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Saranno Milan e Sassuolo, a contendersi lo scudetto Primavera

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Saranno Milan e Sassuolo, a sfidarsi domani pomeriggio per cercare di conquistare lo scudetto del campionato Primavera. Nelle semifinali di ieri, il Milan ha letteralmente travolto la Roma per 4-1, mentre il Sassuolo ha prevalso di misura (1-0) sull’Inter.

Le rossonere di mister Matteo Zago hanno disputato una prova gagliarda, sempre all’attacco, contro una formazione giallorossa apparsa un po’ sottotono, rispetto ai suoi abituali standard. Le “diavoline” sono passate in vantaggio presto, al 10’, grazie ad una realizzazione di Anna Longobardi, che ha messo in rete un traversone proveniente da sinistra di Karen Appiah Amoakoah. Proprio quest’ultima, al 17’, ha furbescamente riportato in vantaggio la sua squadra, beffando una incerta Liliana Merolla, con un tiro sul primo palo. In precedenza (14’), l’arbitro aveva decretato un penalty in favore della Roma, per l’atterramento di Giulia Galli da parte del portiere Lavinia Tornaghi: rigore che Rosanna Ventriglia aveva trasformato, portando il punteggio sull’1-1.

Con un Milan che appariva comunque superiore all’avversaria, sia nel palleggio che nella velocità di esecuzione, la svolta decisiva del match arrivava al 37’, quando la capitolina Emanuela Testa si faceva espellere, per fallo da ultimo uomo. Dopo che il mister giallorosso, Francesco Ventriglia, aveva riequilibrato la squadra (sostituendo l’evanescente punta Yasmine Zouhir con il difensore Michela Fuzio), era Sara Stokic a trasformare la successiva punizione, con una parabola imprendibile per la Merolla (39’).

All’intervallo, il vantaggio rossonero era dunque di 3-1: vantaggio meritato ed ispirato dalle intercambiabili ali Appiah e Renzotti, che avevano fatto sudare una difesa romanista in evidente difficoltà, anche perché messa sotto pressione dai ritmi frenetici del match.

Nella ripresa la supremazia milanista non faceva che aumentare, anche perché l’uomo in meno costringeva la Roma a sforzi supplementari, che non le facilitavano il compito di recuperare. Anzi, era ancora il Milan a centrare il bersaglio, con una splendida conclusione dalla distanza di Monica Renzotti, sulla quale il portiere avversario nulla poteva fare.

Da quel momento, la gara era segnata, con la Roma che conquistava anche un certo predominio territoriale nella metà campo altrui, ma senza creare effettivi patemi alla retroguardia rossonera.

Nella semifinale del pomeriggio, invece, il Sassuolo aveva la meglio sull’Inter grazie alla marcatura che Manuela Perselli, sugli sviluppi di un corner calciato da Alice Bertola, ha siglato al 44’. Il successo neroverde (ma in realtà le sassuolesi sono scese in campo con la divisa bianca e fascia diagonale neroverde) è stato legittimato da ben tre traverse colpite (contro una interista) e da un numero congruo di altre occasioni, anche se la sfida è risultata meno spettacolare di quella mattutina.

Le nerazzurre di Marco Mandelli, si erano dimostrate motivate e decisamente superiori nel primo terzo di partita, quando le avversarie si sono raramente affacciate nella loro metà campo. Non sono però riuscite a concretizzare la mole di lavoro svolto, lasciando poi pian piano il controllo del match alla squadra guidata da Davide Balugani. Controllo che, come detto, si è trasformato in vantaggio sul finire di prima frazione, ma che è proseguito anche nel secondo tempo, quando l’Inter ha corso molto ma costruito decisamente poco.

Dunque, le semifinali di Primavera 1 hanno sancito la qualificazione meritata delle due compagini che avevano chiuso la stagione regolare nella posizione peggiore, rispetto alle rivali. Chissà, se il trend si confermerà anche nella finalissima di domani pomeriggio?

Finale che, fra l’altro, il nostro sito seguirà con una cronaca, scritta, in diretta, come avvenuto per i due impegni di semifinale. Appuntamento quindi, per gli appassionati, alla sfida scudetto che, unica cosa certa, riporterà nell’albo d’oro un nome diverso da quello della Roma, che lo aveva vinto nelle ultime quattro occasioni.

Final Four Primavera 1 – Semifinali

Roma           –         Milan            1-4

Inter             –         Sassuolo      0-1

 

FAČR Pohár: lo Slavia Praga conquista la sua quinta doppietta

La finale dell’edizione 2023-24 della FAČR Pohár non muta la tradizione del calcio ceco, che continua a vedere il dominio delle squadre di Praga. Ad alzare il trofeo mercoledì 8 maggio, è stato lo Slavia Praga, alla quinta doppietta campionato-coppa, la terza consecutiva. Il record di doppiette filate ovviamente, appartiene alle acerrime rivali dello Sparta Praga, che tra il 2007-08 – anno di creazione della Coppa Ceca – e il 2012-13 ne hanno messe insieme sei (8 invece il numero totale).

