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Il percorso dell’Hellas Verona Women tra sfide a viso aperto e duro lavoro

credit photo: Stefano Petitti - photo agency calcio femminile italiano

L’Hellas Verona Women disputa la serie B affrontando un percorso di crescita attestato anche dalle prestazioni in campo che certificano una crescita costante settimana dopo settimana in un ambiente, quello del campionato cadetto, sempre più competitivo e ricco di talento.

Con questo proposito, la società gialloblù ha chiamato a dirigere i lavori dalla panchina Simone Bragantini, profilo di grande esperienza e capace di tirar fuori il meglio dalle squadre da lui allenate (esemplificativo quanto successo sotto la sua guida con il Bologna portato da Bragantini dalla serie C alla B nell’annata 2022-2023, e la salvezza trovata dal San Marino Academy nella scorsa stagione).
Per quanto riguarda l’organico della rosa scaligera, spiccano nomi d’esperienza come quello di Montesi (ex Res Roma), di Casellari e Demaio (ex Tavagnacco), di Valentina Colombo, della bomber e capitana della squadra Rachele Peretti, dell’estremo difensore Clara Valzogher e elementi ex serie A come Silvioni.

La squadra è partita in questa annata con la forte ambizione di tener testa ad ogni avversaria, indifferentemente se questa fosse almeno sulla carta favorita. Lo ha fatto in maniera consapevole e lavorando man mano su quegli aspetti del gioco dove risultava carente nelle partite in modo da migliorare, nel tempo, le prestazioni individuali e collettive. Dopo essere state eliminate in Coppa Italia dal Genoa perdendo per 0-4, le gialloblu hanno potuto concentrare tutta la propria attenzione sul Campionato che ha avuto, infatti, un esordio positivo. La prima partita di serie B della stagione 2025-2026, infatti, è stata vinta dall’Hellas, che ha giocato in casa contro il Trastevere, per 2-0.
Il miglior risultato ottenuto sinora a livello di gol è il 3-0 conquistato contro l’Arezzo ma vincere per 2-1 contro una squadra preparata e capace come il Como 1907 capolista ha dato alle gialloblu quella consapevolezza delle proprie qualità calcistiche che è fondamentale per un percorso in cui il cuore viene mandato continuamente oltre l’ostacolo.

Attualmente 9° in classifica con 15 punti guadagnati in questa prima parte di campionato, sono 18 le reti fatte e 18 quelle subite dall’undici di Simone Bragantini che in casa ha una maggiore percentuale realizzativa sia per quanto riguarda i punti raggiunti che i gol segnati (per la precisione sono 11 i punti casalinghi mentre 4 quelli in trasferta, mentre le reti concretizzate sono 11 in casa e 7 in trasferta).
In percentuale, inoltre, la maggior parte delle reti sono state concretizzate nella seconda frazione di gioco, che dimostra come la squadra sia capace, anche nelle difficoltà, di prendere le redini della situazione e portare il risultato a proprio favore.
Per quanto riguarda i risultati utili, poi, alle 4 vittorie vanno sommati i 3 pareggi a fronte delle 5 sconfitte.

Migliore marcatrice della squadra, con 6 gol segnati, è Valentina Colombo. L’attaccante classe 2003, proveniente dalle giovanili dell’Inter e arrivata ad inizio stagione dal Bologna si è mostrata, sinora, come la più prolifica nel concludere in rete seguita da capitan Peretti (3 gol messi a segno).

L’Hellas Verona ha concluso il 2025 con il pareggio a reti bianche contro il Vicenza, in attesa di riprendere il proprio percorso nel 2026 che si aprirà con la partita in trasferta contro il Lumezzane di Mister Nicoletta Mazza il 18 gennaio.

Turchia: Valentina Giacinti entra e segna, il 2025 si chiude con i successi delle prime della classe

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Periodo di sosta in Italia, ed in gran parte d’Europa, ma non in Turchia con le squadre della Turkcell Kadın Futbol Süper Ligi impegnate in campionato.  Ultima domenica del 2025 in campo, infatti, per le squadre turche con il quattordicesimo turno andato in scena, avvicinandosi cosi al giro di boa delle trenta totali.

