Home Blog Pagina 1348

Carlotta Sacco, Crotone : “Stiamo pagando la giovane età della rosa. La Juve e la Nazionale il mio sogno”

Credit Photo: FC Crotone

Carlotta Sacco, attaccante classe 2005 del Crotone Femminile, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni. Esterno di grande corsa, la giovane calciatrice in passato ha attirato l’attenzione anche del Sassuolo e a soli 14 anni ha esordito con il Catanzaro in Serie C, diventando fin da subito un punto di riferimento importante per la squadra, facendo del dinamismo e della rapidità due delle sue principali caratteristiche.

Come nasce la tua passione per il mondo del calcio? Quando hai pensato: voglio diventare una calciatrice? Quanto è stato determinante al fine della tua carriera, il supporto della tua famiglia?

“All’età di 10 anni, grazie alla passione coltivata da mio padre, ho intrapreso la strada del calcio. Inizialmente andavo a guardare gli allenamenti di mio padre e pian piano ho preso confidenza con il pallone. Mia madre all’inizio non era molto convinta di questa mia scelta, ma con il tempo sia lei che mio padre si sono resi conto che volevo davvero cimentarmi in questo sport”.

Quanto hai faticato per imporre il tuo talento al di là della tua innegabile bravura? Qualcuno ti ha mai detto che non era uno sport per ragazze?

“Credo che non si arrivi mai ad un traguardo vero e proprio, l’importante è sicuramente non accontentarsi di quel che si ottiene ma continuare sulla propria strada e lavorare con costanza e volontà. Purtroppo nel mio paese non vi è alcuna squadra femminile, infatti ho iniziato il mio percorso in una scuola calcio maschile del paese. Molte persone mi hanno sempre detto che il calcio non è uno sport per ragazze, ma vedendo i miglioramenti in questo ambito ho lasciato passare questi giudizi”.

C’è qualcuno fra i/le grandi interpreti del tuo ruolo a cui ti ispiri?

“Uno dei grandi giocatori a cui mi ispiro è sicuramente Douglas Costa”.

Il campionato non sta andando nel migliore dei modi: sono 16 le sconfitte subìte che hanno portato la squadra all’ultimo posto in classifica. Pensi che ad avere influito in qualche modo sull’andamento negativo del campionato sia stata la giovane età della rosa?

“Purtroppo quest’anno con la mia squadra stiamo riscontrando alcune difficoltà sicuramente per la giovane età della rosa e per la poca esperienza che si ha in campo. La giovane età è un fattore che si risente parecchio durante i 90 minuti”.

Che rapporto hai con le tue compagne e con l’allenatore? Come sei stata accolta a Crotone?

“Con le mie compagne ho avuto un buon rapporto fin da subito. Più che essere accolta, diciamo che essendo una delle veterane della squadra, ho accolto le mie compagne senza nessun tipo di problema. Anche loro non hanno avuto problemi nell’inserimento del gruppo.
Con il mister ho un buonissimo rapporto, anche dopo l’infortunio ha avuto subito grande fiducia su di me e affrontiamo spesso le problematiche della squadra”.

Il Crotone è reduce dalla sconfitta in trasferta contro il Montespaccato e domenica vi aspetta una gara complicata contro la Vis Mediterranea capolista. Come affronterete il match e che tipo di partita ti aspetti?

“Purtroppo domenica scorsa contro il Montespaccato a causa di vari infortuni mancavano alcuni elementi fondamentali della squadra. Nonostante ciò il primo tempo è terminato a nostro vantaggio. Questa settimana stiamo lavorando sodo per affrontare la capolista, ce la metteremo tutte per cercare di dare una buona prestazione e il risultato verrà a seguire.

I tuoi obiettivi e il tuo sogno nel cassetto per il futuro

“Il mio sogno è sicuramente raggiungere la Nazionale Italiana e giocare con la Juventus, la mia squadra preferita fin da bambina. Spero di raggiungere i miei sogni e di dimostrare i miei valori”.

Melissa Bellucci, Fiorentina Femminile: “giocheremo con la massima tranquillità e metteremo in campo tutto quello che abbiamo”.

Domenica 3 marzo le quattro squadre italiane coinvolte nelle semifinali di Coppa Italia giocheranno la partita d’andata. La Fiorentina, dopo aver battuto l’Inter ai rigori, ospiterà al Viola Park la Juventus Women.
La gara, con fischio d’inizio alle ore 15:00, non ha certo bisogno di presentazioni quello che però è sicuro è che entrambe le squadre sono intenzionate a dare il massimo per raggiungere l’obiettivo.

