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Nazionale U23 Femminile – È una sinfonia Azzurra, 3-1 alla Svezia con gli acuti di Pavan, Glionna e Massimino  

Credit: Figc

Dopo le vittorie contro Belgio e Portogallo, a Coverciano la Nazionale Under 23 Femminile batte 3-1 in amichevole la Svezia ottenendo un altro successo, il terzo stagionale, contro un’avversaria di prestigio. A tre mesi di distanza dal pareggio con l’Inghilterra nell’ultima amichevole disputata allo stadio ‘Tre Fontane’ di Roma, nel primo impegno ufficiale del 2023 l’Italia si presenta con una formazione diversa per otto undicesimi, ma mostra lo stesso bel gioco espresso con le pari età inglesi. E stavolta trova anche la via del gol grazie alle reti realizzate nella prima mezzora da Matilde Pavan e Marika Massimino e a inizio ripresa da Benedetta Glionna, dopo che la Svezia aveva accorciato le distanze nel finale di primo tempo con un ‘rigorino’ trasformato da Lundin. Tante le occasioni create dalle Azzurrine, con il risultato che sarebbe potuto essere anche più largo: “Siamo molto contenti – il commento del tecnico Nazzarena Grilli – perché, al di là della vittoria, c’è stata una prestazione di assoluto livello sotto il profilo tecnico, tattico e anche fisico. Finalmente siamo riuscite a battere una squadra nordica”.

Alla base del successo la coesione di un gruppo formato da calciatrici più esperte, come le classe ’99 Merlo e Glionna, e da diverse giovanissime di talento: “Le ragazze che sono scese dalla Nazionale maggiore si sono messe a disposizione – sottolinea Grilli – e sono orgogliosa di aver schierato dall’inizio una classe 2004 (Pavan, ndr) e aver fatto giocare un tempo ad una classe 2005 (Schatzer, ndr). Con lo staff lavoriamo giorno e notte, vediamo tanti video per far conoscere meglio alle ragazze le loro avversarie e metterle nelle condizioni di attuare un gioco propositivo, fatto di sacrificio ma anche di divertimento”.

LA PARTITA. Costruzione dal basso e pressione alta: sono queste le prerogative di un’Italia che parte forte, prendendo subito in mano il pallino del gioco. E non è un caso che il match, trasmesso in diretta streaming sul sito FIGC, si sblocchi dopo appena tre minuti grazie a Matilde Pavan, che con una mezza girata al volo finalizza al meglio una ripartenza orchestrata da Beatrice Merlo.

Nonostante il vantaggio è la squadra di Nazzarena Grilli a fare la partita, mostrando un’invidiabile condizione atletica e idee molto chiare. Margherita Monnecchi dal limite dell’area calcia a lato, poi è Benedetta Glionna a impegnare dalla distanza il portiere svedese Holmgren. Il raddoppio arriva al 28’: punizione di Glionna dalla destra e zampata vincente di Marika Massimino per un 2-0 più che meritato. La Svezia è alle corde e alle mezzora rischia il tracollo, con Holmgren brava a bloccare in presa alta il colpo di testa di Pavan, pescata in area da una scatenata Glionna. In chiusura di tempo però la partita si riapre per un rigore generoso concesso per un leggero contatto tra Merlo e Nystrom. Sul dischetto si presenta Marika Lundin, Beatrice Beretta indovina l’angolo ma il pallone si insacca a fil di palo.

A ristabilire le distanze ci pensa allora a inizio ripresa Benedetta Glionna, che raccoglie un calcio d’angolo battuto corto e da posizione defilata sorprende con un destro violento Holmgren. Una rete che è il giusto premio per l’attaccante della Roma, tra le protagoniste assolute del match. Roberta Aprile prende il posto tra i pali di Beretta, poi entrano anche Eva Schatzer e Nicole Arcangeli. La reazione della Svezia è timida ed è anzi Matilde Pavan a sfiorare due volte il 4-1 prima di lasciare il posto ad Alice Corelli. Nel finale entra anche Alice Giai per Pavan, la Svezia ci prova con la juventina Duljan, ma la vittoria ormai è in cassaforte.

