e manda avanti le rossonere. Il Diavolo sfiora il raddoppio due volte nei due minuti successivi, prima con Dubcova (conclusione murata dalla retroguardia campana) e poi con Asllani, che supera Pellinghelli con un tunnel e non trova il raddoppio solo per la provvidenziale chiusura di Di Marino. Le padrone di casa tentano di alzare il ritmo e al 17’ si fanno pericolose con del Estal: la spagnola cerca di angolare il pallone ricevuto da Chmielinski ma la sua incornata termina a lato. Poco prima della mezz’ora una serie di miracoli sotto porta nega il raddoppio alle undici di Corti: girata fulminea di Dubcova da dentro l’area ribattuta da Bacic, poi ci provano Piga, ancora Dubcova e infine Staskova, ma la retroguardia azzurra riesce a respingere anche gli altri tre tentativi. Milan in totale controllo, ma al termine del primo tempo si resta sull’1-0.

A inizio ripresa la prima giocatrice a proporsi in avanti è Lazaro, che calcia potente ma centrale, senza creare alcun problema a Giuliani. Al 56’ arrivano i primi cambi in casa rossonera, con Marinelli al posto di Staskova e Ijeh al posto di Asllani; quattro minuti più tardi è proprio l’ex Inter a divorarsi il 2-0: cross di Bergamaschi da destra respinto da Di Marino, la numero 70 del Milan mette giù il pallone in mezzo all’area ma non inquadra la porta da posizione invitantissima. Anche Seno opera qualche sostituzione (dentro Corelli e Giai per Giacobbo e Mauri), ma le padrone di casa non sembrano avere la giusta determinazione in attacco. L’inerzia della gara si interrompe bruscamente invece all’84’, quando Chmielinski dal limite trova un destro letale che trafigge Giuliani. Primo gol per la centrocampista tedesca nel campionato italiano, che diventa, con del Estal (nove), una delle due giocatrici del Napoli con più partecipazioni attive in questo torneo (otto per Chmielinski – oltre alla firma con il Milan anche sette assist). Nel finale è un assedio delle rossonere, che sfiorano il 2-1 al 95’ con un tiro-cross deviato di Soffia e lontano dall’incrocio dei pali di qualche centimetro.

Nonostante le molte occasioni create però, al triplice fischio festeggiano le partenopee, che grazie al punto conquistato staccano di quattro lunghezze il Pomigliano e guadagnano la chance di rimanere in Serie A accedendo allo spareggio con la formazione che chiuderà al secondo posto la Serie B corrente.

Giocherà invece nel campionato cadetto la prossima stagione il Pomigliano, che in virtù della sconfitta in casa del Como non può più agganciare il Napoli (avversaria nell’ultimo turno di Serie A) al penultimo posto. Al Ferruccio, nella prima frazione di gara regna un vivace equilibrio, con qualche occasione per parte ma nessuna andata a buon fine. Le lariane però sbloccano il punteggio in avvio di ripresa: cross di Rizzon dalla trequarti e deviazione vincente di coscia di Martinovic, che sigla il quarto gol contro il Pomigliano in Serie A (più che con qualsiasi altra squadra per la classe ’93 da quando le Pantere militano nel massimo campionato – 21/22). La rete delle padrone di casa gela le granata di Carannante, che dopo lo svantaggio cedono il controllo del match alle rivali. Il Como ne approfitta e al 67’ raddoppia: traversone di Sevenius e incornata vincente di Karlernäs che termina alle spalle di Gavillet. Al minuto 83 le ospiti avrebbero l’occasione di accorciare le distanze con il calcio di rigore conquistato da Szymanowski (atterrata da Lipman), ma Rabot calcia centrale dagli undici metri e Korenciova risponde presente. Destino segnato per la formazione campana, che rimedia la 18ª sconfitta nel torneo e retrocede in Serie B dopo tre stagioni nel massimo campionato.