La capolista Fenerbahce, dell’ex Milan Andrea Staskova, era impegnata in trasferta contro l’Unye Kadin, squadra di metà classifica giunta a questa sfida con due vittorie arrivate nelle ultime tre uscite in campionato. La prima della classe batte 0-2 la formazione locale grazie ad una rete arrivata alla mezzora della ripresa e raddoppio nel recupero.
Il Galatasaray, che vede partire dalla panchina sia Roberta Aprile che Valentina Giacinti, batte 3-1 l’Amed. Sono le ospiti a passare in vantaggio con Topçu a firmare il pari al 12′ mentre il sorpasso arriva al 9′ con Manga. Il tris arriva, invece, con Giacinti, entrata in campo nel corso della ripresa, che al 32′ chiude in pratica i giochi. Per la punta italiana, leader della classifica marcatrici del torneo turco, si tratta della 13 realizzazione in campionato.

Il Trabzonspor, senza Asia Bragonzi in campo, invece supera 0-2 in trasferta il Giresun con il guizzo al 45′ di Biqkaj e il definitivo 0-2 arrivato poco prima del triplice fischio con Halilaj. Non sbagliano nemmeno le campionesse in carica del Fomget che vincono per 2-1 sull’Hakkarigucu. Successo interno aperto dall’ ex Roma e Fiorentina Milica Mijatovic, in rete dopo 3′, mentre il raddoppio giunge alla mezzora a firma di Smaili con il gol ospite arrivato solo nella ripresa. Attardata ma vincente il Besiktas, dell’ex Lazio Eva Popadinova, che si impone per 0-2 sul campo del Cekmeköy con Çınar a segno al 18’ e raddoppio la personale doppietta è arrivata al quarto d’ora del secondo tempo.

Nelle altre gare Fatih Vatan Spor – Antalyaspor termina senza reti mentre successi a tavolino per l’ALG Spor e lo Yuksekova su Bornova e Beylerbeyi. Il 2025 si chiude con in testa il Fenerbahce con 40 punti, quattro in più di Galatasaray e Trabzonspor mentre il Fomget è a -6 dalla  vetta. Staccate le altre con il Yuksekova quinto con 27 punti l’Amed sesto a 24 ed il Besiktas settimo che con 23 punti chiude la parte alta di classifica.

Alia Guagni: “Mai pensato alle rinunce ma alle opportunità. Professionismo? Giusto che alle donne si riconosca quello che fanno”

credit photo: Paolo Comba - photo agency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi alia Guagni è stata ospite del podcast ‘Open Mind’, che parla di sport, valori e cambiamento. Nella puntata prodotta dal portale Open Comunicazione l’ex calciatrice ha analizzato la crescita delle atlete con il passare degli anni affermando: “Se penso a com’è cambiato il calcio femminile, o ma non soltanto il calcio femminile, l’idea comunque dell’atleta donna sportiva negli ultimi anni penso che sì, abbiamo fatto un lavoro importante”.

Guagni ha vissuto in prima persona la crescita del movimento con l’arrivo dei club maschile ed il passaggio al professionismo che l’ex Azzurra commenta cosi: “Il calcio è stato il primo sport al femminile a diventare professionista in Italia. Per noi è stato uno step incredibile, è un qualcosa che non dovrebbe essere unico, ma soltanto il primo perché è giusto che alle donne venga riconosciuto quello che fanno quotidianamente”.

Parlando dei suoi inizi, invece, la classe ’87 ammette: “Si partiva da zero, in Italia non eravamo lontanamente considerate ed era molto difficile emergere e crederci davvero. Nel 2013, poi, ho avuto la mia prima esperienza negli USA e li mi si è aperto un mondo, ricordo tanti campi nei quali vedevi bambine giocare a calcio e quello mi ha fatto tanto riflettere”.

Tornando all’attualità e all’Italia poi Alia Guagni sottolinea: “Negli ultimi anni si è mosso qualcosa anche in Italia, si è cambiata mentalità e oggi le giovani che si avvicinano al calcio hanno figure e riferimenti che prima non esistevano. Quando ho cominciato io ricordo tanti pregiudizi, ho avuto fortunatamente una famiglia alle spalle che mi ha sempre assecondato”.

L’ex calciatrice toscana poi sulla sua carriera precisa: “I sacrifici ci vogliono e fanno parte del gioco. Non penso mai a quello a cui ho rinunciato, come compleanni o battesimi ai quali non c’ero, ma alle opportunità che ho avuto giocando e facendo quello che ho sempre amato. Ci sono stati tanti spostamenti, trasferimenti nei quali la famiglia era lontana, ma la passione mi ha sempre portato a fare tutto con più leggerezza”.