Slovácko dunque battuto 2-0, che non può nulla né sul diagonale di Khýrová, né nella situazione del raddoppio al 78′, quando Bartovičová riesce a volgere in rete il colpo di tacco di Svítková sul primo palo. Per la 20 Biancorossa, anche una traversa, colpita però nel primo tempo. Non basta una stoica difesa alle Biancoblù per reggere alle avversarie e per cercare di conquistare così i calci di rigore.

L’ultima notizia riguarda il dato sugli spettatori: a Velké Meziříčí, hanno seguito la partita 1375 persone. Un numero molto interessante, che sottolinea la crescita del movimento anche in Repubblica Ceca, dove c’è ancora molto da fare, specie per ridurre il gap tra Prima e Seconda Divisione, quantomeno per quanto si è visto quest’anno proprio in virtù della FAČR Pohár. Chiudiamo con il tabellino ufficiale pubblicato sul sito della Federazione (traduzioni nostre).

SK Slavia Praha – 1.FC Slovácko 2:0 (0:0)

Marcatrici: 70. Khýrová, 78. Bartovičová. Ammonizioni: Šurnovská, Bendová, Piták (allenatore) – Krejčířová, Růžičková. Arbitri: Čampišová – Špindlerová, Hessová. Spettatori: 1375.

SK Slavia Praha: Lukášová – Šlajsová, Bendová, Bartovičová, Veselá (82. Xiao) – McLaughlin (61. Stackpole), Šurnovská (82. Černá) – Krejčiříková, Svitková, Khýrová (90+1. Divišová) – Szewieczková (90+1. Křivská). All.: K. Piták

1.FC Slovácko: Růžičková – Trčková Obadalová, Ohlídalová, V. Polášková – Střížová (66. A. Polášková), Nyby, Krejčířová (90. Jonášová), Surová, Pěčková – Jančářová (80. Škerdová). All.: M. Zbořil

Capolavoro rossonero al Viola Park: il Milan supera 4-1 le campionesse in carica della Roma e conquista la sua prima finale

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La quarta volta è quella buona. Dopo aver perso tre semifinali di fila contro le giallorosse, il Milan supera con un perentorio 4-1 le campionesse d’Italia in carica, conquistando la finalissima e mettendo fine al dominio della squadra capitolina, vincitrice degli ultimi quattro scudetti.

Al Viola Park, davanti a circa 900 spettatori, la squadra di Matteo Zago dà spettacolo e, dopo il vantaggio iniziale di Longobardi e il penalty dell’1-1 quasi immediato di Ventriglia, dilaga con le perle di Appiah e Stokic. La Roma, in dieci dal 38’, cerca la reazione ma sbatte contro il muro rossonero, e nella ripresa arriva anche il sigillo di Renzotti, che fa partire la festa del gruppo e dei tanti tifosi del Diavolo presenti sulla tribuna dello stadio ‘Davide Astori’.

Alle 17.30 il calcio d’inizio della seconda semifinale (trasmessa in diretta sul canale YouTube della FIGC Femminile), che vedrà come protagoniste Inter e Sassuolo, a caccia del pass per il match che sabato alle 16.30 metterà in palio il titolo del campionato Primavera.

LA PARTITA

Subito fuochi d’artificio nella gara d’apertura della Final Four, le squadre regalano magie – individuali e non – e nei primi venti minuti succede di tutto. Il Milan parte fortissimo e al 10’ trova il vantaggio con Longobardi, bravissima ad approfittare del rimpallo nell’area avversaria e a battere Merolla con un preciso tocco di destro che le consente di festeggiare il suo sedicesimo centro in campionato.

La gioia rossonera dura però poco, perché al 15’ la 16enne Galli – la più giovane giallorossa ad esordire in Serie A – si presenta a tu per tu con Tornaghi, che con un’uscita disperata atterra l’attaccante. Dal dischetto Ventriglia realizza l’1-1, ma nell’azione successiva arriva il raddoppio milanista grazie all’assolo della scatenata Appiah. L’esterna offensiva stoppa il pallone sull’out di sinistra e dopo aver dribblato Pieri fa partire un destro che si infila sotto al sette, con il portiere e capitano della Roma che si fa sorprendere sul suo palo da una conclusione potente ma non imparabile. Merolla si riscatta poco dopo sul tiro ravvicinato e quasi a botta sicura di Renzotti, apparsa in forma smagliante come tutte le sue compagne.