Nell’ultima gara andata in scena in questa penultima domenica di Serie A, arriva invece la vittoria numero 11 per il Sassuolo in 25 gare disputate. Le neroverdi di Piovani battono 4-2 l’Inter di Guarino e conquistano il quarto posto nella Poule Salvezza proprio a scapito delle nerazzurre, ora a -2 dalle emiliane e a riposo nell’ultimo turno. La gara dell’Arena Civica si sblocca al 5’ con Prugna, che intercetta un pallone in area e con il destro non lascia scampo a Cetinja. Avvio shock per le milanesi, che nei primi minuti non riescono a prendere le contromisure e ad arginare un Sassuolo entrato in campo con grande determinazione. La prima chance delle padrone di casa arriva infatti al 18’: tap-in velenoso di Bonfantini sugli sviluppi di un calcio piazzato e riflesso super di Durand, che nega alla classe ’99 il pareggio. Le due formazioni giocano a ritmi altissimi, ma al 20’ sono le emiliane ad andare ancora a segno: esterno di Kullashi per Clelland e settimo centro per la neroverde nel torneo in corso. L’Inter diventa inoltre la 21ª avversaria contro cui la scozzese conta almeno due reti in Serie A – dal suo esordio nella competizione, 2014/15, solo quattro giocatrici vantano altrettante o più avversarie colpite almeno due volte: Valentina Giacinti (30), Daniela Sabatino (29), Cristiana Girelli (27) e Tatiana Bonetti (24). Le nerazzurre al 27’ provano a rispondere con Thogersen, ma alla danese dice di no la traversa, mentre a Polli, nel tentativo di ribattere in porta, un’attentissima Durand. Oltre al punteggio negativo, l’Inter alla mezz’ora deve fare i conti con un doppio infortunio, che costringe sia Pedersen che Milinkovic a lasciare il campo (dentro Simonetti e Csiszar). Ciononostante, al 41’ le nerazzurre vanno ancora vicino al gol, centrando altri due legni con Bonfantini e Csiszar. Partita stregata per Alborghetti e compagne, che nel recupero concedono addirittura il tris: Prugna atterrata da Csiszar e calcio di rigore trasformato da Clelland.

Il primo tempo si chiude con ben tre reti di vantaggio per la formazione di Piovani, che però dopo l’intervallo torna in campo con lo stesso agonismo, calando il poker al 55’: ripartenza letale con Beccari che serve Clelland e tripletta personale per la scozzese, che dopo quattro minuti lascia spazio a Sabatino prendendosi gli applausi dela sua panchina. Al 66’ l’Inter va a bersaglio: gran lavoro dal limite di Polli che serve Bugeja, prima che la maltese dall’altezza del dischetto infili Durand. Due minuti dopo, oltre all’assist, Polli si regala anche il gol: cross al bacio di Magull e colpo di testa vincente della classe 2000. Iniezione di fiducia per le nerazzurre, ma la rimonta non si concretizza e nel finale, dopo una traversa di Monterubbiano, il punteggio rimane invariato.

La gara dell’Arena se la aggiudicano le neroverdi, che si portano a 36 punti in classifica e conquistano il quarto posto nella Poule Salvezza a +2 sull’Inter, che chiude la stagione con il 12° ko in 26 gare disputate. Il posticipo tra Juventus e Roma di lunedì 13 maggio chiuderà la penultima giornata di un campionato che ormai ha emesso quasi tutti i suoi verdetti.

Parma-Chievo 0-1: colpaccio Clivense che può decidere la corsa promozione

La corsa promozione rischia di decidersi alla penultima giornata, con Parma-Chievo che termina 1-0 per le Gialloblù ospiti. Il Chievo così, risponde al 6-0 del Verona sul Bologna, e tiene viva la rivalità nella lotta al quinto posto. Il Parma invece, grazie anche al netto successo della Ternana sul retrocesso Pavia, vede scappare le rivali a +3. Aritmeticamente la corsa al secondo posto è ancora aperta, logicamente può essere un altro paio di maniche.

A decidere, nel caldo pomeriggio di Noceto, una bella rete di Picchi al 73′, non tanto per la realizzazione in sé (tocco sul secondo palo con 3/4 di porta sguarnita e difesa fuori posizione), ma quanto più per la sua costruzione, con Landa che agisce in posizione di regista allargando a sinistra per Arianna Marengoni, che così può effettuare l’assistenza decisiva. Le veronesi rendono sterile la manovra delle Emiliane, che così faticano a costruire occasioni effettivamente pericolose. Nel primo tempo anzi, come d’altronde la ripresa, sono proprio le Clivensi a rendersi pericolose, con Capelletti chiamata alla pronta risposta su Begal.

Il discorso cambia all’83’, quando il Parma non trova il pareggio tra sfortuna (colpendo una clamorosa traversa con Gago), e poi si vedono annullare l’1-1 di Benedetti per un fallo in attacco molto dubbio. D’altronde se per certi contatti si và ad interpretazione, è normale avere delle discrepanze nelle decisioni. Un altro arbitro avrebbe probabilmente convalidato la rete. La situazione potrebbe poi svoltare al 90′, con Micciarelli che stende Gago in area per un rigore ineccepibile. Dal dischetto però, Di Luzio calcia fin troppo debolmente per una del suo calibro, agevolando tantissimo la parata di Soggiu, ovviamente brava ad intuire la direzione del tiro.

