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Umberto Calcagno: “Calcio Femminile? Raggiunti traguardi che sembravano inimmaginabili

Lunedì 16 marzo, nella prestigiosa cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, la consegna dei riconoscimenti dell’Associazione Italiana Calciatori relativi alla stagione 2024-25 Dopo il grande successo delle edizioni precedenti, torna Women4Football, l’evento organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori (AIC), nato per celebrare le protagoniste del calcio femminile italiano.

“Negli ultimi anni abbiamo fatto enormi passi in avanti per il calcio femminile” – ha sottolineato il Presidente AIC Umberto Calcagno – “raggiunto traguardi che sembravano inimmaginabili. Women4Football è l’evento clou che ci deve dare consapevolezza di quanto abbiamo fatto e del lavoro gigantesco che ancora ci sarà da fare per tutto il movimento. Il mio ringraziamento e quello di tutta l’AIC” – ha proseguito – “va alla Sindaca Funaro, all’assessora allo sport del Comune di Firenze Perini e al delegato allo sport della città metropolitana Nicola Armentano che hanno accolto questa idea con grande entusiasmo. Un grazie anche a tutti partner che ci sostengono e ci aiutano a realizzare questo evento che quest’anno per la prima volta, a conferma dell’impegno della Rai e di Raisport sullo sport femminile, sarà trasmesso in diretta Tv”.

 

“Firenze è stata una città importante per lo sviluppo del calcio femminile, essendo stata la Fiorentina la prima squadra professionistica nel 2015 a creare il settore femminile, e anche per questo motivo ci sembrava importante portare questo evento qui” – ha sottolineato l’assessora allo sport Letizia Perini – “e per questo voglio ringraziare l’AIC. Vogliamo aiutare a far crescere sempre di più il mondo del calcio femminile e permettere a tante professioniste e professionisti e atlete di essere sempre più valorizzate. L’evento del 16 marzo” – ha aggiunto – “nasce per celebrare le eccellenze di un movimento sempre più al centro dell’attenzione sportiva nazionale e internazionale. Tra il 2008 e il 2024 le calciatrici tesserate con la Federazione sono passate da 18.854 a 45.620 (con una crescita di oltre il 100%, ovvero il doppio, rispetto a dieci anni fa). Addirittura più che triplicate invece quelle di età compresa tra i 10 e i 15 anni: da 6.628 a 19.958. Anche i risultati sportivi si vedono e sono tangibili, mi riferisco al Mondiale del 2019, raggiunto dopo vent’anni di attesa, e all’Europeo della scorsa estate. Quello a Euro 2025 è stato un cammino straordinario, che non deve stupire perché dimostra, insieme ai risultati delle Nazionali giovanili e al fatto di avere ormai tre squadre ai nastri di partenza della Champions League, la crescita del nostro calcio”. “Infine” – ha concluso – “Mi fa piacere che tante calciatrici delle società fiorentine abbiano la possibilità di assistere a questo evento; potranno conoscere i loro miti, le loro figure di riferimento. E, insieme, potranno sognare di diventare loro stesse calciatrici professioniste”.

 

“Quale scelta migliore di mettere a disposizione di queste atlete, e di questo movimento, uno dei posti più belli del nostro Paese” – ha dichiarato il delegato allo sport della città Metropolitana Nicola Armentano – “Firenze può diventare un luogo per rendere ancora più forte un movimento in piena ascesa, come testimoniato dai 17 milioni di telespettatori Rai che seguono il calcio femminile. L’obiettivo è quello di valorizzare il calcio femminile, farlo diventare un fenomeno culturale, sociale e insieme produrre occupazione. Ma, soprattutto, questi momenti aiutano a raccontare come lo sport crea salute e socialità: mentre si pratica e si sta insieme, si promuove salute e benessere e si generano e rafforzano valori. Come quello di abbattere stereotipi e pregiudizi, permettendo a sempre più donne di avvicinarsi allo sport e praticare una disciplina sportiva. Questo è uno degli obiettivi che sostengono la volontà di realizzare questa iniziativa a Firenze. E poi, se aggiungiamo che ci sono a Firenze grandi capacità organizzative (come quando abbiamo ospitato la partenza del Tour de France) associate a una bellezza unica, abbiamo più fattori che possono auspicare di farci ritrovare qui anche l’anno prossimo a replicare una manifestazione che vuole restituire e premiare chi si è distinto nella stagione sportiva”.