Benedetta Brignoli, Sassuolo: “Giorno dopo giorno abbiamo trovato l’amalgama. Lavorando raggiungeremo il nostro obiettivo”

Photo Credit: Marco Montrone

Il Sassuolo è tornato a vincere domenica scorsa in Serie A, vincendo, nel penultimo turno della prima fase del campionato, sul Como Women per 2-0. La squadra di Gianpiero Piovani si trova al sesto posto con quattrodici punti, e intende prepararsi bene alla poule salvezza. Abbiamo raggiunto in questo periodo di pausa dovuto alle Nazionali, Benedetta Brignoli, centrocampista classe ’99 che, dopo tre anni alla Reggiana, veste da cinque stagioni la divisa neroverde, con un mezzo un’annata al Tavagnacco, e con lei abbiamo fatto il punto della situazione sulla stagione delle neroverdi nel massimo torneo.

Benedetta, cosa vuol dire per te giocare a calcio?
«Per me giocare a calcio significato tutto, è da quando ho sei anni che gioco a calcio. Dopo tanti anni di sacrifici, soprattutto delle ragazze prima di noi, siamo riuscite a diventare professioniste e credo che questo sia un grandissimo traguardo. Sempre più bambine si stanno appassionando al calcio femminile e questa è una bellissima cosa».

Cos’è per te essere una centrocampista?
«Beh, secondo me il centrocampista è uno dei ruoli più belli del calcio, credo che sia anche un ruolo fondamentale per l’equilibrio della squadra. Il centrocampista deve mettersi a disposizione della squadra, deve essere d’aiuto in fase difensiva ma allo stesso tempo di supporto agli attaccanti».

Il tuo percorso con le grandi è partito dalla Reggiana. Che anni sono stati per te?
«Si, ho iniziato a giocare con i maschietti, poi sono passata alla Reggiana. Con la Reggiana ho iniziato con la Primavera, ma solo dopo un mese sono salita con la Prima Squadra che, a quel tempo, militava in Serie B. Sono stati anni bellissimi, che mi hanno fatto capire fin da subito che fare la calciatrice sarebbe stato il mio sogno. Sono stati anni indimenticabili».

Tu sei al Sassuolo da sei anni. Che effetto fa per te vestire questa maglia?
«Vestire la maglia del Sassuolo è un onore, dopo così tanto tempo posso dire che è una seconda casa per me. Sassuolo è una società che crede tanto nel calcio femminile e nelle giovani. Ci mette a disposizione tutto quello di cui abbiamo bisogno».

Tuttavia, c’è anche un anno col Tavagnacco. Cosa ti ha dato questo club?
«Si, nel 2020 sono andata in prestito a Tavagnacco, anno in cui è scoppiata la pandemia e purtroppo il campionato si è fermato. Il Tavagnacco è una società storica del calcio femminile. È stata un’esperienza bellissima, sono cresciuta sia dal punto di vista calcistico ma anche dal punto di vista umano. È stata un’esperienza che porterò sempre con me».

Ad una partita alla conclusione della prima fase della Serie A, il Sassuolo è al sesto posto. Come valuti l’attuale piazzamento della squadra?
«Quest’anno abbiamo cambiato tanto, sono arrivate tante giocatrici nuove e tante straniere, all’inizio è stato un po’ difficile perché non ci conoscevamo. Lavorando giorno dopo giorno e partita dopo partita abbiamo trovato l’amalgama giusta che ad inizio campionato ci mancava. Soprattutto nel girone di ritorno, dove abbiamo dimostrato di essere una squadra forte».

La Serie A, adesso, è in pausa. Quanto inciderà, secondo te, la sosta delle Nazionali?
«Quando c’è la pausa nazionale è sempre un po’ strano allenarsi perché molte giocatrici sono chiamate dalle proprie nazionali. Con le altre compagne ci alleniamo comunque ad alta intensità e caricando anche un po’ di più negli allenamenti. Quando c’è la nazionale è un po’ penalizzante per i club perché si ha meno tempo per preparare le partite che ci saranno, però allo stesso tempo sappiamo che dobbiamo lavorare fin da subito concentrare il doppio».

