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Serie C: il programma della sedicesima giornata. ChievoVerona-Sudtirol in diretta streaming

Credit: Stefania Bisogno- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Le designazioni arbitrali

Girone A: Atletico Uri-Pro Sesto (Truocchio di Sassari), Lesmo-Torino FC (Mancuso di Cinisello), Real Meda-Caronnese (Monolo di Legnano), Moncalieri-Women Torres (Gomba di Bra), Azalee Solbiatese-Sedriano (Sarno di Saronno), Tharros-Angelo Baiardo (Masu di Olbia)

Girone B: Comunale Tavagnacco-Dolomiti Bellunesi (Zorzut di Udine), Real Vicenza-Villorba Treviso (Bordin di Castelfranco Veneto), Trento Academy-Azzurra S. Bartolomeo (Leonardi di Arco), ChievoVerona-Sudtirol (Suelotto di Vicenza), Pro Palazzolo-Venezia 1985 (Cristiano di Bergamo), Orobica Calcio Bergamo-Academy Calcio Pavia (Ungureanu di Brescia)

Girone C: Grifone Gialloverde-Ascoli (Muto di Roma 1), Original Celtic Bhoys-Gatteo Mare (Fogacci di Bologna), Chieti-Riccione (D’Orsogna di Vasto), Jesina-Casolese (Rupoli di Pesaro), Montespaccato-Reggiana (Ramazzotti di Rieti), Nuova Alba-Roma CF (Ciommei di Terni)

Girone D: Virtus Marsala-Palermo FC (Lisinicchia di Agrigento), Academy Abatese-Cus Unical (Colamatteo di Napoli), Pink Sport Time-Colleferro (Altomare di Molfetta), Salernitana-Women Lecce (Sarno di Ercolano)

Giulia Orlandi: “Viola Park stupendo. Successi con la Fiorentina? Impossibile dimenticarli”

Nei giorni scorsi Giulia Orlandi, calciatrice che ha vestito in passato per lungo tempo la maglia viola, ha parlato tramite i canali ufficiali della Fiorentina sui quali ha dichiarato: “Dal 2015, anno in cui sono arrivata io, ho visto un’evoluzione pazzesca proprio nel fare calcio. Da un mondo abbastanza amatoriale, ma professionale nel quale non è mai mancato l’impegno e la serietà, oggi effettivamente si vive tutto un altro mondo. Si fa calcio, si fanno le cose nel modo giusto, buon per le ragazze che vivono al meglio questo sport”.

Giulia Orlandi, in visita al Viola Park, ha quindi aggiunto: “È una bella emozione entrare qua dentro e vedere tutto quello che è stato realizzato dopo le nostre vittorie, è veramente emozionante, quindi tanta roba, possiamo dirlo”.
L’ex capitano della Fiorentina, che vinse nel 2017 l’accoppiata scudetto e Coppa Italia nel 2017 ha poi aggiunto: “L’avrei vissuto a 360°. Mi farebbe piacere avere 10 anni in meno per potermi allenare qui e per poter vivere tutto questo. Credo sia una bellissima cosa per chi oggi può viverla”.

Ricordando poi il passato in maglia viola la classe ’87 ha continuato sottolineando:  “Ci penso perché ancora gioco, quindi è un qualcosa che è più forte di me. Amo questo sport, amo giocare e quindi ogni tanto mi ricordo di questi bellissimi momenti, delle soddisfazioni, dei traguardi che ho raggiunto addosso questa maglia che rappresenta la mia città. Io sono di qui, quindi per me è stata una cosa indescrivibile”.

In conclusione Giulia Orlandi ha dato una dritta alle calciatrici, in particolare capitan Severini, che vestono la maglia della formazione toscana sottolineando: “Sicuramente devono portare con loro un senso di responsabilità non indifferente, credo sia un enorme onore poter rappresentare questa città in Italia e nel mondo. Il consiglio che posso dare è  essere se stessi al 100%, cercando ovviamente di gestire tutte le situazioni che questo sport e questo mondo ti mette di fronte”.

Elisa Bartoli, Inter Women: “Siamo veramente unite. La forza di questo gruppo è la voglia di dare sempre il massimo”.