‘Un’unica maglia, nessuna etichetta’: la FIGC celebra la giornata internazionale della donna

In occasione della giornata internazionale della donna, la FIGC sceglie di celebrare l’8 marzo attraverso il simbolo più forte dell’identità azzurra: la maglia della Nazionale. Nel visual della campagna di comunicazione ideata dalla Federazione e visibile sul sito istituzionale e sui canali social, la scritta “AZZURRA” diventa messaggio e dichiarazione di appartenenza. Non un’etichetta di genere, ma un’identità condivisa che non divide ma unisce. La campagna afferma un principio chiaro: il talento, l’impegno e il diritto di rappresentare l’Italia non hanno distinzione di genere né di alcun altro tipo. Esiste un’unica maglia, un’unica passione, un’unica Nazionale.

Un claim che segue quello dello scorso anno, “Non è calcio femminile, è calcio”, ispirato a una frase pronunciata dal Ct della Nazionale femminile Andrea Soncin che sta accompagnando un percorso di rivoluzione culturale e linguistica all’interno della nostra società e del mondo del calcio. Con questo messaggio la FIGC rinnova il proprio impegno a promuovere, dentro e fuori dal campo, rispetto, pari opportunità e diritti per tutte le donne.

“La maglia azzurra è un patrimonio comune, nessuna etichetta di genere – afferma il presidente della FIGC Gabriele Gravina – così come devono esserlo i diritti delle donne, ogni giorno non solo l’8 marzo. Il calcio si offre strumento per un messaggio che accomuna l’intero Paese in un processo di compiuta responsabilità e di vera inclusione. Per questo, i principi che ci ispirano si racchiudono in un simbolo che unisce e non divide”.

Nazionale Under 17 Femminile – Italia pronta per il Round 2 di qualificazione all’Europeo: le 20 convocate di Leandri per il girone in Croazia

Irene Divittorio, Catania: “Gruppo affiatato. A noi auguro di arrivare più in alto possibile!”

Photo Credit: Stefania Bisogno - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Quando il primo posto non è tutto, è naturale voler andare a fondo alla questione ‘gruppo’. Quello che forma il Catania è proprio il vero segreto per un viaggio di crescita e soddisfazione, dove l’umano arriva anche prima del risultato (o forse va di pari passo).

Ecco spiegato, quindi, come la vera ricchezza sia il legame interno, la reciprocità, la condivisione e collaborazione (questo anche quando gli esiti non sono a favore). A favore per la squadra rossoceleste, però, vi è la situazione attuale, zeppa di messaggi incoraggianti: 14 le gare disputate e 12 finali da +3; l’ultimo? Quello conquistato di fronte alle palermitane.

Tra le altre, diretta testimone del grande successo d’insieme è Irene Divittorio, contributo al primo anno in maglia Catania. A proposito di questo, la calciatrice ha riferito ai nostri microfoni: «fin da subito sono stata accolta calorosamente da staff e giocatrici. La società è molto organizzata e disponibile, in grado di metterti a tuo agio offrendoti tutto il materiale per poterti esprimere al meglio, e questo è fondamentale.

Qui mi sto trovando molto bene e non potrebbe essere altrimenti con un gruppo così affiatato!».