Il Milan fa male soprattutto sulla fascia sinistra ed è da quella zona di campo che al 38’ arriva lo spunto che porta al 3-1. Appiah lancia in profondità Stokic, la numero 10 supera con un dribbling ubriacante Testa, che atterra l’avversaria costringendo il direttore di gara a tirare fuori il cartellino rosso. Sulla punizione dal limite è la stessa punta serba – arrivata a Milano a gennaio – a dipingere un arcobaleno che supera la barriera e si spegne all’incrocio dei pali.

La ripresa si apre con il pubblico di fede romanista che prova a spingere le proprie beniamine verso la clamorosa rimonta. Nonostante l’inferiorità numerica, la Roma si spinge in avanti per tentare di riaprire il match, ma Sorelli e compagne respingono al mittente ogni tentativo e alla prima occasione puniscono l’undici di Viglietta. Il quarto sigillo lo realizza Renzotti, che si libera di due avversarie e dai 20 metri fa partire un insidioso rasoterra che sfiora il palo battendo per la quarta volta Merolla. Durante l’esultanza l’attaccante della Nazionale Under 19 accusa un fastidio che la costringe a chiedere il cambio.

Dopo un’ora abbondante a mille all’ora le squadre iniziano ad accusare la stanchezza. Le detentrici del titolo non vogliono mollare e vanno addirittura in gol con Galli, fermata però dalla bandierina alzata dell’assistente. Nel finale c’è spazio per tanti cambi e per il nuovo miracolo di Merolla, che chiude la porta evitando un passivo ancora più pesante. Dopo il fischio finale fair play e abbracci tra le giocatrici, protagoniste di un match emozionante e ricco di grandi giocate.

ROMA-MILAN 1-4 (1-3 pt)

Marcatrici: 10’ Longobardi (M), 15’ Ventriglia (R), 16’ Appiah (M), 38’ Stokic (M), 66’ Renzotti (M)

ROMA (4-3-3): Merolla; Pieri (dal 60’ Cherubini Martina), Falzone (dal 79’ Canale), Testa E., Pizzuti (dal 79’ Bernardi); Testa S., Catena, Pellegrino Cimò; Zouhir (dal 38’ Fuzio), Ventriglia, Galli. A disp: Valeri, Lasco, Cherubini Maya, Viesti, Caruso. Tecnico: Francesco Viglietta

MILAN (4-2-3-1): Tornaghi; Zanini (dall’80’ De Marco), Sorelli, Pomati (dal 62’ Boldrini), Gemmi; Cesarini, Arrigoni; Appiah, Stokic (dal 62’ Donolato), Renzotti (dal 67’ Mikulica); Longobardi (dall’80’ Cappa). A disp: Lorenzi, Carotenuto, Minnei, Zanisi. Tecnico: Matteo Zago

Arbitro: Davide Ammannati. Assistenti: Filippo Scorteccia e Antonio Orsini. Quarto ufficiale: Filippo Balducci

Note: 897 spettatori. Espulsa E. Testa

Matilde Macera, Genoa: “Esordire da titolare, vincendo e tenendo il clean sheet contro il Ravenna è stata una doppia soddisfazione”

Photo Credit: William Bignone - Genoa CFC

Il Genoa è ritornato al successo domenica nella terz’ultima giornata, grazie al 3-0 ottenuto sul Ravenna che ha consentito alle genoane di Antonio Filippini di consolidare il settimo piazzamento della Serie B.
Ma nella partita vinta sulle ravennati, c’è una calciatrice che ha giocato domenica la sua prima partita stagionale: stiamo parlando di Matilde Macera, portiere classe 2002 che dal 2016 indossa la maglia del Grifone, facendo tutta la trafila che parte dalle giovanili alla Prima Squadra.
La nostra Redazione ha raggiunto Matilde per risponderci ad alcune domande.

Matilde, cosa significa per te indossare del Genoa?
«Essere del Genoa è un’emozione unica e incredibile che mi porto dietro ogni anno, perché è qualcosa di unico e di inimitabile. È tutto incredibile, che va dalla società ai tifosi».

Tu sei partita dalle giovanili per poi andare in Prima Squadra, dove col Genoa sei partita dall’Eccellenza sino alla Serie B. Ti aspettavi di fare questo percorso?
«Il mio obiettivo è sempre stato quello di essere in questa squadra il più a lungo tempo possibile ed è una cosa emozionante essere partecipe di questo percorso».

Passiamo al presente, dove il Genoa è settimo dopo ventotto giornate di Serie B. Come giudichi il percorso fatto dalla squadra sino a questo momento?
«Sono convinta che la squadra e la società abbiano fatto un percorso di crescita incredibile, così come sono convinta che si possa sempre far di meglio, ma quello in ogni cosa. Però è comunque un’annata assolutamente positiva, un po’ per l’ambiente che si sta sempre di più avvicinando ad una realtà professionistica come la nostra».

