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Il movimento calcistico femminile è così differente da quello maschile?

Non solo una passione, ma una scelta di vita, un lavoro degno di rispetto, fatto di costanza e duro sacrificio. Figure che optano per la vita sportiva e che, al giorno d’oggi, si ritrovano ancora a dover combattere contro stereotipi e giudizi di basso livello inerenti al genere.
Un dibattito che continua a rimanere aperto e che coinvolge il filone della parità, dell’equità economica e di percorso.

La differenza è sotto gli occhi di tutti (o quasi): a confermarlo il dato UNESCO che mostra quanto i media (e non solo) spesso e volentieri, tendano a rappresentare le sportive prima come donne e, solo successivamente, come atlete; inoltre, si fa riferimento al loro aspetto, età o vita familiare, mentre al contrario, gli addetti di sesso maschile sono immediatamente rappresentati come indipendenti, oltre che potenti e dominanti. 

Un quadro che fa e deve far riflettere. Seppur la crescita del calcio femminile sia sempre più esponenziale, l’accostamento “donna” e “calcio” non è visto bene da molti: nuovamente carta alla mano, la statistica redatta dallo Human Highway (istituto esperto in ricerche di mercato) ha, di fatto, posto l’accento su un dato equivalente al 40% che in Italia pesa e fa fronte al pensiero che quello citato sia esclusivamente una disciplina prettamente del genere opposto.
Disuguaglianza strutturale, discriminazioni, nonostante un disegno che ha dimostrato più volte di essere assolutamente all’altezza del panorama calcistico attuale.

Una soluzione percorribile l’abbiamo vista con l’introduzione del professionismo che, in parte, ha dato uno slancio al pari diritto: da anni si auspicava ad un cambiamento di questo tipo (già presente oltre oceano), senza considerare le agevolazioni necessarie ma assenti anche nella creazione di squadre in rosa.
Le realtà più piccole fanno difficoltà a concretizzarsi totalmente ed il dibattito a riguardo si può dire infinito; il sistema continua ad essere sotto i riflettori anche per la questione dei club di quarta categoria e delle giovanili italiane. In ogni caso, le problematiche del movimento tutto al femminile non ne hanno fermato la crescita, seppur si riveli ogni tanto a rilento rispetto a quello maschile.
Certo, quella citata è forse descritta in modo basilare, ma c’è da plaudire l’impegno di chi crede nel progetto ed in ragazze che mettono passione e cuore in ciò che fanno.

Nel frattempo sempre più giovanissime si avvicinano a questo sport: tante le tesserate, a detta della Presidentessa della Divisione Calcio Femminile Ludovica Mantovani; l’importante figura, mediante intervista a La Repubblica, ha affermato l’incremento del 144% di ragazze sotto i 15 anni di età regolarmente tesserate, per un totale di 36 mila! Entro il 2025, infatti, la stessa ha evidenziato la volontà della prospettiva-aumento almeno del 50%.

Ad ogni modo l’obiettivo rimane quello di sviluppare un percorso che possa dare spazio alla formazione tecnica, educativa, motoria e formativa, garantendo l’inclusione e la rappresentanza. In aiuto a ciò sono varie le realtà esistenti che utilizzano eventi in simbiosi con le Prime Squadre, ma gli investimenti (e quindi, in contemporanea, anche gli introiti) risultano purtroppo ancora in difetto.

La fisionomia nazionale stronca le gambe anche alla visibilità ed il paragone con i Paesi nel mondo non regge: all’estero il movimento ha preso il volo ben prima e, televisivamente parlando, ha avuto un grande potere attrattivo nei confronti degli sponsor.
I tifosi e gli spettatori anche da casa sono in salita, ma (nel caso dell’Italia) la complicata offerta dei diritti al grande schermo ha sancito accordi soltanto all’ultimo momento, creando un disagio in nuova aggiunta.
D’esempio vi è l’occasione Mondiali d’Australia e Nuova Zelanda dello scorso anno per la quale è stata la Rai ad acquisire dalla FIFA i “rights” mediatici (e ciò ne ha comportato la visione in diretta). D’altro canto, però, l’intesa è stata trovata a fatica dall’organo di servizio pubblico italiano, accusata più volte di intervenire in modo molto poco importante agli interessi in termini di immagine sportiva femminile.
Al momento è la piattaforma DAZN a concedere la visione di tutte le partite del campionato di prima serie ed eccezionalmente Rai Sport (grazie al pacchetto televisivo per un match a giornata).