Parole al miele, addolcite ancor di più dai grandi traguardi individuali che quest’ultima sta raggiungendo; motivo d’orgoglio la convocazione in Rappresentativa Regionale e quella al raduno territoriale della Nazionale Femminile Under 20 LND che ormai si è svolto a febbraio. Palcoscenici piuttosto importanti, così come ammesso dal difensore classe 2006: «tutto questo mi sta dando modo di confrontarmi con altri profili e conoscere le loro storie; logico che, sia umanamente che calcisticamente, smuove qualcosa.

Bellissima anche come vetrina per la regione stessa e per la nostra realtà».

La stagione, intanto, prosegue a gonfie vele, ma, da brava vedetta (statisticamente parlando), la squadra considera le insidie del girone, un girone che, ora come ora, grida perseveranza: «un piazzamento dettato da tanti fattori, tra questi il grande lavoro della società stessa che aiuta ad affrontare al meglio quello che è il percorso – ha aggiunto Divittorio -. Le individualità a formare la rosa sono davvero molto valide, ma senza la collettività non si va da nessuna parte; la coesione ed il gruppo formato (che rimane anche fuori dal campo) sono la base per la costruzione di un grande campionato.

Ogni giorno lavoriamo sui dettagli e certamente c’è sempre qualcosa da migliorare, ma c’è solo da continuare su questa scia perché ancora è tutto aperto».

Inevitabile, poi, il commento sul tris in casa Palermo: «volevamo fortemente rifarci dalla partita d’andata (la capolista era caduta 0-2). Per il derby abbiamo speso tutte le energie in nostro possesso con la volontà di portare a casa una vittoria, e così è stato!».

Ancora un piccolo stop, poi il ritorno in campo per l’incontro con avversarie del calibro Virtus, Salernitana, Matera. Nessuno da sottovalutare, con un ‘mood’ sempre attivo: ‘si pensa partita per partita’, visione condivisa dalla figura protagonista che, in chiusura, ha fatto sapere: «avremo quattro partite in due settimane, quindi sarà un periodo di fuoco per noi. Siamo consapevoli che tutte le gare possono riservare sorprese, non solo le più difficili, e cercheremo di fare il possibile per trovare ulteriori punti.

A livello individuale? Mi sento molto cresciuta e mi auguro di non smettere mai di migliorare; a noi auguro di arrivare il più in alto possibile!».

Si ringrazia Irene Divittorio e la società tutta per la gentile concessione.

Doppia Laurea in casa Ternana Women: Labate e Nannini “Dottoresse”

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women celebra un traguardo importante firmato da Camilla Labate e Arianna Nannini. L’attaccante rossoverde, classe 1999, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienza e Tecnica dello Sport, discutendo una tesi dal titolo “L’importanza dell’allenamento della forza nel calcio femminile”. Traguardo accademico anche per il Team Manager della prima squadra, Arianna Nannini, che ha conseguito la Laurea triennale in Comunicazione digitale e social media con una tesi intitolata “Neuromarketing dalla teoria alla pratica. Analisi dei processi neurocognitivi che guidano le decisioni di consumo”. Entrambe hanno completato il proprio percorso di studi presso l’Università Niccolò Cusano. Siamo fieri di voi.


Ufficializzata data e orario della sfida di campionato tra il Como W e la Ternana Women. Il match si giocherà domenica 15 alle ore 12:30 allo stadio “Ferruccio Trabattoni” di Seregno.

Programma gare 16° giornata: 14/03/2026 ore 12:30 Parma-Genoa 14/03/2026 ore 15:00 Napoli Women-Lazio 15/03/2026 ore 12:30 Como Women-Ternana Women 15/03/2026 ore 14:00 Juventus-Milan 16/03/2026 ore 18:30 Roma-Fiorentina 16/03/2026 ore 18:30 Sassuolo-Inter

Benedetta Glionna, Inter Women: “Mi aspetto una partita molto dura, combattuta, cercheremo di affrontarla nel miglior modo possibile”.

credit photo: Emanuele Colombo - photo agency calcio femminile italiano

La settimana dedicata alle prime partite di qualificazioni ai Mondiali si appena conclusa e le calciatrici sono tornate a concentrasi sugli impegni dei club. Mentre nel fine settimana riprenderà il campionato di serie A, infatti, tra mercoledì e giovedì si giocheranno le partite valide per l’andata delle semifinali di Coppa Italia. L’Inter, proprio giovedì, disputerà la sua gara contro la Roma, scontro che ormai sta diventando un grande classico del Campionato italiano anche in virtù delle diverse ex giallorosse che vestono la maglia nerazzurra (e viceversa).