Domenica hai fatto il tuo esordio da titolare contro il Ravenna ed è stata una doppia soddisfazione per te, dato che il Genoa è tornata a vincere e hai mantenuto la porta inviolata…
«È tutta la stagione che aspettavo un po’ questo momento, ma senza pressioni, dove quest’anno ho lavorato tanto, più che altro, su me stessa. Nel momento in cui ho avuto l’opportunità ho dato tutto quello che avevo, ma ho anche fatto di tutto per dare un contributo importante alla squadra e spero di esserci riuscita, perché è stata una doppia gioia vincere dopo una serie di sconfitte non proprio soddisfacenti, ma anche per aver mantenuto la porta inviolata, Certo, il Ravenna, sebbene sia già retrocesso, ci ha dato un po’ il filo da torcere, ma in termini di occasioni da gol sbagliate possiamo dire che questo tre a zero ci risulta leggermente stretto».

Ora ci sono due partite per chiudere bene la stagione: la prima è contro la Freedom, dove all’andata è finita tre a zero per voi, la seconda è contro la Res Roma VIII e contro questa squadra c’è un conto in sospeso da saldare…
«Sicuramente con la Res c’è voglia di rivalsa, perché nella gara di andata eravamo avanti tre a uno e alla fine abbiamo preso tre reti nel giro di pochi minuti (infatti, vinse la Res 4-3, ndr), invece la Freedom ha fatto un grandissimo girone di ritorno. Mi aspetto due partite equilibrate, ma sono sicura che le affronteremo al meglio».

Al vertice della Serie B ci sono Lazio, Parma e Ternana. Chi salirà alla fine in Serie A?
«Sono tre squadre molto competitive con caratteristiche diverse. La Lazio è forse la squadra leggermente più completa, sono molto brave sia nel palleggio che nel giocare su palloni lunghi. La Ternana lavora molto sulla grinta e sulla cattiveria sportiva; quindi, è una squadra che sicuramente darà filo da torcere nel caso dovesse passare agli spareggi. Il Parma, invece, ha grandi individualità ed è una squadra che è difficilmente sbagli le partite. Perciò non saprei, sono un po’ combattuta».

Secondo te, cosa manca al calcio femminile per arrivare al livello delle nazionali top mondiali?
«Beh, tutto parte dalle basi e dai Settori Giovanili. Io vedo, anche qua in Liguria, che ci sono pochissime squadre del Settore Giovanile con cui giocare e, essendo pochi, sono anche spesso poco competitive. Io sono dell’opinione che, secondo me, in Italia si dovrebbe attuare una sorta di unificazione fra il Settore Giovanile maschile con quello femminile, perché in questo modo dai la possibilità ad entrambi i movimenti di crescere allo stesso modo, perché nel femminile è più difficile reperire allenatori o preparatori, tutto è molto più amatoriale, molto di più rispetto al maschile. Mi permetto di dire queste cose perché ho iniziato, come molti altre mie compagne, con la realtà maschile: infatti, spesso mi rendo conto che molte ragazze che sono riuscite ad arrivare a certi livelli hanno iniziato nel maschile, dove c’è un’impostazione molto diversa rispetto a quello femminile».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«La mia vita è quella di una qualsiasi ventenne, come andare all’università ed uscire con i miei amici».

Che obiettivi vorresti ancora raggiungere?
«Mi piacerebbe andare in Serie A e, ovviamente, anche quello di far parte della Nazionale, un obiettivo che, penso, siano per quelle persone che giocano a calcio».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Genoa CFC e Matilde Macera per la disponibilità.

Giulia Trapani, Moncalieri: “Soddisfatta del percorso fatto sin qui. Ultime gare? Le prepareremo con la giusta attenzione”

Credit Photo: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Passeranno dalla trasferta in casa Spezia le ultime possibilità di risalita per il Moncalieri, confermatosi sul podio (terza posizione) del girone A di serie C.
Certo è che se la squadra di Ferrarese, a tanto così dalla chiusura della parentesi campionato, si trova in questo stato, è merito del costante lavoro d’insieme compiuto da inizio anno, insieme che non ha mai nascosto di voler arrivare alla vetta e centrare l’unico obiettivo comune: la conquista della serie B.

Gli intoppi e le cadute che si sono verificate lungo il percorso (tra cui la più recente nel faccia a faccia con la Pro Sesto) sono servite al gruppo a rafforzare identità, lucidità, forza e furore agonistico, e non hanno scalfito la vera natura di una neopromossa che ha cercato di farsi spazio anche tra le più navigate del campionato.

Ad ogni modo, seppur il viaggio sia in dirittura d’arrivo, internamente vi è la consapevolezza che qualche punto in più in ottica salvezza non guasterebbe.
Con piacere ne abbiamo parlato con Giulia Trapani, centrocampista (ora in reparto difesa) della formazione biancoblù.

Benvenuta Giulia. Il tuo viaggio in rinforzo del centrocampo torinese dura ormai da diversi anni; quella attuale è, infatti, l’ennesima stagione in maglia Moncalieri per te, seppur in diversa categoria. Una analisi sul tuo percorso personale fino ad oggi e su quello della squadra, arrivata fin qui con un bel bilancio.