Quanto è valso, per te, il 2-0 arrivato domenica sul Como Women?
«Per noi era una partita fondamentale. Il nostro unico obiettivo erano i tre punti. Siamo state brave a partire subito bene trovando il gol. Siamo state brave a rimanere concentrare fino alla fine, e a portare a casa il risultato. È una vittoria che ci dà morale e fiducia».

Alla ripresa del campionato il Sassuolo andrà in casa del Pomigliano. Quanto conterà questa partita?
«Sarà una partita difficile. Sappiamo che il Pomigliano è una squadra ostica, dobbiamo scendere in campo con la stessa mentalità che abbiamo messo contro il Como».

Cosa pensi del nuovo format scelto quest’anno per la Serie A?
«Quest’anno il campionato si è ridotto a dieci squadre, sicuramente è diventato più competitivo e ci saranno più partite da giocare. È un po’ strano vedere la Serie A femminile a dieci squadre, credo che il calcio femminile in Italia stia crescendo tanto, la Serie B sta facendo molto bene e quindi mi auguro che tra qualche anno si possa aumentare il numero delle squadre del campionato di Serie A».

Chi può vincere, secondo te, lo scudetto?
«Penso che la Roma abbia tutte le carte in regola per vincere il campionato, ma con i playoff sarà ancora tutto da vedere».

Secondo te, la Nazionale può trovare nel 2023 l’anno del riscatto?
«Secondo me si, la nazionale sta crescendo sempre di più, ora si sta puntando sulle giovani, e credo sia la strada migliore per farle crescere. La nazionale italiana ha fatto molto bene allo scorso mondiale, ed è soprattutto grazie a lei che il calcio femminile sia cresciuto. Speriamo che nel mondiale di quest’anno le ragazze possano dire la loro e fare bene».

Com’è la vita fuori dal campo?
«Fuori dal campo mi piace molto stare con gli amici, guardare serie tv, cucinare e suonare la chitarra».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Sassuolo in vista della ripartenza delle ostilità?
«Finita questa sosta torneremo ad allenarci tutte insieme. Sappiamo che ora saranno tutte partite difficili, ma sappiamo anche che siamo una squadra che è cresciuta tanto e secondo me, continuando a lavorare in questo modo, raggiungeremo il nostro obiettivo».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’US Sassuolo Calcio e Benedetta Brignoli per la disponibilità.

Panchina d’Oro a Montemurro, a De La Fuente quella d’argento

Credit: Figc

Dalla stagione 2013/2014, il Settore Tecnico celebra anche i migliori allenatori della Serie A e della Serie B femminile. Ad aggiudicarsi il premio di miglior tecnico della scorsa Serie A femminile è stato Joe Montemurro, che nell’ultima stagione è stato capace di conquistare, alla guida del club bianconero, Supercoppa, Coppa Italia e campionato. “Per me è un onore ricevere questo premio qui a Coverciano che è la culla del calcio italiano – le parole di Montemurro –. Sono un italiano nato e cresciuto dall’altra parte del mondo in Australia, ma tornare qui per allenare è sempre stato un sogno che si è realizzato grazie a Stefano Braghin e alla Juventus. La Juventus è sempre stata la mia squadra del cuore, da quando ero bambino e la seguivo da lontano con il mito di Scirea e Platini. Ricevere la Panchina d’oro è un momento speciale perché questo riconoscimento arriva grazie ai miei colleghi che hanno premiato il mio lavoro. Ringrazio loro e soprattutto la mia società, il mio staff, tutte le giocatrici, mia moglie e tutta la mia famiglia: grazie al loro supporto sono arrivato qui oggi e voglio condividere questo momento perché questo premio è di tutti noi”. Montemurro, con 8 voti, ha preceduto Alessandro Spugna (Roma, 7) e Gianpiero Piovani (Sassuolo, 4).