A presentare il match, intervistata dagli addetti stampa della squadra di Milano, Benedetta Glionna, alla sua prima stagione nella squadra di Piovani, è proprio tra le calciatrici che in passato hanno vestito la maglia Capitolina. Con una breve dichiarazione d’intenti ha confermato l’intenzione del club di fare il meglio possibile sul rettangolo verde, migliorando laddove c’è da farlo e provando ad essere più concrete.

“Questa settimana siamo tornate tutte, cercheremo di preparare la partita di Coppa Italia nel miglior modo possibile. Noi Siamo concentrate e vedremo come andrà. Abbiamo analizzato (e analizzeremo ancora) quelle partite, abbiamo anche cercato di lavorarci subito. Tenteremo di far meglio a livello anche di risultato rispetto a quelle gare, in particolare all’ultima. Proveremo sicuramente ad essere più concrete”.

La stagione delle nerazzurre sta andando parecchio bene: sono, infatti, seconde in classifica con il migliore attacco della serie A. Glionna, però, tiene i piedi per terra: si può sempre migliorare e si deve lavorare per offrire la miglior immagine di sé. In campo, poi, viene messo in pratica il più possibile quello su cui ci si è allenate in settimana con un gioco il più possibile verticale e quel cinismo che non guasta e che serve sopratutto a concretizzare le occasioni.

“Si può sempre fare meglio in tutto quello che si fa. Noi cerchiamo davvero di lavorare ogni giorno per migliorarci e per migliorare quello che stiamo facendo. Quindi cercheremo di fare ancora meglio e di lavorare ancora di più. L’Inter ha un modo di giocare, un’idea di gioco molto verticale, quindi sicuramente riusciamo a mettere in campo quello che alleniamo durante la settimana, essendo verticali e anche a volte ciniche”.

L’attaccante, che conosce a fondo le sue avversarie, si aspetta una Roma combattiva che farà il possibile per conquistare i tre punti tanto più che giocherà in casa al Tre Fontane. L’Inter si comporterà dunque di conseguenza mostrando tutto ciò di cui è capace.

“Mi aspetto una partita molto dura, combattuta, anche perché è sempre particolare per le avversarie giocare al Tre Fontane. Cercheremo di affrontarla nel miglior modo possibile, provando a fare il risultato e considerando che è un’andata di semifinale”.

Il futsal e un nuovo modello di sostenibilità, Castiglia verso i maxi eventi: “Il cambiamento è dimostrato dai numeri, cresciamo all’unisono”