Per fortuna nessun aspetto sopra citato ne ha compromesso il prosieguo: il calcio femminile c’è, è presente e con certezza non ha nulla da invidiare a quello maschile. Sarebbe bello che tutti ne sostenessero lo sviluppo!

Fabio Ulderici, Chievo Women: “La cosa molto positiva, è che capendo le dinamiche della giornata, abbiamo trovato gli adattamenti”

Altre sei marcature per il Chievo Women, che questo sabato ha surclassato il Tavagnacco. Al termine della contesa, ai microfoni di Be.Pi TV è intervenuto l’allenatore Fabio Ulderici per commentare la partita.

Non abbiamo fatto un buon primo tempo. Venire a giocare qui comunque non è facile, poche settimane fa la Ternana ci ha pareggiato. Quindi sapevamo delle difficoltà di venire a giocare in questo campo. Nel primo tempo, secondo me, non siamo riuscite ad interpretare bene la gara, perché comunque abbiamo sbagliato tanto tecnicamente. Eravamo troppo lente, toccavamo troppe palle, invece dovevamo essere più brave nel muovere velocemente da una parte all’altra. Poi siamo state anche brave a capire che invece, in una giornata un pochino più storta, devi ripartire dalle cose semplici, e nel secondo tempo secondo me abbiamo fatto questo. Ci siamo concentrate maggiormente sulle giocate più facili, ci siamo messe 4-4-2 per trovare meglio l’ampiezza, e poi le ragazze sono state brave perché comunque fare sei gol non è mai scontato, ecco“.

Noi siamo una squadra che ha migliorato tanto rispetto all’inizio dell’anno. Noi sbagliamo molto molto meno tecnicamente, è chiaro che proprio una squadra che vuole giocare sempre a calcio alza la percentuale di rischio dell’errore. Noi, a parte quello, anche il campo ci ha messo un po’ in difficoltà. Però la cosa bella e secondo me molto positiva, è che capendo le dinamiche della giornata, abbiamo trovato gli adattamenti. Lavorare, dobbiamo lavorare su tutto, dobbiamo continuare a migliorare, a crescere. Il nostro obiettivo è quello di mettere un tassello settimana dopo settimana, e lo stiamo facendo. Sono molto orgoglioso di questo gruppo, però abbiamo ancora tante partite. Guardiamo avanti, non dobbiamo fermarci“.

Le qualità delle nostre attaccanti sono reali e sono lì agli occhi di tutti. Però io sono anche convinto che quando poi tu metti in condizione una giocatrice di fare 13-14 gol in una stagione sia anche merito di tutta la squadra, della proposta, dell’identità che hai, dell’idea che hai, e questo secondo me è un qualcosa che va detto per tutte. Siamo molto contente, però secondo me possiamo ancora migliorare in alcune situazioni, soprattutto quando riusciamo a trovare la palla in zona di rifinitura. Lì in quel momento, quando dobbiamo accelerare, dobbiamo essere molto più brave nell’ultimo passaggio. Però è un percorso, siamo contente del momento attuale, e vogliamo cercare di fare sempre meglio“.

Adesso penso che sia giusto festeggiare oggi (sabato, ndr) perché comunque la partita è una partita vinta, e quindi è importante festeggiare. Questa pausa arriva nel momento giusto, ci permette di recuperare un po’ di energie, ci permette di recuperare comunque alcune ragazze che hanno qualche problema fisico in vista poi delle prossime, che sono partite molto molto complicate. Però dobbiamo guardare avanti, dobbiamo sfruttare ogni singolo giorno per mettere un tassello, un mattoncino in più in questa nostra stagione, che ad oggi è ottima“.

Davide Corti, AC Milan Women: “Stiamo raccogliendo i frutti di un buon lavoro. Rattristati per l’infortunio di Grimshaw”

L’AC Milan Women cala il secondo poker consecutivo. Primo tempo leggermente faticoso per le ragazze di Davide Corti, decisivo l’ingresso in campo nel secondo tempo di Emelyne Laurent per una deludente Kosovare Asllani. Nulla da fare per il Como Women, il cambio di allenatore non basta.

Al termine della gara, mister Corti non ha potuto nascondere l’apprensione per Christy Grimshaw, finita a terra in lacrime e uscita per infortunio al 36′, come espresso ai microfoni dei canali ufficiali del club:

“Siamo molto rattristati per l’infortunio di Christy perchè non sappiamo ancora che cosa è successo. La ragazza era in lacrime e noi le siamo molto vicino. Ci dispiace molto. – ha affermato Corti, scegliendo poi di commentare la prestazione della squadra – Chantè (Domping) ha fatto una buona partita, come tutta la squadra. Primo tempo faticoso, se abbiamo tirato in porta anche se abbiamo fatto un solo gol e le avversarie sono state brave a segnare in ripartenza. Meglio il secondo tempo, con le tre punte larghe siamo riusciti a esprimerci in maniera migliore”.