La Panchina d’argento per il calcio femminile è andata invece a Sebastian de la Fuente, che nello scorso campionato ha condotto il Como Women alla promozione in Serie A. Anche in questo caso, come per la Panchina d’oro femminile, la votazione è avvenuta on-line e ha coinvolto tutti i tecnici dello scorso campionato di Serie A e Serie B femminile. “Sono molto felice e molto contento di ricevere questo premio – le parole di de la Fuente –. È un onore essere riconosciuto dai colleghi, sicuramente questo premio lo ricevo grazie all’anno fantastico che abbiamo vissuto con il Como: per questo ringrazio i colleghi, la FIGC e il Settore Tecnico, la mia società che mi ha permesso di mettermi in gioco e per la fiducia nel mio lavoro, le mie giocatrici, il mio staff e la mia famiglia che mi supporta da tanti anni”. De La Fuente, con 11 voti, ha preceduto Mauro Ardizzone (Sassari Torres) e Michele Ardito (Cesena) con 3.

 

Calcio a cinque. Per quanto riguarda il futsal, le votazioni sono avvenute precedentemente alla cerimonia di oggi e sono state a cura della Divisione calcio a cinque. Per la Serie A maschile è stato premiato Fulvio Colini (Italservice Pesaro) si è aggiudicato per la terza volta in carriera la Panchina d’oro, mentre Massimiliano Neri del Città di Falconara ha bissato la vittoria della Panchina d’oro per il calcio a cinque femminile, ottenuta già per la stagione 2020/2021. “Devo ringraziare la mia società, l’Italservice Pesaro, e la Divisione che dopo la pandemia è riuscita a mettere su un palinsesto di campionati eccezionale – il commento di Colini –. Ogni Panchina d’oro ha un sapore speciale: la prima ovviamente è indimenticabile, ma rinnovarsi e vincerne altre due è una cosa fantastica”. “Quando sono entrato per la prima volta a Coverciano per il corso di primo livello ero come un bambino che entra a Disneyland – ha aggiunto Neri -. Ricevere questo premio davanti ad allenatori che vedo la domenica in tv è un’emozione indescrivibile. La dedica? A mio padre che non c’è più”.

Mister Neri è ancora Panchina d’Oro: “La dedica? A mio padre che non c’è più”

Foto Credit: Figc
Nelle ore scorse si è tenuta a Coverciano il Premio “Panchina d’Oro”.
Conferma nel mondo del futsal dove il miglior allenatore è ancora Massimiliano Neri del Città di Falconara, che ha bissato cosi il successo dello scorso anno.
Il coach delle marchigiane, campioni d’Italia e d’Europa, è stato premiato da Gabriele Gravina, presidente della Figc, e da Demetrio Albertini, alla guida del Settore Tecnico della Figc.
Queste le parole rilasciate a riguardo dallo stesso tecnico ai canali del club:
“Quando sono entrato per la prima volta a Coverciano per il corso di primo livello ero come un bambino che entra a Disneyland. Ricevere questo premio davanti ad allenatori che vedo la domenica in tv è un’emozione indescrivibile”. E il pensiero è andato subito a papà Marcello, giocatore e allenatore professionista al quale è anche dedicato il campo sportivo falconarese in via Liguria. “La dedica? A mio padre che non c’è più”.

Lisa Marchetti, UPC Tavagnacco: “Per la salvezza ci vuole solo duro lavoro, in questa stagione sono cresciuta tanto”

Le ultime uscite stagionali non sono state favorevoli al Tavagnacco, squadra che era partita bene nelle prime gare del campionato di Serie B e che si ritrova ora ad affrontare un periodo complicato fatto di sconfitte e punti che non arrivano. A fare il punto della situazione ai nostri microfoni è stata il portiere Lisa Marchetti, che tramite questa intervista ci ha parlato del momento del team friulano.

Lisa, in questo momento c’è grande ressa per la corsa alla salvezza. A tuo avviso cosa potrà fare la differenza?
Per la salvezza ci vuole solo duro lavoro. In settimana stiamo crescendo con l’intensità e la quantità; stiamo cercando di cementificare l’identità della squadra. Sarà di vitale importanza”.

Dove deve cambiare il Tavagnacco e quale, invece, l’aspetto positivo da conservare per puntare alla permanenza nella categoria?
“Il Tavagnacco ha solo bisogno di una vittoria per un’iniezione di fiducia, nient’altro. I valori ci sono, e con la convinzione possiamo tirare fuori quel “plus”. Il nostro aspetto positivo è la giovane età, possiamo crescere più fretta degli altri e adattarci velocemente ai cambiamenti”.