Credit: Stefano Castiglia

CASTIGLIA – Il futsal sta per mettere in campo le sue meraviglie. E Stefano Castiglia mostra fiducia nel presente e ottimismo per il futuro in virtù del nuovo percorso intrapreso dal movimento della disciplina sportiva con il pallone a rimbalzo controllato, sempre più all’insegna della sostenibilità. “Una visione costruita nelle ultime stagioni e ulteriormente rilanciata in questo nuovo corso – sottolinea il Presidente della Divisione Calcio a 5 -, una volontà chiara e determinata da parte della governance della Divisione Calcio a 5, che si traduce in un sistema strutturato di premialità legato ai risultati ottenuti, in contributi concreti e in agevolazioni sui costi di vitto e alloggio per le società partecipanti”. I numeri avvalorano una visione chiara e consolidata, incentrata sempre più sui club di futsal. “Il nuovo modello di sostenibilità e di incentivi economici – continua Castiglia – sta producendo segnali tangibili. I numeri parlano chiaro: oltre 120mila euro di benefit diretti alle società nel solo Maxi evento delle Coppe Italia maschili, e oltre 90mila euro per le categorie femminili in forma di contributi e benefit concreti. Un cambiamento sotto gli occhi di tutti, che si riflette in un appeal sempre crescente verso gli enti pubblici sui territori e verso nuovi partner commerciali, anche di caratura internazionale, che scelgono di sposare i progetti di sviluppo del futsal italiano. È una trasformazione dimostrata dai fatti – chiosa il numero uno di Viale Tiziano – un movimento che vuole crescere all’unisono, con un approccio propositivo e con la consapevolezza dichiarata dalle società che la strada intrapresa è quella giusta. Mi piace ricordare da dove siamo partiti e guardare con determinazione a dove vogliamo arrivare; la mia visione si concentra solo sugli obiettivi da raggiungere. La sindrome di Cassandra, mista al pessimismo cosmico, non potrà mai far parte di questa nuova storia che tutto il movimento sta scrivendo. E di questo, personalmente, sono profondamente orgoglioso”.

Rep. Ceca: Dea della Slavia! Una serie documentaristica unica su Oneplay

La squadra femminile della Slavia ha avuto un aspetto unico dietro le quinte. La serie documentaristica in quattro parti traccia la stagione passata, al termine della quale gli Staples hanno festeggiato la vittoria del doppietto. Guarda tutti gli episodi sulla piattaforma Oneplay. La serie unica segue una stagione in cui Slavia è arrivata con grandi ambizioni e fiducia in sé stessa. Il ritorno dei principali sostenitori Kateřina Svitková e Barbora Votíková, l’arrivo di un nuovo allenatore e un chiaro obiettivo per difendere il doppietto, tutto ciò creò aspettative per un’altra corsa dominante.

Tuttavia, la realtà ha mostrato la sua imprevedibilità. Invece di un percorso tranquillo, ci sono stati momenti dolorosi, il derby autunnale contro lo Sparta e l’amara eliminazione in Champions League contro il Galatasaray. Il percorso dei sogni verso il successo è diventato una dura prova di resilienza, carattere e spirito di squadra.
Il documentario non riguarda solo risultati e obiettivi. Grazie alla prospettiva dei documentaristi premiati Linda Kallistová e Tomáš Klein, gli spettatori potranno accedere a temi che normalmente rimangono nascosti. Le storie personali e di vita dei giocatori ti coinvolgono nella trama e mostrano che molti combattimenti non avvengono solo in campo. La serie è stata prodotta da David Ondříček.

“Non è un classico documentario sul calcio. È un documentario che apre numerosi temi sociali importanti. Per me personalmente, questa è una serie assolutamente unica nell’ambiente ceco. Vorrei vedere la posizione del calcio femminile nella società migliorare guardando dietro le quinte e che l’opinione radicata che le donne appartengano al piatto scomparda gradualmente,” ha dichiarato Martin Říha, primo vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Slavia, sul sito web del club. Le Dee di Slavia offrono uno sguardo autentico ed emozionante a una stagione piena di colpi di scena e colpi di scena, che alla fine si è trasformata in un trionfo. Quattro episodi, quattro capitoli di un viaggio eccezionale. Tutto dal 20 febbraio su Oneplay.

FEDERAZIONE REP CECA

Carina Olset Hovda dal calcio raccontato in TV a quello vissuto.

Carina Olset Hovda è un volto parecchio conosciuto in Norvegia come conduttrice e giornalista e, nella sua carriera, ha avuto modio di raccontare le imprese sportive degli atleti del suo paese in diversi programmi ed eventi sportivi. La sua preparazione in materia, unito alla suo essere mediaticamente conosciuta, ha spinto la federazione a sceglierla come responsabile media del calcio femminile norvegese.
La giornalista avrà, inoltre, un ruolo centrale nel favorire iniziative di crescita della NFF in tutela delle ragazze e delle donne nel calcio.