Il prossimo impegno per le Diavole sarà il Napoli Femminile. La squadra allenata da Biagio Seno è in piena corsa per la salvezza e e nelle prime due uscite di Poule Salvezza ha guadagnato quattro punti. Dopo le ultime due prestazioni del Milan, le rossonere di Corti dominano la seconda metà della classifica:

“Io penso che ci voglia sempre un po’ di tempo e sicuramente stiamo raccogliendo i frutti di un buon lavoro. Le ragazze stanno giocando un buon calcio. Il fatto di aver realizzato quattro gol, che prima facevamo fatica a fare, è un dato di fatto che ci permette di continuare a lavorare sulla strada intrapresa da quando sono subentrato”.

Per concludere, Julie Piga è stata protagonista di una prestazione sontuosa in difesa. Sempre presente al momento giusto, la giocatrice di origini transalpine, ma che ha scelto la Nazionale italiana, è arrivata in punta di piedi a inizio stagione tra qualche scetticismo. Corti commenta così:

“Si sta comportando benissimo come tutta l’intera difesa. Sono contento per loro, riescono a raccogliere i frutti di quello che stiamo facendo in allenamento con i risultati”.

 

Denise Brevi, Pro Sesto: “Finché le gambe reggono io non mollo!”

Credit Photo: Pro Sesto

In casa Pro Sesto è già aria di countdown: le biancoazzurre cercano ancora il risultato dopo la reazione avuta contro le giallorosse nel pre-sosta.
La rosa, con il chiaro intento di non lasciare da parte l’obiettivo prefissato, si appresta a indossare nuovamente le casacche ed a preparare le valigie in vista della prossima trasferta stagionale: un impegno apparentemente semplice (visti i risultati rimediati dall’opposta), occhio, però, alle insidie del girone, a maggior ragione a pochissime giornate dalla chiusura del campionato.
Ne abbiamo parlato volentieri con Denise Brevi, apporto difensivo di grande esperienza della formazione lombarda.

Benvenuta Denise! Prima esperienza in maglia Pro per te, dopo esserti dedicata in precedenza anche a Cortefranca, Brescia, Orobica ed Inter: in che modo si è accesa la scintilla tra te e la società? Come ti sei trovata a rinforzare la difesa biancoazzurra?

Mi ha contattato ad agosto la presidentessa Elena Tagliabue che già conoscevo ai tempi dell’Inter e mi ha presentato un bel progetto che prometteva la crescita delle giovani. Sono una persona che va molto a pelle e da subito ho avuto un impatto positivo: mi sono ritrovata davanti delle ragazze molto talentuose, seppur giovanissime, che hanno saputo ascoltare i consigli che ho dato. Anche lo staff si è rivelato molto preparato e disponibile nei confronti di noi giocatrici.

L’attuale sosta prima del ritorno in campo permette l’allestimento di un bilancio di ciò che è stato il campionato fino ad ora: quale è la tua visione personale a tal proposito?

Purtroppo ho rimediato un infortunio che mi ha tenuto lontano dal campo per quattro mesi. Personalmente credo fortemente nel gruppo: essendo per la maggior parte formato da giovani è normale che la crescita sia un pochino più lenta e i risultati arrivino piano piano; ho comunque visto l’atteggiamento giusto nel rimontare partite che all’inizio avremmo fatto fatica a riprendere.
Sono convinta che, se continuiamo sulla scia del miglioramento individuale e dell’insieme, possiamo diventare una grande squadra.

Un cammino in leggera ripresa, vista la recente buona prestazione sfoggiata davanti alla Roma Calcio Femminile. Per il resto il girone di ritorno sembra aver preso una piega non proprio ottima in termini di risultato. Come mai, secondo te?

Nel girone di ritorno siamo state un po’ sfortunate per via degli infortuni che ci han fatto calare anche a livello mentale. Le potenzialità per vincere quasi tutte le gare le abbiamo, ma dobbiamo essere più continuative, senza alternare grandi prestazioni a brutte prestazioni. Con la Roma la voglia di riscatto si è vista.