E quindi la sfida termina con un pesantissimo successo per l’ex Ulderici, primo storico allenatore delle Ducali. Questo scherzetto potrebbe effettivamente costare la promozione ad un Parma autore, al di là del periodo di appannamento di gennaio, di una stagione da record.

Women’s FA Cup: il Manchester United cala il poker e solleva la coppa per la prima volta

Un miracolo di Ella Toone e la doppietta di Lucía García hanno aiutato il Manchester United a trionfare per la prima volta nella Adobe Women’s FA Cup vincendo 4-0 sul Tottenham Hotspur a Wembley.

Le Red Devils, battute in finale la corsa stagione dal Chelsea, hanno cancellato i ricordi di quella sconfitta davanti a 76.082 tifosi. Ella Toone ha sbloccato il match con un fantastico tiro sotto al sette che ha fatto esplodere di gioia i tifosi presenti. Il colpo di testa di Rachel Williams ha raddoppiato il vantaggio prima che la doppietta di García stabilisse il risultato sul definitivo 4-0 per la squadra di Marc Skinner.

Il Manchester United è sembrato subito a suo agio nel pezzo forte, Leah Galton ha messo alla prova il portiere delle Spurs Rebecca Spencer con un tiro da distanza ravvicinata nelle vivaci prime fasi del match.

Katie Zelem si è rivelata pericolosa sui calci piazzati e ha fornito regolarmente occasioni alla sua squadra per tutto il primo tempo. Le sue giocate precise hanno dato sia a Rachel Williams che a García la possibilità di aprire le marcature, anche se la difesa ostinata ha mantenuto le squadre alla pari.

La migliore occasione del primo tempo per il Tottenham è arrivata in contropiede quando Ashleigh Neville ha trovato Matilda Vinberg nello spazio sul secondo palo, ma l’ala non è riuscita a tenere basso il colpo di testa e mettere alla prova Mary Earps in porta.

Con il proseguire dei minuti è stato lo United a iniziare a creare le occasioni migliori. Toone è riuscita a calciare da lontano dopo un break di García e Williams, ma ci è voluta una magia da parte di Toone per aprire le marcature nei minuti di recupero del primo tempo. Una corsa trascinante di Lisa Naalsund ha dato inizio alla rapida incursione dello United prima che Toone eludesse i difensori che la inseguivano e lasciasse partire un missile all’angolino alto

Dopo l’intervallo, il calcio di punizione dello United ha finalmente portato i suoi frutti. Una palla a giro di Zelem ha trovato Rachel Williams, la capocannoniera della competizione, che è balzata più in alto sul palo posteriore per raddoppiare il vantaggio della sua squadra.

Lo United è stato quindi in grado di mettere una mano sul trofeo dopo che García si è avventata con prontezza su un errore dell’estremo difensore delle Spurs Spencer. Un rinvio sbagliato del portiere finisce proprio sui piedi dell’attaccante, che con una conclusione facile porta il punteggio sul 3-0 e aumenta il divario tra le due squadre.

Il Tottenham ha avuto la possibilità di recuperare un gol, con il colpo di testa di Bethany England che ha colpito la traversa al 66′.

Tuttavia, lo United ha continuato a crescere in fiducia e ha messo il risultato in cassaforte quando Naalsund ha trovato García in area di rigore per il secondo timbro personale del pomeriggio.

England ha avuto un’altra possibilità di segnare il gol della bandiera per il Tottenham nelle fasi finali, ma l’opportunità è stata bloccata da Mannion e la prestazione dominante del Manchester United è terminata con la porta inviolata.

Milan-Sassuolo, le pagelle della finale

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Al termine di una partita dalle mille emozioni, il Milan supera al fotofinish il Sassuolo al Viola Park e si aggiudica il primo Scudetto Primavera della sua storia. Ecco le pagelle delle protagoniste del match:

MILAN

Tornaghi 6: incolpevole sulla marcatura del Sassuolo, non ha però confermato la sicurezza dimostrata in semifinale, anche se non ha commesso errori particolari.

Zanini 6,5: sempre attenta in copertura, non disdegna di avventurarsi al tiro, costringendo l’estremo avversario ad un grande intervento.

Gemmi 6: pochissime sbavature, nella sua prestazione, ma una è quella che ‘costa’ il pareggio.

Arrigoni 6,5: un primo tempo quasi perfetto, da puro regista del gioco milanista. Cala nella ripresa ed ancor più nei supplementari.