Serie A Women: ufficiali date e orari delle prime tre giornate del 2026

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sarà Parma-Milan la prima partita del 2026 della Serie A Women Athora. Ufficiali le date e gli orari delle prime tre giornate di Serie A Women Athora del nuovo anno, che si aprirà – dopo la Supercoppa Women dell’11 gennaio tra Juventus e Roma – con la decima del girone di andata: gialloblù e rossonere si affronteranno sabato 17 gennaio alle 12.30, con la sfida tra Inter e Juventus che sarà trasmessa in diretta anche su RaiSport e RaiPlay domenica 18 alle 15.30.

L’undicesima e ultima giornata di andata si svilupperà invece su tre giorni, con Lazio-Fiorentina sabato 24, quattro gare domenica 25 (tra cui Como Women-Inter in diretta anche su RaiSport e RaiPlay) e una – quella tra Juventus e Parma – lunedì 26 alle 18.
Il girone di ritorno si aprirà invece domenica 1° febbraio con cinque gare: tra queste Milan-Genoa, gara in diretta anche su RaiSport e RaiPlay). Lunedì 2 febbraio alle 18 il posticipo tra Fiorentina e Napoli Women.

Serie A Women Athora – Il programma dalla 10a alla 12a giornata

10a giornata
Sabato 17 gennaio
Ore 12.30: Parma-Milan (DAZN)
Ore 15: Fiorentina-Genoa (DAZN)
Ore 18: Napoli Women-Como Women (DAZN)
Domenica 18 gennaio
Ore 12.30: Roma-Sassuolo (DAZN)
Ore 15: Ternana Women-Lazio (DAZN)
Ore 15.30: Inter-Juventus (DAZN, RaiSport e RaiPlay)

11a giornata
Sabato 24 gennaio

Ore 15: Lazio-Fiorentina (DAZN)
Domenica 25 gennaio
Ore 12.30: Milan-Ternana Women (DAZN)
Ore 12.30: Genoa-Roma (DAZN)
Ore 15: Como Women-Inter (DAZN, RaiSport e RaiPlay)
Ore 15: Sassuolo-Napoli Women (DAZN)
Lunedì 26 gennaio
Ore 18: Juventus-Parma (DAZN)

12a giornata
Domenica 1° febbraio

Ore 12.30: Lazio-Como Women (DAZN)
Ore 12.30: Milan-Genoa (DAZN, RaiSport, RaiPlay)
Ore 15: Ternana-Inter (DAZN)
Ore 15: Parma-Roma (DAZN)
Ore 18: Juventus-Sassuolo (DAZN)
Lunedì 2 febbraio
Ore 18: Fiorentina-Napoli Women (DAZN)

 

La storia della prima “Super Coppa femminile” in Italia…..correva l’anno 1997 ed

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Era una calda serata di fine estate, quel venti di settembre del lontano 1997, il termometro alle 18 segnava 19.6° C e le prime macchine iniziavano ad arrivare nel piazzale antistante al “Campo Belvedere di Bardolino” (VR). Non è uno stadio ma un semplice campo in erba, in parte ingiallita dal sole, con all’ingresso cipressi ed ulivi: un abbinamento strano se pensiamo alla posizione geografica vicino al Lago di Garda. Ed è qui, in questo contesto, che nasce la storia della “Super Coppa Italiana al femminile”: la prima assegnazione del titolo che, poi, per 28 edizioni sarà disputata sotto la giurisdizione della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il torneo è organizzato dal Dipartimento Calcio Femminile della FIGC.

Accaldato, lascio tutta l’attrezzatura in auto, per andare a riprenderla in seguito: entro e vado senza problemi a visionare la struttura, vedo un gran lavoro tra i volontari della manifestazione, ed essendo ad entrata libera nessuno si preoccupa del pubblico, anzi, si spera che almeno oggi la gara sia seguita da un folto e numeroso gruppo di persone. La gara è prevista per le ore 20.30, sperando che l’afa ed il caldo lasci un po’ di fiato alle giocatrici in campo che nel frattempo giunge con mezzi propri nella piccola struttura. C’è chi arriva a piedi dopo aver lasciato l’auto lungo la strada, chi si fa portare fino al cancello verde d’ingresso e poi scarica la borsa da calcio, ma in mezz’ora gli spogliatoi sembrano essere al completo. L’ultimo a giungere, come sempre in questi casi poiché è colui che nominato dall’ A.I.A arriva dalla Sicilia, è l’arbitro Morello di Ragusa che arrivato in aereo il giorno prima, è stato portato da un dirigente neutro nell’impianto alle 18.30.