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency Calcio femminile italiano

Nata il 7 maggio 1991, Elisa Bartoli è un terzino di grande esperienza e affidabilità. Cresciuta calcisticamente nella Roma Calcio femminile, Elisa gioca in maglia giallorossa dal 2006 al 2012, passando nel corso dei suoi primi tre anni dalla Serie B alla Serie A. In seguito si trasferisce in Sardegna, alla Torres, squadra con cui vince il campionato alla sua prima stagione, nel 2012/13. Dopo tre anni passa al Mozzanica per poi arrivare alla Fiorentina: con la Viola vince due Coppe Italia e il campionato 2016/17. Nel 2018 si trasferisce alla Roma, diventando la prima storica capitana della squadra giallorossa. Alla sua quinta stagione nella Capitale, Bartoli conquista il primo Scudetto della storia giallorossa. Dopo due campionati vinti arriva in nerazzurro nell’estate del 2024 diventando un punto di riferimento della difesa dell’Inter Women.

CHALLENGES:

“Quando mancano poche ore al match mi concentro al massimo su quello che devo fare, poi nel viaggio verso il campo mi piace ascoltare un po’ di musica per rilassarmi. Ne ho giocate diverse di sfide difficili ma anche entusiasmanti, tra queste ci sono i quarti di finale con il Barcellona all’Olimpico. È stata una partita particolare anche perché 9 giorni prima mi ero fatta male alla caviglia ed è stato un miracolo andare in campo”.

TEAM:

“Questa squadra ha tanto cuore, umiltà e siamo veramente unite. La forza di questo gruppo è la voglia di dare sempre il massimo e di impegnarsi con fatica e umiltà. Che caratteristica prenderei da una mia compagna? La fantasia di Polli!”.

PROFILE:

“Sono una persona abbastanza esplosiva e carica. Quello che mi dà energia sono i tifosi, lo stadio e la volontà di dare tutto per la maglia che indosso. Sono soddisfatta di quello che ho fatto e fiera di me stessa. Ho avuto tanti momenti bellissimi nella mia carriera e altri meno ma ho sempre avuto la forza di rialzarmi, con tanta voglia di continuare il mio percorso con grinta e determinazione”.

Dalla Nazionale al futuro negli USA, Girelli si racconta: “Calcio femminile italiano? Ha fatto passi incredibili, volevo rimettermi in gioco. Ora testa al cammino verso il Mondiale”

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Coraggio e follia sono caratteristiche, o sarebbe meglio dire qualità, che hanno contraddistinto tutta la straordinaria carriera di Cristiana Girelli. Si possono ritrovare nei gesti tecnici e nei gol che le hanno permesso di vincere tutto con le maglie di Brescia e Juventus, nella determinazione con cui punta al prossimo Mondiale per coronare la sua scintillante esperienza in azzurro e, da ultimo, anche nei motivi che l’hanno spinta ad accettare la proposta del Bay FC, la squadra di San Josè dove la capitana della Nazionale giocherà nei prossimi sei mesi.

Dopo le prime due fondamentali partite di qualificazione alla prossima edizione della Coppa del Mondo contro Svezia e Danimarca, Girelli volerà in California per vivere – come l’ha definita lei stessa – un’esperienza di vita, non solo calcistica, molto importante. “È un’opportunità arrivata all’improvviso e ho sentito il bisogno di coglierla”, sottolinea nell’intervista rilasciata dal raduno di Coverciano a Vivo Azzurro TV, “una scelta dolorosa, presa non di cuore ma di pancia e dettata dalla voglia di rimettermi in gioco. Ho quindi deciso di prendere questo treno, che a 35 anni potrebbe essere l’ultimo per poter provare qualcosa di diverso”.

Nessuna fuga, dunque, perché l’azzurro e il bianconero rimangono al centro dei pensieri della numero 10. “Non è un addio ma solo un arrivederci. La Juve è casa mia, l’amore della mia vita. Non sto assolutamente scappando dall’Italia: vado a mettermi nuovamente alla prova in un campionato tostissimo, che mi permetterà di conoscere una nuova cultura calcistica, un nuovo modo di giocare e che mi potrà arricchire anche nel mio percorso in Nazionale”. Un percorso, quello invece che ha come destinazione la NWSL, già intrapreso prima di lei da Sofia Cantore, Lisa Boattin e Lucia Di Guglielmo. “Sarà divertente ritrovarle – sottolinea divertita – se le squadre all’estero ci guardano è perché il calcio femminile italiano ha fatto dei passi incredibili. Siamo state valorizzate dal lavoro fatto dalla Federazione, dai club e dalla Nazionale”.