Alla ripresa del campionato la sfida con il Cittadella, che gara vi aspettate?
“Con il Cittadella sarà una sfida difficile, perché sono un ambiente ricco di entusiasmo, e stanno raccogliendo quest’anno i frutti dei progetti passati. Ma noi siamo concentrate su ciò che porteremo in campo, giocheremo a viso aperto, e punteremo al bottino pieno”.

Sei arrivata in estate dalla Lucchese, come reputi questa tua stagione in B?
“Reputo questa esperienza molto positiva, qui a Udine ho imparato cose che mai avrei pensato di imparare. Ho potuto vivere il campo e il calcio a tempo pieno, ed è un’opportunità per cui sono estremamente grata. Alla fine di questa stagione sarò profondamente cambiata. Sto crescendo tantissimo, ed ho ancora ampi margini. Sono ancora più consapevole di me”.

C’è un portiere a cui ti ispiri o che hai come modello?
“Non c’è un portiere in particolare a cui mi ispiro. Apprezzo tutto ciò che è ben fatto, a prescindere da chi lo compie e dalla categoria in cui gioca”.

 Cosa ti ha colpito in particolare di questo campionato di Serie B?
“Ciò che mi ha colpito di questo campionato è stato l’aumento del tasso tecnico e la velocità della palla. Ci sono giocatrici fantastiche che hanno aumentato il prestigio del campionato, e di anno in anno sarà ancora meglio. Sono entusiasta!”

Serie B: le Mvp della diciassettesima giornata di campionato

Credit Photo: Mario Quartapelle

La Figc Femminile nei giorni scorsi ha reso note le Mvp del quinto turno del 2023 di Serie B, il diciassettesimo di campionato.
Nella seconda giornata del girone di ritorno a comandare la classifica è sempre la Lazio che batte il Tavagnacco anche grazie alla rete di Giusy Moraca, premiata al suo primo gol in biancoceleste. A seguire le biancocelesti troviamo il Napoli corsaro a Trani con Adriana Gomes in rete per tre volte.
A braccetto, poi, Cittadella e Ternana: le venete fanno loro il derby con il Chievo con Martina Pizzolato ad aprire le marcature mentre le umbre battono in casa la Torres con Deborah Salvatori Rinaldi premiata come Mvp.
In casa romagnola, invece, giornata di doppiette: il Cesena supera in trasferta il Trento con Karyna Alkhovik ad indirizzare il match sponda cesenate come capita a Giada Burbassi che gonfia la rete due volte nel pareggio tra il Ravenna ed il Genoa.
Infine la palma di migliore in campo tocca a Alessia Rognoni, sempre in rete due volte nella gara tra il suo Hellas Verona ed il San Marino, e Veronique Brayda che sigla il momentaneo vantaggio del Brescia sull’Arezzo.

Pari e patta tra Lazio e Rovigo, le biancocelesti non vanno oltre il 2-2 in casa contro la squadra veneta

Termina con il risultato di 2-2 il match tra Lazio e Rovigo, anticipo valevole per la diciannovesima giornata di campionato. Le biancocelesti non riescono a proseguire la striscia positiva di vittorie, avvenute nelle ultime due gare contro Vip e Statte, fermandosi in casa davanti a un Rovigo capace di rimanere sempre in partita. Al Pala Pertini di Fiano la veterana Marchese illude le biancocelesti nel primo tempo, ma nella ripresa Iturriaga e Tonon, in quattro minuto, riagganciano la Lazio e rischiano addirittura di beffarla, nel finale però ci pensa Beita a salvare le sue. La squadra di mister Chilelli continua a soffrire di mancanza di continuità nei risultati, problema manifestatosi durante tutto l’arco della stagione. Nella prossima giornata di campionato la Lazio ospiterà nuovamente in casa il Tikitaka, una sfida tutt’altro che semplice, mentre il Rovigo affronterà le campionesse europee del Città di Falconara.