Melissa Bellucci, centrocampista arrivata alla Fiorentina in prestito proprio dalla Juventus, ai  microfoni di Buongiorno Viola Park ha parlato di come lei e le sue compagne di squadra affronteranno il match. Le gigliate scenderanno in campo consapevoli delle proprie capacità e della loro forza più grande che è data dall’intesa di squadra contro una Juve formata da giocatrici esperte e per nulla nuove a questo genere di partita.
La speranza, con partite del genere, è di attirare il più alto numero di tifosi possibile che con il loro calore sono rappresentano un po’ il dodicesimo uomo in campo.
In quanto al calore, questo certamente non manca alla tifoseria gigliata che, come Melissa ha raccontato, sin da subito l’hanno accolta come solo una vera famiglia sa fare:

“E’ una partita diversa perchè in ballo c’è l’accesso alla finale di Coppa Italia ma noi la giocheremo con la massima tranquillità e metteremo in campo tutto quello che abbiamo. Chi ben comincia è già a metà dell’opra, quindi direi di iniziare sin da subito. La Juventus è formata da giocatrici esperte che sanno già come affrontare questi tipi di partite ma io sento in questa squadra una vera forza, che è la forza del gruppo e sono sicurissima che insieme riusciremo a dire la nostra. 
Speriamo che lo stadio sia sold out, sopratutto perché è importante il sostegno esterno e i nostri tifosi saranno il dodicesimo uomo in campo. 
I tifosi del Viola Club Stelle Viola sono stati veramente super carini. Per il mio compleanno mi hanno anche fatto un pensierino: mi hanno regalato una rosa e una poesia scritta da loro. Mi ha fatto veramente tanto piacere, è bello quando ti accolgono così.”

Polisportiva Monterosso, contro la Tharros arriva un altro successo all’inglese

Photo Credit: Pagina Facebook ASD Polisportiva Monterosso
La Polisportiva Monterosso ottiene un’altra vittoria nella sua prima stagione in Serie C: infatti, le biancazzurre hanno piegato la Tharros, anch’essa neopromossa, per 2-0 nella gara valida per la diciottesima giornata del Girone A.
La squadra bergamasca passa in vantaggio a ridosso della mezz’ora del primo tempo: al 29’ l’arbitro assegna un rigore per il Monterosso, sulla battuta ci va Lisa Citaristi che, dal dischetto, non sbaglia, mettendo a referto il suo ventesimo gol stagionale. La partita viene chiusa quando mancano sette minuti alla fine dell’incontro: Chiara Bonacina riceve un lancio dalla sinistra e prova un tiro a giro dal limite dell’area, la palla supera Sotgiu che in tuffo prova a respingerla, ma s’insacca in rete per di definitivo raddoppio bergamasco.
Questo decimo successo stagionale permette alle ragazze di Massimo Vezzali di consolidare il sesto piazzamento con 30 punti, ad uno dall’Ivrea quinto. Domenica il Monterosso andrà in casa della Solbiatese Azalee uscita vittoriosa dalla trasferta contro la Rinascita Doccia.

Angelo Costabile, attore : “Gioco nella Nazionale Attori da 20 anni. Una versione femminile? Perché no!”

Angelo Costabile, attore e giocatore della Nazionale Italiana Attori, è da sempre appassionato di calcio. Fino all’età di 22 anni sognava di diventare calciatore e con ammirevole sacrificio faceva di tutto pur di non mancare un allenamento. Poi, un altro sogno ha prevalso: diventare attore. ‘Don Matteo’, ‘La Meglio Gioventù’, ‘La stella che non c’è’ sono alcune delle produzioni televisive e cinematografiche in cui ha recitato, oltre a essere stato un concorrente del reality ‘Pechino Express’.

Durante il nostro pranzo virtuale, è stato entusiasta di potersi esprimere sul Movimento Femminile in Italia.

Angelo, credi che all’interno del Movimento Calcistico Femminile sia diffuso il concetto di sacrificio e passione verso il calcio?

“E’ tutta passione. Tutt’ora sto giocando in un campionato di seconda categoria perché c’è passione e mi piace. Non mollo finché le gambe mi reggono. Quando andavo agli allenamenti, percorrevo 5/10km a piedi e quasi 40 km in autostop. Io non ho mai badato alla fatica. Sono arrivato fino alla C2 con il Cirò Marina e ho partecipato a campionati di serie D, Eccellenza e Promozione. L’anno scorso ho giocato a Gaeta e facevo 14 km in treno per andare agli allenamenti. Quando ti piace il calcio e non esiste una via di mezzo”.

Passando da un concetto all’altro. Sara Gama è l’esempio più forte e recente del calcio femminile in Italia. Le nuove generazioni possono trovare un forte modello di ispirazione in questa donna?

Lei è bravissima. Il calcio femminile in Italia sta facendo progressi negli ultimi anni. L’unico problema era che non era riconosciuto a livello di contratto e le ragazze che giocavano in serie A e B non potevano usufruire di un finanziamento, di un mutuo e tant’ altro. Adesso, invece, godono di un contratto professionistico. Il calcio femminile si sta evolvendo nel verso giusto. Il primo arbitro donna ha esordito nel 2022 nel campionato maschile di serie A, anche questo è un bel segnale.  Sono contento di questo progresso”.