Ed è proprio la Nazionale a scandire il presente di Girelli e delle sue tre compagne di viaggio, pronte tutte insieme ad inseguire il nuovo sogno della squadra allenata da Andrea Soncin. “Affronterò questo girone di qualificazione con lo spirito di sempre, anche se con un po’ più di consapevolezza e maturità. Prendere parte a un Mondiale è qualcosa di meraviglioso. Alcune di noi hanno già avuto la fortuna di disputarlo, ma va conquistato. Sarà un cammino difficile, soprattutto per le aspettative che ha questo gruppo dopo il grande Europeo della scorsa estate. Dovremo riuscire, partita dopo partita, a dare il cento per cento. A livello personale cercherò di godermi ogni istante nel miglior modo possibile”.

Le istantanee senza tempo dell’avventura in Svizzera (“mi emoziono ancora guardando certe immagini, certi festeggiamenti”) hanno lasciato nella mente e nel cuore delle Azzurre una scia indelebile. “Penso che sia stato bello per gli italiani aver potuto contare su una Nazionale così coesa. Siamo riuscite a unire un Paese per quasi un mese: è speciale sapere che le persone si riunivano per vedere le nostre partite, dato che prima succedeva solo per i maschi. Ci siamo guadagnate la possibilità di regalarci tante gioie. Ma questo è ormai il passato, mi piacerebbe immaginarci così anche nel futuro”. E i prossimi mesi di Girelli saranno di certo scanditi da nuovi orizzonti, ma la sua bussola saprà sempre indicare la direzione di casa. “La maglia azzurra è il mio porto. Indossandola penso a una Nazione intera, alla bambina che giocava nei campetti dell’oratorio e al traguardo da conquistare, giorno dopo giorno. La mia nave adesso sta salpando, però poi tornerà e avrà sempre il suo porto sicuro”.

Divisione Serie B Femminile, AIAC e tecnici a confronto a Coverciano. Tinari: “Costruire una visione comune”

Una giornata di dialogo e formazione, nella casa delle Nazionali italiane. Per la seconda stagione di fila, il Centro Tecnico Federale di Coverciano ha ospitato l’incontro tra la Divisione Serie B Femminile, l’AIAC e i tecnici delle prime squadre e delle squadre Primavera dei club di Serie B. Un incontro a cui ha preso parte anche lo staff di Gianpiero Piovani, allenatore dell’Inter, che ha illustrato le metodologie di lavoro del club nerazzurro, portando la propria testimonianza ai colleghi in sala: “Dalla pianificazione alla prestazione: il ruolo dello staff tecnico nella costruzione dei carichi nel microciclo settimanale”.

Ad aprire l’incontro sono stati la presidente della Divisione Serie B Femminile Laura Tinari, il presidente dell’AIAC Renzo Ulivieri – che nel corso della sua carriera ha guidato anche le squadre femminili della Scalese e del Pontedera – e la responsabile calcio femminile dell’AIAC Valentina De Risi.

“In nome della professionalità della categoria, la Divisione Serie B chiede molto alle società, ma lo fa per il movimento – le parole della presidente Tinari –. Ai nostri tecnici ho detto ‘grazie’ per la loro presenza oggi, per i loro investimenti di tempo, energie e passione nel femminile, loro sanno che allenare significa molto più che preparare le ragazze per la partita della domenica. Vuol dire avere un ruolo nella crescita di un movimento che sta conquistando spazi, visibilità e rispetto. Li ho invitati a vivere questa giornata con curiosità, perché non fosse solo un momento di aggiornamento, ma un’opportunità di confronto, di condivisione di esperienze e di costruzione di una visione comune. Ringrazio l’Inter per aver accettato questo confronto e il presidente AIAC Renzo Ulivieri perché crede fortemente nel femminile”.

“Un amico allenatore mi chiese: ‘cosa ne pensi se vado ad allenare il femminile?’. Io gli risposi ‘non lo fare, perché poi ci rimani, tanto entusiasmo ed energia trovi’ – ha aggiunto Ulivieri –. Dal punto di vista tattico non ci sono differenze, anzi le ragazze hanno dimostrato di applicarsi anche più degli uomini. E differenze non ce ne sono neanche dal punto di vista tecnico. L’obiettivo finale da raggiungere è quello di non parlare più di calcio femminile, ma di calcio”.