“Carina ha oltre 25 anni di esperienza nel settore dei media come conduttrice televisiva, giornalista e consulente di comunicazione sia nel campo dello sport che in quello degli affari. Ha una grande passione e una profonda conoscenza del calcio femminile sia a livello nazionale che internazionale. Con Carina nella squadra, faremo nuovi passi avanti nella costruzione di profili, nella visibilità e nell’attirare più persone alle partite” ha affermato Ragnhild Ask Connell, direttore della comunicazione, per spiegare il perché della scelta per questo ruolo sia ricaduto sulla classe 1981.

Olset Hovda, intervistata a proposito del suo nuovo incarico, ha spiegato che: “Dopo oltre 20 anni passati a comunicare il calcio dall’esterno, è fantastico e significativo poter contribuire dall’interno. La nazionale femminile rappresenta uno dei fiori all’occhiello dello sport norvegese e sono estremamente orgogliosa di entrare a far parte di questa squadra. Non vedo l’ora di mettere la mia esperienza e il mio impegno al servizio di persone, risultati e storie per raggiungere un pubblico ancora più vasto”.

Il piano strategico della NFF ha grandi ambizioni sia per la nazionale femminile che per il calcio femminile in generale. Questo è il motivo per cui la NFF sta assumendo una responsabile dei media che si dedicherà al 100% proprio alla promozione del calcio femminile.

“Abbiamo l’ambizione di rafforzare l’interesse e l’impegno nei confronti del calcio femminile norvegese e, non da ultimo, di aumentare notevolmente il numero di spettatori alle nostre partite. Per questo abbiamo bisogno di una mente strategica che sia anche in grado di sviluppare concetti e, soprattutto, che capisca cosa serve per catturare l’attenzione dei media. Siamo quindi molto soddisfatti di questa nomina”, ha concluso Connell ribadendo la propria soddisfazione per una scelta mirata e consapevole.

Susanna Ciocca, Pro Sesto Women: “Ogni ragazza di questa squadra è spettacolare sia come persona che come compagna di squadra e giocatrice”

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano
In questo campionato di serie C in cui il livello delle squadre coinvolte si mostra sempre maggiore ed offre ai tifosi e agli amanti della disciplina delle belle prestazioni, settimana dopo settimana, non si può non menzionare la Pro Sesto. La squadra lombarda che milita nel girone A si trova, attualmente, al secondo posto in classifica con 42 punti guadagnati in 17 giornate di campionato (14 vittorie e 3 sconfitte totali) e ha dimostrato sul campo di saper come superare anche i momenti più difficili della stagione, mettendo in ogni partita tanto impegno e cuore.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto per un’intervista Susanna Ciocca, difensore classe 2003 della Pro Sesto che, della squadra allenata da Marco Pierangeli, è (nonostante la giovane età) un punto fermo e rappresenta bene l’anima del progetto e dei valori che il club intende portare avanti.