La Gara: La prima grande occasione del match ce l’hanno le ospiti, Buzignani in un due contro uno serve Da Rocha che però si fa ipnotizzare da Mascia. Goal mangiato goal subito, al 13′ Marchese viene servita in contropiede e se ne va in dribbling davanti la porta difesa da Nagy, che non può nulla sul il tiro potente della numero 9 biancoceleste. Poco dopo ci prova Grieco dalla distanza, ma il pallone viene deviato fuori dalla difesa del Rovigo. La squadra di mister Cossio si fa vedere allo scadere con il tiro di Da Rocha, ma la palla finisce alta sopra la traversa. Si va negli spogliatoi sull’1-0 Lazio. Il match riparte ed è di nuovo il Rovigo a far spavento, fallo laterale battuto da Gasparini, la palla passa per Pereira che batte subito in porta, ma Mascia è attenta e dice di no. La Lazio ci prova dalla distanza prima con Marques poi con Beita, ma niente da fare. Il Rovigo va di nuovo vicino al goal con il taglio di Pereira che beffa la difesa biancoceleste, ma la numero 14 in maglia arancione ancora una volta non è precisa e spara a lato. Il goal veneto è comunque nell’aria e avviene al 9′, fallo laterale per il Rovigo battuto indietro per Iturriaga che carica il sinistro e infila Mascia per l’1-1. Poco dopo è ancora Iturriaga ad essere pericolosa su punizione, ma Mascia ribatte. Il Rovigo attacca sulle ali dell’entusiasmo e trova il raddoppio, al 13′ Da Rocha se ne va sulla fascia e mette dentro per Tonon, che da pochi passi non sbaglia e segna il goal del 2-1 per la squadra ospite. Grieco ha l’opportunità di riportare in parità le sue su tiro libero, ma calcia male e Nagy para. Quando le speranze sembravano finite per la Lazio le venete perdono un pallone sanguinoso in uscita con il portiere di movimento, a porta sguarnita Beita infila il colpo del 2-2. La Lazio rischia anche di vincerla allo scadere,  Siclari trova dentro Marques che si butta in spaccata per prenderla, la deviazione di Marques tuttavia finisce sul palo e il Rovigo è salvo. Finisce così 2-2 il match tra Lazio e Rovigo.

LAZIO-ROVIGO ORANGE 2-2 (1-0 p.t.)
LAZIO: Mascia, Siclari, Beita, Marchese, Grieco,Di Marco, Vazquez, Barca, Marques, Pinheiro, D’Angelo, Farinelli. All. Chilelli

ROVIGO ORANGE: Nagy, Iturriaga, Gasparini, Pereira, Dayane,Costa, Faccio, Buzignani, Othmani, Lorrai, Tonon, Gava. All. Cossìo

MARCATRICI: p.t. 13’31” Marchese (L), s.t. 9’38” Iturriaga (R), 13’03” Tonon (R), 18’07” Beita (L)

AMMONITI: Beita (L), Buzignani (R), Pereira (R)

ESPULSI: Mascia (L)

ARBITRI: Luca Petrillo (Caranzaro), Francesco Saverio Mancuso (Lamezia Terme) CRONO: Pasquale Crocifiglio (Napoli)

NOTE: al 14’07” del s.t. Nagy (R) para un tiro libero a Grieco (L)

Bruno Pizzul: “Peccato non aver commentato mai una gara femminile, un calcio che oggi ha una sua spettacolarità”

Per la rubrica “A pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Bruno Pizzul, presente nei giorni scorsi a Portogruaro in una conferenza dedicata ai mitici Mondiali di Spagna ’82.
La voce della Nazionale italiana dal 1986 al 2003 ha aperto la chiacchierata sull’espansione del calcio femminile nel nostro Stivale:
“Quello femminile, naturalmente, negli ultimi anni è diventato un calcio che ha preso sempre di più una sua dimensione ed una sua credibilità. Lo trovo un movimento che vede crescere in maniera costante anche una sua spettacolarità, spero però non lo si voglia ogni volta, in ogni azione sistematicamente, paragonare al calcio maschile”.