‘B Stories’ a casa Freedom: “Cuneo è…libertà di esprimerci senza pensieri”

“Cuneo è libertà di esprimerci senza pensieri”. Lo dice il nome stesso della squadra: è la Freedom la protagonista della 13ª puntata di ‘B Stories’, il format disponibile on demand su Vivo Azzurro TV, la piattaforma OTT della FIGC, che racconta i club della Serie B Femminile e il loro rapporto con il territorio. Ed è proprio nel centro della città che il direttore generale Luca Vargiu – genovese trapiantato in Piemonte – racconta la realtà Freedom, nata nel 2021 dopo che il calcio femminile di alto livello a Cuneo c’era già stato fino al 2017, anno in cui la Juventus rilevò il titolo del Cuneo Calcio Femminile.

 

“Cuneo è legata ai ricordi dei film di Totò – dice, dopo essere entrato in un bar a gustare il Cuneese al Rum, cioccolatino tipico –, ma è un posto speciale, dove abbiamo deciso di far rinascere il calcio. In questa città, anche con la pioggia, si può uscire di casa senza ombrello e attraversare i portici che la caratterizzano. Siamo il secondo polo del Piemonte, e trovarci tra le grandi è uno stimolo per fare sempre meglio: il pubblico ci segue, lo aveva fatto già durante il ritiro estivo a Roccavione, ma anche la domenica allo stadio. Ci siamo sorpresi, in occasione della partita contro il Cesena, di trovarci più gente del solito nonostante la neve”.

Una vicinanza, quella della gente, che le ragazze avvertono: quelle nate nella zona, ma anche quelle arrivate da fuori, come Sofia Pasquali, ex Brescia e alla seconda stagione con la maglia della Freedom. “Ci alleniamo a Castelletto Stura e viviamo a Roccavione, ma il centro di Cuneo mi piace molto – spiega Pasquali –. Il sabato facciamo spesso dei giretti prepartita per staccare la mente e trovare la concentrazione per la gara del giorno dopo. Qui, grazie anche al paesaggio che ci lasciamo alle spalle tutte le mattine, con le montagne innevate, troviamo questo senso di libertà”.

 

Cristiana Girelli: solo un “arrivederci” per la storia di un grande amore

Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La notizia era in circolo da diverso tempo, ma in queste ore l’ufficialità è arrivata. Per la Juventus (e per l’intero comparto Women italiano) è tempo di emozioni forti, perché Cristiana Girelli non è solo simbolo bianconero, ma del calcio giocato tutto; un addio? In realtà stavolta è solo un “arrivederci” a riecheggiare tra le mura dello Stadium, perché la partenza è temporanea.

La storica 10 della “Vecchia Signora” aveva già riferito in precedenza circa la volontà di vivere una esperienza all’estero, e l’estero, infatti, ha bussato alla sua porta, rimarcando tutta la verità in quel famosissimo detto che recita “il treno passa una volta sola”. Consapevole di ciò, l’attaccante ha scelto di seguire l’istinto e salutare l’Italia almeno fino ad agosto del 2026 per ritrovarsi alla corte del Bay FC, noto club californiano facente parte della National Women’s Soccer League.

Una pietra miliare nelle mani degli Stati Uniti (che, negli ultimi anni, hanno potuto godere del talento tricolore offerto dall’arrivo di grandi esponenti del femminile quali Sofia Cantore, Lisa Boattin e, più recentemente, Pauline Peyraud-Magnin), un profilo di alto livello che ha appena siglato il record di presenze (241) e firme (150) nei colori juventini; che dire, poi, del ruolo di testimone ricoperto per quelli che, nelle stagioni passate (e quella che ancora oggi si sta disputando) sono stati veri e propri frame da ricordare, ormai solidità da “Hall of fame” e da vetrina (6 scudetti, le Coppe Italia, la Supercoppa Italiana e la Serie A Women’s Cup per un totale di 15 trofei conquistati).