I primi calci ad un pallone Susanna li ha dati in in casa ed in oratorio, per poi proseguire, come spesso accade alle bambine che vogliono giocare a calcio, assieme ai maschi dove comunque la sua presenza era un’eccezione. Nel momento in cui è entrata a far parte di una squadra femminile, ha avuto la contezza di essere parte di un gruppo.
Ha poi realizzato che la sua passione poteva essere anche più di questo mentre giocava per il Mozzanica (che poi è diventato Atalanta) e ha affrontato nelle fasi finali e nazionali squadre come il Milan, la Roma, la Juventus e l’Inter.
“Ho iniziato a giocare a calcio quando ero molto piccola: avevo 6/7 anni e giocavo all’oratorio estivo però ho video di me anche a 3/4 anni che già mi vedono impegnata a giocare a pallone in casa. Se si parla di passione secondo me il momento cruciale è stato quando ho iniziato a giocare in una squadra femminile; quando giochi con i maschi sei la femminuccia della squadra, sei sempre l’eccezione mentre giocando con una squadra femminile diventi parte integrante di un gruppo.
Non credo ci sia stato un momento preciso in cui ho realizzato che sarebbe veramente potuto diventare qualcosa di più: più giocavo e più mi innamoravo dello sport e non volevo smettere. Ero in seconda media quando ho iniziato a giocare nell’Atalanta, perché il Mozzanica è diventato Atalanta,
e ho iniziato ad affrontare squadre come Milan, Inter, Juve e Roma. Sono andata anche al sud a fare le fasi finali e le fasi nazionali: lì mi sono resa conto di quanto effettivamente potesse crescere il calcio. Pensando ad un momento preciso, è lì che ho realizzato che poteva effettivamente diventare qualcosa di più”.
Il proseguo del suo percorso da calciatrice ha visto la classe 2003 militare nella Pro Sesto dove, dopo un primo anno di assestamento, è riuscita a ritagliarsi un proprio spazio da titolare. Essendo una delle ragazze che milita da più tempo nel club lombardo, la numero 5 ogni anno da il meglio di sé sia in campo che nel cercare di trovare un punto d’incontro con le nuove arrivate in vista degli obiettivi comuni.
“Gioco nella Pro Sesto da ormai cinque anni e sono, assieme a qualche altra ragazza, tra le calciatrici che vive questo gruppo da più tempo, in un certo modo, penso di rappresentare anche la società. Sono arrivata in squadra quando ancora militava in serie B: in quel periodo, in realtà, ho giocato ben poco, solo un paio di partite. Mi allenavo con loro, però. L’anno dopo, quando la squadra è retrocessa in serie C e moltissime giocatrici sono andate via, siamo ripartite da capo con una una nuova squadra e uno staff nuovo: si trattava di un nuovo inizio, ho trovato così l’occasione di potermi fare strada e così è stato. Non che prima non mi impegnassi, però in quel momento sapevo di potermi guadagnare un ruolo da titolare e mi sono comportata di conseguenza. Da allora ogni anno per me è una sfida: essendo una di quelle presenti da più tempo cerco di impegnarmi sia a far gruppo che a costruire tutto ciò che serve per poter puntare alla vetta.
Il gruppo squadra, secondo me, conta veramente tanto all’interno di una società, per cui ogni anno si propone l’impegno costante così da trovare un accordo tra tutte le persone coinvolte nel progetto”. 
Il fatto che il gruppo squadra sia molto affiatato è certamente un aspetto positivo nel trovare un accordo. A questo proposito Susanna Ciocca ha scelto di definire trasversale, accogliente e spettacolare la rosa della Pro Sesto e ha spiegato questa scelta particolare pensando al fatto che il gruppo non si limita a stare assieme in campo, ma la loro amicizia viene portata anche al di fuori di questo.
E’ accogliente infatti ogni ragazza porta alle compagne un po’ di sé, nessuna viene esclusa, infine è anche spettacolare nel senso che, nonostante ognuna delle atlete abbia impegni e vite diverse, l’impegno e l’abnegazione nel raggiungere gli obiettivi tutte assieme sono una costante.