Ad ogni modo l’identità della squadra sembra non essersi persa nel tempo: a dimostrarlo non solo la perenne grinta sul rettangolo di gioco ma anche il dato statistico che vi vede all’ottavo posto. Bene, quindi, per quella che abbiamo constatato essere una fase ancora più competitiva. Quali sono i tasselli che vi differenziano dagli altri gruppi e cosa servirà, nel futuro più imminente, per dare maggior continuità al tabellone?

Nonostante la differenza di età siamo riuscite a creare un ambiente sano e bello dove nessuno si sente in difficoltà nell’esprimere un concetto o un problema: insieme, infatti, cerchiamo prontamente di risolverlo con la stima ed il rispetto che ci legano.

Credo che al mondo d’oggi sia davvero difficile avere un dialogo con qualcuno, parlare sembra quasi passato di moda. Entrare nello spogliatoio e fare un sorriso, ricevere una pacca sulla spalla, fare una battuta per sdrammatizzare o mettere qualcuno nella condizione di sentirsi libero di essere se stesso, non evitando il rispetto delle regole e soprattutto degli altri, è davvero gratificante; noi siamo riuscite a creare una base solida su cui contare e penso sia proprio questo uno degli aspetti che ci differenzia maggiormente dalle altre. Una parte di merito va anche allo staff che ogni giorno ci fornisce gli strumenti per crescere e fare bene, sia umanamente che fisicamente. Dobbiamo ora trasformare tutto ciò che viviamo e facciamo sul campo in fame e voglia di vincere.

Si può dire, ora più che mai, che ogni partita sarà decisiva e determinante. Prossimamente volerete in casa Caprera per la ventiduesima disputa stagionale: consapevoli dell’obiettivo da raggiungere, su cosa punterete per acquisire qualche punto in più ed avvicinarvi alle dirette inseguitrici?

Dopo la pausa dovremo dimostrare di essere giocatrici mature, pronte a scendere in campo con la stessa grinta e voglia di riprenderci quei punti che abbiamo perso per poca lucidità. Punteremo sulla nostra identità di squadra e sul giocare insieme con determinazione e coraggio.

L’augurio che rivolgi a te stessa ed alle tue compagne per il miglior prosieguo di campionato?

Spero non smetteremo mai di divertirci e lottare. Stiamo facendo qualcosa che amiamo fare e lo condividiamo con chi ha la nostra stessa passione.
Sono fiera di essere in questo grande gruppo ed orgogliosa di sentirmi chiamare a volte “nonna” dalle più piccole: mi sento utile per la loro crescita.

L’augurio che faccio a me stessa è quello di continuare ad essere una persona forte che dà poco valore a chi dice “perché non smetti di giocare?” e dimostra anche in campo che la passione non ha età. Finché le gambe reggono io non mollo!

Si ringrazia Denise Brevi e la società tutta per la gentile concessione.

Cristiana Girelli, dopo il rinnovo di contratto con la Juventus: “Il cuore mi batte forte come se fosse il primo giorno!”

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Cristiana Girelli, dopo aver rinnovato il suo contratto fino al 2025 con la Juventus Women, attraverso i canali istituzionali del Club bianco nero ha raccontandoci le tante emozioni che ha provato in un giorno così speciale.

“Il futuro lo vedo in bianco e nero, spero ci siano ancora tantissime vittorie da regalare a questa società e ai nostri tifosi, ha dichiarato Cristiana Girelli, nel futuro vedo momenti belli come quelli che abbiamo vissuto finora. Sto vivendo bellissime sensazioni, sono molto felice. Dopo il suo rinnovo il direttore Stefano Braghin in conferenza stampa ha usato delle parole fortissime, molto vere e molto profonde che io abbraccio totalmente. Quando sei in questa società devi tenertela molto stretta, è una grossa fortuna. Il tempo è volato, se mi guardo indietro sono passati sei anni ma è una storia d’amore che è ancora all’inizio. Il cuore mi batte forte come se fosse il primo giorno, ogni volta che indosso questa maglia”.

Cristiana Girelli, che è stata d’ispirazione per tante ragazze che hanno iniziato a giocare a calcio grazie a questa icona del Calcio “al femminile”, ed ancora lo sarà, ha poi aggiunto: “Sono orgogliosa quando le ragazze più piccole vedono in me questa figura di riferimento. In realtà non credo di fare nulla di particolare se non giocare col cuore e con la passione. È anche un motivo di crescita perché bisogna migliorarsi quotidianamente, però sono contenta per le ragazze più piccole che si toglieranno tante soddisfazioni. Vedere che ti prendono d’esempio ma anche che poi sul campo sono più brave di te è un qualcosa che mi fa molto piacere e mi rende orgogliosa”.