A contendersi questo “trofeo” per lo più sconosciuto al pubblico femminile è il Modena, di capitan Carolina Morace che in quella stagione segnò 49 reti e fu capocannoniera della serie A: regalando al Modena il suo primo scudetto (stagione 1996-97); contro la squadra rivelazione l’Aircargo Agliana Calcio Femminile, che è stata la prima squadra toscana ad aver conquistato una Coppa Nazionale (la Coppa Italia).

Il primo a mettere piede nella struttura, dopo di me, è stato il “baffo” ovvero il mister del Modena, in anagrafe Maurizio Berselli, carissimo amico del Presidente Massimo Maramotti che l’ha voluto reclutare nel nell’agosto del 1996, in extremis, per l’annata che risultò la “più epica del Modena Campione d’Italia”.

Con noi, a poco a poco, entrano al riscaldamento alla spicciolata un po’ tutte le calciatrici: Manuela Tesse, con vistosa coda e fiocco rosa; seguita da Katia Serra, anch’essa con la coda e capelli lunghi fino alla maglietta; Milena Bertolini con le scarpe bianco-nere coi lacci slegati; Patrizia Panico, la numero 11, unica con i capelli corti. Un unico portiere: Stefania Antonini, nata in Svizzera era detta l’acrobatica; il difensore Ilenia Nicoli fortemente voluta dal Presidente per potenziare la sua rosa e poi il difensore Donatella Pepe, la centrocampista Anna Duò, e per chiudere la rosa, la numero 10 Florinda Ciardi.

Un gruppo a dir poco devastante, se si pensa ad oggi il lavoro svolto nell’ambito del movimento calcistico femminile, con soli due cambi in panchina tra le quali la prima statunitense di quei tempi: Jill Rutten americana moglie di Alessandro Lambruschini (medaglia d’oro ad Atlanta l’anno precedente al match).

Nella metà campo opposta troviamo la numero uno Elisa Forlucci, che esordì a quindici anni in Serie A: parando un rigore. Capitan Silvia Fiorini che con l’Agliana scriverà la storia con 208 presenze e 161 reti messe a segno (dal 93 al 2001); Silvia Nannini difensore che militerà anche in Nazionale; e poi a via a via tutte le altre: Marina Mickaelles, Tiziana Carta, Emma Lozzelli, Francesca Ferrari, Monica Colombino, Caterina Di Costanzo, Ilaria Pizzichi ed infine Romina Plini. Il tecnico Dino Rafanelli, con i suoi dirigenti sarà l’ultimo a chiudere il cancello a lato del campo.

Venti e trenta e si parte: dopo quarantacinque minuti di perfetto equilibrio la gara prende la direzione Modena, che segna al 75′ con Maria Ilaria Pasqui (subentrata a Katia Serra cinque minuti prima), ma l’Agliana  trova il pareggio tre minuti dopo con Silvia Fiorini. Anche nei tempi supplementari l’equilibrio è prevalso, fino al minuto 110 quando la stessa Fiorini è stata espulsa per proteste. Nei dieci minuti conclusivi, con l’Agliana in dieci, il Modena ha poi dilagato con le reti ancora di Pasqui, poi di Carolina Morace ed un’autorete di Silvia Nannini. La prima edizione della Super Coppa Italiana, consegnata a Carolina Morace dalla professoressa Natalina Ceraso Levanti (prima presidente della divisione Calcio femminile), va così alle Emiliane.

Serie A Tesys: a pochi secondi dal gong decima vittoria di fila per il CMB, vince anche l’Altamura

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nel pomeriggio di ieri si è alzato il sipario nel futsal sulla decima giornata della Serie A Tesys: si è scesi, infatti, sul parquet al sabato con i due anticipi in programma.

La capolista CMB non sbaglia un colpo e vince ancora, portando a 10 la sua serie positiva. Il 2025 delle lucane mette a referto l’ennesimo successo contro il TikiTaka: al Palasaponara di Salandra è proprio la capolista a passare avanti dopo 7′ con Taty che sblocca la gara ma dopo un giro di lancette Getulio ristabilisce la parità. La situazione si ripete con Belli che firma il 2-1 per il CMB al 10′ ed il 2-2 di Mansueto che sembra durare sino al gong finale. A 10″ dalla sirena, perà, è Renatinha a trovare il gol da 3 punti che vale il definitivo 3-2 che lascia con l’amaro in bocca il Tikitaka.