La Nazionale Attori è stata istituita nel 1971. Vedi con concretezza la possibilità che ne nasca una femminile?

“Gioco nella Nazionale Attori da 20 anni. Una versione femminile? Perché no! Sarebbe un’idea difficile da realizzare, nessuno impedisce a un’attrice di scendere in campo. Durante le partite di beneficenza è capitato che le attrici facessero le ‘madrine’. Un paio di anni fa, invece, ho partecipato a una partita di beneficenza organizzata contro la Nazionale Italiana delle suore ed è stato un match alla pari, correvano molto e giocavano alla pari!”.

Quale suggerimento, in base alla tua esperienza, potresti dare al movimento per fare crescere ancora di più l’interessamento al calcio femminile e portare il pubblico a seguire le gare?

I risultati. Quando ci sono i risultati e le squadre iniziano a vincere, crescono sia l’entusiasmo che la visibilità. Mi piace che, a livello mondiale, la presenza femminile nel calcio e nello sport sia sempre più diffusa. E’ importante che si parli dei traguardi raggiunti da un’atleta donna o da un gruppo di atlete. Il calcio femminile comincia a essere trasmesso sulla Rai, su Sky, su Dazn e altre piattaforme. Ci sono ancora troppi luoghi comuni in Italia, la priorità è ancora troppo verso il calcio maschile. Iniziano a sorgere sempre più scuole calcio femminile, questo è un bel segnale. Significa che l’interesse verso la cultura calcistica femminile sta crescendo. La tecnica, la postura e altri concetti del calcio vanno insegnati fin da quando si è bambini”.

In conclusione, hai mai assistito a una partita di calcio femminile? Facendo un paragone tecnico, quali aspetti ti sono piaciuti e quali meno?

Ho assistito dal vivo a una partita della Roma e della Lazio. Mi è capitato di seguire partite di Milan, Inter e Juventus in tv. Le giocatrici si muovono benissimo e fanno gol straordinari. Una buona squadra di serie A femminile non è ancora al livello di una squadra di Serie A maschile. Tuttavia, secondo me, ci sono giocatrici forti che potrebbero tranquillamente essere all’altezza delle squadre maschili. Non si mai che una giocatrice possa essere inserita in una squadra di calcio maschile, come un jolly, e che in caso di gol la rete valga doppio!”.

La redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Angelo Costabile, per il tempo dedicatoci per questa “intervista in esclusiva “.

Caterina Bargi, Genoa: “Stiamo facendo un gran bel campionato, ma non vogliamo accontentarci”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Genoa è senza dubbio una delle rivelazioni della Serie B di quest’anno visto che, dopo diciotto giornate, si trova al sesto posto con trenta punti.
Le ragazze di Antonio Filippini, dopo l’1-1 con l’Hellas Verona di due domeniche fa, torneranno in campo tra qualche giorno andando in casa dell’Arezzo e, a provare a dare il successo genoano sulle aretine, potrebbero essere d’aiuto la forza offensiva di Caterina Bargi, attaccante classe ’95 ex Campomorone Lady e Sampdoria che indossa da due anni la divisa del Grifone.
La nostra Redazione ha raggiunto Caterina, che attualmente ha già messo a referto ben quattordici gol, risultando al momento insieme a Valeria Pirone della Ternana la miglior marcatrice della Serie B, per risponderci ad alcune domande.

Caterina cosa significa per te giocare per il Genoa?
«Giocare per il Genoa è un onore, un privilegio e sicuramente è una grande responsabilità che ti porta indossando questa maglia, ma è anche uno stimolo per dare di più. Un’emozione indescrivibile avere questa maglia addosso Credo che, chiunque scenda in campo qualsiasi squadra che sia, entri per dare il meglio. Ma penso che giocare per la squadra per cui si tifa sia uno stimolo maggiore».

Cosa ti ha portato ad indossare ancora una volta la maglia delle genoane?
«La decisione è molto semplice: io voglio vivere determinate emozioni, e ciò che mia energia è questa maglia che la sento come una seconda pelle. Voglio dare il massimo per il Genoa: per me è casa, ed è la squadra dove voglio stare».

Parliamo dell’attuale stagione del Genoa, dove occupa la sesta posizione dopo diciotto gare di Serie B. Piazzamento in linea con le tue aspettative?
«Il nostro l’obiettivo di inizio campionato era quello di ridurre il divario dell’anno scorso, dove ci siamo salvate, e la società ci ha dato tutti i mezzi necessari per permettere ciò, e noi stiamo cercando di non deludere le aspettative. In questo momento siamo credo che stiamo facendo un gran campionato, ma penso anche che non vogliamo accontentarci. Senza sottovalutare nessuno ovviamente. Poi quella la posizione che raggiungeremo in classifica penso che arriverà di conseguenza. Il nostro obiettivo è cercare di portare a casa, in ogni partita, il risultato con qualsiasi squadra si presenti. La forza del gruppo è la nostra arma principale, e ognuna di noi sta dando il suo contributo».