Un legame con i colori bianco neri che porta tantissimi ricordi, a volte più belli ed a volte un pò meno, ma sempre con la consapevolezza di essere stata tra le fortunate calciatrici che hanno raggiunto un obbiettivo ed un successo fortemente voluto.

“Sono stati tanti, a volte ci si dimentica quanto questa squadra abbia vinto, ha proseguito Cristiana,  ma se devo sceglierne alcuni penso alle notti di Champions. Sono passati da poco due anni da quella storica notte con il Lione, un po’ di malinconia ce l’ho per non aver vissuto quelle serate anche quest’anno. Guardare indietro a volte non fa bene, ma ogni tanto lo ritengo necessario perché per rivivere quei momenti lì non bisogna dar nulla per scontato. E poi ovviamente la doppietta con il Wolfsburg nel giorno del compleanno di Alessandro Del Piero rimarrà indelebile, è un qualcosa di magico. Fare due gol sotto quella curva, qualcosa di pazzesco”.

Con questo rinnovo di contratto, per l’attaccante prosegue il suo contributo in questo prestigioso Club alla ricerca di ancora tanti successi e soddisfazioni.

“Fino a questa mattina, ha concluso l’attaccante bianco nera, ho pensato a quali parole utilizzare per descrivere questo momento. In spogliatoio ho sentito casualmente la canzone di Ramazzotti “Più bella cosa” e ho pensato proprio a quelle parole. Quello che provo ogni volta che gioco per la Juve è questo: più bella cosa non c’è. Ed è questo il leitmotiv di tutte le partite che ho giocato e che giocherò ancora. Quando un cuore batte così forte per la maglia che indossi e i colori che difendi penso che a volte non ci sia neanche una scelta da fare, è naturale. Ringrazio il direttore Stefano Braghin, è stato il primo a darmi fiducia e lui ha recentemente parlato di questo. Questa casa è tutto, è un cuore che batterà forte ancora per tanto tempo”.

Alessandro Campi, Tavagnacco: “Il morale crolla quando, di fronte a tanti sforzi, non ottieni niente”

Altra giornata da dimenticare per il Tavagnacco, che insacca nuovamente sei reti in una singola partita. Al termine della partita, il tecnico Alessandro Campi è intervenuto ai microfoni di Be.Pi TV per commentare la gara.

Sì, la prestazione non rispecchia il risultato finale. Purtroppo però, il risultato è quello che rimane. Io capisco che pur producendo molto gioco, e giocando alla pari per lunghi tratti, ti trovi 2 o 3-0, è difficile. Crolla un po’ tutto, e purtroppo abbiamo poi mollato. E non si deve“.

Nel momento in cui il Chievo ha trovato il 3-0, abbiamo provato ad interpretare la partita in modo un po’ diverso, quindi a prenderci di più, e chiaramente io credo che sia un problema anche tecnico, sicuramente. Perché il Chievo è una gran squadra, l’ha dimostrato, e appena lasci spazi ti puniscono. Chiaramente il morale crolla quando, di fronte a tanti sforzi, [non] ottieni niente“.

“[Trovare il gol] è sicuramente uno dei problemi, ma anche lì io credo che in realtà possiamo fare meglio, e anche oggi abbiamo creato delle situazioni, e serve più concretezza sotto porta. Poi a volte non siamo neanche fortunate, abbiamo preso la traversa, qualche tiro poteva avere esito migliore. Purtroppo [il gol] è uno dei problemi più evidenti“.

Non si deve mollare mai, assolutamente cercare la scintilla fino all’ultimo. Quello è un dovere. È chiaro che purtroppo risultati così rotondi abbattono il morale non poco“.

Alice Tortelli, Fiorentina Femminile: “Ci troviamo in un momento particolare in cui dobbiamo dimostrare quanto valiamo”

Nella terza giornata di poule scudetto la Fiorentina ha giocato in trasferta a Biella contro la Juventus e ha perso per 4-0.

La partita certo non aveva bisogno di presentazioni, entrambe le squadre sono due teste di serie del Campionato di serie A con tanto da dimostrare sul rettangolo verde.
Tutti e due gli schieramenti avevano come obiettivo a breve termine i tre punti e a lungo termine il posto in Champions League (riservato alle prime tre in classifica).
La gara, difficile sulla carta quanto in campo, è stata ricca di occasioni ma le padrone di casa le hanno capitalizzate in maniera forse più produttiva e con quella freddezza necessaria in uno scontro diretto.
La Fiorentina, invece, dopo il primo gol bianconero ha perso un po’ di quel carattere che contraddistingue la squadra.