Nulla che si possa dimenticare, quindi, che ha portato Girelli a mettere nero su bianco – con il cuore, più che la penna in mano – per quella reale “storia di un grande amore” che sempre continuerà: sulla pagina si parla di tempo limitato, di scelta fatta “con la pancia”, di una necessità di mettersi alla prova e tanto altro, che va soltanto ad aggiungersi ai già grandi successi singolari e collettivi. La storia nella storia, quindi, per colei che risulta attualmente insuperabile anche sotto il punto di vista marcature (il “plus” di 41 comparato agli altri contributi della rosa di Canzi) e di attività goal-assist in un singolo match (11 per la giocatrice citata).

Ad anticipare la “girata” del foglio, quel “sempre” accostato al “forza Juve, fino alla fine” che, ora come ora, ha un valore ancor più immenso e trova spazio nel contemporaneo rinnovo del legame tra la stessa e la società di Torino, valido 30 giugno 2027.

Palermo: il derby siculo va al Catania – Coach Pipitone: “Avremmo meritato un risultato diverso”

Photo Credit: Ufficio Stampa - Palermo FC

Perdere il derby di Sicilia fa sempre male”: queste le parole pronunciate post gara col Catania dal tecnico rosanero Rosalia Pipitone. Uno scontro valido per la quindicesima di campionato che ha visto le palermitane subire un tris ad opera di Teern (23’, 40’, 80’), nonostante l’atteggiamento propositivo.

La caduta della squadra è arrivata dopo l’ottimo “penta” esito inflitto lo scorso appuntamento al Matera. Al momento quest’ultima è ferma al quarto gradino a quota 24, mentre la trasferta a Marsala è ormai vicina. A questo proposito, osservando i precedenti, la prossima ospite parrebbe favorita, ma la seconda fase del percorso può risultare sorprendente.

Nessuno da sottovalutare, quindi; sulla recente performance, intanto, la coach rosanero si è espressa ulteriormente: “le ragazze hanno dato tutto quello che avevano e hanno dimostrato quanto tengono a questi colori. Avremmo meritato un risultato diverso e fino alla fine abbiamo provato a ridurre la distanza tra le due squadre.

Quando si affrontano calciatrici di categoria superiore bisogna essere perfette e non commettere errori. Ripartiamo da questa prestazione e dall’atteggiamento messo in campo oggi”.

L’anticipo questo sabato. Particolare attenzione al possibile agguato di Villaricca e Colleferro (tre punti sotto), poco più avanti (a quota 29) l’Abatese, vicinissima alla seconda Salernitana. Col riposo della capolista, pur ponendo sul tavolo eventuali vittorie delle dirette inseguitrici, però, non ci sarebbero modifiche alla vetta per punteggio ancor troppo consistente da poter raggiungere con un’unica disputa. L’obiettivo del Palermo, però, archiviato lo status legato alla classifica, è quello di far bene davanti alla imminente sfidante; chi riuscirà a conquistare il pieno bottino?

Nel Campionato Élite Femminile la Virtus Entella è Regina d’Inverno.

La Virtus Entella è la Regina d’Inverno del Campionato eFemminile Élite della Lega Nazionale Dilettanti. Nell’ultima gara del girone di andata, disputata ieri sera nel recupero contro il Perugia, la formazione ligure si è imposta con un netto 7-3, conquistando la vetta della classifica al giro di boa. Un successo pesante, che consente all’Entella di salire a quota 19 punti e chiudere la prima metà di stagione davanti a tutte le concorrenti, al termine di un percorso caratterizzato da continuità e solidità. Numeri alla mano, la squadra ligure di calcio digitale femminile è quella che ha fatto registrare la miglior media punti del gruppo: 2,17 a partita, dato che certifica un rendimento costante e competitivo nell’arco delle prime otto giornate.

Alla console della Virtus Entella eSports c’è la portoghese Beatriz Seabra (nell’immagine), protagonista di un girone di andata di alto livello. Il suo bilancio parla di 6 vittorie, 1 pareggio e 1 sola sconfitta, con 40 gol realizzati e 24 subiti, per una differenza reti di +16. Numeri che testimoniano una spiccata vocazione offensiva, accompagnata da una buona tenuta difensiva nei momenti chiave. La corsa al vertice dell’Élite eFemminile resta comunque apertissima. Le inseguitrici sono infatti pronte a sfruttare ogni passo falso nella seconda parte della stagione, in un campionato che sta confermando equilibrio e qualità tecnica. Il girone di ritorno si preannuncia decisivo, con punti pesanti in chiave qualificazione alla Poule Scudetto e con una vetta che, seppur momentaneamente colorata di biancoceleste, resta tutta da difendere.