Sorelli 6: abbocca anche lei alla finta di Girotto, in occasione della rete sassuolese, ma nel complesso regge bene sino alla fine del match.

Pomati 6: difende e spinge, cercando di rendersi utile, ma a volte tende a strafare e perde palla. Dal 106’ Demarco n.g.

Appiah Amoakoah 6,5: è fra le più motivate, fra le fila rossonere, e come al solito strappa sulla fascia in maniera prorompente. Ma per lungi tratti del match, tende a scomparire dal campo.

Cesarini 6: cerca di supportare Arrigoni nella costruzione del gioco, ma non sempre ci riesce. E’ sicuramente meglio in fase di copertura. Dal 106’ Boldrini n.g.

Longobardi 6: meno incisiva del solito, fallisce anche il raddoppio facendosi ‘ipnotizzare’ dal portiere in uscita. E’ però preziosa nel controllare e smistare i palloni rinviati dalla difesa

Non per niente il Milan inizia a soffrire dopo la sua uscita. Dal 68’ Donolato 5.5: non riesce quasi mai ad entrare nel vivo del gioco e quando ha l’occasione per colpire, viene stoppata dal portiere avversario

Stokic 7,5: la più attiva sul fronte d’attacco, rientra sovente per aiutare il centrocampo sulla pressione del Sassuolo. Sempre lucida ed efficace, segna pure la rete della certezza.

Renzotti 6: molto meno pimpante che in semifinale, si limita a svolgere il suo ‘compitino’ sulla fascia. Dal 79’ Mikulica 7: il suo ingresso riporta vivacità nell’attacco rossonero e mette a segno la rete della vittoria

SASSUOLO 

Di Nallo 7,5: se il Milan, soprattutto nel primo tempo e nella parte iniziale della ripresa, non aumenta il proprio bottino è soprattutto merito suo, Meriterebbe un 8 nei supplementari, quando compie due interventi strepitosi in occasione del penalty, ma sulla terza rete milanista appare un pochino incerta.

Venturelli 5.5: cerca di rendersi utile in ogni modo e compie tantissimo movimento: ma all’impegno non corrisponde la precisione nei passaggi. Dal 68’ Randazzo 6.5: decisamente meglio di chi ha sostituito, non è probabilmente un caso che il Sassuolo migliori dal suo ingresso.

Vargova 6: regge con un po’ di affanno le folate milaniste, ma nel complesso non commette errori madornali. Dal 68’ Guglielmini 6: prosegue quanto espresso dalla compagna che ha sostituito, anche nella valutazione.

Petrillo 6,5: la capitana sassuolese non si esime dal dare il buon esempio ed in difesa è un vero baluardo, difficile da superare.

Guerzoni 5.5: forse ha patito l’emozione di giocare una finale, ma ha reso sicuramente molto meno che nella semifinale: tendenzialmente poco efficace ed un po’ distratta. Dal 78’ Tonali 6: ha provato a dare il suo contributo, disputando però una gara senza infamia né lode.

Stankova 6,5: altro baluardo difensivo sassuolese, ha dato il suo contributo, uscendo solo quando il suo mister ha giocato la carta della disperazione. Dal 118’ Picchirallo n.g.

Sciabica 5: è stata l’ombra della giocatrice vista in stagione ed anche in semifinale: troppo imprecisa ed avulsa dal gioco

Poje Mihelic 7: Per lungo tempo è stata la più propositiva fra le neroverdi ed ha retto, lottando, fino al triplice fischio di chiusura.

Girotto 6: per lei potrebbe valere lo stesso discorso fatto per la compagna Sciabica: imprecisa e tendenzialmente avulsa dal gioco, ha però avuto il merito di inventarsi la rete del temporaneo pareggio.

Perselli 5.5: altro elemento che deve aver risentito dell’emozione, non è mai riuscita ad entrare incisivamente nelle trame del Sassuolo. Dal 55’ Hoxhaj 6.5: il suo ingresso ha portato un po’ di vivacità e tanta concretezza, al gioco neroverde.

Bertola 5: inconsistente, potrebbe essere l’aggettivo principale della sua prestazione: non per niente è la prima ad essere sostituita. Dal 46’ Pede 5.5: il rigore procurato potrebbe causare un’anticipata capitolazione. Viene salvata dal suo strepitoso portiere, ma nel complesso convince poco.

Arbitro Maresca 6,5: tiene bene la gara in pugno, aiutato dalla grande sportività delle due squadre. L’unico ‘difetto’ potrebbe essere una maggiore severità nei confronti delle milaniste (tutte le ammonizioni sono di marca rossonera), ma alla fine non hanno inciso sul risultato.