Nell’altro anticipo del sabato, poi, la Soccer Altamura piega in trasferta Montesilvano: a metà frazione vantaggio ospite con Pascual mentre Spadano trova il pareggio. Kubaszek al 17′ sigla il nuovo sorpasso e nel finale di seconda frazione ancora Kubaszek e Pereira chiudono i giochi. Oggi si torna in campo con gli altri quattro match previsti. Alle 16 si parte con Audace Verona-Cagliari e Women Roma-Kick Off, mentre alle 18 si chiude con Bitonto-Molfetta e Okasa Falconara-Lazio.

Napoli Women: campane tra le sorprese del campionato, l’undici di Sassarini vuole continuare a stupire

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Napoli Women riparte nella Serie A, allargata in questa edizione a 12 formazioni, dopo il penultimo posto del passato torneo concluso con una salvezza giocata sino all’ultimo con la Sampdoria. Penultimo posto nella prima fase con 10 punti, in 18 gare, diventati 14, dopo altre 8 giornate, al termine della Poule Salvezza. Numeri non esaltanti che lasciavano presagire ad un nuovo campionato in zona bassa per la truppa di David Sassarini che ha puntato in estate su tante calciatrici giunte per la prima volta in Italia.

In Campania sono approdate, infatti, le varie Cecile Floe, Kinga Kozak, Hanna Barker, Cameron Brooks e Mille Jusjong. In uscita a salutare Napoli sono state, invece, tra le altre Debora Novellino, Matilde Lundorf, Virginia Di Giammarino e Stephanie Breitner. La squadra è partita in questa annata approcciando alla Serie A Women’s Cup perdendo nel finale per 2-1 contro la Lazio per per pareggiare, poi, con il Parma per 2-2 e cedere alla Juve 4-0. La fase di approccio al campionato, poi, ha visto il successo esterno per 1-5 in Coppa Italia contro il Venezia concludendo un percorso nel quale la formazione neopromossa ha lasciato buoni segnali in vista delle Serie A.

L’inizio di stagione del Napoli Women è stato, infatti, dei migliori con il successo interno, al ‘Piccolo’ di Cercola, all’esordio per 1-0 contro la Fiorentina seguito dal rocambolesco 3-4 esterno con la Ternana Women. Primo boccone amaro contro la Roma per 1-3 in casa dopo il quale sono arrivati il pareggio esterno di Parma, 2-2, la sconfitta esterna di misura con la Lazio, 0-1. Poi due vittorie con l’Inter, 1-0, e a Genova, 1-3, che hanno rilanciato le partenopee prima dei passi falsi con Milan, 0-2, e Juve, 2-1 beffardo maturato nel finale. Il Napoli Women ha concluso, cosi, la prima parte di stagione con 13 punti in 9 gare a -4 dal secondo posto.

Sono 12 le reti fatte e 13 subite dall’undici capitanato da Tecla Pettenuzzo che in casa ha siglato 3 gol prendendone 5 collezionando due vittorie, con Fiorentina ed Inter, e due sconfitte mentre in trasferta le marcature sono state 9 a fronte di 8 incassate con due successi, con Ternana Women e Genoa , un pari e due gare perse. In questo scorcio di campionato il Napoli Women ha perso due gare di fila, con Juve e Milan, come peggiore serie, con una serie positiva di due gare vinte in due circostanze, Fiorentina e Ternana W. e Inter e Genoa. Le partenopee non ha preso gol con Fiorentina ed Inter marcando il tabellino in sette match con Cecile Floe come migliore bomber con 4 centri e Kinga Kozak e Natalie Muth con 2.

Tra gli elementi più impiegati in campionato da mister Sassarini ci sono Cameron Brooks, Mille Jusjong e Cecilie Fløe, tre elementi mai tolti da rettangolo verde, Michela Giordano, con 806 minuti giocati, e Melissa Bellucci, a quota 777′, mentre Natalie Muth si ‘ferma’ a 662. Il 2025, invece, è stato archiviato con un bel successo in Coppa Italia per 3-1 sul Sassuolo, che ha dato fiducia e consapevolezza in vista del nuovo anno all’undici di mister Sassarini. Ora testa al 2026 che il Napoli W. aprirà con la sfida interna contro il Como Women e la trasferta con il Sassuolo che daranno vita al mese di gennaio e chiuderanno il girone d’andata.