Personalmente devo ritenermi soddisfatta del percorso fatto sin qui con questa maglia: ho modificato il mio modo di stare in campo imparando sempre più il nuovo ruolo che mi vede ora in difesa.
La squadra ha rispecchiato ciò che ad inizio campionato aveva come obiettivo, ossia ben figurare e cercare di stare nella parte alta della classifica.

Siete reduci da due risultati distinti: una sconfitta ed una vittoria. Un parere sulla prima, rimediata nel testa a testa con la Pro Sesto (che in andata la sconfitta, invece, l’ha subita) e quanto era importante, invece, riscattare tale risultato come fatto questa domenica in casa Caprera, in modo da saldare quelli che sono gli attuali dati statistici?

Sicuramente dopo una sconfitta i tre punti sono la medicina migliore: il calcio, purtroppo, è questo, e ci sono giornate in cui non riesci a mettere in campo ciò che vorresti e che hai preparato in settimana. Di conseguenza complimenti alla Pro che ha saputo approfittare di questo e brave noi ad aver trovato subito la giusta reazione per tornare alla vittoria.

A quattro giornate dalla chiusura stagionale occupate il terzo posto in graduatoria, a sei lunghezze dall’Orobica.
Manca davvero poco, quindi, al termine di un campionato in fin dei conti esaltante per voi, dopo la neopromozione: quali carte pensi possa ancora giocarsi il gruppo per un piazzamento migliore?

Arrivate a questo punto credo non ci siano più carte da scoprire, determinazione e lavoro sono ciò che deve accompagnarci in queste ultime gare. Alla fine vedremo cosa saremo riuscite a fare, in ogni caso sarà stato un bel percorso.

Sarà necessario limare ogni dettaglio per non lasciare punti in sospeso, ora come ora ancora più fondamentali per confermare l’ultima parentesi del percorso in ottica salvezza. Continuerete con lo stesso approccio di sempre, facendo totale affidamento alle vostre capacità, o cambierete qualcosina in quest’ultima fase?

Per quanto ci riguarda cercheremo di affrontare ogni partita con la giusta determinazione per provare a portare a casa il più possibile.

Passo dopo passo si è riuscito a costruire una squadra ancora più capace di battagliare su qualsiasi campo del girone, nonostante qualche caduta di cui avete dimostrato di far tesoro e dalla quale avete saputo rialzarvi a testa alta: quanto fa la mentalità in questo?

Come detto, le partite si vincono e si perdono, cosa non deve venir meno è proprio la mentalità che il mister ha trasmesso alla squadra e che ognuna di noi trasforma in agonismo in campo.

Domenica vi aspetta una grande trasferta in casa Spezia, poi le ultime tre…come le state preparando e cosa ti aspetti da questi gruppi, già comunque incontrati in circostanza d’andata?

Dici bene: domenica saremo in casa di una squadra che ha vinto le ultime sette gare e che, anche grazie ad un mio errore dal dischetto, ci ha eliminate in Coppa Italia.
Mancano quattro gare e come sempre le prepareremo con la giusta attenzione, consapevoli che troveremo squadre che, come noi, vogliono ben figurare.

Ci lasciamo con il tuo desiderio inespresso per questa stagione e per il tuo futuro calcistico…

Il mio desiderio è quello di poter tornare a segnare, anche se non far segnare inizia a piacermi. Per il futuro vedremo dopo il triplice fischio dell’ultima partita, per ora…il mio è solo Moncalieri!

Si ringrazia Giulia Trapani e la società tutta per la gentile concessione.

Verso la Coppa del Mondo femminile FIFA 27, il 17 maggio la nomina degli organizzatori

Dopo il successo globale della Coppa del Mondo femminile FIFA 2023 in Australia e Nuova Zelanda, è giunto il momento di scoprire chi avrà l’onore di ospitare la competizione nel 2027.

Sono state presentate due offerte da parte delle associazioni membri di due confederazioni:

  • La Federcalcio belga, la Federcalcio tedesca e la Federcalcio olandese (offerta congiunta)

  • La Federcalcio brasiliana

Il risultato della votazione del Congresso FIFA sarà annunciato sulle piattaforme digitali della FIFA il 17 maggio, confermando quale delle candidature ha avuto successo.

Il torneo del 2027 sarà la 10a edizione della Coppa del Mondo femminile FIFA, con Cina, Svezia, Stati Uniti, Germania, Canada e Francia che hanno ospitato almeno un’edizione prima dell’evento del 2023.

La Spagna è l’attuale detentrice della Coppa del Mondo femminile FIFA. Stati Uniti (quattro titoli), Germania (due), Giappone e Norvegia sono le nazioni che sono riuscite a vincere il trofeo mondiale.