“Dico trasversale, accogliente, e spettacolare. Trasversale perché il nostro gruppo non attraversa solo una dimensione, quella del campo e quella della società, ma viene portato anche all’esterno durante le serate, le giornate estive in cui non siamo effettivamente obbligate a a vederci. Non ci limitiamo ad essere compagne di squadra ma, posso dire senza dubbi, siamo veramente amiche anche fuori dal campo e questa secondo me è una cosa veramente meravigliosa. Accogliente perché, come ho già detto, ogni persona che viene in squadra e poi rimane durante gli anni ha cercato sempre di dare qualcosa anche alle altre e, insieme a noi che già c’eravamo, di creare un gruppo squadra molto bello. Nessuno viene messo da parte ed escluso. Spettacolare: Sono ovviamente di parte però ogni singola ragazza di questa squadra è spettacolare sia come persona che come compagna di squadra e giocatrice. Moltissime lavorano, studiano all’università o alle superiori. Abbiamo storie diverse e vite diverse ma siamo lì, ad ogni allenamento, ad ogni partita, tutte insieme ad affrontare il campionato o la coppa. Io amo tutte le mie compagne, sono e siamo un gruppo spettacolare”.
Ci sono stati diversi momenti cruciali nella stagione della Pro Sesto che sono serviti per dare una svolta al campionato. Susanna ne ha citato due in particolare, uno negativo ed uno positivo. Quello negativo è senza dubbio la sconfitta subita contro l’Angelo Baiardo, mentre quello positivo è la vittoria in Coppa Italia di serie C contro il Moncalieri: in quel caso la rimonta è avvenuta nel secondo tempo; il risultato è servito per dare una botta di adrenalina alla squadra in vista dei prossimi impegni.
“Ce n’è uno negativo. La sconfitta contro il l’Angelo Baiardo effettivamente ci è pesata molto  più delle altre che abbiamo subìto. Penso che quel momento ci abbia dato una scossa. Se devo parlare di un momento ancora più importante, secondo me la pausa tra il primo e il secondo tempo della partita in coppa contro Moncalieri è stata cruciale. Abbiamo vinto 2-1 ma in quel momento lì stavamo sotto di 1-0 e a quel punto ci siamo dette ‘o tutto o niente’: In coppa non avevamo nulla più da perdere, dovevamo solo mettere anima e corpo per poter recuperare, e così  poi è stato. Vincere ci ha dato una spinta aggiuntiva rispetto a un periodo che non stava andando male però aveva bisogno di uno stimolo in più”.
E’ innegabile che la Pro Sesto sia cresciuta dall’inizio dell’anno, questo è visibile specie nella capacità di gestione della gara e nel riuscire a trovare la forza di portare a proprio favore le partite più ostiche.
“Rispetto all’inizio del campionato siamo complessivamente migliorate, questo perché, come succede in ogni squadra, più si gioca assieme più si diventa una squadra coesa però posso dire che, a mio parere, il miglioramento c’è nella gestione della partita, in quei momenti in cui si sta perdendo e si riesce a trovare la concentrazione per affrontare quel momento ed andare avanti. Un esempio è la partita fatta contro la Caronnese: nel primo tempo era una partita molto difficile per noi perché loro l’avevano preparata per contenerci quindi continuavamo a non trovare spazio per inserirci. Io ero molto agitata e molte mie compagne mi hanno tranquillizzata. Alla fine siamo riuscite a trovare lo spazio per inserirci e abbiamo segnato, poi abbiamo consolidato il risultato”.
Quando le è stato chiesto se secondo lei il calcio femminile sia in crescita così come si dice, Ciocca ha affermato che sì, c’è stato un innegabile miglioramento della situazione calcistica femminile che però non è globale. I campionati cadetti, infatti, vivono in una condizione di precarietà che passa per l’assenza di fondi delle squadra che talvolta hanno pure difficoltà ad iscriversi ai campionati d’appartenenza.
“E’ innegabile che il calcio femminile stia crescendo, stanno aumentando anche le tesserate  però c’è ancora veramente tanto da lavorare. Parlo per me stessa, mi sento molto precaria di anno in anno perché non si può mai sapere cosa succederà nella società.
Sono poche le società grandi che hanno anche le capacità economiche per sostenere i costi dei campionati, questo è un argomento su cui discutere. A livello di sponsor, poi, pochi nutrono un interesse, anche lì c’è un problema di fondi e in più è innegabile che ci sia veramente un un divario tra la serie A e quelle cadette: sembrano veramente campionati distanti anni luce ma non lo sono, nei fatti. Sempre per una questione economica ci sono squadre che hanno possibilità e squadre che ne hanno molte meno”.

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