Margherita Cirri, vice della Casolese: “Il gruppo non smette mai di imparare. Vogliamo dimostrare che in Toscana si fa un buon calcio”

Photo Credit: Casolese Calcio Femminile

Nel cospicuo numero di neopromosse c’è anche la Casolese, l’unica squadra toscana del Girone C di Serie C e, quindi, del campionato, reduce di una prima parte del torneo di alto livello che di certo ha sorpreso. La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha potuto intervistare in esclusiva la vice della Casolese, Margherita Cirri, per ripercorrere quanto fatto dalle ragazze di Mister Giuntini fino a questo momento dal punto di vista di una persona che vive, respira e studia di giorno in giorno il gruppo.

«L’entusiasmo è in crescita, merito anche di un gruppo di ragazze che si sta compattando partita dopo partita; è pronto per diventare una squadra. Non possiamo pensare che, con 12 individualità completamente nuove, si possa avere una squadra compatta fin da subito. Noi dello Staff non abbiamo la bacchetta magica, ma stiamo lavorando per far remare tutti verso un’unica direzione e al giusto tempo. Sapremo dire la nostra, partita dopo partita, togliendoci qualche soddisfazione per questo anno d’esordio in Serie C della Casolese», la Casolese è un gruppo di ragazze che ha camminato insieme fin dall’inizio della stagione e che si sta consolidando match dopo match. Per arrivare alla coesione effettiva serve tempo, ma le toscane stanno dimostrando che possono già fare grandi cose pur lavorando insieme da poco tempo. Quel che fa la differenza è l’entusiasmo, galvanizzato anche dai risultati maturati fino a questo momento.

Dando un’occhiata alla Casolese sotto la lente d’ingrandimento, Cirri afferma che a rendere questa squadra speciale e, soprattutto, pronta a crescere, è il gruppo unito che non vuole mai smettere di aggiungere nuovi aspetti al proprio bagaglio, rimarcando come una parola ricorrente è “curiosità”«Probabilmente esco dalla tattica, ma credo sia un aspetto che amo di più di questo gruppo; la voglia sempre di imparare. É un gruppo curioso e che fa domande; prediligo conversazioni invece che monologhi con chi alleno, credo sia più istruttivo. E loro lo permettono: chiedono, ascoltano e provano a mettere in pratica. Questo è un grosso vantaggio per noi Mister. L’aspetto sul quale lavorare, anche qui fuori dai tatticismi, è quello di accettare l’errore. Una volta superato questo scalino, possiamo lavorare su tutto; sapranno sbagliare consapevoli che quell’errore è stato giusto per un processo di apprendimento», accettare di poter sbagliare e di utilizzare i propri errori come punti di partenza per la propria evoluzione come calciatrice e come persona facilita molto il lavoro dello Staff tecnico, che si gode un gruppo genuino, forte e curioso, come detto poc’anzi.

«Come già detto in precedenza, non è facile amalgamare tante persone che provengono da realtà diverse. Le “vecchie” sono state subito disponibili per l’inserimento delle “nuove”; viceversa, le “nuove” hanno saputo subito integrarsi. Poi l’unicità del gruppo sta venendo fuori partita dopo partita. La squadra è giovane con qualche elemento di esperienza, ma il giusto equilibrio sta dando i suoi frutti. Sono state brave le ragazze a mischiarsi in un contesto senza età ma con la voglia di remare verso la stessa meta», avere anche a disposizione un gruppo di veterane disponibili e sempre pronte ad aiutare lo Staff a dare vita al gruppo ha permesso anche alle nuove arrivate di inserirsi in maniera graduale, ma efficace, nella realtà che la Casolese si era prefissata fin dall’arrivo in Serie C.

Cirri ha riconfermato la propria disponibilità per portare avanti questo progetto dopo un anno nello Staff in Eccellenza, e non è stato difficile per lei prendere la decisione: «Quando mi è stato proposto di proseguire il progetto non ci ho pensato troppo; venivo dal conseguimento dell’Uefa B e non poteva esserci migliore offerta di questa. Infatti voglio ringraziare la società per la fiducia. Ovviamente poter dare la continuità ad un progetto così importante é fondamentale, abbiamo la possibilità di proseguire un qualcosa che siamo riusciti a conquistare anno scorso, non è così scontato. Avere la possibilità anche di continuare a lavorare con ragazze che già conoscevamo può dare tanti benefici in progetti duraturi. Infine, lavoriamo tanto per un gioco strutturato: il fraseggio è la nostra fissazione. Siamo innamorati del pallone, ma non ci piace inseguirlo, vogliamo guidarlo noi dove vogliamo. Sicuramente il DS Landi ha trovato giocatrici con queste caratteristiche per poter fraseggiare gran parte della partita. Poi sta a noi staff, trasmettere il resto.»