Alice Tortelli, capitano delle Gigliate, intervistata nel post-gara, ha dato la sua opinione in merito confermando il momento particolare in cui si trova la sua squadra.
C’è il bisogno di ritrovare quelle certezze che hanno permesso alle Viola il bel percorso fatto sino a tre settimane fa, un percorso fatto di belle prestazioni e vittorie.
Queste settimane di stop (la pausa Nazionali prima, il turno di riposo della poule poi) saranno utili alla Fiorentina per riprendersi e lavorare tutte assieme per l’obbiettivo che si sono preposte prima dell’inizio del Campionato:

“Penso che oggi l’approccio sia stato buono, comunque nei primi minuti abbiamo dimostrato di esserci. Dopo il loro primo gol ci siamo un po’ abbattute. Ci troviamo in un momento particolare in cui dobbiamo dimostrare quanto valiamo e trovare la forza di contrattaccare.
Anche se l’atteggiamento è buono ma poi prendiamo un gol che potrebbe farci vacillare dobbiamo andare oltre e reagire.
Penso che in queste due settimane di pausa dovremo ritrovarci e lavorare tutte insieme, riprendere le nostre certezze perché siamo le stesse che finora hanno fatto bene.
Non dobbiamo buttarci giù per queste tre sconfitte, dobbiamo andare avanti, lavorare sodo tutte assieme e riprenderci ciò che ci spetta”. 

Le Azzurre scendono in campo per la prevenzione con Komen Italia

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Grazie alla collaborazione con la FIGC, le unità mobili ad alta tecnologia della Carovana della Prevenzione di Komen Italia raggiungono la Calabria con due nuove tappe, per assicurare alle donne l’accesso ad opportunità efficaci ed eque di protezione della propria salute e portare la prevenzione in zone in cui arriva con più difficoltà.

Giovedì 4 e venerdì 5 aprile Komen Italia sarà a Cosenza, in piazza dei Bruzi, dalle 9.30 alle 16.30, per offrire visite specialistiche per la prevenzione dei tumori del seno riservate alle donne fuori screening regionali, in particolare, mammografie per donne fra i 40 e i 49 anni e over 70 ed ecografie senologiche per donne under 40. Sarà possibile prenotarsi alle visite nella sezione dedicata del sito https://www.komen.it/iniziative/carovana-della-prevenzione/.

La tappa della Carovana della Prevenzione – che ha ricevuto il patrocinio dal Comune di Cosenza – combacia inoltre con un appuntamento sportivo molto importante: il 5 aprile alle 18.15 lo stadio ‘San Vito-Gigi Marulla’ di Cosenza ospiterà la prima partita della Nazionale Femminile nelle qualificazioni a EURO 2025, che vedrà le Azzurre scendere in campo per sfidare i Paesi Bassi.

“Un particolare ringraziamento va alla Nazionale Femminile e alla Federazione Giuoco Calcio italiana che ha consentito a Komen Italia di raggiungere la Calabria con le tappe della Carovana e offrire gratuitamente visite ed esami diagnostici dichiara la presidente di Komen Italia, la prof.ssa Daniela Terribile due tappe che permetteranno di promuovere l’importanza della prevenzione e l’erogazione di numerose prestazioni gratuite, a cui seguiranno, tanti altri appuntamenti, tra cui le tappe di Mazzano Romano (RM), Poli (RM), Bagnara Calabra (RC), San Demetrio Corone (CS), Zagarolo (RM) e Alessandria del Carretto (CS)”.

La Carovana della Prevenzione è il Programma Nazionale Itinerante di Promozione della Salute Femminile di Komen Italia che offre ad un pubblico sempre più ampio attività gratuite di sensibilizzazione e prevenzione delle principali patologie oncologiche di genere. Con le sue 6 unità mobili ad alta tecnologia, la Carovana della Prevenzione ha svolto oltre 800 giornate di promozione della salute femminile portando “a domicilio” opportunità di tutela della salute ad oltre 250.000 donne in 17 regioni italiane.

In particolare, la Carovana si rivolge a donne che vivono in condizioni di disagio sociale ed economico e che per questo dedicano meno attenzione alla propria salute. La tutela della salute femminile ha importanti ricadute sul benessere della collettività, per il ruolo fondamentale della donna in ambito familiare, lavorativo e sociale.