Delle diciotto partite giocate nella Serie B di quest’anno col Genoa c’è una che ti ha dato sensazioni positive? E una che vorresti rigiocare?
«La più bella è stata quella in casa con la Lazio perché giocavamo contro la prima della Serie B e siamo scese in campo con la consapevolezza dei nostri mezzi, cercando di dare il nostro massimo. Fino al novantatreesimo stavamo facendo il colpaccio, poi però è arrivato il due a due, ma questo non toglie il fatto che è stata una grandissima prestazione di squadra. Si è trattato di un buon risultato, ma ci ha dato tanta consapevolezza di potercela giocare con chiunque. Invece, vorrei rigiocare l’ultima di andata contro la Res Roma: è stata una gara rocambolesca, dettata dal fatto che non è stata sicuramente la nostra miglior prestazione, dato che eravamo tre a uno per noi, e in venti minuti hanno vinto quattro a tre. C’è stato tanto rammarico, ma quell’incontro ci è servito per le partite successive a dare ancora di più e portare a casa quei risultati che poi sono arrivati successivamente».

Tu, a livello, realizzativo, hai già segnato quattrodici reti, e per il momento sei con Valeria Pirone della Ternana la capocannoniere della Serie B. Preferisci vincere il titolo di miglior marcatrice od ottenere un piazzamento di vertice col Genoa?
«I gol per un’attaccante sono importantissimi, ma il calcio è un gioco di squadra, e questi devono servire per avere un risultato di squadra; quindi, per il che il bene della squadra e del Genoa, direi sicuramente quella di ottenere una posizione più alta in classifica».

Il campionato di Serie B sta per ripartire, e il Genoa andrà in casa dell’Arezzo. Cosa dovrà fare la squadra per avere la meglio sulle aretine che stanno cercando di lottare per rimanere in cadetteria?
«Penso che non si possa sottovalutare l’avversario, a maggior ragione se una squadra lotti per la salvezza. Domenica ci sarà sicuramente una partita che si giocherà su un campo difficile come quello dell’Arezzo e noi scenderemo per portare a casa il risultato, e faremo di tutto per portare a casa i tre punti».

Qual è la squadra di questa Serie B che ti ha sorpreso fino ad ora?
«Credo che la squadra che mi ha stupito di più sia il Cesena, e lo dimostra il fatto che stanno facendo dei grandi risultati. Forse non si aspettavano neanche loro di essere così in alto, ma se lo meritano, hanno un gran gioco e delle buonissime individualità».

Chi può vincere il campionato?
«Sarà, secondo me, una lotta fino all’ultimo, chi ne ha di più vincerà. Quindi è difficile dirlo adesso, non voglio sbilanciarmi».

Pensi che il calcio femminile italiano si sia evoluto negli ultimi anni?
«Il calcio femminile italiano è evoluto sotto ogni punto di vista, a livello atletico, tecnico e mediatico. Più passano gli anni, più tutte le categorie stanno crescendo e il livello sta salendo. È un calcio dove più passa il tempo, più s’alzerà l’asticella».

Cosa manca al nostro movimento per avvicinarsi alle big europee e mondiali?
«Secondo me, è una questione di cultura e di mezzi che, in Italia, piano piano stanno entrando. Poi, in alcune nazioni il calcio femminile è considerato quasi alla pari del maschile, dove hanno mezzi e strumenti».

Quali sono gli obiettivi che vorresti centrare quest’anno?
«A livello calcistico l’obiettivo collettivo è quello di fare il meglio possibile per raggiungere il nostro più alto livello più alto. A livello individuale voglio migliorarmi sempre di più sotto ogni punto di vista e ovviamente, essendo un attaccante, vorrei contribuire al raggiungimento di importanti risultati con la maglia del Genoa anche coi miei gol. A livello extracalcistico ho obiettivi di miglioramento anche in altri ambiti, come quello di fare l’allenatrice».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Genoa in vista della ripresa del campionato?
«Direi che non bisogna mai accontentarsi, l’abbiamo dimostrato sul campo con qualsiasi squadra che abbiamo avuto di fronte».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Genoa CFC e Caterina Bargi per la disponibilità.

Le piccole realtà del calcio femminile – Giada Filippelli, VE Rende: “Come squadra vogliamo crescere e vincere”

Credit Photo: Moscatello

Varie le realtà calcistiche presenti sul territorio. Si, magari non sono così grandi, ma propongono il calcio nella maniera più limpida e pura possibile: è il caso del VE Rende, realtà al femminile ormai da anni presente in ambito territoriale e che continua con l’impegno Eccellenza. La terza forza di campionato della regione Calabria continua a ritagliarsi uno spazio importante nel calcio dilettantistico in rosa. Per il momento, i risultati rimediati sono piuttosto alternati (di fatto il gruppo è reduce da una sconfitta in casa cosentina), manca ancora, però, l’ultima disputa che andrà a chiudere il girone d’andata stagionale.