Final Four del Campionato Primavera 1 Femminile: diretta live semifinale Inter Sassuolo

VIOLA PARK (Firenze) – La seconda semifinale delle final four del campionato Primavera 1, è in programma alle ore 17,30 di oggi e vedrà affrontarsi la seconda, Inter, e la terza, Sassuolo, della stagione regolare. Le sfide stagionali precedenti, sia a Milano che a Sassuolo, si sono concluse con l’identico punteggio di 1-1. Ci si attende, quindi, un confronto molto equilibrato.

Squadre in campo al campo Davide Astori, in un pomeriggio di sole ma molto ventoso. Dopo il minuto di silenzio per le vittime di Casteldaccia (PA), sarà il Sassuolo a battere il calcio d’avvio. Interiste nella classica divisa nerazzurra, sassuolesi invece con maglia bianca e barra trasversale neroverde.

1′ al primo angolo interista, battuto corto, sul successivo cross Toffano colpisce di testa indirizzando la sfera contro il palo

5′ Inter maggiormente propositiva in questa fase d’avvio, con un tiro di D’Elia che, centrale, si spegne fra le braccia del portiere sassuolese

9′ Ancora pericolosa l’Inter, con Ciano che si libera al limite, ma pure lei calcia centrale per la facile presa di Di Nallo

11′ Tanti gli errori in impostazione delle neroverdi emiliane, che finiscono per favorire l’aggressività avversaria: D’Elia s’invola sulla fascia destra e crossa in area, ma Tironi non arriva in tempo per la deviazione sottomisura

17′ Di Nallo è costretta ad uscire sui piedi di Tironi, che si era presentata da sola in area piccola, respingendo il suo tiro e sul prosieguo dell’azione D’Elia calcia a lato

25′ Primo squillo del Sassuolo, con Perselli che lancia Bertora in profondità: giunta al limite, l’attaccante neroverde calcia un diagonale che l’interista Belli blocca a terra, dopo essersi allungata in tutta la sua possibilità

31′ Doppia occasione Sassuolo, prima con Bertora che devia un traversone basso di Vargova, respinta da un grande intervento di Belli, e poi Perselli che raccoglie la respinta e calcia a porta vuota, ma centra in pieno la traversa

35′ Il doppio pericolo corso sembra aver intimorito la formazione milanese, che comincia a sua volta a sbagliare qualche appoggio di troppo: ne consegue una fase piuttosto confusa, giocata principalmente nella fase centrale del campo

41′ Altro legno colpito dal Sassuolo, con palla deviata stupendamente da Belli sulla traversa su di un tiro intrigante di Girotto

44′ GOL DEL SASSUOLO Angolo dalla sinistra di Bertora, con Girotto che attira le centrali difensive dell’Inter ma lascia passare la palla, che giunge a Perselli che da due passi impallina una immobile Belli. Inter 0 Sassuolo 1

INTERVALLO La prima frazione si chiude con il Sassuolo in vantaggio per 1-0 e temporaneamente qualificato alla finale per il titolo di sabato, contro il Milan. Partenza sprint per la formazione nerazzurra, che ha praticamente monopolizzato la prima mezz’ora di gioco. Le emiliane sono state brave a resistere e poi invertire il trend, cogliendo due legni prima di marcare l’unica rete

46′ Si riparte, con l’Inter che dovrà recuperare almeno il pareggio, se vorrà accedere alla finalissima per lo scudetto

49′ Terza traversa del Sassuolo, colpita dalla distanza da Venturelli a Belli battuta

55′ Il Sassuolo sembra in controllo della partita ed allora Marco Mandelli, tecnico nerazzurro, manda in campo Fornara e Santoro, in luogo di Pavan e D’Elia, ridisegnando un’Inter molto più offensiva

60′ Il doppio cambio ridà ritmo all’Inter, ma non la precisione e così il Sassuolo può giostrare senza troppi problemi, con un traversone della nerazzurra Fadda, bloccato in tranquilla solitudine da Di Nallo, come occasione più rischiosa

62′ Più pericolose le neroverdi, che con Girotto vanno al tiro ma con palla a lato non di  molto

66′ Minuto di sostituzioni, con Davide Balugani che richiama Bertola e Guerzoni per inserire Randazzo e Tonali, mentre l’Inter fa uscire Toffano e Ciano, sostituendole con Consolini e Dicataldo

70′ Di gioco, però, se ne vede ormai poco con tanti contrasti a centrocampo e squadre incapaci di costruire qualcosa d’interessante

74′ Altro doppio cambio Sassuolo: Stankova e Perselli out, Guglielmini ed Hoxhaj in. Cambio anche fra le fila nerazzurre, con Viviani che rileva Compiani

78′ Conclusione dalla lunga distanza di Razza, ma senza inquadrare la porta

81′ Girotto fugge in velocità ed entrata in area prova a calciare con forza, ma Verini riesce a deviare in angolo