Lo Staff, trovandosi di fronte all’approdo in Serie C, ha dovuto cominciare a lavorare in maniera diversa, dando priorità a un’organizzazione che potesse enucleare bene tutti e dare vita a un ingranaggio funzionante: «Il primo fattore è stato organizzativo. Conoscersi anche noi, su come ognuno di noi lavora e metterci a disposizione del collega. É qui che anche noi possiamo fare la differenza.»

La Coppa Italia, che le toscane hanno concluso in maniera prematura – anche per via di una formula dei gironi piuttosto rigida – è però servita «come rodaggio. Non eravamo ancora la Casolese di adesso, e questo purtroppo ci ha fatto uscire in anticipo! Dispiace, ma siamo comunque soddisfatti delle prestazioni contro la Nuova Alba. Mi ricordo la prima partita in casa loro, eravamo confuse, smarrite; al ritorno, dopo 15 giorni, qualcosa era già cambiato», i cambiamenti si sono visti nel giro di poche settimane e continuano a esserci, sempre per il meglio, di partita in partita.

Cirri ha inoltre aggiunto che essere l’unica squadra toscana in Serie C è motivo di orgoglio, ma anche di grande responsabilità«Quando giocavo io in Serie C, c’erano 4/5 squadre toscane. Purtroppo, negli ultimi anni, chiunque conquistava la categoria, automaticamente l’anno dopo la perdeva, quindi vogliamo dimostrare che anche in Toscana facciamo calcio come si deve e non per fare “bella figura”; Casole ha un progetto duraturo e per noi é importante portare in alto sia Casole che la Toscana. Mi auguro che nel giro di qualche anno si torni ad avere un bacino maggiore di squadre toscane in serie C», e l’auspicio più grande per la Casolese è fare da apripista per le altre squadre, affinché in futuro la Toscana non si veda relegata a un solo faro, bensì a un maggior numero di compagini militanti in Serie C.

Si ringraziano Margherita Cirri, l’addetta stampa Sara Zaccardo e la Casolese Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e la grande fiducia.

Il Presidente AIA e il Componente CN Marchesi deferiti al Tribunale Federale Nazionale. Zappi: “E l’ora più buia, ma ci sarà un giudice a Berlino”

Credit: AIA
Comunicazione del Presidente AIA agli Associati

Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, informa gli associati di aver ricevuto in data odierna, unitamente al Componente del Comitato Nazionale Emanuele Marchesi, un deferimento da parte della Procura Federale in relazione a fatti e condotte rispetto ai quali ribadisce la propria totale estraneità e rivendica la piena legittimità del proprio operato. Nel pieno rispetto delle procedure e delle istituzioni della giustizia sportiva, sono state immediatamente avviate tutte le iniziative necessarie a fornire i chiarimenti richiesti e a mettere a disposizione la documentazione utile a dimostrare la correttezza dell’operato del Presidente e dell’Associazione Italiana Arbitri.

Il Presidente conferma la massima collaborazione con gli organi competenti e invita tutti gli associati a mantenere equilibrio, coesione e senso di responsabilità, evitando polemiche pubbliche che possano arrecare pregiudizio all’immagine, all’unità e alla credibilità dell’Associazione. Al fine di garantire la massima trasparenza, il Presidente ha formalmente richiesto che, nei limiti consentiti dalle norme vigenti, gli atti dell’indagine possano essere resi disponibili agli associati che ne facciano richiesta. Tale scelta è coerente con il mandato democratico conferito al Presidente e si fonda sui principi di trasparenza e condivisione, ritenuti essenziali per la tutela dell’immagine e dell’autonomia dell’AIA.

Il Presidente ribadisce inoltre che il proprio operato è sempre stato orientato esclusivamente al bene comune dell’Associazione, nel pieno rispetto dell’autonomia tecnica e organizzativa dell’AIA, sancita dai principi informatori e dallo Statuto FIGC, e che ogni associato ha il diritto di formarsi una valutazione consapevole sulla base di elementi oggettivi. In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli ultimi mesi dall’Associazione, con particolare riferimento all’impegno volto a contrastare con determinazione la recrudescenza degli episodi di violenza nei confronti dei giovani arbitri e a tutelare, senza esitazioni, l’autonomia tecnica dell’AIA da iniziative volte alla riduzione della stessa. Azioni intraprese sin dal 14 dicembre 2024 e condotte con fermezza, responsabilità e senso delle istituzioni, nell’esclusivo interesse dell’Associazione e dei suoi associati.