Le ragazze guidate da mister Bartucci proveranno a recuperare già la prossima domenica, data in cui è prevista la sfida contro l’Avigliano; si prospetta una forte contrapposizione che avrà necessità di determinazione oltre che di concentrazione massima per poter acquisire punti (attualmente sono 9 quelli intascati, per una distanza in graduatoria di sole tre lunghezze dal secondo scalino e dalla capolista).
Con estremo piacere ne abbiamo parlato con Giada Filippelli, apporto d’attacco classe 2006 biancorosso, di ritorno dopo cinque mesi di stop.

Benvenuta Giada! Dopo il percorso della passata stagione, hai confermato la tua permanenza in maglia Rende. Come è nata la collaborazione con la medesima società e quali sono i motivi che ti hanno spinto a rimanere?

Ho confermato perché con un pensiero in linea con gli obiettivi della società, una società che dedica anima e corpo per la crescita del movimento femminile e ha obiettivi molto chiari. Come squadra vogliamo crescere e vincere.

Avete aperto il campionato con un risultato piuttosto di spessore contro l’Ideale, confermando poi una serie di successi che hanno tracciato una scia positiva importante. Come valuti il percorso della squadra fino ad ora ed il tuo personale?

Penso che in questo percorso stiamo facendo molto bene: la squadra ha dato e continua a dare il massimo sempre; è chiaro che si può fare sempre di più, ma siamo contente dei traguardi che abbiamo raggiunto fino ad oggi. Non ci accontentiamo facilmente e non ci fermeremo, abbiamo ancora tantissimo da dare, io in primis.

L’attuale dato statistico (che vi vede al terzo posto a quota 9) pensi renda giustizia al valore ed alle capacità reali del gruppo?

Non penso sia il posto in classifica a definire le nostre capacità.

Archiviata la Coppa Italia, invece, è stata una competizione che per voi si è fermata nella fase iniziale in seguito alla disputa contro l’agguerrito Cosenza che non vi ha lasciato scampo. Soffermandoci un attimo su tale squadra, è una formazione che ha dato del filo da torcere anche recentemente: questo sabato, infatti, avete subito dalla stessa una letale cinquina. Quali pensi siano state le lacune in tale frangente e quali gli aspetti opposti che hanno creato maggiore difficoltà?

Il Cosenza è una squadra forte con un po’ di esperienza in più rispetto alla nostra: si sa, nel calcio c’è chi perde e chi vince, ma si accetta e si lavora per poter fare sempre meglio. Come ho già detto prima, possiamo sempre dare qualcosa in più.
Quando un arbitro va a condizionare la partita, però, non è mai facile giocare: ci sono stati tanti episodi a sfavore nostro e se l’arbitro fosse stato più corretto e attento al regolamento qualcosa sarebbe sicuramente potuto cambiare nel corso della gara. Nonostante tutto non troviamo alibi, anzi, in questo caso abbiamo lottato e giocato fino alla fine, dando tutto.

Ora vi aspetta una settimana di riposo, prima di tornare in campo per giocare l’ultima gara del girone d’andata. Dovendo fare un bilancio della prima parte stagionale, come lo valuteresti?

In modo abbastanza positivo, senza alcun dubbio.

Domenica 10 marzo toccherà all’Atletico Avigliano ospitarvi. Che approccio ti aspetti e su cosa punterete contro una squadra diversa dalla vostra ma pur sempre a sole due lunghezze in termini di gradino occupato?

Non conosco l’Atletico Avigliano ma non lo sottovaluto. Conosco, però, abbastanza la mia squadra da poter dire che andremo lì per vincere e per portare i tre punti a casa. Ci impegneremo per far si che ciò accada!

Quali sono i tuoi obiettivi e le tue ambizioni per quest’anno? Come vorresti si evolvesse il viaggio in biancorosso?

L’obiettivo che mi sono posta quest’anno è quello di crescere tanto e fare sempre meglio, ma soprattutto quello di diventare un pilastro importante per tutto il gruppo.

Cosa servirà nel futuro per dare continuità a questo momento prestigioso per il VE Rende?
Al giorno d’oggi le complicanze nella creazione di realtà tutte al femminile sono disparate. Con l’introduzione del professionismo in Italia abbiamo visto aprirsi un evidente spiraglio di luce per quel che riguarda la parità salariale e di genere nello sport, ma i passi da fare risultano essere ancora tanti ed i comparti da curare troppi.
Le realtà più piccole hanno difficoltà a concretizzarsi totalmente ed il dibattito a riguardo si può dire infinito; il sistema continua ad essere sotto i riflettori anche per la questione dei club di quarta categoria e delle giovanili italiane. In ogni caso, le problematiche non ne hanno fermato la crescita, seppur si riveli ogni tanto a rilento rispetto a quella maschile.
Certo, quella citata è forse descritta in modo basilare, ma c’è da plaudire l’impegno di chi crede nel progetto ed in ragazze che mettono passione e cuore in ciò che fanno.