82′ sugli sviluppi del corner, Sciabica arriva al tiro ma coglie solo l’esterno della rete

83′ Primo cartellino giallo estratto dall’arbitro Marchetti, che punisce una trattenuta di Consolini che trattiene palesemente Guglielmini

85′ L’Inter si affida ormai alla propria carica nervosa, per provare a creare qualcosa, ma riesce al massimo a raccogliere un angolo con Santoro

90′ Si combatte su ogni pallone, con l’Inter che prova a creare l’ultimo forcing ed il Sassuolo che si difende ordinatamente. 5 i minuti di recupero

90’+2 Scontro aereo fra Tironi e Di Nallo, con entrambe le ragazze a terra: si allungherà il recupero

90’+5 Crampi per quasi tutte le protagoniste in campo: di gioco non se ne vede praticamente più e si arriverà ad almeno altri 4′ di recupero

90’+7 Con il gioco che non è più ripreso, l’Inter deve fare a meno di Verrini che non riesce a recuperare dai crampi

100′ TRIPLICE FISCHIO La gara si chiude senza più sussulti, con il Sassuolo che si qualifica alla finalissima per il titolo con il Milan. Vittoria meritata, con un’Inter che ha quasi dominato la prima mezz’ora per poi scomparire via via dal campo, mentre le neroverdi, pur senza strafare, prendevano il controllo del match.

Rachele Baldi, obiettivo Champions League raggiunto: “Le cose davvero belle hanno bisogno di essere rischiose. Altrimenti sono solo cose. Per te Joe”

Credit Photo: Marco Montrone - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Fiorentina Femminile ha subito la sconfitta casalinga per mano della Juventus Women nel posticipo di Poule Scudetto. Le viola allenate da Sebastian de la Fuente sorridono in ogni caso, poichè l’obiettivo è stato raggiunto e la prossima stagione il Viola Park ospiterà per la prima volta la UEFA Women’s Champions League.

Il traguardo è stato celebrato su Instagram nei giorni scorsi da Rachele Baldi, titolare nelle ultime due gare contro Juve e Inter Women. Il portiere ex AS Roma ha concluso il post con la toccante dedica rivolta a Joe Barone, la mente dietro al progetto del Viola Park:

“Le cose davvero belle
Hanno bisogno di essere rischiose,
Hanno bisogno di passione,
Hanno bisogno di brividi,
Hanno bisogno di fuoco!

Altrimenti sono solo cose.”

Per te Joe”

Noemi Innocenti, Rinascita Doccia: “Anno duro. Questo forte legame ci ha salvato”

Credit Photo: Rinascita Doccia

Ultime possibilità per la Rinascita Doccia, attualmente ancora in lotta nel girone A di serie C. Per la formazione toscana la strada verso la salvezza si è rivelata sempre più ostica, con inciampi che hanno fatto luce su un campionato di alto livello e gruppi perlopiù navigati.

La squadra rossoblù è reduce da una bella vittoria casalinga conquistata in occasione del recentissimo faccia a faccia con il Real Meda, che va ad alleggerire un minimo gli otto risultati in difetto della seconda parte stagionale.
I prossimi scontri, però, dovranno essere di maggior portata costruttiva per il raggiungimento di un miglior posto in graduatoria a chiusura del percorso annuale.
In attesa di quello programmato da agenda questa domenica in campo lombardo, ne abbiamo parlato con piacere con Noemi Innocenti, apporto di centrocampo classe ’94.

Ciao Noemi, benvenuta! Come procede la tua stagione in rossoblù ed in che modo valuti il percorso del team, a quattro giornate dalla chiusura del campionato?

E’ stato sicuramente un anno duro, in salita, combattuto. Ci sono stati molti bassi e qualcuna di noi ha davvero toccato il fondo, arrivando a demoralizzarsi, quasi arrendersi.
Inutile negarlo o girarci intorno: ci scontravamo sul campo con persone molto più preparate di noi, soprattutto atleticamente; era una corsa sulle sabbie mobili.

C’è stato un momento in cui, forse, nessuna di noi ci stava più credendo, ma forse l’unico modo che potesse davvero darci il giusto slancio era proprio passare attraverso tutto questo, e così è stato.
L’insieme, il gruppo: è questa la nostra vera forza, non romanzata tra le frasi che chiunque può dire per allungare la favola; a noi questo forte legame ha salvato davvero.

Ultime battaglie del girone: statisticamente la squadra salda il quattordicesimo posto della graduatoria, in leggera ripresa, quindi, visto l’ultimo +3 conquistato. Dove poteva arrivare, secondo te, questa Doccia, e cosa può fare ancora per riuscire a ritagliarsi uno spazio migliore in questa cruciale fase?