Sul movimento in rosa l’ex commentatore in Rai dal 1970 poi ha aggiunto:
“Le ragazze hanno un’applicazione fantastica per quanto riguarda il rispetto della tattica, e sono sempre ben determinate a metterci l’anima. Loro però hanno meno forza fisica rispetto ai maschi e dunque puntano su altro e come succede spesso, anche in altri sport, è più bello vedere giocare le donne che gli uomini”.
Il noto giornalista sul movimento femminile dei suoi anni però ricorda:
“Non mi è mai capitato di commentare nella mia carriera da giornalista una gara di femminile, è stato un peccato ma televisivamente avevano poco spazio e l’interesse generale era diverso. Oggi i tempi sono cambiati, forse sarebbe stato più semplice guardarle da vicino e non mi sarebbe dispiaciuto poter raccontare qualche gara di un calcio che sta attirando molta importanza”.

 Non mancano, poi, gli elogi al gruppo Azzurro di Milena Bertolini:
“Noi abbiamo ancora molto da imparare da altri Paesi dove il tutto si è messo in moto prima. Soprattutto, con alcuni di loro, c’è un gap  fisico-atletico che ci penalizza. Sono tante le atlete, a differenza delle nostre, con fisici slanciati che porta ad avere comunque un qualcosa in più a livello strutturale. Alle ragazze della Bertolini dico comunque brave perchè stanno migliorando a vista d’occhio sotto tanti aspetti e hanno portato in tantissimi ad appassionarsi verso questo mondo”.
La chiusura del classe ’38 friulano è sul passaggio al professionismo:
“Mi ha fatto un piacere enorme vedere come all’estero, dove ormai è prassi consolidata da tempo, che le grandi squadre di club italiane abbiano investito nel femminile curando e gestendo con grande attenzione una nuova appendice che prima non esisteva. Questo movimento si sta sviluppando sempre più e pian piano chissà che le distanze dalle big straniere di oggi possa essere colmato”.

 

Le nostre pagelle di Inghilterra-Italia: Laura Giuliani la migliore in campo, nonostante i due gol subiti

In una partita in cui l’Italia ha provato a giocarsela per un pareggio, vediamo una difesa più compatta, con un buon gioco laterale ma con qualche lacuna al centro, come nel centrocampo. Errori che pesano e che hanno regalato alle Leonesse occasioni che non si sono fatte mancare di realizzare.
Migliore in campo, secondo me, Giuliani: nonostante il risultato penalizzante, ha salvato veramente molto, anche su errore delle compagne.

Laura Giuliani: 7/8 Convincente prestazione di Laura tra i pali: non si contano le occasioni da gol bloccate, almeno due su Daly nel primo tempo, che realizzerà poi di testa per ben due volte nell’area piccola. Atteggiamento maturo ma due gol che pesano, anche se non del tutto colpa sua.

Valentina Bergamaschi: 7 Una delle migliori in campo. Tiene a bada Lauren Hemp e si da fare in difesa. Esce coi crampi e da tutto.

Aurora Galli: 5/6 L’esperienza in WSL aiuta Aurora a tenere compatto un centro campo in cui Keira Walsh si trova bloccata. Sbaglia però un po’ troppo, offrendo a Daly l’occasione per un tiro che viene parato da Giuliani.

Manuela Giugliano: 6.5 In assetto diverso dal Belgio, non riesce ad esplodere come vorrebbe. E’ comunque dove serve e compatta il centro campo con le altre. Sempre combattiva, la sua grinta tiene testa alle leonesse. Si infortuna e regala a Lauren James l’occasione per l’assist del secondo gol inglese.

Martina Rosucci: 6.5 Finalmente una prestazione che non e’ solo da “compito a casa” ma ha anima e lavoro dietro. Una Rosucci che si vede in centro campo e fa quello che sa fare meglio: controllare le avversarie e cercare di riprendere possesso palla quando occorre

Valentina Giacinti: 7  Manca il gol ma la forma di Valentina continua ad essere una costante nella squadra. Forse un po’ piu’ spenta rispetto a quella vista nel secondo tempo contro il Belgio, ma non meno combattiva. Prova a fare gol, ma non riesce.

Cristiana Girelli: 5/6 Poteva andare meglio per Cristiana. Purtroppo non ha modo di toccare molto palla e di intimorire gli avversari come ci si aspetterebbe. Potrebbe dare di piu’ , ma non riesce con Greenwood e Carter a tenerla a a bada.