Il pensiero della stessa calciatrice che, su ciò, ha fatto sapere: “Per mia esperienza non è stato semplice; qui in Calabria (Cosenza) non c’è ampia scelta di squadre al femminile. Mentre in Italia ci sono società che possono adempiere a fare calcio femminile a determinati livelli, dal centro Italia al sud le società hanno serie problematiche, in particolar modo di natura economica (basti conoscere le difficoltà che si incontrano per iscriversi a campionati di serie B/C o dilettantistici, figuriamoci pensare ad un loro riscontro in termini di crescita del movimento!).

Inoltre,oggi (nel caso delle fasce regionali sopra citate), campionati femminili sono una realtà poiché la FIGC ha imposto a tutte le società professionistiche di fare il calcio in rosa; quelle del nord puntano sull’acquisto di giocatrici anche dall’estero, lo stesso discorso di mercato al centro-sud, invece, si basa esclusivamente su ragazze locali e del territorio, giusto per far parte della competizione“.

Si ringrazia Giada Filippelli e la società tutta per la gentile concessione.

Il Cronometro d’oro all’attuale preparatore atletico azzurro, Francesco Sinatti: “Onorato di ricevere questo premio”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

È Francesco Sinatti il migliore preparatore atletico della scorsa stagione: l’attuale preparatore della Nazionale italiana è stato votato dai colleghi quale migliore professionista della Serie A 2022/2023, il campionato che lo ha visto ottenere lo Scudetto con il Napoli.

Appena terminata la tournée oltreoceano con gli Azzurri, Sinatti è atterrato in Italia dagli Stati Uniti e quindi ha potuto ricevere nell’auditorium di Coverciano, nel luogo simbolo della formazione calcistica italiana, il Cronometro d’oro. Un premio che certifica – ancora una volta – lo straordinario lavoro dello staff tecnico guidato da Luciano Spalletti nella scorsa stagione e che segue il trionfo dello stesso Ct, che meno di due mesi fa aveva ricevuto, sempre al Centro Tecnico Federale, la Panchina d’oro.

“Mi sento onorato di aver ricevuto questo premio – ha sottolineato sul palco Francesco Sinatti, visibilmente emozionato – perché per me ha un valore unico: è assegnato da dei colleghi, che oltretutto devo ringraziare per le preziose informazioni che ci stanno dando sui giocatori che vengono in Nazionale. Ringrazio mister Spalletti e tutto il suo staff, la società Napoli e lo staff medico. Quindi un ringraziamento particolare a Francesco Cacciapuoti, l’altro preparatore, con cui ho condiviso tante esperienze, soprattutto durante la scorsa stagione. Che dire… mi sento un privilegiato per aver potuto contribuire alla gioia del Napoli”.

Gli altri premiati. Non solo Serie A maschile. Durante la mattinata i preparatori atletici presenti hanno potuto votare quello che hanno ritenuto essere il miglior professionista della loro categoria, sempre per quanto riguarda la scorsa stagione. Per la Serie B il Cronometro d’argento è andato a Francesco Vaccariello, il preparatore del Frosinone che ha vinto il campionato cadetto. Un successo che ricalca quello della Panchina d’argento, andata all’allenatore dei ciociari, Fabio Grosso. Un binomio di successi, tra tecnico e preparatore, che ha caratterizzato anche il Cronometro di bronzo: il premio per il miglior preparatore della Serie C 2022/2023 è stato infatti assegnato a Antonio del Fosco, il preparatore del Catanzaro, ‘bissando’ così il trionfo del mister dei calabresi, Vincenzo Vivarini, vincitore della Panchina d’oro Serie C.

FEMMINILE

Introdotto per la prima volta l’anno scorso, il Cronometro d’oro per la Serie A femminile è stato consegnato al preparatore della Roma, Stefano D’Ottavio, che la scorsa stagione ha conquistato il primo e storico Scudetto con il club giallorosso.
Quest’anno per la prima volta è stato premiato anche il miglior preparatore della Serie B femminile; una novità dovuta al fatto che, dalla scorsa stagione, è obbligatoria la figura del preparatore atletico anche in questa serie. Per quanto riguarda il campionato cadetto, ad aggiudicarsi il Cronometro d’argento è stato Pasquale Perna del Napoli. Per entrambe le categorie femminili, le votazioni erano state effettuate on-line nei giorni scorsi.