Adesso scendiamo in campo per un unico motivo e non so dove possiamo arrivare; magari, alla fine, i sogni si distruggeranno, ma i rimpianti non ci saranno sicuramente.
Siamo reduci da vittorie sofferte, con squadre che ci hanno letteralmente annientate. In sostanza non è cambiato nulla, solo la testa, ed è proprio vero che a volte l’arma più forte è dentro di noi.

Siete reduci da una vittoria equivalente a 3-1 col Meda: un risultato decisamente differente rispetto a quello ottenuto in occasione d’andata contro la stessa. Che partita è stata? Il tuo pensiero su tale prestazione?

La partita di domenica scorsa penso sia stata l’emblema di tutto questo: ci siamo rivalse su una squadra che ci aveva umiliato forse nella partita più brutta che avevamo fatto.
Abbiamo sofferto, ovviamente, ma il risultato è arrivato e siamo passate da un 7 a 0 a un 3 a 1.
Capisco che da fuori si vedano solo tanti gol in meno, invece ci sono soltanto tante coscienze in più.

A proposito di salvezza e permanenza in categoria, cosa si dovrà attuare ora per il suo raggiungimento senza ulteriori patemi?

Cercheremo almeno di rendere il tutto più difficile a chi giocherà contro di noi.

Presto volerete in casa Pro Sesto per la 12a di ritorno: che avversarie vi aspettate di incontrare? Stessa formula d’andata o farete diversamente?

Domenica cercheremo di non affogare nell’onda dell’entusiasmo, anche perché le partite fuori casa ci fanno sempre arrivare con l’acqua alla gola. Andremo lì con il nostro stesso spirito, di ragazze che stanno provando a cambiare qualcosa in questi pochi scontri che rimangono, per niente se non per noi!

Ci lasciamo con un messaggio in riferimento alle tue aspettative per il futuro individuale e non solo. In che modo vorresti vivere il prosieguo della competizione e quale è il tuo augurio rivolto a tutto il gruppo per la miglior fine del viaggio 2023/24?

Non ho alcun augurio per noi, spero solo riusciremo a portare fino in fondo quello che ci siamo sempre dette.

Si ringrazia Noemi Innocenti e la società tutta per la gentile concessione.

Le prime parole di Paulina Krumbiegel

Paulina Krumbiegel dal 1° luglio 2024 sarà ufficialmente una giocatrice delle Juventus Women.

La giocatrice tedesca ha firmato un contratto con il nostro Club fino al 2026 e queste sono state le sue prime parole, le sue prime sensazioni.

«Prima di tutto sono molto felice di essere qui, sono molto emozionata. È stata una giornata intensa, ma entusiasmante. Sono molto contenta e non vedo l’ora di mettermi al lavoro con la mia nuova squadra e le mie nuove compagne».

Paulina ha sempre giocato in Germania, ma la curiosità di cambiare nazione e campionato l’ha accompagnata a lungo. Non appena, dunque, è arrivata la chiamata della Juventus è stato semplice per lei dire di sì.

«Volevo cogliere l’occasione di giocare all’estero e sperimentare un altro campionato, nuove competizioni e di conoscere una nuova cultura. La Juventus è un grande club, con ambizioni importanti ed è un club che avrà la possibilità di giocare la prossima edizione della Women’s Champions League essendosi qualificato al turno preliminare. Ho il desiderio di vincere dei titoli qui».

Poi, Krumbiegel passa al calcio giocato, soffermandosi sulle differenze che potrebbe trovare tra il calcio tedesco e quello italiano e, soprattutto, sulla sua posizione in campo.

«Il calcio tedesco è molto strutturato, quello italiano è forse un po’ più libero, un po’ più “emotivo” credo. Giocare qui mi permetterà di aggiungere qualità al mio gioco, al mio repertorio. La scelta di venire in Italia è stata fatta anche in quest’ottica ovviamente, per permettermi di crescere ancora tanto. La mia posizione in campo? Terzino destro, mi piace avere il gioco davanti a me per poter creare situazioni dal basso verso l’alto, ma mi piace anche l’aspetto difensivo del gioco. In passato ho giocato anche come ala. In questi anni ho imparato a essere duttile, versatile, e spero possa essere di aiuto per la mia nuova squadra».

A proposito di nuovo club, Paulina ha parlato anche dei suoi obiettivi in bianconero, di campo, ma non solo.

«Innanzitutto voglio ambientarmi e imparare l’italiano – ovviamente è un obiettivo anche questo (ride, ndr) –. Voglio conoscere la squadra, lo staff, l’intera mentalità del Club e poi giocare le partite, avere minuti a disposizione e, alla fine della stagione, vincere dei trofei».

Poi, prima di chiudere, un ultimo passaggio su quella che sarà la sua nuova città: Torino.

«Sono già stata qui una volta per la finale di Women’s Champions League, nel 2022. Ho trascorso un giorno e mezzo in città e la prima impressione che ho avuto è stata quella di una città molto bella. Presto avrò modo di conoscerla sempre meglio».

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