AC Milan Women: rossonere raggiunte nel finale di gara a Napoli

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

L’ultima trasferta stagionale si chiude in parità. Un buon Milan, avanti in apertura di gara grazie alla sfortunata autorete di Gallazzi, è stato raggiunto nel finale da una rete di pregevole fattura firmata da Chmielinski: 1-1 il punteggio conclusivo a Napoli. Le rossonere hanno comandato e gestito la gara sfiorando più volte il raddoppio, ma il solo gol di scarto ha lasciato in vita le azzurre, che nel finale di gara hanno estratto il coniglio dal cilindro e trovato un insperato pari determinante per la propria situazione di classifica. Il pericolo non era nell’aria, e stavolta i minuti finali non hanno premiato le rossonere a differenza di quanto accaduto negli altri tre confronti di quest’annata.

Il Milan ha provato fino all’ultimo istante a portare a casa i tre punti che avrebbe meritato. Il pari odierno – il secondo consecutivo lontano da casa – lascia qualche rimpianto per lo svolgimento della partita ma è arrivato contro un Napoli certamente più motivato e con un obiettivo ancora da raggiungere. La contemporanea sconfitta del Pomigliano ha garantito alle campane il penultimo posto in graduatoria e la possibilità di giocare il playout salvezza, mentre le rossonere sono salite a quota 38 punti. La striscia di imbattibilità ha invece raggiunto i nove turni, frutto di sette vittorie e due pareggi. Adesso manca solo una tappa per chiudere la stagione, sabato 18 maggio – alle 18.00 – le rossonere ospiteranno la Sampdoria al PUMA House of Football.

LA CRONACA
Avvio di stampo rossonero. La prima chance arriva dopo soli tre minuti sull’asse Asllani-Dompig, il tiro dell’olandese è sporcato e bloccato da Bacic. All’11’ si sblocca la partita: cross velenoso di Cernoia e sfortunata deviazione di Gallazzi nella propria porta, autogol e 1-0 Milan. Le rossonere spingono ancora e sfiorano il bis al minuto 13 con i tentativi murati di Dubcová prima e Asllani poi, mentre al 17′ prova a farsi vedere il Napoli con il colpo di testa debole e impreciso di Del Estal. Assalto totale al minuto 29, ci provano Vigilucci, Piga, Dubcová e Stašková in un’unica azione ma la difesa azzurra si immola e respinge tutte le conclusioni. I ritmi si abbassano nel finale di frazione, l’ultima occasione è per Cernoia che costruisce bene l’azione ma calcia con poca precisione.

È di Asllani il primo tentativo della ripresa, mancino violento ma fuori dallo specchio al minuto 48. Il Milan continua a cercare il raddoppio, solamente accarezzato dal controllo e tiro di Marinelli al 61′ e dal destro di Vigilucci al 66′, e gestisce il vantaggio con un possesso indisturbato. Il Napoli non punge e non preoccupa Giuliani, ma il punteggio è aperto a ogni finale e le azzurre alzano il baricentro. Botta e risposta al 75′, prima Chmielinski poi Marinelli ma senza esito positivo. Al minuto 84 si materializza la beffa, Chmielinski calcia al volo dal limite e trova l’angolino basso firmando un pari insperato. Le rossonere non ci stanno e attaccano a pieno organico la porta partenopea, ma le azzurre fanno muro e resistono fino al triplice fischio. Finisce 1-1.

IL TABELLINO

NAPOLI-MILAN 1-1

Marcatrici: 11′ aut. Gallazzi (M), 39’st Chmielinski (N)

NAPOLI (4-3-3): Bacic; Pellinghelli, Di Marino, Pettenuzzo, Kobayashi; Mauri (17’st Giai), Gallazzi, Chmielinski; Giacobbo (17’st Corelli), Del Estal, Lázaro (26’st Gianfico) A disp.: Beretta; Bertucci, Di Bari, Kajzba, Togawa, Veritti All.: BiagioSeno

MILAN (4-3-3): Giuliani; Bergamaschi (32’st Guagni), Piga, Mesjasz, Soffia; Vigilucci, Cernoia, Dubcová (21’st Rubio Ávila); Asllani (11’st Ijeh), Stašková (11’st Marinelli), Dompig A disp.: Babb, Copetti; Fusetti, Swaby; Arrigoni All.: Davide Corti

Arbitro: Di Cicco di Lanciano.

Ammonita: 27′ Gallazzi (N).

 

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