Il corso di aggiornamento. “Porto i saluti del presidente Albertini e ringrazio i professori Ferretti, Perondi e Venturati per questa giornata davvero interessante, di confronto e di formazione” ha commentato in apertura di giornata il vice presidente del Settore Tecnico federale, Paolo Bosi. La premiazione del Cronometro d’oro, infatti, si è inserita all’interno di un corso di aggiornamento obbligatorio per i preparatori atletici. Durante la mattinata è stato trattato il tema aerobico, con gli interventi di Giulio Sergio Roi, Fabio Ripert e Fabio Corabi, mentre nel pomeriggio, per parlare di recupero, è intervenuto l’Head of Performance della Juventus, Giovanni Andreini (insieme ai suoi collaboratori Alberto Franceschi e Antonio Gualtieri), oltre – da remoto – ai preparatori di Sinner e Leclerc, Umberto Ferrara e Andrea Ferrari, e all’assistente preparatore della Nazionale italiana di rugby, Alessandro Gerini.

“La contaminazione – ha quindi continuato Paolo Bosi – è una ricchezza, soprattutto in un settore dove l’apertura mentale è un valore fondamentale”.

“Per come si sta evolvendo il calcio, anche nelle sue figure professionali – ha evidenziato Mario Beretta rivolgendosi alla platea – il preparatore deve conoscere questo sport in tutte le sue sfaccettature. Vi porto i saluti del direttore della Scuola Allenatori, Renzo Ulivieri, che avrebbe avuto piacere essere qui con noi”, con l’applauso dei presenti indirizzato al presidente dell’Assoallenatori che ha riempito l’auditorium di Coverciano.

I dettagli delle varie categorie – Stagione 2022/2023

Serie A maschile – Cronometro d’oro
1° Francesco Sinatti (Napoli)
2° Fabio Ripert (Inter)
3° Pietro Ivano Campo (Fiorentina)

Serie B maschile – Cronometro d’argento
1° Francesco Vaccariello (Frosinone)
2° Alessandro Pilati (Genoa)
3° Giorgio D’Urbano (Bari)

Serie C maschile – Cronometro di bronzo
1° Antonio Del Fosco (Catanzaro)
2° Marco Bresciani (Feralpisalò)
3° Diego Scirea (Lecco)

Serie A femminile – Cronometro d’oro
1° Stefano D’Ottavio (Roma)
2° Matteo Benassi (Sassuolo)
3° Mario Familiari (Inter)

Serie B femminile – Cronometro d’argento
1° Pasquale Perna (Napoli)
2° Lorenzo Marcelli (Lazio)
3° Leonardo Boscardin (Cittadella)

ALBO D’ORO
(da quando il Cronometro d’oro è organizzato dal Settore Tecnico)

Stagione 2021/2022
Cronometro d’oro – Matteo Osti (Milan)
Cronometro d’argento – Marco Antonio Ferrone (Cremonese)
Cronometro di bronzo – Alberto Berselli (Sudtirol)
Cronometro d’oro, femminile – Emanuele Chiappero (Juventus)

Stagione 2020/2021
Cronometro d’oro – Antonio Pintus (Inter)
Cronometro d’argento – Fabio Trentin (Venezia)
Cronometro di bronzo – Alberto Bartali (Ternana)

Stagione 2019/2020
Cronometro d’oro – Domenico Borelli (Atalanta)
Cronometro d’argento – Pietro Ivano Campo (Spezia)
Cronometro di bronzo – Stefano Valentini (Reggio Audace)

Pomigliano e Napoli Femminile: Domenico La Marca e Teresa Maddalo raccontano le due società in un libro

Photo Credit: Elia Soregaroli - Calcio Femminile Italiano

Raccontare il calcio femminile, inteso come storie da scrivere su un libro, non è mai facile. Soprattutto parlando in zone dove il movimento pallonaro italiano in rosa fatica ad emergere. Almeno fino ad ora.

Domenico La Marca e Teresa Maddalo, entrambi giornalisti, hanno deciso di scrivere insieme un libro dal titolo “Storie di Calcio Femminile – Napoli e Pomigliano: dal dilettantismo al professionismo”, testo pubblicato nel settembre dello scorso anno e edito da Urbone Publishing.

Il libro è suddiviso in trentanove capitoli, ma c’è una Prefazione di Gianluca Monti e una Postfazione di Max Bonardi e racconta le vicende di Pomigliano e Napoli Femminile, due formazioni che militano in Serie A e stanno cercando di lottare per restare nella massima serie anche il prossimo anno. La storia non viene solamente dal punto di vista storico, ma anche di coloro che hanno reso importanti queste due squadre, che partono dai dirigenti, Raffaele Pipola per il club pomiglianese o Lello Carlino ed Italo Palmieri per la società partenopea, tecnici, da citare sicuramente Biagio Seno, Carlo Sanchez, Alessandro Pistolesi e Geppino Marino, e infine le calciatrici, ossia quelle che fanno la differenza sul campo e ottenere il raggiungimento degli obiettivi, e su quest’ultimo gruppo ci sono varie giocatrici, per esempio Gaia Apicella o Emanuela Schioppo per la squadra delle pantere oppure per la squadra azzurra abbiamo le storie di Paola Di Marino o quella di Valentina Giacinti (attuale attaccante della Roma).