Mersey Paradise, doppio poker! Le Mancuniane non sbagliano, il City si porta in testa al campionato in attesa del recupero del Chelsea

Photo Credit: Pagina Instagram ufficiale del Manchester United Women (ig: manutdwomen)

Il campionato di massima divisione inglese femminile, orfano di due protagoniste assolute del campionato, prosegue comunque senza esclusioni di colpi! (Nda Arsenal e Chelsea impegnate in finale di FA Women’s Continental Tyres League, recupereranno più avanti i loro rispettivi incontri contro Bristol City e Tottenham)

Diciottesima giornata che presenta dunque una sorta di playoff con soli quattro incontri. Nonostante ciò però le poche partite disputate sono state ricche di gol, regalando ai tifosi uno spettacolare weekend di Pasqua.

L’anticipo di sabato ci ha regalato un favoloso Liverpool-Manchester City, nella cornice mozzafiato di Prenton Park. Le Mancuniane hanno superato le avversarie per 4-1; con una prestazione dominante le Citizens raggiungono quota dodici vittorie consecutive in campionato. Uno stato di forma impressionante, che le porta al primo posto in classifica in attesa del recupero del Chelsea!

La prima marcatura è stata di Lauren Hemp al 16’. L’attaccante sfrutta una parapiglia in area di rigore, e dopo un bello slalom gonfia la rete. Solo sei minuti più tardi è arrivato anche il raddoppio di Park: la ventiduenne dopo aver seminato il panico nella difesa di casa. Ha poi scagliato un destro velenosissimo, il quale ha baciato il secondo palo prima di finire in rete

Si è unita alla festa anche la solita “Bunny” Shaw, la giamaicana dal limite dell’area di rigore ha tolto le ragnatele dall’incrocio beffando l’estremo difensore del Liverpool! Nel secondo tempo non contenta, la capocannoniera della Women’s Super League ha segnato la sua personalissima doppietta, svettando sopra tutte nel corner.

Nel finale Hinds segna il gol della bandiera con una conclusione dalla lunghissima distanza, il suo tiro spacca la traversa e scendendo entra in porta con l’ausilio della schiena di Keating. Motivo per cui la lega ha deciso di assegnare l’autorete proprio alla portiera del Manchester City.

Termina per 2-2 la sfida tra Aston Villa e Leicester City. Un botta e risposta dietro l’altro, regala un punto ciascuno. Al 26’ le padrone di casa passano in vantaggio con Leon. Due minuti più tardi rimette in perfetto equilibrio la gara Momiki.

Al 56’ le Foxes trovano persino le energie per ribaltare il risultato portandosi avanti con Tierney, a quest’ultimo risponde prontamente l’eterna Rachel Daly!

Tutto facile per le Red Devils in un classico intramontabile del calcio inglese. Tra Manchester United ed Everton finisce 4-1, per le prime.

Le ragazze di Mark Skinner al 10’ si trovavano sotto per colpa di Snoeijs. Il gol subito le ha fatto scattare una scintilla interna, ed ecco la reazione! Le rosse di Manchester calano il poker con: Turner, la doppietta di Toone e Galton.

Tra West Ham e Brighton finisce a reti inviolate, uno scialbo 0-0 che non accontenta nessuno. Specialmente le Hammers, le quali avevano bisogno di preziosi punti per allontanarsi dal Bristol City, fanalino di coda.

Quest’ultime, si trovano a sette punti dalle londinesi del West Ham con una partita da recuperare. In caso di vittoria odierna delle Hammers il discorso salvezza sarebbe stato sostanzialmente chiuso. 

Marta Collovà, Palermo FC Women: “Il messaggio che vorrei lasciare a tutti è di non avere paura di raggiungere i propri obiettivi con tanto lavoro, voglia e determinazione”

credit photo: Palermo FC Women

Marta Collovà, difensore classe 2003 del Palermo FC Women, ci ha concesso un’intervista in esclusiva in cui, dopo aver parlato della sua squadra e del Campionato, sempre più competitivo e di alto livello, si è raccontata nella sua esperienza di calciatrice.

Marta, nata in provincia di Messina, ha respirato calcio sin da piccola. Suo fratello giocava nel campetto vicino a casa e lei, bambina di appena cinque anni, non desiderava che fare lo stesso.
Da questo imprinting in poi, non ha mai smesso di indossare gli scarpini: dopo le giovanili trascorse tra i New Eagles e Rocca di Capri Leone e le prime convocazioni tra le azzurrine, la giovane calciatrice ha vestito la maglia rosanero del Palermo dove milita attualmente.