Le protagoniste:

Arezzo (Roberta Zurli); Insuperabili ONLUS (Alessia Tonelli); Parma 1913 (Giulia Ratto); Parma Women (Giuseppina Capuano); Perugia (Maculetty González Alarcón); Teramo Calcio (Vanessa Peersmans); Vesta (Flavia Scorrano – Maddalena Piras); Virtus Entella (Beatriz Seabra)

L’AIA condanna la violenza e chiede stabilità

L’Associazione Italiana Arbitri esprime la propria più ferma condanna per quanto accaduto a seguito dell’ultimo turno di campionato, un episodio che ha superato ogni limite di civiltà e di sportività. Le minacce e le offese rivolte all’arbitro Federico La Penna, così come a calciatori e allenatori coinvolti nella vicenda, rappresentano un fatto gravissimo che nulla ha a che vedere con lo sport. Un errore, parte fisiologica del gioco, non può mai trasformarsi in una campagna d’odio. L’Associazione ieri ha già affermato la propria piena e incondizionata vicinanza al nostro Federico La Penna, sia umana che in sede legale.

In questo contesto, assume ancora maggior rilievo la necessità che l’AIA sia sostenuta per fare sistema contro queste derive che tuttavia solo un’Associazione stabile può affrontare per evitare che esempi negativi di odio e violenza possano contaminare il calcio non solo di vertice, ma anche di base. Il Comitato Nazionale sente allora ancora il dovere di richiamare con senso di responsabilità quanto è stato costruito sotto la guida del Presidente Antonio Zappi, per riaffermare con chiarezza il valore del lavoro svolto e che ha garantito fino ad oggi qualità, equilibrio e piena operatività a tutti i livelli e che è in condizione di proporre quelle riforme ineludibili che il mondo del calcio si attende.

Un percorso concreto, fatto di scelte coraggiose e risultati tangibili:
• il totale impegno istituzionale per il riconoscimento di una tutela normativa fondamentale per i nostri giovani arbitri, attraverso la modifica del Codice Penale che ha rafforzato la protezione dei direttori di gara, restituendo dignità e sicurezza a chi ogni settimana scende in campo, con l’auspicio oggi che innanzi a condotte criminali presto, così come previsto dall’art 583 quater del c.p., i magistrati comincino ad applicare concretamente la nuova legge che prevede anche l’arresto dei colpevoli di violenza contro i nostri ragazzi;
• ⁠la nomina di Organi Tecnici di altissimo profilo, con curriculum di rilievo internazionale, garanzia di competenza, autorevolezza e credibilità e per la costruzione da subito della qualità arbitrale del futuro;
• ⁠un significativo risparmio sui costi di designazione arbitrale, frutto di una gestione attenta ed efficiente delle risorse;
• ⁠la proposta di un progetto di riforma tecnica ed associativa, dí professionalizzazione sia degli arbitri di vertice che di nuovi inquadramenti per quelli di base, nel riconoscimento imprescindibile della storia dell’Associazione Italiana Arbitri.

Oggi più che mai è allora fondamentale garantire stabilità istituzionale.
Il ritorno del Presidente Zappi nel pieno delle sue funzioni, mediante un’affermazione dí giustizia sostanziale e di quella verità che il Comitato Nazionale conosce e che spera quindi si riconcili con quella processuale sportiva, non può non avvertirsi come fondamentale e necessaria per ristabilire serenità associativa e per assicurare continuità ai progetti tecnici avviati.

L’Associazione, e questo Comitato Nazionale lo ribadisce con forza, non è solo un’organizzazione: è una comunità di donne e uomini, di giovani che inseguono un sogno, di dirigenti che dedicano tempo, energie e passione.
È una storia di 115 anni, costruita con sacrificio, appartenenza e senso delle istituzioni.
Abbiamo il dovere di salvaguardare ciò che abbiamo costruito insieme. Con unità, responsabilità e visione. È su queste basi che dobbiamo ripartire nel percorso interrotto con il nostro Presidente, nell’interesse dell’AIA, di tutto il movimento arbitrale e, quindi, del calcio italiano.

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