È un libro che non deve passare inosservato, perché sono proprio queste storie che possono aiutare a fare crescere il movimento nel resto d’Italia, perché è vero che, per far diventare importante il calcio femminile italiano, serve l’apporto delle società maschili, ma anche di realtà prettamente femminili, come per l’appunto Napoli Femminile e Pomigliano, ma possiamo citare anche club blasonati come Como Women e Brescia Calcio Femminile. Perché il futuro del pallone italiano in rosa passa anche da loro.

Il Trastevere si avvicina alla vetta, continua la serie positiva della Salernitana…in coda regna l’incertezza.

Trentatré reti segnate, per un totale stagionale di 528 reti, quattro vittorie interne, due vittorie corsare firmate da Frosinone e Independent ed una sola gara terminata in parità quella tra Matera e Salernitana: questo in termini statistici la diciottesima giornata del girone C della serie C femminile.

Andiamo nel dettaglio: Vittoria del Trastevere contro il Grifone per 4-0 grazie ad una doppietta di Serao e marcature di Stivaletta e Mattei. Con questa vittoria, in virtù del rinvio della gara tra il Palermo e la Vis Mediterranea, la squadra laziale accorcia il distacco dalla vetta portandosi a tre punti dalla capolista. Il Frosinone consolida la sua terza posizione imponendosi di misura sul Villaricca, grazie ad un gol di Zorzetto. Il Lecce si impone con un pesante 7-1 nel derby con la Molfetta Calcio. Quattro le reti della D’Amico che, consolida, la leadership nella classifica delle marcatrici. Continuano a vincere le pantere del ’Independent che si impone per 4-2 contro il Coscarello.  Vittoria del  Montespaccato  per 5-2 contro il Crotone continuando a disputare un ottimo campionato.

Decima vittoria in campionato del Catania che vince, dopo aver rimontato al doppio vantaggio delle ragazze dell’Apulia Trani siglato dalla Del Vecchio, su rigore, e Chiapperini prima del riposo accorcia Vitale. Nella ripresa prima Di Stefano pareggia il conto e poi Basillota, su rigore, porta in vantaggio la propria squadra che poi diventerà il definitivo 3-2.

Continua la serie positiva della Salernitana, che pareggia nel finale la sfida contro il Matera, lucani in vantaggio con Haanpaa gol del pareggio di Apicella a sessanta secondi dal 90.

Classifica: Vis Mediterraneo 46, Trastevere 43, Frosinone 38, Catania 33, Lecce e Woman Matera 32, Palermo, Montespaccato e Independent 31, Salernitana 26, Villaricca 16, Grifone Gialloverde 14, Apulia Trani 10, Molfetta e E. Coscarello 9, Crotone 4.

(Palermo due gare in meno, Vis Mediterraneo e E. Coscarello una gara in meno)

Lina Magull, Inter: “Amo il gioco di squadra. Barella? Mi piace molto”

Credit Photo: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ancora importanti dichiarazioni per l’attaccante acquisita dall’Inter: soltanto pochi mesi passati dall’approdo tra le neroazzurre, eppure Lina Magull continua a dimostrarsi un profilo di tutto rispetto (ad essere d’esempio il grande contributo che sta offrendo alla squadra, oltre che il movimento tecnico in campo che le sta permettendo di rendere più positivo il cammino di campionato).
La nuova forza fresca, ex Bayern Monaco, è stata protagonista del Match Day Programme andato in scena in occasione della gara tra Inter ed Atalanta maschile; la 29enne è entrata in modo viscerale in quelle che sono i suoi riferimenti in campo calcistico, non risparmiandosi sulle caratteristiche di gioco per lei tanto importanti. Ecco cosa ha riferito ai microfoni: “Lionel Messi? Per me un giocatore speciale, non da meno, però, Nadine Keßler, che è stata capitano nel Wolfsburg e oggi lavora nella UEFA; ha fatto molto per la crescita del calcio femminile. Di questa Inter mi piace molto Barella, è ovunque nel campo, corre tantissimo e ha una grande tecnica!“.

Lavoro duramente per migliorarmi, sia tecnicamente che fisicamente. Sono cresciuta molto nelle ultime stagioni, ho affinato qualità come tecnica, intensità e creatività sul campo. Quello che mi spinge a dare il meglio è giocare per la squadra: mi piace aiutare le mie compagne e, quando ho la palla, creare occasioni in area avversaria, essere pericolosa con gol o assist.

Credo che sia necessario avere la giusta motivazione per vincere qualcosa e lavorare tutti per lo stesso obiettivo, perciò amo il gioco di squadra, perché ci sono persone che sono sempre pronte ad aiutarti e motivarti a dare il meglio. Il calcio è fantastico per questo!“.

DA NON PERDERE...