Il suo ruolo, quello del difensore centrale, è stato un po’ una sorpresa non avendo Marta mai giocato in quella posizione. Nonostante ciò, è riuscita a trovare una sua dimensione che le permette di dimostrare il suo talento.
Le sue doti, unite alla giovane età e alla voglia di dimostrare il suo valore, accomunano Marta e le sue compagne di squadra. Tutte assieme rendono il Palermo una squadra dinamica e giovane, nonché una delle teste di serie del campionato di serie C.

Calciatrice versatile la cui presenza in campo non passa certamente inosservata, tanto capace nelle chiusure quanto nelle ripartenze e nell’impostazione delle azioni in campo, Marta, con il suo modo di giocare, è affine anche ad altri ruoli (come quello da centrocampista con cui lei stessa ammette di voler, un giorno, mettersi alla prova).
Queste sue caratteristiche e la gran voglia di mettersi in gioco spiegano in primis le sue convocazioni in Nazionale U20, e poi anche la sua fascia da Capitano, coronamento di un percorso fatto di impegno e dedizione.

Parlando di futuro, lei che preferisce costruire il suo percorso passo dopo passo, c’è sicuramente la Nazionale ma anche quella crescita personale che le permetterà di fare del calcio il suo mestiere.

Il campionato di serie C sta diventando, anno dopo anno, sempre più competitivo e meritevole di attenzione. Cosa pensi del girone C in cui, attualmente, sta militando il Palermo?
“Il girone C anno dopo anno diventa sempre più competitivo, il numero di squadre che si iscrive aumenta sempre di più. Tutte loro cercano di trarre il meglio dalla stagione”.

Qual è la “ricetta” che rende il Palermo quello che mostra, settimana dopo settimana, in campo?
“Dedizione, Voglia e Passione. Queste tre parole racchiudono tutto quello che siamo noi come squadra.
Dedizione perché abbiamo il desiderio di raggiungere i nostri obiettivi; Voglia perché pur essendo un gruppo giovane abbiamo la volontà di farci conoscere; Passione perché senza non si può andare da nessuna parte”.

In riferimento alle tue esperienze personali come calciatrice, come è nata la tua passione per il calcio?
“La mia passione per il calcio è nata all’età di cinque anni grazie a mio fratello. Lo guardavo giocare nel campetto vicino casa e non aspettavo altro che il fischio del mister per entrare in campo a divertirmi”.

Hai sempre voluto essere un difensore o prima di provare quel ruolo, che è ormai la tua realtà, avresti desiderato altro per te?
“Non pensavo minimamente che fare il difensore sarebbe stato un ruolo principale per me, anche perché, quando ho iniziato a giocare nel campetto, facevo tutto tranne che quello. Tutt’ora, sicuramente, desidero imparare un’altro ruolo come, ad esempio, il centrocampista perché mi piace impostare il gioco e far girare la squadra”.

C’è, in particolare, una calciatrice a cui ti ispiri (o con cui trovi somiglianze) nel modo di giocare (o come approccio al calcio)?
“Non mi ispiro molto a qualcuno, ma vedendo le partite dico che per somiglianza e approccio al modo di giocare mi rispecchio in Elena Linari, per aggressività e voglia di segnare, nonostante sia un difensore”.

Il tuo talento in campo ha portato anche alla chiamata in Nazionale e, successivamente alla fascia da Capitano. Cosa hai pensato quando hai saputo che avresti giocato con la maglia azzurra?
“Credo che un po’ tutte le ragazze vorrebbero ricevere una chiamata così importante. Io sono stata fortunata a riceverla e ad indossare la fascia di capitano che non mi sarei mai aspettata di avere.
Il primo pensiero che ho avuto è stato che l’impegno che ho dimostrato in campo mi ha portato a raggiungere un obbiettivo come quello di indossare la maglia azzurra”
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Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
“Sono una ragazza che non pensa troppo al futuro, preferisco costruirlo giorno per giorno. Sicuramente uno dei tanti obiettivi sarà quello di indossare la maglia della Nazionale e far sì che quello a cui sto dedicando il mio tempo diventi un lavoro”.

Termino sempre le mie interviste chiedendo di lasciare un messaggio ai nostri lettori. Qual è il tuo?
Il messaggio che vorrei lasciare a tutti è di non avere paura di raggiungere i propri obiettivi con tanto lavoro, voglia e determinazione”.

Ringraziamo la società del Palermo FC Women per la disponibilità e nello specifico la sua calciatrice per averci rilasciato questa “intervista in esclusiva”.

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