L’AIA e il suo Presidente continueranno ad agire con rigore e determinazione, rivendicando in ogni sede la propria dignità istituzionale e tutelando la solidità dell’Associazione, proseguendo nello svolgimento del proprio ruolo con indipendenza e responsabilità. Resta ferma la volontà di portare avanti un progetto tecnico fondato sulla qualità, sulla crescita e sulla valorizzazione dell’intero movimento arbitrale, nel solco tracciato sin dall’inizio del mandato, nella convinzione che il rispetto delle regole e delle garanzie costituisca il fondamento di ogni valutazione equa e consapevole.

La LND protagonista del cambiamento: dopo le figurine, un altro caposaldo del calcio è femminile!

Photo Credit: Reggiana Calcio Femminile

L’arrivo dell’album delle Calciatrici si è rivelato un grande successo anche tra coloro che il calcio al femminile in Italia non lo conoscevano se non “per sentito dire”, non avendo avuto modo – o desiderio – di entrarvi in contatto. La famosa collezione di figurine ha spopolato e soppiantato ogni tipo di pregiudizio o di disfattismo iniziale, andando a mutare radicalmente l’interesse, almeno dal punto di vista collezionistico, nei confronti di questo sport.

Stavolta a essere protagoniste sono ancora una volta le calciatrici per un altro caposaldo del calcio maschile, e a dare loro voce è stata la Lega Nazionale Dilettanti. Per la prima volta nella storia della Serie C, del calcio femminile italiano e dell’industria del Bel Paese, il Subbuteo ha assunto anche tinte in rosa. Il gioco che da decenni appassiona generazioni di amanti di questo sport ha ottenuto una sua declinazione al femminile, un’altra situazione in cui un’azienda sceglie di investire e di credere nel movimento in rosa, che non vuole essere, come si è spesso visto nell’arte, una semplice corrente o tendenza.

Come affermato da Francesco Criscuolo, Responsabile del Settore Femminile della Reggiana – al momento nel Girone C – , si tratta di una fruttuosa partnership di tutta la Serie C con l’azienda che, di anno in anno, fornisce alle bambine e ai bambini le pedine per divertirsi con i calciatori e che, adesso, ha dato loro sembianze femminili: considerando che i lineamenti di una donna sono ben diversi da quelli di un uomo, quest’aspetto ha richiesto un lavoro e una preparazione anteposti da uno studio meticoloso perché quelle ragazze potessero essere perfette.

I frutti di questo lavoro si vedono nelle partite casalinghe della Reggiana, dove le pedine prendono vita sul rettangolo verde, benché in un cubo di dimensioni ridotte all’interno del quale si condensa un valore inestimabile: «Quindici giorni prima, l’Azienda ha necessità di sapere quale sarà la divisa della formazione avversaria, dopodiché riceve la fotografia e realizza la giocatrice. Doniamo una box dov’è presente una giocatrice con la nostra maglia della Reggiana e una giocatrice della squadra avversaria per cercare di sensibilizzare sull’aspetto di parità di genere, responsabilità sociale, tutte cose che stiamo cercando di portare avanti da diversi anni.»

Le parole di Criscuolo, fattosi portavoce di tutti i presidenti della LND, sono un piccolo, ma grande passo verso la parità di genere: queste ragazze infatti «hanno abbattuto il muro nei confronti dell’opinione pubblica, sono delle Eroine. Più gente si avvicina al movimento e più, un giorno, ci sarà la possibilità di avere un orizzonte completamente diverso. La Serie A è già indirizzata in quella direzione, anche se il divario c’è ancora. Un giorno si capirà che è giusto darci spazio.»

«Questo cubo è molto piccolo, ma è significativo per questo muro che stiamo provando ad abbattere», le ragazze hanno dimensioni ridotte soltanto all’interno del cubo, perché, come riportato da Criscuolo, sono state grandi nel provare ad abbattere il muro della disparità. Capelli, lineamenti, forme: andando a confrontare una calciatrice e un calciatore di questo gioco tutto è diverso, ma tutto è uguale al tempo stesso, perché il calcio è calcio, e chissà che altre aziende non vogliano accodarsi a quest’iniziativa.

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