Barbara Bonansea: 7.5 Prova a costruire l’attacco piu’ volte, passando anche la difesa inglese e provando a creare con Giacinti. E’ suo il discusso cross a Sofia Cantore che portera’ temporaneamente l’Italia in pareggio.

Lisa Boattin: 5 In difesa aiuta ad impedire un tiro nel primo tempo ma permette a Robinson l’assist a Daly che realizza il gol dell’1 a 0.

Martina Lenzini: 5 Gioca centrale ma non riesce a rallentare Daly che per ben due volte fa gol saltando di testa affianco a lei. In ritardo a volte in difesa.

Cecilia Salvai: 4/5 Da un suo errore Daly fa il primo tiro in porta, fortunatamente parato. Sul primo gol, guarda il pallone ma non fa nulla per impedire a Daly di saltare e fare gol, nonostante la stia marcando.

Elena Linari: 5 Entra nel secondo tempo e passa a Nobbs che tira diritta in porta, parata da Giuliani. Praticamente immobile, oggi non e’ la sua partita.

Sofia Cantore: 7.5 Finalmente il primo gol tanto cercato in Nazionale. Ottima l’intesa con Bonansea e spesso prova a farsi spazio per fare gol.

Arianna Caruso: 6 Prova a dare un po’ piu’ di brio al centro campo che resta comunque compatto.

Benedetta Orsi: 6 Entra e tiene Kelly al suo posto ma spesso perde palla che finisce nei piedi delle inglesi, che sviluppano il gioco.

Annamaria Serturini: 6.5 Entra a 20’ min dalla fine ed e’ sua l’ultima vera occasione da gol per l’Italia.

Giada Greggi: 6 Si impegna e continua a dare consistenza al centro campo. Troppe le palle perse e recuperate dalle inglesi.

Una partita con statistiche impressionanti: Inghilterra in possesso del pallone per quasi il 68% del tempo e con un’accuratezza nei passaggi nella propria area del 92.2%. Un’equa distribuzione dei duelli area vinti (54.5 % per l’Inghilterra, ed il 45.5% per l’Italia) e dei duelli generali (58.8% Inghilterra e 41.2% Italia), con l’Italia che vince le statistiche dell’accuratezza del tiro (75%) e delle parate (20).

Statistiche importanti a far capire il livello della partita e a giustificare forse in parte i voti dati.

Oggi assegnata la Panchina d’Oro con Scaloni e De Giorgi

 Dopo due anni si torna finalmente a Coverciano per assegnare la Panchina d’Oro del Settore Tecnico. Appuntamento per il prossimo lunedì 20 febbraio presso l’auditorium del Settore Tecnico, dove i tecnici professionisti voteranno per decretare i più meritevoli della passata stagione. La cerimonia vedrà anche a compendio i due incontri formativi che fungeranno anche da aggiornamento e che vedranno salire in cattedra il tecnico dell’Argentina Campione del Mondo Lionel Scaloni e il tecnico dell’ItalVolley Ferdinando De Giorgi.

“Siamo onorati – ha sottolineato il presidente del Settore Tecnico, Demetrio Albertini al sito FIGC.it – di ospitare due Ct campioni del mondo. Con Scaloni siamo stati in contatto diretto in questi giorni per definire la sua presenza e il confronto che lui e De Giorgi avranno con i nostri allenatori non potrà far altro che stimolare il dibattito e aumentare le conoscenze, in un rapporto di ‘contaminazione’ continuo che è il fulcro della nostra Scuola Allenatori”.

Alla kermesse, come detto, verranno premiati i migliori allenatori della scorsa stagione, secondo l’insindacabile giudizio dei colleghi tecnici. Saranno premiati i migliori allenatori della scorsa Serie A, Serie B e Serie C maschile, con le votazioni che verranno effettuate la mattina stessa prima dell’inizio delle lezioni. I riconoscimenti verranno consegnati anche ai migliori tecnici dell’ultima Serie A e Serie B femminile, della Serie A – maschile e femminile – di calcio a cinque e al miglior responsabile di settore giovanile. In questi ultimi casi le votazioni sono avvenute on-line, coinvolgendo sempre i colleghi tecnici.

Chi succederà a Antonio Conte?

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